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Obbligo di partita iva per clienti esteri
Thread poster: Valentina751

Valentina751  Identity Verified
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May 4, 2010

Cari tutti,

una domandina veloce (si fa per dire) a seguito dell'e-mail di un'agenzia spagnola per cui lavoro ogni tanto. Premetto che non ho partita iva e non intendo aprirla per il momento, quindi ogni tanto collaboro con agenzie/clienti in Italia e all'estero. In Italia ho sempre presentato notula con ritenuta d'acconto, mentre all'estero emettevo la mia bella ricevuta con la dicitura di iva non applicabile e il mio codice fiscale.
Ora mi tirano fuori che recentemente è cambiata la normativa e hanno bisogno del CIF (Partita IVA Intracomunitaria) perché devo pagare le loro tasse ecc. ecc.
La cosa mi lascia perplessa...
Avete notizie in merito?
Un grazie anticipato


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Marina Vittoria  Identity Verified
Italy
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Mai sentito! May 4, 2010

Lavoro con tutta Europa da anni, ma non mi risulta nulla del genere.
Quando emetto fattura per paesi EU sono esenti da partita IVA.
Se c'è stato qualche cambiamento in merito, non lo sa nessuno, neppure il commercialista!


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Alessandra Palitta  Identity Verified
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Si,secondo la mia commercialista May 4, 2010

Ciao
secondo la mia commercialista per lavorare con clienti esteri è
obbligatorio avere la partita iva.
Vediamo se altri colleghi confermano


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Maria Giovanna Polito  Identity Verified
Italy
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Ciao May 4, 2010

E' da poco che lavoro come traduttrice freelance ma mi sono informata prima dal commercialista e mi ha detto che per i clienti esteri non si paga l'IVA e non c'è bisogno di partita IVA. Questa si deve chiedere solo se si raggiungono i 5000 euro annui. E infatti i clienti esteri con cui ho lavorato non hanno mai chiesto la mia partita iva (che non ho ovviamente) Ciao!

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Ana Fernández Ramos  Identity Verified
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Non sarà il modulo Intrastat? May 4, 2010

Salve,

Io non ho ancora una partita Iva, ma sto seguendo i post in merito da qualche tempo e ho l'impressione che forse stiate confondendo il modulo Intrastat (per l'Iva comunitaria) con l'obbligo di aprire una partita IVA.

http://www.proz.com/forum/italian/159046-nuovo_modulo_intrastat_e_nuove_regole_x_liva_comunitaria.html

Posso essere sbagliata, ma da quello che ho capito (sia da un commercialista che avevo sentito di persona che da questo thread), grosso modo:

-è obbligatorio avere una partita Iva se i redditi raggiungono e/o superano i 5.000€ / anno

-solo in caso di avere una partita Iva, si deve presentare (non ricordo la frequenza, sicuramente annuale) il modulo 'Intrastat per dichiarare l'Iva delle fatture a clienti di altri paesi dell'UE (novità da gennaio 2010)


Spero proprio che sia così o, caso mai, che qualcuno mi possa coreggere!

Saluti,

Ana


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Daniela Ciobeica
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Partita IVA May 4, 2010

Nelle mie ricerche ho trovato questo su EurLex Europa :
"Esenzioni

I beni e i servizi esenti da IVA sono venduti al consumatore finale senza applicazione dell'IVA alla vendita. Tuttavia, essendo la cessione di beni o la prestazione di servizi esente da IVA, per il fornitore risulta impossibile detrarre l'IVA sugli acquisti. Con una tale esenzione senza diritto a detrazione, un'IVA "occulta" resta pertanto compresa nel prezzo pagato dal consumatore. Bisogna operare una netta distinzione fra detta esenzione e "l'IVA ad aliquota zero", mantenuta in base a deroga in alcuni Stati membri. In quest'ultimo caso il prezzo finale richiesto al consumatore non comprende alcuna IVA residua."

http://europa.eu/legislation_summaries/other/l31006_it.htm
Sicuramente un commercialista puo capire di piu da un atto legislativo.

Cari saluti
Lara

[Editat la 2010-05-04 16:31 GMT]


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Marika Costantini  Identity Verified
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Da quanto ne so.. May 4, 2010

...con la nuova legislazione entrata in vigore quest'anno non è più possibile effettuare traduzioni per clienti esteri presentando la notula per prestazione occasionale. Il servizio di traduzione effettuato per clienti intraeuropei è considerato a tutto gli effetti uno scambio commerciale. Per questo entrambe le parti devono essere in possesso di partita IVA (e di conseguenza presentare il modulo intrastat con frequenza trimestrale). Questo mi è stato confermato dalla mia commercialista e da un'agenzia di traduzioni francese per cui ho lavorato. Io avevo comunque già intenzione di aprire la partita IVA (cosa che ho fatto) e avendo saputo queste novità mi sono definitivamente decisa.
In caso di traduzioni effettuate per clienti italiani invece, è sempre possibile presentare ricevute per prestazione occasionale per un importo massimo di € 5.000 annui.
Ciao!

PS: scusa Marina, forse ti sei spiegata male, ma se emetti fatture devi avere per forza la partita IVA, altrimenti puoi emettere solo ricevute per prestazione occasionale. Forse volevi dire che sono esenti da IVA, non da partita IVA

[Modificato alle 2010-05-04 16:42 GMT]


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Laura Gentili  Identity Verified
Italy
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Anche a me hanno sempre chiesto il numero di P.IVA May 4, 2010

I clienti europei (agenzie) me la chiedono sempre. Mi hanno spiegato che per poter effettuare operazioni fuori campo IVA, entrambi i soggetti devono avere la P. IVA.

Non me la chiedono invece, ovviamente, i clienti in Canada, Stati Uniti, Australia ecc.


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Valentina751  Identity Verified
Italy
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TOPIC STARTER
Sembra sia qualcosa di recente... May 5, 2010

Sinceramente fino ad oggi, nei casi di clienti esteri, non ho mai avuto problemi in merito. Presumo quindi che sia cambiato qualcosa da questo anno...sigh!
A questo punto, la mia speranza è che mi paghino i lavori di traduzione fatti lo scorso anno...o possono rifiutarsi in virtù del fatto che è cambiata la normativa?


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
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confusione... May 5, 2010

Quoto: non da messaggio ma da juke-box
"Confusione... confusione! mi dispiace se sei figlia della solita illusione e se fai confusione ..."
Accompagnamento musicale: "Confusione" di Lucio Battisti

Non fate confusione, e non fatevi confondere da commercialisti che in molti casi non meritano un cent.
La partita IVA non è legata al reddito, non è obbligatoria al di sopra di x euro o y dollari di paperopoli. E' un modo di dichiarare "io sono un professionista indipendente, svolgo un'attività lavorativa regolare = continuativa ed emetto fatture a fronte dei corrispettivi che ricevo".
Una fattura di 1 Euro l'anno? Va bene, può essere.
L'attività non è regolare, nel senso che è occasionale? Allora si emette una ricevuta per prestazione di lavoro occasionale. Faccio notare che, ad esempio, se io facessi la corista per Lucio Battisti, tanto perché l'ho citato prima e perché non si può opporre, per una stagione di 100 concerti e fossi pagata 100 euro a concerto - metto numeri a caso - potrei considerarlo un incarico unico ed emettere una sola ricevuta per un totale di 10000 Euro, senza obblighi di partita IVA.

Il totale di 4999 , per la precisione, è il limite oltre cui scatta l'obbligo di iscrizione previdenziale (INPS).

PEr l'estero la partita IVA non è obbligatoria, certo molti stranieri si chiedono come faccia uno a lavorare occasionalmente e pretendere di essere un professionista. E' un discorso relativo al reverse charge e alle nuove norme fiscali in vigore da gennaio: in pratica, se una persona residente in un paese europeo fornisce un servizio (è il nostro caso) ad un soggetto di un altro paese, quest'ultimo paga l'IVA se è un privato, è esente se ha partita IVA.
Quindi è "obbligatorio" avere partita IVA, per non pagare l'IVA, se si acquista: supponiamo che io, residente in Italia, acquisto 20 Euro di valore da un francese. Se ho una partita IVA, l'IVA relativa viene scaricata con il meccanismo del reverse charge, se non ce l'ho la devo pagare. PEr chi vende non cambia.

Si vede che ho studiato ragioneria, no? quasi quasi lascio perdere le traduzioni e faccio la consulente fiscale per traduttori (no, manco morta!

Buona giornata a tutti
Manuela


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Valentina751  Identity Verified
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TOPIC STARTER
Oh finalmente... May 5, 2010

[quote]Manuela Dal Castello wrote:


La partita IVA non è legata al reddito, non è obbligatoria al di sopra di x euro o y dollari di paperopoli. E' un modo di dichiarare "io sono un professionista indipendente, svolgo un'attività lavorativa regolare = continuativa ed emetto fatture a fronte dei corrispettivi che ricevo".
Una fattura di 1 Euro l'anno? Va bene, può essere.
L'attività non è regolare, nel senso che è occasionale? Allora si emette una ricevuta per prestazione di lavoro occasionale. Faccio notare che, ad esempio, se io facessi la corista per Lucio Battisti, tanto perché l'ho citato prima e perché non si può opporre, per una stagione di 100 concerti e fossi pagata 100 euro a concerto - metto numeri a caso - potrei considerarlo un incarico unico ed emettere una sola ricevuta per un totale di 10000 Euro, senza obblighi di partita IVA.

Il totale di 4999 , per la precisione, è il limite oltre cui scatta l'obbligo di iscrizione previdenziale (INPS).

PEr l'estero la partita IVA non è obbligatoria, certo molti stranieri si chiedono come faccia uno a lavorare occasionalmente e pretendere di essere un professionista. E' un discorso relativo al reverse charge e alle nuove norme fiscali in vigore da gennaio: in pratica, se una persona residente in un paese europeo fornisce un servizio (è il nostro caso) ad un soggetto di un altro paese, quest'ultimo paga l'IVA se è un privato, è esente se ha partita IVA.
Quindi è "obbligatorio" avere partita IVA, per non pagare l'IVA, se si acquista: supponiamo che io, residente in Italia, acquisto 20 Euro di valore da un francese. Se ho una partita IVA, l'IVA relativa viene scaricata con il meccanismo del reverse charge, se non ce l'ho la devo pagare. PEr chi vende non cambia.

Cara Manuela,

finalmente! Mi hai "risparmiato" i soliti commenti relativi alla pertinenza di alcune risposte date, pertinenza che spesso porta a riproporre le stesse domande nel forum più volte. Si parte da una domanda e si finisce con tutt'altra cosa.
Non parlavo di IVA da scaricare, né di Intrasat (di cui avevo sentito parlare) ma volevo solo un chiarimento in merito alla risposta dell'agenzia a cui facevo riferimento.
Ribadisco anche io il discorso dei 5000 euro e compagnia cantante oltre i quali bisogna aprire partita iva...non è così!
Comunque, per tornare a noi, a questo punto, provo a spiegare la cosa all'agenzia e vediamo come mi risponde...
Grazie mille


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Marika Costantini  Identity Verified
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rettifico... May 5, 2010

è come dici tu Manuela, quindi adesso mi pongo dei grossi interrogativi ??????????
Perché fior fiori di commercialisti hanno creato dei problemi a traduttori che conosco perchè avevano superato il limite di € 5.000???
Va bè non addentriamoci troppo in cose misteriose... comunque davvero, invito chi è indeciso se aprire una partita IVA o meno a informarsi bene da un commercialista (competente..) o all'agenzia delle entrate perchè non è così complicato o oneroso come sembra. Io l'ho fatto e fila tutto liscio..almeno per ora..
in bocca al lupo a tutti!
Marika

[Modificato alle 2010-05-05 08:30 GMT]


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
Italy
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sono sicura May 5, 2010

Marika Costantini wrote:

Io sono certa che non si può superare il limite di € 5.000 l'anno per le prestazioni occasionali, cosa che mi è stata confermata da più commercialisti e che ha creato non pochi problemi a traduttori che conosco, che, superato quel limite, hanno dovuto trovare degli escamotages per riuscire comunque a incassare quanto loro dovuto senza incorrere in problemi fiscali. Quindi la tua ipotesi (non male, tra l'altro..) della corista che emette una ricevuta per 10.000 € non credo sia reale..
Marika


Ciao Marika, sono sicura sì, però allora devo precisare:
1) l'attività deve essere effettivamente occasionale, cioè non puoi avere più di una ricevuta per uno stesso committente (lasciato alla bontà della corte, anche due ma qualcuno potrebbe avere da ridire).
2) il reddito con cui vivi dovrebbe provenire da altro o non provenire.
3) se hai una certa attività, ad esempio sei traduttore con partita iva, per una traduzione dovrai sempre emettere fattura. Se a qualcuno fai un altro lavoro, ad esempio - a me è capitato - consulenza nella stesura di un bilancio, è ammissibile anche la famosa ricevuta.

Esempio concreto e abbastanza comune: i ragazzi che studiano architettura o ingegneria fanno spesso lavori di rendering per studi vari. Sono lavori costosi, anche superiori ai miei 10000 euro teorici a volte, e vengono regolati di prassi con le ricevute di prestazione occasionale.
L'escamotage può essere di considerare come una sola prestazione un certo numero di prestazioni simili... nell'esempio che ho fatto io, per quanto stupido, sarebbe diverso fare una prestazione per ogni concerto o una per l'intera stagione...

Manuela


edit perché aggiungo, a quanto diceva Marika sul fatto di aprire una partita IVA senza farsi tanti dubbi se si ha intenzione di lavorare in modo continuativo: in ogni caso le tasse sono sul reddito, quindi se si ha un reddito alto si paga molto e se si ha un reddito basso si paga meno... non ci sono limiti minimi imposti per il versamento, per assurdo potrebbe capitare che uno in un anno non fattura nulla e quindi non paga nulla come imposte sul reddito (fatti salvi anticipi ecc.). Mi associo al consiglio di Marika!

[Edited at 2010-05-05 08:47 GMT]


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
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però loro comprano... May 5, 2010

Valentina751 wrote:

Quindi è "obbligatorio" avere partita IVA, per non pagare l'IVA, se si acquista: supponiamo che io, residente in Italia, acquisto 20 Euro di valore da un francese. Se ho una partita IVA, l'IVA relativa viene scaricata con il meccanismo del reverse charge, se non ce l'ho la devo pagare. PEr chi vende non cambia.


Comunque, per tornare a noi, a questo punto, provo a spiegare la cosa all'agenzia e vediamo come mi risponde...
Grazie mille


Beh Valentina, il loro discorso probabilmente è che "comprano".
Se tu fai la ricevuta occasionale o quello che vuoi, non rientra nelle fatture esenti IVA e forse per loro c'è l'obbligo di pagarci l'IVA.
Su questo non mi pronuncio.
Manuela


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A_Nespoli  Identity Verified
Italy
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Member (2007)
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Mia confusione May 5, 2010

Se avete voglia e tempo, vi chiedo di illuminarmi.

Personalmente ho sempre fatto riferimento a questo:

'le prestazioni occasionali, intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro, nel qual caso trovano applicazione le disposizioni contenute nel presente capo' (da legge Biagi)

da cui avevo capito che il compenso "complessivamente" (quindi da tutti i committenti) dovesse essere superiore a 5000 euro, da cui le mie affermazioni sull'obbligo (che poi in effetti obbligo non è, ma nella pratica diventa tale oltre che opportuno) di aprire la partita IVA al di sopra di tale limite.

Però evidentemente mi sbaglio.....i 5000 euro si riferiscono quindi a un unico committente?

Alessandra

PS Può anche essere che il testo della legge sia ormai superato, non so come si sia evoluta la legislazione in merito alle prestazioni occasionali, per questo vi chiedo

[Modificato alle 2010-05-05 10:01 GMT]

[Modificato alle 2010-05-05 10:07 GMT]


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