Il cliente taglia la tariffa, io taglio la qualità. Amaro in bocca
Thread poster: Tom in London

Tom in London
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Apr 1, 2010

Io ho già i margini ridotti al minimo.

Poi una della agenzie per le quali lavoro mi impone di lavorare per una tariffa più bassa.

Io per non andare in perdita mi trovo a dover lavorare in modo più affrettato, perdendo meno tempo a curare, ricercare, e lisciare le traduzioni che faccio. Insomma fregandomi un pò e lasciando un pò perdere la perfezione che normalmente inseguo. Non al punto che l'agenzia abbbia da ridire ma tagliando via quel "qualcosa in più" che ci metto sempre. Chiamiamola entusiasmo.

Sarà meglio dare la precedenza ad altri clienti che continuano a pagarmi decentemente, mentre incomincio a cercare una via d'uscita che nel tempo mi permetterà di smettere di lavorare con questa particolare agenzia che ha intrapreso la strada del ribasso.

Care agenzie - perché so che seguite queste discussioni - prendete nota: vi ricordo che la qualità di un prodotto è strettamente relazionata con quanto si è disposti a pagare. E' logico.

Vorrei sapere cose ne pensate, voi altri traduttori.



[Edited at 2010-04-01 12:01 GMT]


 

Sarah Ferrara  Identity Verified
Italy
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Protesto Apr 1, 2010

Da quando un'agenzia (o due, a dire la verità) mi ha scritto chiedendomi di abbassare la mia tariffa (sotto il quale non potevo più scendere), non accetto più lavori da loro. Ho rifiutato la richiesta con un invito cordiale di cercare altri traduttori.

E se tutti facessimo cosi'?


 

Tom in London
United Kingdom
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Qualità o prezzo? Apr 1, 2010

Sarah

Hai smesso perché a quei prezzi non potevi più garantire la qualità?


 

Silvia Barra  Identity Verified
Italy
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+ ...
Tariffa minore, qualità di conseguenza Apr 2, 2010

Ciao Tom,
anche io, se non posso permettermi di rifiutare i lavori di un determinato cliente e questo mi chiede di abbassare le tariffe, abbasso il livello della qualità del mio lavoro. Come dici tu, non si tratta di fare un lavoro pessimo, ma sicuramente lavoro in modo più svogliato e mi affanno di meno nel "quality check" finale.
D'altronde in generale se compro un vestito al mercato lo pago di meno che in una boutique, ma anche la qualità è inferiore.
È una pratica che non mi piace e che faccio malvolentieri, perché ho un'etica professionale e perché mi dà fastidio lavorare male. Però visto che in genere si lavora per campare, in qualche modo bisogna guadagnarci. Se mi paghi di meno devo lavorare di più per avere lo stesso fatturato e il tempo che posso (e voglio) dedicare alla tua traduzione è necessariamente inferiore. Il livello della qualità va di conseguenza.

Il problema è l'educazione del cliente (stavo giusto per aprire un filo su questo argomento).

Buona Pasqua a te e a tutti

Silvia


 

Frauke Joris
Italy
Local time: 02:19
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+ ...
altre soluzioni Apr 2, 2010

Mi sono trovata a settembre in un'analoga situazione. Tariffa già stabilità, ma non chiarito _bene_ la qualità di quello che dovevo fare. Dopo poco se ne escono che NESSUNO controllava i miei testi e che quei testi finivano dritti dalla posta del mio cliente in internet.

Non è professionale da parte del cliente ovviamente.
Ma non avevo definito bene IO stessa all'inizio.

Ho deciso di affrontare il problema in un altro modo del solito, perché ci andava di mezzo la _mia_ immagine di professionalità, dritta dritta visibile in internet con pochi ma fastidiosissimi errori causati dal fatto che non erano stati guardati con 4 occhi. Non avrei avuto io stessa il tempo materiale di far riposare il testo e far funzionare quindi i miei stessi occhi come secondo paio.

Ho proposto all'agenzia di risolvere così: il lavoro sarebbe stato suddiviso tra me e la mia collega (già trovata disposta). Avremmo controllato ognuno i testi dell'altro. Abbiamo garantito così un lavoro perfetto all'agenzia, senza accusarla di non essere stata professionale all'inizio, perché non lo ero stata nemmeno io.

Ho rinunciato quindi alla metà del lavoro (dei soldi), ma ho tutelato la mia qualità, mi sono tenuta il cliente e anzi, si è stabilito un rapporto perfetto con loro (italiani), abbiamo potuto offrire lo stesso tandem ad altri, ci stiamo profilando come specialisti eccetera.

Frauke


 

Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 18:19
Member (2003)
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+ ...
Bisogna avere il coraggio di dire di no, e se del caso, lasciare il cliente Apr 2, 2010

Fornire un lavoro di qualità inferiore al meglio che si possa fare non è un'opzione accettabile: a soffrirne, alla fin fine, sarà la nostra reputazione.

Se un cliente ci chiede uno sconto (perché di questo si tratta) che a noi non garba, bisogna sapere dirgli di no. In molti casi, il cliente ci prova, otterrà uno sconto da certi traduttori, e non da altri.

Se il cliente si impunta ("da ora in poi o lavori a una tariffa inferiore, o per noi non lavori più"), bisogna avere il coraggio di abbandonarlo.

Se, per cattive scelte fatte da noi in passato il cliente rappresenta al momento una fetta troppo grande del nostro fatturato da poterlo abbandonare su due piedi, se, cioè, si è veramente costretti ad accettare una tariffa inferiore, bisogna, immediatamente, darsi da fare per trovare alternative ed arrivare rapidamente al punto in cui a tale cliente si può dare il benservito (sconsiglio, in linea di principio, di avere mai un cliente che rappresenti da solo più del 25% del nostro fatturato).

Quello che non si deve fare è iniziare a ragionare in termini di "mi pagano poco, quindi non mi ci impegno molto". Magari pensiamo che il cliente non meriti i nostri migliori sforzi, ma la nostra reputazione sì.


 

Sarah Ferrara  Identity Verified
Italy
Local time: 02:19
Italian to English
stufa Apr 2, 2010

Tom in London wrote:

Sarah

Hai smesso perché a quei prezzi non potevi più garantire la qualità?



Ciao Tom
Certo. E sono stufa. Mi sono offesa.
Già era una tariffa non altissima, essendo agenzie acquisiti anni fa (per me è sempre stato difficile alzare il prezzo una volta stabilito).

Ma quando devo consegnare un lavoro scadente (e per me è scadente se non posso spendere il tempo di fare ricerca, riscrivere, fare un bel editing ecc) sto fisicamente male. Preferisco non tradurre.
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Tom in London
United Kingdom
Local time: 01:19
Member (2008)
Italian to English
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principio Apr 2, 2010

Riccardo Schiaffino wrote:

(sconsiglio, in linea di principio, di avere mai un cliente che rappresenti da solo più del 25% del nostro fatturato).



Esatto RIccardo - ottimo principio-


 

Fran Cesca
Italy
Local time: 02:19
English to Italian
+ ...
Cos'altro aggiungere? :) Apr 6, 2010

Riccardo Schiaffino wrote:

Fornire un lavoro di qualità inferiore al meglio che si possa fare non è un'opzione accettabile: a soffrirne, alla fin fine, sarà la nostra reputazione.

Se un cliente ci chiede uno sconto (perché di questo si tratta) che a noi non garba, bisogna sapere dirgli di no. In molti casi, il cliente ci prova, otterrà uno sconto da certi traduttori, e non da altri.

Se il cliente si impunta ("da ora in poi o lavori a una tariffa inferiore, o per noi non lavori più"), bisogna avere il coraggio di abbandonarlo.

Se, per cattive scelte fatte da noi in passato il cliente rappresenta al momento una fetta troppo grande del nostro fatturato da poterlo abbandonare su due piedi, se, cioè, si è veramente costretti ad accettare una tariffa inferiore, bisogna, immediatamente, darsi da fare per trovare alternative ed arrivare rapidamente al punto in cui a tale cliente si può dare il benservito (sconsiglio, in linea di principio, di avere mai un cliente che rappresenti da solo più del 25% del nostro fatturato).

Quello che non si deve fare è iniziare a ragionare in termini di "mi pagano poco, quindi non mi ci impegno molto". Magari pensiamo che il cliente non meriti i nostri migliori sforzi, ma la nostra reputazione sì.


Non è che sono d'accordo, di più!!!! Quando sento dire 'Per quello che mi pagano questo è quello che offro' mi si accappona tutta la pelle fino alla punta dei capelli...

Tom, vorrei chiamarti fuori da questa cosa, non ti conosco personalmente ma per quel che ho interagito con te qui o letto di te, non mi sembri affatto il tipo.

Detto ciò ritengo che se uno è professionista sul serio lavora sempre bene e 'pulito', a prescindere da quanto viene retribuito. Se poi si ritiene che la retribuzione non sia sufficiente, non si accetta il lavoro, lasciandolo democraticamente e senza rimbrotti a chi quella cifra sta bene...

Poi capisco a pieno che l'esclusiva è meglio che sia meno esclusiva possibile e che bisogna avere sempre un piano B...purtroppo delle volte uno al momento si fa prendere dall'ingordigia...


 

SYLVY75  Identity Verified
Italy
Local time: 02:19
English to Italian
+ ...
Amaro in bocca, certo! Apr 6, 2010

Io una volta, quando ero già quasi al termine di una traduzione, mi sono sentita dire da un cliente diretto (ente locale): "Vede, abbiamo sbagliato a fare i conti sul suo compenso, quindi dovremo pagarla un po' di meno del pattuito, ma sa... l'ultimo anello della catena è sempre il più debole...". E alle mie rimostranze hanno avuto il coraggio di ribattere: "Beh, se la paghiamo di meno, lei semplicemente lavori di meno. Ci dia un testo di qualità inferiore, tanto non lo leggerà nessuno (sic!). Noi dovevamo dimostrare di aver investito i fondi ricevuti in un lavoro che verrà effettivamente svolto, poi la qualità del testo è indifferente, veda lei quello che riesce a fare..."

Non vi dico con che nervoso ho consegnato la traduzione! Ormai avevo praticamente finito tutto e dovevo solo effettuare la revisione. Inutile dire che non me la sono sentita di consegnare un testo scritto male per paura che qualcuno lo leggesse davvero e pensasse che non so fare bene il mio lavoro, ma da allora ho depennato quel cliente dalla mia lista.

A tagliare la qualità non ce la faccio proprio, è più forte di me. Preferisco perdere un cliente che farmi il fegato marcio perché qualcuno potrebbe giudicare scarso il mio lavoro. La prendo come un'offesa personale, oltre che professionale. Faccio bene o faccio male?


SYLVY


 

Valentina Matone  Identity Verified
Local time: 02:19
Japanese to Italian
+ ...
Non sono d'accordo sul taglio della qualità... Apr 6, 2010

Anche se so cosa intendete per taglio della qualità, ovvero evitare la seconda o addirittura la terza rilettura, non sono d'accordo.
Se il cliente è un'agenzia, penso che vada tagliata fuori dal nostro portfolio, semplicemente perché non fa bene il lavoro di agente. Spesso, se l'agenzia vuole tagliare le tariffe è perché a sua volta ha ricevuto tale richiesta dal cliente, ma se cede a questo compromesso non sa fare il suo mestiere. Così come quando non sa stabilire la data di consegna ottimale, oppure sa solo chiedere e pretendere dal cliente traduttore e non sa fare altrettanto con il cliente fornitore. L'agenzia non è solo una "passacarte" deve anche lei guadagnarsi la sua percentuale sul nostro lavoro e allora deve sapersi "lavorare" il cliente e fargli capire cosa vuol dire l'imposizione di una certa tariffa. Se chiede continuamente a noi di abbassare le tariffe vuol dire che lei stessa è disposta a svendersi, e così non si va molto lontano. Per fortuna ci sono tante buone agenzie che lavorano bene, ma devo dire di averne incontrate molte pronte solo a crearti stress da prestazione, invece di stabilire con il traduttore quella giusta sintonia-alleanza. In molti casi assumono l'atteggiamento che assumevano i professori di una volta quando interrogavano!
Con questa premessa non voglio assurgere a saggia del gruppo, per carità, sono forse parole dettate più dalla rabbia che dall'esperienza, ma più penso a certi episodi e più mi convinco di ciò che ho detto. Un esempio? Non vi è mai capitato di ricevere lo stesso testo per un preventivo da più agenzie a distanza di poche ore o giorni? A me è capitato un sacco di volte. Cioè, l'agenzia mi chiede il preventivo per poi proporlo al cliente che dice che è troppo alto e va da un'altra agenzia. Quest'ultima, naturalmente ignara di quanto prima accaduto, si rivolge a me commissionandomi lo stesso preventivo e io chiaramente propongo la stessa stima. Dopo poche ore o giorni, l'agenzia dice che il cliente sostiene che la tariffa è troppo elevata, e prova a chiedermi di ridurre "un po' " la mia tariffa, perché il cliente è importante, perché è disposto ad affidarci tanti altri lavori, e bla bla bla...io non cedo! (lo facevo prima, ma poi mi sono stufata perché al 99,9% il cliente così particolarmente importante - tutti i clienti lo sono, no? - non ha mai il famoso plico di traduzioni pronte nel cassetto da proporci in seguito!). Alla fine il cliente accetta, facendo alcuni tagli al testo, ma con la mia tariffa. In questo caso l'agenzia ha saputo lavorare bene e devo dire che quando si crea questa sinergia agenzia-traduttore non ci si abbandona più.
Perciò, - sto per concludere il trattato! - sono più per il taglio dei rami secchi che delle tariffe!


 

Fiona Grace Peterson  Identity Verified
Italy
Local time: 02:19
Member
Italian to English
Confusa Apr 7, 2010


Poi una della agenzie per le quali lavoro mi impone di lavorare per una tariffa più bassa.



In che senso ti "impone"? Se non ti piace la tariffa, non ci lavorare.
Questo mi sembra logico.


 

Tom in London
United Kingdom
Local time: 01:19
Member (2008)
Italian to English
TOPIC STARTER
Esatto May 11, 2010

Valentina Matone wrote:
Spesso, se l'agenzia vuole tagliare le tariffe è perché a sua volta ha ricevuto tale richiesta dal cliente, ma se cede a questo compromesso non sa fare il suo mestiere.


Esatto, Valentina !

Le agenzie dovrebbero avere sempre presente che il servizio che offrono ai loro clienti è di assoluta importanza.

Metti ad esempio una industria italiana di ingegneria meccanica avanzata che opera in tutto il mondo. Senza le traduzioni, eseguite con la massima professionalità, non potrebbe neanche pensare di commercializzare i propri prodotti all'estero.

Il traduttore fa parte integrante del sistema della imprese e dell'economia globale, da valorizzare al massimo in quanto fornisce un servizio di primaria importanza.

Mettetivelo bene in testa, care Agenzie !


 


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