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Interessante documento nel sito LISA (Ethics and Model Contract)
Thread poster: gianfranco

gianfranco  Identity Verified
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Oct 30, 2003

Cari colleghi,
in seguito ad una segnalazione ricevuta in una mailing list a cui sono iscritto, ho visitato il sito LISA, http://www.lisa.org, dove e' disponibile un documento (in inglese) che considero piuttosto interessante.

Dal sito LISA:

LISA GILT Industry Ethics
LISA has developed a set of ethical guidelines for the GILT industry.
This document is available for download as a PDF document from http://www.lisa.org/members_info/ethics.pdf, and is open to members and the public for comment.
Contiene 3 sezioni:

  • Guidelines for Suppliers (fornitori di servizi di traduzione e localizzazione)
  • Guidelines for Clients (committenti di progetti di traduzione o localizzazione)
  • Model Contract (bozza di contratto modello tra le due parti di cui sopra)

Il materiale e' chiaramente mirato a organizzazioni/agenzie, ma con gli opportuni adattamenti e' molto interessante anche per i traduttori freelance che partecipano a questi progetti, sia pure non direttamente a contatto col cliente finale e per conto di un'agenzia.

LISA chiede feedback ai lettori (viene pubblicato come bozza. ancora in fase di messa a punto) ma vi sono alcuni punti che potrebbe essere interessante discutere qui, tra colleghi traduttori e in modo informale, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che ci possono riguardare piu' direttamente come traduttori freelance.

Buona lettura
Gianfranco



LISA = Localization Industry Standard Association
GILT = Globalization, Internationalization, Localization and Translation



[Edited at 2003-10-30 11:04]


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PatriziaM.  Identity Verified
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Terminologia e diritti Oct 30, 2003

[quote]Gianfranco Manca wrote:

vi sono alcuni punti che potrebbe essere interessante discutere qui, tra colleghi traduttori e in modo informale



Uno dei punti che mi suscita qualche perplessità è questo:

Who owns TM data and terminology?
TM data is owned by the client. Client glossaries, i.e. glossaries either provided by or contracted by the client are
client property. Only field-related terminology collected during a project that is NOT paid for can be considered
non-proprietary if researched at supplier’s own cost and not client or product-specific. However, to prevent any
confusion, this should be contractually specified.

Cosa significa che solamente la terminologia ricercata a spese del fornitore non è considerata proprietà del cliente?
Il fornitore viene pagato per la traduzione e il lavoro di traduzione implica anche la ricerca terminologica, quindi che significa “ at supplier’s own cost”? In pratica la terminologia non è mai del traduttore?


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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
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TM... Oct 30, 2003

PatriziaM. wrote:
Cosa significa che solamente la terminologia ricercata a spese del fornitore non è considerata proprietà del cliente?
Il fornitore viene pagato per la traduzione e il lavoro di traduzione implica anche la ricerca terminologica, quindi che significa “ at supplier’s own cost”? In pratica la terminologia non è mai del traduttore?


Il traduttore viene pagato per la traduzione e quindi "vende" il proprio lavoro al contraente, TM e terminologia inclusi. Il traduttore rimane proprietario della terminologia solo se per compiere queste ricerche non è stato remunerato.

Giovanni


[Edited at 2003-10-30 13:05]


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gianfranco  Identity Verified
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Proprieta' della TM e terminologia Oct 30, 2003

Dal documento LISA:


Who owns TM data and terminology?
TM data is owned by the client. Client glossaries, i.e. glossaries either provided by or contracted by the client are client property. Only field-related terminology collected during a project that is NOT paid for can be considered non-proprietary if researched at supplier’s own cost and not client or product-specific. However, to prevent any confusion, this should be contractually specified.



Questo e' uno dei punti piu' interessanti, e mi pare di ricordare che sia stato discusso anche in passato nei forum di ProZ.

Secondo me queste linee guida attribuiscono la proprieta' del materiale a chi lo ha pagato. Quindi la terminologia creata su ordine del Cliente e "pagata" dal Cliente appartiene al Cliente.
I glossari e la terminologia ricercata e organizzata dal fornitore "a proprie spese" per completare un progetto o vari progetti, appartengono al fornitore.

Su questo mi pare che ci siano pochi dubbi e sono d'accordo al 100% con questa formulazione. Resta il contenzioso delle memorie di traduzione.

L'utilizzo di tecnologie, quali CAT tools e Translation Memory consente di ottenere, come prodotto collaterale di una traduzione, un database, esterno ai documenti veri e propri, contenente il testo estratto da materiale di proprieta' del Cliente e la corrispondente traduzione, essa pure pagata dal Cliente.
In tal caso il Cliente puo' certamente accampare diritti sulle TM derivanti dal lavoro commissionato.

I dubbi insorgono quando il fornitore ha utilizzato anche materiale di altra provenienza, che potrebbe essere difficile separare dal materiale specifico di questo particolare Cliente/progetto, oppure il fornitore rifiuta di "regalare" questi archivi, oppure ha paura di essere sostituito con un concorrente che potrebbe usufruire del proprio lavoro, oppure il problema specifico della proprieta' delle TM non e' stato chiarito al momento del contratto.

Chiaramente, si potrebbe creare un contenzioso, ma occorre notare che, in ogni caso, sia la terminologia che le TM possono essere ricreati a posteriori, con relativamente poco lavoro, riallineando (con appositi Alignment Tools) i file originali e i file tradotti. Quindi, da un punto di vista tecnico e pratico, mantenere un atteggiamento ostruzionistico e possessivo su quello che e', tutto sommato, un ri-arrangiamento banale di materiale gia' disponibile, non ha molto senso.

Per questo motivo, io personalmente fornisco sempre, se richiesto e se non comporta lavoro extra, oltre al mio lavoro nel formato finale le TM create o aggiornate durante il lavoro, ma so di altre persone e agenzie che adottano un diverso approccio, non le forniscono mai per principio oppure le forniscono solo a pagamento.

In ogni caso, come dicono saggiamente nel documento "...to prevent any confusion, this should be contractually specified."

Il riutilizzo di tali materiali in successivi progetti, per altri clienti o anche concorrenti diretti del cliente di origine, e' comunque rischioso, da un punto di vista strettamente legale se non pratico, in quanto potrebbe contravvenire eventuali clausole di confidenzialita' e riservatezza.

Gianfranco



[Edited at 2003-10-30 13:42]


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PatriziaM.  Identity Verified
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E i diritti d'autore? Oct 30, 2003

[quote]Gianfranco Manca wrote:

>>Secondo me queste linee guida attribuiscono la proprieta' del materiale a chi lo ha pagato. Quindi la terminologia creata su ordine del Cliente e "pagata" dal Cliente appartiene al Cliente.>>

Ma questo non è forse in contrasto con quanto dice l'AITI che considera la traduzione e la localizzazione di software come soggetta alla legge sui diritti d'autore?
Allora se il cliente vuole che la terminologia sia sua non dovrebbe pagare al traduttore anche i corrispondenti diritti oltre il prezzo della traduzione?

>>I glossari e la terminologia ricercata e organizzata dal fornitore "a proprie spese" per completare un progetto o vari progetti, appartengono al fornitore.>>

Ma perché distingui questo caso da quello di impiego di CAT? Se il traduttore ha acquistato il CAT a sue spese, le TM derivanti dalla traduzione non possono forse essere considerate "organizzate dal fornitore a proprie spese"?
IMHO o si fa' pagare la terminologia in entrambi i casi, oppure in nessuno dei due.



[Edited at 2003-10-30 14:28]


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Giuliana Buscaglione  Identity Verified
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Quali diritti?! Oct 30, 2003

PatriziaM. wrote:
Ma questo non è forse in contrasto con quanto dice l'AITI che considera la traduzione e la localizzazione di software come soggetta alla legge sui diritti d'autore?
Allora se il cliente vuole che la terminologia sia sua non dovrebbe pagare al traduttore anche i corrispondenti diritti oltre il prezzo della traduzione?


Ciao Patrizia,

se il cliente commissiona un lavoro, per es. creare un glossario, paga per il glossario (e molto di più che per una semplice traduzione!). Il glossario è suo, punto. Se lui non me l'avesse commissionato, non l'avrei creato. Ciò che aggiungo di mio, rimane a me, perché non richiesto e non pagato.

Anzi, abbiamo il vantaggio di poterne trattenere una copia, in genere rivista dal tecnico o responsabile interno... ab iamo un ulteriore guadagno, non ti pare, con uan terminologia approvata?



(Gianfranco)
" glossari e la terminologia ricercata e organizzata dal fornitore "a proprie spese" per completare un progetto o vari progetti, appartengono al fornitore."

(Patrizia)
Ma perché distingui questo caso da quello di impiego di CAT? Se il traduttore ha acquistato il CAT a sue spese, le TM derivanti dalla traduzione non possono forse essere considerate "organizzate dal fornitore a proprie spese"?
IMHO o si fa' pagare la terminologia in entrambi i casi, oppure in nessuno dei due.


L'originale è forse di Tua proprietà? Eppoi che cosa c'entra chi ha pagato il CAT? Semmai puoi cercare di farti pagare tutto al 100%, adducendo come ragione il fatto che il CAT lo hai acquistato a Tue spese... dubito ci sia qualcuno che accetti, soprattutto per testi già tradotti e solo modificati... Non ti costa nessuna fatica creare una TM, si crea da sé mentre traduci e se una delle condizioni per ottenere il lavoro era di usare un CAT, è logico che il cliente voglia la memoria.

Un altro discorso è se devi lavorare sulla TM, ma è un lavoro a parte, retribuito a parte, che va discusso e chiarito prima di iniziare il lavoro.

Giuliana

[Edited at 2003-10-30 14:43]


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gianfranco  Identity Verified
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Diritti d'autore per traduzioni tecniche Oct 30, 2003

PatriziaM. wrote:
...
Ma questo non è forse in contrasto con quanto dice l'AITI che considera la traduzione e la localizzazione di software come soggetta alla legge sui diritti d'autore?
Allora se il cliente vuole che la terminologia sia sua non dovrebbe pagare al traduttore anche i corrispondenti diritti oltre il prezzo della traduzione?
...


Non sono membro dell'AITI e, abitando in Gran Bretagna, il mio lavoro non e' soggetto alla legge italiana sul diritto d'autore, ma in ogni caso, visto che ti occupi di traduzioni tecniche e sei forse membro dell'AITI, ti pongo una domanda molto pragmatica:

Hai mai fatturato ai clienti i diritti d'autore sui tuoi lavori di traduzione tecnica?
Conosci qualcuno che lo abbia mai fatto?
C'e' qualcun'altro che legge questa discussione e che applica una tariffa per il diritto d'autore?

Pur conoscendo centinaia di traduttori di tutto il mondo, io non conosco nessuno ne' ho mai sentito parlare di diritti d'autore per le traduzioni tecniche.

Mi pare che la posizione dell'AITI sia un po' stiracchiata e teorica, chiaramente avulsa dalla realta' quotidiana del lavoro. Oppure, si fa di ogni erba un fascio, mettendo insieme le traduzioni letterarie con le traduzioni tecniche e la localizzazione di prodotti software.

Gianfranco



[Edited at 2003-10-30 15:07]


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PatriziaM.  Identity Verified
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E' l'AITI a parlare di diritti non io! Oct 30, 2003

Ciao Giuliana,
prima di tutto vorrei precisare che non sono io ad essermi inventata la storia dei diritti d'autore, ho tirato in ballo questa questione proprio perché il sito dell'AITI dice:
"Traduzione e localizzazione di software o di siti web
La traduzione e la localizzazione di software o di siti web sono protette dalla Legge sul Diritto d'Autore n. 633/41 e successive integrazioni. Ad esse si applicano pertanto le stesse norme relative alla traduzione per l'editoria esposte più avanti."

[quote]Giuliana Buscaglione wrote:

"Ciao Patrizia,

se il cliente commissiona un lavoro, per es. creare un glossario, paga per il glossario (e molto di più che per una semplice traduzione!). Il glossario è suo, punto."

Sul fatto che il glossario sia del cliente, se lo paga, non ci piove!
Il problema si ha però quando il cliente paga la traduzione del software e vuole gratis il relativo glossario creato dal traduttore.
Tu che ne pensi in merito?

"Ciò che aggiungo di mio, rimane a me, perché non richiesto e non pagato."

Questo non mi è chiaro, a cosa ti riferiscei quando dici "cio che ci aggiungo di mio"?

"L'originale è forse di Tua proprietà? Eppoi che cosa c'entra chi ha pagato il CAT?"

C'entra perché si parlava del fatto che rimane di proprietà del traduttore solo la terminologia/glossario che ha creato a proprie spese.

"Semmai puoi cercare di farti pagare tutto al 100%, adducendo come ragione il fatto che il CAT lo hai acquistato a Tue spese..."

Ma io non stavo parlando del fatto se fossero leciti o no gli sconti CAT, quella è un'altra questione.

"Non ti costa nessuna fatica creare una TM,"

Però ho sostenuto delle spese per acquistare il CAT.

"si crea da sé mentre traduci e se una delle condizioni per ottenere il lavoro era di usare un CAT, è logico che il cliente voglia la memoria."

Ma il cliente ha il diritto di volere la terminologia/memoria gratis?
Lo chiedo non perché io sostenga che sia giusto farla pagare, ma perché mi sembra una questione con vari risvolti per la quale non si è ancora giunti ad un accordo unanime.



[Edited at 2003-10-30 15:19]


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PatriziaM.  Identity Verified
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AITI o legge italiana? Oct 30, 2003

[quote]Gianfranco Manca wrote:

"Hai mai fatturato ai clienti i diritti d'autore sui tuoi lavori di traduzione tecnica?"

No, perché secondo quanto dice l'AITI (che però in questo caso penso stia solo spiegando qual'è la legge italiana) i diritti d'autore non riguardano le traduzioni tecniche ma quelle di localizzazione software.
L'AITI (la legge italiana?) distingue tra traduzioni tecniche e traduzioni di software.

"C'e' qualcun'altro che legge questa discussione e che applica una tariffa per il diritto d'autore?"

Questo lo vorrei sapere anch'io. Chi esegue localizzazione software applica la Legge sul Diritto d'Autore n. 633/41?

"Mi pare che la posizione dell'AITI sia un po' stiracchiata e teorica, chiaramente avulsa dalla realta' quotidiana del lavoro."

Questo lo penso anch'io, anche se il mio forte sospetto è che non si tratti della posizione dell'AITI, ma della legge italiana.


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Giuliana Buscaglione  Identity Verified
Austria
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Se non crea lavoro extra, niente compenso extra (per me) Oct 30, 2003

Ciao Patrizia,

(se aggiungi a fine di un *quote* */unquote* nelle quadre, le frasi riportate appaiono in bianco ed è più facile seguire)

PatriziaM. wrote:

prima di tutto vorrei precisare che non sono io ad essermi inventata la storia dei diritti d'autore......


Non ho detto che l'hai inventato Tu, ho solo chiesto quali diritti: una volta che il lavoro commissionato è stato pagato, il contratto è risolto.


Sul fatto che il glossario sia del cliente, se lo paga, non ci piove!
Il problema si ha però quando il cliente paga la traduzione del software e vuole gratis il relativo glossario creato dal traduttore.
Tu che ne pensi in merito?


Ho già detto ciò che penso: ciò che si è tenuti a fornire è descritto nel PO. Non vedo per quale motivo il committente dovrebbe pretendere un glossario che non ha né commissionato né pagato. Se lo vuole avere e non è previsto nella descrizione del lavoro, deve pagare il tempo che ci impiego a "metterlo assieme". Non vedo come si possa giustificare una simile pretesa.


Questo non mi è chiaro, a cosa ti riferiscei quando dici "cio che ci aggiungo di mio"?


Quando creo o compilo un glossario, trovo altri termini che immagino mi possano venir utili nel corso della traduzione/revisione, perciò imposto sempre due TermBase: una per il cliente con i termini richiesti, e una per me che contiene sia i miei sia quelli del cliente.


"Semmai puoi cercare di farti pagare tutto al 100%, adducendo come ragione il fatto che il CAT lo hai acquistato a Tue spese..."

Ma io non stavo parlando del fatto se fossero leciti o no gli sconti CAT, quella è un'altra questione.


Allora perché citare il fatto che è il traduttore che ha pagato per il CAT?? Non vedo come potrebbe il cliente "ripagare" il traduttore per le spese sostenute, se non pagandogli/le il 100% anche sulle repetitions.


"Non ti costa nessuna fatica creare una TM,"

Però ho sostenuto delle spese per acquistare il CAT.


Questo lo sappiamo, ma se i requisiti per l'assegnazione del job è l'uso di un CAT e si accetta, non si può pretendere poi di farsi pagare extra un lavoro che di per sé non costa nulla, soprattutto se è incluso nella job description. Se vuoi farti pagare la TM a parte, perché hai acquistato il CAT a Tue spese, devi dirlo prima di accettare il lavoro, non ti pare?


Ma il cliente ha il diritto di volere la terminologia/memoria gratis?
Lo chiedo non perché io sostenga che sia giusto farla pagare, ma perché mi sembra una questione con vari risvolti per la quale non si è ancora giunti ad un accordo unanime.


Mi ripeto, la creazione della Tm durante la traduzione non implica alcuna "perdita di tempo" ulteriore, né tanto meno rallentamento. Se non ci si è accordati in anticipo, non vedo perché farsi pagare per una cosa che si crea da sé. Non è che si traduce e poi si crea la memoria (che sarebbe tempo impiegato extra e non retribuito): si fa un lavoro solo, anzi lo si fa più alla svelta. Il risparmio di tempo ci permette di accettare altri lavori che, altrimenti, avremmo dovuto rifiutare.

Giuliana



[Edited at 2003-10-30 16:44]


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PatriziaM.  Identity Verified
Italy
Local time: 19:32
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TM non prevista nell'ordine, che fare? Oct 30, 2003

Giuliana Buscaglione wrote:
ho solo chiesto quali diritti: una volta che il lavoro commissionato è stato pagato, il contratto è risolto.


Ammettendo che per la localizzazione software si applichino le stesse norme valide per le traduzioni per l'editoria, entrano in gioco i diritti d'autore e allora nel contratto bisognerebbe specificare se il traduttore li cede o no e in caso affermativo dovrebbero essere pagati al traduttore. Di più non potrei dire, perché io non mi occupo di traduzioni per l'editoria.


Non vedo per quale motivo il committente dovrebbe pretendere un glossario che non ha né commissionato né pagato. Se lo vuole avere e non è previsto nella descrizione del lavoro, deve pagare il tempo che ci impiego a "metterlo assieme". Non vedo come si possa giustificare una simile pretesa.


Prendiamo questo esempio: un ordine in cui non si parla di software CAT perché magari il testo è completamente nuovo e non c'è materiale a cui fare riferimento. Il traduttore svolge il lavoro utilizzando però un software CAT, il cliente lo sa, perché magari il traduttore si vanta e pubblicizza il fatto di usare software CAT, al momento della consegna se ne ricorda e pretende che il traduttore gli invii anche la TM. A questo punto è diritto del traduttore farsela pagare oppure no?


Allora perché citare il fatto che è il traduttore che ha pagato per il CAT??


Perché il documento del sito LISA dice che la terminologia è di proprietà del traduttore solamente se questi l'ha compilata "a sue spese". Quindi sempre riferendomi all'esempio che ho portato sopra, il software CAT l'ha pagato il traduttore quindi la TM è "a sue spese" e se il cliente la vuole paga qualcosa in più, altrimenti se la crea da solo confrontando le due lingue.
Il testo della LISA ammette un caso simile oppure no?
Poi è ovvio che ognuno gestisce i propri clienti come vuole e decide se è il caso o non di applicare certe condizioni.


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Giuliana Buscaglione  Identity Verified
Austria
Local time: 19:32
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Gli investimenti... Oct 30, 2003

PatriziaM. wrote:
Prendiamo questo esempio: un ordine in cui non si parla di software CAT perché magari il testo è completamente nuovo e non c'è materiale a cui fare riferimento. Il traduttore svolge il lavoro utilizzando però un software CAT, il cliente lo sa, perché magari il traduttore si vanta e pubblicizza il fatto di usare software CAT, al momento della consegna se ne ricorda e pretende che il traduttore gli invii anche la TM. A questo punto è diritto del traduttore farsela pagare oppure no?


Ciao Patrizia,

come già detto, tutto ciò che è escluso dalla job description è **extra**. Tira le conclusioni. Non entro nel merito del *vantarsi*...


Perché il documento del sito LISA dice che la terminologia è di proprietà del traduttore solamente se questi l'ha compilata "a sue spese". Quindi sempre riferendomi all'esempio che ho portato sopra, il software CAT l'ha pagato il traduttore quindi la TM è "a sue spese" e se il cliente la vuole paga qualcosa in più, altrimenti se la crea da solo confrontando le due lingue.


A sue spese significa che il tempo che ha dedicato non gli/le viene retribuito. Se per redigere la memoria si svolge un lavoro extra, questo tempo va retribuito. A questo punto sarebbe come dire che anche il software più comune come Windows o MS Office ce lo si dovrebbe far pagare dal cliente. I mezzi, di cui chiunque in qualsiasi professione/lavoro si dota non si impogono come una voce extra nella fattura.

Nessuno impone a un traduttore di acquistare un CAT: un CAT è un investimento che certi traduttori ritengono necessario per migliorare la qualità del loro modo di lavorare (intendiamoci, non *del loro lavoro*). La scelta che si fa determina le occasioni di lavoro. La tariffa che si applica deve tener conto anche dell'ammortizzamento di questa spesa a monte, così come tiene conto dei costi fissi (e non) per la gestione del proprio business.

Giuliana


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Jean-Marie Le Ray  Identity Verified
Italy
Local time: 19:32
Member
Italian to French
+ ...
Termini di pagamento Oct 31, 2003

A me piace soprattutto il punto 13:



13. Terms and methods of payment

Client and Translator agree the following payment terms:
• 33,3% of the approved forecast as an up-front payment within 10 days after start of the project
• 33,3% after delivery of the final goldmaster
• 33,3% within 30 days after delivery of the final goldmaster



Solo una domanda : c'è qualcuno tra di noi che viene pagato con questo modo così etico?

Ciao, Jean-Marie


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Sarah Ponting  Identity Verified
Italy
Local time: 19:32
Italian to English
+ ...
magari... Oct 31, 2003

victorhugo wrote:


Solo una domanda : c'è qualcuno tra di noi che viene pagato con questo modo così etico?

Ciao, Jean-Marie



In Italia direi che lo scenario più comune è il 100% dopo almeno 60 giorni dalla consegna (se si è fortunati)


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Roberta Anderson  Identity Verified
Italy
Local time: 19:32
Member (2001)
English to Italian
+ ...
pagamento scaglionato Oct 31, 2003

victorhugo wrote:
• 33,3% of the approved forecast as an up-front payment within 10 days after start of the project
• 33,3% after delivery of the final goldmaster
• 33,3% within 30 days after delivery of the final goldmaster
Solo una domanda : c\'è qualcuno tra di noi che viene pagato con questo modo così etico?

Non proprio. Però mi capita regolarmente che un progetto di vari mesi composto da vari elementi venga suddiviso in vari Purchase Order e quindi fatturato \"a pezzi\" alla fine di ogni mese di lavoro (con pagamento a 30 gg, come concordato con l\'agenzia).
Per un cliente diretto, nel caso di un lavoro della durata di 3 mesi, avevo concordato una percentuale da fatturare alla fine di ogni mese di lavoro, e il saldo alla consegna del tutto (25%, 25%, 50%).

Roberta


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