Consigli su dizionari medici IT-FR-IT e formazione
Thread poster: Christine C.

Christine C.
Italy
Local time: 08:36
Member (2004)
Italian to French
Nov 26, 2009

Ciao a tutte e tutti,

E' da tanti anni che cerco invano 1 dizionario, almeno, medico o/e scientifico, per facilitare le mie traduzioni nel settore medico IT-FR.
Non ne ho mai trovato. E' possibile che neanche uno solo esisti? (non importa se si tratta di un dizionario cartaceo, on-line oppure un CD-Rom).
Ho sempre trovato molti dizionari dall'inglese al francese e viceversa (dispongo di alcuni di loro), ma non ho mai trovato niente a livello dell'italiano e del francese.
Come vi spiegate questa carenza?
E' da anni, quindi, che me la cavo senza quasi niente ed i clienti sono sempre stati soddisfatti delle mie traduzioni, però devo confessare che mi sento "un po'" frustrata.
Stasera consulterò di nuovo il sito francese della Maison du Dictionnaire, dove si trovano tanti tipi di dizionari in tante lingue, ma non credo di scoprire qualche novità, cioè qualche nuovo dizionario medico italiano-francese o italiano-francese-italiano.
Cercherò di guardare di nuovo su un sito come quello di Abebooks (libri usati od esauriti), ma sono quasi sicura che non troverò niente.
Se conoscete dei dizionari cartacei oppure dizionari on-line o CD-Rom, vi sarei grata di fornirmene i dati.
Se non esiste proprio niente, come fate nel mio caso? Fate ricorso a dei dizionari medici italiano-inglese, e dopo passate a quelli dedicati alla lingua inglese-francese?

Infine, sapete se esistono delle Formazioni in materia di traduzione medica dall'italiano al francese in Italia o in Francia? Anche se faccio parte della SFT, e non dell'AITI, mi sarebbe più facile spostarmi in qualche posto in Italia che in Francia.

Per quanto riguarda la mia eventuale adesione all'AITI, vedremo, perché visto quello che mi è stato riferito, l'Associazione italiana farebbe dei bei discorsi che i suoi membri non applicano (tariffe ufficiali più o meno simili a quelle consigliate e praticate dalla SFT, e poi, si assisterebbe a del vero dumping, e quindi, ad una vera concorrenza sleale fra i vari colleghi, cosa che non mi piace per niente, se questa è la pura realtà; prima di pensare ad un Albo professionale, bisognerebbe fare rispettare certe regole a tutti i traduttori che aderiscono all'AITI, con la presentazione, per esempio, di una decina di fatture di clienti con le tariffe applicate: se le tariffe sono troppo basse, e quindi, fanno del danno alla professione, io non ammetterei più questi traduttori: sarebbe già una prima base per poi pensare alle modalità della creazione di un albo che tutti o quasi tutti chiedono nei nostri Paesi perché la professione sia riconosciuta, finalmente, come qualsiasi altra professione: architetto, avvocato, ecc.): questa era una piccola parentesi, non fuori contesto, credo, perché anche le eventuali Formazioni specializzate proposte dall'AITI e da altre associazioni sorelle devono avere una certa credibilità da far valere nei confronti dei clienti.
Vi ringrazio anticipatamente per i vostri contributi.
Christine

[Modifié le 2009-11-26 18:27 GMT]

[Subject edited by staff or moderator 2009-11-26 22:50 GMT]


 

Ivan Patti  Identity Verified
Italy
Local time: 08:36
English to Italian
+ ...
Stesso problema Nov 26, 2009

Ciao Christine,

io ho il tuo stesso problema. Purtroppo non esiste un dizionario medico ITFR, sono infatti costretto a utilizzare l'inglese come lingua ponte quando traduco da FR a IT e mi capita di incontrare termini particolari. In pratica i miei passaggi sono questi FR>EN>IT utilizzando il dizionario Delamare della Vigot-Maloine (FREN) seguito da uno dei miei dizionari ENIT.

L'unico dizionario che offra della terminologia scientifica e medica in più rispetto ai comuni dizionari è il "Grande dizionario tecnico francese" della Hoepli, ma anche questo è limitato non appena si entra in ambito medici più specifici.

Di recente ho notato che nel sito della Vigot-Maloine c'è un nuovo dizionario ENFR che sembra interessante: http://www.vigotmaloine.fr/web/librairie/fiche.php?id=28363&PHPSESSID=466f7dedb14b6c004e13dc64cc88a02a

La SFT, associazione di cui sono membro anch'io, organizza seminari di traduzione medica durante le Journées de la Traduction che si tengono ogni anno a Lione: prima o poi vi parteciperò, ne ho sentito parlare molto bene. Per il resto sono completamente d'accordo con quanto dici nella parte finale del tuo post.

Ivan


 

Christine C.
Italy
Local time: 08:36
Member (2004)
Italian to French
TOPIC STARTER
Grazie Ivan Nov 26, 2009

... per il tuo intervento.
Anch'io ho questo stesso dizionario medico francese-inglese-francese edito dalla Maloine, però non è un granché, secondo me, e visto che ci sono tanti dizionari medici in questa combinazione linguistica, chiederò ai colleghi della SFT quali sono i migliori dizionari disponibili attualmente dall'inglese al francese, in quanto vorrei acquistarne almeno un altro.
Non penso che esisterà fra poco sul mercato un dizionario medico italiano-francese-italiano, e quindi dovrò continuare a lavorare come te, passando dalla lingua-ponte, l'inglese.
Ti ringrazio molto per il link fornito che prenderò il tempo di consultare.
Per quanto riguarda i seminari medici organizzati dalla SFT a Lione, il problema è che io abito in Toscana ed i chilometri che separano la mia città di residenza da Lione sono tanti, mentre se esistesse la stessa cosa organizzata dall'AITI, forse mi sarebbe più facile andarci (viaggio meno lungo e possibilità di tornare a casa più rapida per riprendere la mia attività lavorativa), ma per ora, non sono ancora decisa se diventare membro o no dell''AITI per i motivi ai quali ho già accennato.
So che la SFT dà l'opportunità ai traduttori non membri di poter partecipare lo stesso a certi seminari pagando una quota maggiore, non so se questa stessa cosa sia possibile con l'AITI. Ho notato, per esempio, cliccando sulla zona Toscana dell'AITI che, nei prossimi mesi, sarà organizzato un dibattito interessante e che non c'entra niente con una qualsiasi formazione di traduzione medica. Forse una partecipazione a questo tipo di discussione mi potrebbe convincere di aderire all'AITI.
Buona notte!
Christine


 

Sandra Bertolini  Identity Verified
Italy
Local time: 08:36
German to Italian
+ ...
Off-topic ... ma non troppo :-) Nov 27, 2009

Ciao Christine,

scusami se intervengo un po' fuori off-topic rispetto a quanto hai chiesto (non sono infatti in grado di consigliare dizionari medici), ma sento di dover dire la mia opinione in quanto un po' tirata in causa per la questione AITI e spero quindi che non sia completamente fuori tema per i moderatori.

Vorrei innanzi tutto chiarire qualche punto fondamentale visto che hai associato AITI a una presunta lotta per l'apertura di un albo per gli interpreti e i traduttori, cosa che ti posso garantire non rientra nelle strategie dell'Associazione perfettamente consapevole di quello che sta accadendo al giorno d'oggi (e se alcuni membri dell'Associazione, così membri di altre associazioni o semplicemente traduttori che non sono membri di alcuna associazione si muovono in tal senso, si tratta di una decisione del tutto personale). Come ho già spiegato anche in altra sede all'interno del forum in un topic in risposta a un'altra dichiarazione di Ivan (da cui però io non ho avuto alcuna risposta), l'Associazione non impegna le proprie forze (che ricordo sono persone che si occupano di questioni che riguardano tutti i soci su base volontaria) per la fantomatica creazione di un albo in un'epoca in cui, partendo anche dalla legislazione europea, si va decisamente in senso contrario... Siamo perfettamente calati nella nostra epoca e quindi abbiamo stretto alleanze per strategie comuni ad esempio con il Colap (che si batte per il riconoscimento delle professioni non riconosciute) e con ACTA (con la quale abbiamo iniziato il progetto della Rete insieme ad altre associazioni di professionisti che come noi non hanno una cassa e che devono combattere con la "grande piaga" della gestione separata). Quindi cerchiamo di essere presenti su molti fronti per batterci per i nostri diritti presenti e soprattutto futuri.

Per quanto riguarda il discorso del dumping non vorrei affrontare i soliti discorsi un po' ritriti che fanno di tutta una erba un fascio, ma dire che AITI propone dei prezzi (e ancora una volta ricordo che non trattandosi di un albo non può esistere un tariffario, ma si possono suggerire tariffe di riferimento) e che poi i membri fanno dumping mi sembra un discorso generalistico teso più a colpire un'associazione in particolare che non a vedere la realtà dei fatti. Posso garantire che il dumping, come è stato definito, viene effettuato da diversi professionisti a diversi livelli (!!!) e non solo in Italia visto che ho assistito a discorsi perfettamente identici in altri paesi tra cui anche la Germania (anche durante la conferenza "Übersetzen in die Zukunft" a cui ho avuto modo di partecipare a settembre) dove i traduttori ora non devono combattere con le tariffe più basse provenienti dall'estero, ma dal proprio interno...

Per quanto riguarda la credibilità presso i clienti stiamo mettendo infatti in atto tutta una serie di strategie proprio in tal senso e sinceramente t'invito caldamente per poter discutere apertamente di ogni tuo dubbio sia domani alla nostra giornata a porte aperte a Bologna (non so dove vivi in Toscana, ma ci sono già persone che vengono da altre regioni) per il quale ti rimando all'annuncio messo dalla collega: http://www.proz.com/forum/italian/150214-aiti_er_giornata_a_porte_aperte_2a_edizione_bologna_28_novembre_2009.html oppure a contattarmi direttamente: sarò lieta di discutere con te di qualsiasi argomento di cui tu voglia parlare e anche dei corsi che ogni Sezione organizza periodicamente in diversi settori in base anche alle richieste pervenute.

Ti ringrazio dell'attenzione e mi scuso per la lunghezza di questo mio intervento, ma ritengo sia doveroso far capire quanto sia il lavoro invisibile che venga fatto da tantissime persone per il nostro presente e per il nostro futuro anche all'interno della nostra associazione!

Sandra Bertolini


 

2G Trad  Identity Verified
Italy
Local time: 08:36
Member (2000)
English to Italian
+ ...
AITI: verità o gossip? Nov 28, 2009

Christine Cramay ha avuto l'audacia di scrivere:
Per quanto riguarda la mia eventuale adesione all'AITI, vedremo, perché visto quello che mi è stato riferito, l'Associazione italiana farebbe dei bei discorsi che i suoi membri non applicano (tariffe ufficiali più o meno simili a quelle consigliate e praticate dalla SFT, e poi, si assisterebbe a del vero dumping, e quindi, ad una vera concorrenza sleale fra i vari colleghi, cosa che non mi piace per niente, se questa è la pura realtà; prima di pensare ad un Albo professionale, bisognerebbe fare rispettare certe regole a tutti i traduttori che aderiscono all'AITI, con la presentazione, per esempio, di una decina di fatture di clienti con le tariffe applicate: se le tariffe sono troppo basse, e quindi, fanno del danno alla professione, io non ammetterei più questi traduttori: sarebbe già una prima base per poi pensare alle modalità della creazione di un albo che tutti o quasi tutti chiedono nei nostri Paesi perché la professione sia riconosciuta, finalmente, come qualsiasi altra professione: architetto, avvocato, ecc.): questa era una piccola parentesi, non fuori contesto, credo, perché anche le eventuali Formazioni specializzate proposte dall'AITI e da altre associazioni sorelle devono avere una certa credibilità da far valere nei confronti dei clienti.
Vi ringrazio anticipatamente per i vostri contributi.


Quello che ti è stato riferito non ha basi di verità.

L'AITI non ha posizioni riguardo ad alcun tipo di tariffe (esisteva un tariffario indicativo per clienti diretti fino al 2004, non più aggiornato per motivi di antitrust), ma ha stabilito linee guida riguardo alle condizioni di incarico ( http://www.aiti.org/condizioni.html ) e al codice deontologico ( http://aiti.org/codice_deontologico.html ).

L'AITI non ammette nuovi soci in base alle tariffe praticate, ma solo in base a requisiti precisi (a seconda del titolo di studio e della qualifica) e, per i traduttori tecnico-scientifici, previo esame.

Tale esame è una garanzia ulteriore per l'AITI. Il numero dei respinti alle prove di ammissione è di circa il 60% dei candidati.

Il compito dell'associazione è di fare aggregazione e di dare alcuni strumenti professionali che possono essere molto utili, ad esempio:

- la possibilità di frequentare seminari e corsi di aggiornamento riservati solo ai soci, e tali formazioni hanno già ampia "credibilità da far valere nei confronti dei clienti".
- la possibilità di usufruire di consulenze professionali appositamente dedicate
- accedere ad assicurazioni professionali vantaggiose
- la possibilità di avere a disposizione pubblicazioni importanti come il Vademecum fiscale
- apparire sull'annuario online, che è un'opportunità indiscutibile di visibilità.

Molto più raramente, dà anche qualche possibilità di lavoro (poiché di tanto in tanto arrivano richieste alle varie sezioni regionali in queste senso). Ma quest'ultimo è un aspetto decisamente marginale.

Infine, sono d'accordo con il messaggio di Sandra:
Per quanto riguarda il discorso del dumping non vorrei affrontare i soliti discorsi un po' ritriti che fanno di tutta una erba un fascio, ma dire che AITI propone dei prezzi (e ancora una volta ricordo che non trattandosi di un albo non può esistere un tariffario, ma si possono suggerire tariffe di riferimento) e che poi i membri fanno dumping mi sembra un discorso generalistico teso più a colpire un'associazione in particolare che non a vedere la realtà dei fatti.


Ciao!
Gianni


 

Emanuela Casola  Identity Verified
Italy
Local time: 08:36
English to Italian
+ ...
Niente dumping alla SFT Nov 28, 2009

Sandra Bertolini wrote:


Posso garantire che il dumping, come è stato definito, viene effettuato da diversi professionisti a diversi livelli (!!!) e non solo in Italia visto che ho assistito a discorsi perfettamente identici in altri paesi tra cui anche la Germania (anche durante la conferenza "Übersetzen in die Zukunft" a cui ho avuto modo di partecipare a settembre) dove i traduttori ora non devono combattere con le tariffe più basse provenienti dall'estero, ma dal proprio interno...


Sandra Bertolini


Io posso garantire che da quando sono socia SFT, non ho MAI sentito parlare di una cosa del genere tra colleghi. Questa è la mia umile esperienza, forse altri possono confermare/smentire.


 

Christine C.
Italy
Local time: 08:36
Member (2004)
Italian to French
TOPIC STARTER
A Gianni Nov 29, 2009

Sì, ho avuto "l'audacia", come hai scritto te (questa semplice tua parola è l'espressione evidente di una provocazione gratuita, inutile, e quindi non costruttiva, oltre ad essere a tendenza polemica, senza alcun dubbio) di accennare alle voci che corrono su una certa associazione professionale, ma qui non sta il punto essenziale del mio post. Era una semplice e piccola parentesi che non richiedeva tante attenzioni, secondo me.
Hai visto il titolo, per caso? Cercavo e cerco sempre delle informazioni sui dizionari medici IT-FR-IT che potevano esistere eventualmente sul mercato, ma a quante pare, i dizionari del genere non esistono, e come l'ha fatto notare Ivan, in modo costruttivo ed intelligente, anche lui è costretto a passare da una lingua-ponte, l'inglese.
Sarebbe stato più utile da parte tua, Gianni, rispondere all'eventuale perché di questa carenza di dizionari (è una delle mie domande) oppure alle varie formazioni o seminari proposte dall'AITI (ma non solo) ogni anno e in quali città.

Ripeto, qui, non si tratta di parlare dei miei commenti sull'AITI e di quello che mi è stato riferito di negativo. Tutte le associazioni professionali del genere hanno i loro punti deboli e ci saranno sempre delle persone per criticare o fare delle lodi di questa associazione o di qualsiasi altra associazione sorella.

Credo, comunque, che tu abbia fatto bene a scrivere una cosa molto negativa nei confronti dell'associazione che difendi: "la possibilità di frequentare seminari e corsi di aggiornamento RISERVATI SOLO AI SOCI"! La SFT oppure l'ASTTI sono aperte, loro, ai non-soci. Chiaramente, in tal caso, devi pagare una quota maggiore per ogni partecipazione, e mi sembra giusto, ma le porte rimangono aperte, e non chiuse, ai non-soci. Sarei stata interessata a partecipare eventualmente al prossimo seminario organizzato dall'AITI nella mia zona (Toscana), ma visto che faccio parte della SFT, e non dell'AITI, povera ma, questa possibilità mi è negata, se ho capito bene le regole dell'associazione che difendi con molta passione.
Quindi, sarebbe questo lo spirito del dialogo e dell'apertura agli altri, secondo te? Questa posizione esprime proprio il contrario: impedisce ai non-soci di farsi un'idea del valore dell'AITI, e quindi di voler aderire eventualmente a tale associazione in un secondo tempo, e poi, l'AITI si autopunisce non accettando altri soldi, sempre benvenuti per qualsiasi associazione del genere. La SFT sarà ben contenta, penso, di incassare dei soldi che non provengono dai puri soci.
Quanto al discorso degli esami da superare, esistono dapperttutto o quasi, e se essi non esistono, ci sono altre alternative valide come quelle dell'AITI per valutare il professionismo di un traduttore.

In Italia, per esempio, ci sarebbe tanto di ridire sulle pratiche riguardanti l'affidabilità delle traduzioni giurate, per esempio, le quali possono essere eseguite da qualsiasi cosiddetto traduttore (basta andare in Tribunale ed altri posti "mangiasoldi", pagare tante marche da bollo, che fanno scappare i clienti, e farsi applicare un timbro da un agente che non conosce niente delle lingue, ed ecco la vostra traduziona giurata è bel e pronta e sicura: chi me lo garantisce?).
In Francia, come in tanti altri Paesi europei, Gianni, si diventa, non si nasce traduttore giurato, e non è facile (altro che gli esami dell'AITI)! Siamo più seri e credibili.
L'AITI farebbe bene a concentrarsi su tali problemi oltre ad essere più aperta nei confronti dei non-soci. Vedi, con le tue parole, mi hai convinto di non interessarmi più all'AITI, sei bravo, veramente.
Il dibattito deve essere costruttivo, e non polemico e/o "off-topic"; se ho risposto qui circa l'AITI, è perché sono stata provocata da te in tal senso, e ora, chi leggerà questa mia risposta non potrà dire che essa non è costruttiva: ci ho indicato i modi di aprirsi agli altri per il bene di tutti, non di alcuni. La discriminazione non è una cosa positiva. Questo messaggio si rivolge a te e a tutti quelli che sono stati o sarebbero tentati di intervenire di nuovo sull'argomento dell'AITI invece di parlare dell'argomento in oggetto.

Conosci dei dizionari medici IT-FR-IT (cartacei, on-line, su CD-Rom, ecc.)? Conosci delle formazioni specializzate aperte a TUTTI, anche ai non-soci dell'AITI? No, allora lo dici semplicemente, e basta, o ti astieni dallo scrivere delle cose che non riguardano l'argomento in oggetto e ti dedichi a cose più utili.
Buon fine serata a tutte e tutti.
Christine


 

Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 08:36
Member (2004)
English to Italian
+ ...
Dizionari medici e formazione Nov 30, 2009

Come accennato da Christine, vi invito ad attenervi al titolo di questa discussione. Tra l'altro questo forum contiene moltissime discussioni anche sull'AITI. Caso mai si possono continuare le discussioni esistenti (ormai datate per la verità), oppure aprire un thread dedicato.

Grazie della collaborazione.


 


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