traduttori liberi professionisti in Italia
Thread poster: Katia Iacono

Katia Iacono  Identity Verified
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Jan 5, 2009

Ciao a tutti!
Avrei bisogno del vostro aiuto per la mia tesi finale.
Siccome vivo in Austria da 4 anni e lavoro qui da traduttrice non ho proprio idea di come si faccia a diventare (da un punto di vista legale) traduttore libero professionista in Italia. La mia tesi dovrebbe trattare il confronto tra i due sistemi: per quanto riguarda l'Austria sono più che ben informata ma non è per niente facile trovare informazioni decenti sulla situazione italiana.

I punti che mi interessano sono: previdenza e tasse.
Leggendo alcuni messaggi in questo forum ho visto che ci sono due possibilità, cioè di farsi registrare come libero professionista o come commerciante, ho capito bene? Dov'è la differenza dal punto di vista fiscale?
A partire da quale cifra si paga l'IVA in Italia?

Spero che qualcuno di voi possa aiutarmi o mandarmi qualche link perchè sono davvero disperata.
Grazie a tutti e buona serata,
katia


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anna carbone
Local time: 22:31
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traduttori per l'editoria Jan 5, 2009

Ciao Katia,

io ti rispondo per quanto riguarda la posizione di chi, come me, traduce per l'editoria, perché la nostra posizione è molto diversa da quella dei traduttori tecnici. Le traduzioni per l'editoria rientrano nell'ambito della legge sul diritto d'autore e sono esenti da IVA ai sensi dell'Art. 3 comma 4 lettera A del DPR 633/72. Paghiamo (o meglio, il committente paga per noi) una ritenuta d'acconto del 20% sul 75% dell'imponibile (in altre parole, per un importo di 1000 euro, la ritenuta sarà di 150 euro).
Se dovesse interessarti la legge italiana sul diritto d'autore, la trovi a questo indirizzo:

http://www.traduttorisns.it/leggi_regolamenti.htm

Per quanto riguarda l'aspetto previdenziale, i traduttori editoriali non si ammalano mai e non vanno in pensione (e nemmeno fanno figli), perché non ne hanno diritto...

Buon lavoro,

anna c.


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Raffaele Tutino  Identity Verified
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Vademecum fiscale AITI Jan 5, 2009

Ti consiglio di procurarti il vademecum fiscale per traduttori e interpreti curato da AITI. Per i soci è gratuito, per i non soci ha un costo di 36 euro. Maggiori informazioni qui:

http://www.aiti.org/vademecum_fiscale.html

Raffaele


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Joris Bogaert  Identity Verified
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Vademecum Partita IVA dell'ACTA Jan 5, 2009

Ti consiglio questo manuale completamente gratuito e abbastanza esaustivo: http://www.actainrete.it/docs/PartiteIva_Manuale.pdf

In bocca al lupo,

Joris


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Diventare traduttore libero professionista dal punto di vista legale Jan 5, 2009

Non mi sembra che esista niente in proposito, un giorno ti svegli e decidi di fare il traduttore. Non esistono albi professionali (se non per i traduttori del tribunale, ma non si chiamano albi professionali, bensì ruoli dei periti e degli esperti, che valgono anche per altri professionisti), non è obbligatorio iscriversi a niente, e per le tasse ti hanno già risposto gli altri.

Magari se hai domande più specifiche potremo rispondere in modo più approfondito.


[Edited at 2009-01-05 23:04 GMT]


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Katia Iacono  Identity Verified
Austria
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grazie Jan 6, 2009

grazie a tutti della vostra disponibilità.

Una domanda particolare ce l'avrei...
ci sono organi di rappresentanza? Ad esempio qui in Austria c'è la differenza tra Neue Selbststaendige che non sono rappresntati e Selbststaendige che aprono una sorta di licenza (Gewerbe) e diventano automaticamente membri della Wirtschaftskammer ed hanno quindi una rappresentanza.
I neue Selbststaendige sono semplici liberi professionisti mentre gli altri aprono un'impresa individuale e possono quindi assumere collaboratori ecc. Questi ultimi, se al di sotto di un tot di anni, ricevono delle agevolazioni fiscali per tre anni: pagando solo ca.130 euro al mese si versano i contributi per malattia, pensione, infortuni.

Un'altra domandina (scusate l'ignoranza ma quando sono andata via dall'Italia non mi interessavo per queste cose):
i contributi da versare sono a:
inail e inps
o mi manca qualcuno?

Grazie a tutti ancora una volta!


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Katia Iacono  Identity Verified
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ancora una domanda Jan 6, 2009

scusatemi un'altra volta ma avrei ancora una piccola domanda...

in Italia si deve per forza aprire la Partita IVA? Per le piccole imprese individuali non c'è la possibilità di scegliere di non pagare l'IVA fino ad un determinato fatturato annuale?

Grazie ancora


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
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IVA in Italia Jan 6, 2009

_katia_ wrote:
in Italia si deve per forza aprire la Partita IVA? Per le piccole imprese individuali non c'è la possibilità di scegliere di non pagare l'IVA fino ad un determinato fatturato annuale?


Non, non è obbligatorio. Esiste un limite al di sotto del quale non occorre, ma tale limite è molto basso: fino a 5000 euro all'anno.
Non so in Austria, ma in UK tale limite è molto più elevato ed è di fatto superiore al fatturato normale per un'attività individuale di prestazione di servizi, come in genere è quella di un traduttore o interprete.

Vorrei far notare che l'IVA non è una cosa che si "paga", ovvero non si tratta di un'imposta in più da versare, ma bensì di un regime contabile costituito da una partita di giro tra IVA a debito e IVA a credito, con un versamento finale solo nel caso in cui l'IVA incassata dai clienti (per conto dell'erario) sia superiore nel periodo a quella pagata ai fornitori.
In sostanza, l'IVA è un imposta per i consumatori finali dei beni venduti (o dei servizi erogati) ma non per il soggetto IVA in quanto operatore commerciale.

Per un traduttore, in sostanza non è un costo "in sé". Si tratta soltanto un'incombenza contabile aggiuntiva, che ha i suoi costi, ma solo in termini di tempo e di una eventuale maggiore necessità di un consulente contabile.

Il discorso qui sopra non è interamente applicabile ai vari regimi di contabilità agevolata e/o semplificata disponibili in Italia.

ciao
Gianfranco


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Katia Iacono  Identity Verified
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si Jan 6, 2009

grazie delle informazioni e del tuo aiuto...
mi sono appena resa conto del fatto che molti dubbi erano nati da un piccolo malinteso linguistico.
Mi rispiego (se qualcuno può correggermi ne sarei davvero grata)

in italia occorre aprire la paritita iva qualora si decida di lavorare da autonomo, indipendentemente dal fatto che si versi o meno l'IVA.

In austria si apre solo lo steuernummer (in italia non c'è...è un qualcosa di simile al codice fiscale quindi nn è proprio uguale). Se poi se decide di versare l'IVA occorre aprire il umsatzsteuernummer.

Questo mi aveva confusa moltissimo...

Voi in Italia come lavorate? Avete una ditta individuale o no?

Grazie e scusate ancora il disturbo domenicale

katia


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2G Trad  Identity Verified
Italy
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P. IVA = attività continuativa principale Jan 6, 2009

gianfranco ha scritto:
_katia_ aveva scritto:
in Italia si deve per forza aprire la Partita IVA? Per le piccole imprese individuali non c'è la possibilità di scegliere di non pagare l'IVA fino ad un determinato fatturato annuale?

Non, non è obbligatorio. Esiste un limite al di sotto del quale non occorre, ma tale limite è molto basso: fino a 5000 euro all'anno.


Se l'attività autonoma svolta è continuativa nel tempo ed è l'attività principale è necessario aprire la P. IVA, indipendentemente dal fatturato.
Se non è questo il caso, si può lavorare senza P. IVA come lavoratore autonomo occasionale.

La soglia dei 5.000 euro è invece quella al di là della quale è obbligatorio iscriversi alla gestione separata dell'INPS.

Ciao!
Gianni


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Katia Iacono  Identity Verified
Austria
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previdenza Jan 6, 2009

ancora grazie di cuore a tutti...

finalmente posso dire che il capitolo tasse l'ho compreso.
Mi rimane però ancora un dubbio: il sistema previdenziale.

Ho visto che a partire dai 5.000 euro all'anno diventa obbligatorio iscriversi alla gestione separata.

La mia domanda è: cosa fanno i traduttori che aprono la ditta individuale? finiscono davvero tra i commercianti?
c'è qualcuno di voi che lavora così? mi interesserebbero alcune testimonianze.

grazie grazie grazie
katia


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PaolaF
Italy
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Nel mio caso... Jan 7, 2009

_katia_ wrote:

Un'altra domandina (scusate l'ignoranza ma quando sono andata via dall'Italia non mi interessavo per queste cose):
i contributi da versare sono a:
inail e inps
o mi manca qualcuno?



Ciao Katia,

per la traduzione di audiovisivi (film ecc.) aggiungi anche l'enpals.

Per il resto, questo tipo di traduzione rientra nel campo editoriale, a causa della legge sul diritto d'autore, quindi fai riferimento al messaggio di Anna.

Aggiungo solo un paio di cose: se hai meno di 35 anni, la trattenuta irpef è del 20% sul 60%, dopodiché, come ha già sottolineato Anna, viene calcolata sul 75%.

E se ti mantieni esclusivamente con traduzioni editoriali, non è necessaria l'apertura della p.iva, anche se superi i 5000 euro.


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