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Alzare le tariffe o cercare di non perdere lavori?
Thread poster: Silvia Barra (X)

Silvia Barra (X)  Identity Verified
Italy
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Jan 25, 2010

Buongiorno a tutti,
vista l'abbondanza di fili legati ad argomenti tariffari, mi è sorto un dilemma, che tra l'altro mi pare fosse già stato dibattuto almeno in parte, ma non ho più trovato il forum esatto.
E' meglio alzare le tariffe (per una serie di validissimi motivi che condivido totalmente, tanto più facendo traduzioni tecniche anche molto specialistiche) rischiando di perdere una fetta di mercato/lavori, oppure cercare di lavorare a tariffe decenti (non dico da fame) per non perdere potenziali clienti?
Chiaramente io per prima cerco di alzare le tariffe con i nuovi clienti, spiegando i motivi delle mie tariffe alte, cercando di educare il cliente, come più volte si è già detto qui sopra. E sono d'accordo con chi sostiene che lavorare a tariffe basse svaluta tutta la categoria (considerato, secondo la mia modesta opinione, che non sempre tariffe basse sono uguali a scarsa qualità). Molte volte ho già perso progetti/clienti per questo motivo.
Tuttavia mi chiedo se questo atteggiamento alla lunga paghi, visto che bisogna arrivare a fine mese in qualche modo. Voglio evitare i soliti discorsi "meglio fare meno cartelle/parole ad un prezzo più alto". Però quando il 90% dei clienti ti propone di abbassare le tariffe a valori non proprio sgradevoli o insultanti altrimenti cambia traduttore, cosa fare?
Naturalmente ci sono le eccezioni: posso decidere di lavorare a una tariffa bassa per quel determinato progetto perchè mi interessa particolarmente o per quel cliente perché mi ripaga in altri modi (lavoro continuativo, training su software, ecc.). Tuttavia in generale mi capita sempre più di pormi questa domanda. Che fare? Se a forza di essere selettivi in termini di tariffe il risultato è l'assenza di lavoro, non so se sia poi una grande convenienza.
E' vero il cliente deve essere educato, ma se non vuole o fa finta di non sentire? (Cliente = cliente diretto o agenzia indistintamente).
Nemmeno io temo la concorrenza di chi lavora per 3 cent di dollaro, però la fascia media di tariffe è ampiamente popolata da chi magari si è già posta questa domanda e ha optato per il mantenimento del maggior numero dei lavori.
Vorrei sapere cosa ne pensate, se vi siete fatti questa domanda e come avete affrontato l'argomento. Non mi interessa sapere le vostre tariffe, ma piuttosto se avete trovato una soluzione odei compromessi a questo dilemma.

Grazie e buon pomeriggio a tutti

Silvia


 

texjax DDS PhD  Identity Verified
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In breve... Jan 25, 2010

E' meglio alzare le tariffe (per una serie di validissimi motivi che condivido totalmente, tanto più facendo traduzioni tecniche anche molto specialistiche) rischiando di perdere una fetta di mercato/lavori, oppure cercare di lavorare a tariffe decenti (non dico da fame) per non perdere potenziali clienti?


È meglio lavorare a tariffe adeguate alla propria preparazione. Tu hai una laurea in chimica, Silvia, quante persone credi che possano farti concorrenza nel tuo campo di specializzazione?

Tu sei già, proprio per la natura dei documenti che traduci, nella fascia di mercato alta. Quale fetta di mercato hai paura di perdere?

Chiaramente io per prima cerco di alzare le tariffe con i nuovi clienti, spiegando i motivi delle mie tariffe alte, cercando di educare il cliente, come più volte si è già detto qui sopra.


Devi educare anche te stessa, hai la fortuna di essere specializzata in un settore di nicchia. Quanti anni hai studiato per conseguire la tua professionalità? Credi che un laureato in lingue, per quanto bravo, sia in grado di capire e tradurre un brevetto chimico meglio di te?

Chi ha bisogno dei tuoi servizi? Qual è il valore dei tuoi servizi per il committente? Quali sono i budget con cui lavorano i tuoi committenti?

E sono d'accordo con chi sostiene che lavorare a tariffe basse svaluta tutta la categoria (considerato, secondo la mia modesta opinione, che non sempre tariffe basse sono uguali a scarsa qualità).


La tua opinione è la tua opinione, ma se per tirare avanti uno è costretto a tradurre 4000 parole al giorno...credo che la qualità ne soffra, alla fin fine.

Molte volte ho già perso progetti/clienti per questo motivo.


Pazienza. Non è la prima e non sarà l'ultima volta che si perde un cliente. A loro serviva una traduzione di chimica? Peggio per loro se hanno optato per qualcun altro meno qualificato.

Tuttavia mi chiedo se questo atteggiamento alla lunga paghi, visto che bisogna arrivare a fine mese in qualche modo.


Io credo che alla lunga paghi, non nell'immediato forse, ma alla lunga paga.
Il mio discorso è generale per forza di cose, non entro nel merito dei singoli casi e problematiche. La vita non è sempre rose e fiori per nessuno, purtroppo i momenti difficili capitano a tutti e si reagisce come si può, ma è pur vero che se non si semina non si raccoglie.

Voglio evitare i soliti discorsi "meglio fare meno cartelle/parole ad un prezzo più alto". Però quando il 90% dei clienti ti propone di abbassare le tariffe a valori non proprio sgradevoli o insultanti altrimenti cambia traduttore, cosa fare?


A quanto corrisponde una tariffa non sgradevole? Al 20-30-50% di quanto dovresti essere remunerata?

Naturalmente ci sono le eccezioni: posso decidere di lavorare a una tariffa bassa per quel determinato progetto perchè mi interessa particolarmente o per quel cliente perché mi ripaga in altri modi (lavoro continuativo, training su software, ecc.).?


Certo che ci sono le eccezioni, ed ognuno applica quelle che preferisce, ma in generale chi se ne importa di lavorare continuativamente a una tariffa bassa? Più che un vantaggio mi sembra uno svantaggio, alla lunga...Ovvero, ci possono essere dei vantaggi immediati (ci paghi la rata del mutuo, per esempio) ma magari ti capiterà di dover rifiutare lavori meglio pagati perché non hai tempo, arrivi a fine mese sfinita fisicamente e senza poter mettere una lira da parte, e magari ancora sarai continuamente insoddisfatta perché non vedi "riconosciuta" la tua professionalità.

Tuttavia in generale mi capita sempre più di pormi questa domanda. Che fare? Se a forza di essere selettivi in termini di tariffe il risultato è l'assenza di lavoro, non so se sia poi una grande convenienza.


Quella è la grande paura. Rifiuto un lavoro a 0.05 e poi resto con le mani in mano...è un'insicurezza tipica del lavoratore autonomo, credo, ma se non esci dalla spirale vivrai con questo incubo per sempre.

E' vero il cliente deve essere educato, ma se non vuole o fa finta di non sentire? (Cliente = cliente diretto o agenzia indistintamente).


Mi ripeto, hai una laurea in CHI-MI-CA, non hai fatto un corso di bricolage per corrispondenza. Il cliente deve far tradurre un documento di chimica? Ha bisogno di un esperto. Stai bene attenta, la palla è nel tuo campo.

Se invece il cliente ha bisogno di tradurre il colore del copriletto, avrà anche qui bisogno dell'esperto, non lo metto minimamente in dubbio, ma di esperti o presunti tali (almeno sulla carta) ne trova certo molti di più.

Nemmeno io temo la concorrenza di chi lavora per 3 cent di dollaro, però la fascia media di tariffe è ampiamente popolata da chi magari si è già posta questa domanda e ha optato per il mantenimento del maggior numero dei lavori.


Tu non devi temere la concorrenza di chi lavora a 7 centesimi di euro, non di chi lavora a 3 centesimi di dollaro!

Vorrei sapere cosa ne pensate, se vi siete fatti questa domanda e come avete affrontato l'argomento. Non mi interessa sapere le vostre tariffe, ma piuttosto se avete trovato una soluzione odei compromessi a questo dilemma.

Credo di averti dato una risposta esaustiva.

Grazie e buon pomeriggio a tutti


Prego, non c'è di che


[Edited at 2010-01-25 16:13 GMT]


 

Francesca Pesce  Identity Verified
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Un dilemma che solo tu puoi risolvere, ma ... Jan 25, 2010

Cara Silvia,

sottoscrivo in pieno le parole di texjax (ciao cara!). Solo tu però sei in grado di dire cosa sia meglio per te. Solo tu conosci la tua situazione finanziaria e personale.

Noi possiamo parlare per la nostra esperienza.

E la mia mi dice che, al tuo posto, credo che piuttosto che lavorare a tariffe insoddisfacenti (in un'ottica di lungo termine), utilizzerei il tempo a cercarmi nuovi clienti diretti.
La svolta secondo me sta tutta lì.

Spesso, trovato un buon cliente, quello ti riferisce ad un altro, e così via. A me è capitato proprio così, quindi non ho mai dovuto fare alcuna azione di marketing per il mio lavoro, perché sono ormai nota con il passaparola tra le società del mio settore di specializzazione. E lavoro, raramente, per le agenzie, solo se mi pagano le stesse cifre dei miei clienti diretti (perché questi mi danno molto più lavoro e "stanno con me" da molti anni).
Queste agenzie, quindi, mi chiamano solamente se e quando non trovano colleghi meno costosi (lo so, perché tra colleghi del settore ci conosciamo). In alcuni casi io costo 3 centesimi di euro a parola più dei colleghi, perché, al tempo, loro non hanno osato chiedere di più. Loro lavorano molto di più per queste agenzie rispetto a me, ma io non ne ho bisogno. Diciamo che è un di più nel mio budget normale.

Io però lavoro per il 90% con clienti diretti. Secondo me, con una specializzazione come la tua, dovrebbe essere fattibile cercare clienti diretti. Nonostante quel che si crede, molte società, anche grandi, preferiscono avere rapporti diretti con bravi traduttori, che avere a che fare con le agenzie...

In bocca al lupo!

Francesca


 

Simona R
Germany
Local time: 23:52
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Investi il tuo principale capitale! Jan 25, 2010

Ciao Silvia,

solo un paio di osservazioni rapidissime perché putroppo sono di fretta:

Silvia Barra wrote:

Molte volte ho già perso progetti/clienti per questo motivo.
Tuttavia mi chiedo se questo atteggiamento alla lunga paghi, visto che bisogna arrivare a fine mese in qualche modo.


Premettendo che - come osserva giustamente Francesca - solo tu sai qual è la tua situazione economica e solo tu puoi quindi decidere circa l'opportunità di rifiutare o meno lavori che non soddisfano le tue aspettative economiche, vorrei dirti che, a mio modestissimo parere, la strategia di rigorosa selezione della clientela paga. Paga eccome.
Anch'io come Francesca lavoro quasi esclusivamente per clienti diretti (diciamo al 98%). Costruire una cerchia di clienti diretti e fidelizzarla nel lungo termine è un lavoro che richiede molto, moltissimo lavoro e tanta costanza. Una volta fidelizzato un cliente diretto che ti paga il giusto (ossia ciò che TU ritieni commisurato alle TUE competenze e alle TUE aspettative) hai in mano un vero tesoro.

A me questa mentalità è stata inculcata all'università e proprio secondo questo approccio ho iniziato a lavorare. Crearmi una situazione solida è stato difficile e laborioso ed ho potuto permettermi di proseguire lungo la strada che avevo imboccato solo ed esclusivamente perché prima di concentrarmi sulla sola traduzione avevo messo da parte denaro a sufficienza per potermi permettere l'"esperimento". E qui tocco un punto che - con mio sommo stupore - raramente emerge dalle discussioni condotte in questo forum: per intraprendere la carriera di libero professionista ci si dovrebbe sempre prima accertare di avere risorse tali da permetterci di affrontare periodi di calma piatta. Qualora queste risorse non ci siano diventa difficile resistere alla "tentazione" di lavorare a cifre ridicole (ovviamente non sto facendo riferimento a te in modo specifico; è un'osservazione di carattere del tutto generico).

Chiusa questa breve parentesi, cara Silvia, ti ricordo come già faceva la collega Tejax che hai una laurea in chimica. Non dobbiamo dirti noi che hai in mano un capitale non indifferente, vero?icon_smile.gif

Concordo in pieno con Francesca, che dice che le grandi aziende spesso gradiscono avere contatti diretti con dei bravi traduttori anziché con delle agenzie. Non varrà per tutte le grandi aziende, ma vale per diverse di esse. Perché allora non proporti direttamente a loro? Non avrai riscontri dopo un giorno o dopo 10 giorni, ma sono certa che i successi arriveranno.

In bocca al lupo!
Simona


 

Claudio Porcellana (X)  Identity Verified
Italy
clienti diretti ,,,, Jan 25, 2010

eh già ma qui cade l'asino, cioè il sottoscrittoicon_wink.gif

xchè i miei clienti diretti chi sarebbero?
se stranieri sono fritto xchè non so l'inglese parlato a sufficienza

se italiani va beh, potrei provare e qualche volta l'ho fatto ma dalla maggior parte delle case farmaceutiche italiane non ho avuto risposta o hanno risposto che si rivolgevano ad agenzie di traduzione

Potrei rivolgermi ai medici?
come faccio a individuare quelli che non sanno l'inglese abbastanza da tradurseli da sé?
mah ...

i produttori di materiali, strumenti medici?
già provato e lì stessa risposta che con le case farmaceutiche

esistono poi anche altri problemi

è vero che al cliente diretto puoi chiedere una tariffa maggiore?

non sempre, almeno stando all'esperienza di un'amica che lavorava in una grande casa editrice e poi si è messa per conto suo avendo molti contatti con le case farmaceutiche:
alla fine ha cambiato mestiere xchè queste pagavano poco, tardi o mai, e procuravano anche un sacco di rogne

e poi se lavori per un cliente diretto devi saper/poter metabolizzare qualsiasi documento, anche cartaceo, + gestire tutti i vari contatti per via telefonica o anche andando di persona

insomma, sono poco convinto che la redditività del lavoro, cioè il rapporto fra tariffa e quantità di rogne/lavori non traduttivi valga veramente la pena

mi spiego meglio:
chi lavora per i clienti diretti ha incluso nella stima della redditività, il rapporto suddetto?

cioè ha aggiunto al calcolo le perdite di tempo dovute a rogne/lavori non traduttivi che lavorando per le agenzie non avrebbe avuto?

e come conseguenza di queste ulteriori variabili aggiunte nel calcolo, è veramente così conveniente il cliente diretto?

e quanto è la redditività maggiore in percentuale?

senza una chiara risposta a queste domande, non credo si possano trarre conclusioni valide

oltre al fatto che ovviamente non esistono BB per i clienti diretti ...
icon_wink.gif


 

Vincenzo Di Maso  Identity Verified
Portugal
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situazione soggettiva Jan 25, 2010

Tutto ciò varia da persona a persona. Una persona specializzata in chimica perderà un cliente, ma ne avrà tanti altri.
Lo stesso discorso vale per un traduttore esperto.
Il traduttore con poca esperienza, senza un settore di specializzazione, deve invece pensarci due volte.
Se ho un bel giro di clienti, no problem. Se invece la mia attività si basa su quei 5-6 clienti fissi, allora bisogna stare molto attenti ad alzare le tariffe.


 

dropinka  Identity Verified
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un punto fondamentale Jan 26, 2010

Simona R wrote:
E qui tocco un punto che - con mio sommo stupore - raramente emerge dalle discussioni condotte in questo forum: per intraprendere la carriera di libero professionista ci si dovrebbe sempre prima accertare di avere risorse tali da permetterci di affrontare periodi di calma piatta. Qualora queste risorse non ci siano diventa difficile resistere alla "tentazione" di lavorare a cifre ridicole (ovviamente non sto facendo riferimento a te in modo specifico; è un'osservazione di carattere del tutto generico).

Grazie per aver sollevato questo punto, Simona. Io trovo che sia fondamentale, per qualsiasi attività autonoma. Peraltro, a mio avviso, è LA prima cosa che andrebbe detta a chi chiede consigli su come diventare traduttore libero professionista.

Claudia


 

Giulia TAPPI  Identity Verified
France
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Per Claudio (e gli altri) Jan 26, 2010

Probabilmente sono io che non ho capito bene il senso del tuo intervento, ma quello che dici sui clienti diretti mi lascia molto perplessa.
Quanto pagano in più? In base alla mia esperienza, almeno il 50%!
Lavori non traduttivi? Ma io sono ben contenta, e non ho nessuna intenzione di essere, una macchina che sforna cartelle. Se devo fare marketing o P. R., a parte la soddisfazione umana che ne traggo, la mia giornata è più varia.

Ritengo che, anche se per i principianti non è possibile, l'obiettivo di qualunque traduttore dovrebbe essere di farsi una clientela diretta, al 90%, com'è stato detto da altre persone.

Per tornare invece all'argomento principale, posso capire questi interrogativi e penso che ognuno abbia un suo limite inferiore da non oltrepassare, ma che una certa flessibilità possa essere utile.

Non proporrei mai tariffe inferiori del 50% a quelle che pratico, ma se continuo a fare preventivi che non vanno a buon fine, posso ipotizzare uno sconto del 10%.

E, purtroppo, molto spesso la qualifica non basta. Una volta sono stata contattata da un ingegnere, che mi dice di avere un processo pendente in Francia, e che cerca un interprete per un colloquio con il suo avvocato. Gli rispondo che, essendo laureata in legge, oltre che interprete e traduttrice da 27 anni, penso di fare al caso suo, e gli propongo una tariffa del tutto equa, a mio avviso. Dopo avermi fatto molti complimenti, non l'ho più sentito... e purtroppo non è un caso isolato.

Buona giornata tutti,

Giulia


 

Silvia Barra (X)  Identity Verified
Italy
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TOPIC STARTER
Fatto 30 facciam 31 Jan 26, 2010

Ringrazio tutti per gli interventi.
Effettivamente non ho mai dato così tanto peso alla mia specializzazione, forse perché nei miei passati lavorativi il chimico era considerato bassa manovalanza, mentre solo l'ingegnere chimico aveva conoscenze adeguate per potersi permettere una carriera dirigenziale. Questo può anche voler dire che ho sempre trovato posti di lavoro sbagliati.

Pur condividendo in parte le affermazioni di Claudio, credo che sia giunto il momento di provare finalmente a far valere il mio titolo di studio (e gli anni di fatiche connessi), almeno in questa professione, dove effettivamente la concorrenza è scarsa.
Come dice Texjax, devo anche educare un po' me stessa. Come si dice "hai fatto 30 (laurea in chimica e alcune specializzazioni) fai 31 (fatti pagare adeguatamente per questo)".

Come è già successo altre volte su questo sito, i vostri suggerimenti mi aiutano a trovare la strada migliore, e come le altre volte anche questa seguirò i vostri consigli. Al massimo mi può solo andare meglioicon_wink.gif

Naturalmente anche altri consigli sono ben accetti, comunque credo che dal mese di febbraio avrò occupazioni diversificate rispetto ad ora...

Ciao
Silvia


 

Silvia Barra (X)  Identity Verified
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TOPIC STARTER
La voce della mia coscienza Jan 26, 2010

texjax DDS PhD wrote:

E' meglio alzare le tariffe (per una serie di validissimi motivi che condivido totalmente, tanto più facendo traduzioni tecniche anche molto specialistiche) rischiando di perdere una fetta di mercato/lavori, oppure cercare di lavorare a tariffe decenti (non dico da fame) per non perdere potenziali clienti?


È meglio lavorare a tariffe adeguate alla propria preparazione. Tu hai una laurea in chimica, Silvia, quante persone credi che possano farti concorrenza nel tuo campo di specializzazione?

Tu sei già, proprio per la natura dei documenti che traduci, nella fascia di mercato alta. Quale fetta di mercato hai paura di perdere?

Chiaramente io per prima cerco di alzare le tariffe con i nuovi clienti, spiegando i motivi delle mie tariffe alte, cercando di educare il cliente, come più volte si è già detto qui sopra.


Devi educare anche te stessa, hai la fortuna di essere specializzata in un settore di nicchia. Quanti anni hai studiato per conseguire la tua professionalità? Credi che un laureato in lingue, per quanto bravo, sia in grado di capire e tradurre un brevetto chimico meglio di te?

Chi ha bisogno dei tuoi servizi? Qual è il valore dei tuoi servizi per il committente? Quali sono i budget con cui lavorano i tuoi committenti?

E sono d'accordo con chi sostiene che lavorare a tariffe basse svaluta tutta la categoria (considerato, secondo la mia modesta opinione, che non sempre tariffe basse sono uguali a scarsa qualità).


La tua opinione è la tua opinione, ma se per tirare avanti uno è costretto a tradurre 4000 parole al giorno...credo che la qualità ne soffra, alla fin fine.

Molte volte ho già perso progetti/clienti per questo motivo.


Pazienza. Non è la prima e non sarà l'ultima volta che si perde un cliente. A loro serviva una traduzione di chimica? Peggio per loro se hanno optato per qualcun altro meno qualificato.

Tuttavia mi chiedo se questo atteggiamento alla lunga paghi, visto che bisogna arrivare a fine mese in qualche modo.


Io credo che alla lunga paghi, non nell'immediato forse, ma alla lunga paga.
Il mio discorso è generale per forza di cose, non entro nel merito dei singoli casi e problematiche. La vita non è sempre rose e fiori per nessuno, purtroppo i momenti difficili capitano a tutti e si reagisce come si può, ma è pur vero che se non si semina non si raccoglie.

Voglio evitare i soliti discorsi "meglio fare meno cartelle/parole ad un prezzo più alto". Però quando il 90% dei clienti ti propone di abbassare le tariffe a valori non proprio sgradevoli o insultanti altrimenti cambia traduttore, cosa fare?


A quanto corrisponde una tariffa non sgradevole? Al 20-30-50% di quanto dovresti essere remunerata?

Naturalmente ci sono le eccezioni: posso decidere di lavorare a una tariffa bassa per quel determinato progetto perchè mi interessa particolarmente o per quel cliente perché mi ripaga in altri modi (lavoro continuativo, training su software, ecc.).?


Certo che ci sono le eccezioni, ed ognuno applica quelle che preferisce, ma in generale chi se ne importa di lavorare continuativamente a una tariffa bassa? Più che un vantaggio mi sembra uno svantaggio, alla lunga...Ovvero, ci possono essere dei vantaggi immediati (ci paghi la rata del mutuo, per esempio) ma magari ti capiterà di dover rifiutare lavori meglio pagati perché non hai tempo, arrivi a fine mese sfinita fisicamente e senza poter mettere una lira da parte, e magari ancora sarai continuamente insoddisfatta perché non vedi "riconosciuta" la tua professionalità.

Tuttavia in generale mi capita sempre più di pormi questa domanda. Che fare? Se a forza di essere selettivi in termini di tariffe il risultato è l'assenza di lavoro, non so se sia poi una grande convenienza.


Quella è la grande paura. Rifiuto un lavoro a 0.05 e poi resto con le mani in mano...è un'insicurezza tipica del lavoratore autonomo, credo, ma se non esci dalla spirale vivrai con questo incubo per sempre.

E' vero il cliente deve essere educato, ma se non vuole o fa finta di non sentire? (Cliente = cliente diretto o agenzia indistintamente).


Mi ripeto, hai una laurea in CHI-MI-CA, non hai fatto un corso di bricolage per corrispondenza. Il cliente deve far tradurre un documento di chimica? Ha bisogno di un esperto. Stai bene attenta, la palla è nel tuo campo.

Se invece il cliente ha bisogno di tradurre il colore del copriletto, avrà anche qui bisogno dell'esperto, non lo metto minimamente in dubbio, ma di esperti o presunti tali (almeno sulla carta) ne trova certo molti di più.

Nemmeno io temo la concorrenza di chi lavora per 3 cent di dollaro, però la fascia media di tariffe è ampiamente popolata da chi magari si è già posta questa domanda e ha optato per il mantenimento del maggior numero dei lavori.


Tu non devi temere la concorrenza di chi lavora a 7 centesimi di euro, non di chi lavora a 3 centesimi di dollaro!

Vorrei sapere cosa ne pensate, se vi siete fatti questa domanda e come avete affrontato l'argomento. Non mi interessa sapere le vostre tariffe, ma piuttosto se avete trovato una soluzione odei compromessi a questo dilemma.

Credo di averti dato una risposta esaustiva.

Grazie e buon pomeriggio a tutti


Prego, non c'è di che


[Edited at 2010-01-25 16:13 GMT]


Grazie a Texjax in particolare. Posso eleggerti la voce (giusta) della mia coscienza?
icon_wink.gif

Silvia


 
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Vincenzo Di Maso  Identity Verified
Portugal
Local time: 22:52
Member (2009)
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calma piatta e clienti diretti Jan 26, 2010

Simona R wrote:

Ciao Silvia,

solo un paio di osservazioni rapidissime perché putroppo sono di fretta:

Silvia Barra wrote:

Molte volte ho già perso progetti/clienti per questo motivo.
Tuttavia mi chiedo se questo atteggiamento alla lunga paghi, visto che bisogna arrivare a fine mese in qualche modo.


Premettendo che - come osserva giustamente Francesca - solo tu sai qual è la tua situazione economica e solo tu puoi quindi decidere circa l'opportunità di rifiutare o meno lavori che non soddisfano le tue aspettative economiche, vorrei dirti che, a mio modestissimo parere, la strategia di rigorosa selezione della clientela paga. Paga eccome.
Anch'io come Francesca lavoro quasi esclusivamente per clienti diretti (diciamo al 98%). Costruire una cerchia di clienti diretti e fidelizzarla nel lungo termine è un lavoro che richiede molto, moltissimo lavoro e tanta costanza. Una volta fidelizzato un cliente diretto che ti paga il giusto (ossia ciò che TU ritieni commisurato alle TUE competenze e alle TUE aspettative) hai in mano un vero tesoro.

A me questa mentalità è stata inculcata all'università e proprio secondo questo approccio ho iniziato a lavorare. Crearmi una situazione solida è stato difficile e laborioso ed ho potuto permettermi di proseguire lungo la strada che avevo imboccato solo ed esclusivamente perché prima di concentrarmi sulla sola traduzione avevo messo da parte denaro a sufficienza per potermi permettere l'"esperimento". E qui tocco un punto che - con mio sommo stupore - raramente emerge dalle discussioni condotte in questo forum: per intraprendere la carriera di libero professionista ci si dovrebbe sempre prima accertare di avere risorse tali da permetterci di affrontare periodi di calma piatta. Qualora queste risorse non ci siano diventa difficile resistere alla "tentazione" di lavorare a cifre ridicole (ovviamente non sto facendo riferimento a te in modo specifico; è un'osservazione di carattere del tutto generico).

Chiusa questa breve parentesi, cara Silvia, ti ricordo come già faceva la collega Tejax che hai una laurea in chimica. Non dobbiamo dirti noi che hai in mano un capitale non indifferente, vero?icon_smile.gif

Concordo in pieno con Francesca, che dice che le grandi aziende spesso gradiscono avere contatti diretti con dei bravi traduttori anziché con delle agenzie. Non varrà per tutte le grandi aziende, ma vale per diverse di esse. Perché allora non proporti direttamente a loro? Non avrai riscontri dopo un giorno o dopo 10 giorni, ma sono certa che i successi arriveranno.

In bocca al lupo!
Simona



sono d'accordo. Riguardo i periodi di calma piatta, il discorso è semplice. Chi ha messo fieno in cascina nei periodi precedenti può permettersi di non tradurre. Può sfrutture il tempo per studiare un'altra lingua, per imparare un nuovo programma, per leggere e per fare tante altre attività. Purtroppo così è il nostro lavoro, fermo restando che i vantaggi sono innumerevoli. Ti capitano 2-3 giorni in cui non lavori e non sai che fare, poi all'improvviso ti chiamano tutti.
Tuttavia non posso biasimare una categoria. Se non hai soldi a disposizione, se non puoi contare sulla famiglia, se devi mantenere la tua di famiglia, non puoi non accettare compromessi. Quando ne va della sopravvivenza il discorso cambia.
Riguardo i clienti diretti, possono essere una buona idea, ma allo stesso tempo possono riservare cattive sorprese. Meglio se li conosci personalmente. Ad esempio con la traduzione che sto svolgendo ora, posso reputarmi tranquillo, in quanto conosco di persona l'ingegnere dell'azienda per cui sto lavorando.
A scatola chiusa può essere rischioso, quindi non sono in disaccordo con Claudio. Già ho vissuto quest'esperienza, con clienti che diventano irrintracciabili per alcune centinaia di Euro.


 

Simona R
Germany
Local time: 23:52
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Pianificazione vs. improvvisazione Jan 26, 2010

Vincenzo Di Maso wrote:

Tuttavia non posso biasimare una categoria. Se non hai soldi a disposizione, se non puoi contare sulla famiglia, se devi mantenere la tua di famiglia, non puoi non accettare compromessi.


Ma proprio in questi casi se possibile ci si dovrebbe guardar bene dall'avviare un'attività in proprio (non parlo in modo specifico dell'attività del traduttore). L'inizio di una carriera da libero professionista va ben pianificato. L'improvvisazione può essere molto pericolosa.

Simona


 

Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 23:52
Member (2006)
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Perché poi arrivano offerte come queste: Jan 26, 2010

Hello, first of all, pls kindly send me your CV and tell us your experience in translating mobilephone menu if you have.

We have following two jobs, there are 2 files included, one is for translation , the other is for proofreading and revision, we want to assign these two jobs to one translator only,

1. Menu of Mobilephone translation:
Total english words: 6791
Price: 0.05 USD/word (If you have rich experience in mobilemenu translation, I believe this rate is fine because mostly mobile phone menus are same / similar.)
Deadline / leadtime: before 3pm on Jan 30, 2010 at local Italy time.

2. Proofreading and revision of Menu of Mobilephone translation:
Total english words: 717
Price 0.03 USD/word
Deadline / leadtime: before 3pm on Jan 30, 2010 at local Italy time.


Tolto che perdono un sacco di tempo, visto che mi è arrivata via proz, tipo mass mail, e non risulta in alcun modo nel mio profilo che io abbia esperienza nel settore.

Ma la cosa allucinante, oltre alla tariffa in termini assoluti, che è ridicola, è che questa agenzia (che ha una media di 5 nel Blue Board) ritiene di richiedere persone specializzate nel campo, non tanto per avere una qualità superiore, ma perché così può pagarle di meno, visto che i menu dei cellulari sono più o meno simili e quindi chi li ha già fatti fa poco sforzo.

E' un po' come il discorso dei CAT: le risorse del traduttore - strumenti, esperienza, conoscenza, cultura - anziché pagarle, le si considera un vantaggio per l'agenzia. Quindi, è come se io - esperta di finanza - dovessi chiedere di meno perché ormai dopo tanti anni mi richiede meno fatica e i testi sono alla fine tutti molto simili....

Come se un cardiochirurgo di fama mondiale debba essere pagato di meno per fare un'operazione a cuore aperto, visto che dopo 20 anni li sa fare anche a occhi chiusi.

Sai che risate si farebbe il medico se una clinica o un cliente gli chiedesse una cosa del genere? E noi? Nessuno fa una piega? Io ho risposto a questa agenzia, proponendo le mie tariffe (pari a più del doppio quelle loro), spiegandogli più brevemente quel che sto scrivendo a voi.


 

Simona R
Germany
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Ma certo! Jan 26, 2010

Francesca Pesce wrote:

Quindi, è come se io - esperta di finanza - dovessi chiedere di meno perché ormai dopo tanti anni mi richiede meno fatica e i testi sono alla fine tutti molto simili....



Ma certo Francesca! Cosa ti ci vuole ormai a tradurre un bilancio di una multinazionale? Le voci del bilancio sono già nella TM e i numeri vengono ripresi così come sono: fatica zero.
Attenta, prossimamente potresti ricevere richieste del tipo: "Signora Pesce, data la sua vasta esperienza in campo finanziario la preghianmo di comunicarci quanto è disposta a sborsare perché la nostra agenzia le assegni la traduzione di un bilancio di 300 pagine".icon_biggrin.gif

Ciao
Simona


 
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