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spese di bollo e 4% INPS e clienti esteri
Thread poster: Tamara Fantinato

Tamara Fantinato
Italy
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Nov 30, 2010

Ciao a tutti, ho un dubbio atroce, per i clienti esteri si addebitano le spese di bollo e il 4% dell'INPS?

Grazie
tamara


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Andrea Piu  Identity Verified
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in che senso? Nov 30, 2010

Nel senso di aggiungere quello che tu devi pagare all'INPS nel conto finale della traduzione?

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Tamara Fantinato
Italy
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aggiungere Nov 30, 2010

Si intendevo proprio quello.

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xxxFulvio Z.  Identity Verified
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Non si aggiungono Dec 1, 2010

Il bollo e il 4% inps sono tasse interne nazionali, per cui non si aggiungono a clienti non italiani.

Un saluto!


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Andrea Piu  Identity Verified
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ok Dec 1, 2010

Per un commitente italiano di solito si detrae la ritenuta e si aggiunge la percentuale inps.
Per un committente straniero, ragionandoci, non avrebbe senso. Perché un americano, brasiliano, cinese, etc. dovrebbe pagare i tuoi contributi pensionistici in Italia?
Però, forse una soluzione ci sarebbe, nel senso che, dipende da come ti sei messa d'accordo col tuo cliente a momento dell'emessione della fattura/ricevuta. Potresti sempre fare un peventivo forfettario e aggiungere alla tua tariffa eventuali spese locali riguardi INPS etc. Oppure semplicemente, stampare una dicitura dei contributi previdenziali italiani, essendo così chiara in tutti gli spetti. Non so però se nell'ultimo caso descritto, il cliente possa essere d'accordo.


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
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? non ho capito bene... Dec 1, 2010

andrea77 wrote:

Per un commitente italiano di solito si detrae la ritenuta e si aggiunge la percentuale inps.
Per un committente straniero, ragionandoci, non avrebbe senso. Perché un americano, brasiliano, cinese, etc. dovrebbe pagare i tuoi contributi pensionistici in Italia?
Però, forse una soluzione ci sarebbe, nel senso che, dipende da come ti sei messa d'accordo col tuo cliente a momento dell'emessione della fattura/ricevuta. Potresti sempre fare un peventivo forfettario e aggiungere alla tua tariffa eventuali spese locali riguardi INPS etc. Oppure semplicemente, stampare una dicitura dei contributi previdenziali italiani, essendo così chiara in tutti gli spetti. Non so però se nell'ultimo caso descritto, il cliente possa essere d'accordo.


Scusa, secondo te io che sono italiana e lavoro per un committente nel Togo mi informo e aggiungo la rivalsa del corrispondente INPS togolese? e il cliente fa un versamento a tuo favore all'INPS del Togo? e poi tu come recuperi questi soldi?
Non mi sembra una gran pensata.....

O intendi dire che il prezzo che fai per un cliente che non ti paga la rivalsa INPS la deve comprendere anche se non la espliciti?
Certo: come non fai pagare a parte l'uso dei vocabolari o la corrente per il PC, la tua tariffa deve comprendere tutte le componenti di costo.

Manuela


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Silvia Prendin  Identity Verified
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Risposte varie Dec 2, 2010

Tamara Fantinato wrote:
Ciao a tutti, ho un dubbio atroce, per i clienti esteri si addebitano le spese di bollo e il 4% dell'INPS?

Ciao Tamara, la scelta di aggiungere questi costi è puramente personale. Sono costi, quindi è lecito addebitarli. L'importante è che non siano una sorpresa per il cliente. Nel momento in cui sottoponi il tuo preventivo, non dimenticarti di aggiungerle, ove necessario (ad es. per 60€ niente bollo).

Fulvio wrote:
Il bollo e il 4% inps sono tasse interne nazionali, per cui non si aggiungono a clienti non italiani.

Che significa? Sono costi per il traduttore. Se un cliente ti chiede di legalizzare un documento, per i bolli che paghi metti i soldi di tasca tua? Non è una buona strategia imprenditoriale.

andrea77 wrote:
Perché un americano, brasiliano, cinese, etc. dovrebbe pagare i tuoi contributi pensionistici in Italia?

Perché la legge italiana mi invita a farlo. Quindi mi sento in diritto di farlo.

andrea77 wrote:
Potresti sempre fare un peventivo forfettario e aggiungere alla tua tariffa eventuali spese locali riguardi INPS etc. Oppure semplicemente, stampare una dicitura dei contributi previdenziali italiani, essendo così chiara in tutti gli spetti. Non so però se nell'ultimo caso descritto, il cliente possa essere d'accordo.

A me piace la traspararenza, ma se per un cliente è un problema, si può aumentare la tariffa del 4%. Tutto si può fare...

Manuela Dal Castello wrote:
secondo te io che sono italiana e lavoro per un committente nel Togo mi informo e aggiungo la rivalsa del corrispondente INPS togolese?

Questo cosa c'entra? Qui si tratta di aggiungere in fattura dei costi sostenuti dal traduttore. Il sistema fiscale del Paese destinatario del tuo lavoro non conta, se non comporta costi per te. Ovviamente per "locali" si intendevano i costi in Italia.

Manuela Dal Castello wrote:
e il cliente fa un versamento a tuo favore all'INPS del Togo?

Il cliente non fa alcun versamento. Nemmeno quello italiano, nel caso del recupero spese del 4%. Infatti è sempre il traduttore a pagare. Si tratta di un modico recupero rispetto al 27% e rotti dovuto all'INPS. Alla fine della fiera, però, magari ti ritrovi con 1000 euro in meno da pagare al famigerato Istituto...

Manuela Dal Castello wrote:
come non fai pagare a parte l'uso dei vocabolari o la corrente per il PC, la tua tariffa deve comprendere tutte le componenti di costo.

Certo. Ritorniamo alla mia considerazione iniziale. Si tratta pur sempre di una scelta che spetta al traduttore come scorporare o presentare le proprie tariffe e costi accessori. Però se si va a ritoccare la tariffa non lo si fa a tre o quattro decimali, e chi ci "smena" è il cliente. Quindi se il traduttore ha intenzione di far pagare quel 4%, il cliente ha tutta la convenienza ad accettarlo, anziché trovarsi il prezzo arrotondato per eccesso. Nella maggior parte dei casi il cliente è più propenso ad accettare il 4%, che è quello che gli costa meno.


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
Italy
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Non all'estero Dec 2, 2010

Silvia P. wrote:

Fulvio wrote:
Il bollo e il 4% inps sono tasse interne nazionali, per cui non si aggiungono a clienti non italiani.

Che significa? Sono costi per il traduttore. Se un cliente ti chiede di legalizzare un documento, per i bolli che paghi metti i soldi di tasca tua? Non è una buona strategia imprenditoriale..

Penso che Fulvio si riferisse solamente al bollo di 1,81 Euro per chi è nel regime dei minimi.

Silvia P. wrote:
andrea77 wrote:
Perché un americano, brasiliano, cinese, etc. dovrebbe pagare i tuoi contributi pensionistici in Italia?

Perché la legge italiana mi invita a farlo. Quindi mi sento in diritto di farlo.



No Silvia, anche volendo come fa un cliente americano, brasiliano o cinese a pagare i miei contributi pensionistici in Italia?
IO devo pagare i MIEI contributi, se poi li addebito (in chiaro o no) al cliente è un'altra faccenda.
E secondo l'esperienza, non solo mia ma anche di vari altri colleghi, aggiungere un 4% in fattura per "rivalsa INPS" tradotto come ti pare nelle varie lingue significa solo farsi contestare la fattura.

Silvia P. wrote:

Manuela Dal Castello wrote:
come non fai pagare a parte l'uso dei vocabolari o la corrente per il PC, la tua tariffa deve comprendere tutte le componenti di costo.

Certo. Ritorniamo alla mia considerazione iniziale. Si tratta pur sempre di una scelta che spetta al traduttore come scorporare o presentare le proprie tariffe e costi accessori. Però se si va a ritoccare la tariffa non lo si fa a tre o quattro decimali, e chi ci "smena" è il cliente. Quindi se il traduttore ha intenzione di far pagare quel 4%, il cliente ha tutta la convenienza ad accettarlo, anziché trovarsi il prezzo arrotondato per eccesso. Nella maggior parte dei casi il cliente è più propenso ad accettare il 4%, che è quello che gli costa meno.

Io non la vedo così. Se io faccio pagare 1 Euro a parola per gli italiani, mentre per gli stranieri aumento a 1,04 per il cliente cosa cambia? Si fa la moltiplicazione parole x tariffa e gli viene fuori un totale. Mica gli devo stare a spiegare "guarda, ti farei pagare 1 Euro se fossi italiano ma siccome sei straniero ti aumento perché e perché". Va da sè che se fosse un cliente regolare e se la rivalsa dovesse aumentare dal 4 al 5% non starei ad applicare aumenti...
In ogni caso la trasparenza consiste nell'addebitare un costo certo, coerente e che corrisponda alla prestazione, senza aggiungere in fattura voci non concordate.

Manuela


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Silvia Prendin  Identity Verified
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Nuove risposte Dec 2, 2010

Manuela Dal Castello wrote:
Penso che Fulvio si riferisse solamente al bollo di 1,81 Euro per chi è nel regime dei minimi.

Il concetto non cambia. Se vai dal dentista e ti mette il bollo in fattura, mica lo paga lui. Lo fa pagare a te. E non gli interessa se tu sia australiana o italiana... (siccome il mondo è dei furbi, molti consegnano senza bollo e ti devi arrangiare a mettertelo da sola, ma questo è un altro paio di maniche...). Che si tratti di bollo da 2€ o da 15€ il ragionamento rimane identico. L'unica cosa è che se non lo si addebita al cliente lo si può "scaricare", un po' come i francobolli. Quindi a ognuno la scelta.

Manuela Dal Castello wrote:
No Silvia, anche volendo come fa un cliente americano, brasiliano o cinese a pagare i miei contributi pensionistici in Italia?
IO devo pagare i MIEI contributi, se poi li addebito (in chiaro o no) al cliente è un'altra faccenda.
E secondo l'esperienza, non solo mia ma anche di vari altri colleghi, aggiungere un 4% in fattura per "rivalsa INPS" tradotto come ti pare nelle varie lingue significa solo farsi contestare la fattura.

Allora, se un collega viene da me e mi chiede: posso addebitare in fattura? Io dico: sì. Il traduttore ha la facoltà di farlo. Se poi sia consigliabile farlo, questo è un altro discorso. Ripeto, l'essenziale è che il costo corrisponda a quello preventivato e che non ci siano sorprese. Il cliente non deve versare nulla, è sempre il "beneficiario" che versa. In ogni caso l'INPS non ha alcun rapporto con nessuno dei soggetti a cui il professionista addebita la rivalsa. Si tratta di un qualcosa che intercorre tra fornitore dei servizi e fruitore dei servizi.

Manuela Dal Castello wrote:
Se io faccio pagare 1 Euro a parola per gli italiani, mentre per gli stranieri aumento a 1,04 per il cliente cosa cambia? Si fa la moltiplicazione parole x tariffa e gli viene fuori un totale.

Non credo cambi nulla neanche per quello italiano, anche se non so se il costo venga scaricato separatamente dalle aziende italiane.

Manuela Dal Castello wrote:
In ogni caso la trasparenza consiste nell'addebitare un costo certo, coerente e che corrisponda alla prestazione, senza aggiungere in fattura voci non concordate.
E su questo sono pienamente d'accordo
Si tratta del modo più sicuro per non ricevere alcuna contestazione.

[Modificato alle 2010-12-02 09:14 GMT]


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Manuela chiara come al solito Dec 2, 2010

Veramente, sei come sempre molto molto chiara, non è un dono da poco,

Angio


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Silvia non è, posso/voglio... Dec 2, 2010

È proprio contro le norme della fatturazione internazionale aggiungere cosi interni nazionali in una fattura per l'estero, ovvero, io posso chiaramente fare al cliente estero un prezzo più elevato calcolando che poi sulla fattura dovrò pagare bolli e costi vari (ITALIANI), ma NON posso fare per l'estero una fattura ad esempio così:

Imponibile Euro 100,00
Inps 4% Euro 4.00
Irpef 20% Euro 20,00
Iva 20% Euro 20,00

Totale fattura Euro 104,00

Ecco questo PER L'ESTERO non si può fare, ovvio che però puoi chieder di più tenedo a mente i suddetti costi, mi sembra che Tamara volesse sapere questo, non credo proprio che ci chieda come deve farsi i conti.

Ciao!

P.S. (chiedo scusa ma i numeri non mi restano in colonna), sorry


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Tamara Fantinato
Italy
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esatto Dec 2, 2010

Era proprio questo che volevo sapere!

Grazie di cuore a tutti!!!!!!


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Silvia Prendin  Identity Verified
Italy
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Per Angie Dec 2, 2010

Ciao Angie,

mi spiace contraddirti ma non è così, per i motivi che ho già esposto nei miei interventi precedenti. Non c'è alcuna norma che vieti di richiedere la rivalsa INPS ad un soggetto estero, all'INPS non interessa, all'erario nemmeno. Chiedi eventualmente al tuo commercialista. Quel 4% non viene trattato come IRPEF o IVA, nulla di tutto ciò. Non viene nemmeno scorporato e ci si pagano le tasse.


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Già chiesto, grazie Dec 2, 2010

Molto tempo fa...a commercialisti, fiscalisti, ecc. ecc.

Chiedi eventualmente al tuo commercialista


Ti assicuro che le mie idee su come fatturare sono molto chiare (da molto molto tempo)

Buona giornata.

Edit per un link utile a Tamara: (per quanto mi riguarda fatturo esattamente come indicato qui)

http://www.aiti.org/esempi_fatture.html

E questo in conformità alla Circolare Ministeriale n. 147/E d.d. 10/06/1998.

[Edited at 2010-12-02 14:41 GMT]


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dropinka  Identity Verified
Italy
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d'accordo con Silvia Dec 2, 2010

Angie G. wrote:

È proprio contro le norme della fatturazione internazionale aggiungere cosi interni nazionali in una fattura per l'estero, ovvero, io posso chiaramente fare al cliente estero un prezzo più elevato calcolando che poi sulla fattura dovrò pagare bolli e costi vari (ITALIANI), ma NON posso fare per l'estero una fattura ad esempio così:

Imponibile Euro 100,00
Inps 4% Euro 4.00
Irpef 20% Euro 20,00
Iva 20% Euro 20,00

Totale fattura Euro 104,00



Silvia P. wrote:

Ciao Angie,

mi spiace contraddirti ma non è così, per i motivi che ho già esposto nei miei interventi precedenti. Non c'è alcuna norma che vieti di richiedere la rivalsa INPS ad un soggetto estero, all'INPS non interessa, all'erario nemmeno. Chiedi eventualmente al tuo commercialista. Quel 4% non viene trattato come IRPEF o IVA, nulla di tutto ciò. Non viene nemmeno scorporato e ci si pagano le tasse.


Un conto sono la ritenuta d'acconto (che può versare soltanto un sostituto d'imposta, ovvero un'azienda italiana / titolare di partita IVA italiano) e l'IVA (che non va applicata sulle traduzioni svolte per _aziende_ straniere), altro sono la rivalsa INPS e la marca da bollo, che ai clienti esteri si possono tranquillamente applicare.

Chiaro che al cliente non piace vedersi aggiungere queste due voci in fattura "a tradimento", ma allora, in fase di preventivo, si pensa a un onorario che comprenda già tali voci (mentre in Italia, in genere, è scontato che quando si dice "l'onorario è X" si intenda in realtà X + 4% INPS - 20% r.a. + 20% IVA per chi è nel regime ordinario, oppure X + 4% INPS - 20% r.a. + 1,81 marca da bollo per chi è nel regime dei minimi).

Claudia


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