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Come eravamo, come facevamo (mi chiede uno dei miei pulcini)
Thread poster: eva maria bettin

eva maria bettin
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Apr 25, 2010

Non è una cosa tanto importante- roba da domenica mattina. Eppure ci ho pensato pe un bel pò. come facevamo prima dell'avvento dei computers e di Internet?
la risposta che io ho dato era: non era una questione di dove- ma di come. il dove oggi è chiaro- vai su internet e credi di aver trovato. Ai miei tempi, non tutti bazzicavano tutti i campi, come succede oggi. O lo sapevi- perché avevi studiato legge, biologia, (anche senza una laurea- per carità!) ma almeno sapevi di cosa stavi parlando. E si aggiungevano le lingue- che nel mio caso non imparavi all'Istituto dei Traduttori. ma dovevi già sapere in precedenza. Tempi di uan fatica enorme, ma bei tempi- eri preparata sul serio dopo 4 anni, lezioni perfino all'Università come uditore nella branca che avevi scelto (dopo il biennio)- tanto per aggiungerne qualcosa, oltra e steno e macchina da scrivere tichete- tichete... 3 volte la settimana
Oggi ognuno mette bocca ovunque- me compresa, quando ho tempo da perdere. Non andavi a tradurre Medicina se avevi una tesi su Tiecke...


 

sabina moscatelli  Identity Verified
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Mamma mia Apr 25, 2010

anch'io ho iniziato a lavorare nell'era non digitale... ne avrei da raccontare.

 

eva maria bettin
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e allora racconta Sabina. Apr 25, 2010

Tempo fa ho messo appunto questo Forum su quelli che io chiamo i miei pulcini- alle prime armi, e per fortuna qualcuno sono riuscita a smistarlo a colleghi più competenti di me, ma alcuni ancora insistono - vogliono davvero sapere come facevamo.

uno dei miei ricordi direi 1985-86? riguardava il nostro Presidente megagalattico- tipo capo di Fantozzi con le poltrone in pelle umana: " ma ghe ce serve un gombiuder? gosa sa un gombiuder? Duddo gui ce l'ho- duddo gui!E si toccava la fronte, mentre avrebbe dovuto toccarsi il lato B.
alcune spiegazioni in privato le ho date. ma un parere sarebbe gradito


 

Mailand  Identity Verified
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La macchina da scrivere elettrica! Apr 25, 2010

Ho fatto la mia prima traduzione su una macchina da scrivere elettrica - allucinante a pensarci adesso - disperazione totale quando di accorgevi di aver sbagliato una frase completamente ...! Ormai - accanto ad altri lavori (sempre nelle comunicazioni) - faccio questo mestiere da 20 anni, sembra un'eternità oppure se fosse stato ieri che hai iniziato, dipende dai momenti. Un saluto a tutti quanti si ricordano i ... bei (boh, anche questo dipende dai momenti ...) tempi passatiicon_smile.gif Ma per fortuna il mondo continua ad evolversi e noi con esso! Farlo insieme agli proziani è una cosa divertente comunque - finalmente qualcuno che mi capisce!icon_wink.gif

 

Manuela Dal Castello  Identity Verified
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infatti rendersi conto... Apr 26, 2010

di tutto quello che ora è disponibile a portata di clic e che fino a pochissimo tempo fa era inimmaginabile... fa capire che bisogna usare il cervello, perché il "food for thoughts" abbonda.

Dall'altro punto di vista, sapere che c'era un "prima" fa sentire vecchi. Ho solo 37 anni, ma sapere che l'azienda fondata dai soci di mio marito, che hanno pochi anni in più, è stata il primo provider in provincia di Vicenza, prima che arrivasse tin (ve la ricordate?) e la pubblicità... fa sentire molto vecchi.
E la gente che chiedeva "internet? che roba è? si mangia?" beh non proprio, ma quasi... mia suocera era convinta che mio marito vendesse qualche computer, ma soprattutto lavatrici e frigoriferi...

Siamo fortunati al giorno d'oggi, è che non ce ne rendiamo conto.
Manuela


 

Alexandra Speirs  Identity Verified
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la macchina da scrivere MANUALE Apr 26, 2010

Io invece ho cominciato con la macchina da scrivere manuale, non aveva nemmeno gli accenti perché l'avevo comprato in Gran Bretagna con i soldi regalati per i 21 anni !

Raccoglievo depliant di ogni tipo alle fiere, nelle agenzie di viaggio, ecc., per avere un po' di terminologia.
E ho i "workshop manual" in inglese di tutte le precedenti auto di famiglia...

Ora con Internet è tutto a portata di clic, non apro nemmeno i dizionari cartacei, se non in qualche rara occasione.


 

Evelyne Antinoro  Identity Verified
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non trovo il file Apr 26, 2010

Questa discussione e l'esempio di Eva mi hanno ricordato un episodio degli anni 90.
In quel periodo lavoravo part-time come segretaria e corrispondente estera presso un rappresentate a Milano.
A differenza del capo che descrive Eva si trattava di una persona squisita, colta, educata. Un "signore" insomma, come si diceva a Milano. Ne parlo al passato perché è mancato pochi anni fa.
Era restio alle innovazioni e già negli anni 90 ho fatto fatica a convincerlo a prendermi una macchina da scrivere elettrica (di quelle con la memoria, per fortuna), ma per il computer proprio non ci sentiva.
Anche se ai clienti non ammetteva di non averlo!
Non lo dimenticherò mai, seduto alla sua elegante scrivania antica, coperta di carta, cartellette e disegni, con la cornetta del telefono incastrata tra orecchio e spalla che risponde a un cliente che chiede informazioni su un'offerta di uno o due anni prima.
Il mio capo ha estratto i documenti "archiviati" dentro un sacchetto del supermercato, quelli gialli, con il nome del super scritto in rosso (li avete presente, vero?) dall'armadio e li ha deposti sulla sua scrivania, con tutto il sacchetto naturalmente. Poi, parlando al telefono con il cliente, inizia a scartabellare tra le copie (in carta velina, fatte con la carta carbone, per intenderci) e dice: "non trovo il file, può richiamarmi tra dieci minuti per cortesia?"
Ho fatto fatica a non cadere dalla sedia per le risate!
Poco dopo sono riuscita finalmente a convincerlo a "informatizzare" l'ufficio.

[Edited at 2010-04-26 09:18 GMT]


 

Yaji  Identity Verified
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Ora dormo di più! Apr 26, 2010

Quando ho iniziato (tanto tempo fa) lavoravo e studiavo per tanto le traduzioni che non potevo fare in ufficio all’ora di pranzo, le scrivevo a mano di notte a casa, non avevo il PC e con la macchina manuale avrei svegliato tutti, cosi aiutavo a crescere il "callo dello scrittore" che tuttora mi accompagna. Cercavo e annotavo ogni vocabolo su un quaderno a rubrica (che ancora conservo) e mi sentivo meno sola cercando nei dizionari di mio padre rilegati in pelle, bellissimi! e che tuttora conservo in bella mostra in ufficio. Per tradurre ho visto l'alba tante di quelle volte da perderne il conto. Poi in ufficio arrivo la macchina elettrica, ma io mi ero già comprata un mio portatile “Zenit”, ormai obsoleto testimone del tempo passato, ma ovviamente niente Internet.
Di quei tempi non rimpiango niente, (principalmente perche non sono più dipendente, non sono tagliata per quel tipo di lavoro) quando voglio cercare nei miei dizionari e libri cartacei, loro sono sempre lì pronti a sfumare ogni dubbio, ho un PC veloce e potente fornito dei programmi a me più utili e periodicamente controllato da mio marito "ing. informatico", prima non avevo un marito informatico capace di risolvere e trovare in rete tutto quello che mi occorre, e questo non è da sottovalutare! Ma soprattutto dormo di più. Ora vedo l’alba perche voglio oppure perche ho un lavoro talmente lungo da guadagnare il giusto e giustificare il non cedere al richiamo del cuscino. Sono soddisfatta d’aver fatto l’esperienza “cartacea” come la chiamo, perche mi da quella pazienza e costanza che mi facilità la ricerca continua sul web.


 

eva maria bettin
Local time: 03:02
German to Italian
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TOPIC STARTER
Materiale cartaceo o dove trovare le risposte Apr 26, 2010

ciò che mi interessa sul serio: dato che non avevamo internet, e io se non altro dal 1982 avevo una macchina da scrivere elettrica, (in ditta- io solo all'inizio ho lavorato come free-lance per 3 anni, ma un solo cliente col quale mi sono fatta le ossa, e poi praticamente mai più, se non per fare un piacere a qualcuno) - insomma come facevamo a trovare i termini? Io ho stabilito una regola per me per quanto riguarda Kudoz: io rispondo soltanto quando posso farcela senza alcun aiuto, cartaceo o Internet che sia. Ma è un gioco tra me e me- io sono in pensione, me lo posso permettere. è sempre meglio dei cruciverba- e a volte è divertente.

Ho ancoraa il mio Conte-Boss. L'Elzevier, per la medicina che all'epoca costava 1.200 US$, la Treccani, altra roba del genere- che a me, personalmente, sembrano ancora più che valide. In rete trovo delle cose assurde!
Fosse per me- ai colleghi direi: appena avete un pò di soldi, compratevi qualche solido vocabolario cartaceo. è un altra cosa, non c'è niente da fare. Te lo leggi anche la sera, davanti a un piatto o la Tv. Per pura curiosità a volte.
Generazioni di traduttori sono sopravvissuti in questo modo, i nostri testi sono ancora validi, e non ho trovato soluzioni geniali in rete. Ma un sacco di stupidaggini che i neofito prendono per buoni. tanti riscontri- vada! anzi- vadi- vadi....
Eva -

[Modificato alle 2010-04-26 15:59 GMT]

[Modificato alle 2010-04-26 16:05 GMT]


 

Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 19:02
Member (2003)
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I dizionari cartacei sono morti Apr 27, 2010

eva maria bettin wrote:

Fosse per me- ai colleghi direi: appena avete un pò di soldi, compratevi qualche solido vocabolario cartaceo. è un altra cosa, non c'è niente da fare. Te lo leggi anche la sera, davanti a un piatto o la Tv.


Ma per favore! Prova a fare una ricerca a tutto testo, in un dizionario cartaceo. Oppure prova a vedere quanto ti costerebbe cambiare il dizionario di carta ogni volta che ne esce un'edizione più aggiornata. Poi fai il confronto con quello che ti costa aggiornare quello elettronico (soprattutto se l'hai preso in abbonamento).

Un conto è avvertire (giustamente) che le ricerche in Internet bisogna saperle fare con criterio, tutt'altra cosa è sostenere la supremazia di strumenti tecnologicamente obsoleti come i dizionari cartacei.

Per una buona lettura, meglio un libro su carta. Ma per una consultazione approfondita i testi elettronici offrono troppi vantaggi: dalla consultazione a tutto testo (ormai offerta da ogni dizionario elettronico, sia su CD-ROM, sia online), a forme più sofisticate di ricerca.

Mentre il mio bel Oxford English Dictionary su carta rimane, intonso, a far bella mostra di sé sullo scaffale, l'abbonamento all'OED online è un vero strumento di lavoro. E' vero, qualche volta consulto ancora il vecchio Sansoni in due volumi, ma di solito trovo molto più utili, ormai, i vari Picchi, Ragazzini, Hazon e Rizzoli elettronici.

La Treccani su carta l'ho lasciata in Italia. L'edizione elettronica mi basta, e la trovo più utile.

Fosse per me, ai colleghi direi: comprate dizionari elettronici, preferibilmente in abbonamento. Quelli su carta comprateli solo se non sono disponibili in forma elettronica, e solo se non ci sono aspettative che ne esca una versione elettronica.


 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
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Assolutamente sì, morti e sepolti Apr 27, 2010

Riccardo Schiaffino wrote:
Per una buona lettura, meglio un libro su carta. Ma per una consultazione approfondita i testi elettronici offrono troppi vantaggi: dalla consultazione a tutto testo (ormai offerta da ogni dizionario elettronico, sia su CD-ROM, sia online), a forme più sofisticate di ricerca.


Fosse per me, ai colleghi direi: comprate dizionari elettronici, preferibilmente in abbonamento. Quelli su carta comprateli solo se non sono disponibili in forma elettronica, e solo se non ci sono aspettative che ne esca una versione elettronica.


Ho una libreria piena di bei dizionari che fanno bella mostra di sé ma che non uso da quasi 10 anni, persino a scuola porto il portatile con i dizionari elettronici installati, vuoi mettere la differenza?

Ciao Angio


 

texjax DDS PhD  Identity Verified
Local time: 21:02
Member (2006)
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Prima dell’avvento... Apr 27, 2010

La mia impressione è che prima dell’avvento di internet e computer la gente non si avventurava a tradurre di tutto, nessuno era specializzato in tutto o quasi (basta dare uno sguardo ai profili proz...) e i testi generalmente venivano tradotti completamente, tant’è che trovare parole o espressioni inglesi in testi italiani era una rarità, non la regola.

Nessuno si sarebbe sognato di dire "non si traduce", "lascialo in inglese", perché chi traduceva...tra-du-ce-va.

Ovvio che la lingua si evolve, etc. etc. blablabla (please spare me...), ma l’itangliano non è italiano.

Mi fermo qui


PS. Prima traduzione fatta con macchina da scrivere elettrica. I computer esistevano già, ma io non lo avevo.

[Edited at 2010-04-27 15:59 GMT]


 

Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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Local time: 19:02
Member (2003)
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Di tutto e di più Apr 27, 2010

texjax DDS PhD wrote:

La mia impressione è che prima dell’avvento di internet e computer la gente non si avventurava a tradurre di tutto, nessuno era specializzato in tutto o quasi (basta dare uno sguardo ai profili proz...) e i testi generalmente venivano tradotti completamente, tant’è che trovare parole o espressioni inglesi in testi italiani era una rarità, non la regola.

Nessuno si sarebbe sognato di dire "non si traduce", "lascialo in inglese", perché chi traduceva...tra-du-ce-va.

Ovvio che la lingua si evolve, etc. etc. blablabla (please spare me...), ma l’itangliano non è italiano.

Mi fermo qui


PS. Prima traduzione fatta con macchina da scrivere elettrica. I computer esistevano già, ma io non lo avevo.

[Edited at 2010-04-27 15:59 GMT]


Ciao Bruna,

Per esperienza diretta ti posso dire che è semmai vero il contrario: in Italia, almeno, tradurre dall'italiano alla lingua straniera era la regola, non l'eccezione (spero non lo sia più, anche se ho i miei dubbi); le traduzioni venivano svolte in ambito locale (città di residenza), quindi il traduttore si trovava a tradurre di tutto, dal commerciale al medico al legale, con meno specializzazione di quanta ce ne sia ora.

Per l'itanglese, hai ragione (salvo magari settori particolari, come quello informatico), ma che i testi si traducessero completamente non mi risulta... non perché si lasciassero termini in inglese, magari, ma perché prima dell'avvento dei programmi CAT, era fin troppo facile saltare una frase o un paragrafo intero senza accorgersene (con i CAT la cosa si è fatta più difficile, anche se non impossibile: mai sottovalutare la potenza di sbadataggine e pressapochismo).

P.S. Prima traduzione professionale fatta dettandola alla segretaria del cliente. Poi macchina da scrivere elettronica (1984), Word processor dedicato con OS CP/M (1985), PC con 640 KB di memoria e disco fisso da 10 MB (1986), e via crescendo. In Internet ci sono da prima che venisse inventato il Web.

[Edited at 2010-04-27 17:16 GMT]


 

texjax DDS PhD  Identity Verified
Local time: 21:02
Member (2006)
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non proprio... Apr 27, 2010

Riccardo Schiaffino wrote:

Per esperienza diretta ti posso dire che è semmai vero il contrario: in Italia, almeno, tradurre dall'italiano alla lingua straniera era la regola, non l'eccezione (spero non lo sia più, anche se ho i miei dubbi


Qui mi hai frainteso, non ho detto questo nel modo più assoluto, anzi in realtà non ho neanche accennato all’argomento. Forse mi sono espressa male io.

In quanto a tradurre completamente, mi riferivo esclusivamente all’abbondanza di termini ed espressioni inglesi nelle traduzioni dall’inglese all’italiano (non so se il tasso di contaminazione nelle altre combinazioni linguistiche sia allo stesso livello, sarebbe interessante al proposito il parere di chi traduce FR>IT o GE>IT).

Ciaoicon_smile.gif


 

SYLVY75  Identity Verified
Italy
Local time: 03:02
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Preistoria Apr 27, 2010

Ho dato la tesi nel 1996, ma a quell'epoca ancora non avevo il computer, quindi scrivevo tutto a mano e poi andavo dal mio vicino di casa a ribattere tutto sul suo computer (Win 95), facendomi una copia di backup sui floppy disk. Ovviamente, i miei dizionari erano ancora tutti cartacei, e internet era ancora qualcosa di nebuloso che noi giovani conoscevamo solo per sentito dire.

Solo in seguito, dopo aver guadagnato qualcosina, mi sono comprata il mio primo computer con il modem per la connessione a internet (a 56 kbps), così finalmente il mio lavoro è cambiato in meglio e si è sveltito.

I dizionari cartacei li tengo ancora in bella vista sullo scaffale, anche se praticamente non li uso più. Solo una volta ricordo di averne avuto bisogno perché non mi funzionava l'ADSL e avevo una consegna imminente, quindi mi sono arrangiata consultando i vecchi tomi.icon_smile.gif


 
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