Se i miei diritti come traduttrice vengono calpestati
Thread poster: xxxMinimimma
xxxMinimimma
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Mar 30, 2008

Ciao a tutti,
mi trovo in una bruttissima situazione.
L'agenzia per cui lavoro come traduttrice in House non vuole pagarmi per una fattura pari ad un mese del mio lavoro.
Ciò adducendo ragioni inerenti il prezzo che il capo ha contrattato con il cliente, cosa che , essendo io pagata su tariffa oararia non conosco nè mi riguarda. Preciso che la suddetta agenzia è anche furbetta, perchè chiedendo una performance minima su base oraria mi costringe anche a dichiarare meno ore di quelle effettivamente lavorate se per qls ragione un giorno non riesco a tenere quella performance.
Precisando che per la fattura in questione la mia prestazione è ben superiore a quella minima richiesta, non posso farmi carico di accordi che intercorrono tra il capo e il cliente e non capisco perchè si voglia scaricare i costi di una contrattazione di prezzo sbagliata su di me, il mio lavoro, la mia fatica.
Siccome la suddetta agenzia è così carina da non avermi ancora fatto un contratto dopo 6 mesi di lavoro, nonostante io lo abbia chiesto ripetutamente, siccome per 6 mesi m han costretta a lavorare come in House senza che il mio nome stia da nessuna parte e senza che mi sia stata fornita una copertura assicurativa e siccome sono stati così furbi da mettere nero su bianco che sono costretta a dichiarare meno ore di quelle effettivamente lavorate se loro non sono d'accordo con la mia prestazione in termni di mole...diciamo che ho le basi per fare valere i miei diritti e non solo in termini di pagamento dell'ultima fattura per la quale vorrebbero arbitrariamente che io emettessi nuova fattura (appunto a distanza d due mesi) in cui dichiaro di volere essere pagata per 300 euro in meno...(voi sapete che possono essere 3-4 gg di lavoro dato la tariffa da fame con la quale mi pagano).
Ho dato un'occhiata alle prestazioni fornite dalla cgil e dal patronato inca e sarò lì la prossima settimana se serve ma qlcn di voi può darmi qualche suggerimento in più su come muovermi?
Ah, per inciso...dall'ultimo giorno sono anche arrivate minacce e intimidazioni sul mio futuro lavorativo, se non accetto di abbassare l'importo della fattura.
Potete capire che ci sto piuttosto male e sono molto amareggiata e arrabbiata.
Confido nel suggerimento di chi ha più esperienza di me perchè nessuno dovrebbe trovarsi in una tale situazione umiliante e frustrante dal punto di vista personale e professionale

[Edited at 2008-03-30 12:21]

[Edited at 2008-03-30 12:44]


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gianfranco  Identity Verified
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La legge protegge i lavoratori contro questi abusi Mar 30, 2008

ciao Minimimma,

mi sembra, a prima vista, che ti stiano più che calpestando. Per fortuna la legge protegge i lavoratori. Pur non conoscendo la tua esatta situazione e il contratto o gli accordi che hai con questa agenzia, mi sembra di capire che il tuo sia effettivamente un lavoro dipendente (specialmente se esegui il lavoro nei loro locali, con le loro attrezzature) ma viene fatto figurare come lavoro autonomo per evitare il pagamento dei contributi che ti spetterebbero come lavoratrice dipendente.

Questa agenzia rischia molto grosso. Se l'INPS effettua una ispezione, spontaneamente o dietro segnalazione delle irregolarità che descrivi, dovranno pagare tutti i contributi evasi e beccano una multa colossale.
Nonostante questo pericolo ci sono ancora datori di lavoro che usano sotterfugi simili per risparmiare sui contributi. Il lavoratore, spesso costretto ad accettare imposizioni di questo genere, non viene perseguito ma protetto da questo tipo di trattamenti ingiusti. Fatti consigliare bene su come agire dal un sindacato o patronato di figucia.

Mettendo ora alle spalle il problema dell'inquadramento contrattuale, secondo me hai tutto il diritto di essere pagata per le tue prestazioni orarie, come pattuito, a prescindere dagli accordi che loro hanno preso con il cliente al di fuori dal tuo controllo e a tua insaputa.
Per quanto ti riguarda, loro possono anche regalare la traduzione, per qualunque motivo o per altre convenienze, ma sapendo che a te deve essere pagata XX EUR, ti devono pagare comunque, altrimenti stanno facendo un regalo (o uno sconto) a tue spese.

Non commento neppure tutte le altre meschinerie e manovre che sono veramente inqualificabili. Fai memoria, scrivi tutto, prepara un dossier ordinato e completo con quanto ti è stato detto, imposto o anche fatto firmare. Non è detto che alcuni accordi anche scritti siano vincolanti, se dimostri che sono stati imposti e se verranno considerati vessatori e illegali, senza mezzi termini.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2008-03-30 15:50]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Sulla libera professione Mar 30, 2008

Gianfranco ti ha già dato molte informazioni interessanti.

Da parte mia, io sono parecchio sorpresa dal fatto che sia tu stessa a considerarti una lavoratrice dipendente e invece di porti le domande che si dovrebbe porre un libero professionista, hai ventilato subito l'ipotesi di rivolgerti al sindacato! Ma tu sei titolare di una partita iva, sei il fornitore di un servizio che offre la sua prestazione presso la sede del cliente. Sei tu a dover proporre una tariffa oraria e in ogni caso, se non ti accordi, puoi scegliere di cercarti un altro cliente. In realtà sei anche tu a dover provvedere ad avere eventualmente una copertura assicurativa. Infine, se non ti pagano, puoi emettere ugualmente la tua fattura e adire le vie legali contro il tuo cliente insolvente. Se hai offerto il tuo lavoro senza alcun incarico scritto, sei stata tu a correre il rischio e adesso puoi cercare di porvi rimedio nel migliore dei modi.

Magari puoi dare un'occhiata ai vecchi forum, dove troverai informazioni sulle modalità più idonee per far valere i diritti di un fornitore che subisce un insoluto.

http://www.proz.com/forum/italian/74264-pagamentiquesto_paese_si_chiama_italia-.html
http://www.proz.com/forum/italian/97337-pagamento_non_avvenuto-.html



[Edited at 2008-03-30 16:50]

[Edited at 2008-03-30 16:53]


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A_Nespoli  Identity Verified
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precisazione Mar 30, 2008

gianfranco wrote:



Questa agenzia rischia molto grosso. Se l'INPS effettua una ispezione, spontaneamente o dietro segnalazione delle irregolarità che descrivi, dovranno pagare tutti i contributi evasi e beccano una multa colossale.
[Edited at 2008-03-30 15:50]


Questo non è proprio esatto, in quanto lavorare con partita IVA, fatturando le ore, di per sè è legale se inquadrato nei termini di una consulenza.
Era un discorso che valeva per i co.co.co o per i contratti a progetto, ma in questo caso è diverso perchè se hai aperto la partita IVA, significa semplicemente che i contributi li paghi direttamente tu e non vengono prelevati alla fonte come nel caso di un dipendente.
In genere nelle fatture infatti dovrebbe esserci anche la voce del 4% INPS, che ti viene retribuito oltre alla tariffa.

In ogni caso, come diceva Mariella, con le fatture puoi sicuramente adire a vie legali per avere quanto ti spetta.

Per lavorare in un altro modo..cioè da assunta..innanzitutto considerato il comportamento che stanno tenendo nei tuoi confronti, non so se ti conviene, almeno non per loro ecco.

In ogni caso poi una ditta può scegliere liberamente se avvalersi di consulenti che fatturano le ore o il lavoro svolto, o se avvalersi di collaboratori a progetto o se assumere, sempre che rimanga nell'ambito delle regolamentazioni che regolano le diverse collaborazioni.
Cioè...se hai aperto la partita IVA, e fatturi le ore, questa agenzia non fa niente di illegale a continuare a retribuirti in questo modo. È il tipo di rapporto di lavoro che hai accettato e al massimo puoi proporre una forma di collaborazione diversa, ma non c'è modo di imporla ecco.


Potresti tentare di pretendere un contratto di consulenza, questo sì, in cui tu ti impegni a lavorare un certo numero di ore in sede all'anno o al mese, e viene definita anche la retribuzione una volta per tutte.


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gianfranco  Identity Verified
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Caratteristiche del lavoro autonomo/dipendente Mar 30, 2008

A_Nespoli wrote:
...Questo non è proprio esatto, in quanto lavorare con partita IVA, fatturando le ore, di per sè è legale se inquadrato nei termini di una consulenza.
Era un discorso che valeva per i co.co.co o per i contratti a progetto, ma in questo caso è diverso perchè se hai aperto la partita IVA, significa semplicemente che i contributi li paghi direttamente tu e non vengono prelevati alla fonte come nel caso di un dipendente.


Nel mio intervento ho detto che non conoscendo tutti i dettagli del contratto e degli accordi non possiamo essere precisi, senza contare che noi, non essendo professionisti del settore lavoro, non conosciamo tutti i risvolti legali e la legislazione del lavoro. Non ci è stato detto neppure se si tratta di fatture con IVA oppure di ricevute per prestazioni occasionali.

Una cosa che sarebbe importante stabilire, in questo caso, è se siamo di fronte a lavoro di tipo autonomo (effettivamente svolto in modo autonomo) oppure di lavoro subordinato mascherato da lavoro autonomo.

Per definizione, un lavoratore autonomo si impegna a fornire un servizio senza vincolo di subordinazione, ovvero senza dover rispondere di come viene svolto il servizio pattuito, senza vincoli di orario o altro. Gli unici vincoli sono il rispetto della scadenza pattuita e la conformità del prodotto fornito ai termini di contratto.

Riguardo il luogo in cui viene svolto il lavoro, tipicamente il lavoratore autonomo possiede i propri strumenti di lavoro, un locale adeguato e le attrezzature necessarie (hardware, software, comunicazione, ecc.).
Il lavoro può anche essere svolto presso i locali del committente, per varie esigenze, ma deve essere dimostrato che questo avviene solo per esigenze imprescindibili e non per espressa richiesta del committente, ovvero una sua imposizione, perché di fatto si vuole controllare il fornitore in ogni fase, dalle mansioni assegnate agli orari di lavoro.

Insomma, se il lavoro avviene sotto il completo controllo del committente e deve essere eseguito rispettando tutte le sue disposizioni (anche quando non strettamente necessario per lo svolgimento del servizio), inclusi i metodi di lavoro, se avviene in orari stabiliti, se viene svolto con attrezzature e locali del committente (imposto anche se non strettamente necessario), si tratta di lavoro dipendente e non credo che emettere fatture sia sufficiente all'INPS per chiudere un'occhio sull'evasione da parte del committente dei contributi previdenziali.

Un altro fattore importante è il numero di clienti serviti dal fornitore. Se il fornitore ha diversi clienti e l'agenzia di cui parliamo fosse solo uno di essi, fosse pure il maggiore cliente, è un caso ben diverso da una situazione in cui si tratti di cliente unico, magari con un impegno di tempo pari o prossimo al tempo pieno.

Secondo me occorre presentare tutti questi elementi a un consulente, sindacato o patronato e far valutare se si tratta di lavoro autonomo o di lavoro dipendente mascherato da autonomo.


ciao
Gianfranco


[Edited at 2008-03-30 17:34]


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A_Nespoli  Identity Verified
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... Mar 30, 2008

Se Minimimma con fattura, intendeva una ricevuta per prestazioni occasionali, allora il mio post si può saltare a pié pari...


gianfranco wrote:


Per definizione, un lavoratore autonomo si impegna a fornire un servizio senza vincolo di subordinazione, ovvero senza dover rispondere di come viene svolto il servizio pattuito, senza vincoli di orario o altro. Gli unici vincoli sono il rispetto della scadenza pattuita e la conformità del prodotto fornito ai termini di contratto.


[Edited at 2008-03-30 17:34]


Però se con fattura intendeva una fattura, allora secondo me la questione non è proprio come dici tu..

Probabilmente è raro tra i traduttori, ma moltissimi consulenti con partita IVA (e non ti parlo di gente sfruttata, eh, ti parlo semplicemente di un'altra forma di collaborazione consentita e regolamentata) lavorano in sede, nell'ambito degli orari di ufficio, fatturando le ore e garantendo un monte ore mensili o settimanali, in modo perfettamente legale.
Ad esempio ingegneri che conosco, ben retribuiti e con incarichi di responsabilità, in ditte italiane e multinazionali, come anche consulenti informatici o periti assicurativi.


E riguardo ai contributi, se li pagano loro, ma allo stesso modo in cui un lavoratore dipendente con il suo lavoro, di fatto' si paga i suoi contributi. I contributi entrano nel computo del lordo di un dipendente esattamente come entrano nel computo del lordo di un libero professionista.
Cioè. se (e non lo so) Minimimma ha la partita IVA e quindi è iscritta all'INPS, un'eventuale evasioni all'obbligo contributivo risulterebbe una sua responsabilità e non della ditta. Anche perchè all'INPS interessa che i contributi risulino pagati e interessa un po' meno chi sia a pagarli, se l'azienda che ha assunto o un consulente di tale azienza.

Rimane che MInimimma saprà meglio di me le sue condizioni di lavoro, ma se io come libero professionista con partita IVA accettassi una consulenza in sede con una prestazioni minima definita, fatturazione delle ore, e poi mi trovassi fatture non pagate, lo sbocco che mi sembrerebbe naturale sarebbe un avvocato e non i sindacati che possono farci ben poco.


[Modificato alle 2008-03-30 18:59]


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xxxMinimimma
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vi specifico meglio la questione Mar 30, 2008

Diciamo che Gianfranco pur avendogli io fornito pochi elementi è arrivato molto vicino al nocciolo della questione.
Io sì sono una professionista a partita IVA...tedesca (la partita IVA). Dopo la laurea mi sono trasferita in Germania e ho iniziato a lavorare lì (paradiso a livello lavorativo), poi per stare più vicina ai miei e per motivi personali, da 6 mesi sono temporaneamente tornata in Italia.
Siccome il progetto è rientrare in Germania nei prossimi mesi e poichè l azienda in questione gestita e fondata da italiani ha sede legale in Germania ho continuato a usare la mia partita IVA tedesca in qsti mesi (mi sono informata con la commercialista tedesca, essendo telelavoro ed essendo il cliente con sede legale in Germania la cosa è del tutto fattibile).
L'agenzia di traduzioni in questione con sede vicino Bologna abbagliandomi con l'idea del lavoro continuativo (e quindi non è proprio il caso del lavoro a prestazione occasionale) mi ha imposto di lavorare presso la propria sede: ogni giorno in cui non sono andata (pochi) mi han fatto sentire una xxxxx e la "conditio sine qua non" per lavorare è quella di fare dal lunedì al venerdì orario di ufficio, in ufficio, coi loro pc e la loro strumentazione. Quindi il freelancer va bene perchè è conveniente, infatti all unica persona che ha voluto l'assunzione hanno fatto stirare il collo, però non va bene il freelancer che lavora da casa sua: obbligo alla presenza in ufficio negli orari d'ufficio (o non se ne fa niente).
Inoltre la tariffa mi è stata imposta, prendere o lasciare, e mi avrebbero imposto (e sostanzialmente me lo fanno applicare cmq) di accettare una tariffa oraria ma di non potere dichiarare il numero di ore lavorate in fattura se non traduco la quantità che loro si aspettano...servono altri dettagli?
grazie per le vostre risposte intanto


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gianfranco  Identity Verified
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+ ...
Dovresti ristrutturare il tuo business Mar 30, 2008

Minimimma wrote:
... L'agenzia di traduzioni in questione con sede vicino Bologna abbagliandomi con l'idea del lavoro continuativo (e quindi non è proprio il caso del lavoro a prestazione occasionale) mi ha imposto di lavorare presso la propria sede: ogni giorno in cui non sono andata (pochi) mi han fatto sentire una xxxxx e la "conditio sine qua non" per lavorare è quella di fare dal lunedì al venerdì orario di ufficio, in ufficio, coi loro pc e la loro strumentazione. Quindi il freelancer va bene perchè è conveniente, infatti all unica persona che ha voluto l'assunzione hanno fatto stirare il collo, però non va bene il freelancer che lavora da casa sua: obbligo alla presenza in ufficio negli orari d'ufficio (o non se ne fa niente).
Inoltre la tariffa mi è stata imposta, prendere o lasciare, e mi avrebbero imposto (e sostanzialmente me lo fanno applicare cmq) di accettare una tariffa oraria ma di non potere dichiarare il numero di ore lavorate in fattura se non traduco la quantità che loro si aspettano...servono altri dettagli?
grazie per le vostre risposte intanto


Mi pare che, dal punto di vista legale, avendo una partita IVA e fornendo un servizio che fatturi, probabilmente (ma è solo una mia impressione) l'agenzia si è coperta le spalle.
Formalmente, quindi, pare che rientri nella situazione descritta da A.Nespoli, ovvero quella di professionista che lavora presso la sede di un cliente.

Dal punto di vista professionale, più che da dipendente vero o fittizio, hai accettato o ti sei adattata a condizioni di lavoro che sono al limite del sopruso. Questa agenzia fa leva su una certa continuità del lavoro, che probabilmente ti fa comodo perché ti consente di ottenere un reddito stabile, per importi tariffe basse (l'hai detto tu) e altre condizioni, anche variabili a loro arbitrio, che non sono accettabili in un rapporto di lavoro tra due business.

Secondo me, a parte il problema contingente delle fatture contestate e delle tariffe basse, dovresti guardarti allo specchio e fare un esame di coscienza. Devi capire quali sono i motivi per cui hai accettato questa collaborazione, in quanto non eri e non sei obbligata, e perché ti sei fatta invischiare in un rapporto di lavoro che non ti va bene, quando invece dovresti essere tu a gestire i tuoi clienti e lavorare solo con chi ti conviene.
Chiaramente, in queste situazioni ci sono sempre motivi personali, o contingenti, che non devi dirci, ma in prospettiva futura, una volta che risolvi il problema dei pagamenti dovuti e pendenti, dovresti guardare meglio a come prendi accordi e soprattutto a come è strutturato il tuo business.

Non ti obbliga nessuno a restare dove sei ora, e teoricamente puoi terminare il lavoro in corso, per cui hai preso impegni, consegnare l'ultima traduzione con l'ultima fattura e imboccare la porta in qualunque momento, senza preavviso di sorta. Il problema pratico, molto comprensibile, è che probabilmente non hai pronte altre alternative e dovresti affrontare un periodo di secca, fino a quando non procuri altri clienti e maturano i tempi per incassare i lavori fatti per loro.

In generale, un traduttore freelance, dovrebbe avere sempre diversi clienti, fonti di reddito alternative, per non restare mai all'asciutto anche se uno di loro non dovesse mandare lavoro per un periodo di tempo. Questo è normale per quasi tutti i freelance, per non essere costretti ad accettare questo tipo di situazioni per mancanza di alternative.

Se poi tu dovessi decidere liberamente di inserire nel tuo parco clienti un cliente speciale che abbia tale esigenze, fornendo un servizio continuativo, anche un monte ore di presenza settimanale/mensile nella loro sede, sarebbe ben diverso da quanto stai facendo ora.
Sarebbe quello che citava A_Nespoli, una collaborazione speciale e in termini accettabili, non vissuta come un'imposizione per mancanza d'altro. In tal caso, dovresti trattare le condizioni, stabilire una tariffa adeguata, e poi vai nella loro sede, fornisci il servizio pattuito, e comunque curi altri lavori e altri clienti.


tanti sinceri auguri
ciao
Gianfranco



[Edited at 2008-03-31 11:16]


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xxxMinimimma
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TOPIC STARTER
grazie Mar 31, 2008

In generale, un traduttore freelance, dovrebbe avere sempre diversi clienti, fonti di reddito alternative, per non restare mai all'asciutto anche se uno di loro non dovesse mandare lavoro per un periodo di tempo. Questo è normale per quasi tutti i freelance, per non essere costretti ad accettare questo tipo di situazioni per mancanza di alternative.










Grazie x i pareri espressi,
condivido pienamente qnt detto da gianfranco, purtroppo non lavoro da moltissimo tempo e per questo non ho un portafoglio clienti così assortito anche se comunque ho le mie alternative. Non mi metto nell'ottica della lavoratrice dipendente, non era quello che intendevo...intendevo solo di fare valere i miei diritti di fronte a qlcn che trattandoti con gli stessi obblighi del dipendente qnd non lo sei, poi decide di scaricarti dall'oggi al domani perchè non accetti di autoridurti il compenso che t tocca.


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