traduzione editoriale conteggi ecc... consigli
Thread poster: MelissiM
MelissiM
Italy
Jun 23, 2008

ciao
in diversi forum mi è capitato di leggere di esperienze di traduzione editoriale ben diverse dalla mia, o da quelle delle persone che conosco personalmente e che ci lavorano...
ora, essendo io alle prime armi in questo campo, mi piacerebbe tanto avere le vostre opinioni in merito.
per es, una cosa che è saltata fuori di recente è che a me la casa editrice con cui sto collaborando ha proposto un prezzo forfaittario, anziché a cartella, che alla fin fine si risolve in un notevole sconto per loro (e lo stesso ho sentito e visto fare da persone con esperienza che conosco); ora, la mia domanda è:
1) sono io che "pretendo" tariffe troppo alte, e di conseguenza mi viene "decurtato" il totale, per alla fine farmi arrivare a una tariffa più "da mercato"? o
2) semplicemente, la casa editrice sta cercando di approfittarsi del mio "bisogno di curriculum" in questo campo? (però, ripeto, lo vedo fare a gente che ha esperienza ventennale proprio in questo campo)
per una traduzione dall'inglese all'italiano, di narrativa non facilissima (non un saggio, ma comunque con una buona dose di cose "tecniche" e che richiedono conoscenze specifiche) cosa è lecito chiedere a cartella? a me è stato proposto (con un forfait che ovviamente io poi calcolo cosa mi comporta a cartella) un 13 euro LORDi (a cartella da 2000) che secondo me è pochissimo, o sono io che "sogno" pretendendo di più?
questa è solo una delle domande, ne avrei a iosa.......
grazie a tutti
ciumbino


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anna carbone
Local time: 08:34
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sei iscritta a Biblit? Jun 24, 2008

Cara Ciumbino,

se ti muovi nel campo della traduzione editoriale, prima di tutto ti consiglierei di visitare il sito di Biblit (www.biblit.it) ed eventualmente di iscriverti alla mailing list, dove potrai scambiare pareri e opinioni con gli altri iscritti (non necessariamente traduttori, anche semplici appassionati del mondo della traduzione, insegnanti, editori).

Per quanto riguarda la tariffa che citi, 13 euro a cartella da 2000 battute, su questo mi spiace deluderti, ma, soprattutto se sei una "pivella", è una buona tariffa (non dici da quale lingua, ma diamo per scontato che sia l'inglese; sullo spagnolo non ho esperienza). Ad ogni modo, per la questione tariffe, ti consiglio una visita al tariffometro di Simon Turner (www.tariffometro.it). In linea di massima, i pagamenti forfettari sono sconsigliabili. Visto però che in precedenza hai indicato in 14 euro la tariffa massima che le case editrici pagano in Italia, qui ti devo smentire: è possibile spuntare di più, ovviamente in base alla casa editrice, alla difficoltà del testo e, ovviamente, alla tua bravura.

In un altro post parlavi di imposizioni delle case editrici: è vero che quello dell'editoria è un mondo difficile e che le case editrici hanno spesso il coltello dalla parte del manico: se tu rifiuti le loro condizioni, dietro di te ci sono decine di aspiranti traduttori pronti ad accettare per poter avere il loro nome sul frontespizio, ma credo stia anche a te farti valere e saper contrattare, e per contrattare intendo non solo tariffe, ma anche tempi di consegna. Recentemente, proprio su Biblit alcuni colleghi stimavano accettabile un mese di tempo per tradurre cento cartelle. Ovviamente, ci sono libri e libri. e il trucco sta forse nell'alternare libri di valore, che ti impegnano di più e ti danno più soddisfazione, con libri di consumo, che ti permettano di arrivare alla fine del mese.

Non è vero, per la mia esperienza, che tutte le case editrici si affidino ad agenzie per le traduzioni, sebbene ci siano agenzie editoriali che offrano alle case editrici traduzioni "chiavi in mano". Personalmente ho tradotto quasi un centinaio di libri, e ho sempre lavorato direttamente per gli editori.

Infine, il tuo timore che il non accettare un libro implichi un'interruzione del tuo rapporto con un editore. Capisco che, soprattutto all'inizio, ci sia la paura di rifiutare un contratto, però ci sono momenti in cui accettare è impossibile: perché si è già impegnati, per motivi familiari, ecc. Però succede, e credimi, non è la fine del mondo. Soprattutto una volta che ti sarai fatta conoscere, e apprezzare, saranno gli editori a tornare a rivolgersi a te. Negli ultimi mesi ho rifiutato due traduzioni perché sovraccarica di lavoro, ed entrambi gli editori mi hanno contattata in seguito per altri lavori (in uno dei due casi, anzi, ho rifiutato un libro perché mi offrivano una tariffa troppo bassa: il mese successivo mi hanno offerto un altro contratto accettando la mia tariffa senza battere ciglio).

Con questo, non vorrei indurti a pensare che siano tutte rose e fiori, e di sicuro con la traduzione editoriale non si diventa ricchi, però se davvero vuoi entrare in questo campo, fuori la grinta!

In bocca al lupo,

anna c.


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MelissiM
Italy
TOPIC STARTER
in parte dicevamo la stessa cosa ma non me ne rendevo conto... Jun 24, 2008

ciao.
innanzitutto grazie per le delucidazioni.
allora, andiamo con ordine:
1) sì, conosco biblit ed è "merito" di quel sito se ho deciso di darmi alla traduzione editoriale dopo anni di altri campi... in effetti, la trad. ed. era da sempre il mio sogno, ma mi avevano sempre detto che se non hai "agganci" lì non si entra, ed i miei vari tentativi in effetti non avevano mai dato buon esito... ora, invece, incrociamo tutte le dita possibili, ma pare che finalmente il sogno si stia realizzando davvero, e potrà diventare il mio UNICO campo
2) sono assolutamente motivata e FELICE di questa svolta nel mio lavoro, non pensare che quando mi "lamento" delle tariffe o dei tempi lo faccia perché non sono soddisfatta, anzi! dopo anni di insegnamento (che non amo affatto, non ci sono portata, per quanto mi dicano che lo faccio bene, personalmente non mi piace... questione di gusti, ovviamente) e di traduzioni tecniche (che certo amo più dell'insegnare, ma sono "lavori"), ora finalmente posso dedicarmi al mio vero SOGNO (sono una lettrice accanita, vivo di libri, da sempre, per cui figurati lavorarci...!!!). Come ho letto poco fa in un libro: c'è un detto cinese che recita "fai un lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno"... beh, è vero per me, da un anno a questa parte!
3) quello che però non "mi tornava" era che a me risultavano certe cifre ma poi leggendo certi post pareva che fossi io quella che vedeva nero, fossi io quella che impazziva dietro alle scadenze ecc... eppure io riportavo non solo la MIA esperienza, ma molte altre (vedi dopo); però ora, leggendo il tuo post, mi sono resa conto che in effetti è solo che quando io dicevo che mi vogliono pagare a forfait "tagliando" numerose cartelle, alla fine è solo per raggiungere le cifre di cui anche tu parli, per cui semplicemente io lo vedevo come un decurtare cartelle perché pensavo di avere diritto a un tot per cartella, e se poi invece rifaccio i conti con le cifre di cui abbiamo parlato, allora le cartelle me le pagano tutte... certo, molto poco!
4) riguardo alle varie esperienze: io ero stupita che voi foste stupiti dei "tagli" e dei tempi perché io mi baso sull'esperienza di OTTO persone diverse, con basi del tutto diverse sotto vari punti di vista:
-in tutto, si parla di lavorare con 9 diverse case editrici, tra piccole, medie e decisamente grandi;
-le case editr sono "sparse" tra nord e centro italia;
-le 8 persone di cui sopra hanno esperienze diversissime sia come "durata" (da una che ha al suo attivo oltre 20 anni di traduz editor ad altre che fanno editor da 1, 5 o 10 anni), sia come "tipo" (da lauree diverse, a master o no, a corsi specifici, a residenze all'estero anche di 5 anni, a gente che proviene da altri settori come le traduz tecniche a chi non si è mai spostato dall'editoria)...
tutto questo, mi faceva pensare: allora: non è questione di "geografia" (so che spesso le tariffe sono molto diverse a seconda dei posti), né di curriculum, né di età, né di... e dunque non capivo perché TUTTE queste persone hanno poi in comune il risultato, ovvero:
-chi, come me, ha la fortuna di poterselo permettere, in pratica lavora per "arrotondare" le entrate del marito, ma potrebbe cmq sopravvivere senza, e allora continua a stare in questo campo che adora;
-le altre hanno rinunciato a questa gioia per potersi mantenere perché come tradutt editoriali non campavano (e, di nuovo, notare l'ampiezza dello spettro delle suddette esperienze... c'è chi ci ha provato per 10 anni, era FAMOSA come traduttrice, ricercata, brava ecc, non smetteva mai di lavorare, ma il mutuo non riusciva cmq a pagarlo, a fine mese, per cui alla fine è diventata impiegata, o PR, o addetta al marketing in una delle case editrici per cui ha lavorato come traduttrice...);
-le tre che sono riuscite a restare nel campo pur dovendosi mantenere lo fanno come "extra", nel senso che una alterna lavori editoriali che ama ma non le "rendono" a lavori di interpretariato, che non ama ma le coprono le spese; un'altra insegna per alcune ore alla settimana per arrotondare le entrate troppo scarse (e non perché non le offrano traduzioni, ma proprio per via delle cifre e dei tempi); un'altra lavora per un ente turistico e la sera e nei weekend traduce (ovviam però conosce l'editore, che le assegna libri che possono restare "fermi" per un anno...);
5) e veniamo proprio ai tempi: ripeto, non è per lamentarmi, per me va benissimo così; però vedo che io lavoro 10 ore al gg durante la settimana, e altre 4 o più ogni sabato, domenica, festa comandata e non; finora è una mia SCELTA, sto proponendo sempre libri già tradotti (e sono piaciuti!!! non riesco ancora a crederci... ripeto, per me è un sogno!); però vedo le mie amiche che sono sotto contratto PRIMA di tradurre, ed hanno i MIEI tempi, pur avendo ANNI di esperienza (è ovvio, per il primo libro ci ho messo molto più del "normale", poi impari ecc ecc)... certo, dipende dal tipo di libro ecc, però la media è quella...
6) ed ho notato l'essere "silurati" per aver rifiutato un lavoro sia in casi di principianti che di iperesperti e "famosi"...
per questo non capisco... come mai tu riesci ad avere tempi diversi e TUTTE, ma proprio tutte, anche le "esperte", hanno invece i miei tempi? o forse ho capito male io, come prima nel caso delle cifre?
grazie ancora


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anna carbone
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la mia esperienza Jun 24, 2008

[quote]ciumbino wrote:

3) quello che però non "mi tornava" era che a me risultavano certe cifre ma poi leggendo certi post pareva che fossi io quella che vedeva nero, fossi io quella che impazziva dietro alle scadenze ecc... eppure io riportavo non solo la MIA esperienza, ma molte altre (vedi dopo); però ora, leggendo il tuo post, mi sono resa conto che in effetti è solo che quando io dicevo che mi vogliono pagare a forfait "tagliando" numerose cartelle, alla fine è solo per raggiungere le cifre di cui anche tu parli, per cui semplicemente io lo vedevo come un decurtare cartelle perché pensavo di avere diritto a un tot per cartella, e se poi invece rifaccio i conti con le cifre di cui abbiamo parlato, allora le cartelle me le pagano tutte... certo, molto poco!


io francamente non capisco: con l'editore firmi un contratto che prevede che tu sia pagata un tot a cartella (in genere di 2000 battute). alla fine del lavoro, fai il conteggio dei caratteri e lo dividi per 2000: questo è il numero di cartelle che ti verranno pagate, moltiplicato per il compenso previsto dal contratto. stop. quando parli di decurtazione e di cifre cui "pensi di aver diritto", non lo dico per polemica, sia chiaro, ma proprio non capisco.

4) riguardo alle varie esperienze:
-chi, come me, ha la fortuna di poterselo permettere, in pratica lavora per "arrotondare" le entrate del marito, ma potrebbe cmq sopravvivere senza, e allora continua a stare in questo campo che adora;

anche io inizialmente arrotondavo le entrate di mio marito, principalmente perché avevo tre bambini cui non volevo sottrarre troppo tempo, e questo significava lavorare di meno e guadagnare di meno. peraltro, quello che guadagnavo di meno lo risparmiavo di babysitter.
da quando mia figlia più piccola ha finito le elementari e quindi ho i pomeriggi a mia disposizione (senza accompagnamenti a catechismi, piscine, feste di amichette, ecc.), ho potuto allungare l'orario di lavoro ed evidentemente anche i guadagni sono cresciuti.
per quanto riguarda il mutuo da pagare, ecco, quello potrebbe essere un problema, nel senso che immagino che una banca potrebbe non essere invogliata ad accendere un mutuo a una persona con un lavoro come il nostro (io al momento ho contratti firmati fino a Natale, poi non ho alcuna certezza). ed evidentemente, non godendo di pensione, bisogna pensare a mettere qualcosa da parte sotto forma di assicurazione o altro tipo di investimento.


6) ed ho notato l'essere "silurati" per aver rifiutato un lavoro sia in casi di principianti che di iperesperti e "famosi"...
per questo non capisco... come mai tu riesci ad avere tempi diversi e TUTTE, ma proprio tutte, anche le "esperte", hanno invece i miei tempi? o forse ho capito male io, come prima nel caso delle cifre?


è chiaro che se rifiuti un libro vieni "silurata" per il libro in questione: l'editore ha i suoi tempi e non puoi aspettarti che si adatti ai tuoi, ma nella mia esperienza questo non significa essere silurata per la vita. per quanto riguarda i tempi in generale, tradurre cento pagine in un mese non mi sembra un'impresa improba, e per la letteratura di consumo se ne traducono tranquillamente anche di più. io personalmente lavoro a tempo pieno da lunedì a venerdì, dalle 6,30 alle 18,30 (ma non credere che siano 12 ore ininterrotte: c'è da fare la spesa, da scaricare la lavatrice, il pranzo, le chiacchiere con i figli o l'equazione di matematica che non vuole venire, la posta elettronica); il sabato e la domenica, tranne periodi di superlavoro, diciamo che lavoricchio: magari leggo un libro legato al lavoro che sto facendo, sistemo una bibliografia, cose del genere, un po' più leggere. d'altra parte, mio marito, che è impiegato e non lavora vicinissimo a casa, esce di casa alle 7 e torna intorno alle 19, quindi i tempi sono quelli. oggi però è San Giovanni, e mentre intorno a me è festa, io sono al lavoro perché ho una consegna fra breve.

anna c.


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MelissiM
Italy
TOPIC STARTER
ok, tutto chiaro ora Jun 24, 2008

ok, allora: per i tempi, alla fine siamo lì... certo, io ho meno esperienza di te e dunque sono più lenta, però tutto sommato non troppo (poi ho visto anche io, su 3 libri tradotti finora, la NOTEVOLE differenza dovuta al tipo, allo stile ecc tra uno e l'altro, per cui uno in realtà molto più breve mi ha impegnata il doppio del tempo di un altro...); cmq vedo che anche tu lavori durante le feste ecc (sì, anche io in effetti calcolo tra le ore di lavoro anche quelle in un certo senso "di contorno", tipo le mail o studi particolari ecc...).
Sulle cifre, forse non mi sono spiegata: io non sono PARTITA con un contratto, l'ho avuto DOPO aver tradotto un libro... se ti interessano i dettagli, dimmi pure che amplio il concetto. Cmq, il succo è che l'editore non sa nemmeno quante cartelle siano, si fida del mio conteggio (ovviamente, avendo esperienza sa che non sto "barando" e ha capito che il numero che gli ho riferito è plausibile); in pratica, a lavoro finito, gli sono piaciuti molto sia il libro "originale" che la traduzione di un capitolo che gli ho mandato come esempio, ha verificato che fosse corretta e ben fatta, e trovandola ok ORA mi sta facendo il contratto. E quello sta avvenendo a "trattativa", ovvero ha voluto una mia proposta, mi ha risposto con una controproposta, ora io ho dato una nuova contro-contro proposta... ecc. I diritti li ha acquisiti definitivamente proprio la settim scorsa (quelli dell'originale, intendo), sempre con qto metodo "a trattativa" tra lui e l'agente; ora stiamo definendo il nostro rapporto...
non so se stavolta sono stata più chiara.... è il contrario di quello che succede di solito, l'editore è partito dal "mio" prodotto, gli era piaciuto quello e di conseguenza... ecc ecc...


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anna carbone
Local time: 08:34
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affermazione fuorviante Jun 25, 2008

Cmq, il succo è che l'editore non sa nemmeno quante cartelle siano, si fida del mio conteggio (ovviamente, avendo esperienza sa che non sto "barando" e ha capito che il numero che gli ho riferito è plausibile);


quindi, scusa se te lo dico, ma l'errore è tuo: come puoi dire, come hai fatto in un post precedente, che "gli editori arrotondano 398 cartelle a 350"? se volevi 13 euro a cartella per 398 cartelle bastava fare una moltiplicazione. se vi siete accordati su una cifra più bassa che corrisponde a 13 per 350, e la cosa non ti soddisfa, hai fatto male ad accettare.

lungi da me l'idea di difendere a tutti i costi gli editori, ma sostenere che gli editori riducano arbitrariamente il numero di cartelle del 12 % (se non sbaglio i calcoli) mi sembra fuorviante.

anna c.


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MelissiM
Italy
TOPIC STARTER
spiegata male Jun 25, 2008

no, no, mi sono spiegata male evidentemente: non ci siamo accordati su una cifra così bassa, ma su una molto più alta;
però il metodo è stato non quello di dire:
senti, ti riconosco "solo" x euro a cartella (per TUTTO il numero totale di cartelle), ovvero tu avevi richiesto x più y e secondo me era troppo e invece vale solo x a cartella, ma:
io ti riconosco TUTTA la cifra che avevi chiesto tu, ovvero il tuo lavoro vale x più y euro a cartella, però dato che le cartelle sono tante e il lavoro è corposo, allora fammi uno sconto del tot% sull'importo che ti spetterebbe calcolando i suddetti x più y a cartella, che alla fine equivaleva a tagliare tot cartelle.
Ora, questo è successo a me, però ripeto, potrebbe essere un "caso" (anche se l'editore in questione mi è sempre sembrato assolutamente serio ed onesto, per cui mi pareva strano che mi dicesse che "normalmente" si fa così se invece non era vero); ma comunque è successo anche a molte mie amiche, con almeno altre 4 case editrici, per cui ho una media di "faccende simili" in 5 case su 5 (medie e grosse, di milano e roma e firenze);
Non solo, ma un'altra amica che lavora "dall'altra parte", ovvero è impiegata in un'altra casa edistrice ancora (piccolo-media) (e dunque è la sesta esperienza comune... o meglio, è la sesta casa editrice, le esperienze sono più di una con certe case tra le succitate), mi ha detto che loro lo fanno SEMPRE (e loro per es trattano solo con agenzie di traduzione, e alla fine dell'anno in base al totale ottengono un tot % di cartelle in meno da pagare, come sconto, appunto, dovuto proprio, anche qui stesse parole, alla mole del lavoro).
spero di aver chiarito meglio stavolta...?
ciao

[Edited at 2008-06-25 13:25]


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iris1963
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A prima vista, in linea con il mercato Jun 27, 2008

per una traduzione dall'inglese all'italiano, di narrativa non facilissima (non un saggio, ma comunque con una buona dose di cose "tecniche" e che richiedono conoscenze specifiche) cosa è lecito chiedere a cartella? a me è stato proposto (con un forfait che ovviamente io poi calcolo cosa mi comporta a cartella) un 13 euro LORDi (a cartella da 2000) che secondo me è pochissimo, o sono io che "sogno" pretendendo di più?
questa è solo una delle domande, ne avrei a iosa.......

Ciao,
avendo avuto esperienza sia da freelance sia da redattrice interna in una casa editrice, posso dirti che la cifra non si
discosta molto dalle cifre di riferimento del mercato. Naturalmente sono cifre inferiori alla media europea ma ci sono molte variabili da considerare:

*il tuo committente è diretto? (o è uno studio editoriale esterno che ha preso in appalto la traduzione e che deve pagare
anche l'editing, la revisione di bozze, l'impaginatura e la stampa?)
*è una casa editrice medio-piccola? (l'esperienza mia e di colleghe mi dice che alle volte le realtà piccole e affidabili tendono
a richiamare spesso gli stessi traduttori)
*il libro di narrativa è opera di un autore che conosci (o che hai già tradotto) ? In questo caso, la traduzione non dico
che possa essere più facile, ma forse è facilitata.
* ci sarà una buona distribuzione del libro? Il tuo nome sul colophon potrebbe valere in termini di reputation molto
più di una cifra superiore...

In bocca al lupo!


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