Una E-mail pubblicitaria trasmessa via ProZ.com che non capisco
Thread poster: Claudio Nasso

Claudio Nasso  Identity Verified
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Mar 29, 2011

Credo che molti di voi, come me, abbiano ricevuto tramite il canale ProZ.com un'E-mal pubblicitaria da GeoWorkz.com (Lionbridge) che propone (in modo relativamente sottile) un servizio simile a quello proposto da ProZ.com (e anche in questo caso a pagamento, anche se mascherato da una sorta di abbonamento mensile).

Da quando, per avere la possibilità (o l’“onore”, decidete voi) di lavorare con un committente, si deve pagare??? Ma stiamo scherzando, oppure non ho capito bene??? Non dovremmo essere noi quelli che vengono pagati per il lavoro che svolgono??? Mi sono perso qualcosa per strada???? C’è qualche anima buona che mi illumina?

Tra l’altro, mi domando, a noi è espressamente vietato parlare nei forum dei concorrenti di ProZ.com, a noi è espressamente vietato utilizzare ProZ.com per alcune attività promozionali.

Fermo restando che anche noi siano “clienti paganti” di ProZ.com, perché a noi vengono poste limitazioni diverse da quelle previste per gli “inserzionisti” pubblicitari che, a quanto pare, possono spaziare in qualsiasi campo/situazione.

Vorrei anche chiedere a ProZ.com e ai suoi moderatori che, in questa occasione si astenga dal "censurare" il proprio nome, né quello dell'offerente della fantasmagorica offerta! Sarebbe oltremodo ingiusto e oltraggioso nei nostri confronti.

È una semplice considerazione e domanda legittima (dal mio punto di vista, ovviamente).

Claudio


 

EMANUELA ROTUNNO  Identity Verified
Italy
Local time: 05:03
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eccoci qua Mar 29, 2011

Ciao Claudio,
ho ricevuto anche io la mail di cui parli e mi sono interessata per cercare di capire cosa volesse dirmi. Inizialmente avevo capito anche io che offrissero lavoro a pagamento (cioè iscrivendosi e pagando) ma poi mi sembra di aver capito che offrono uno spazio web (cloud) su cui lavorare e avere una specie di CAT con creazione di TM senza avere un CAT e una TM locale. In sostanza credo si tratti di quello che sembra stia prendendo sempre più piede nel mondo della traduzione, ovvero il cloud translation: una piattaforma dove i clienti pubblicano le offerte e i traduttori registrati (e paganti) possono lavorare tramite la piattaforma web che fornisce Cat e TM su server.
Ho visto altre offerte simili in altri siti, che sia questo il futuro?
ai posteri......
Emanuela


 

Claudio Nasso  Identity Verified
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Sta a noi impedire che questo sia il futuro!!!! Mar 29, 2011

EMANUELA ROTUNNO wrote:
In sostanza credo si tratti di quello che sembra stia prendendo sempre più piede nel mondo della traduzione, ovvero il cloud translation: una piattaforma dove i clienti pubblicano le offerte e i traduttori registrati (e paganti) possono lavorare tramite la piattaforma web che fornisce Cat e TM su server.
Ho visto altre offerte simili in altri siti, che sia questo il futuro?


Ciao Emanuela,

a me stanno benissimo le evoluzioni “decenti” della nostra professione, ma non certo quella di dover pagare per lavorare con un committente.

Per quanto riguarda la disponibilità di un server a disposizione, anche su questo avrei a che dire.

La nostra “ricchezza” (da un punto di vista professionale) sono le nostre memorie di traduzione, i nostri glossari, i nostri MultiTerm e le nostre, e assolutamente nostre decisioni di adottare gli strumenti di traduzione assistita che ognuno di noi ritiene più validi per svolgere il proprio operato, e sui quali abbiamo investito tempo e denaro per padroneggiarli al meglio e nel modo più adeguato alle nostre esigenze.

Il futuro non può essere quello di doverci adattare, ed essere obbligati, a imparare e utilizzare le piattaforme dei clienti. Ogni cliente potrebbe una propria piattaforma (o database terminologico o di memoria) diversa e il nostro compito è quello di fornire una traduzione corretta e professionale e non di correre dietro e chinare il capo e dire “ma certo, posso utilizzare qualsiasi cosa vogliate” (soprattutto se questa richieste prevede una sorta di pagamento).

Se i grossi committenti vogliono crearsi un database sterminato, liberi di farlo, ma il massimo che dovremmo essere disposti a cedere (sempre che sia prevista) è la versione esportabile della memoria di traduzuione (per intenderci il file *tmx), generato dal nostro> applicativo che conosciamo e gestiamo più o meno bene e non dobbiamo sottostare alle richieste di contribuire alla creazione dei database sterminati dei vari committenti che potranno sempre riutilizzare senza avere nulla in cambio.

Se lo facciano loro il lavoro di allineamento o di importazione della *.tmx, se proprio vogliono, e comunque, non ci chiedano di pagare per creare qualcosa che rimane, comunque a loro.

Il futuro non sarà questo, fintanto che non saremo disposti ad accettare questo tipo di condizioni assolutamente sbilanciate.

Grazie.

Claudio


[Edited at 2011-03-29 11:30 GMT]


 

VeroniqueVan  Identity Verified
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Cestinato Mar 29, 2011

Ciao Claudio,

Sono totalmente d'accordo con te.

Avendo già letto alcuni post dei colleghi francesi sui i modi di fare di questa "agenzia", cestino immediatamente qualsiasi e-mail loro senza nemmeno perdere tempo a leggerla ma devo dire che sono perseveranti perchè ricevo una mail quasi una volta alla settimana. Sarà forse che i traduttori professionali non abboccano, speriamo.

Non partecipo quasi mai ai forum ma quando è troppo, è troppo e l'idea di dover pagare per avere il privilegio di lavorare con loro non mi va proprio giù.

Dopo questo sfogo vi lascio e auguro buon lavoro a tutti,

Véronique


 

T F F  Identity Verified
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Io provo a dirti la mia... Mar 29, 2011

Parlando di opinioni personali, in quasi tutti i miei interventi vado dicendo che il mercato delle traduzioni sta vivendo un momento di svolta epocale...

Ognuno di noi - con il suo agire quotidiano può fare tantissimo per cambiare la situazione, in meglio come in peggio!
Occorre quindi informarsi, il che non significa solo partecipare ad eventi (tanto per stare in tema, la conferenza di Roma ad esempio ospita degli interventi proprio su questo punto) e discussioni, ma farlo in modo diverso, più aperto...
Quel che conta infatti è che il traduttore inizi ad abbandonare qualcuna delle sue infinite posizioni di principio e si dedichi a qualche fatto in più: il mercato non ci ha mai voluto riconoscere come professionisti ed è inutile ostinarsi a fare (solo) i professionisti, se è sul terreno dell'impresa che si svolgono questi scambi!

Insomma, la più grande agenzia di traduzioni al mondo (non un improvvisato qualsiasi e neanche l'unica agenzia, solo quella che ha fatto più scalpore!) ci chiede di pagare per lavorare...La vogliamo continuare a vedere come un' "offesa" o iniziamo finalmente a considerarla una "minaccia" (che come ogni medgalia ha anche la faccia dell'"Opportunità")?

Noi possiamo pure limiatrci a sentirci offesi e narcisisticamente pensare di poter (solo) guardare oltre...Però ce lo ricordiamo come è andata a Narciso!?


 

gianfranco  Identity Verified
Brazil
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Vade retro Mar 29, 2011

Offerta ricevuta stamane e cestinata. Poi ho messo fuoco al cestino.
E poi ho raccolto le ceneri e le ho sparse in quattro direzioni diverse.
Non ho altro da aggiungere.

G


 

Silvia Prendin  Identity Verified
Italy
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Pagare, pagare... Mar 29, 2011

Ciao a tutti.

Claudio Nasso wrote:
Da quando, per avere la possibilità (o l’“onore”, decidete voi) di lavorare con un committente, si deve pagare???

Quando il rapporto con il committente non è diretto, forse da sempre.


 

Claudio Nasso  Identity Verified
Italy
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"Offesa"???? Minaccia"??? Mar 29, 2011

Ciao Renato,

non voglio assolutamente essere polemico, ma ci tengo a chiarire alcune cose.

Parlando di opinioni personali, in quasi tutti i miei interventi vado dicendo che il mercato delle traduzioni sta vivendo un momento di svolta epocale...


Su questo mi trovi assolutamente aperto e parzialmente concorde (avrei qualche dubbio sull'epocale).

Ognuno di noi - con il suo agire quotidiano può fare tantissimo per cambiare la situazione, in meglio come in peggio!


Partiamo dal presupposto che i cambiamenti dovrebbero sempre essere orientati al meglio, e su questo sono convinto che anche tu sia d'accordo.

Occorre quindi informarsi, il che non significa solo partecipare ad eventi (tanto per stare in tema, la conferenza di Roma ad esempio ospita degli interventi proprio su questo punto) e discussioni, ma farlo in modo diverso, più aperto...
Quel che conta infatti è che il traduttore inizi ad abbandonare qualcuna delle sue infinite posizioni di principio e si dedichi a qualche fatto in più: il mercato non ci ha mai voluto riconoscere come professionisti ed è inutile ostinarsi a fare (solo) i professionisti, se è sul terreno dell'impresa che si svolgono questi scambi!


Qui potremmo andare avanti per ore (o per chilometri di parole, come preferisci) ma comunque, indipendentemente dal riconoscimento ufficiale o meno della nostra professione, siamo dei professionisti in tutto e per tutto e, sicuramente, siamo informati su quello che ci circonda (se no saremmo dei pazzi). A meno che non ci si sia strutturati come impresa, siamo dei professionisti dal punto di vista legale, fiscale e di responsabilità civile, e come tali ci dobbiamo comportare, con tutti gli annessi e connessi. Questo significa, che pur essendo indubbiamenti “aperti” agli sviluppi della nostra professione, non dobbiamo dimenticare quello che siamo per correre dietro a realtà imprenditoriali che, molte volte non ci appartengono e che cercano di fagocitarci in punti di vista prettamente global/imprenditoriali (orribile accoppiata di termini). Hai ragione che è sul terreno delle imprese che si svolgono questi scambi, ma noi non siamo imprese (nel senso stretto del termine) e sarebbe sbagliato comportarci come tali (sempre che non ci sia strutturati come entità di questo tipo. Tanto per fare un esempio, un'agenzia di traduzione, piccola o grande che sia, ha delle comperenze e delle procedure operative che possono e devono essere diverse da quelle di un traduttore professionista, pur fornendo la stessa tipologia di prodotto).

Insomma, la più grande agenzia di traduzioni al mondo (non un improvvisato qualsiasi e neanche l'unica agenzia, solo quella che ha fatto più scalpore!) ci chiede di pagare per lavorare...La vogliamo continuare a vedere come un' "offesa" o iniziamo finalmente a considerarla una "minaccia" (che come ogni medgalia ha anche la faccia dell'"Opportunità")?


E qui sta il nocciolo della questione, e proprio perché è una delle più grandi agenzie di traduzioni del mondo. Non è che questa condizione le conceda il diritto “divino” di poter sconvolgere il mondo. Se mai può proporlo, ma mai imporlo come “nuovo stato delle cose”. Se ne può discutere, ma non imporlo dall'alto, senza possibilità di replica! Non può pensare di introdurre il concetto di “tu paga e io ti faccio lavorare per me” (e bada bene, a una sorta di abbonamento mensile di importo crescente in proporzione al numero di parole che “gentilmente e graziosamente” ti concede di tradurre. Fammi capire... Se ti passo solo 5000 parole tu mi passi solo TOT, ma se te ne passo 80.000 il TOT che mi devi riconoscere aumenta. Fammi ancora capire... dove sta la logica? Capirei, anche se continuo a disapprovare in modo assoluto e a non giustificare, se il TOT fosse fisso. Il fatto che sia proporzionalmente variabile mi fa sorgere dei dubbi. E poi, visto che sono loro che, sempre “graziosamente”, decidono se meriti di essere catalogato nella fascia delle 5000 o delle 80.000 (visto che sono sempre loro che decidono se e quanto lavoro passarti) come preventivi le tue spese? Comunque, quello che è certo è che, senza alcun dubbio, per essere annoverato nella loro “scuderia di purosangue” devi in ogni caso essere dispostio a riconoscergli il TOT minimo previsto per le 5000 parole. Se no, “ciccia”!!!! Stiamo scherzando vero?

E, visto che sei ben informato su questa agenzia (lo sono anche io, anche se non ho mai “fatto affari” con loro), sarai anche al corrente del polverone sulle tariffe, vero (e a livello internazionale, indendo)????

Noi possiamo pure limiatrci a sentirci offesi e narcisisticamente pensare di poter (solo) guardare oltre...Però ce lo ricordiamo come è andata a Narciso!?


Non è questione di sentirsi “offesi” o di essere narcisisti, quello che ritengo inaccettabile è pensare anche minimamente a un'idea di “minaccia” che preveda un retro della medaglia che, come dici tu, potrebbe comportare delle “opportunità” (poi questa me la spieghi, vero? Da quando in qua le minaccie sono, o possono essere, foriere di opportunità????). Una minaccia è una minaccia, punto e basta!

Come ho detto prima, questo non deve essere il futuro, o per lo meno mi auguro che il futuro non ci riservi minacce seppur legate alle opportunità. Mi richiama pensieri oscuri e non certo piacevoli. Il futuro deve essere il risultato di cambiamenti, sì, ma di cambiamenti concordati e non imposti!

Non metto in discussione la cloud technology, non metto in discussione gli sviluppi della nostra professione. Mi limito solo a difenderla in quanto professionista del settore che è molto aperto ai cambiamenti, ma che si rifiuta di sottostare a meri tentativi dei (grandi) committenti che cercano di sconvolgere le leggi di mercato e che, diciamocelo chiaramente, non fanno altro che rischiare davvero di fare passare la nostra professione come un qualcosa che puiò essere bistrattato vergognosamente per ottenere qel concetto di “massimo profitto” di cui ho parlato in altra sede, e che penso possa portare al risultato della “quantità a discapito della qualità”.

Grazie.

Claudio


 

Claudio Nasso  Identity Verified
Italy
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Me la spieghi? Mar 29, 2011

Quando il rapporto con il committente non è diretto, forse da sempre.


Davvero non riseco a capirla, me la spieghi?

Claudio


 

Silvia Prendin  Identity Verified
Italy
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Spiegazione Mar 29, 2011

Claudio Nasso wrote:

Quando il rapporto con il committente non è diretto, forse da sempre.


Davvero non riseco a capirla, me la spieghi?


Eccomi icon_smile.gif

Intendevo dire che quando c'è di mezzo un intermediario, un qualsiasi intermediario, alla fine in genere qualcosa viene eroso dall'introito del professionista. Sta poi a quest'ultimo scegliere con chi e come collaborare, ma le agenzie hanno pur sempre la loro fetta di guadagno (e difficilmente la ricavano alzando il prezzo di una tariffa standard traduttore>cliente).


 

T F F  Identity Verified
Italy
Local time: 05:03
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Mezzo equivoco Mar 29, 2011

Claudio, temo tu abbia equivocato in parte la mia opinione. Preciso...

Parlando in linea di "principio"...
Nessuno può imporre niente a nessuno (nelle professioni come nel mercato), un cambiamento deve intendersi sempre in meglio e il nostro sforzo professionale deve essere riconosciuto come tale e prevalere su qualsiasi altra logica ed interesse delle parti in gioco...

Se invece parliamo di "fatti" e di "attualità"...
  • Abbiamo la più grande agenzia al mondo che dopo anni di gestazione partorisce il suo Tent e dice ai suoi traduttori, se volete lavorare per me dovete comprarvi il mio tent.
    Apriti cielo! È assurdo! È un'offesa! Ma - dico io - il re è nudo: non è la stessa cosa che quell'altra agenzia più grande al mondo fa da sempre? (ma siccome la nostra vita è un susseguirsi di acclamazioni, sconcerti e successive "assuefazioni", la cosa non era stata notata!)

  • Passa poco tempo ed "oggi" comincia a prendere diffusione questa cosa dei Marketplace: sono sempre di più le agenzie (grandi grandi!) che per anni hanno accumulato Translation Unit di buona qualità e che oggi possono sfruttare la tecnologia delle Machine Translation e il loro portafoglio di clienti e di traduttori per rigirarsi a Marketplace: in pratica i clienti pagano per avere un servizio "esclusivo" (immediatezza, basso costo e qualità - su questo pure possiamo discutere, ma scommettiamo che 2 anni di urla nostra non arrivano a fare il 3% dell'effetto prodotto dal loro ufficio marketing?) ed i traduttori pagano per affittarsi lo spazio del loro "bancariello" nel MERCATO!

    Ora, perché dico che hai equivocato?
    ...Perché dalla tua risposta sembra che io sia favorevole a tutto questo! Ed invece io sono contrarissimo! Io spero vivamente che quel mercato non si espanda troppo, peché se no la traduzione professionale inizierà a passarsela molto peggio di quanto già non se la passi male! Sono critico verso l'opinione comune del traduttore profesionista che - per combattere questa evenienza - si limita a "scandalizzarsi" per questo stato di cose, per "questi mascalzoni", "questi incompetenti"...

    Dico che si dovrebbe reagire a questa cosa come si fa ad una "minaccia" (di più!) non come si fa alle offese (di meno!), perché questi saranno dei "mascalzoni", ma pensiamo ai cambiamenti "imposti" da loro in soli 2 anni e vediamo cosa è riuscita a "rispondere" la "categoria professionale" in 10!

    Chiudo: sull'idea che il traduttore oggi possa ancora pensare di informare le proprie scelte a logiche prettamente professionali e non anche - anzi soprattutto - imprenditoriali...Mhm, lì mi sa che le nostre posizioni restano distantiicon_smile.gif

     

  • Claudio Nasso  Identity Verified
    Italy
    Local time: 05:03
    Member (2003)
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    TOPIC STARTER
    @ Renato Mar 29, 2011

    Grazie della tua risposta, Renato.

    In effetti ho avuto la sensazione che appoggiassi questa tendenza.

    Chiedo scusa.

    Claudio


     

    Paola Maria Agrati
    Italy
    Local time: 05:03
    Member (2007)
    English to Italian
    + ...
    Nell'interesse di molti Mar 30, 2011

    segnalo questa discussione, da leggere fino in fondo per capire il meccanismo messo in atto da questa "grande" agenzia:

    http://www.proz.com/forum/money_matters/184559-geoworkz-page2.html


     


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