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Italian term or phrase:Punti Nascita
Se una mamma dona il cordone ombelicale del suo bambino può salvare la vita di altri bambini. Ad esempio uno dei circa 400 bambini che ogni anno, in Italia, sono colpiti dalla leucemia. Se tutte le circa 6.000 donne che ogni anno partoriscono in provincia di Modena acconsentissero a questa donazione, si potrebbe contare su circa 600 sacche di prezioso sangue contenente cellule staminali (emopoietiche) per la cura di linfomi, leucemie, tumori solidi e altre malattie ematologiche. Seicento sacche e non seimila perché, parafrasando una canzone di Gianni Morandi, solo una su dieci ce la fa, solo il sangue di un cordone su dieci donne che hanno aderito alla donazione supera tutti i test e, alla fine, risulta idoneo. Con la consapevolezza di quanto sia importante vincere questa sfida per la vita, in occasione della festa dedicata alle donne è stato presentato un team di partner ancora più agguerrito che in passato per portare avanti il progetto “Una vita per la vita: mamma due volte”.
La prima novità è che da marzo tutti i ***Punti Nascita****, e cioè tutti i reparti di Ostetricia, della provincia raccolgono il sangue del cordone ombelicale delle donatrici. Alle Ostetricie del Policlinico, dell’ospedale di Carpi e di quello di Sassuolo, si aggiungono infatti quelle degli ospedali di Mirandola e di Pavullo. La rete è così completa. L’altra novità è che a fianco dell’Azienda USL col Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia-Salute Donna, dell’Azienda Policlinico con la Clinica Ginecologica-Ostetrica e il Servizio di Medicina Trasfusionale, dell’ASEOP (Associazione per il Sostegno della Ematologia e Oncologia Pediatrica) scende in campo anche la “Fondazione Patrizio Paoletti per lo Sviluppo” e la Comunicazionedi Assisi. Non solo operatori sanitari e volontari, quindi, ma anche esperti in dinamiche relazionali e di comunicazione. La Fondazione Paoletti sta curando, in particolare, la formazione degli operatori delle sale parto per migliorare ulteriormente la comunicazione tra operatori e donne in attesa, con l’obiettivo di una maggiore “umanizzazione” del percorso nascita.