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EN>IT alla frutta?
Thread poster: Claudio Porcellana
Claudio Porcellana  Identity Verified
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Oct 23, 2009

ciao a tutti

questo anno sta dimostrando di essere il peggiore della mia carriera (fatturato dimezzato)
MA
secondo me non sono proz o le agenzie ad essere alla frutta, bensì credo che siamo in un periodo di semplici (ma non x questo meno inquietanti) vacche magre: anzi, + che magre, stecchite!

io sono nel portfolio di oltre 40 agenzie di ogni parte del globo per le quali traduco di tutto, non solo medicina, e con alcuni PM e proprietari ho rapporti + che solo lavorativi, x cui credo sia affidabile quello che mi dicono e se dicono di non avere + richieste EN>IT da tempo gli credo

poi sento tanti colleghi che lavorano anche loro EN>IT e sono abbastanza disperati

ore, provo a prendere il discorso un pò + alla larga e ditemi se sbaglio

Chi ha oggi interesse a tradurre documenti EN>IT?
Aziende dell'area UE/USA al limite Oceania, che vendono o vorrebbero vendere prodotti/servizi in Italia, giusto?
Ma è verosimile che un Paese economicamente debole come il nostro aumenti le importazioni?
Non cercherà semmai di aumentare le esportazioni, a parte l'energia che non ha?
E sulle importazioni, non cercherà di importare quel che le serve ai prezzi + bassi possibile?

Se questo è vero, e cioè che le nostre maggior importazioni di beni di consumo arrivano dalla Cina, i cinesi scrivono i loro manuali in cinese (o sbaglio), quindi non sono nostri potenziali clienti e idem i giapponesi che ci vendono ancora un sacco di auto (che continuano a funzionare meglio delle nostre)

Gli USA sono alla superfrutta e non affogano solo xchè i cinesi li tengono a galla con megaprestiti e investimenti

Secondo quanto leggo su Limes, la UE sta spostando il suo baricentro economico verso la Russia, anche xchè questa ci da la maggior parte dell'energia che ci manca

Sono andato la scorsa settimana ad una fiera internazionale al Lingotto x vedere se/come trovare clienti diretti e un'azienda milanese con cui ho parlato mi ha detto che loro stanno cercando di vendere in Russia, Germania e Medio Oriente e il materiale che mettono nei loro prodotti è cinese:
ergo niente EN>IT, semmai mi avrebbero subito "acchiappato" se avessi saputo CN>IT, IT>RU, IT>DE, IT>AR

Un'altra che è una multinazionale, mi ha detto che avendo dipendenti in vari paesi non gli interessa EN>IT, ma secondo me nessuna delle altre coppie linguistiche, xchè le trad se le fanno internamente o non le fanno per nulla visto che tra loro c'è sempre qualcuno che le lingue altrui le sa

Quindi, secondo me, i problemi sono soprattutto EN>IT e sono collegati alla debolezza economica del nostro paese che deprime le importazioni e rimpicciolisce la torta EN>IT (+ di altre)

Ovviamente se la domanda di trad è bassa e l'offerta è alta (molti trad) non può succedere altro che un calo delle tariffe e infatti i colleghi che applicano tariffe basse guarda caso lavorano ....

Aggiungiamo il fatto che da un pò di tempo a questa parte agenzie indiane offrono ai trad come me di andare a lavorare in-house in India: cosa può significare?

Se io andassi a vivere in India dove il costo della vita è un decimo che qui, potrei tradurre EN>IT per un'agenzia indiana a 0,02 dollari e fare ancora tuttavia una vita da nababbo, quindi se anche solo un centinaio di trad italiani stesse a questo gioco che succederebbe?
mah ...

Mala tempora currunt, ma non è colpa di Proz come pensano alcuni: forse semplicemente Proz cerca di cavalcare l'onda invece che di affogarvi sotto e su questo nulla da dire, anzi

A questo punto mi farebbe piacere sentire il parere di altri colleghi EN>IT, e soprattutto di quali avessero per caso idee creative o bacchette magiche

nulla vieta che intervengano trad non EN>IT, ma credo che il problema sia soprattutto EN>IT

Claudio


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xxxMilena Bosco  Identity Verified
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Local time: 19:18
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Franco Sorrentino Oct 23, 2009

Ciao Claudio, grazie per il post, interessante.

In questi ultimi anni ricordo spesso un ottimo giornalista barese, Franco Sorrentino, che ci ha lasciato da diversi anni.

Lui spesso affermava, con enfasi e convinzione, che per l'Italia sarebbe stato meglio stare fuori dalla zona euro e fare l'Hong Kong europea. Forse aveva ragione.

Buona giornata,
Milena


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MelissiM
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Situazione editoria-mercato italiano in generale Oct 23, 2009

Ciao Claudio,
io posso riportare due dati.
1) Notizia emersa alla fiera del libro di Francoforte: l'ANSA ha comunicato "la diminuzione delle traduzioni dal 25% al 19%".
Non si specificano lingue source, ma in ogni caso la tendenza notata, anche lavorando nel settore, è proprio questa: gli editori più piccoli pubblicano ormai solo libri italiani, causa crisi (potrei fare una serie di nomi di conoscenti-colleghi-amici che si sono ritrovati invischiati in questo calo).
Ovviamente i politici/politicanti la spacciano per "la ripresa del libro italiano", e "il libro italiano è migliorato e si vende di più"... ma la verità, parlando con alcuni editori, è proprio molto semplicemente che non hanno più i soldi per permettersi le traduzioni, per cui si sono rivolti altrove (per carità, nulla da dire contro gli scrittori italiani, anzi! Solo che ovviamente per noi è lavoro in meno...)
È vero che iniziano, anche in editoria, a "spopolare" le lingue particolari, per un motivo semplice: costano meno, sono autori meno noti, e rappresentano anche una novità a livello di contenuti ecc, per cui "invogliano".
2) Penso che, in generale, la cosa rispecchi la tendenza del mercato: i soldi scarseggiano, e dove è possibile si taglia...
Altro dato: mio marito lavora in una multinazionale americana (non come traduttore, come ingegnere, però ovviamente "vede" e tocca con mano certe situazioni): per es, da loro prima facevano tradurre i manuali ecc, ora se li traducono da soli (o li usano in lingua source, che per loro è 99% inglese, e che conoscono alla perfezione tutti, lavorando e vivendo a stretto contatto con americani e non solo, e spesso in sede - all'estero - per anni).
Negli ultimi tre anni hanno ridotto enormemente l'appalto di traduzioni (e qui il campo è prettamente tecnico-tecnologico-specialistico).
In parte è dovuto alle pessime traduzioni che ricevevano spesso (nonostante le pagassero fior di quattrini...), ma in larga, larghissima, enorme parte è dovuto proprio alla mancanza di fondi: piuttosto che licenziare chi già lavora per loro, cercano di evitare ulteriori spese.
In sintesi, non è che "altri" rubino il lavoro, secondo me; è proprio che il lavoro è diminuito.
Cris
PS per Riccardo (anche se lo leggerà dopo, e non sembrerà sensato... è che i miei post arrivano in ritardo, non essendo membro pagante): non è pessimismo, secondo me... personalmente, quest'anno mi è andato molto meglio dei precedenti, sono strapresa e "a tappo", come dicevi tu... e anche ad altre mie colleghe sta andando alla grande; ma se faccio la "media" tra la gente che conosco, il calo è evidente.
Riciao

[Edited at 2009-10-23 16:17 GMT]


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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Troppo pessimista Oct 23, 2009

Post molto pessimista, ma secondo me senza vero motivo.

Per esempio: Stati Uniti alla superfrutta? Ci vivo da più di quindici anni, e, pur con i tanti problemi causati dall'ultima amministrazione, vedo un paese dinamico e ottimista anche ora: i segni di ripresa si sentono già. Sono appena rientrato dopo un mese in Italia, e, semmai, direi che la situazione è migliore qui (maggiore ottimismo) che in Italia.

Parlando con colleghi traduttori: tra quelli che conosco in Italia, alcuni con molto meno lavoro, altri che non hanno visto segni di recessione (situazione invariata), altri ancora che sono a tappo da mesi e stanchi per il troppo lavoro. La settimana prossima vado alla conferenza dell'ATA a New York - sarà interessante paragonare le impressioni dei colleghi (EN>IT o di altre combinazioni).

Per quanto riguarda la situazione della traduzione EN-IT per noi: all'inizio dell'anno, per un paio di mesi non è andata troppo bene, ma sono ormai vari mesi che il lavoro ha ripreso molto. Quello che ho notato è un certo cambiamento del tipo di lavori che ci arrivano - meno traduzioni di informatica, più lavoro medico e di localization testing in situ.

Lavoro nella traduzione da quasi un quarto di secolo, e di periodi di crisi ne ho visto altri - per conto mio questo passerà piuttosto rapidamente, lasciando però (come gli altri) qualche cambiamento. Ad esempio, prevedo che man mano che si andrà avanti, la MT avrà sempre più peso, e le cose si faranno più difficili per i traduttori non disposti ad aggiornarsi in tal senso (uno degli ultimi progetti che ho fatto prima del viaggio in Italia è stata la preparazione di un glossario per un progetto di MT: lavoro molto interessante, direi).

Per concludere con una battuta: Italia alla frutta? Direi di no, semmai alla torta (ma quella è storia vecchia, e si rischia di buttarla in politica)


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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Per fare l'Hong Kong ci vuole Hong Kong Oct 23, 2009



per l'Italia sarebbe stato meglio stare fuori dalla zona euro e fare l'Hong Kong europea


Se vogliamo parlare di fantascienza, sarei d'accordo anch'io: ma per fare l'Hong Kong ci vorrebbero tasse praticamente a zero, niente politica o caste varie, e praticamente nessun ammortizzatore sociale: come ci si arriverebbe, in un paese sclerotizzato come il nostro?


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Claudio Porcellana  Identity Verified
Italy
TOPIC STARTER
più lavoro medico ? Oct 23, 2009

strano, xchè è proprio il lavoro medico che è calato + di tutti ...
e se non traducessi un sacco di altri argomenti, invece che alla frutta sarei già alla bombola di ossigeno!
delle due una:
o sono molto sfigato, o sono diventano uno scassone evitato come la peste
mah ...

Claudio

[Modificato alle 2009-10-23 14:23 GMT]


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Luca Tutino  Identity Verified
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non ne parlo volentieri... ma è vero! Oct 23, 2009

Di solito evito di parlarne, perché questi argomenti rischiano di non fare altro che peggiorare le cose per noi che stiamo dalla parte dell'offerta. Comunque effettivamente è così anche per me: a una solida e graduale crescita dal 2000 al 2006 è seguito un dimezzamento tra il 2006 e il 2008, con una picchiata progressiva da gennaio 2008 a oggi. E la previsione di dimezzamento per il 2008 è anzi ottimistica, essendo basata sulla media dei mesi passati: per mantenere tale media in questi ultimi 2 mesi dell'anno ci vorrà un rimbalzo positivo, visto che tutta l'estate è stata su livelli decisamente più bassi. In questo momento sperimento una piccola ripresa rispetto ad agosto-settembre, ma temo proprio che non sia significativa.

In questi anni ho imparato a superare grandi ondate senza spaventarmi troppo, ma questa volta... Ho cancellato il resto del mio intervento perché per me la lamentosa analisi dell'evidente che avevo scritto in questo forum non rappresenta che la classica zappa sui piedi. Aggiungo solo che nel settore dei medicali temo ci sia anche un problema specifico (per ora), causato dallo sfaldamento dell'insostenibile economia parallela fin qui sfociato nelle recenti denunce e inchieste.

[Edited at 2009-10-23 15:49 GMT]


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Concordo sulla MT Oct 23, 2009

Riccardo Schiaffino wrote:
Lavoro nella traduzione da quasi un quarto di secolo, e di periodi di crisi ne ho visto altri - per conto mio questo passerà piuttosto rapidamente, lasciando però (come gli altri) qualche cambiamento. Ad esempio, prevedo che man mano che si andrà avanti, la MT avrà sempre più peso, e le cose si faranno più difficili per i traduttori non disposti ad aggiornarsi in tal senso (uno degli ultimi progetti che ho fatto prima del viaggio in Italia è stata la preparazione di un glossario per un progetto di MT: lavoro molto interessante, direi).


Sono assolutamente d'accordo, volenti o nolenti, verrà un giorno (e non credo molto lontano) in cui faremo i revisori delle MT.

Ho già qualche cliente che va in tale direzione e devo dire che al contrario di altri non mi trovo affatto male. Sono anche convinta che sia inutile accanirsi sull'evitarle come la peste.

Sulla coppia Eng Ita in effetti il lavoro è calato anche a me. Durante ottobre non ho ricevuto quasi nulla in questa coppia.

Concludo dicendo che sono molto contenta di sentire che in USA c'è ottimismo perché io adoro lavorare con gli USA, per il modo diretto, conciso e senza fronzoli di trattare gli affari.

Buon week end a tutti!

Angio


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Diego Tronca  Identity Verified
France
Local time: 19:18
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Una voce fuori campo Oct 23, 2009

Sinceramente, per me gli ultimi due anni sono stati un continuo crescendo.
Anzi, quest'anno ho forse 20 volte il lavoro dell'anno scorso.

Ho dovuto prendere 13 traduttori freelance full-time per gestire la mole di lavoro e adesso ne dovrò prendere almeno altri 3 o 4. La tendenza delle grosse agenzie è stata di tagliare concentrando il lavoro su pochi.

Anzi, a chi fosse interessato, cerco traduttori 3 full-time di software.
C'è lavoro tutto l'anno ogni giorno e pago a 30 giorni.

Diego


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Claudio Porcellana  Identity Verified
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TOPIC STARTER
concordo sulla MT ... Oct 23, 2009

senti, senti ...

leggendo Angio ho googlato un pò e guardate cosa ho trovato:
SDL and Language Weaver today (28 April 2009) announced a strategic partnership in which SDL becomes the primary sales channel for Language Weaver’s statistical machine translation (SMT) software in the commercial market.....
il resto lo trovate qui
http://www.globalwatchtower.com/2009/04/28/sdl-languageweaver/

a parte che mi sembra un (altro) ottimo motivo per non comprare + nulla da SDL ...
ma se anche i grandi della traduzione si buttano su questi affari, vuol proprio dire che si diffonderanno cara Angio e per noi non è un bel segno

Certo, noi possiamo cavalcare l'onda, invece di farci travolgere, e imparare a fare bene il proofreading dei documenti così tradotti, ma illuminami se puoi/vuoi su questo punto:
il proofreading di un documento tradotto a MT lo fai pagare tanto quanto il proofreading di un documento tradotto a neuroni?
Perchè in questo caso allora la cosa forse ha un senso
Diversamente, se il proofreading di un documento MT lo fai pagare meno del proofreading di un documento tradotto a neuroni allora non sarebbe + conveniente abbassare la tariffa di traduzione?

Claudio


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 19:18
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Guarda Claudio Oct 23, 2009

Claudio Porcellana wrote:
Certo, noi possiamo cavalcare l'onda, invece di farci travolgere, e imparare a fare bene il proofreading dei documenti così tradotti, ma illuminami se puoi/vuoi su questo punto:
il proofreading di un documento tradotto a MT lo fai pagare tanto quanto il proofreading di un documento tradotto a neuroni?
Perchè in questo caso allora la cosa forse ha un senso
Diversamente, se il proofreading di un documento MT lo fai pagare meno del proofreading di un documento tradotto a neuroni allora non sarebbe + conveniente abbassare la tariffa di traduzione?

Claudio


Questo mio cliente (che è americano) mi propose questo tipo di lavoro per la prima volta un anno fa, proponendo una tariffa revisione un pochino più alta della solita.

Ha lui stesso un software apposito per la revisione con TM (MT+TM).

Come dici tu si tratta di cavalcare l'onda, che dobbiamo fare?

Angio


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Daniele Martoglio  Identity Verified
Local time: 19:18
Polish to Italian
+ ...
Alcune osservazioni Oct 23, 2009

1) Sul calo globale: tanto per dare alcuni dati: in Polonia ha volato il 12% in meno di passeggeri dell'anno scorso. Ma la cosa interessante è che gli stranieri costituivano il 50% e ora sono scesi al 30%.

Quindi dal 50% di 100, sono scesi al 30% di 88. Quindi 50->26,4

Ossia un calo del 47% della quantità di stranieri che passa per gli aeroporti polacchi. E il mondo è collegato. Claudio diceva "fatturato dimezzato".

Questi non sono solo turisti in meno, sono anche uomini d'affari in meno. E' arrivata la crisi, tutti hanno detto "fermi tutti, risparmiamo, tagliamo le spese".

E se ci sono lavori che non risentono della crisi, come i contabili (non si può risparmiare sulla contabilità) e tutti quei lavori che in una ditta vengono fatti anche "a vuoto", quando non c'è lavoro, la prima cosa che viene tagliata sono le spese che sembrano "evitabili".

Quindi nel gioco al risparmio si penalizza l'espansione. "Mandiamo avanti la baracca, quando sarà passata la crisi facciamo di nuovo i bucanieri".

E a noi traduttori e interpreti inevitabilmente il lavoro cresce quando crescono i contatti internazionali...

2) Sui traduttori automatici: sapete che sempre più imprenditori italiani e polacchi (per parlare del mondo che io osservo) usa i traduttori automatici online per la corrispondenza commerciale? E non solo con i clienti correnti, ma anche per contattare nuovi possibili clienti e fornitori! Salvo poi accorgersi che non ci si riesce a capire fino in fondo, e prima del patatrac finale si rivolge a me per salvare la situazione (ed è per questo che so che li usano)


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xxxMilena Bosco  Identity Verified
Italy
Local time: 19:18
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Ciao Riccardo Oct 24, 2009

Riccardo Schiaffino wrote:



per l'Italia sarebbe stato meglio stare fuori dalla zona euro e fare l'Hong Kong europea


Se vogliamo parlare di fantascienza, sarei d'accordo anch'io: ma per fare l'Hong Kong ci vorrebbero tasse praticamente a zero, niente politica o caste varie, e praticamente nessun ammortizzatore sociale: come ci si arriverebbe, in un paese sclerotizzato come il nostro?


Ciao Riccardo.
Sicuramente ci si arriverebbe prima da "indipendenti" che non essendo legati ad un sistema che penalizza molti, inclusi i paesi più ricchi. Sarebbe un discorso lungo, credo al di fuori della mia portata da un punto di vista socio politico.
Non ti sembra fantascienza che sia stato possibile "livellare" la moneta senza "livellare" gli stipendi?

Buona giornata.


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Luca Tutino  Identity Verified
Italy
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La mia esperienza: MT come strumento abuso Oct 24, 2009

Certo fare i glossari per la MT può anche essere divertente, ma purtroppo il grosso del lavoro è la rielaborazione dei risultati, ossia il cosiddetto "postediting". Ecco la mia esperienza.

Verso la fine dell'anno scorso ho preso la decisione di provare a vedere a che punto stava la MT e ho accettato alcuni lavori di postediting, provenienti da un famoso operatore già menzionato in questo thread, usando il CAT tool tale operatore a una tariffa pari a circa la metà della mia normale tariffa di traduzione: trattandosi di cataloghi altamente tecnici e ripetitivi sembrava una buona idea.

Si trattava chiaramente di un lavoro molto grande, ripartito in grandi batch, cui lavoravano, e presumibilmente lavorano ancora, molti collaboratori. I tempi di ciascun batch erano rigorosamente stretti. Le prime 4-5 commissioni sono state faticosissime ma interessanti grazie al corredo di istruzioni e agli sforzi organizzativi dello staff. L'operatore è rimasto soddisfatto, mi ha comunicato che il mio lavoro era "molto superiore alla media" ed io mi sono detto che la fatica in più poteva essere una normale conseguenza della "curva di apprendimento" del nuovo metodo. Ma restavo perplesso, dato che non ero certo di vedere la differenza tra il postediting e una traduzione vera e propria, dal punto di vista della quantità di lavoro. Inoltre il CAT da utilizzare risultava estremamente macchinoso essendo rallentato dall'eccessiva quantità di dati compresi nei database. Per ottenere una concordance o anche una semplice visualizzazione dei fuzzy all'apertura della nuova TU poteva essere necessario attendere anche più di 20 secondi! Vi lascio immaginare le conseguenze.

Alla seguente commissione, sempre per il medesimo catalogo, qualcosa è cambiato: un nuovo PM è stato più disordinato e mi ha imposto di iniziare a lavorare (e di consegnare!) prima di avermi inviato il suo PO, sono arrivati documenti di istruzioni e di riferimento con indicazioni contrastanti, e soprattutto la qualità della MT era passata da 2 a 0 (con voto da 1 a 10): sostanzialmente tutto doveva essere ritradotto. Se non ricordo male erano oltre 20.000 parole (nuove) in 3 giorni. A questo punto avevo deciso che i miei esperimenti con la MT erano finiti, almeno per i prossimi 3-5 anni, ma avendo appreso dalle precedenti esperienze che dopo il postediting c'erano altre fasi di controllo, ed essendoci di mezzo un fine settimana con conseguente black-out delle comunicazioni (da noi si aspetta che continuiamo a lavorare nei w-e senza alcun supporto, ma questo è un altro discorso), ho cercato di continuare ad adeguarmi al loro modo di lavorare per mantenere fede all'impegno preso, sia pure informalmente, e lavorando giorno e notte sono riuscito a consegnare una traduzione di discreta qualità.

Mi aspettavo di essere passato da "molto superiore alla media" a "poco superiore". Purtroppo però poi giunse anche una bella sorpresina d'appendice: con la scusa del "ritardo nella consegna" (eseguita 24 ore prima della ricezione del PO) e di pochi inevitabili errori più molte modifiche ingiusticate (comprendenti anche l'introduzione di nuovi errori) effettuate dal revisore, il PM mi imponeva un ulteriore sconto del 10% - restando totalmente sordo a tutte le mie dettagliate rimostranze (purtroppo si tratta di un operatore noto per la sua arroganza). Trattandosi di una cinquantina d'euro ho deciso di lasciare che qualcuno si godesse una cenetta a mie spese.

Le conclusioni. Eccoci riconnessi all'argomento di questo thread: in sostanza sono stato pagato 4,6 centesimi a parola per una traduzione altamente tecnica ed estremamente urgente (di quelle che impongono una o più giornate di riposo assoluto a seguire). Per adesso è a questo cosa serve la MT, a tagliare i tempi e i costi a spese di chi, come me, vuole vedere di che si tratta. Per forza che piace ai clienti! il famoso operatore però si è beccato un (altro) 1 in BB. Ma il lavoro sul progetto può contare su numerosi ignari traduttori convinti che sia giusto cominciare a sperimentare con la MT.

Luca

[Edited at 2009-10-24 13:44 GMT]


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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Local time: 11:18
Member (2003)
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Da Italia a Hong Kong: i 12 punti di NFA Oct 24, 2009

Milena Bosco wrote:

Ciao Riccardo.
Sicuramente ci si arriverebbe prima da "indipendenti" che non essendo legati ad un sistema che penalizza molti, inclusi i paesi più ricchi. Sarebbe un discorso lungo, credo al di fuori della mia portata da un punto di vista socio politico.
Non ti sembra fantascienza che sia stato possibile "livellare" la moneta senza "livellare" gli stipendi?

Buona giornata.


Che il sistema penalizzi i paesi più ricchi (Germania e Francia), ne dubito assai.

Che quest'Italia, da indipendente, farebbe meglio che nell'UE, ne dubito ancora di più - l'Italia fuori dall'Unione Europea non assomiglierebbe a Hong Kong: sarebbe come l'Argentina (o peggio).

Se si volesse avere un'Italia tipo Hong Kong, bisognerebbe mettere in pratica un programma tipo quello spiegato più dettagliatamente in questo post da Noise From Amerika (blog molto acido e interessante di un gruppo di economisti italiani che insegnano in università americane).

Per ritornare all'argomento principale del thread, lo stesso blog mi sembra che sostenga (in un altro post) che sì, l'Italia, come economia sta arrivando, dopo la frutta, al conto.

(Modificato per correggere il collegamento che non funzionava)

[Edited at 2009-10-24 15:56 GMT]


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