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Conviene partita iva guadagnando 11000 euro l'anno?
Thread poster: Oleusnoc
Oleusnoc
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Jun 29, 2010

Salve a tutti!
Da alcuni mesi collaboro con un'agenzia di traduzioni, ma adesso che sto per raggiungere la soglia dei 5000 euro, l'agenzia in questione mi ha detto di valutare l'apertura della partita iva. Loro mi garantirebbero in teoria circa 1000 euro al mese.
Secondo voi mi conviene aprire la partita iva visto che lavoro per un unico committente che mi paga solo 0,03 centesimi lordi a parola sorgente? Non è che, tolto tutto quello che dovrei versare, il netto si ridurrebbe ad una cifra di poco superiore alla fatidica soglia dei 5000 euro? Cosa mi consigliate?
Grazie a tutti in anticipo!


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Marina Vittoria  Identity Verified
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Non fare una cosa simile! Jun 29, 2010

Aprire una partita IVA per un compenso così basso, ti costerebbe tantissimo. Invece di 11.000 euro ne guadagneresti un altro 20% in meno, oltre alle tasse!
Per aprire una partita IVA bisogna guadagnare almeno 50.000/100.000 euro l'anno e comunque si paga tantissimo.
Cerca di resistere senza finché puoi!


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Elena Simonelli  Identity Verified
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libera professione Jun 29, 2010

Ciao!
Premesso che non sono un'esperta contabile e sarebbe meglio chiedere i dettagli al tuo commercialista, ti rispondo da traduttrice libera professionista.

Io sono sempre a favore della partita iva, un po' perché comunque le tasse e i contributi vanno in proporzione a quanto guadagni (non hai un fisso solo per il fatto di avere la partita iva, come succede o succedeva in altri paesi), un po' perché -se intendi intraprendere la stada della libera professione- quello è il modo.
Chi lavora con ritenuta d'acconto, alla fine, o rinuncia e trova un lavoro fisso o si decide comunque ad aprire la p.iva. Tanto vale farlo finché puoi usufruire del regime agevolato.

Quello che non conviene è tutto il resto.
Non ti conviene lavorare a 3 centesimi a parola, e soprattutto il fatto che questo cliente ti garantisce un minimo al mese. Se, come ti auguro, troverai altri clienti che pagano meglio, non vorrai più tu quella garanzia (più che garanzia la chiamerei minaccia )
E poi non conviene comunque aprire la partita iva per un unico cliente (la cifra che ti garantisce è solo sulla parola, domani potresti non avere nessun lavoro e nessu sussidio di disoccupazione). Se ti assumi tutte le responsabilità della libera professione, devi -col tempo- crearti un portafoglio di clienti, in modo che, quando non lavori per uno lavori per l'altro, se uno fallisce hai molte altre risorse per non fallire anche tu.
Questo potrebbe essere al massimo un punto d'inizio per poi passare oltre.

[Modificato alle 2010-06-29 13:41 GMT]


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Elena Simonelli  Identity Verified
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Gulp! Jun 29, 2010

Marina Vittoria wrote:

Aprire una partita IVA per un compenso così basso, ti costerebbe tantissimo. Invece di 11.000 euro ne guadagneresti un altro 20% in meno, oltre alle tasse!
Per aprire una partita IVA bisogna guadagnare almeno 50.000/100.000 euro l'anno e comunque si paga tantissimo.
Cerca di resistere senza finché puoi!

Magari guadagnassi 100.000 euro all'anno!
Guadagno "un po'" meno, ma sono comunque soddisfattissima di aver aperto la partita iva.
"Resistere finché puoi" ... finché te lo permette il fisco, ossia fino a 5000 euro l'anno.


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Vania Dionisi  Identity Verified
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??? Jun 29, 2010

Marina Vittoria wrote:

Per aprire una partita IVA bisogna guadagnare almeno 50.000/100.000 euro l'anno e comunque si paga tantissimo.
Cerca di resistere senza finché puoi!


Scusa ma quelli che guadagnano cifre intermedie tra 5000 e 50 000 che fanno? Finta di niente rispetto al fisco?

Non capisco.

Aggiungo: capisco e sono perfettamente d'accordo che il sistema fiscale italiano sia probabilmente il più iniquo tra quelli esistenti al mondo, ma non si può nemmeno fare gli evasori totali fino a quando non si arriva a 50 000...

[Edited at 2010-06-29 10:58 GMT]


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Marina Vittoria  Identity Verified
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In risposta a Elena! Jun 29, 2010

Anch'io pago regolarmentel'IVA e so che significa.
Per 11.000 euro l'anno ribadisco che è un suicidio economico.
Poi ognuno la pensi come preferisce.


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Marina Vittoria  Identity Verified
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Precisazione Jun 29, 2010

Chi guadagna cifre inferiori ai 20.000 euro, a mio parere, è meglio che si cerchi un impiego e rinunci a fare il libero professionista, perché costa troppo. Come ci si mantiene? Forse sbaglierò, ma non capisco come si possa vivere con importi netti tanto bassi, a meno che non si abiti con i genitori.

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Elena Simonelli  Identity Verified
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d'accordo Jun 29, 2010

Marina Vittoria wrote:

Chi guadagna cifre inferiori ai 20.000 euro, a mio parere, è meglio che si cerchi un impiego e rinunci a fare il libero professionista, perché costa troppo. Come ci si mantiene? Forse sbaglierò, ma non capisco come si possa vivere con importi netti tanto bassi, a meno che non si abiti con i genitori.

Sono d'accordo con te (anche se poi ognuno deve fare per sé il confronto tra reddito e costo della vita).
Ma magari qualcuno guadagna cifre inferiori a 20.000 euro perché ha appena iniziato: non si arricchisce ma fa il lavoro che gli piace.
Per questo consigliavo alla nostra collega di prenderlo come punto di partenza per poi cercare nuovi clienti.


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A_Nespoli  Identity Verified
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mah Jun 29, 2010

scusate ma i costi impliciti della partita iva a me sembrano sempre leggende metropolitane....

Per la categoria merceologica dei traduttori quello che si paga di tassa è proporzionale all'imponibile, che si calcola dal fatturato più tutta una serie di detrazioni.

Ora, considerato che

- per l'irpef (al 23%) c'è una detrazione di base per i redditi bassi che corrisponde a quella che una volta era la "no tax area, detrazione che diminuisce progressivamente all'aumentare del reddito, e inoltre si calcola l'imponibile a cui vengono sottratti i contributi dell'anno precedente
- per un reddito del genere con la RdA si va sempre a credito di irpef
- rimane l'inps che prima o poi va pagata a meno di non pensare di non guadagnare mai più di 5000 euro l'anno, che è una prospettiva un po' misera, e che è sempre proporzionale al reddito
- ci sono una serie di cose che con partita IVA si possono detrarre e senza partita IVA no (PC, affitti, bollette ecc. ecc.)

è matematicamente impossibile che che con un fatturato di 11000 euro annui, si ottenga un reddito netto di 5 mila euro.
Neanche con un commercialista incapace.

Al di là dei vantaggi professionali del presentarsi con la partita IVA, in sé la partita IVA non costa niente a parte l'apertura, che sarà di circa 100 euro non di più.

Anzi a parità di reddito la partita IVA permette di scaricare molte spese che altrimenti non si potrebbero scaricare, quindi conviene aprirla. Poi starà al commercialista valutare il migliore regime a cui aderire.
Certo è che, fatta salva la soglia dei 5000 euro, a meno di non fare mai la dichiarazione dei redditi, sicuramente lavorare senza partita IVA è più costoso che lavorare con la partita IVA


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A_Nespoli  Identity Verified
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PS Jun 29, 2010

Che fatturando meno di 20mila euro l'anno non convenga continuare a fare il libero professionista, è sicuramente vero.

Ma non c'entra nulla con l'apertura della partita IVA. Si tratta semplicemente del fatto che 20000 euro annui lordi sono pochi per chiunque, perché su 14 mensilità corrispondono a 1428 euro lordi.
Provate a fare i conti di quanto significa in busta....

Il problema sono i 20mila, non l'alternativa assunzione, partita iva, co.co.co

Ale


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dropinka  Identity Verified
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spese Jun 29, 2010

Marina Vittoria wrote:
Chi guadagna cifre inferiori ai 20.000 euro, a mio parere, è meglio che si cerchi un impiego e rinunci a fare il libero professionista, perché costa troppo. Come ci si mantiene? Forse sbaglierò, ma non capisco come si possa vivere con importi netti tanto bassi, a meno che non si abiti con i genitori.

Magari mi sbaglio, ma il "guadagno inferiore a 20.000 euro" può anche essere dovuto a molte spese, e gran parte di queste spese, nel caso di chi lavora da casa, sono costi che anche un dipendente si troverebbe a sostenere (bollette, affitto, cellulare etc.).
Pertanto, nel caso di chi lavora da casa, starei molto attenta a guardare solo l'utile come parametro, in quanto la possibilità di detrarre spese promiscue costituisce di per sé un guadagno che va considerato.

Claudia


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Dipende Jun 29, 2010

Marina Vittoria wrote:

Chi guadagna cifre inferiori ai 20.000 euro, a mio parere, è meglio che si cerchi un impiego e rinunci a fare il libero professionista, perché costa troppo. Come ci si mantiene? Forse sbaglierò, ma non capisco come si possa vivere con importi netti tanto bassi, a meno che non si abiti con i genitori.


O a meno che si svolga questa attività a tempo parziale. Secondo me la vera domanda da porsi è quanto valgono le nostre ore lavorate. Se si fatturano 20.000 euro l'anno ma si lavora part-time, magari si può trovare la soluzione molto conveniente, visto che oltretutto si può scegliere come suddividersi le ore. Non dimentichiamo che molti di noi non lavorano a tempo pieno, vuoi perché hanno un altro lavoro, ad esempio come insegnante, vuoi perché in un dato periodo della vita devono dedicare più tempo alla famiglia. Non è corretto soffermarsi sul solo fatturato senza valutare, come giustamente altri hanno fatto notare, tutte le condizioni intorno.


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
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Ragione ragione ragione Jun 29, 2010

A_Nespoli wrote:

scusate ma i costi impliciti della partita iva a me sembrano sempre leggende metropolitane....

Per la categoria merceologica dei traduttori quello che si paga di tassa è proporzionale all'imponibile, che si calcola dal fatturato più tutta una serie di detrazioni.

Ora, considerato che

- per l'irpef (al 23%) c'è una detrazione di base per i redditi bassi che corrisponde a quella che una volta era la "no tax area, detrazione che diminuisce progressivamente all'aumentare del reddito, e inoltre si calcola l'imponibile a cui vengono sottratti i contributi dell'anno precedente
- per un reddito del genere con la RdA si va sempre a credito di irpef
- rimane l'inps che prima o poi va pagata a meno di non pensare di non guadagnare mai più di 5000 euro l'anno, che è una prospettiva un po' misera, e che è sempre proporzionale al reddito
- ci sono una serie di cose che con partita IVA si possono detrarre e senza partita IVA no (PC, affitti, bollette ecc. ecc.)

è matematicamente impossibile che che con un fatturato di 11000 euro annui, si ottenga un reddito netto di 5 mila euro.
Neanche con un commercialista incapace.

Al di là dei vantaggi professionali del presentarsi con la partita IVA, in sé la partita IVA non costa niente a parte l'apertura, che sarà di circa 100 euro non di più.

Anzi a parità di reddito la partita IVA permette di scaricare molte spese che altrimenti non si potrebbero scaricare, quindi conviene aprirla. Poi starà al commercialista valutare il migliore regime a cui aderire.
Certo è che, fatta salva la soglia dei 5000 euro, a meno di non fare mai la dichiarazione dei redditi, sicuramente lavorare senza partita IVA è più costoso che lavorare con la partita IVA




Sottoscrivo in toto.
Preciso solo che l'apertura della partita IVA è gratuita, si fa in 5 minuti all'ufficio più comodo dell'agenzia delle entrate e - cosa già detta e riscritta - si pagano tasse (imposte) in più solo se l'alternativa è... l'evadere.

Ma chiedo, dall'altra parte, a chi ha aperto il forum: 1000 Euro con 3 cent a parola, con un solo cliente (che non dici come ti "regola" attualmente)... PRIMA di deciderti ad aprire una partita IVA, cioè a diventare un'imprenditrice, dovresti - secondo me - pensare bene a come posizionarti in modo favorevole sul mercato.

Non discuto sui 1000 Euro, magari li avessi io assicurati! Ma il resto della situazione non mi quadra molto.


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Pierluigi Bernardini  Identity Verified
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Local time: 07:02
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apri p. iva dei minimi Jun 29, 2010

A_Nespoli wrote:

-- ci sono una serie di cose che con partita IVA si possono detrarre e senza partita IVA no (PC, affitti, bollette ecc. ecc.)

Anzi a parità di reddito la partita IVA permette di scaricare molte spese che altrimenti non si potrebbero scaricare, quindi conviene aprirla. Poi starà al commercialista valutare il migliore regime a cui aderire.



Per chi ha un reddito attorno a quella cifre, come ad es. 11.000 euro, il problema non credo si ponga. Oggi, come già detto sopra, c'è la possibilità di aprire parita iva col regime dei minimi per redditi che non superino i 30.000 euro annui, con cui si paga solo la solita ritenuta del 20% e non sono dovute altre imposte.

Però riguardo alle detrazioni:
con la prestazione occasionale si possono detrarre sia spese strumentali che mediche.
Con la partita iva dei minimi invece si possono detrarre solamente le spese sturmentali.



[Edited at 2010-06-29 16:28 GMT]


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Oleusnoc
Local time: 07:02
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precisazioni Jun 29, 2010

Grazie a tutti per i vostri preziosi consigli.
Finora ho lavorato con contratti di collaborazione occasionale (ritenuta d'acconto del 20%) ma, proprio perché sto per raggiungere la soglia dei 5000 euro, l'agenzia mi ha chiesto di aprire la partita iva per continuare il rapporto lavorativo. Ho provato a proporre un contratto a progetto, ma mi hanno risposto che il commercialista ha detto che non si può fare (sicuramente perché non gli conviene).
Ma voi fate solo traduzioni verso l'italiano? Perché a me invece la maggior parte delle volte danno testi in italiano da tradurre in varie lingue, il che comporta un notevole aumento del tempo necessario per portare a termine l'incarico.


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