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Prima vera interpretazione simultanea
Thread poster: kikyo81
kikyo81
Local time: 07:44
Feb 9, 2011

Buonasera a tutti!
Vi scrivo perché fra un paio di settimane mi ritroverò in cabina per un convegno e sono un po' in ansia. Dopo la laurea in interpretazione, alcuni anni fa, ho fatto diversi lavori e ho viaggiato per un po'...
Come interprete ho lavorato un'unica volta ma ero in compagnia di una collega di università, una cara amica. Lei aveva già dell'esperienza alle spalle e dunque non mi sono dovuta preoccupare di alcune cose come, ad esempio, i dettagli tecnici.
Vi potranno sembrare delle stupide paranoie, ma fra le cose che mi spaventano di più c'è quella riguardante la cabina in sé stessa...In effetti, volevo in particolare chiedervi se (prima di iniziare l'interpretazione) è possibile richiedere una verifica audio o cosa fare se, durante l'interpretazione, si verificano problemi che impediscono un normale ascolto.

Naturalmente, se voleste farmi notare altri aspetti o cose a cui dovrei fare attenzione e che non mi vengono in mente ora, ve ne sarei davvero grata!

Grazie in anticipo!


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Franco Rigoni  Identity Verified
Italy
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Prove audio Feb 10, 2011

Sì, generalmente si arriva 20 minuti prima, si fanno le prove audio con il tecnico audio e se ci sono problemi nel corso del convegno lo si può segnalare (dicendo ad esempio: "L'interprete segnala che il microfono non funziona/che l'audio non arriva in cuffia ecc.").
C'è comunque il tecnico di cabina che ti spiega tutto all'inizio.


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kikyo81
Local time: 07:44
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Questioni pratiche Feb 10, 2011

Ciao Franco, ti ringrazio per la pronta risposta!
Effettivamente, proprio stamattina, mi hanno telefonato dalla segreteria del Congresso per chiedermi (se possibile) di incontrarci prima e discutere così anche dei dettagli tecnici. Mi hanno già anticipato che prima dell'inizio sarà possibile verificare l'apparecchiatura.
Mi sento leggermente più tranquilla in effetti...Il punto è che all'università non ci hanno insegnato ad affrontare o a prevedere quelli che possono essere gli inconvenienti del mestiere né eventualmente come tutelarci; mi riferisco alle questioni tecniche, al trattamento economico, alle condizioni di lavoro accettabili o meno ecc.
Forse oggi le cose sono diverse, è passato qualche anno dalla mia laurea. Ad ogni modo, io credo che sarebbe utile introdurre questo tipo di argomenti.


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Chiara Cherubini  Identity Verified
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Tecnici Feb 10, 2011

Ciao,

di solito, come ha scritto anche Franco, è buona norma arrivare prima per poter prendere visione dell´impianto, provarlo e chiedere eventualmente chiarimenti al tecnico.

Se poi durante l´interpretazione qualcosa non funzionasse, basta mantenere la calma e segnalare in cuffia il problema (così chi ti ascolta si rende conto di ciò che sta succedendo).

In bocca al lupo per l´incarico!

Chiara


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kikyo81
Local time: 07:44
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Grazie Feb 10, 2011

Grazie dell'intervento Chiara e crepi il lupo!

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Chiara Cherubini  Identity Verified
Germany
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Preparazione universitaria VS esperienza Feb 10, 2011

Ciao di nuovo,

ho letto solo adesso il tuo secondo intervento. In parte è vero che le università non dedicano molta attenzione agli aspetti pratici della professione (anche se non è così in tutti i corsi), ma è anche vero che quella dell'interprete è una professione in cui ci si può trovare a lavorare in situazioni via via diverse per cui non sempre è facile generalizzare cosa si debba o non si debba fare, si apprendono delle regole generali ma poi sta alla persona saperle applicare alle circostanze specifiche nel modo migliore possibile.

Ad ogni modo, la cosa che aiuta di più è anche qui l'esperienza, perché poi man mano che si sommano gli incarichi svolti si impara a muoversi in modo più sicuro anche per le questioni organizzative/tecniche!

Un saluto

Chiara


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kikyo81
Local time: 07:44
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Delusione Feb 18, 2011

Eccomi qui...decisamente depressa.
Ho saputo solo ora (e la conferenza era prevista per martedi prossimo) che il servizio di interpretazione è stato disdetto. Essendo nuova, nel campo, sono rimasta piuttosto allibita. Sinceramente non riesco a capire. Continuo a chiedermi come si svolgerà l'evento senza interpreti. E' una cosa normale?

Per Chiara: ecco una delle tante situazioni in cui un minimo di preparazione, da parte della propria università, non guasterebbe. Dedicare parte delle lezioni alla descrizione di quello che è (o può essere) il mondo del lavoro è un'utile base di partenza. E' vero che ogni situazione è diversa ma qualche indicazione aiuterebbe un inteprete in formazione ad orientarsi.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Delusione? Feb 18, 2011

La delusione non c'entra in questo caso, non si sta parlando di storie d'amore o fidanzati. L'interpretariato è una prestazione di servizi, quindi quello che conta è: hai avuto un contratto? Le agenzie serie inviano un contratto anche mesi prima, e se l'evento viene cancellato, a seconda del preavviso, garantiscono un pagamento comunque, anche fino al 100%.


[Modificato alle 2011-02-18 23:45 GMT]


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kikyo81
Local time: 07:44
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Imparare la lezione... Feb 20, 2011

Anche quando ho lavorato come interprete la prima volta, il contratto fu firmato solo un paio di giorni prima. Come ho già scritto, mi baso su quell'unica esperienza purtroppo.
Per quanto riguarda questa conferenza, una decina di giorni fa ho parlato con uno degli organizzatori: avremmo dovuto incontrarci nel corso della settimana passata, anche per verificare le apparecchiature. A me, nuova del settore, sembrava regolare. Non c'era un'agenzia di mezzo: ero in contatto direttamente con la segreteria dell'Università.
Ma non li ho più risentiti...finché, a metà settimana, non ho deciso di contattarli io. Il contratto non era stato ancora firmato e il lavoro, purtroppo, disdetto.
Mi rendo conto che in parte è colpa mia anche se l'errore deriva dalla mancanza di esperienza. Ho sbagliato perché avrei dovuto attendere la firma prima di iniziare a documentarmi e a studiare? Forse...ma sono fatta così: sono talmente ansiosa che ho bisogno di prepararmi per tempo, ricercando e indovinando quelle che potranno essere le aree tematiche correlate all'argomento di partenza, facendo glossari su glossari, praticando la simultanea ecc.
Le stesse cose che avrebbe fatto, immagino, un interprete esperto ma con la differenza che avrebbe aspettato questo benedetto contratto. Insomma si torna sempre lì...la mancanza d'esperienza.
Comunque sia, ho imparato una lezione...mi consolerò con questo pensiero.
In tutto questo, continuo ancora a chiedermi come faranno senza interpreti.


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Franco Rigoni  Identity Verified
Italy
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Troppa ansia? Feb 20, 2011

Non è che hai trasmesso la tua ansia (ti capisco perchè all'inizio non è facile gestire la situazione) al cliente e magari ha pensato che non eri adatta al tipo di prestazione?
Ad ogni modo non prendertela troppo, la prossima volta se il cliente ti conferma l'incarico al telefono digli che per regola preferisci fare una breve lettera di incarico (abituati a farle anche per le traduzioni).
Sono cmq d'accordo con Giuseppina, di norma, quando si lavora per le agenzie, ci sono compensi previsti anche se il lavoro viene cancellato. Allo stesso modo, se non avverti per tempo l'agenzia quando sei impossibilitata a prestare un servizio previsto dalla lettera di incarico già sottoscritta, l'agenzia può decidre di farti pagare una penale.

In bocca al lupo, vedrai che ci saranno altre occasioni!


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kikyo81
Local time: 07:44
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Crepi il lupo! Feb 20, 2011

Ciao Franco!
Escludo che l'ansia sia trapelata dalla telefonata: fortunatamente, riesco a nasconderla bene. Mi era sembrato che la collaborazione fosse partita con il piede giusto in effetti, così come mi è parsa seria la persona con cui ho parlato.

Comunque ormai me ne sono fatta una ragione...

Crepi il lupo, grazie!


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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In tal caso... Feb 20, 2011

kikyo81 wrote:

Anche quando ho lavorato come interprete la prima volta, il contratto fu firmato solo un paio di giorni prima. Come ho già scritto, mi baso su quell'unica esperienza purtroppo.
Per quanto riguarda questa conferenza, una decina di giorni fa ho parlato con uno degli organizzatori: avremmo dovuto incontrarci nel corso della settimana passata, anche per verificare le apparecchiature. A me, nuova del settore, sembrava regolare. Non c'era un'agenzia di mezzo: ero in contatto direttamente con la segreteria dell'Università.
Ma non li ho più risentiti...finché, a metà settimana, non ho deciso di contattarli io. Il contratto non era stato ancora firmato e il lavoro, purtroppo, disdetto.
Mi rendo conto che in parte è colpa mia anche se l'errore deriva dalla mancanza di esperienza. Ho sbagliato perché avrei dovuto attendere la firma prima di iniziare a documentarmi e a studiare? Forse...ma sono fatta così: sono talmente ansiosa che ho bisogno di prepararmi per tempo, ricercando e indovinando quelle che potranno essere le aree tematiche correlate all'argomento di partenza, facendo glossari su glossari, praticando la simultanea ecc.
Le stesse cose che avrebbe fatto, immagino, un interprete esperto ma con la differenza che avrebbe aspettato questo benedetto contratto. Insomma si torna sempre lì...la mancanza d'esperienza.
Comunque sia, ho imparato una lezione...mi consolerò con questo pensiero.
In tutto questo, continuo ancora a chiedermi come faranno senza interpreti.


...visto che si trattava di cliente diretto, avresti dovuto tu presentargli un contratto da firmare. Così faccio io con i clienti diretti che mi chiedono servizi di interpretariato. Fino a quando non hanno firmato, non sono ovviamente né mi sento obbligata a compiere alcunché.


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
Italy
Local time: 07:44
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+ ...
le parole sono importanti.... Feb 21, 2011

kikyo81 wrote:

Mi rendo conto che in parte è colpa mia anche se l'errore deriva dalla mancanza di esperienza. Ho sbagliato perché avrei dovuto attendere la firma prima di iniziare a documentarmi e a studiare? Forse...ma sono fatta così: sono talmente ansiosa che ho bisogno di prepararmi per tempo, ricercando e indovinando quelle che potranno essere le aree tematiche correlate all'argomento di partenza, facendo glossari su glossari, praticando la simultanea ecc.
Le stesse cose che avrebbe fatto, immagino, un interprete esperto ma con la differenza che avrebbe aspettato questo benedetto contratto. Insomma si torna sempre lì...la mancanza d'esperienza.
Comunque sia, ho imparato una lezione...mi consolerò con questo pensiero.
In tutto questo, continuo ancora a chiedermi come faranno senza interpreti.


Tu hai iniziato a prepararti in anticipo, evidentemente lo potevi fare (= non avevi altri impegni che ti avrebbero costretto ad iniziare a preparare l'interpretariato più tardi).
Ma secondo me stai saltando a conclusioni affrettate e ti stai lasciando prendere (troppo) dalla delusione.
Intanto, chi ti dice che saranno senza interpreti? Ne sei sicura? Avrebbero potuto benissimo scegliere un concorrente del tuo committente, arrangiarsi in altro modo... se (ipotesi) alla fine, visti i partecipanti, ce n'è uno solo che ha bisogno di un interprete, vale la pena per gli organizzatori montare cabine ecc.?

Ma non credo, comunque, che sia compito della scuola insegnare come reagire ad una delusione... ad essere un po' pratici magari sì, ma il resto purtroppo si impara con olio di gomito, che non si compra e per il quale non ci sono libri di testo che tengano.

Manuela


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kikyo81
Local time: 07:44
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Panoramica generale Feb 25, 2011

Per Giuseppina: hai ragione...solo che, non sapendo bene come funziona, ho aspettato che il contratto mi arrivasse da loro. E qui rispondo anche al messaggio di Manuela: è vero, la scuola non deve insegnare come reagire ad una delusione ma, se ci fossero delle linee guida, molte di queste potremmo risparmiarcele.
Io non so che percorsi abbiate seguito e come vi siate stabiliti come traduttori e/o interpreti, però voglio cercare di descrivervi la situazione di noi "nuovi" che (laurea a parte) non abbiamo nulla. Io dico "nuova", ma in realtà mi sono laureata diversi anni fa e non ho problemi a dire che, viste le difficoltà di inserimento, per un po' ho rinunciato all'idea di fare della mia passione (per cui ho studiato tanto) un lavoro.
Guardiamo la situazione: (non so come siano strutturati i corsi di traduzione/interpretazione oggi e mi baso sulla mia esperienza) se i docenti non forniscono linee guida di alcun tipo (su questioni fiscali e contrattuali ad esempio), cosa deve fare un neo-traduttore/interprete? L'unica risposta che ho trovato a questa domanda è "spulciare" un sito come proz da cima a fondo e informarsi (sperando di riuscire a capire). Senza considerare l'enorme spreco di tempo impiegato a "googlare" informazioni che potrebbero essere corrette come sbagliate.
Io, ad esempio, di questioni fiscali non capisco nulla (e sottolineo nulla). E se non ci fossero siti come questo, che cosa faremmo? Io, per la seconda volta, sto cercando di introdurmi in questo mercato (che, forse a torto, mi sembra un ambiente "chiuso") e sto facendo tutto da sola (come molti altri immagino) dovendo inoltre gestire un impiego a tempo pieno.
Non mi sembra, questa, una situazione "logica": io potrei essere (non sto dicendo che lo sono, uso la prima persona solo per fare un esempio) una traduttrice/interprete formidabile ma se non so quali sono i passi da fare, è chiaro che finirò per perdere buone occasioni e (molto probabilmente) scoraggiarmi.
Potrei anche parlare di formazione incompleta: dopo tre anni di traduzione, dedicai l'ultimo all'interpretazione; i miei colleghi, che hanno preferito la traduzione, non sono mai stati introdotti all'utilizzo dei Cat tools (a quanto ne so, ne hanno parlato e questo è quanto). E qui sorge un altro grande problema: imparare ad usare i Cat tools...come? Da soli e/o frequentando conferenze immagino. Io ho provato per conto mio, tempo fa, ma ho abbandonato (per motivi di tempo, in particolare).
Non sto scrivendo questo per annoiarvi con i miei problemi o perché (come si dice) voglia "una medaglia" dal momento che ho insistito sul concetto di "fare tutto da soli"; io ho voluto solo sottolinare quelli che, da quanto capisco, sono gli ostacoli che devono affrontare tutti coloro che devono partire da zero e che devono affidarsi ad internet per colmare le lacune che inevitabilmente hanno (sperando, ripeto, di non incorrere in informazioni sbagliate).

E ho scritto anche per dire "sì, sono stata stupida o ingenua"...ma in condizioni diverse non sarebbe successo.

[Edited at 2011-02-25 10:34 GMT]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 07:44
Member (2004)
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Primi passi Feb 25, 2011

kikyo81 wrote:
Guardiamo la situazione: (non so come siano strutturati i corsi di traduzione/interpretazione oggi e mi baso sulla mia esperienza) se i docenti non forniscono linee guida di alcun tipo (su questioni fiscali e contrattuali ad esempio), cosa deve fare un neo-traduttore/interprete?


Non esistono scuole che diano delle linee guida sulle questioni fiscali, in primo luogo perché le strade che si possono intraprendere sono tantissime e non sarebbe possibile trattarle tutte. Inoltre, le disposizioni in materia cambiano di continuo e non è certo compito delle università con indirizzo linguistico aggiornarsi e tenere aggiornati gli studenti. Nessun ingegnere, né architetto o avvocato esce dalla scuola sapendo esattamente come verrà inquadrato fiscalmente, posto che abbia già deciso che strada prendere.

kikyo81
L'unica risposta che ho trovato a questa domanda è "spulciare" un sito come proz da cima a fondo e informarsi (sperando di riuscire a capire). Senza considerare l'enorme spreco di tempo impiegato a "googlare" informazioni che potrebbero essere corrette come sbagliate.


Esattamente, potrebbere essere anche sbagliate. Proz è un sito per professionisti del settore, non serve certo come consulenza fiscale. Ti può dare un'idea, ma la prima cosa che un neo-traduttore/interprete deve fare (se vuole lavorare come libero professionista, ovvio) è consultare un commercialista.

kikyo81
E se non ci fossero siti come questo, che cosa faremmo? Io, per la seconda volta, sto cercando di introdurmi in questo mercato (che, forse a torto, mi sembra un ambiente "chiuso") e sto facendo tutto da sola (come molti altri immagino) dovendo inoltre gestire un impiego a tempo pieno.


Il fatto che tu stia facendo tutto da sola è comune a molte persone che hanno intrapreso questa strada. Tra l'altro, se vuoi diventare libera professionista, dovrai cavartela da sola tutta la vita. Non voglio scoraggiarti, è un aspetto che ha molti risvolti positivi, davvero, ma cavarsela da soli è "normale". Inoltre, prima di partire, molti di noi hanno fatto una lunga gavetta. Non è facile reperire tutte le informazioni necessarie per sapere come muoversi, come trovare i clienti, trattare i prezzi, essere preparati, formarsi continuamente, imparare a risolvere i problemi legati strettamente alle traduzioni, l'aspetto fiscale, già citato, e molte, molte altre cose non meno importanti. Ritengo che si debba dedicare almeno un anno a imparare a come muoversi correttamente e come trovare i clienti.

kikyo81
Non mi sembra, questa, una situazione "logica": io potrei essere (non sto dicendo che lo sono, uso la prima persona solo per fare un esempio) una traduttrice/interprete formidabile ma se non so quali sono i passi da fare, è chiaro che finirò per perdere buone occasioni e (molto probabilmente) scoraggiarmi.


Prenditi tanto tempo e mettici tanta volontà per sapere come muoverti. Purtroppo essere una traduttrice formidabile non farà di te una persona in grado di mantenersi con il suo lavoro. Dalla teoria alla pratica il passo può essere molto lungo.

Se pensi che questa sia la tua strada, quindi, non scoraggiarti e avanza piano piano nella direzione giusta...

In bocca al lupo

[Edited at 2011-02-25 10:58 GMT]


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