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Ecco come agire, ecco come trovare i clienti.
Thread poster: Emanuela Casola

Emanuela Casola  Identity Verified
Local time: 15:09
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Dec 4, 2009

Possiamo organizzare tutta una serie di formazioni itineranti in Italia per dare un nuovo messaggio ai traduttori?

Questo è il messaggio: http://www.youtube.com/watch?v=1uVjn_u9YZ4

Chi desidera la traduzione in italiano del video, mi può contattare in privato.

Emanuela

[Modificato alle 2009-12-04 13:25 GMT]


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Grazia Mangione  Identity Verified
Local time: 15:09
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Grazie! Dec 4, 2009

Spero che l'intervista trovi ampissima diffusione, in Italia e non solo...
STOP COMPLAINING!

Auguri di Buone Feste!


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Fabio Scaliti  Identity Verified
Italy
Local time: 15:09
Member (2004)
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Grazie Dec 4, 2009

Grazie Emanuela,

ero alla conferenza del BDÜ a settembre, ma mi sono perso questa intervista, probabilmente era un dietro le quinte.

Riassume in definitiva quanto espresso in altre sessioni della conferenza stessa in materia di clienti diretti e approccio al mercato.

Tutto molto interessante, grazie per aver segnalato il filmato.

Fabio Scaliti


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Andrea Bertocchi  Identity Verified
Italy
Local time: 15:09
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Grazie anche da parte mia! Dec 4, 2009

Proprio quello che ci voleva al termine di una settimana massacrante...
Consigliatissimo!

Andrea


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Chiara Foppa Pedretti  Identity Verified
Italy
Local time: 15:09
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Grazie Dec 4, 2009

Molto, molto interessante... Lo pubblico subito sul mio blog!
Credo che l'anno prossimo farò in modo di mettere in pratica più di uno dei consigli che vengono dati.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Sarebbe anche ora... Dec 4, 2009

...che come traduttori la smettessimo di distruggerci gli uni gli altri e distruggere noi stessi, in modo più o meno consapevole, e ricordassimo anche che le agenzie non possono sopravvivere senza i traduttori, mentre non è vero il contrario.

L'aumento del carico contributivo previdenziale italiano ha avuto almeno l'esito positivo di aggregare dei traduttori per tentare di perseguire uno scopo comune. Sarebbe bene che le associazioni di traduttori in Italia facessero un "reality check" e si facessero promotrici di qualche seria iniziativa per creare uno spirito professionale che vada oltre le chimere di fantomatici albi, e che invece possa risvegliare una dignità professionale ormai perduta da molto.

In particolare, mi dà molto fastidio che la traduzione sia tuttora considerata da molti un hobby, un passatempo, un lavoro a tempo parziale o tappabuchi, un'attività femminile per casalinghe annoiate o studentesca per matricole che vogliono racimolare qualche quattrino, un lavoro strano perché virtuale, un qualcosa che si svolge per "passione, amore delle lingue" e altri insensati sentimentalismi, e che pertanto può essere anche svolto gratis o per quattro soldi, della serie "due cuori e un dizionario".

È ora di abbattere tutte queste distorsioni e idee sbagliate, soprattutto cominciando a non praticarle noi stessi.

Giusi (che tanti anni fa amava tradurre ma ora sta diventando stufa di essere trattata di volta in volta da studentessa, dilettante, casalinga annoiata, ecc.)


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Emanuela Casola  Identity Verified
Local time: 15:09
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TOPIC STARTER
Sacrosante parole Dec 4, 2009

Esatto, Giusi, d'accordo con te su TUTTA la linea.
Prima di tutto il traduttore NON ha bisogno dell'agenzia: siamo noi che svolgiamo il lavoro, siamo noi, dunque, che stabiliamo le tariffe, loro senza di noi non possono esistere. Ecco l'importanza dei clienti diretti di cui la mia consorella (d'associazione), Chris Durban, parla nel video. Ecco l'importanza, per il traduttore, di capire che è lui l'unico vero elemento importante della catena e che deve farsi grande e forte, non piccolo e impaurito (chiedendo quasi scusa di esistere e quasi ringraziando quando viene pagato).

Oggi, ho partecipato a un'interessantissima conferenza dell'associazione di traduttori per audiovisivi. Ebbene, hanno fatto una constatazione: le tariffe sono in discesa e i nuovi arrivati nel mercato lo stanno distorcendo. Senza lamentarsi, linea d'azione: 1) entrare in contatto con gli istituti di formazione per vedere COME formano i nuovi traduttori. Hanno verificato che i nuovi traduttori non sanno nulla né del mercato, né delle tariffe, né degli statuti, né di come pagare le tasse, né di cosa significa la professione liberale. Dunque hanno dato vita a tutta una serie di iniziative per accompagnare gli istituti di formazione a formare veramente i traduttori, in modo che questi, quando giungono sul mercato, siano FORTI e abbiano le armi per DIFENDERSI nella giungla delle agenzie, delle tasse..., di tutto insomma.
2) Hanno organizzato tutta una serie di iniziative per fare conoscere e RIconoscere il mestiere di traduttore nel loro paese. C'è stata, per esempio, la conferenza di non so cosa (argomenti vari legati alle lingue/traduzione/audiovisivi) in un dato luogo, ebbene loro sono andati e hanno chiesto di poter intervenire. C'è stata la Giornata delle lingue europee, ebbene loro hanno ottenuto un paio d'ore in cui hanno simulato la sottotitolazione di un film e poi hanno parlato del mestiere, dei pro e dei contro, insomma di mille cose. In sala c'erano anche i rappresentanti di alcune emittenti televisive i quali, molto interessati al tutto, hanno chiesto i loro contatti per poter dar vita a nuove iniziative. L'associazione di cui parlo ha anche incontrato il ministro della cultura!!! In Italia una cosa del genere fa sognare...vi immaginate dei traduttori che chiedono al ministro della cultura di incontrarlo al fine di fare qualcosa insieme per il riconoscimento della loro professione!
C'è tanto da fare invece di stare lì a lamentarsi e poi, sacrosante parole di Giusi, lo spirito di collaborazione, di NON CONCORRENZA SLEALE, di ETICA, chissà se questi concetti un giorno entreranno a far parte della società italiana. Possibile che non si capisca che quando si distorce il mercato, si pagheranno le conseguenze in prima persona, mentre quando si collabora insieme lo si fa anche nel proprio interesse?


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 15:09
Member (2003)
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Concordo Giusi Dec 5, 2009

Giuseppina Gatta, MA wrote:
In particolare, mi dà molto fastidio che la traduzione sia tuttora considerata da molti un hobby, un passatempo, un lavoro a tempo parziale o tappabuchi, un'attività femminile per casalinghe annoiate o studentesca per matricole che vogliono racimolare qualche quattrino, un lavoro strano perché virtuale, un qualcosa che si svolge per "passione, amore delle lingue" e altri insensati sentimentalismi, e che pertanto può essere anche svolto gratis o per quattro soldi, della serie "due cuori e un dizionario".


Chissà per quale strano meccanismo siamo considerati così, non sono mai riuscita a capirlo, ma dimmi una cosa anche negli USA siamo considerati hobbisti, caslinghe annoiate ecc?

Buon week end!

Angio


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Simona R
Germany
Local time: 15:09
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Intervento di Chris Durban: versione cartacea Dec 5, 2009

Ringrazio Emanuela per l'interessantissima segnalazione e ricordo che a pagina 99 degli atti del convegno del BDÜ trovate l'intervento di Chris Durban intitolato "Finding and Keeping direct clients".

Buona lettura e buon fine settimana,

Simona


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mariant  Identity Verified
Italy
Local time: 15:09
Member (2006)
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(OT, e un poco politico) Dec 5, 2009

Emanuela Casola wrote:

L'associazione di cui parlo ha anche incontrato il ministro della cultura!!! In Italia una cosa del genere fa sognare...vi immaginate dei traduttori che chiedono al ministro della cultura di incontrarlo al fine di fare qualcosa insieme per il riconoscimento della loro professione!

Perché non (iniziare a) farlo, invece? Così come tanti colleghi si sono mossi nei giorni scorsi per protestare contro i possibili aumenti INPS, perché non proviamo a immaginare e a organizzare una serie di interventi concreti come quelli - interessantissimi - che hai descritto?
Penso che sia nel nostro diritto di cittadini e contribuenti, oltre che nel nostro dovere di cittadini, chiedere di incontrare i nostri rappresentanti istituzionali, che spesso non hanno l'idea concreta di come vanno le cose nella realtà di tutti i giorni e nei diversi settori professionali e sociali. Il ministro della cultura (chiunque esso sia) potrebbe e dovrebbe essere interessato a un problema importante come quello della traduzione, che è strumento di comunicazione fra i popoli e le culture! Non penso che i suoi compiti si limitino solo a presenziare a mostre d'arte, parlare di cinema e teatro o dire la sua sull'operato del governo davanti ai giornalisti...

[Edited at 2009-12-05 15:10 GMT]


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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No Dec 5, 2009

Angio Garbarino wrote:

Giuseppina Gatta, MA wrote:
In particolare, mi dà molto fastidio che la traduzione sia tuttora considerata da molti un hobby, un passatempo, un lavoro a tempo parziale o tappabuchi, un'attività femminile per casalinghe annoiate o studentesca per matricole che vogliono racimolare qualche quattrino, un lavoro strano perché virtuale, un qualcosa che si svolge per "passione, amore delle lingue" e altri insensati sentimentalismi, e che pertanto può essere anche svolto gratis o per quattro soldi, della serie "due cuori e un dizionario".


Chissà per quale strano meccanismo siamo considerati così, non sono mai riuscita a capirlo, ma dimmi una cosa anche negli USA siamo considerati hobbisti, caslinghe annoiate ecc?

Buon week end!

Angio


Mi riferivo principalmente all'Italia, però mi arrivano ogni tanto offerte anche da agenzie degli USA o anglofone che considero offensive (18 dollari all'ora per interpretariato telefonico, 0,06 cent di dollaro per le traduzioni). Tuttavia, c'è qualcuno che accetta queste offerte, altrimenti non le farebbero, e quindi ritorniamo punto e daccapo...Tale percezione avrà pure base in qualche comportamento che già esiste, non credi?


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 15:09
Member (2003)
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+ ...
Infatti mi pareva Dec 5, 2009

Giuseppina Gatta, MA wrote:
Mi riferivo principalmente all'Italia, però mi arrivano ogni tanto offerte anche da agenzie degli USA o anglofone che considero offensive (18 dollari all'ora per interpretariato telefonico, 0,06 cent di dollaro per le traduzioni). Tuttavia, c'è qualcuno che accetta queste offerte, altrimenti non le farebbero, e quindi ritorniamo punto e daccapo...Tale percezione avrà pure base in qualche comportamento che già esiste, non credi?


Per fortuna il nostro lavoro non si limita all'Italia, hai ragione su tutto... infatti, concordo.

Ciao!


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Alice Carbone
United States
Local time: 06:09
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grazie Dec 14, 2009

per aver postato questo video ...
interessantissimo, punto di partenza per iniziare al meglio il nuovo anno.



Buona settimana a tutti


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
Italy
Local time: 15:09
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Puoi darci il link per favore? Dec 15, 2009

Simona R wrote:

Ringrazio Emanuela per l'interessantissima segnalazione e ricordo che a pagina 99 degli atti del convegno del BDÜ trovate l'intervento di Chris Durban intitolato "Finding and Keeping direct clients".

Buona lettura e buon fine settimana,

Simona


Ciao Simona,
Se il documento è disponibile in rete ci potresti dare il link? O, se è ammesso, qualche anima pia potrebbe divulgarlo (non voglio andare in contrasto con nessun diritto d'autore, di riservatezza ecc ecc ma come dico spesso... chiedere è lecito).

Grazie mille!
Manuela


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Simona R
Germany
Local time: 15:09
German to Italian
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Atti del convegno BDÜ Dec 15, 2009

Ciao Manuela,

poiché già qualcuno in privato mi ha posto la stessa domanda ho fatto una rapida ricerca in rete e constatato che, no, l'intervento di Chris Durban non compare (per ora) da nessuna parte. In quanto socia BDÜ io ho ricevuto il tomo (582 pagine) gratuitamente. Chi non è socio lo può comunque ordinare qui: http://www.bdue.de/indexen.php > Publications > "Tagungsband - Übersetzen in die Zukunft".

Preciso tra l'altro che non tutti gli interventi sono scritti in tedesco (diversi sono quelli in inglese e in francese), ragion per cui il volume può comunque risultare interessante anche per chi non conosce questa lingua e non è interessato solo ed esclusivamente all'intervento di C. Durban.

Buona lettura,
Simona


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