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Intrastat
Thread poster: Claudio Porcellana

Claudio Porcellana  Identity Verified
Italy
Jan 28, 2010

ciao a tutti
apro questo nuovo filone su invito di alcuni colleghi secondo cui il modello Intrastat servizi impedirebbe l'adesione al regime dei minimi

ecco alcune delle fonti su cui iniziare a ragionare:

http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/resources/file/eb4e384280c5970/ict-20100113-novita_intra.pdf?MOD=AJPERES

http://mglobale.imginternet.it/Internazionalizzazione/Dogana/Intrastat/Contro_le_frodi_Iva_modello_Intra_anche_per_i_servizi.kl

http://www.mglobale.it/Internazionalizzazione/Dogana/Intrastat/INTRASTAT_cosa_e_cambiato_dal_1_gennaio_2010.kl

da quest'ultimo estraggo una lunga serie di deroghe:

La disciplina in ordine alle prestazioni di servizi, riguarda, oltre la modifica della regola generale, come accennato:
* la conferma di alcune deroghe concernenti le prestazioni di servizi relativi ad immobili; le prestazioni di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi, ecc; le prestazioni di trasporto passeggeri
* l’introduzione di nuove deroghe per prestazioni rese sia a soggetti passivi che a privati di ristorazione catering e di locazione a breve termine dei mezzi di trasporto
* la conservazione di talune deroghe per servizi resi a privati consumatori di intermediazione; di trasporti di beni; relativi a beni mobili materiali; di telecomunicazione, teleradiodiffusione, servizi resi tramite mezzi elettronici
* le nuove regole per la locazione a lungo termine di mezzi di trasporto, rese a privati
* l’ampliamento della definizione di soggetto passivo agli enti non commerciali anche in relazione ad attività istituzionali; agli enti che, pur non svolgendo attività commerciale, risultano identificati ai fini IVA, avendo realizzato acquisti intracomunitari superiori a 10 000 euro, per cui hanno dovuto chiedere la partita IVA
* la regola generale in base alla quale il committente nazionale (soggetto passivo) provvede agli obblighi contabili e al pagamento dell’imposta per le prestazioni a lui rese da soggetto passivo non stabilito in Italia.

come sempre mi pare che si faccia confusione (commercialisti compresi, ma ovvio che gli conviene) fra i servizi connessi agli acquisti e alle cessioni di beni mobili e i servizi non connessi agli acquisti e alle cessioni di beni mobili, come è il nostro caso

quindi mi sembra che il modello Intrastat servizi non impedisca affatto l'adesione al regime dei minimi
e che non saremo neppure soggetti alla compilazione di tale modulo

se avete altre informazioni aggiungetele, ma suggerirei di lasciar perdere le opinioni dei vostri commercialisti e basarsi solo su leggi o norme applicative, per evitare le confusioni create su molti altri filoni analoghi
icon_wink.gif

Claudio


 

Manuela Dal Castello  Identity Verified
Italy
Local time: 18:27
English to Italian
+ ...
Meraviglioso! Jan 28, 2010

Claudio Porcellana wrote:

ciao a tutti
apro questo nuovo filone su invito di alcuni colleghi secondo cui il modello Intrastat servizi impedirebbe l'adesione al regime dei minimi

Claudio



Claudio, questa è una perla che merita... la corona della regina d'Inghilterra! Va bene la fantasia, ma inizio proprio a dare ragione a chi dice che "il mondo è bello perché è vario, o avariato".

Per quanto pericoloso il ragionare con la propria testa sulla fiscalità italiana, ecco un estratto dall'opuscolio ufficiale dell'agenzia delle entrate che spiega i perché percosa e percome del regime dei minimi:

pag. 12:
Gli unici adempimenti che resta obbligatorio assolvere sono:
- numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
-certificare i corrispettivi; sulle fatture emesse si dovrà annotare che trattasi di “operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge finanziaria per il 2008”;
- integrare la fattura per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica l’inversione contabile, c.d. reverse charge;
- versare l’imposta dovuta per gli acquisti intracomunitari o per gli acquisti cui si applica l’inversione contabile entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni;
- presentare agli uffici doganali gli elenchi Intrastat.

Quindi la compilazione dell'Intrastat è sempre stata obbligatoria per i minimi, ovviamente se dovuta vista la natura di quanto fornito (merci sì, servizi no).
Quello che ci riguarda da vicino è che da gennaio (ma mancano ancora le regole pratiche applicative) anche noifornitori di servizi dovremo presentare l'Intrastat. Non è chiaro se mensilmente o trimestralmente e come, e tra l'altro ho letto che il nostro esimio governo dovrebbe votare in questi giorni un decreto che prorogherà la data di presentazione ad aprile (per gennaio sarebbe stato il 20 febbraio) visto che appunto mancano le regole di applicazione.

Per quanto riguarda i commercialisti, io inizio a pensare che la maggior parte non abbia voglia di doversi informare su centomila cose e quindi per questo rispondano "non farlo". Possono anche avere le loro ragioni, cioè il dover seguire mille regimi e millanta norme diverse quando non contrastanti, ma allora dovrebbero dire "fatti seguire da uno che si specializza in questo" anziché lavarsene le mani.

manuela


 

Claudio Porcellana  Identity Verified
Italy
TOPIC STARTER
il tempo (e l'applicativa) dirà se sbaglio ma ... Jan 28, 2010

qui si continua a fare confusione fra
servizi connessi agli acquisti e alle cessioni di beni mobili, con i quali non c'entriamo per nulla
e per i quali nasce la normativa per evitare frodi sull'IVA
i servizi non connessi agli acquisti e alle cessioni di beni mobili, che è giusto il nostro caso ...
icon_wink.gif

inoltre, hai letto l'elenco delle deroghe sopra ?
quelle c'erano già prima e tali resteranno

d'altronde, se fosse vero il contrario, non è che non potremmo adottare il regime dei minimi: semplicemente il governo italiano dovrebbe abolirlo xchè esso stesso sarebbe illegittimo

Renatoooooo, azzeccagarbugli, se ci sei batti un colpo!
LOL

Claudio

[Modificato alle 2010-01-28 14:28 GMT]


 

Christine C.
Italy
Local time: 18:27
Member (2004)
Italian to French
Quale dicitura inserire nelle fatture con il regime dei minimi con la nuova norma europea? Jan 28, 2010

Ciao Claudio,

Io, guarda, non so più a quale santo votarmi per tante cose.
Perché i Paesi europei non vanno d'accordo per inventare una dicitura comune a tutti i Paesi della CEE?
Il mio commercialista mi ha detto che a partire dal 1° gennaio 2010, sulle fatture a destinazione dei miei clienti europei con partita IVA non devo più inserire la seguente dicitura: "esente da IVA secondo art.1 comma 100 legge finanziaria 2008" (dicitura che ha riportato Manuela), ma questa: "Questa operazione non costituisce prestazione di servizi comunitaria ai sensi del D.L. 30/8/1993 n. 331".
Cosa ti ha detto il tuo commercialista? Chi ha ragione, chi ha torto?

Io ho già emesso una fattura a destinazione della Francia con data del 26/01/2010, già convalidata dall'ufficio contabile dell'agenzia di traduzione francese, con la dicitura che mi ha indicato il mio commercialista (del 1993). Non vorrei aver sbagliato. Anche se la fattura dovesse essere rifatta con la dicitura di prima (del 2008), questo non avrà nessuna incidenza, credo. A questo punto, dovrei solo avvisare l'agenzia francese e rifare la prima fattura con la dicitura italiana giusta tradotta in francese (faccio le mie fatture in 2 lingue in questi casi: una in francese, se si tratta di Francesi o di Paesi francofoni + un'altra in italiano, con lo stesso numero di fattura, chiaramente, perché il fisco italiano - in caso di controllo - non abbia nessun problema di comprensione).

Poi, un'altra cosa: mi è stato detto, sempre dal mio commercialista, che con il regime dei minimi non posso lavorare per conto di privati europei, ma solo per conto di ditte con partita IVA (sia in Italia che in Europa), perché il privato non è dotato di partita IVA, ora con la nuova legge europea (effettiva dal 1° gennaio 2010), che impone la compilazione del modello Instrastat, non puoi lavorare per un privato europeo visto che quest'ultimo dovrebbe avere un numero di partita IVA intracomunitaria.
Questo aspetto non mi preoccupa più di tanto, anche perché non ho mai lavorato per conto di privati da quando lavoro come traduttrice, però se l'opportunità dovesse presentarsi, vorrei sapere come comportarmi in tal caso, sempre in base alle regole applicabili al regime dei minimi.
Senno, come bisogna fare? E' possibile ricorrere ad un altro sistema per aggirare questa cosidetta impossibilità, sempre che le cose siano regolari a livello fiscale?

Infine, a me risulta che in Europea o anche in Svizzera, per esempio, esistono molte ditte senza partita IVA e/o che non sono assoggettati all'IVA, che lavorano legalmente e pagano le loro tasse come tutti, quindi se io sarò contattata da un tipo di ditta del genere, come mi dovrò comportare ora con questa nuova legge europea? A meno che tali ditte siano costrette per legge a chiedere un numero di partita IVA da usare solo nei casi nei quali esse avranno dei contatti con dei soggetti membri dell'UE (?).
In Francia, io so, per esempio - e i miei paragoni tendono ad inervosire sia mio marito che il mio commercialista (:-)), che i traduttori indipendenti che lavoravano finora, cioè fino al 31 dicembre 2009, con il regime della micro-ditta (régime de la micro-entreprise) o con lo statuto dell' auto-imprenditore (statut d'auto-entrepreneur) - a causa della nuova legge europea del 2010 - sono e sono stati costretti a rivolgersi ad una certa ente (l'URSSAF) al fine di chiedere ad essa un numero di partita IVA intracomunitaria per potere lavorare o continuare a lavorare con dei soggetti europei, mentre a livello nazionale, cioè se emettono delle fatture per conto di ditte francesi, non devono far figurare questo numero d'IVA intracomunitaria, chiaramente. Basta che loro inseriscano il numero SIRET visto che non sono assoggettati all'IVA del 19,60% (contro il 20% in Italia).
Il tetto lordo annuo per i 2 regimi fiscali francesi sopramenzionati è di EURO 32.000 contro EURO 30.000 in Italia (regime dei minimi).

Per quanto riguarda l'aspetto dell'INTRASTAT, mi sembra di aver capito, attraverso gli scambi letti nelle ultime settimane su certe liste di diffusione della SFT (equivalente dell'AITI), che la compilazione del modello concerne anche i traduttori, ma in Francia, nessuno sa con certezza ogni quanto andrà compilato l'equivalente del modello INTRASTAT (dogane). Certi dicono ogni mese successivo all'emissione delle fatture del mese precedente (verso l'11), altri dicono trimestralmente, quindi anche là, non è che la cosa sia tanto chiara. Comunque, il mio commercialista mi ha detto che, nel mio caso, 1 volta all'anno (fine anno) dovrebbe bastare. Solo le ditte che fanno una cifra mensile tipo 200.000,00 EURO, dovranno compilare questa dichiarazione ogni mese.
Visto quello che mi è stato riferito dal mio commercialista qui in Italia più quello che ho potuto leggere attraverso gli scambi con i colleghi della SFT in Francia, risulta che tutti i traduttori europei dovranno compilare il modello Intrastat, ogni quanto e secondo quali modalità, ancora non si sa, sia qui in Italia che in Francia, ma fra poco le cose dovrebbero essere più chiare, me lo auguro.

Visto che mi sembri abbastanza informato su tante cose, mi potresti dire se è vero che con il regime dei minimi non è possibile svolgere delle traduzioni per conto di privati, che essi siano italiani oppure europei o non?
E' quello che mi è stato affermato dal mio commercialista; è anche vero che non ho mai ricevuto delle richieste da parte di privati, ma se dovesse essere il caso, vorrei sapere se questa nuova norma europea mi vieta di lavorare per i privati in genere, e se è vero, dove si può trovare l'articolo di legge che lo conferma?
Non ho mai fatto questa stessa domanda a dei colleghi che lavorano in Francia con il regime della micro-ditta (régime de la micro-entreprise) oppure con lo statuto dell'auto-imprenditore (statut d'auto-entrepreneur), che corrispondono più o meno al regime italiano dei contributi minimi, visto che con tali regimi non sei assoggettato all'IVA, e devo dire che sarei curiosa di sapere come funzionerà ora per loro con la nuova norma se ricevono una richiesta di traduzione da parte di un privato francese, europeo o extracomunitario.
Io, francamente, pensavo che questa possibilità non fosse negata a chi lavora con il regime dei minimi, ma che in tal caso il traduttore doveva riversare qualcosa allo Stato italiano. Come e in quale proporzione, non lo so, però.
Sai se il mio commercialista ha ragione?
Il fatto di essere registrato come libero professionista o ditta individuale potrebbe avere un'incidenza?
Anche lì, non so che conseguenze può avere la scelta della forma giuridica di libero professionista e quella di ditta individuale, ma questo è un altro discorso che dovrei affrontare in una discussione a parte se esso non è già stato affrontato.
Ti auguro un buon fine serata.
Christine


 

Claudio Porcellana  Identity Verified
Italy
TOPIC STARTER
Tuscany ... Jan 28, 2010

ciao Christine

mi chiedi cose troppo complesse
e per quanto riguarda le mie competenze mi sa che le sopravaluti ...
icon_wink.gif

mi sembra da quello che ho letto che noi non c'entriamo né con quella né con il modulo, per il semplice motivo che noi vendiamo:
servizi non connessi agli acquisti e alle cessioni di beni mobili

e poi xchè rientriamo in una o più delle deroghe (dagli un'occhiata)
* la conferma di alcune deroghe concernenti le prestazioni di servizi
1- le prestazioni di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi, ecc; .....
2 - la conservazione di talune deroghe per servizi resi a privati consumatori di intermediazione
3 - servizi resi tramite mezzi elettronici

ma è solo una mia opinione leggendo i documenti che ho trovato finora
il parere dei commercialisti mi interessa fino a un certo punto xchè sono in conflitto di interessi
aspettiamo le norme applicative poi si vedrà

e per la cronaca sulle mie fatture a clienti UE finora ho scritto
Operazione non soggetta ad IVA (art. 1, comma 100, Legge 24/12/2007, n. 244)
Regime dei contribuenti minimi

mentre su quelle extra-UE ho scritto
Operazione fuori campo IVA ex art. 7, c. 4, lett. e) del DPR n. 633/1972 e successive modificazioni e integrazioni. Circolare Ministeriale n. 147/E d.d. 10/06/1998.

Claudio


[Modificato alle 2010-01-28 22:31 GMT]


 

Claudio Porcellana  Identity Verified
Italy
TOPIC STARTER
tagliamo la testa al toro Jan 28, 2010

allora, dato che l'invio della dichiarazione può essere SOLO telematico tramite il programma Intr@Web:
"rendono obbligatoria la presentazione per via esclusivamente telematica delle dichiarazioni INTRA beni e/o servizi riferite a periodi decorrenti dal 2010"

e dato che per poter inviare detto modulo BISOGNA prima fare l'iscrizione telematica al Servizio Telematico Doganale - E.D.I.:
http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/ed/Servizi/Servizio%20Telematico%20Doganale%20-%20E.D.I./Adesione%20al%20servizio%20telematico%20doganale/
voce Istanza di adesione

provate a iscrivervi!
se un traduttore riesce a compilare il modulo online allora vuol dire che la cosa ci riguarda, altrimenti fine della storia (secondo me)

ancora non siete convinti?
provate a mettere il valore Massa netta delle vostre traduzioni in questo modulo
http://www.agenziadogane.it/wps/wcm/connect/resources/file/eb352f4c7b3c138/intra1biseuro.pdf?MOD=AJPERES

ancora non convinti?
allora guardate qui e forse capirete da dove salta fuori la MEGA confusione sui fornitori di servizi
alla pagina Chi può aderire al Servizio Telematico
http://assistenza.agenziadogane.it/SRVS/CGI-BIN/WEBCGI.EXE?New,new,kb=tel_dogane_info,Solution=Verifica_caratteristiche_utilizzo_Servizio,t=solution_box,templateset=tel_dogane_new,Company={E825E3F2-1290-4D3A-881B-3BB45EEF7734}
(il pezzo dopo il segno uguale viene tagliato quindi aggiungetelo a mano)

e se non avete voglia di cliccare ecco il testo:
L'invio telematico è utilizzabile dai soggetti che devono compilare e trasmettere periodicamente Dichiarazioni doganali e richieste di temporanea custodia, Dichiarazioni doganali con svincolo telematico, Elenchi riepilogativi Intra, Dichiarazioni sommarie (manifesti di arrivo/partenza della merce), Dichiarazioni di consumo e documenti in materia di accise, Richieste per interrogazione del conto di debito.

Possono aderire al servizio:

* importatori/esportatori;
* spedizionieri doganali;
* rappresentanti indiretti;
* soggetti obbligati;
* soggetti delegati.

Tipologie di utenti:

1. Richiedente
sono persone fisiche o societa che intendono avvalersi dell'autorizzazione in qualita di presentatore dei vari tipi di dichiarazioni e documenti gestiti dal servizio
2. Fornitore di Servizi
è colui che invia i file e preleva le risposte, gli esiti e i messaggi per conto dei richiedenti

3. Sottoscrittore
è colui che appone la propria firma digitale sui documenti inviati tramite il servizio E.D.I. e ne attesta la provenienza da parte dei soggetti che in tali documenti vengono indicati
4. Ente locale
è il comune, la provincia o la regione che richiede una "fornitura dati" elaborata dall'Agenzia delle Dogane.
* Egli opera direttamente per la connessione al servizio (ovvero per la trasmissione del file di richiesta e il prelievo delle risposte).
* L'ente locale firma i propri file di richiesta apponendo il proprio codice di autenticazione.

non viene anche a voi il sospetto che questo sia lo svarione del legislatore?
2. Fornitore di Servizi è colui che invia i file e preleva le risposte, gli esiti e i messaggi per conto dei richiedenti, cioè gli spedizionieri o i commercialisti NON NOI!

Claudio

[Modificato alle 2010-01-28 23:15 GMT]


 

2G Trad  Identity Verified
Italy
Local time: 18:27
Member (2000)
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+ ...
Adesione servizi telematici per Intrastat Jan 29, 2010

Claudio Porcellana aveva scritto:
Tipologie di utenti:

1. Richiedente
sono persone fisiche o societa che intendono avvalersi dell'autorizzazione in qualita di presentatore dei vari tipi di dichiarazioni e documenti gestiti dal servizio
2. Fornitore di Servizi
è colui che invia i file e preleva le risposte, gli esiti e i messaggi per conto dei richiedenti


(...)
non viene anche a voi il sospetto che questo sia lo svarione del legislatore?
2. Fornitore di Servizi è colui che invia i file e preleva le risposte, gli esiti e i messaggi per conto dei richiedenti, cioè gli spedizionieri o i commercialisti NON NOI!


Infatti, bisogna selezionare 1. Richiedente (devi ragionare dal punto di vista della dogana e dal servizio richiesto).

Ho appena ricevuto l'autorizzazione da parte della dogana e avevo selezionato proprio Richiedente, come tipo di utente, ed Elenchi Intrastat, come tipo di documenti.

Questa la risposta che mi ha inviato l'AdE sugli adempimenti Intrastat (avevo inviato lo stesso messaggio su Langit alcuni giorni fa):

"Gentile Contribuente,
le direttive 2008/8/CE e 2008/11/CE modificano ed integrano quella precedentemente emanata ( n. 206/112/Ce) prevedendo per i soggetti passivi IVA che effettuano scambi di servizi intracomunitari l'obbligo, a partire dal periodo d'imposta 2010, di comunicare le prestazioni di servizi effettuate con il nuovo modello "Intrastat servizi" ma esclude a seguito delle semplificazioni previste dal c.d. "regime dei minimi" ai fini IVA taluni soggetti poiché la direttiva è esplicitamente retroattiva sin dal 01.01.2008 data di entrata in vigore del nuovo regime agevolato.
Entro 90 giorni dalla sua entrata in vigore, verrà emanato un provvedimento, di concerto del direttore dell'Agenzia delle entrate e delle dogane per specificare le modalità ed i termini di presentazione per coloro che ne sono obbligati.

Le modifiche introdotte dalla Direttiva n. 2008/8/CE alla Direttiva n. 2006/112/CE a far data dal 1 gennaio 2010 inquadrano le prestazioni di servizi effettuate da interpreti e traduttori Italiani come segue:
- per le prestazioni effettuate nei confronti di altro soggetto passivo comunitario manca il requisito della territorialità, si applica l'imposta del Paese del committente, quindi il prestatore Italiano emetterà una fattura senza applicazione dell'IVA richiamando la Direttiva in questione;
- per le operazioni effettuate nei confronti di "privati" non soggetti passivi d'imposta c'è il requisito della territorialità e si applica l'imposta del Paese del prestatore, in questo caso Italia (un contribuente minimo fatturerà ai sensi dell'art. 1, comma 100 legge finanziaria 2008)."


Il provvedimento congiunto, quindi, deve essere ancora emanato.

Inoltre, il software dell'agenzia delle dogane specifico per la presentazione non è ancora disponibile sul sito.

Ciao!
Gianni

[Edited at 2010-01-30 00:58 GMT]


 

marco2
English to Italian
Mod. INTRA-2 - Elenco riepilogativo acquisti intracomunitari di beni - 2009 Jan 29, 2010

Il mio commercialista mi ha fatto spedire per raccomandata all'ufficio della dogana della mia città (Milano) il modulo in oggetto, relativo all'anno 2009.

Secondo voi è una cosa sensata?


 

Ivan Patti  Identity Verified
Italy
Local time: 18:27
English to Italian
+ ...
OPS! Jan 29, 2010

marco2 wrote:

Il mio commercialista mi ha fatto spedire per raccomandata all'ufficio della dogana della mia città (Milano) il modulo in oggetto, relativo all'anno 2009.

Secondo voi è una cosa sensata?


Marco scusa non avevo letto bene l'oggetto del tuo post. In questo caso - acquisto di beni - vale quanto detto da Gianni.

Ivan

[Edited at 2010-01-29 18:01 GMT]


 

Claudio Porcellana  Identity Verified
Italy
TOPIC STARTER
Intrastat Jan 29, 2010

bene Gianni

ma esclude a seguito delle semplificazioni previste dal c.d. "regime dei minimi" ai fini IVA taluni soggetti poiché la direttiva è esplicitamente retroattiva sin dal 01.01.2008 data di entrata in vigore del nuovo regime agevolato.

quanto affermato conclude la questione del regime dei minimi, che resta valido ed escluso sia dall'invio del modulo che da altri adempimenti correlati
-----------------------------------------------------------

tuttavia, ho guardato ora la Direttiva 2008/11/CE
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:076:0037:0038:IT: PDF
che non dice nulla di utile a capire

fra l'altro, vedo che una parte del link viene trasformato in una faccina ... strano, ovviamente il link non funziona più. Allora l'ultima parte "IT PDF" togliete lo spazio fra i due punti ( : ) e la "P"; idem per i link sotto. In alternativa basta googlare 2008/11/CE, 2008/8/CE e 2008/112/CE. Evidentemente questo editor di post confonde ( : P ) con una faccina. Ho aperto un ticket per questo pasticcio

+ tardi darò un'occhiata alle altre due

Direttiva n. 2008/8/CE
http://www.e-services.agenziaentrate.it/pdf/Direttiva_2008_8_CE_it.pdf

Direttiva 2008/206/112/CE che in realtà si chiama Direttiva 2008/112/CE
(manco i nomi delle loro leggi sanno! ;-D
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:345:0068:0074:it: PDF
idem come sopra per il pasticcio del link

Claudio

[Modificato alle 2010-01-29 11:26 GMT]


 

2G Trad  Identity Verified
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Local time: 18:27
Member (2000)
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+ ...
Acquisti intracomunitari Jan 29, 2010

marco2 aveva scritto: Il mio commercialista mi ha fatto spedire per raccomandata all'ufficio della dogana della mia città (Milano) il modulo in oggetto, relativo all'anno 2009.

Secondo voi è una cosa sensata?


Sì, perché la dichiarazione che hai presentato si riferisce agli acquisti intracomunitari che evidentemente hai fatto nel corso del 2009.

In questo caso, come è sempre stato per tutti finora, bisognava presentare una dichiarazione annuale entro il 31/01.

Vedi anche http://tinyurl.com/ykkcxue

Ciao!
Gianni


 

2G Trad  Identity Verified
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Local time: 18:27
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Aspettare il provvedimento congiunto Jan 29, 2010

Claudio Porcellana aveva scritto:
bene Gianni

ma esclude a seguito delle semplificazioni previste dal c.d. "regime dei minimi" ai fini IVA taluni soggetti poiché la direttiva è esplicitamente retroattiva sin dal 01.01.2008 data di entrata in vigore del nuovo regime agevolato.

quanto affermato conclude la questione del regime dei minimi, che resta valido ed escluso sia dall'invio del modulo che da altri adempimenti correlati


Secondo me, dovresti ancora aspettare il provvedimento congiunto di cui si fa cenno nel messaggio dell'AdE.

L'Intrastat per gli acquisti i minimi l'hanno dovuto sempre presentare.

Ciao!
Gianni


 

Claudio Porcellana  Identity Verified
Italy
TOPIC STARTER
Intrastat Jan 29, 2010

scusa Gianni

ma dal link che indichi risulta che la presentazione degli elenchi Intrastat dovevano farla i soggetti:
con cessioni fino ad euro 40 000
con acquisti fino ad euro 180 000

devo capire che "traduzioni" = "cessioni" ?

Secondo, le direttive 2008/8/CE e 2008/11/CE non fanno alcuna menzione a Intrastat

Terzo, ora ho capito che la Direttiva 206/112/CE è in realtà la Direttiva 2006/112/CE (il terzo link che ho postato io non c'entra nulla) e comunque neppure questa cita Intrastat, quindi qualcuno mi sa dire:
quale Direttiva/legge ha introdotto l'obbligo della dichiarazione Intrastat per noi traduttori con P.IVA, aderenti ai minimi compresi?

Per finire, esaminando la Direttiva 2006/112/CE, negli elenchi di attività e di servizi, Allegati I, II, III, eccetera, continuo a non vedere alcuna attività che assomigli a un servizio di traduzioni, e che quindi ci tiri in ballo ...


Claudio

[Modificato alle 2010-01-29 13:53 GMT]


 

Claudio Porcellana  Identity Verified
Italy
TOPIC STARTER
Intrastat Jan 29, 2010

in ogni modo secondo me il nocciolo della faccenda è:
il lavoro di traduzione è un servizio ai sensi della normativa in questione?
secondo me non lo è, ma certamente questo dovrebbe essere confermato, articoli di legge alla mano (non fuffa) da un vero esperto ... ammesso che esista, visto che finora tutte le fonti online che ho consultato, tipo Fisco Oggi, non fanno che ripetere le stesse inutili informazioni, cioè dicono che devono adempiere i fornitori di servizi, ma non dicono CHI sono i fornitori di servizi

ed ecco il Sole24 ore
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/04/elenchi-Intrastat.shtml?uuid=6a09c1c8-1068-11dd-a253-00000e251029&DocRulesView=Libero&fromSearch

Dal 1° gennaio 2010 scatterà l'obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat anche in relazione alle prestazioni di servizi, ma anche qui nessun indizio su chi siano i "prestatori di servizi" obbligati alla presentazione

riporto inoltre un passaggio che sembra andare in direzione opposta quanto detto da altri colleghi in questo filone

Questa, in particolare, intervenendo sull'articolo 262 della direttiva 2006/112/Ce, estende l'obbligo di presentazione del modello Intrastat (finora previsto solo per le cessioni di beni) alle prestazioni di servizi per le quali all'assolvimento dell'imposta è tenuto il committente mediante il meccanismo del reverse charge.

Quindi, l'obbligo per Intrastat era: "finora previsto solo per le cessioni di beni", quindi il collega che ha presentato il modulo per il 2009 non doveva farlo, a mio modesto parere

Claudio

[Modificato alle 2010-01-29 14:16 GMT]


 

alessandra bocco  Identity Verified
Local time: 18:27
Member (2006)
English to Italian
+ ...
Perché non fidarsi del commercialista? Jan 29, 2010

Claudio, so che non ti fidi dei commercialisti, però il mio è una persona in gamba: non è sempre ferratissimo sulle domande che gli faccio ma si informa molto rapidamente e non mi sembra che finora abbia mai "toppato" su nessun argomento. Lui dice che per ora non è ancora chiaro chi debba presentare l'Intrastat, deve ancora uscire la circolare (o qualcosa di simile, adesso non ricordo esattamente), ma i traduttori potrebbero forse rientrare nella categoria di "fornitori di servizi". Mi ha detto che mi farà sapere appena possibile e io, sinceramente, aspetto sue comunicazioni senza scervellarmi troppo, che tanto di questioni legali non capisco un granché...

 
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