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Dubbi localizzazione siti web
Thread poster: Lorella Bernardo

Lorella Bernardo
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Mar 28, 2011

Cari colleghi,
sono una traduttrice freelance alle prese con il suo primo sito web. Dal momento che sicuramente alcuni di voi avranno più esperienza di me nell'ambito, vi chiedo: pensate che sia impossibile da affrontare se non si è mai fatto prima? Il sito si occupa di ricette et similia, nulla di troppo difficile, e avrò comunque il supporto di un web designer per gli aspetti tecnici...

Ne approfitto per chiedervi un'altra cosa: parlando sempre di siti, quanti di voi accetterebbero di tradurre dall'italiano ad una lingua di cui non siete parlanti nativi?

Grazie mille per il vostro aiuto!
Un saluto


 

Chiara Beltrami  Identity Verified
Italy
Local time: 08:42
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Un bel rischio.... Mar 29, 2011

nel senso che normalmente si traduce verso la propria lingua madre. Tradurre verso altra lingua, pur conosciuta bene é un rischio. Difficilmente si potranno cogliere quelle sfumature che solo un madrelingua sa dare. Certi modi di dire particolarissimi, presenti anche nella lingua italiana, caratterizzano anche altre lingue. Penso all'inglese di cui mi occupo ma anche tutte le altre lingue presentano le medesime caratteristiche. Come consiglio....se al tuo cliente va bene non porti problemi soprattutto se magari è una traduzione che non presenta particolari guizzi stilistici. Se invece richiede quel quid in più che ci si attende da un madrelingua...come consiglio passa oltre e attendi un'occasione migliore per te nella quale trasmettere al meglio tutta la tua professionalità. In bocca al lupo!

 

EMANUELA ROTUNNO  Identity Verified
Italy
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capisco bene Mar 29, 2011

ciao Lorella,
capisco bene la voglia di fare e lavorare, ma generalmente un traduttore professionista non traduce in lingue di cui non è parlante nativo. Quindi se tu non sei madrelingua inglese NON dovresti tradurre in inglese. Potresti, però, far revisionare la tua traduzione da un madrelingua: se ne conosci uno o magari chiedere su Proz una revisione da un collega madrelingua.
Io in passato l'ho fatto per un sito di un villaggio turistico, e ti dico: ero all'inizio della mia attività e ancora non avevo chiaro in testa cosa significasse essere traduttore a livello professionista. Ma l'ho fatto e mi hanno anche pagata, e il sito è ancora lì a fare bella (o brutta) mostra del mio inglese maccheronico. Ti potrà molto aiutare consultare siti in lingua originale dello stesso argomento per avere uno spunto, ma sarà sempre un po' approssimativo quindi OCCHIO!icon_smile.gif
in bocca al lupo
Emanuela


 

Lorella Bernardo
Italy
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Grazie Mar 29, 2011

Grazie ad entrambe,ragazze. Vi dirò,sono consapevole della scelta un pó azzardata,ma in veritá al committente non importa che io non sia di madrelingua inglese. In ogni caso avevo giá pensato di avvalermi di un correttore madrelingua,prima di pubblicare tutto.In più quando traduco mi aiuto con siti del settore scritti da e per anglofoni,riducendo di molto il rischio di fare disastri. Be',che dire,speriamo in una buona riuscita!!grazie ancora e buon lavoroicon_smile.gif

 

Luca Ruella  Identity Verified
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Doppio no-no Mar 29, 2011

Lorella Bernardo wrote:

Grazie ad entrambe,ragazze. Vi dirò,sono consapevole della scelta un pó azzardata,ma in veritá al committente non importa che io non sia di madrelingua inglese. In ogni caso avevo giá pensato di avvalermi di un correttore madrelingua,prima di pubblicare tutto.In più quando traduco mi aiuto con siti del settore scritti da e per anglofoni,riducendo di molto il rischio di fare disastri. Be',che dire,speriamo in una buona riuscita!!grazie ancora e buon lavoroicon_smile.gif


- Localizzare un sito senza aver alcun tipo di esperienza nel settore? No.

- Traduzione attiva verso lingua straniera? No.

Se si vuole lavorare seriamente, questo incarico è un "no-no"

Il fatto che al committente questi fattori non importino non è una giustificazione. Noi traduttori professionisti ci danniamo ogni singolo giorno per spiegare ai clienti quanto sia importante non affidare incarichi a chi svende il nostro lavoro sia per povertà di tariffe sia per povertà di competenze e poi si leggono cose di questo genere.


 

Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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Certo che gli importa, solo che non se ne rende conto Mar 29, 2011

Lorella Bernardo wrote:

Vi dirò,sono consapevole della scelta un pó azzardata,ma in veritá al committente non importa che io non sia di madrelingua inglese.


La scelta non è "un po' azzardata" (per favore po' si scrive con l'apostrofo, non con l'accento!): è irresponsabile. Il cliente forse non si rende conto (all'inizio) della differenza tra una traduzione fatta da un traduttore madrelingua rispetto a quella fatta da chi la lingua l'ha imparata a scuola. La differenza nei risultati poi, però, si vedrà eccome.

Ci sono alcune rare eccezioni di traduttori che riescono a tradurre bene, in campi molto specifici, dalla propria lingua madre alla propria seconda lingua. Ma sono, per l'appunto, eccezioni.


 

Lorella Bernardo
Italy
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Rispondo ai colleghi Mar 29, 2011

Riccardo Schiaffino wrote:

Lorella Bernardo wrote:

Vi dirò,sono consapevole della scelta un pó azzardata,ma in veritá al committente non importa che io non sia di madrelingua inglese.


La scelta non è "un po' azzardata" (per favore po' si scrive con l'apostrofo, non con l'accento!): è irresponsabile. Il cliente forse non si rende conto (all'inizio) della differenza tra una traduzione fatta da un traduttore madrelingua rispetto a quella fatta da chi la lingua l'ha imparata a scuola. La differenza nei risultati poi, però, si vedrà eccome.

Ci sono alcune rare eccezioni di traduttori che riescono a tradurre bene, in campi molto specifici, dalla propria lingua madre alla propria seconda lingua. Ma sono, per l'appunto, eccezioni.


Qui mi sembra che si stia un po' esagerando con i toni, il che non è molto "professionale" (virgolette d'obbligo)...
Primo: so perfettamente come si scrive la mia lingua, senza necessità di lezioni ulteriori ma, come evidentemente non tutti sanno, l'ipod ha la funzione di sostituzione automatica delle parole...
Secondo: mi sembra notevolmente limitativo tradurre solo verso la propria lingua quando si è consapevoli di poter fare un buon lavoro in senso contrario. Lungi da me la superbia, ritengo si possa fare un'ottima traduzione attiva in ambiti con limitata ambiguità. Che questo sia la norma o l'eccezione è un altro discorso.
Terzo: al committente non importa NONOSTANTE io lo abbia ripetutamente messo in guardia sugli effetti della sua scelta.
Quarto (e qui concludo): NOI traduttori professionisti... carissimi "colleghi" (di nuovo virgolette d'obbligo) non sono certo una professionista di calibro inferiore al vostro, non svendo i miei lavori e non affronto cose fuori dalla mia portata. Non ho certo bisogno di tradurre a qualunque costo, la pagnotta me la guadagno con onestà. Per cui sarebbe il caso di non giudicare senza sapere nulla, e magari mettere un po' d'umiltà tra una cosa e l'altra.

Ho aperto questa discussione per capire come ragiona chi ha più esperienza di me; ho scoperto una casta di persone che ha un atteggiamento che non definirei certo "di apertura". Bella caratteristica per dei traduttori...

Grazie in ogni caso per aver condiviso con me la vostra conoscenza; è stata utile, sebbene in modi diversi da quelli previsti.


 

Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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Member (2003)
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Se l'errore è dovuto all'iPOD Mar 29, 2011

Lorella Bernardo wrote:

so perfettamente come si scrive la mia lingua, senza necessità di lezioni ulteriori ma, come evidentemente non tutti sanno, l'ipod ha la funzione di sostituzione automatica delle parole...


Se l'errore è dovuto a manchevolezze della tecnologia Apple, allora mi scuso per l'appunto. Purtroppo di questi tempi non si può dare per scontato che chi scrive "pò" non lo faccia per ignoranza.

Secondo: mi sembra notevolmente limitativo tradurre solo verso la propria lingua quando si è consapevoli di poter fare un buon lavoro in senso contrario. Lungi da me la superbia, ritengo si possa fare un'ottima traduzione attiva in ambiti con limitata ambiguità.


Ripeto quello che ho detto altre volte. Anch'io, uscendo da Trieste, ero convintissimo di poter tradurre verso la lingua straniera. Ora sono sedici anni che vivo e lavoro negli Stati Uniti, scrivo e pubblico in inglese, e, nonostante il mio inglese sia molto superiore a quando sia arrivato, non mi salta per la testa di tradurre dall'italiano verso l'inglese.

Non voglio prendermela con te, che magari sarai una delle eccezioni che possono tradurre verso una lingua straniera. Ma noto che quelli che sostengono di poter tradurre verso una o più lingue straniere di solito vivono nel proprio paese natio, quindi lontani da un luogo ove tali lingue straniere sono usate quotidianamente. Sarà una coincidenza?

Dici "quando si è consapevoli di poter fare un buon lavoro in senso contrario" ma questa consapevolezza, da dove ci arriva?

Non voglio adesso riferirmi a te in particolare, ma a tutti coloro che sostengono di poter tradurre con buoni risultati dalla propria lingua madre in una lingua straniera. Se il riscontro viene da traduttori madrelingua della lingua target (e buona conoscenza della lingua sorgente), può essere un conto. Se invece arriva da altre fonti, è un discorso diverso, e allora dipende molto da chi ci ha dato la "consapevolezza di poter fare un buon lavoro in senso contrario". La nostra consapevolezza si basa semplicemente sulla nostra convinzione interna? Su riscontri ricevuti da clienti o da lettori? In questo caso, i clienti o lettori sono davvero qualificati a giudicare la qualità della traduzione (un conto è un cliente madrelingua della lingua target, un conto uno ce non lo è)?

Insomma, senza un riscontro obiettivo e stringente può essere facile convincersi di poter tradurre verso una lingua quando, in realtà, non lo si può fare a un livello sufficientemente elevato.




[Edited at 2011-03-29 18:10 GMT]


 

Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Tipico Mar 29, 2011

Succede tutte le volte: si arriva qui sul forum, si fanno domande per le quali non si ricevono le risposte che si sperava di ricevere, e poi si rimane delusi e offesi per tali risposte, senza invece tenere conto del fatto che chi le ha date ha usato un po' del proprio tempo e messo a disposizione la propria esperienza professionale, cosa che non dovrebbe essere considerata scontata, neanche in un forum come questo. A questo punto sarebbe il caso di non cominciare neanche a fare domande, visto che si sanno già le risposte ovvero non se ne accettano di diverse da quelle che si hanno già in mente.

 

Lorella Bernardo
Italy
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Sono d'accordo Mar 29, 2011

[quote]Riccardo Schiaffino wrote:

Lorella Bernardo wrote:

Insomma, senza un riscontro obiettivo e stringente può essere facile convincersi di poter tradurre verso una lingua quando, in realtà, non lo si può fare a un livello sufficientemente elevato.




[Edited at 2011-03-29 18:10 GMT]


Mi trovi perfettamente d'accordo. Ecco perchè faccio sempre controllare i miei lavori dai madrelingua, sapendo di non poter essere in nessun caso più qualificata di loro. Non condivido però il "non tentare". Se riteniamo che qualcosa sia alla nostra portata, dovremmo metterci alla prova. Così si smonterebbero le nostre convinzioni errate o, al contrario, comprenderemmo i nostri punti di forza. Nel caso specifico della traduzione di cui mi sto occupando, il committente mi ha dato una certa libertà; mi conosce bene, e sa che qualora mi rendessi conto di non esserne capace sarei la prima a farmi da parte, consigliandogli qualcuno più adatto di me. Ci sono poche cose che mi permetterei di tradurre in inglese, proprio perchè sono consapevole dei miei limiti e delle mie possibilità. Ma quelle poche cose le esploro, facendo del mio meglio per renderle naturali e precise.

Non credo sia un crimine voler crescere professionalmente, e sono pochi i casi in cui ci è dato farlo, soprattutto in Italia, soprattutto quando sei giovane. Io colgo semplicemente quelle occasioni, nella speranza di non vedere mai più traduzioni così orribili da farmi vergognare della mia categoria.


 

Lorella Bernardo
Italy
Local time: 08:42
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Grazie Mar 29, 2011

Giuseppina Gatta, MA (Hons) wrote:

Succede tutte le volte: si arriva qui sul forum, si fanno domande per le quali non si ricevono le risposte che si sperava di ricevere, e poi si rimane delusi e offesi per tali risposte, senza invece tenere conto del fatto che chi le ha date ha usato un po' del proprio tempo e messo a disposizione la propria esperienza professionale, cosa che non dovrebbe essere considerata scontata, neanche in un forum come questo. A questo punto sarebbe il caso di non cominciare neanche a fare domande, visto che si sanno già le risposte ovvero non se ne accettano di diverse da quelle che si hanno già in mente.


Ringrazio sempre per il tempo che mi viene dedicato... ma come ti sentiresti ad essere considerata come "una di quelli che..." da qualcuno che di te e del tuo lavoro sa poco o niente? A volte basterebbe solo un po' si umiltà nel condividere le proprie esperienze, perchè sfido chiunque ad essere nato "imparato". Nessuno di noi è una divinità, nessuno dovrebbe sentirsi tale. Dopotutto, nessuno è obbligato a condividere il proprio prezioso tempo con gente che non ritiene all'altezza giusto? Chi scrive su proz in genere vuole un consiglio, o un aiuto, non vuole essere messo sotto esame. E almeno su questo, sono sicura di non sbagliare.


 

Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 08:42
Member (2004)
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Sarà una coincidenza? Mar 29, 2011

Riccardo Schiaffino wrote:
Non voglio prendermela con te, che magari sarai una delle eccezioni che possono tradurre verso una lingua straniera. Ma noto che quelli che sostengono di poter tradurre verso una o più lingue straniere di solito vivono nel proprio paese natio, quindi lontani da un luogo ove tali lingue straniere sono usate quotidianamente. Sarà una coincidenza?


Pare molto strano a dirsi, ma io noto anche che di solito hanno poca esperienza. Sarà una coincidenza anche questa?


 

Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Esempio Mar 29, 2011

Lorella Bernardo wrote:

Giuseppina Gatta, MA (Hons) wrote:

Succede tutte le volte: si arriva qui sul forum, si fanno domande per le quali non si ricevono le risposte che si sperava di ricevere, e poi si rimane delusi e offesi per tali risposte, senza invece tenere conto del fatto che chi le ha date ha usato un po' del proprio tempo e messo a disposizione la propria esperienza professionale, cosa che non dovrebbe essere considerata scontata, neanche in un forum come questo. A questo punto sarebbe il caso di non cominciare neanche a fare domande, visto che si sanno già le risposte ovvero non se ne accettano di diverse da quelle che si hanno già in mente.


Ringrazio sempre per il tempo che mi viene dedicato... ma come ti sentiresti ad essere considerata come "una di quelli che..." da qualcuno che di te e del tuo lavoro sa poco o niente? A volte basterebbe solo un po' si umiltà nel condividere le proprie esperienze, perchè sfido chiunque ad essere nato "imparato". Nessuno di noi è una divinità, nessuno dovrebbe sentirsi tale. Dopotutto, nessuno è obbligato a condividere il proprio prezioso tempo con gente che non ritiene all'altezza giusto? Chi scrive su proz in genere vuole un consiglio, o un aiuto, non vuole essere messo sotto esame. E almeno su questo, sono sicura di non sbagliare.


Esempio tratto dall'esperienza reale: qualche mese fa ho compiuto una perizia su alcune pubblicazioni, le cui traduzioni erano state eseguite da non madrelingua e che erano rimaste invendute sugli scaffali delle librerie a causa della pessima qualità dei testi, illeggibili e praticamente incomprensibili ai destinatari di lingua inglese e tedesca. Inutile dire che si trattava di "professionisti", che si sentivano "sicuri di farcela" (altrimenti non avrebbero accettato l'incarico, non credi?), e altrettanto inutile dire che in una sola pagina da me presa come campione per la perizia, ho trovato decine e decine di errori.

Un sito su Internet, anche se non viene stampato, è comunque considerato una pubblicazione, e se non è scritto a regola d'arte può dare luogo a contestazioni e danni di immagine.

Questo succede statisticamente molto spesso quando i siti vengono tradotti da non madrelingua, e i patetici risultati si vedono in giro a qualsiasi livello (v. ad esempio il famoso slogan "Magic Italy in tour", che contiene 2 errori su 4 parole).

Quindi, generalmente, e statisticamente, nel nostro settore non è consigliabile, non ha senso e non è considerato professionale eseguire traduzioni retribuite verso la lingua straniera, qualsiasi siano le considerazioni alla base di tale scelta (me la sento, al cliente non importa, voglio mettermi alla prova, ecc.).


 

Silvia Prendin  Identity Verified
Italy
Local time: 08:42
Member (2009)
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Le risposte che non mi dispiacerebbe leggere Mar 29, 2011

Ciao Lorella,

le risposte che hai ricevuto finora non sono state, a mio parere, né maleducate né con toni eccessivi. Le informazioni che abbiamo a disposizione ci aiutano a farci delle idee, anche se sommarie.

Sei partita da una domanda generica: "pensate che sia impossibile da affrontare (tradurre un sito web) se non si è mai fatto prima?" per concludere che nessuno dispone di alcun parametro per giudicare la tua competenza, quando peraltro la domanda in sé era indice di inesperienza ed è sufficiente un clic per accedere al tuo profilo e CV contenente la tua storia professionale.

Da una domanda come "Ritenete che il campo della localizzazione di siti web presenti delle difficoltà particolari/oggettive? Se sì, quali nello specifico?", intuisco la voglia di approfondire gli aspetti legati a questo ramo della traduzione; mentre con una domanda come "Pensate che sia impossibile...?" leggo in chi scrive una presa di coscienza iniziale precisa (impossibilità o presunta impossibilità).

Detto questo, vorrei fornire anche le mie risposte personali.

La localizzazione di siti internet può essere affrontata in diversi modi che devono tenere conto di quanto segue:
- capacità del traduttore nel gestire determinati formati (html o altro)
- software a disposizione (MS Word, strumenti CAT, ecc.)
- esigenze del cliente (con/senza webmaster, sufficiente file di testo o necessità di prodotto finito)

Solitamente è un prerequisito saper lavorare con tag all'interno del testo, posizionarli in modo corretto nella traduzione in modo da poter riprodurre la formattazione originale del testo di partenza. Nel caso di ricette di cucina, un altro aspetto fondamentale da considerare è il tempo necessario non soltanto per la traduzione in sé, ma anche per tutte le conversioni delle unità di misura utilizzate, come nel caso della lingua inglese (ovviamente questo discorso potrebbe non essere valido per altre lingue). Per i prodotti alimentari irreperibili in altri Paesi, dovrebbe sempre essere fornita un'alternativa in sostituzione (concordabile con il cliente).
Nella mia esperienza, senza memoria di traduzione è difficile ottenere una localizzazione di buona qualità, a meno che non si sia disposti a un notevole dispendio di tempo che però potrebbe portare il prezzo fuori mercato. Pensa a tutti i link o rimandi a questa o quella sezione, i menu, i segmenti o parti di testo che devono corrispondere alla perfezione nei vari punti del sito.
Ulteriori difficoltà possono dipendere invece dalla complessità del sito (3 pagine o 50?)

L'altra domanda era "quanti di voi accetterebbero di tradurre dall'italiano ad una lingua di cui non siete parlanti nativi?"
Direi: non la maggior parte dei traduttori liberi professionisti.

Se ti sembra limitativo tradurre solo verso la tua lingua madre, pensa a quante limitazioni ti porterà la tua scelta, per cui una buona percentuale di agenzie di traduzione potrebbe cestinare il tuo CV soltanto per il fatto di pubblicizzare combinazioni linguistiche verso più lingue straniere.

Ho aperto questa discussione per capire come ragiona chi ha più esperienza di me; ho scoperto una casta di persone che ha un atteggiamento che non definirei certo "di apertura". Bella caratteristica per dei traduttori...


Esistono anche modi diversi di reagire, che dimostrano professionalità, come ad esempio:

- Grazie, XY, purtroppo l'iPod ogni tanto fa di testa sua e cambia le parole automaticamente. Mi scuso per l'inconveniente, non vorrei passasse il messaggio di una traduttrice dalla scrittura sciatta.

Quanto alla disponibilità dei traduttori, ti auguro di conoscere tutte le belle persone che ho conosciuto io. Più vado avanti e più trovo tanta solidarietà e voglia di darsi una mano.

L'altro giorno avevo un quesito (che da profana ritengo banale) da porre a un diverso tipo di professionista. Mi ha detto che per rispondermi... la sua consulenza costava 200€ (traducibile dalle mie parti con un "per niente neanche il cane muove la coda"). Quella sì che è una casta.


 

2G Trad  Identity Verified
Italy
Local time: 08:42
Member (2000)
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Azione e reazione Mar 29, 2011

Silvia P.:
Esistono anche modi diversi di reagire, che dimostrano professionalità, come ad esempio:

- Grazie, XY, purtroppo l'iPod ogni tanto fa di testa sua e cambia le parole automaticamente. Mi scuso per l'inconveniente


Sono sicuramente d'accordo con questo tipo di reazione (fino a 'inconveniente'), a patto, però, che il messaggio che la provoca sia del tipo: "Ciao, YZ, lo strumento che hai usato per scrivere il messaggio deve avere inavvertitamente trasformato "po' " in "pò", sono sicuro che non era intenzionale (e non vorrei che l'errore generato provocasse il disappunto di qualche purista)".

Vorrei concludere con un diagramma:
Principiante >
  Non ho settori di specializzazione >
    Mi propongono una traduzione in un settore che non conosco >
      È professionale accettare? >
        No, torna all'inizio

Principiante >
  Non ho settori di specializzazione >
    Mi propongono una traduzione in un altro settore che non conosco >
      È professionale accettare? >
        No, torna all'inizio

Principiante >
  Non ho settori di specializzazione >
    Mi propongono una traduzione in un altro settore ancora, ma non lo conosco >
      È professionale accettare? >
        No, torna all'inizio
        oppure
        - Frequenta un master di traduzione specializzata (basta 1 specializzazione)
        - Prenditi una (seconda) laurea
        - Studiati un settore per almeno 1/2 anni
        - Altro (cioè cambia professione e fai dell'altro)
        quando avrai finito, sarai finalmente in possesso di una (1) specializzazione, ma solo una...

Ciao!
Gianni


 
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