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Voglia di iniziare ma spaventato dalle tasse
Thread poster: asdxyz
Sep 18, 2009

Ciao a tutti. Sono uno studente che dopo le prime sfruttatissime (dagli altri) esperienze ha voglia di fare qualche spicciolo con quello che ha imparato fino ad oggi. C'è però un aspetto che mi terrorizza: le tasse. Da quanto ho letto in questi giorni su siti specializzati e non bene o male ho capito che per non essere ucciso dalle tasse bisognerebbe avere delle entrate di un certo livello. Tramite i progetti di proz e altri servizi bene o male credo che si possa fare non più di qualche spicciolo (parlo di inizi ovviamente). La domanda è la seguente: come comportarsi? Aprire una p.iva per lo meno per ora è fuori discussione, ancora studio, nel frattempo, come evitare di frodare il fisco pur tirando su 20 euro ogni tanto (ammesso e non concesso che sia possibile)?

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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 07:42
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Non mi sembra l'approccio giusto Sep 18, 2009

Ciao "asdxyz",

il mio consiglio per te è di continuare a studiare e di lasciare la professione del traduttore ai professionisti. Se quando avrai finito gli studi e ti sarai preparato adeguatamente deciderai di fare il traduttore, potrai sempre provare a lavorare - non necessariamente con P. IVA - secondo le modalità fiscali previste dalla Legge per lavori a carattere occasionale.
La professione del traduttore richiede dedizione e non è la strada giusta per chi vuole "tirare su 20 euro ogni tanto".

In pratica, per "tirare su 20 euro ogni tanto" non ti occorre fare traduzioni. Puoi sempre fare il baby-sitter, volantinaggio e altre attività non di carattere professionale accessibili a chiunque abbia un minimo di voglia di tirar su qualche soldino, più compatibili con la vita da studente.

MJ


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Maria Antonietta Ricagno  Identity Verified
Local time: 07:42
Member
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Concordo... Sep 18, 2009

...con María José.
Ti assicuro che fare il traduttore freelance non è cosa che si possa affrontare con lo spirito che traspare dal tuo post. Altro che 'tirare su 20,00€ ogni tanto', pensa che fra lavorare e la parte amministrativa (fatturazione ecc.) molti di noi non hanno neanche il tempo di respirare.
Se vuoi iniziare seriamente, non la puoi prendere alla leggera, non si tratta di quanto guadagni o meno o delle tasse. Si tratta di avere un'ottica interamente volta a svolgere una professione che ti assorbe a volte quasi completamente.
In ogni caso, sembra anche a me che per ora ti convenga continuare a studiare e prepararti.

Anto


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Assolutamente d'accordo con le colleghe Sep 18, 2009

Si tratta di un approccio non solo errato e fuorviante, ma a mio parere quasi offensivo nei confronti di chi questo lavoro lo svolge seriamente e da professionista.

Se proprio ci tieni a fare questo lavoro, ti consiglio di contattare qualche collega professionista e offrire la tua collaborazione, in modo da imparare qualcosa.

Altrimenti, come consigliato dalle colleghe, ci sono tantissimi lavoretti per "tirare su spiccioli".


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asdxyz
TOPIC STARTER
Va bè Sep 18, 2009

Mamma mia che cortesia. A me non sembra di aver richiesto delle lezioni di vita, mi sembra di aver richiesto un consiglio su una materia che credo interessi non solo a me. Al mondo delle traduzioni non servono soltanto professionisti con esperienza pluriannale, ma tante volte serve qualcuno con poche pretese che non voglia farsi pagare una fortuna. O mi sbaglio?
E poi chi ve l'ha detto che non sono serio? Si può essere serissimi sul lavoro anche senza lavorare tutto il giorno. Non mi sembra di essere arrivato qua sparando a zero su qualcuno senza conoscerlo, sarebbe bello ricevere altrettanto...


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Maria Antonietta Ricagno  Identity Verified
Local time: 07:42
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Cortesia? Sep 19, 2009

E che c'entra? Sono sicura di esprimere anche il pensiero delle due colleghe se ti dico che qui la cortesia non c'entra affatto e che quando dici che si può essere seri sul lavoro anche senza lavorare tutto il giorno, dici una vera sciocchezza. Siccome per essere seri sul lavoro non si può prescindere dall'essere preparati,studiare, seguire corsi ecc. ecc. - e tutto ciò non si fa in poco tempo - risulta ovvio e conseguente che bisogna lavorare tutto il giorno.
In effetti, noi come traduttori di lunga data siamo sempre un po' risentiti quando qualcuno fa discorsi come il tuo, proprio in quanto sappiamo cosa ci è costato e ci costa in termini di impegno, dedizione e studio continuo questo lavoro.
Detto questo, lungi da me dare il via a polemiche, dalle quali mi tengo sempre lontana. Ma rifletti, per favore.

Anto


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Paola Dentifrigi  Identity Verified
Italy
Local time: 07:42
Member (2003)
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Arrotondare Sep 19, 2009

Sono d'accordo con le colleghe al 100%.
Io ad esempio lavoravo già come traduttrice saltuariamente quando studiavo, ma non lo facevo per "fare qualche spicciolo" (uh che brutta espressione!!), ma per costruirmi una professionalità, visto che l'università non poteva darmela (ho studiato lingue in Italia).
E' pieno di gente che vuole fare questo lavoro per arrotondare, non sei l'unico. Proprio ieri sera me lo raccontava un amico che è al di fuori dell'ambiente: a una sua amica che le chiedeva appunto come arrotondare con le traduzioni, conoscendo la fatica che ho durato e duro io, nonché quella di un'altra collega francese ha risposto saggiamente di lasciar perdere.
Vai piuttosto in UK e lavora in un un help desk/call center, vai a fare il gelataio in Francia (io l'ho fatto...)., vai a lavorare in un ostello in Australia. Se proprio non puoi lasciare l'Italia, cerca qui ostelli, campeggi, associazioni che ti mettano a contatto con l'estero.
Potessi farlo io, altro che raccattare qualche spicciolo con le traduzioni! Ci guadagni in divertimento, salute e spensieratezza. Le strade importanti, poi, si affrontano quando si è preparati e il tuo approccio, scusa la franchezza, dimostra che non lo sei ancora.
Paola


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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 06:42
Member (2004)
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beh... Sep 19, 2009

certo che lo avete fatto scappare o perlomeno spaventato... altro che tasse!

[Edited at 2009-09-19 12:17 GMT]


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Ana Rita Simões  Identity Verified
Portugal
Local time: 06:42
Member (2009)
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Sono d'accordo con le colleghe, ma... Sep 19, 2009

... credo che il suo fosse un intervento piuttosto ironico - magari un po' troppo acido - ma a me con il fatto che parli di tasse sembra che abbia già un approccio più professionale che molti di quegli studenti che lavorano gratis.

Sarò forse troppo ingenua, ma a me sembra che lui faccia benissimo (se veramente vuole diventare traduttore professionista) a cominciare a lavorare adesso, mentre studia, cercarsi i clienti e fare esperienza (magari anche sbattere la testa tante volte) e nel frattempo, guadagnare soldi, perchè no? Mi sembra meglio di lavorare gratis, oppure non lavorare e arrivare al mercato di lavoro dopo la laurea senza aver tradotto una riga.


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Maria Antonietta Ricagno  Identity Verified
Local time: 07:42
Member
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Scusa Ana Rita Sep 19, 2009

capisco il tuo tentativo di 'addomesticare' il clima, ma devo dissentire su un punto importante con te.
Anch'io ho iniziato a lavorare mentre ancora studiavo all'Università, ma ho sempre avuto ben chiaro in testa che avrei fatto quello come lavoro, e mi sono impegnata di conseguenza.
Non ho mai avuto un atteggiamento superficiale nei riguardi della professione, anzi a volte ho dovuto anche difendere la mia scelta dalle critiche di chi, presumendo erroneamente che 'una traduzioncina qua e là la possono fare tutti', mi diceva con sufficienza che sarebbe stato meglio fare un lavoro 'serio' (nella fattispecie, insegnare). Magari oggi, avessi seguito il loro consiglio, sarei sul tetto di qualche scuola a prendere aria fresca...

Anto


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Oriana Bonan  Identity Verified
Italy
Local time: 07:42
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Beneficio del dubbio Sep 19, 2009

Ho l'impressione che la reazione delle colleghe sia dovuta al fatto che, inconsapevolmente, asdxyz ha toccato almeno un paio di punti dolenti della nostra professione: lo scarso riconoscimento e l'impatto sulle tariffe dovuto al 'dumping' ad opera di non professionisti.

Visto che asdxyz si è presentato dicendo esplicitamente di non essere ancora un traduttore, mi sembrerebbe più costruttivo caso mai informarlo di queste problematiche e, soprattutto, rispondere alla domanda che ha posto. Non mi pare stia chiedendo se fare traduzioni sia o meno un buon modo di racimolare qualche soldo durante gli studi, ma quali siano le modalità di gestione dell'aspetto fiscale con introiti che prevede saranno molto bassi. Come Ana Rita, apprezzo molto il fatto che si ponga il problema fin da subito, invece che lavorare in nero.

Purtroppo non sono la persona adatta a rispondere, perché quando ho iniziato la mia attività, ho scelto di aprire subito la partita iva. Farò del mio meglio e qualcuno mi corregga se sto fornendo informazioni errate.

Fino ad un reddito complessivo massimo di 5mila euro lordi l'anno è possibile emettere una notula per le proprie prestazioni. L'iva non si applica, il cliente (se è una ditta) trattiene il 20% di ritenuta d'acconto, e non vi è obbligo di versamento dei contributi all'INPS. Se non si hanno altri redditi, il carico fiscale dovrebbe quindi ridursi al 20% della ritenuta. Nello stabilire la propria tariffa, bisogna quindi considerare che ogni 100 euro lordi concordati con il cliente, 20 saranno versati al fisco.

Facendo una ricerca nei forum di questo sito o su internet si trovano informazioni e modelli di notula in abbondanza. Comunque sia, io sono dell'opinione che valga sempre la pena consultare anche un commercialista.

Oriana


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Ana Rita Simões  Identity Verified
Portugal
Local time: 06:42
Member (2009)
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+ ...
Stiamo andando off-topic... Sep 19, 2009

Maria Antonietta Ricagno wrote:

capisco il tuo tentativo di 'addomesticare' il clima, ma devo dissentire su un punto importante con te.
Anch'io ho iniziato a lavorare mentre ancora studiavo all'Università, ma ho sempre avuto ben chiaro in testa che avrei fatto quello come lavoro, e mi sono impegnata di conseguenza.
Non ho mai avuto un atteggiamento superficiale nei riguardi della professione, anzi a volte ho dovuto anche difendere la mia scelta dalle critiche di chi, presumendo erroneamente che 'una traduzioncina qua e là la possono fare tutti', mi diceva con sufficienza che sarebbe stato meglio fare un lavoro 'serio' (nella fattispecie, insegnare). Magari oggi, avessi seguito il loro consiglio, sarei sul tetto di qualche scuola a prendere aria fresca...

Anto


Non lo metto in dubbio - anzi, succede anche a me dover difendere la mia scelta, ed affrontare tutti quelli che non considerano questo un "lavoro serio". Quello che intendevo dire è che non è detto che asdxyz non abbia lo stesso un atteggiamento professionale: io ho capito il suo intervento non come una domanda su "come fare 2 soldi con traduzioni occasionali" ma si "come evitare che tutti i soldi (pochi, perchè è alle prime armi) che faccio volino via con le tasse".

Per tutto il resto, ovviamente, sono d'accordo con te e con le altre colleghe. Semplicemente credo che asdxyz ha sbagliato con il tono "acido" del suo intervento, ma come dice Oriana, bisogna dargli il beneficio del dubbio.


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Paola Dentifrigi  Identity Verified
Italy
Local time: 07:42
Member (2003)
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Io quando ho inziato... Sep 19, 2009

Oriana Bonan wrote:

Purtroppo non sono la persona adatta a rispondere, perché quando ho iniziato la mia attività, ho scelto di aprire subito la partita iva. Farò del mio meglio e qualcuno mi corregga se sto fornendo informazioni errate.


Anch'io quando ho inziato "seriamente" ho aperto subito P. Iva. Ma avevo già fatto un'altra cosa, oltre a un sacco di studi: avevo spulciato Proz e Internet per un paio d'anni, avevo letto credo buona parte delle risposte ai basilari quesiti per aprire un'attività, fare marketing, perfezinarsi ecc. Ho risposto a una marea di Kudoz. Non mi sarei mai sognata di scrivere un post in un sito di professionisti dicendo voglio tirare su 20 euro. O forse non è un sito di professionisti
I miei 2 cent.
Paola


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 07:42
Member (2004)
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Invito a rimanere in argomento Sep 19, 2009

asdxyz wrote:

La domanda è la seguente: come comportarsi? Aprire una p.iva per lo meno per ora è fuori discussione, ancora studio, nel frattempo, come evitare di frodare il fisco pur tirando su 20 euro ogni tanto (ammesso e non concesso che sia possibile)?


asdxyz ha fatto una domanda ben precisa. Inviterei tutti a rispondere innanzitutto a questa domanda. Questo forum serve ad aiutarci a vicenda e anche asdxyz ha diritto a riceve aiuto. Ben venga qualche riflessione sul modo di iniziare, ma a parte l'espressione un po' infelice sul "tirare su 20 euro ogni tanto", non mi pare che il suo approccio non sia professionale. Oltretutto non ne sappiamo niente sulla preparazione e la voglia di documentarsi, formarsi e imparare di asdxyz. Potrà casomai aprire una discussione mirata su quest'ultimo argomento, o meglio, consultare il materiale già esistente in questo forum. Ma intanto diamogli una mano a capire come muoversi fiscalmente.
Purtroppo io non so dare molte informazioni, perché anch'io ho aperto la partita IVA quasi subito e comunque mi pare da sfatare il mito che se si lavora poco si viene sommersi dalle tasse. Di solito il carico fiscale è proporzionato, ma lascio i dettagli a chi ne sa di più sull'attività in ritenuta d'acconto.


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Paola Dentifrigi  Identity Verified
Italy
Local time: 07:42
Member (2003)
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ma ci sono sempre le spese fisse Sep 19, 2009

Mariella Bonelli wrote:

Purtroppo io non so dare molte informazioni, perché anch'io ho aperto la partita IVA quasi subito e comunque mi pare da sfatare il mito che se si lavora poco si viene sommersi dalle tasse. Di solito il carico fiscale è proporzionato, ma lascio i dettagli a chi ne sa di più sull'attività in ritenuta d'acconto.


Vero che è proporzionale, ma la spesa per il commercialista ad esempio non lo è. E non è roba da poco. Secondo me ci sono 2 modi per iniziare: lavoricchio in ambiente universitario o poco più (tipo traduco il paragrafo del codice dal FR per l'amico dell'amico a un centinaio di €*) o mi ci metto per benino con tutte le conseguenze e responsabilità.
In ogni caso, io sono dell'idea che occorrerebbe preparare un vademecum per chi pone sempre questo genere di domande tipo: link ad articoli, link a precedenti forum ecc.
A me non dà fastidio personalmente, lo dico solo per loro: si fa miglior figura a informarsi prima e poi parlare e chiedere.
E questa è una regola che io imparai agli albori di internet: il "lurkare". Ma poi, diciamocelo chiaro, è come se si entrasse in una sala dove si tiene una conferenza e si sparano domande senza avere studiato o preparato prima l'argomento. Non si fa una gran figura, per quanto uno non sia animato da cattive intenzioni.

* fatta anche questa ed erano 150.000 mila lire e la prima volta su un pc


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