Insegnare traduzione/interpretazione all'università
Thread poster: xxxIlary

xxxIlary

Local time: 12:20
May 13, 2009

Ciao a tutti!
Da un po' di tempo mi sto chiedendo come si deve fare per insegnare traduzione o interpretazione all'università.
Immagino che, ovviamente, si debba avere una laurea specialistica/magistrale (possibilmente) in traduzione o in interpretazione... e poi? E' necessario fare un dottorato di ricerca oppure ci sono dei concorsi specifici istituiti dalle singole università?
Ringrazio anticipatamente chi mi risponderà!


 

Francesca Roiatti
Italy
Local time: 12:20
German to Italian
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Esperienza May 13, 2009

Ciao Ilary,

grazie per aver aperto questo interessante topic.
Per quanto riguarda le informazioni amministrative non ti so dire molto, sicuramente occorre la laurea, dipende se vuoi diventare professore di cattedra ma ad esempio alla nostra Facoltà la maggior parte dei professori di trad/int sono a contratto, ma meglio informarsi presso la struttura che vorrai contattare.
Di professori ne ho visti tanti, tra i più scafati della prima generazione della SSLMIT di Trieste, alle generazioni successive, ai professori nelle università estere, professori improvvisati, quelli che amano il terrorismo psicologico, bravi interpreti/traduttori ma negati per l'insegnamento.
Non conosco la tua storia personale e nessuno me ne voglia, ma ciò che fa la differenza a mio avviso sono sicuramente la predisposizione "d'animo" per l'insegnamento e l'esperienza lavorativa; ho notato che trovare un professore che abbia entrambe queste qualità risulta difficile.
Come sai la nostra professione si basa su molta teoria, ma si tratta anche di un lavoro essenzialmente pratico, dove il servizio della scorsa settimana non è uguale al servizio che farai la volta dopo, idem per le traduzioni, chiunque sia il tuo cliente e qualunque sia l'argomento. Ora, io come studentessa sono sempre stata molto curiosa e ho sempre tempestato i miei prof di domande sulla professione… e scoprire che il tuo professore non ha fatto poi tutta questa esperienza di cabina e non ti sa spiegare alcune fasi del lavoro (o altri aspetti) non mi ha reso molto felice.
Ripeto, è la mia opinione personale: anche tra un professore che lavora tantissimo in cabina ma non condivide nemmeno un segreto/un aneddoto della professione (per paura di essere scavalcato) e un professore con tanta voglia di insegnare e meno esperienza, propendo per il secondo. Almeno sono sicura che la preparazione sarà buona e sarò pronta per affrontare il mondo del lavoro. icon_smile.gif

Per il resto, buona fortuna! icon_biggrin.gif


francesca


 

xxxr_cantillo  Identity Verified
Local time: 12:20
English to Italian
+ ...
titoli May 13, 2009

Ciao per quel che ne so io che ho svolto solo alcune brevi collaborazioni all'università per accedere a qualunque ambito d'insegnamento c'è bisogno di laurea, dottorato e possibilmente anche di qualche pubblicazione. Poi si viene selezionati come in un concorso ordinario. Più di rado corsisti di dottorato esplicano mansioni seminaristiche anche prima di conseguire il dottorato come parte del corso stesso, se questo prevede un certo tetto ore di insegnamento. Di solito l'argomento del tuo dottorato ti porta a svolgere seminari o corsi nell'ambito studiato, ma a volte può anche discostarsi un pò dalla disciplina specifica: es. io posseggo un dottorato in letteratura comparata (compared literatures) ma posso svolgere seminari in ambiti limitrofi: teoria della traduzione, traduzione letteraria, didattica della traduzione, lingua e letteratura inglese/anglofona etc, Beckett studies (Ma + Mphil). Ciò che non posso fare è ad esempio insegnare interpretariato perchè non è un ambito che ho approfondito durante i miei studi. Spero ciò soddisfi la tua curiosità! Ciao a presto, Raffaella

 

Sergio Paris  Identity Verified
Italy
Local time: 12:20
German to Italian
+ ...
La mia esperienza...se può servire !!! May 27, 2009

Ciao Ilary,
mi sono accorto solo ora di questo post...altrimenti ti avrei risposto già da un po'. Ti racconto in breve la mia esperienza, tanto per farti capire come funzionano le cose nel settore privato. Oltre alla libera professione insegno da ormai cinque anni in un istituto universitario privato per interpreti e traduttori. Ormai per così dire, sono titolare della cattedra di interpretazione consecutiva e simultanea dal tedesco all'italiano...ho detto per così dire perché nelle facoltà private esistono contratti o prestazioni professionali con partita iva, come una qualsiasi scuola di lingue privata o un qualsiasi cliente a cui fatturi, in questo caso, le ore di lezione svolte, le prove di esame valutate ecc. Diciamo che la selezione è diretta e cioè nelle facoltà private basterebbe inviare il tuo curriculum vitae e nel caso avessero bisogno di professionisti per l'insegnamento di alcune materie...fai un colloquio ecc. Nelle facoltà pubbliche (Trieste e Forlì e non solo) si procede con un bando di concorso legato ad un contratto con preciso monte ore e quindi assumono i cosiddetti contrattisti, il numero dei quali dipende dai fondi a disposizione della facoltà.

Nel mio caso, diciamo che mi conoscevano bene, dato che sono stato un loro ex studente e sapevano che ormai facevo il traduttore e interprete freelance da qualche anno e cosa fondamentale, abitavo e abito tuttora in zona...

Che dire? E' senz'altro una bella esperienza e condivido a pieno quanto detto da Francesca e cioè è necessario avere un'adeguata esperienza professionale ed anche esperienza didattica o comunque una certa predisposizione ad insegnare. Non faccio molte ore settimanali (6 ore) rispetto a tanti colleghi, dato che la libera professione mi assorbe molto e remunerativamente parlando non si guadagna molto...è solo un arrotondamento e da quanto sento in giro nelle scuole private la situazione non è poi tanto florida. Lo faccio per una passione personale, come alternativa alla libera professione, anche se faccio veramente i salti mortali, dato che devi sempre essere preparato anche se hai un po' di anni di insegnamento alle spalle. Condivido anche il fatto che bisogna avere anche l'esperienza sul campo soprattutto per insegnare traduzione e interpretazione...infatti le mie lezioni sono molto pratiche e pongo i miei studenti sempre di fronte alle mille difficoltà che io stesso ho in cabina o durante qualsiasi servizio di consecutiva...la stessa cosa varrebbe se insegnassi trattativa o traduzione. Ho anche insegnato in questo stesso istituto lingua e letteratura tedesca; corsi ovviamente più teorici o comunque che possono essere insegnati anche da chi non lavora come traduttore e interprete. Comunque purtroppo vedo sempre più la tendenza, purtroppo, a non considerare tanto l'esperienza professionale ovvero docenti di interpretazione simultanea che non sanno nemmeno come è fatta una cabina o cosa siano gli appunti o che presentano ai corsi di traduzione sempre e solo testi letterari e mai testi tecnici o giuridici...bisogna anche considerare che per quello che danno forse alcuni professionisti non si prenderebbero nemmeno l'incarico, anche se devo dire che a fine anno anche l'attività didattica ha il suo giusto peso sul fatturato generale...ma ogni anno mi sorge il dubbio se continuare o meno...se considero le ore di lavoro a casa, la benzina, lo stress nella preparazione dell'attività didattica e nel finire la notte prima un lavoro urgente che dovresti consegnare la mattina dopo ma che non puoi dato che sei a scuola...ed ecco i tour de force...all'ordine del giorno anche nelle normali situazioni, no? Questo tanto per raccontarti la mia esperienza...spero ti sia utile.

Buona giornata !!!

Sergioicon_smile.gif


 

xxxIlary

Local time: 12:20
TOPIC STARTER
:) May 27, 2009

Grazie per le vostre risposte!icon_smile.gif

[Edited at 2009-05-27 10:35 GMT]


 

Laura Gentili  Identity Verified
Italy
Local time: 12:20
Member (2003)
English to Italian
+ ...
Molto interessante, questo topic May 28, 2009

Trovo molto interessante questo topic.
Io coordino il gruppo di docenti del master in traduzione specialistica erogato online dalle università di Pisa, Genova e Bari e sto riflettendo molto sul tema "come dev'essere un insegnante di traduzione". Indubbiamente deve provenire dal mondo della professione ed essere abituato a misurarsi quotidianamente con i problemi traduttivi reali. Deve però anche avere avuto modo di riflettere sulla didattica della traduzione, sulla didattica dell'errore di traduzione, e così via. Se poi, come nel nostro caso, insegna traduzione specialistica in un dominio specifico (legge, tecnologia, economia, biomedicina, informatica, ambiente), deve essere molto competente negli aspetti teorici del dominio in questione. Un mix non sempre facile da ottenere.

Laura


 

Luca Ruella  Identity Verified
United States
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Insegnare May 29, 2009

Ciao,

Dalle vostre risposte deduco quanto segue:

Scuole private: scelgono loro liberamente in base al CV. Nessun requisito vincolante.

Istituti pubblici: è necessaria la laurea di 5 anni (il diploma di laurea triennale non è sufficiente).

Ho capito bene?


 

sabina moscatelli  Identity Verified
Italy
Local time: 12:20
Member (2004)
German to Italian
+ ...
No, Jun 1, 2009

in questo anche negli istituti statali regna la più grande confusione. Non sono ancora state istituite, per quanto ne so, le nuove regole di accesso alla professione docente.
Ad oggi serviva la laurea più il concorso (fatti in passato) o la SSIS. In questo momento sia attesa di nuova normativa.

Anche negli istituti statali si può insegnare senza essere abilitati, inviando il proprio curriculum e chiedendo di essere ammessi in terza fascia o fuori graduatoria. Sulla graduatoria dell'insegnamento per cui ti proponi va a esaurimento, l'istituto può chiamarti in qualsiasi momento dell'anno proporti una supplenza.


 


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