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traduttori editoriali : una casta chiusa?
Thread poster: Tamara Fantinato

Tamara Fantinato
Italy
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Oct 13, 2009

Salve a tutti, sono una traduttrice tecnica appassionata di letture, il mio sogno nel cassetto sarebbe tradurre romanzi, saggi, articoli .. insomma tutto ciò che ha a che fare con il mondo editoriale!

Ho già provato a mettermi in contatto con case editoriali, ma senza successo!

Inizio a credere che si tratti di una casta chiusa, voi cosa ne pensate?

C'è qualcuno che ha voglia di dare un consiglio spassionato?

Premetto: la mia è una vera e propria passione, sono al corrente che un traduttore editoriale viene pagato pochissimo.. non mi interessa il lato economico!

Grazie a tutti
Tamara


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Fran Cesca
Italy
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Traduttori editoriali Oct 13, 2009

Ciao Tamara,

Io anni fa ormai ero riuscita a strappare una prova alla casa editrice...si può dire il nome?... vabbè quella che inizia con la m e finisce con i...

Comunque erano due capitoli di letterature per l'infanzia e dopo aver rispedito la prova il nulla...e sinceramente non gli do torto non essendo un campo in cui avevo esperienza né che mi interessasse...ma io ho mandato il curriculum e loro hanno risposto con quello, a loro discrezione.

Anche io come te ho contattato, scritto, mandato email e chi più ne ha più ne metta, ma nulla, credo che in campo editoriale la casta sia ancora più chiusa che altrove

Buona giornata,
Francesca


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Elisa Comito  Identity Verified
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Casta chiusa? Il contrario Oct 13, 2009

Tamara,

ti esorto ad andare su biblit, www.biblit.it, e su www.traduttorisns.it, dove troverai tutte le informazioni necessarie. Su biblit c'è anche una mailing list con archivi ricchissimi. La tua domanda è stata posta diverse volte. In sintesi la risposta è che la categoria dei traduttori editoriali non è una casta chiusa, tutt'altro. Il problema non è tanto entrare nel mondo dell'editoria (sempre che uno si impegni studiando QUEL settore e i suoi meccanismi di accesso) ma lavorarci con soddisfazione (umana ed economica) visto che molti editori, lungi dall'essere chiusi, accolgono a braccia aperte traduttori nuovi per sfruttarli! Naturalmente ci sono anche editori diversi. Non è affatto vero che sono tutti uguali o che pagano tutti una miseria, ma una buona parte sì ed è bene essere molto avveduti. Per farsi un "portafoglio" di editori seri che ti diano un lavoro continuativo occorrono MOLTI anni e MOLTA fatica. Per questo la maggior parte dei traduttori editoriali, all'inizio o in via definitiva, combina le traduzioni editoriali con quelle di altro genere (o con altre attività).
Insomma se veramente senti una forte passione (necessaria ma non sufficiente) per questo tipo di traduzioni e sei disponibile a mettere alla prova il tuo talento e iniziare questo impegnativo percorso, metti in conto diversi anni di "semina" per raccogliere i frutti. La traduzione editoriale è consigliabile a chi preferisce la gallina domani all'uovo oggi (io personalmente sono disponibile alla "cova" e qualche bel pulcino è nato, anche se ancora devo allargare il pollaio )

Ciao e in bocca al lupo!

Elisa



[Edited at 2009-10-13 09:45 GMT]


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Elisa Comito  Identity Verified
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Il primo errore da non commettere Oct 13, 2009

Tamara Fantinato wrote:
Premetto: la mia è una vera e propria passione, sono al corrente che un traduttore editoriale viene pagato pochissimo.. non mi interessa il lato economico!



E fai malissimo. Perché chi paga (e accetta di essere pagato per) una traduzione editoriale indecentemente mostra di non comprendere la sua importanza e difficoltà (oltre che le difficoltà di campare del suo lavoro, se è un traduttore). La qualità, in questo settore come in altri, richiede impegno e tempo che per essere sostenuti devono essere decorosamente retribuiti. Tu sei all'inizio, anzi ancora alla fase delle aspirazioni, ma liberati subito di questa mentalità se non vuoi ingrossare la fila degli sfruttati e delusi che, dopo aver ottenuto e svolto lavori di scarsa qualità da editori di scarsa serietà, gettano la spugna ritrovandosi con una stima di sé e del proprio lavoro pari a zero.


[Edited at 2009-10-13 10:03 GMT]


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Tamara Fantinato
Italy
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economiche Oct 13, 2009

ma allora come si fa ad emergere in mezzo a tutti questi "colleghi" che offrono i propri servizi a prezzi (per conto mio) da fame???

Sto parlando di traduzioni tecniche ovviamente, essendo questo attualmente il mio campo!!!


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
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La passiona acceca Oct 13, 2009

Tamara Fantinato wrote:
ma allora come si fa ad emergere in mezzo a tutti questi "colleghi" che offrono i propri servizi a prezzi (per conto mio) da fame???


Curioso. Nel caso della traduzione editoriale ti definisci "appassionata" e "non interessata al lato economico".
Nelle traduzioni tecniche non consideri che i concorrenti possano essere altrettanto appassionati, e le loro tariffe le definisci, un po' brutalmente "da fame". Magari avresti potuto dire "lavorano con poco interesse per il lato economico", usando lo stesso eufemismo che hai usato per te.
Questi colleghi combattono con l'arma delle tariffe basse per entrare nel settore e probabilmente pensano, a loro volta, che si tratti di una "casta chiusa", come tu pensi del settore editoriale.
In sostanza, ti puoi dare una risposta da sola.

Questi colleghi-concorrenti stanno facendo (a te, ma anche a me, e a tanti altri) esattamente quello che fai tu ai colleghi del settore editoriale. Per passione, sia chiaro, pura passione, ma il danno è uguale e non lo vedi. Un caso di passione accecante?

ciao
Gianfranco



[Edited at 2009-10-13 11:16 GMT]


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Tamara Fantinato
Italy
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TOPIC STARTER
passione Oct 13, 2009

Scusate non mi sono spiegata con il fatto che non mi interessa il lato economico, volevo dire che vorrei fare la traduttrice editoriale, non perchè penso che sia molto più remunerativo rispetto alle traduzione tecniche... per quel che ne so è anzi il contrario.

Ecco perchè non mi interessa il lato economico, con questo non intendo dire che accetterei qualsiasi tariffa, come per altro faccio nel mio campo.

Scusate ancora!


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Paola Dentifrigi  Identity Verified
Italy
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come si fa? Oct 13, 2009

Tamara Fantinato wrote:

ma allora come si fa ad emergere in mezzo a tutti questi "colleghi" che offrono i propri servizi a prezzi (per conto mio) da fame???



Si cercano clienti che sono interessati alla qualità, fermo restando che si lavori sulla propria di qualità.


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Tariffe e qualità Oct 13, 2009

...ma allora come si fa ad emergere in mezzo a tutti questi "colleghi" che offrono i propri servizi a prezzi (per conto mio) da fame???


Risposta banale e scontata: con la qualità. So di un editore di saggistica (grande – a dire il vero, molto grande – e conosciuto per le sue tariffe basse) che si è stufato di ricevere il lavoro di traduttori che hanno magari tanta passione ma che evidentemente forniscono bassa qualità. Trova un traduttore specializzato e gli dice "Voglio un lavoro perfetto - quello che mi interessa non è il prezzo, solo la qualità". Il traduttore chiede 42,5 euro per cartella da 2000 e riceve il lavoro. Viene pagato regolarmente e riceve un altro lavoro e un altro ancora, che non riesce a fare perché ha già troppo sulla scrivania. Il traduttore trova una traduttrice brava, che chiede la stessa cifra e ottiene il lavoro. L'editore poi chiede uno sconto per altri tre lavori - in due casi lo riceve, nell'altro no, ma conferma l'incarico in tutti e tre i casi. Non so quanto pagasse prima ma non credo proprio che fosse più di 12-13 euro per questa combinazione.

E' vero che, in questo caso, non si tratta di EN>IT, ma ho parlato con due editori italiani questo fine settimana e entrambi mi hanno detto che il problema principale per loro è la qualità delle traduzioni verso l'italiano. Pare che sia difficilissimo trovare chi non ha bisogno di revisioni anche pesanti - e le revisioni ovviamente costano (e raramente riescano a creare lo stile voluto). Questi editori non sono disposti (non possono) accettare di raddoppiare le tariffe ed è solo con il primo esempio citato che sento parlare di un raddoppio da un giorno all'altro ma sicuramente in molti casi non è tanto il prezzo quanto la qualità a influire. Di altri editori che pagano ai migliori il doppio di quanto non paghino ai più scarsi ne conosco più d'uno ed è chiaro che questi ultimi non fanno concorrenza ai primi.

Un editore che paga 23 euro (EN>IT per 2000 battute) ai migliori non li mollerà per chi chiede la metà solo perché questi chiedono di meno. So per certo che è vero questo perché, se lo facessero, non ci sarebbe più nessuno che prende 23 euro, n’est-ce pas?

Una casta chiusa? Per certi versi sì: chi lavora nella tua combinazione vede giustamente in te una potenziale rivale e quindi non ha tanto interesse ad aiutarti a portare via il suo lavoro/cliente ma, se non è troppo ottuso, si renderà conto che non gli conviene nemmeno fare in modo che tu, che magari riesci a fornire la stessa sua qualità, entri sul mercato a una tariffa troppo bassa. E' vero che l'ottusità non manca ma è anche vero che ci sono delle persone molto generose e, in effetti, le trovi su Biblit. L’altro motivo per cui alcuni saranno disposti ad aiutarti è che sono bravi e quindi sono molto richiesti e dunque hanno già più lavoro di quanto non riescano a fare – e questo vuol dire che la concorrenza per loro non è un problema. Quindi direi che, per altri versi, non è vero che si tratti di una casta chiusa.

Come fai a emergere “in mezzo a tutti coloro che offrono i loro servizi a prezzi da fame”? Non puoi, quindi non ti conviene nemmeno provarci. “Loro” sono tanti, tantissimi, come hai già capito e non c’è spazio per qualcun altro, ti assicuro, se non su base temporanea – fai un lavoro a prezzo da schifo e la volta dopo, quando chiedi qualche centesimo in più, ti rimpiazzeranno con qualcun altro nella tua situazione di oggi. Pensa ai grandi nomi della traduzione della narrativa o della saggistica in italiano e sappi che sono loro gli unici contro i quali puoi veramente combattere – ma non vincerai mai contro di loro solo con le tariffe basse. Non ci si arriva al primo tentativo ma di sicuro c’è qualcuno ai livelli medi oggi che li scalzerà domani.

Uno degli editori mi ha detto che riceve due o tre CV al giorno, tutte le settimane dell’anno, da aspiranti traduttori/fornitori e, visto che è piccolo (poco più di un titolo al mese), posso immaginare che presso gli altri la concorrenza sia più grande ancora. Tutti i traduttori affermati hanno una storia diversa da raccontare su come hanno iniziato e questo vuol dire, come si può immaginare, che non c’è nessuna formula magica. Molti parlano di “fortuna” ma dietro a questa parola c’è spesso il fatto che erano nel posto giusto al momento giusto (il che spesso non è solo una questione di “fortuna”) e che hanno dato al committente esattamente quello che voleva.

No, non è un problema di “casta chiusa”.

ciao
Simon


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Fran Cesca
Italy
Local time: 05:29
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Caste? Oct 14, 2009

Non so se interpreto a sufficienza il pensiero di Tamara, ma il mio è questo: se c'è tutta questa penuria, perché le case editrici non rispondono nemmeno ai curriculum inviati?

Fornire una traduzione di qualità è un passo successivo, per intanto bisognerebbe almeno arrivarci a farle queste traduzioni

[Modificato alle 2009-10-14 08:01 GMT]


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Tamara Fantinato
Italy
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curriculum Oct 14, 2009

cara Francesca,
interpreti perfettamente il mio pensiero, cioè mi pare che non ti diano neanche la possibilità di dimostrare la tua capacità!!!!


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Fortuna? Oct 14, 2009

mi pare che non ti diano neanche la possibilità di dimostrare la tua capacità!!!!


Vero. Ma se una piccola casa editrice riceve molte centinaia o anche alcune migliaia di CV all’anno quando ha bisogno solo di un paio di traduttori nuovi, forse l’invio di CV non è necessariamente il modo migliore per attrarre la loro attenzione. Non posso dire io quale sia il modo migliore, purtroppo, perché sarebbe come dire “se tu inventi questo particolare prodotto avrai successo” – potrei dirlo al massimo a una sola persona, se mai mi venisse in mente, ma se lo dicesse a due persone, almeno una andrebbe incontro a una delusione.

Siamo liberi professionisti e un professionista deve sapere “vendere” (metto “vendere” fra virgolette perché è più un lavoro di convincimento che non di vendita vera e propria) e soprattutto deve saper essere creativo e visibile se vuole arrivare da qualche parte. A proposito della qualità, un editore di medie dimensioni mi dice che raramente va oltre la prima riga delle prove di traduzione perché gli basta quello per cestinarle ma ogni tanto c’è qualcuna che legge fino in fondo e che poi ottiene il lavoro, ma è chiaro che il numero di queste ultime è per forza di cose piuttosto esigua. E’ un mercato duro e lo sappiamo tutti e io, purtroppo, non ho risposte chiare su come fare. Anche se magari non sarà particolarmente utile, posso dire che io, personalmente, arrivo ai nuovi editori tramite segnalazioni da parte di autori, curatori, musei e gallerie che presumibilmente sono contenti del mio lavoro e spesso arrivo a questi ultimi tramite editori. Mai tramite prove di traduzioni, nel mio caso, ma so che alcuni ci arrivano in questo modo. Il problema, però, sono gli inizi: sono arrivato al primo editore tramite un altro traduttore per il quale facevo le revisioni e sono arrivato alla prima galleria, che poi ha passato il mio nome a tanti altri musei, gallerie e anche editori, attraverso un lavoro fatto gratuitamente per una ONG. Tramite la "fortuna", insomma. Ho passato i nomi di più traduttori a editori e altri clienti – loro hanno avuto la “fortuna” di essere sul mio radar quando l’editore mi ha chiesto qualche nominativo. E’ chiaro che queste persone erano visibili, magari su liste come Biblit o Langit (altrimenti non le avrei viste) e, almeno a mio avviso, professionali almeno nel loro approccio e capace di scrivere in modo particolarmente elegante e/o efficace persino sulle liste (cosa piuttosto rara), visto che non sempre avevo visto il loro lavoro e più di uno traduce in italiano. Non tutte hanno avuto il successo sperato ma molte continuano a collaborare tuttora con questi clienti ed editori.

ciao
Simon


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Fran Cesca
Italy
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Casta chiusa o no? Oct 19, 2009

Simon Turner wrote:

Vero. Ma se una piccola casa editrice riceve molte centinaia o anche alcune migliaia di CV all’anno quando ha bisogno solo di un paio di traduttori nuovi

ciao
Simon



Ma questo non è in linea con il precedente intervento di Elisa dove invece si affermava che la casta non è chiusa:

Elisa Comito wrote:

In sintesi la risposta è che la categoria dei traduttori editoriali non è una casta chiusa, tutt'altro. Il problema non è tanto entrare nel mondo dell'editoria (sempre che uno si impegni studiando QUEL settore e i suoi meccanismi di accesso)



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Tom in London
United Kingdom
Local time: 04:29
Member (2008)
Italian to English
la mia esperienza Oct 19, 2009

Tamara Fantinato wrote:

Salve a tutti, sono una traduttrice tecnica appassionata di letture, il mio sogno nel cassetto sarebbe tradurre romanzi, saggi, articoli .. insomma tutto ciò che ha a che fare con il mondo editoriale!

Ho già provato a mettermi in contatto con case editoriali, ma senza successo!

Inizio a credere che si tratti di una casta chiusa, voi cosa ne pensate?

C'è qualcuno che ha voglia di dare un consiglio spassionato?

Premetto: la mia è una vera e propria passione, sono al corrente che un traduttore editoriale viene pagato pochissimo.. non mi interessa il lato economico!

Grazie a tutti
Tamara


Ciao Tamara

Io ho avuto qualche esperienza del tipo di cui parli.

Nel mio caso ero già amico di un autore che pubblicava i suoi libri con una casa editrice milanese indipendente e che non fa parte dei megagruppi. Ce ne sono tante - non c'è solo la Mondadori, la Einaudi ecc.

Bisogna specificare però che i libri non erano romanzi ma monografie su argomenti di architettura e design: testi impegnativi, libri seri e una scrittura dotta/elegante.

Per il primo libro ho fatti un buon lavoro lavorando gomito a gomito con l'autore (un incubo in quanto vedendo le mie traduzioni, l'autore voleva sempre aggiungere qualcosa o riscrivere qualcosa, dicendo che il mio inglese era più bello del suo italiano.....)

Sono stato pagato bene, in quanto l'editore riusciva ad ottenere finanziamenti di quà e di là.

Dopo la prima esperienza sono poi seguiti diversi altri libri.

Insomma bisogna mettersi in contatto diretto con gli autori e le case editrici; è inutile mandare il curriculum - ti vogliono conoscere di persona.

Ma non mi chiedere come! Non c'è un sistema. Bisogna "conoscere qualcuno" ahimé come sempre e come dapertutto.

Anni fà mi è capitato di conoscere William Weaver, famosissimo traduttore di Italo Calvino, Umberto Eco. ecc. Weaver mi ha descritto come lavorava con Calvino - sempre gomito a gomito, addirittura riscrivendo parti dei libri....perdendo tanto tempo !

Per il tipo di lavoro al quale ambisci credo che dovresti farti raccomandare da qualche autore, e dare prova delle tue capacità, prima di avere incarichi importanti.

[Modificato alle 2009-10-19 16:18 GMT]


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Tamara Fantinato
Italy
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Grazie Nov 10, 2009

Scusate per il ritardo ma volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno risposto!!! Non ci speravo proprio!!!

Sto per iniziare un corso di specializzazione di traduzione editoriale e chissà che non sia l'inizio di una fruttuosa carriera !!!!

Grazie ancora a tutti

Tamara


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