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avere la P.IVA e abitare all'estero
Thread poster: Claudia Lopes

Claudia Lopes  Identity Verified
Switzerland
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May 16, 2009

ciao a tutti,

vorrei un vostro consiglio. Io ho la p.iva da quasi tre anni. Mese prossimo mi trasferirò a Zurigo definitivamente, quindi vorrei sapere se conviene o meno lasciare la p.iva aperta. Come traduttrice potrei lavorare lo stesso con le agenzie italiane? Come funzione riguardo alla fattura? Come funziona con i soldi che vengono dall'estro, bisogna dichiararli nel paese di origne o nel paese da dove abiterò, in questo caso Svizzera?

grazie

Claudia Lopes


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Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
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Domanda davvero complicata.. May 16, 2009

Per una community di traduttori, credo che date le diverse legislazioni la risposta creerebbe problemi anche ad un commercialista italiano.

Ma forse qualche collega che si è trasferito in Svizzera potrà darti un input.


Buona fortuna!

P.S. Una cosa posso dirtela: se lavorerai in Svizzera e sari residente in Svizzera dovrai pagare le tasse alla Svizzera, in quanto usufruirai dei servizi svizzeri, e quindi dichiarare i reddititi al governo svizzero.

Angio


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lanave  Identity Verified
Italy
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Stessa domanda su altro forum May 16, 2009

Ciao Claudia,

ho intravisto la stessa domanda su un altro forum, ma non ho letto informazioni rilevanti in merito. Se ritrovo il link della discussione, lo posto qui.

La tua è una domanda interessante considerato che questa professione da un lato gode di estrema mobilità transnazionale, ma dall'altro è ancora vincolata dalla struttura fiscale di ciascun paese.

Vediamo se ci sono altri/e colleghi/e più informati, nel frattempo sarà meglio fare riferimento al sito/ufficio dell'Agenzia delle Entrate in Italia o al suo corrispettivo svizzero.

Anna


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Claudia Lopes  Identity Verified
Switzerland
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sì, complicata May 16, 2009

Grazie Angio e Anna,

sì, è una domanda complicata. Ho pensato che forse sarà meglio chiuderla, considerando che la residenza ce l'avrò in Svizzera e magari cercare di mettermi a posto la', fare lo stesso la P.IVA (non so come si chiama lì).
spero che ci sia qualche collega che abiti lì che sappia come funziona, io davvero sarei curiosa. Comunque voglio essere a posto, soprattutto perché non mi va di pagare tasse qui e la', alla fine.

a dopo

Claudia


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Maria Vita Licata
Local time: 01:11
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Partita IVA May 16, 2009

Il mio è solo un parere, quindi prendilo come tale.
Nel momento in cui ti trasferisci cambi la tua residenza da Italiana a Svizzera, non sei quindi tenuta a pagare le tasse in Italia, ma nel tuo nuovo paese di residenza.
La partita IVA è un'anomalia tutta italiana e non hai alcun bisogno di continuare a tenerla aperta, il committente (o agenzia italiana) ti proporrà dei contratti conformi alla legge italiana, quindi con le relative detrazioni d'imposta, ma tu dovrai adeguarti alle norme fiscali Svizzere.
Rivolgiti quindi ad un fiscalista del luogo per sapere come gestire le prestazioni professionali continuative e non-continuative in proprio.
Ciao e in bocca al lupo.
Maria Vita


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Daniele Martoglio  Identity Verified
Local time: 01:11
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Non è complicato... May 16, 2009

Claudia Lopes wrote:

ciao a tutti,

vorrei un vostro consiglio. Io ho la p.iva da quasi tre anni. Mese prossimo mi trasferirò a Zurigo definitivamente, quindi vorrei sapere se conviene o meno lasciare la p.iva aperta. Come traduttrice potrei lavorare lo stesso con le agenzie italiane? Come funzione riguardo alla fattura? Come funziona con i soldi che vengono dall'estro, bisogna dichiararli nel paese di origne o nel paese da dove abiterò, in questo caso Svizzera?

grazie

Claudia Lopes


Claudia, non credo che sia una questione così complicata. Il problema risiede nel tuo "definitivamente". E un punto interrogativo è nel fatto che la svizzera non è UE, ma non penso che questo crei grandi problemi.

La regola generale è che le tassi si pagano nel posto dove si abita e si lavora, perchè la logica è: vivi in Cipollolandia, grazie alle "infrastrutture" di Cipollolandia lavori e quindi guadagni, allora paghi le tassi con le quali il governo di Cipollolandia paga le infrastrutture. E il circuito si chiude.

Infrastrutture in senso larghissimo, dalla polizia che ti protegge dai ladri che ti rubano i soldi che hai guadagnato, alle strade costruite e manutenute per farti spostare (e lavorare) dalla scuola che tiene occupato tuo figlio permettendoti di lavorare, all'ospedale che ti cura per rimetterti in grado di lavorare, ecc..

Il problema è il concetto di "dove abiti". Nel senso che nessuno ti impedisce di fare una vacanza, e neppure nessuno ti va a contare quanto dura la vacanza. Questo spesso viene utilizzato per "abitare" in un paradiso fiscale e fare "una lunga vacanza" in altri paesi che paradiso fiscale non sono. Le tasse si pagano dove si "abita".

Esiste a volte (bisognerebbe vedere la legislazione svizzera) il criterio della "metà anno" ossia che se uno passa più di 180 giorni l'anno in un posto, non è una vacanza, ma ci abita.

Esiste comunque un concetto che è "il centro dei propri interessi". Quando io ho aperto l'attività in Polonia ho dichiarato che "il centro dei miei interessi vitali" è la Polonia. Ossia il proprio domicilio fiscale viene dichiarato. Chiaramente la realtà deve corrispondere alla dichiarazione.

Per semplificare, se non vuoi all'inizio complicarti la vita con le questioni fiscali, penso che puoi tranquillamente iniziare la tua "vacanza" in svizzera, continuando ad "abitare" in Italia e avendo la tua partita IVA italiana. Puoi, e puoi per un certo tempo, ma non devi. Puoi altrimenti chiudere subito quella italiana, ma chi te lo fa fare? Chi ti corre dietro?

Se non sei sicura se non scappi dopo 2-3 mesi, converrebbe fare così. Nessuno ti può dire nulla. Oppure puoi farlo anche se sei sicurissima che resti in Svizzera, ma hai altre cose per la testa che chiudere l'attività in Italia e riaprirla in Svizzera. Magari usi questo tempo per capire la legislazione Svizzera e decidere le forme della tua attività economica li.

Insomma, nessuno ti corre appresso se inizi una "vacanza" in svizzera...


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Infatti May 16, 2009

Tutto come dice Daniele. Non vedo il senso di tenere aperta una P. IVA in Italia, quando per legge non devi pagare le tasse in un paese in cui non risiedi. Tra l'altro, il dubbio mi suona ancora più strano in un caso come il tuo, in cui devi scegliere tra Svizzera e Italia (che dal punto di vista fiscale suona come scegliere tra paradiso, la Svizzera, e inferno, l'Italia).

Per concludere, non esiste alcun motivo, legale, economico o pratico, per cui tu debba tenere aperta la partita IVA in Italia. Certo che puoi continuare a lavorare con le agenzie, italiane, come del resto del mondo.


[Edited at 2009-05-16 17:32 GMT]

[Edited at 2009-05-16 17:33 GMT]


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Daniele Martoglio  Identity Verified
Local time: 01:11
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+ ...
Per riassumere May 16, 2009

Giuseppina Gatta wrote:

Tutto come dice Daniele. Non vedo il senso di tenere aperta una P. IVA in Italia, quando per legge non devi pagare le tasse in un paese in cui non risiedi.


Esatto, vorrei in due righe riassumere "cosa dice Daniele":

- alla lunga dovrai chiudere la P.IVA italiana e aprire un'attivita in Svizzera (quindi avrai una P.IVA svizzera).

- però nessuno ti corre appresso, quindi pensa prima alle 1000 altre cose che ti comporta il trasferimento, e nel frattempo continua a fatturare con quella italiana.

Quindi da una parte devi diventare fiscalmente "Svizzera", ma d'altra parte non c'è fretta.

Salutami Heidi, e le sue caprette


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Christel Zipfel  Identity Verified
Member (2004)
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Sostanzialmente d'accordo May 16, 2009

Sono però molto scettica sul concetto di "vacanza" più o meno lunga in terra elevetica. Qualcosa mi dice che a rigor di logica non puoi continuare a versare l'IVA in un Paese (Italia) dove non risiedi più, una volta che ti sei cancellata dai registri anagrafici (mi pare di ricordare che non si può avere la residenza contemporaneamente in due Paesi diversi).
Finché non c'è niente di ufficiale e tu hai la residenza ancora in Italia però va bene così, anzi, devi fare proprio così.

Altrimenti, che fai, con la partita IVA italiana da residente in Svizzera continui a versare (per tre mesi o sei non importa) l'IVA al fisco italiano al quale non spetta? E poi comunque non puoi detrarre l'IVA delle tue spese. O pensi di poter detrarre che ne so, l'IVA del telefono svizzero di casa? Temo che verrebbe fuori un pasticcio enorme:-)

Io da profana (ma che non significa ignorante in materia) direi che la partita IVA la devi chiudere al momento che prendi la tua residenza in Svizzera.


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Daniele Martoglio  Identity Verified
Local time: 01:11
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+ ...
Rispondo per punti May 16, 2009

Christel Zipfel wrote:

Sono però molto scettica sul concetto di "vacanza" più o meno lunga in terra elevetica. Qualcosa mi dice che a rigor di logica non puoi continuare a versare l'IVA in un Paese (Italia) dove non risiedi più, una volta che ti sei cancellata dai registri anagrafici


Non esiste la "cancellazione dai registri anagrafici", esiste l'iscrizione all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) che riguarda anche Claudia, poichè - come dice nel suo profilo - nel 2006 ha ottenuto la cittadinanza italiana.

L'iscrizione all'AIRE è l'unica azione che fa sapere all'italia che non sei più residente.

Teoricamente uno si può trasferire, avere GIA la residenza secondo le autorità del paese di arrivo, e non essersi ancora iscritto all'AIRE nel consolato italiano nel paese di arrivo. In tal caso entrambi i paesi la considerano residente.

Oppure ci si può iscrivere all'AIRE di un paese senza essere residente per le autorità locali. Ufficialmente vi diranno che non si può ma è A DISCREZIONE DEL CONSOLATO.

Comunque il "domicilio fiscale" non è direttamente legato alla residenza anagrafica.

Christel Zipfel wrote:
Altrimenti, che fai, con la partita IVA italiana da residente in Svizzera continui a versare (per tre mesi o sei non importa) l'IVA al fisco italiano al quale non spetta?


1) il fatto che sia fisicamente in svizzera non vuol dire che è RESIDENTE in svizzera.

2) il fatto che è RESIDENTE in svizzera - anagraficamente - non vuol dire che il suoi domicilio fiscale è in svizzera. Faccio un esempio: se un italiano si diverte a abitare in Italia per 5 mesi, poi 4 mesi in Germania e 3 in Francia ogni anno, ed essendo un pazzo amante della burocrazia si iscrive anagraficamente ogni volta in entrambi i paesi esteri in cui si sposta, può tranquillamente continuare ad avere il domicilio fiscale in Italia e pagare le tasse in Italia, perchè comunque Francia e Germania non sono PIU "centro degli interessi vitali" di quanto lo sia l'Italia.

3) L'unica cosa veramente grave, che sarebbe evasione fiscale, sarebbe NON PAGARE LE TASSE. Invece la data in cui Claudia stabilisce come momento del trasferimento del domicilio fiscale è un'altra cosa.

4) la cosa più divertente: Christel ha scritto "continui a versare l'IVA al fisco italiano al quale non spetta". I clienti italiani adesso pagano l'IVA a Claudia che la versa al fisco italiano. La stessa cosa continua ad avvenire anche quando Claudia è inizialmente fisicamente in Svizzera e la ditta italiana di Claudia ancora esiste. Una volta che Claudia apre la ditta svizzera, emette fatture SENZA IVA ai clienti italiani. Quindi l'IVA dei clienti italiani resta comunque in Italia! L'IVA non esce dall'Italia! L'unica cosa che cambia è dove vengono versate le imposte sul reddito di Claudia - quello che io abbreviando chiamavo "le tasse" - ma non l'IVA!

Christel Zipfel wrote:
E poi comunque non puoi detrarre l'IVA delle tue spese. O pensi di poter detrarre che ne so, l'IVA del telefono svizzero di casa? Temo che verrebbe fuori un pasticcio enorme:-)


Mamma mia, che enormi detrazioni!

Certo che finchè esiste la ditta individuale italiana (ossia la P.IVA italiana) le spese sono quelle italiane. La "vacanza" in Svizzera è una vacanza.

Ma io non sto parlando di un prolungamento all'infinito della presenza fiscale in Italia, sto solo dicendo che può preoccuparsene quando sta già in Svizzera, risolve le altre questioni del trasferimento, e si informa sulla fiscalità svizzera...

- Non pagare le tasse è reato.

- Abitare stabilmente in svizzera da 2 anni e continuare a far finta di essere in Italia è un imbroglio.

Ma a spostare la ditta (ossia chiudere una e aprire l'altra) un paio di mesi dopo aver spostato le valigie, non c'è nulla di male!


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Claudia Lopes  Identity Verified
Switzerland
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grazie a tutti per le informazioni May 17, 2009

Buongiorno a tutti,

Vi ringrazio per le infromazioni che mi avete dato. Adesso ho le idee più chiare. Il trasferimento "definitivo" è perché mio marito sta già lavorando in Svizzera con un contratto di lavoro regolare e con un visto B, quindi fine mese andremo io e nostra figlia ad abitarci, ci presenteremo tutti all'Aire perché; come avete notato io ho la doppia cittadinanza e quindi mi presento lì come italiana.

La P.IVA la chiuderò fine mese, considerando tutte le informazioni presenti in questo post è la cosa più giusta da fare, perché appunto la residenza ce l'avrò in Svizzera e non più in Italia.

La mia è stata una domanda diciamo "complessa" per me, perché davvero non sapevo cosa fare con la P.IVA. Quindi grazie ancora delle informazioni, arrivata lì mi informerò per quanto riguarda l'apertura della P.IVA svizzera (non so come si chiami), perché voglio essere in regola come sono sempre stata in Italia.

buona giornata a tutti


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LuciaC
United Kingdom
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IVA in Svizzera May 17, 2009

In Svizzera devi aprire la partita IVA (che non è un'anomalia tutta italiana - di anomalo c'è solo il limite bassissimo di introiti superato il quale è obbligatoria) solo se guadagni più di CHF 75'000.- all'anno.

Per informazioni
http://www.estv.admin.ch/i/mwst/themen/kuerze/wasist.htm







[Edited at 2009-05-17 19:27 GMT]


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Gisella Germani Mazzi
Switzerland
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occhio... May 18, 2009

In Svizzera il numero IVA si deve aprire obbligatoriamente qualora gli INCASSI superino il tetto annuale di CHF 75 000.- l'anno.
Quindi, se nel 2009 si fatturano CHF 74 000, ma gli incassi sono superiori (es.: un cliente ha pagato nel gennaio 2009 una fattura di CHF 2000.- emessa nel dicembre 2008, facendo sforare il tetto massimo di 75 000.-), si dovrà richiedere il numero IVA.
In Svizzera l'IVA è pari al 7.6%, comunque.
Tra l'altro, la partita IVA esiste anche in Germania, non è affatto un'anomalia italiana.

LuciaC wrote:

In Svizzera devi aprire la partita IVA (che non è un'anomalia tutta italiana - di anomalo c'è solo il limite bassissimo di introiti superato il quale è obbligatoria) solo se guadagni più di CHF 75'000.- all'anno.

Per informazioni
http://www.estv.admin.ch/i/mwst/themen/kuerze/wasist.htm







[Edited at 2009-05-17 19:27 GMT]


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Claudia Lopes  Identity Verified
Switzerland
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p.iva Svizzera May 18, 2009

Quindi, Gisella

considerando il tetto annuale non penso che mi conviene aprirla, perché non credo che ci arriverò a tanto. Comunque quello che un traduttore guadagna con il suo lavoro va dichiarato lo stesso, vero? Come funziona? A chi mi dovrei rivolgere?


grazie delle informazioni


Claudia


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Daniele Martoglio  Identity Verified
Local time: 01:11
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Non facciamo casino.. May 18, 2009

Claudia Lopes wrote:
Quindi, Gisella
considerando il tetto annuale non penso che mi conviene aprirla, perché non credo che ci arriverò a tanto. Comunque quello che un traduttore guadagna con il suo lavoro va dichiarato lo stesso, vero? Come funziona? A chi mi dovrei rivolgere?
grazie delle informazioni
Claudia


Siamo persone intelligenti che lavorano come traduttori, non comportiamoci come Renzo davanti a Don Abbondio per le questioni fiscali!

Non si tratta di illuminazioni mistiche, o far roteare sei palline da tennis contemporamente, cose a cui "non tutti ci arrivano"!

Un po di concetti:

Ditta individuale/semplice contribuente.

Il signor Rossi che fa l'impiegato con un rapporto di lavoro subordinato NON è una ditta individuale. Però è un contribuente. Quindi possiederà un numero identificativo ai fini fiscali che nel caso del contribuente "non ditta individuale" è in Italia il Codice Fiscale.

Se il signor Rossi vuole aprire una ditta individuale crea la "cosa" che è una "persona fisica che conduce una ditta individuale".

Nel caso italiano, la "ditta individuale" riceve un numero di identificazione ai fini fiscali (imposte sul reddito) e ai fini IVA. Tale numero è il numero di partita IVA.

Quindi la prima distinzione è tra:
- persona fisica e basta
- persona fisica che conduce una ditta individuale

Nel caso polacco, tanto per fare un esempio non italiano, il numero di identificazione fiscale delle persone fisiche lo può ricevere chiunque, basta fare richiesta. E la stessa persona che apre una ditta individuale UTILIZZA LO STESSO NUMERO come identificatore fiscale della sua ditta individuale.

Soggetto passivo IVA/Non soggetto passivo IVA.

In italia fino all'avvento del Forfettone nel 2008, ogni ditta era automaticamente anche soggetto passivo IVA ossia che incassa l'IVA dai propri clienti e la versa allo stato direttamente (bonifico sul conto dell'agenzia delle entrate) o indirettamente attraverso l'IVA pagata ai propri fornitori.

In realtà non è ASSOLUTAMENTE DETTO che essere "ditta individuale" voglia dire essere "soggetto passivo IVA". In quasi tutti gli stati europei esiste un limite di fatturato sotto il quale la ditta individuale NON è soggetto passivo IVA. In Italia fino al 2007 questo non esisteva, ed è stato introdotto con il Forfettone. Il Belpaese ha scoperto l'acqua calda, che è meglio avere un 20% di ditte "ricche" che versano l'IVA, e un 80% di dittine piccole che ne sono esenti, cosi si deve controllare 1/5 dei soggetti fiscali, invece che mettere tutti nello stesso calderone, avere 5 volte tanto ditte da controllare, visto che tanto 4/5 producono magari una piccolissima frazione del gettito complessivo..

Quindi quello che sicuramente Claudia deve fare è aprire una ditta individuale Svizzera e che probabilmente visto il livello di fatturato sarà una comunque un Non soggetto passivo IVA.

Insomma essere ditta individuale ed essere soggetto passivo IVA sono DUE COSE DIVERSE.

Ricevere un NUMERO di partita IVA ed essere soggetto passivo IVA sono DUE COSE DIVERSE.

Un po' lo spiego anche qui:

http://www.proz.com/forum/italian/91661-forfettone_2008_conviene_o_no.html#741494


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