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Nuove norme CCIA
Thread poster: Annamaria Sondrio (X)

Annamaria Sondrio (X)  Identity Verified
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Sep 10, 2010

Buongiorno,
ho aperto da pochissimo partita iva tramite commercialista, codice Ateco 74.30.00. Sempre tramite il commercialista, la Camera di Commercio ha richiesto pagamento di Euro 200,00 (quota) + 37,50 (bolli).
Io vorrei esercitare in un locale su strada (agenzia), ho scritto alla stessa CCIA che mi ha detto che dovrei registrarmi al Registro Imprese e all’albo artigiani? Vi risulta?
Qualcuno mi potrebbe chiarire se noi siamo artigiani? Sono lievemente confusa...
Grazie mille.


 

Mariella Bonelli  Identity Verified
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Perché non libera professionista? Sep 10, 2010

Ciao Annamaria,

l'inquadramento come artigiani mi risulta strano. Non vorrei confonderti ulterioremente le idee, ma devo rispondere al tuo quesito con un altro quesito. Perché scegliere tra registro imprese e albo artigiani? A me risulta che entro certi limiti (che non riguardano il fatturato) sia sufficiente mantenere la posizione di libero professionista. Oltretutto leggo che hai aperto la partita iva da poco. Io ad esempio continuo ad essere libera professionista pur avendo uno studio, pertanto quando saltano fuori di tanto in tanto domande come la tua sono incuriosita dalle diverse scelte fiscali pur nell'ambito della stessa attività. Farebbe piacere anche a me confrontarmi sull'argomento.

[Edited at 2010-09-10 19:41 GMT]


 

Annamaria Sondrio (X)  Identity Verified
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Scelta fiscale Sep 11, 2010

Mariella Bonelli wrote:

Ciao Annamaria,

l'inquadramento come artigiani mi risulta strano. Non vorrei confonderti ulterioremente le idee, ma devo rispondere al tuo quesito con un altro quesito. Perché scegliere tra registro imprese e albo artigiani? A me risulta che entro certi limiti (che non riguardano il fatturato) sia sufficiente mantenere la posizione di libero professionista. Oltretutto leggo che hai aperto la partita iva da poco. Io ad esempio continuo ad essere libera professionista pur avendo uno studio, pertanto quando saltano fuori di tanto in tanto domande come la tua sono incuriosita dalle diverse scelte fiscali pur nell'ambito della stessa attività. Farebbe piacere anche a me confrontarmi sull'argomento.

[Edited at 2010-09-10 19:41 GMT]


Io mi sono affidata al commercialista. Devo dire che in materia fiscale non sono molto ferrata. Comunque anche a me la risposta della Camera di Commercio riguardo all'apertura di un locale agenzia risulta strana, nessuno mi potrebbe chiarire le idee per favore?


 

Dragomir Kovacevic  Identity Verified
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nel momento di iscrizione alla C di commercio... Sep 11, 2010

... viene posta la domanda se la persona svolgesse l'attività come impresa o come... hm, non mi ricordo di seconda opzione; come lavorate autonomo o libero professionista.

Se dichiari, o per conto tuo, dichiarassero che svolgeresti l'attività d'impresa, in tal caso cambia il tuo inquadramento professionale e previdenziale. Sei un'impresa. Non applicherai servizio + Contributo 4% INPS. Non potrai rilasciare le vere e proprie fatture proforma per gli anticipi, (tranne quelle con l'IVA differita), ma solo le fatture "servizio + IVA".

Se ti piace lavorare da impresa, in tal senso potresti esaminare in che cosa consista inscriversi nel ruolo interno camerale di traduttori ed interpreti: rimanendo impresa, o per forza del ruolo, diventando un lavoratore autonomo-libero professionista. (Credo sia il secondo, perché a tal scopo serve questo ruolo interno presso Camera di Commercio). Magari, ci potresti informare in seguito?

Comunque, potresti anche tentare di modificare la tua iscrizione. Di sicuro, la coppia "impresa + iscrizione nel ruolo interno di traduttori", non è possibile.

Quello che è valido è utile quando si è "impresa": inquadramento previdenziale. Ed è in tal senso, vero che uno diventa "artigiano" perché paga i contributi INPS di tipo artigiani-commercianti: incirca 3000 euro annui, come quota minima forfetaria. Questi almeno non vanno perduti, come vanno quasi perduti quelli versati nella Cassa di gestione separata. Quest'ultima ti spetterebbe usare se fossi lavoratore autonomo.

Dragomir

Annamaria Sondrio wrote:

Buongiorno,
ho aperto da pochissimo partita iva tramite commercialista, codice Ateco 74.30.00. Sempre tramite il commercialista, la Camera di Commercio ha richiesto pagamento di Euro 200,00 (quota) + 37,50 (bolli).
Io vorrei esercitare in un locale su strada (agenzia), ho scritto alla stessa CCIA che mi ha detto che dovrei registrarmi al Registro Imprese e all’albo artigiani? Vi risulta?
Qualcuno mi potrebbe chiarire se noi siamo artigiani? Sono lievemente confusa...
Grazie mille.


[Edited at 2010-09-11 11:50 GMT]

[Edited at 2010-09-11 11:54 GMT]


 

Mariella Bonelli  Identity Verified
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Lavoro prevalente del libero professionista Sep 11, 2010

Annamaria Sondrio wrote:

Io mi sono affidata al commercialista.


Anch'io ovviamente, come molti dei nostri colleghi che hanno tuttavia inquadramenti diversi. È solo su queste differenze che poteva essere interessante il confronto.

Oltre a quello che ti ha detto Dragomir sul contributo INPS e in generale sulla previdenza sociale, in termini più generali un libero professionista è ritenuto tale fino a quando la sua attività è predominante rispetto all'attività di intermediazione o coordinamento. Si può tranquillamente avere uno studio pubblico, dipendenti, segretarie, ecc. L'importante è che il contributo del libero professionista sia fondamentale per l'impresa (come peraltro avviene per molti avvocati, commercialisti, dentisti, ecc). Non vorrei azzardare troppo, ma mi pare anche di ricordare che l'attività di collaboratori e dipendenti non dovrebbe superare il 50% delle mansioni dello studio. Io ad esempio rientro in questa categoria e così per il momento sono rimasta. Tutto questo per dire che non necessariamente devi rivolgerti alla Camera di Commercio per quanto ne so.


 

Annamaria Sondrio (X)  Identity Verified
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Grazie per le risposte. Sep 11, 2010

Grazie a entrambi per le risposte e grazie a Dragomir per il chiarimento semplice ma esauriente! Ora ho capito "cosa sono"! Impresa individuale, pago 2800 Euro/anno di contributi INPS.
Perfetto. A questo punto capisco la scelta del mio commercialista, oltre al motivo per cui la sua segretaria mi ha bacchettata perché nella prima fattura come impresa avevo inserito il 4% e la detrazione R.A..
Grazie.

[Edited at 2010-09-11 16:14 GMT]


 

Luca Tutino  Identity Verified
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Contributi INPS a forfait? Sep 11, 2010

L'argomento mi pare troppo importante per trattarlo in modo così nebbioso...

Dunque ci sarebbe modo di avere una partita iva e pagare un contributo inps forfettario di 2800 o 3000 euro indipendentemente dall'ammontare del fatturato annuo?

Allora i contributi inps non sono una percentuale della fattura?

E come si fa, basta dichiararsi artigiani, bisogna sviluppare l'attività d'intermediazione?

Quale articolo del TUIR o modifica successiva prevede tale possibilità?

Annamaria Sondrio wrote:

Grazie a entrambi per le risposte e grazie a Dragomir per il chiarimento semplice ma esauriente! Ora ho capito "cosa sono"! Impresa individuale, pago 2800 Euro/anno di contributi INPS.
Perfetto. A questo punto capisco la scelta del mio commercialista, oltre al motivo per cui la sua segretaria mi ha bacchettata perché nella prima fattura come impresa avevo inserito il 4% e la detrazione R.A..
Grazie.

[Edited at 2010-09-11 16:14 GMT]


[Edited at 2010-09-11 22:03 GMT]


 

Annamaria Sondrio (X)  Identity Verified
Italy
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Impresa vs Libera Professione Sep 12, 2010

Per l'impresa la quota fissa dei 2800 Euro si riferisce ai minimali stabiliti dall'INPS. Quindi, anche se io percepissi un reddito inferiore, devo comunque pagare quella cifra, come dici tu...forfettaria... scaglionata ogni tre mesi (2800/4, ci sono delle scadenze precise).
Per quanto riguarda il secondo punto... da quello che ho capito, quando faccio la dichiarazione dei redditi a fine anno fiscale, pagherò le imposte relative in base a quanto ho fatturato durante l'anno.


[Edited at 2010-09-12 05:33 GMT]


 

Silvia Prendin  Identity Verified
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Artigiani? Sep 12, 2010

Per quanto di mia conoscenza, il lavoro di traduzione non rientra nella manualità richiesta per il lavoro artigiano (forse se fossimo degli amanuensi...), vedi requisiti qui:
http://www.mi.camcom.it/show.jsp?page=265680

Si tratta infatti di un lavoro di concetto.


 

Annamaria Sondrio (X)  Identity Verified
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Infatti... Sep 13, 2010

...ero questo il mio dubbio iniziale (vista la risposta della CCIA).
Penso solo di essere incappata in un impiegato poco informato!
Grazie per il link!


 

Dragomir Kovacevic  Identity Verified
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prestazione di servizi Sep 13, 2010

Silvia P. wrote:

Per quanto di mia conoscenza, il lavoro di traduzione non rientra nella manualità richiesta per il lavoro artigiano (forse se fossimo degli amanuensi...), vedi requisiti qui:
http://www.mi.camcom.it/show.jsp?page=265680

Si tratta infatti di un lavoro di concetto.


E quando nell'articolo che citi, si legge:
"Produzione di beni, anche semi lavorati e/o prestazione di servizi"

?

Volevo rispondere all(a) collega prima del tuo post:

Per agevolare il periodo iniziale, che, peraltro, potrà durare a lungo, da punto di vista fiscale si può optare per il regime dei minimi (forfettario per quanto riguarda IRPEF). Questo potrebbe rendersi necessario, poiché gli attuali studi di settore prevedono un minimo fatturabile annuo di incirca 15.000 euro (grosso modo è così).

Rimane sempre possibile, con il suddetto regime fiscale forfettario dei minimi*** (e ve lo consiglio vivamente)i, pagarsi INPS da artigiani-commercianti. Sono due cose diverse.

***Se uno inizia con l'attività con la partita IVA, e non abbia svolto questa attività mai prima, nei primi 3 anni di lavoro da "impresa individuale", può godere (o poteva, se l'abbiano tolto) del regime, oltre all'IRPEF ridotto, non è ancora sottoposto alle valutazioni dallo studio di settore. Vale a dire, potete passare nel regime dei minimi, nel 2-3 anno di attività.

Dragomir


 

Annamaria Sondrio (X)  Identity Verified
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Grazie Sep 13, 2010

Mille grazie per la tua cordialità, Dragomir! Mi hanno messa in regime dei minimi, so che gli studi di settore sono una bella rogna e sono contenta di potermeli evitare per un po'.

Un salutone!


 

Silvia Prendin  Identity Verified
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Artigiani Sep 13, 2010

Dragomir Kovacevic wrote:

E quando nell'articolo che citi, si legge:
"Produzione di beni, anche semi lavorati e/o prestazione di servizi"
Dragomir


Servizi manuali: parrucchiera, estetista, idraulico, muratore, falegname...

Tutti questi possono essere artigiani.


 

Silvia Prendin  Identity Verified
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Camera di commercio? Sep 13, 2010

Annamaria Sondrio wrote:
Mi hanno messa in regime dei minimi, so che gli studi di settore sono una bella rogna e sono contenta di potermeli evitare per un po'.


Ciao Annamaria, per l'attività di traduttrice, libera professionista, ditta individuale, regime dei minimi non è necessaria l'iscrizione alla camera di commercio. L'iscrizione è facoltativa. Se non la fai, eviti una spesa (da rinnovare ogni anno).

Ciao

Silvia


 

Dragomir Kovacevic  Identity Verified
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CCIAA obligatoria per la categoria -ditta individuale che funziona da impresa- Sep 13, 2010

è così, davvero.


Silvia P. wrote:

Annamaria Sondrio wrote:
Mi hanno messa in regime dei minimi, so che gli studi di settore sono una bella rogna e sono contenta di potermeli evitare per un po'.


Ciao Annamaria, per l'attività di traduttrice, libera professionista, ditta individuale, regime dei minimi non è necessaria l'iscrizione alla camera di commercio. L'iscrizione è facoltativa. Se non la fai, eviti una spesa (da rinnovare ogni anno).

Ciao

Silvia


 
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