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Fattura a cliente estero
Thread poster: Silvia Mete
Silvia Mete  Identity Verified
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Jul 24, 2008

Buongiorno a tutti,

devo fatturare un servizio ad un cliente estero (Germania) e non mi è chiaro se la fattura deve essere diversa da quelle che emetto abitualmente per i clienti italiani... Non devo applicare l'IVA, giusto?

Scusate ma in queste cose sono proprio una schiappa!

Grazie a tutti della collaborazione,
Silvia


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Paola Dentifrigi  Identity Verified
Italy
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Domanda posta molte volte Jul 24, 2008

Silvia Mete wrote:

Scusate ma in queste cose sono proprio una schiappa!

Grazie a tutti della collaborazione,
Silvia


Ciao Silvia,
questa domanda viene regolarmente posta. No, non si applica e va inserita
l'apposita dicitura. Non devi nemmeno inserire il 4% di rivalsa INPS.
Comunque, ti consiglio ti informarti bene sul lato amministrativo/marketing,
perché essere traduttori è anche questo. Quindi è meglio non dire pubblicamente
che si è una schiappa, ma in caso di dubbi scrivere a qualcuno in privato
o telefonare al proprio commercialista.
Le agenzie si scocciano quando le fatture sono fatte sempre male.

Saluti,
Paola


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dropinka  Identity Verified
Italy
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INPS Jul 24, 2008

Paola Dentifrigi wrote:
Non devi nemmeno inserire il 4% di rivalsa INPS.


Ciao Silvia,

a quanto ne so, non è che il 4% di rivalsa INPS non debba essere inserito.
E' solo che generalmente (ma non sempre) il cliente straniero non è disposto a pagare tale 4% in aggiunta al compenso per la tua prestazione. Molto spesso i clienti stranieri intendono corrisponderti una cifra che già comprenda tale 4%, che tu però comunque puoi indicare in fattura.

Claudia


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Anna Narcisi  Identity Verified
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Operazione non imponibile Jul 24, 2008

Ciao Silvia,
l'operazione con l'estero non è imponibile ai fini Iva.
Io di solito aggiungo questa dicitura in fattura: "Operazione non imponibile in base al DPR 633/72, art. 7"

Buon lavoro,
Anna


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Paola Dossan
Italy
Local time: 19:23
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Chiedi al commercialista! Jul 24, 2008

Ciao Silvia,
ho fatturato giusto ieri a un cliente in Germania (che ha anche sede in Italia) e mi ha chiaramente detto di scordarmi il 4%. La stessa risposta mi era già arrivata da altri clienti esteri, quindi ho imparato a calcolare la tariffa per il lavoro in modo che "contenga" già il 4%.
Per quanto riguarda diciture e voci nella fattura per l'estero, ti conviene farti mandare un facsimile direttamente dal tuo commercialista per due motivi: primo, come diceva Paola, i clienti si scocciano se le fatture sono fatte male (e adducono ciò come motivo per ritardare il pagamento); secondo, il commercialista che si fa pagare un sacco di soldi vorrà ben guadagnarsi il pane!!!!
Un abbraccione e quasi buone vacanze.
Paola


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Silvia Mete  Identity Verified
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Grazie... Jul 24, 2008

Volevo ringraziare tutte per la collaborazione e la risposta tempestiva!

Mi siete state tutte di grande aiuto, mi pare che a questo punto sia tutto chiaro, devo solo chiedere conferma al commercialista (non l'ho fatto finora perché, proprio per aver ricevuto informazioni incomplete e a volte sbagliate, ho appena mollato il mio vecchio commercialista e ne avrei uno nuovo ma non ancora ufficiale!)

Cmq grazie ancora a tutte!

Un bacione,
Silvia


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Anneli  Identity Verified
Luxembourg
Local time: 19:23
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P.S. Jul 24, 2008

Aggiungerei solo due piccole cose: prima, se lavori per un ditta in un paese dell'EU, non emetti una afttura vera e propria ma piuttosto una nota spese. O meglio, le fatture per l'EU non hanno il numero progressivo inseme alle fatture emesse per l'Italia (io per esempio parto dal numero uno per ogni paese quindi ho una fattura 1 per l'Italia, una per la Francia ecc.). Chiedi al commercialista di farti una copia delle regole di fatturazione a seconda della zona.
Seconda cosa: come per i regime specifici, anche per le fatture per l'estero DEVI aggiungerci una dicitura tipo quella che cita Anna (il mio commercialista per esempio ha "bocciato" tutte le fatture che avevo fatto durante il mio primo anno in proprio e me le ha fatte rifare), altrimenti c'è il rischio che il fisco di chieda di pagare l'IVA (non conosco nessuno a chi sia successo ma in teoria lo potrebbero fare).
Buon lavoro

Anneli

[Edited at 2008-07-25 13:12]


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Serena Tutino  Identity Verified
Italy
Local time: 19:23
Member (2006)
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D'accordo Jul 25, 2008

con Claudia per l'indicazione del 4% (compreso) e con Anna per la dicitura ma non con Annalisi, almeno, il mio commercialista mi ha fatto continuare con i numeri progressivi abituali per l'Italia, senza cambiare a seconda del Paese, ma si sa che in questo ambito a volte non esiste un'unica versione dei fatti...
se vuoi posso mandarti io un prospetto!


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Valentina_D  Identity Verified
Local time: 19:23
Member
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d'accordo con... Jul 25, 2008

con Claudia sull'interpretazione del 4% Inps: la legge dice che si ha il "diritto di chiedere" la rivalsa (mentre il cliente può non concedercela), senza distinzione se il cliente sia italiano o straniero (infatti tutti i miei clienti stranieri diretti me l'hanno sempre concessa senza fiatare...).
Invece non va indicata la ritenuta d'acconto perché il cliente estero non può fungere da sostituto d'imposta.
Non sono d'accordo infine con Anneli: le fatture estere sono fatture a tutti gli effetti e la numerazione segue quella di tutte le altre fatture (almeno io ho sempre fatto così e non ho mai sentito fare diversamente).


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Anneli  Identity Verified
Luxembourg
Local time: 19:23
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+ ...
... Jul 25, 2008

Certamente anche i commercialisti possono interpretare la stessa cosa in maniere completamente diverse ma in quel caso mi sembra il mio abbia ragione: nella Guida Pratica Fiscale 1A/2006, pagina 33, è riportata la tabella per sapere cosa, come e se fatturare. Per i clienti soggetti d'imposta non italiani (sia comunitari che non comunitari) non va applicata IVA e non serve fattura.
E Serena, mi chiamo Anneli


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Valentina_D  Identity Verified
Local time: 19:23
Member
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continuo a non essere d'accordo Jul 26, 2008

se si è titolari di partita iva, si *deve* emettere fattura per i propri servizi.
D'accordo invece sulla questione dell'Iva, se il cliente è a sua volta titolare di partita iva.

Anneli wrote:

non serve fattura.


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Christel Zipfel  Identity Verified
Member (2004)
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Commercialista davvero fantasioso! Jul 26, 2008

Anneli wrote:

Aggiungerei solo due piccole cose: prima, se lavori per un ditta in un paese dell'EU, non emetti una afttura vera e propria ma piuttosto una nota spese. O meglio, le fatture per l'EU non hanno il numero progressivo inseme alle fatture emesse per l'Italia (io per esempio parto dal numero uno per ogni paese quindi ho una fattura 1 per l'Italia, una per la Francia ecc.). Chiedi al commercialista di farti una copia delle regole di fatturazione a seconda della zona.



Primo: se sei in regime IVA devi comunque emettere fattura, non importa per quale Paese, Italia o estero che sia.

Secondo: la numerazione delle fatture deve essere univoca e progressiva. Non si possono avere due o più fatture n. 1, 2, 3 ecc. nello stesso anno. Questo è un principio fondamentale della contabilità e questo ho sempre saputo, anche prima di cominciare a lavorare per conto mio.



[Bearbeitet am 2008-07-26 19:03]


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Bud Translate
Local time: 19:23
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Sperando di non infrangere nessuna regola... Jul 26, 2008

Ciao Silvia! Dai un'occhiata qui http://www.aiti.org/esempi_fatture.html, troverai alcuni modelli di fattura per servizi di traduzione.
Saluti
Graziana

[Modificato alle 2008-07-26 10:32]


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Franco Rigoni  Identity Verified
Italy
Member (2006)
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Interpretazione vs. Traduzione Jul 26, 2008

Visto che non si capisce bene se il servizio che devi fatturare è di traduzione o interpretazione, aggiungo che se si tratta di un servizio di interpretazione espletato in italia, ma per cliente straniero, l'IVA va comunque applicata. Se invece ad esempio devi andare in Germania da un tuo cliente tedesco, allora l'IVA non si applica.
Franco


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Anneli  Identity Verified
Luxembourg
Local time: 19:23
Italian to Estonian
+ ...
Fantasioso? Può darsi, ma... Aug 20, 2009

Christel Zipfel wrote:
Secondo: la numerazione delle fatture deve essere univoca e progressiva. Non si possono avere due o più fatture n. 1, 2, 3 ecc. nello stesso anno. Questo è un principio fondamentale della contabilità e questo ho sempre saputo, anche prima di cominciare a lavorare per conto mio.


Scusami la risposta dopo "anni luce" e sarà anche un principio fondamentale della contabilità ma io mi fido di quello che mi dice il mio commercialista che da diverso tempo 1) svolge questo lavoro da e 2) ha una moglie traduttrice che lavora con l'estero.

[Edited at 2009-08-20 10:33 GMT]


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