Domande su possibile percorso formativo
Thread poster: xxxsnoopie
xxxsnoopie
Jun 1, 2010

Salve a tutti,
sono una ragazza di 28 anni, laureata in Lettere Classiche e futura insegnante di italiano per stranieri.
Da qualche tempo, anche in considerazione della crisi del mercato del lavoro e della ricerca, sto accarezzando l'idea di iscrivermi ad una scuola per intepreti e traduttori, riprendendo uno studio che ho sempre amato, quello, appunto, delle lingue. Vedo questa scelta più come un avanzamento del mio percorso formativo che come un tornare indietro, anche se forse sarò costretta ad iscrivermi ad un corso di laurea triennale. Secondo voi, che siete già nel campo, è un'idea verosimile oppure è rischiosa? E' consigliabile "alla mia età" fare un passo dele genere?
Io vivo a Roma, e le scuole possibile sono la Gregorio VII, la Pio V e la Carlo Bo: sono tutte più o meno equivalenti dal punto di vista della qualità o me ne consigliate qualcuna in particolare? io sarei orientata verso la Gregorio VII, anche se è molto costosa.
Considerando gli orari nei quali si svolge la didattica, è possibile frequentare le lezioni lavorando in part-time? E la mole degli esami permette di esaurire il percorso nel tempo stabilito?
Un'ultima domanda: dal punto di vista lavorativo queste scuole costituiscono davvero un trampolino di lancio così vantaggioso come vantano?
Grazie per la vostra attenzione!
Snoopie


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xxxLionel_M
Local time: 10:56
English to French
+ ...
Conoscenza delle lingue Jun 2, 2010

Vivendo a Roma ho sentito parlare bene della scuola di Gregorio VII, ma non saprei dirti di più, se non che mi sembra adatta come formazione complementare a studi linguistici.
Più che altro mi sento di dire che questo mestiere oltre a conoscere "bene" la tua lingua madre (visto che dovreti tradurre verso l'Italiano) richiede una buona, per non dire ottima, conoscenza della lingua di origine; solo te puoi conoscere il tuo livello !

Non entro nemmeno in considerazioni "tecniche" per quanto riguarda questo mestiere che richiede MOLTO di più che una semplice ottima conoscenza della lingua di partnza, e nemmeno in considerazioni che rigurdano la "specializzazione" verso la quale ci si vuole indirizzare. In altre parole, Italiani che parlano perfettament l'Inglese, ce ne sono e anche tanti; che siano in grado di tradurre, è un altro discorso che non si improvisa.
Scusa il tono "diretto".

Sperando quanto meno farti riflettere prima diinvestire tempo e denaro senza grossa speranza di futuro certo.

In bocca al lupo

[Modificato alle 2010-06-02 22:28 GMT]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 10:56
English to Italian
+ ...
Formazione e lavoro in proprio Jun 3, 2010

Ciao snoopie,

non so darti risposte sugli istituti di Roma. Vorrei però fare qualche altra riflessione.
Per quanto riguarda la tua età, se questa scelta ti consentisse in futuro di realizzarti, non me ne farei un problema. Meglio essere "in ritardo" adesso che rimpiangere per il resto della vita di non averlo fatto, anche perché più vai avanti, più diventerebbe complicato scegliere questa strada (più impegni di lavoro, famiglia...).
Il discorso però in generale è un po' più ampio, nel senso che se scegli di diventare traduttrice, come per molte altre professioni, questa diventa una vera e propria scelta di vita che richiede dedizione in termini di fatica e tempo. Ad esempio dovrai mettere in conto di trascorrere dei periodi all'estero nei paesi in cui si parlano le lingue che scegli e dovrai cercare di tenerti sempre aggiornata. Anche iniziare a guadagnare non sarà semplice e se consulti questo forum potrai leggere tante esperienze e anche difficoltà da parte di chi ci sta provando. Il nostro lavoro implica una formazione continua e l'apprendimento anche di altri aspetti, come l'approfondimento dei propri settori di specializzazione, programmi informatici, marketing, gestione della propria attività in proprio (fiscale e organizzativa). Quest'ultimo elemento è da tenere in particolare considerazione, perché lavorare in proprio vuol dire avere indubbiamente maggiore libertà, ma è una libertà che bisogna saper sfruttare, sapendo impiegare opportunamente il proprio tempo, senza lasciarsi scoraggiare dalle inevitabili difficoltà. Questi sono solo alcuni spunti di riflessione, ma se hai altre domande, potremo risponderti.


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Luca Ruella  Identity Verified
United States
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Lingue Jun 4, 2010

Ciao,

Concordo con quanto affermato da Mariella.
Per intraprendere la carriera di traduttore, a 28 anni, dovresti comunque partire da una base di ottima conoscenza di almeno una lingua (preferibilmente inglese o tedesco). Queste scuole infatti non insegnano "le lingue" ma la prassi della traduzione sulla base di una conoscenza della lingua che già deve essere vasta e profonda.

Per evitare di sprecare tempo e soldi ti consiglio quindi di fare una severa auto-valutazione su quelle che sono le tue competenze di partenza.

buona fortuna


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xxxsnoopie
TOPIC STARTER
grazie Jun 4, 2010

Ringrazio tutti per i consigli.
Sto valutando con attenzione le possibilità ma sono comunque abbastanza convinta della validità della mia scelta. E' vero che queste scuole richiedono una buona preparazione ma non mi sembra di aver capito che accettino soltanto studenti avanzati.
Per quanto mi riguarda, non ho una competenza avanzata in inglese, nè lo parlo fluentemente, trovandomi attualmente ad un livello intermedio tra il B1 ed il B2 del Quadro europeo, però credo che sia per me comunque possibile iscrivermi, appunto per migliorare la mia preparazione.
Non riesco a credere che gli studenti che accedono al primo anno siano tutti più preparati di me, pur avendo magari frequantato un liceo linguistico. Quello che ho saputo, tra l'altro, raccogliendo informazioni presso le segreterie di queste scuole è che il livello medio richiesto in entrata è quello equiparabile ad un B1.
Mi preoccupo, più che altro, per il tedesco, che studio soltanto da un anno e per il quale sarò si e no intorno all'A2; tuttavia credo sia possibile recuperare e potenziare nell'arco del primo anno.
Con questo non intendo assolutamente sminuire o sottovalutare il lavoro svolto dagli altri, semmai sto pensando di intensificare quello che dovrò affrontare io.

Concordo pienamente, invece, per quanto riguarda il discorso della passione e dell'impegno, perchè immagino si stia parlando di una professione che richiede molta dedizione e disponibilità.
Chiaramente nel momento in cui decidessi di iniziare uno studio simile avrei preventivato di dedicargli l'impegno necessario.

Grazie ancora.


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A_Nespoli  Identity Verified
Italy
Local time: 10:56
Member (2007)
German to Italian
+ ...
Studio delle lingue Jun 5, 2010

Francamente a me sembra un percorso economicamente un po' scomodo in termini di tempo e soldi passare per una laurea triennale.

Visto che tu dovresti avere una notevole competenza e conoscenza per quanto riguarda l'italiano, al posto tuo io dedicherei almeno un anno (anche due) a un approfondimento serio ed accurato delle lingue a cui intendi dedicarti.
Se ritieni di avere delle lacune per quanto riguarda l'inglese e una formazione ancora di livello medio basso (scusami ma con le varie sigle A, B, e C, mi perdo sempre e non so esattamente cosa vogliano dire) per il tedesco, al posto tuo mi dedicherei in primo luogo a perfezionare quelle.

Non so ecco, ma perfezionare l'inglese, portare il tedesco a livello medio-alto (in un anno!), frequentare una scuola per interpreti e traduttori e lavorare part-time, mi sembra voler fare il passo più lungo della gamba, rischiando poi di concludere poco.
A me sembra già un buon obiettivo, ad esempio, pensare di lavorare part-time e portare il tedesco a un buon livello in un anno o portare l'inglese a un livello veramente alto.

Al posto tuo mi dedicherei prima, per il tempo che ci vuole, a rafforzare seriamente le lingue in cui vorresti lavorare con corsi, soggiorni all'estero e via dicendo.
Magari, una volta che ti sentissi più sicura, affiancando qualche piccolo lavoro di traduzione pro-bono o cose simili, tanto per renderti conto se il lavoro di traduttore fa davvero per te.

In seguito avrai tutto il tempo per seguire un master o un corso di specializzazione (che sia magari anche orientato al settore a cui intendi dedicarti).

Fatte salve tutte le considerazioni di Mariella.


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