Come educare i clienti?
Thread poster: Silvia Barra (X)

Silvia Barra (X)  Identity Verified
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Apr 2, 2010

Qualche giorno fa contatto un mio compagno di università, che ha un'attività nel settore scientifico, perché mio marito aveva bisogno di un lavoro. Giustamente ha fatto un preventivo con prezzo e tempistiche adeguate al suo lavoro.
Poi lui chiede a me se posso tradurre una relazione in inglese per un suo cliente. La mia prima obiezione è che essendo madrelingua italiana non traduco generalmente in inglese, ma che dato il tipo di documento (molto tecnico e schematico) posso fare un'eccezione per un amico.
Risposta: Ma sì, tanto è una cosa semplice, è tutto uguale sono poche parole in fondo. Se no al limite lo faccio io. Altra alternativa: ti faccio tradurre le parti principali poi le altre le faccio io. Gli ho anche spiegato che usando i CAT le frasi uguali avrei dovuto tradurle una volta sola, e avrei mantenuto la coerenza terminologica.
La risposta mi ha un po' indispettito, sia perché si ritiene che tradurre un documento scientifico sia una cosa da nulla, sia perché chiunque crede di poter essere un traduttore. Inoltre il documento aveva parti simili, ma non uguali, quindi non è tradurre la stessa cosa. E per di più io mi faccio problemi a tradurre verso una lingua che non è la mia lingua madre, nonostante abbia fatto degli studi che teoricamente potrebbero permettermi di farlo, mentre la gente pensa che non ci vada nulla a scrivere correttamente in un'altra lingua.
In ogni caso ho fatto un preventivo sulla base del documento visionato (peraltro incompleto, quindi correndo dei rischi e fidandomi del fatto che il resto fosse "tutto uguale") e pensando anche che avrei dovuto pagare un revisore madrelingua perché mi correggesse il lavoro. Viste le premesse e la richiesta esplicita di un lavoro economico (perché il mio sì e il tuo no?) e considerato il fatto che si trattava di un amico ho fatto un generoso sconto.
Altra richiesta era ovviamente l'urgenza della traduzione. Anche in questo caso ho cercato un compromesso in virtù dell'amicizia.
Risultato: una settimana e più dopo aver inviato il preventivo, nessuna risposta. Immagino che abbia optato per il fai-da-te.
La reazione non sarebbe una novità, soprattutto di questi tempi. La cosa che mi ha indispettito maggiormente è che lui il suo lavoro se lo fa pagare il giusto e ci mette il tempo che gli va (giustamente, per carità) e io non avrei posto obiezioni: è il prezzo di mercato. Il mio invece è un lavoro di serie B, facile da fare (lo può fare chiunque), veloce (tanto più con i CAT) e che quindi non vale il prezzo richiesto.
Il fatto è che il cliente in questione non è completamente digiuno delle difficoltà e dell'andamento delle libere professioni. Ha un'attività in proprio, sa anche lui come si lavora.

Dopo questa amara vicenda mi chiedo ancora più di prima come fare ad educare il cliente. La prima risposta è "se è tanto facile e veloce che se la faccia", però non è l'approccio corretto.
Perché se il dentista o l'idraulico mi fanno un lavoro e mi chiedono i soldi glieli do e non faccio obiezioni (che ne so io per dirgli che mi ruba i soldi?- Al limite la prossima volta ne scelgo uno meno caro), mentre il nostro lavoro deve essere svenduto come al mercato?

Non voglio fare lamentele, purtroppo so e vedo che è così per tutti e anche in altre professioni cosiddette di ingegno. Vorrei chiedere a voi se avete qualche metodo valido di educazione e formazione del cliente.
Escludo l'utilità di un ordine professionale. Prima ero iscritta all'ordine dei chimici e la tutela offerta sia per quanto riguarda le tariffe che i pagamenti era del tutto nulla. Almeno per fare il traduttore non devo pagare la quota associativa.

Grazie a tutti e buona Pasqua

Silvia


 

Stefano Papaleo  Identity Verified
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battaglia persa in partenza Apr 2, 2010

Domanda: hai fatto presente al tuo amico quanto hai scritto qui? Premesso che spesso mischiare rapporti personali e affari porta ai rischi che ci hai segnalato... chiedere consigli e solidarietà ai colleghi va benissimo ma chi meglio del diretto interessato può svelarti le motivazioni che stanno dietro ai suoi atteggiamenti? Hai provato a fargli presente la situazione a ruoli invertiti? Che diresti caro mio se io mi comportassi con te come tu ti comporti con me?;)

Detto ciò. Da quel che ho visto in questi anni, tentare di educare il cliente è una battaglia persa in partenza. Serve e funziona solo con chi già parte con una mentalità e un livello di rispetto medio-alto. È un fattore soggettivo come qualsiasi altro aspetto dell'empatia... o ne sei dotato e l'hai sviluppata negli anni o te la possono spiegare per millenni che cambia poco o nulla... se poi di mezzo ci sono i soldi propendo per il "nulla";)

Succede anche in altri settori: insegnamento, grafica, web design ecc. Le cause sono diverse e non ho tempo ora... e il punto è proprio questo: tempo... e il tempo è denaro in ogni professione. Parlare al vento di solito non arricchisce;)

Le spiegazioni, le motivazioni ecc. quando è il caso le do per filo e per segno.. se il terreno è fertile il cliente capisce ma la maggior parte dei casi sono casi disperati per i quali non merita spendere nemmeno un microsecondo. Gli altri professionisti non stanno mica a spiegarti e motivarti le loro tariffe, giusto?

Gli ordini professionali non servono e alla fin fine se quelli che non capiscono e non capiranno mai non ci chiamano più, non abbiamo perso dei clienti, abbiamo perso dei PROBLEMI, che è MOLTO DIVERSO;)


 

Silvia Barra (X)  Identity Verified
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TOPIC STARTER
clienti o problemi Apr 2, 2010

Stefano Papaleo wrote:


Gli ordini professionali non servono e alla fin fine se quelli che non capiscono e non capiranno mai non ci chiamano più, non abbiamo perso dei clienti, abbiamo perso dei PROBLEMI, che è MOLTO DIVERSO;)


Completamente d'accordo!icon_smile.gif

Ciao


 

Chiara De Santis  Identity Verified
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Perché hai fatto lo sconto?!? Apr 2, 2010

Scusa, ma la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo post è stata: perché hai fatto uno sconto sulla base della vecchia amicizia, laddove avevi già verificato che dall'altra parte non c'era stato lo stesso atteggiamento? Si, dobbiamo educare i clienti, ma anche noi stessi. Se dal macellaio dici che il prezzo della carne è alto, lui ti dirà cortesemente di andare altrove. Se noi traduttori rifiutiamo uno stato di sudditanza psicologica, aspettando che siano gli altri a capire quanto importante sia il nostro lavoro, nessuno potrà metterci al muro obbligandoci a doverglielo spiegare. Personalmente, l'ho già scritto, preferisco lavorare con le agenzie perché così non sono costretta ad educare gente ignorante (riguardo il nostro lavoro, ovviamente) e posso porre le mie tariffe. Un'agenzia (purché seria) sa quanto sia importante lavorare con un professionista che offra lavoro di qualità e puntualità e tu, professionista, non devi sprecare tempo ad "educare" gente che pensa di poter tradurre da sé. Faccia pure, non sei tu che ci rimetti, questo è certo!
Buona Pasqua!


 

Federica D'Alessio
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Perplessità Apr 2, 2010

Cara Silvia,
non te ne avere a male ma devo dire che non condivido praticamente niente della riflessione che hai proposto.

Silvia Barra wrote:

La risposta mi ha un po' indispettito, sia perché si ritiene che tradurre un documento scientifico sia una cosa da nulla, sia perché chiunque crede di poter essere un traduttore. Inoltre il documento aveva parti simili, ma non uguali, quindi non è tradurre la stessa cosa. E per di più io mi faccio problemi a tradurre verso una lingua che non è la mia lingua madre, nonostante abbia fatto degli studi che teoricamente potrebbero permettermi di farlo, mentre la gente pensa che non ci vada nulla a scrivere correttamente in un'altra lingua.


Mi dispiace ma il tuo amico non ha torto. Tutti possono tradurre, tutti possono scrivere in un'altra lingua.
La differenza fra un traduttore e chiunque altro è che il traduttore offre un servizio a livello professionale, quindi corredato di una serie di garanzie e di servizi aggiunti.
Non tutti quelli che hanno bisogno nella vita di una traduzione hanno anche bisogno di un traduttore professionista. Sono due esigenze molto diverse. Hai voglia a sbatterci la testa. Così è, punto e basta. Mi auguro che un giorno i traduttori capiranno questa fondamentale differenza smettendo così un buon 80% delle lamentele che si trovano sui forum.
Per questo, personalmente eseguire lavori di traduzione per gli amici lo ritengo poco professionale per un professionista. A meno che il tuo amico non stia cercando un _traduttore_, non una traduzione. Ma se è un amico che ha bisogno di una traduzione, e non di un traduttore, e tu che sei una traduttrice professionista ti offri di farla per lui, ti stai mettendo in una melma che non è il tuo mercato e che non ti porterà nessun beneficio. Prima di tutto dovresti spiegargli la differenza e convincerlo della bontà di un certo tipo di servizio. Secondo, questo in ogni modo non si chiama "educare il cliente" che per me è un'espressione del tutto inutile, presuntuosa e sciocca. Si chiama marketing. Perché meglio tu di un testo rapido e indolore che mi faccio da sola? Siamo sicuri? Guarda che alla fine potrebbe benissimo rimanere della sua idea. E non perché è ignorante...semplicemente perché la pensa diversamente. E dal suo punto di vista, potrebbe anche avere ragione.


Perché se il dentista o l'idraulico mi fanno un lavoro e mi chiedono i soldi glieli do e non faccio obiezioni (che ne so io per dirgli che mi ruba i soldi?- Al limite la prossima volta ne scelgo uno meno caro), mentre il nostro lavoro deve essere svenduto come al mercato?


Io obiezioni le faccio, quando ritengo un servizio troppo caro. Non ci vedo assolutamente niente di male. E se posso evitare di chiamare l'idraulico, evito. Mi arrangio. Non sempre mi serve un idraulico. Mi serve aggiustare un tubo. So riconoscere la differenza? Bene. Così sapro quando e come chiamare l'idraulico, quando no. E se lo chiamo e ho la sensazione che mi stia spennando, glielo dico. Se non ha usato materiali, se ci mette cinque minuti di lavoro e mi chiede 100 euro, non ho forse diritto di dirgli che è caro? Perché mai? La tariffa del professionista è sacra, forse? Non direi. Noi la proponiamo. Poi si contratta. Ad alcuni andrà bene, ad altri no. Anche in questo caso non mi scandalizzerei. Che cosa mi serve? Una certificazione? Un'assicurazione? Un lavoro impeccabile? Un'aggiustatina? In base alle mie esigenze cercherò la soluzione. E nessuno si può permettere di sindacare le mie esigenze, giusto?
Quindi torno a bomba: sarebbe ora di cominciare a capire che l'esigenza di una traduzione e quella di ricevere un servizio professionale da parte di un traduttore sono due cose diverse che non combaciano. Tu a che tipo di clientela ti rivolgi? A coloro che già sanno che hanno bisogno di un servizio professionale, per dimostrargli che tu sei la migliore, o a quelli che non sanno distinguere un testo tradotto da Google da un'opera creativamente umana per indurli a sposare la causa di quest'ultima? Sono due approcci diversi, due bacini diversi. Ognuno sceglie il suo. Il secondo per me è una perdita di tempo, per altri può non essere così. Dipende dalle proprie capacità di marketing, anche. Ma soprattutto dipende dal tipo di lavoro che a noi piace svolgere. Da ciò che ci diverte e ci soddisfa di più.
Spero di essermi spiegata,
buon lavoro
F.


 

Yaji  Identity Verified
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Non esiste educazione Apr 2, 2010

No, non esistono metodi. Io ho le mie tariffe che rispondono al mercato, rispetto i tempi di consegna che ovviamente stabilisco con il cliente prima di iniziare e aver visionato il documento, le cose sono semplici non si può scendere a patti come dal fruttivendolo, altrimenti il lavoro stesso si svilisce perde professionalità, e noi stessi di credibilità. Mi è capitato in passato un caso simile; un avvocato amico che doveva tradurre verso lo spagnolo degli atti, mi disse “potresti fare queste traduzioni a te non ti ci vuole niente, potrei farlo io ma non ho il tempo” guardando gli atti gli dissi che gli avrei fatto un preventivo, mi guardo sbalordito : come un preventivo che ti ci vuole! Io risposi tranquillamente che come lui faceva l’avvocato io facevo la traduttrice. Dopo aver preparato il preventivo, spedii l’e-mail e mi rispose che l’avrebbe fatto da solo. Bene mi sono detta , almeno dedicherò il mio tempo a chi mi paga per intero. Dopo vari giorni m’invio gli atti tradotti perche li leggessi apportassi qualche modifica se necessario, e firmassi le traduzioni. Beh, arroganza a parte, erano completamente sbagliate perche con 50 ore di spagnolo un dizionario e qualche viaggio in Spagna non s’impara una lingua, e voleva anche che le firmassi e giurassi! Comunque, risposi inviando il preventivo per la correzione, firma e giuramento esclusi, giacche non erano fatte da me, e il preventivo della traduzione ex novo con firma e giuramento. Ovviamente i tempi si erano ridotti per cui non potevo fare alcuno sconto (nel primo avevo contemplato uno sconto). Accetto il secondo preventivo, traduzione di sana pianta e tutto il resto. Quando le consegnai il lavoro, mi chiese dove aveva sbagliato nella traduzione, risposi che gli avrebbero fatto perdere il cliente in Spagna.
Credo che la miglior cosa è sempre essere fermi nel nostro modo di lavorare, ogni lavoro richiede fatica e va pagato, possiamo applicare per tempi di crisi, o per amicizia degli sconti o dei riguardi verso i clienti, ma il lavoro resta sempre il nostro.
Un saluto e BUONA PASQUA.
Yaji.


 

Rita Bilancio  Identity Verified
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la prossima volta... Apr 2, 2010

Visti i presupposti forse ti conviene rifiutare a priori di effettuare il lavoro.
Quando si fanno certe affermazioni le premesse sono già negative. Al cliente non serve un lavoro professionale? Forse meglio indirizzarlo altrove, anche se lo si conosce bene.
Ci si sente sminuiti? Pazienza, non tutti i clienti sono uguali. Per fortunaicon_smile.gif

[Modificato alle 2010-04-02 14:08 GMT]

P.S. Dentista ed idraulico a volte sono proprio indispensabili e si fatica a fare senza. Forse in questo sta un po' la differenza tra i traduttori e loro?

[Modificato alle 2010-04-02 14:09 GMT]


 

Stefano Papaleo  Identity Verified
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fruttivendolo Apr 2, 2010

Yaji wrote:


... le cose sono semplici non si può scendere a patti come dal fruttivendolo,


il punto è proprio questo ma visto al contrario... ossia... sarò strano io ma non sono MAI sceso a patti con un fruttivendolo, o al supermercato, al bar ecc. quello è il prezzo, se mi sta bene compro altrimenti grazie e arrivederci.

Che questi "clienti" provino a scendere a patti col fruttivendolo con gli stessi atteggiamenti che hanno nei confronti dei traduttori e vediamo dove il fruttivendolo gli infila un bel peperone... o tra qualche mese un bel cocomero;)

Un conto è fare un FAVORE a un amico... che sia grande o piccolo, possiamo offrirgli un caffè o salvargli la vita, sta a noi... altro conto è il lavoro, quello si paga.

Ancora bene Yaji che poi l'avvocato ha accettato e, spero, capito... non è cosa comune.

Buona Pasqua!!!


 

eva maria bettin
Local time: 21:52
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Io l'ho già detto in un altro Forum- ma ribadisco Apr 3, 2010

Sono una delle nonne di proz- non come permamenza, ma come età mia.

Ho avuto la fortuna di lavorare raramente per agenzie, (anche se all'epoca pagavano decentemente) poi un primo e cliente unico che mi ha aperto un orizzonte scientifico dal quale sono approdata in un paradiso di lavoro (dipendente- non con lui) : mi spiego meglio: con quel cliente mi sono fatta le ossa sul serio - e dopo - (all'epoca avevo una 30ina di anni- Oltre la mia 40ina la ditta ha chiuso) mi son messa in proprio.
Un periodo di magra. Avrei potuto tornare alle agenzie- i prezzi erano già calati. Ho fatto biscotti per un catering e cucito chiusure-lampo. ecc... e rifiutato proposte di lavori che consideravo inaccettabili.

Qualcuno si è ricordato di me- e quello che avevo imparato in un ambiente lavorativo- mi ha permesso di riciclarmi: un agenzia tutta mia per la registrazione di farmaci- ed eravamo più bravi perché più veloci: olte a sapere di che si trattava a livello burocratico le traduzioni si facevano in un baleno.

io non so se ho detto una cosa sensata in questo contesto - e se posso aiutare l'Asker-
ma io farei piuttosto la giardiniera- specializzandomi in certe piante, (se considero quanto pago al mio ragazzo-aiuto) che vendermi. Non ho voluto in passato- ma non lo rifarei neanche al presente. O la traduzione è un modo per mangiare- o fa parte di te..
Eva- e buona Pasqua a chi la festeggia.

[Modificato alle 2010-04-03 07:59 GMT]


 

Vincenzo Di Maso  Identity Verified
Portugal
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esempio dal quale prendere esempio :) Apr 3, 2010

eva maria bettin wrote:

Sono una delle nonne di proz- non come permamenza, ma come età mia.

Ho avuto la fortuna di lavorare raramente per agenzie, (anche se all'epoca pagavano decentemente) poi un primo e cliente unico che mi ha aperto un orizzonte scientifico dal quale sono approdata in un paradiso di lavoro (dipendente- non con lui) : mi spiego meglio: con quel cliente mi sono fatta le ossa sul serio - e dopo - (all'epoca avevo una 30ina di anni- Oltre la mia 40ina la ditta ha chiuso) mi son messa in proprio.
Un periodo di magra. Avrei potuto tornare alle agenzie- i prezzi erano già calati. Ho fatto biscotti per un catering e cucito chiusure-lampo. ecc... e rifiutato proposte di lavori che consideravo inaccettabili.

Qualcuno si è ricordato di me- e quello che avevo imparato in un ambiente lavorativo- mi ha permesso di riciclarmi: un agenzia tutta mia per la registrazione di farmaci- ed eravamo più bravi perché più veloci: olte a sapere di che si trattava a livello burocratico le traduzioni si facevano in un baleno.

io non so se ho detto una cosa sensata in questo contesto - e se posso aiutare l'Asker-
ma io farei piuttosto la giardiniera- specializzandomi in certe piante, (se considero quanto pago al mio ragazzo-aiuto) che vendermi. Non ho voluto in passato- ma non lo rifarei neanche al presente. O la traduzione è un modo per mangiare- o fa parte di te..
Eva- e buona Pasqua a chi la festeggia.

[Modificato alle 2010-04-03 07:59 GMT]

Permettete il gioco di paroleicon_smile.gif
Sono d'accordissimo. O con la traduzione si riesce a "sfondare" riuscendo a proporsi a tariffe decorose, o è meglio darsi ad altri lavori. Questo purtroppo si può estendere anche ad altri lavori per laureati. Oramai gente laureata, bravissima, prende 1000 Euro al mese. Nel campo della traduzione poi vi è molta gente che non riesce ad imporsi ed accetta rate bassissimi.
Ai vecchi tempi dell'Università dicevo a tutti - come provocazione, ma non troppo - "Se non riesco a trovare niente di decente, se devo essere sfruttato, a quel punto andrei a fare il barbiere". Non credo che la mia affermazione sia stata così insensata: perchè non fare qualcosa per il quale ci si sente portati. Il barbiere mi piaceva come lavoro (nonostante i miei studi) e dopo qualche anno avrebbe portato a guadagnare in maniera decorosa. Perchè no?
Tutto ciò per dire che mi trovo con quanto affermato da Eva Maria. Va bene che un traduttore agli inizi lavori a rate bassi (ma non bassissimi per non rovinare il mercato), ma poi ovviamente deve cambiare registro.
Bisogna far capire al cliente che noi facciamo questo lavoro full-time, per sostenerci, e che se lavorassimo a tariffe infime non potremmo arrivare a fine mese.
Da voi in Italia 0,06 è assolutamente la tariffa minima minima, così come 13 Euro a cartella. Purtroppo leggo che molte agenzie cercano di imporre ai colleghi anche tariffe corrispondenti alle metà di quelle sopraindicate.
Se tutti facessero Loro questo discorso.
Da parte mia, ho contribuito a spiegare ciò ad un amico ed un amica che stanno integrando i loro lavori con quello di traduttore freelance. La mia amica all'inizio si lamentava che i suoi clienti (diretti!) rifiutassero sempre i preventivi da me suggeriti per lei. Ma ad un certo punto ha capito.
Stesso discorso anche per questo mio amico. Lui comunque ha capito subito che una persona brava e preparata come lui (portando la propria esperienza da altri settori e da traduzioni da altre "piattaforme") avrebbe creato danni se avesse iniziato a lavorare a rate bassi.
L'altra considerazione è appunto questa: non bisogna aver paura di chi si svende e ha poca esperienza e professionalità. In questo caso i nodi vengono al pettine.
I danni sono creati da coloro i quali sono molto bravi e per alcuni motivi (mancanza di abilità nel fare marketing, il fatto che già hanno un altro lavoro, etc...) lavorano a tariffe basse. Se ce ne fosse uno, non ci sarebbero problemi. Ma immaginate se ce ne sono migliaia. Profilo ideale per molti clienti. E io ne ho conosciute di persone così.


 

Fran Cesca
Italy
Local time: 21:52
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My experience Apr 6, 2010

http://www.proz.com/forum/italian/36648-tariffe_traduttori:_una_vera_giungla-page3.html#1308065

Mai fare traduzioni per amici e conoscenti, né a forfait né a prezzo di mercatoicon_evil.gif


 

Gianni Pastore  Identity Verified
Italy
Local time: 21:52
Member (2007)
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Volevo... Apr 6, 2010

Yaji wrote:


No, non esistono metodi.


..."quotare" il titolo ma non è possibile, quindi ripeterò per l'ennesima volta quello che ho già detto in altri contesti. Il cliente NON deve essere educato perchè NON lo si può educare. Non è un cane che si ammaestra a non far pipì in salotto, è un "essere" dotato di intelletto che, se non capisce lo sforzo (o fa finta di non capirlo) che ci vuole per consegnare una traduzione di qualità, tanto vale lasciarlo perdere da subito. Chi s'intestardisce a "voler educare" i clienti è meglio che cambi mestiere e si metta a fare l'assistente sociale.


 

Valentina Matone  Identity Verified
Local time: 21:52
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mi associo pienamente a Chiara Apr 6, 2010

Chiara De Santis wrote:

Scusa, ma la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il tuo post è stata: perché hai fatto uno sconto sulla base della vecchia amicizia, laddove avevi già verificato che dall'altra parte non c'era stato lo stesso atteggiamento? Si, dobbiamo educare i clienti, ma anche noi stessi. Se dal macellaio dici che il prezzo della carne è alto, lui ti dirà cortesemente di andare altrove. Se noi traduttori rifiutiamo uno stato di sudditanza psicologica, aspettando che siano gli altri a capire quanto importante sia il nostro lavoro, nessuno potrà metterci al muro obbligandoci a doverglielo spiegare. Personalmente, l'ho già scritto, preferisco lavorare con le agenzie perché così non sono costretta ad educare gente ignorante (riguardo il nostro lavoro, ovviamente) e posso porre le mie tariffe. Un'agenzia (purché seria) sa quanto sia importante lavorare con un professionista che offra lavoro di qualità e puntualità e tu, professionista, non devi sprecare tempo ad "educare" gente che pensa di poter tradurre da sé. Faccia pure, non sei tu che ci rimetti, questo è certo!
Buona Pasqua!


Sono completamente d'accordo con te!

ciao a tutti


 


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