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Se il revisore predica bene e razzola male
Thread poster: Silvia Barra
Silvia Barra  Identity Verified
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Mar 25, 2011

Lavoro da tempo per un'agenzia, su progetti di uno stesso cliente e non ho mai avuto grossi problemi. Recentemente credo che sia cambiato il revisore. L'ultimo lavoro fatto è stato bocciato con toni esasperati, come se il revisore avesse dovuto correggere completamente il lavoro di un novellino. Il PM mi ha chiesto di aver pazienza per i toni non proprio educati, il collega era strassato (sic!). Allarmata dal risultato negativo ho esaminato attentamente le correzioni.
Risultato: il 90% erano preferenze stilistiche (un termine prima di un altro) o terminologiche (sinonimi di termini molto generici). Sui termini propriamente tecnici le modifiche erano poche e spesso correzioni di termini orami consolidati e presenti nella memoria di traduzione con molte occorrenze.
Tralasciando il fatto che ho comunicato queste riflessioni al PM, che mi ha detto di accettare comunque le revisioni, il problema che mi assilla è cosa fare se l'integerrimo revisore fa errori molto gravi di ortografia (non attribuibili a sviste o errori di battitura), inventa dei termini che in italiano non esistono e non si preoccupa nemmeno di fare un controllo ortografico della sua perfetta revisione.

Passi lo stravolgimento del testo (anche se a malincuore, visto che non siamo robot che scrivono tutti allo stesso modo), passino (più o meno) i toni maleducati nei confronti di un collega (se la persona è maleducata sono affari suoi in fondo, non me la prendo), ma quello che non riesco ad accettare è il fatto che il revisore può permettersi di fare errori gravi di ortografia, di non fare un semplice controllo ortografico, di inventarsi termini. Per una come me che non ha mai fatto un errore di ortografia nella sua vita lo chiamerei un affronto.

Ovviamente ho fatto presente al PM la presenza di questi errori.

Quello che mi chiedo è perché c'è gente che si spaccia per professionista (ma un traduttore professionista NON fa errori ortografici e NON inventa nuovi termini in una traduzione per nulla creativa) ed è subito pronta ad abbattere la scure sui colleghi e non guarda nel proprio giardino con un minimo di umiltà. Va bene la storia di dover dimostrare che si è riletto il testo, ma non è corretto massacrare gratuitamente un collega e soprattutto inserire errori in un testo magari non perfetto, ma sicuramente privo di strafalcioni.

Il mio è più uno sfogo dettato dall'esasperazione. Volevo condividerlo con voi e sentire le opinioni dei colleghi. Con alcuni ho già espresso i miei pensieri e ho trovato opinioni simili alle mie.

Buon weekend

Silvia


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
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Capita spesso Mar 25, 2011

In tal caso io mollo il cliente, se non è ragionevole e non ammette che l'operato del revisore è opinabile. Non mi sembra ci siano alternative.

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Silvia Barra  Identity Verified
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Capita spesso? Mar 25, 2011

Ciao Giuseppina,
non vorrei sembrare ingenua, ma credevo/speravo che non succedesse così spesso.
Credo che sia anche una questione di correttezza verso il collega e verso il cliente. Altri colleghi concordano con me che nel caso di una revisione che magari ha prodotto molte correzioni, si dice al cliente la situazione con onestà, ma senza sembrare un esponente scandalizzato dell'Accademia della Crusca. Può succedere che la frase sia giusta ma venga corretta stilisticamente, senza per questo farne un dramma.

Mollare il cliente? In effetti la situazione mi ha lasciata un po' perplessa, perché, come ho detto, lavoro per questo cliente e cliente finale da quasi tre anni ed è la prima volta che sorgono questi problemi. Sicuramente se la situazione continua in questo senso penserò a una soluzione del genere.

Grazie della tua opinione e buon weekend
Silvia


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texjax DDS PhD  Identity Verified
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La mia perplessità... Mar 25, 2011

...invece nasce dal fatto che lavori per lo stesso cliente da tre anni (che è comunque un segno di stima e fiducia nei tuoi confronti) ma che tuttavia ti chiedano di accettare comunque le correzioni del revisore definito "stressato".
Mi spiace ti sia capitato questo episodio.
Ciao!


[Edited at 2011-03-26 12:10 GMT]


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xxxMilena Bosco  Identity Verified
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Ciao Silvia Mar 26, 2011

Ho avuto un'esperienza simile con un'agenzia. In questo caso la revisione del mio lavoro era affidata ad un revisore che lavorava all'interno dell'azienda cliente (prod. software).

Ho ricevuto un feedback molto simile al tuo, che includeva anche errori di ortografia e linguistici. Mi sono alterata parecchio ed ho protestato per iscritto, specificando punto per punto e chiedendo di essere pagata per il tempo impiegato a correggere il revisore. Ho ricevuto delle scuse ed ho saputo in seguito che il "revisore" interno era stato licenziato alcune settimane dopo.

Le logiche che portano un cliente a fidarsi non sono sempre oggettive...


Buon lavoro,
Milena


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Silvia Prendin  Identity Verified
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Opinione Mar 26, 2011

Ciao Silvia

Silvia Barra wrote:
Lavoro da tempo per un'agenzia, su progetti di uno stesso cliente e non ho mai avuto grossi problemi.

Significa che c'erano stati però dei problemi, seppure "piccoli"?

Silvia Barra wrote:
L'ultimo lavoro fatto è stato bocciato con toni esasperati (...)
il 90% erano preferenze stilistiche (un termine prima di un altro) o terminologiche (sinonimi di termini molto generici). Sui termini propriamente tecnici le modifiche erano poche e spesso correzioni di termini orami consolidati e presenti nella memoria di traduzione con molte occorrenze.

L'inversione di termini o di aggettivi e sostantivi non sempre è da ritenersi errore stilistico, bensì terminologico laddove esistono i presupposti (solo a titolo di esempio: si parla di pressione arteriosa e non di arteriosa pressione). Di prassi, sono portata a segnalare eventuali errori presenti nella memoria di traduzione fornita. Se tutte le correzioni erano migliorative, è saggio accettarle.

Silvia Barra wrote:
Tralasciando il fatto che ho comunicato queste riflessioni al PM, che mi ha detto di accettare comunque le revisioni

Il PM è italiano? Perché in caso affermativo, il PM che legge le correzioni apportate dal revisore e concorda con il suo operato trasmette un segnale molto chiaro.

Silvia Barra wrote:
cosa fare se l'integerrimo revisore fa errori molto gravi di ortografia (non attribuibili a sviste o errori di battitura), inventa dei termini che in italiano non esistono e non si preoccupa nemmeno di fare un controllo ortografico della sua perfetta revisione.

Ogni anello della catena dovrebbe lavorare al meglio, senza ostentare le proprie capacità. Non è una gara. Non sempre è possibile passare un correttore ortografico per errori segnalati in commenti a parte. Ogni correzione può essere contestata, con tesi sostenibili. Se su 10 modifiche, 8 sono contestabili, il PM e il cliente saranno in grado di leggere e valutare il lavoro del revisore per quel che vale.

Silvia Barra wrote:
Passi lo stravolgimento del testo (anche se a malincuore, visto che non siamo robot che scrivono tutti allo stesso modo), passino (più o meno) i toni maleducati nei confronti di un collega (se la persona è maleducata sono affari suoi in fondo, non me la prendo)

Visto che prima hai parlato di "toni esasperati" e ora di maleducazione, sarebbe utile capire come si è manifestata questa supponenza. Le correzioni in genere prevedono che vengano evidenziati i termini da modificare o eliminare, spesso il revisore inserisce la sua proposta alternativa o comunque la spiegazione dell'errore. Quando non è prevista spiegazione, si può usare un sistema a codice (come nel caso del metodo SAE J2450).

Silvia Barra wrote:
Per una come me che non ha mai fatto un errore di ortografia nella sua vita lo chiamerei un affronto.

Mi sembra una frase molto forte, la tua.

Silvia Barra wrote:
un traduttore professionista NON fa errori ortografici

In un mondo di fantasia, forse è così. Nel mondo reale a tutti capita di fare errori ortografici. I professionisti si correggono con maggiore frequenza rispetto ad altri.

Silvia Barra wrote:
Quello che mi chiedo è perché c'è gente che si spaccia per professionista (...) e non guarda nel proprio giardino con un minimo di umiltà.

Questione statistica, suppongo. Ci sono revisori poco umili e traduttori poco umili.

Silvia Barra wrote:
Il mio è più uno sfogo dettato dall'esasperazione.

Ho notato la tua esasperazione.

Silvia Barra wrote:
Volevo condividerlo con voi e sentire le opinioni dei colleghi. Con alcuni ho già espresso i miei pensieri e ho trovato opinioni simili alle mie.

Forse la mia sarà un po' fuori dal coro, perché cerco di essere obiettiva. Non avendo visto il testo in questione, non sono in grado di valutare le correzioni e nemmeno le contestazioni. Non è stato fornito un solo esempio di parola inventata, terminologia discutibile, ecc. La solidarietà tra traduttori è positiva, ma anche la massima obiettività.

[Edited at 2011-03-26 11:34 GMT]


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Perfetto! Mar 26, 2011

Giuseppina Gatta, MA (Hons) wrote:

In tal caso io mollo il cliente, se non è ragionevole e non ammette che l'operato del revisore è opinabile. Non mi sembra ci siano alternative.


Idem per me.

Ti quoto in pieno.

Ciao Giusi


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milena ferrante  Identity Verified
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perfetto Mar 26, 2011

sono perfettamente d'accordo. mi è capitato non una volta ma più di una. con questo non mi ritengo un traduttore perfetto, per carità non mi sognerei mai di dirlo. tutti facciamo errori e alzi la mano chi non ne ha fatto uno.

la revisione è essenziale perchè dopo tanto lavoro, sei stanca e qualcosa ti sfugge sempre.

ma se serve solo a levarti dal mercato in quanto puoi essere una potenziale concorrente allora le agenzie dovrebbero chiedersi se la persona che hanno scelto è affidabile o meno.

ma le agenzie, se lavorano con una lingua che non conoscono, non ne capiscono nulla. e accettano incondizionatamente le "correzioni" del revisore.

mi è capitato quanto segue:...non va bene questo, non va bene quello, e "qual'è" la versione ecc. ecc.

qual'è con l'apostrofo. magari si può dire, per carità, ma fino ad ora ero convinta del contrario.

Silvia Barra wrote:

Lavoro da tempo per un'agenzia, su progetti di uno stesso cliente e non ho mai avuto grossi problemi. Recentemente credo che sia cambiato il revisore. L'ultimo lavoro fatto è stato bocciato con toni esasperati, come se il revisore avesse dovuto correggere completamente il lavoro di un novellino. Il PM mi ha chiesto di aver pazienza per i toni non proprio educati, il collega era strassato (sic!). Allarmata dal risultato negativo ho esaminato attentamente le correzioni.
Risultato: il 90% erano preferenze stilistiche (un termine prima di un altro) o terminologiche (sinonimi di termini molto generici). Sui termini propriamente tecnici le modifiche erano poche e spesso correzioni di termini orami consolidati e presenti nella memoria di traduzione con molte occorrenze.
Tralasciando il fatto che ho comunicato queste riflessioni al PM, che mi ha detto di accettare comunque le revisioni, il problema che mi assilla è cosa fare se l'integerrimo revisore fa errori molto gravi di ortografia (non attribuibili a sviste o errori di battitura), inventa dei termini che in italiano non esistono e non si preoccupa nemmeno di fare un controllo ortografico della sua perfetta revisione.

Passi lo stravolgimento del testo (anche se a malincuore, visto che non siamo robot che scrivono tutti allo stesso modo), passino (più o meno) i toni maleducati nei confronti di un collega (se la persona è maleducata sono affari suoi in fondo, non me la prendo), ma quello che non riesco ad accettare è il fatto che il revisore può permettersi di fare errori gravi di ortografia, di non fare un semplice controllo ortografico, di inventarsi termini. Per una come me che non ha mai fatto un errore di ortografia nella sua vita lo chiamerei un affronto.

Ovviamente ho fatto presente al PM la presenza di questi errori.

Quello che mi chiedo è perché c'è gente che si spaccia per professionista (ma un traduttore professionista NON fa errori ortografici e NON inventa nuovi termini in una traduzione per nulla creativa) ed è subito pronta ad abbattere la scure sui colleghi e non guarda nel proprio giardino con un minimo di umiltà. Va bene la storia di dover dimostrare che si è riletto il testo, ma non è corretto massacrare gratuitamente un collega e soprattutto inserire errori in un testo magari non perfetto, ma sicuramente privo di strafalcioni.

Il mio è più uno sfogo dettato dall'esasperazione. Volevo condividerlo con voi e sentire le opinioni dei colleghi. Con alcuni ho già espresso i miei pensieri e ho trovato opinioni simili alle mie.

Buon weekend

Silvia


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SEA-words  Identity Verified
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Apr 6, 2011



[Edited at 2011-04-06 22:52 GMT]


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Andrea Piu  Identity Verified
Italy
Local time: 07:04
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un esempio Apr 6, 2011

A me è capitato da poco che mi correggessero "etc." in "ecc.", motivandolo come errore grammaticale. Mi stava letteralmente uscendo il fumo dalle orecchie.
Col senno di poi, posso solo riderci sopra, ma mi dispiace che il responsabile di turno esprima i suoi dubbi riguardo alla mia professionalità, solo perché il primo arrivato vuole farsi bello a spese di qualcun altro.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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D'accordo con il revisore Apr 6, 2011

Paola Slajmer wrote:

Mi ritrovo appieno nelle tue parole: a me è capitato di fare un test di complessive 550 parole (erano in realtà 5 pezzi tecnici di varia natura), il quale è tornato dal "QM" con delle contestazioni che rasentavano l'assurdo.
Ti riporto le tre più eclatanti:

1) "mental tasks", che ho tradotto "compiti a mente" è stato contestato poiché la traduzione era troppo letterale. La traduzione del QM era "compiti mentali".

2) "menu", che ho tradotto "menù" è stato contestato poiché "menu non vuole mai l'accento in italiano"

3) in italiano non si possono scrivere incisi tra lineette

Dopo avere letto la 2a ho risposto all'agenzia chiedendo se il QM fosse di madrelingua italiana...
Mi spiaceva sprecare i commenti scritti contro le contestazioni precedenti, così li ho inviati lo stesso. Ma semmai arriverà una risposta dall'agenzia, darò loro picche!

I traduttori non vengono pagati per filosofeggiare/battibeccare con i revisori, per cui... evitare!
Quando sono io a rivedere un testo, se lo modifico fortemente specifico sempre se è per via di mere scelte stilistiche personali oppure a causa di correzioni di errori oggettivi.


Premesso che non sono io il revisore dei tuoi test, concordo con il revisore per 2 punti dei 3 che hai citato. I primi due sono sicuramente errori terminologici e non scelte stilistiche, mentre il terzo è preferenziale:

1) "Compiti mentali" è più corretto di "compiti a mente". v. ad esempio questo documento dell'Università degli Studi di Padova:
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PADOVA BRAIN COMPUTER INTERFACE BASATA ...
Response to mental task: o sistemi che utilizzano processi non realtivi ad eventi motori per il controllo della BCI (ad esempio compiti mentali quali ...
tesi.cab.unipd.it/25040/1/andreacinetto588499.pdf -
V. anche http://www.google.it/#hl=it&biw=864&bih=497&q="compito%20mentale"%20mental%20task&aq=f&aqi=&aql=&oq=&fp=ec5e4ea3c129f677

2) Se stavi traducendo un test di informatica, non si scrive sicuramente "menù" bensì "menu". I riscontri sono tantissimi e il revisore ha sicuramente ragione anche in questo caso.

3) Per quanto riguarda i trattini non ritengo sia un errore (l'Accademia della Crusca ritiene ammissibile l'uso dei trattini al posto della virgola per gli incisi). Personalmente preferisco le virgole.


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texjax DDS PhD  Identity Verified
Local time: 01:04
Member (2006)
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D'accordo con il revisore e con Giuseppina Apr 6, 2011

Io avrei fatto le stesse osservazioni del revisore, a parte i trattini (che però personalmente non uso).

[Edited at 2011-04-07 02:39 GMT]


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 23:04
Member (2003)
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D'accordo solo per metà riguardo a "menù" Apr 7, 2011

Non sapendo il contesto non saprei dire se il revisore aveva ragione (contesto informatico, ove "menu" è per consuteudine scritto senza l'accento) o torto marcio (contesto culinario).

Aveva sicuramente torto a dire che la parola "menu" non vuole mai l'accento in italiano: il menù di un ristorante deve essere scritto con l'accento; fare altrimenti è un erroraccio da matita blu.

Vorrei anche aggiungere che "menu" senza accento è corretto in contesto informatico solo per consuetudine e uso prevalente. In realtà non c'era ragione (salvo la solita esterofilia inutile dei nostri compatrioti, che ci ha regalato perle come il ministero del welfare e le iniziative bipartisan) di non usare la parola "menù" con l'accento sulla "u".

Tra l'altro, scritta "menu", la parola dovrebbe logicamente essere pronunciata piana "ménu".

Quindi, perché tutti (io compreso) scrivono "il menu del programma" ma pronunciano "il menù del programma"?


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Gianluca Attoli  Identity Verified
Italy
Local time: 07:04
Member
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... Oct 25, 2011

La settimana scorsa mi è capitata una cosa del genere. A seguito di una traduzione di un foglio illustrativo da un migliaio di parole mi è stata spedita in risposta (a sì e no un quarto d'ora dalla consegna) una lista di appunti del revisore, vergati completamente in caps lock, tra cui:

"PER GLI APPARECCHI SI USA IDEATO." ("si usa". Per la cronaca, la mia traduzione era "concepito")

"UN APPARECCHIO NON OPERA!!!!!" (segnalo non tanto per la scelta contestata - "opera" riferito a un apparecchio meccanico - ma per la sfilza di punti esclamativi da asilo infantile)

Il tutto annegato in un lago di refusi, da "SOPRATUTTO" a "É" (con accento acuto) a, ciliegina, "SALVO CHE NON RICEVINO".

Trattandosi di un'agenzia che di solito non mi fa mai avere riscontri da parte dei revisori (e grazie al cielo, se sono tutti di cotale caratura), ho risposto punto per punto senza polemizzare e senza mettere in dubbio la professionalità e l'educazione - nel senso di scolarizzazione - del loro collaboratore. Immagino, o voglio immaginare, che quell'accozzaglia di annotazioni da bar fosse un tentativo mal riuscito e mal architettato di chiedere o legittimare un abbassamento della tariffa concordata.

[Modificato alle 2011-10-25 17:22 GMT]


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Akikorossella  Identity Verified
Italy
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Chissà... Oct 25, 2011

Riccardo Schiaffino wrote:

Aveva sicuramente torto a dire che la parola "menu" non vuole mai l'accento in italiano: il menù di un ristorante deve essere scritto con l'accento; fare altrimenti è un erroraccio da matita blu.


Non lo so, qui sul forum della Crusca dicono di no...
http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/1071.shtml


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