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“translators memory” per commercialisti
Thread poster: lidija68

lidija68  Identity Verified
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Apr 4, 2011

Ciao a tutti, mi voglio scusare in anticipo se sto scrivendo una cavolata. Per questo la metto anche off topic.


Guardando le discussioni a proposito di commercialisti nel forum ho notato una cosa:
mentre le domande sono sempre più o meno le stesse:
- non ho la partita IVA, posso lavorare con l’estero (UE/extra UE)
- ho il regime dei minimi, posso lavorare con l’estero (UE/extra UE)
- ho la partita IVA “normale”, che cosa posso “scaricare”
- modulo fattura Italia/UE/extra UE


le risposte dicono tutto e contrario di tutto, ad esempio:
- no, che non puoi, me l’ha detto il mio commercialista;
- sì che puoi, me l’ha detto invece il mio commercialista che è il più bravo;
- cambia il commercialista che non capisce niente;
- la legge dice così ed io la interpreto in questo modo;
- la legge dice così sì, ma andrebbe interpretata diversamente;
- mi sono rivolto all’agenzia delle entrate e loro sostengono il contrario.

Non è che noi consideriamo i commercialisti come il “resto del mondo” considera i traduttori? (Tu sei un traduttore? Allora sai le lingue. Oppure “ditta privata cerca segretaria-traduttrice con conoscenza lingue.” – non importa quali, vero? Se fa la traduttrice, le conoscerà tutte. )


Penso che anche i commercialisti hanno lo stesso problema: le norme non sono uguali per l’avvocato, l’idraulico, il giornalista free-lance – non si può sapere tutto su tutti ed essere sempre aggiornatissimi.

Così mi stavo chiedendo: Sarebbe possibile fare un’interpretazione univoca delle varie leggi (magari con l’aiuto di un’avvocato, un commercialista e consultando anche l’agenzia delle entrate?
Così si potrebbe avere una specie di “vademecum” ufficiale da presentare al proprio commercialista con il riferimento alle varie leggi?)



Lidija


 

alessandra bocco  Identity Verified
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Ottima idea, però... Apr 4, 2011

Proprio venerdì parlavo con la mia commercialista del fatto che nel nostro settore c'è una gran confusione su "cosa si possa fare e cosa no" e lei mi ha risposto "Si figuri che neanche nel nostro studio siamo sempre d'accordo su come interpretare una legge... quindi da uno studio all'altro è normale che si ricevano risposte completamente diverse". Di conseguenza vedo difficile la realizzazione di un vademecum come quello che proponi: si troverà sempre qualcuno che criticherà l'interpretazione fornita!
Alessandra


 

Stefano Papaleo  Identity Verified
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Basterebbe poco... Apr 4, 2011

... ad esempio che le norme fossero scritte in maniera inequivocabile stile manuale tecnico. Non è che per accendere il televisore scrivi "Per attivare l'alimentazione dell'apparecchio atto alla ricezione del segnale televisivo terrestre, esercitare una certa quantità di pressione (ai sensi della Direttiva Ciccio 55BXY42 del 1970) tramite la terminazione degli arti superiori su una forma più o meno oblunga ovvero quadrate ovverp rettangolare sita a lato o sul pannello anteriore di un colore qualsiasi con qualsivoglia icona o simbolo o pittogramma (secondo quando definito dall'art. 12 comma b del DPR 888/88) raffigurante un cerchio e una linea verticale".

Per carità... ci pagherebbero anche di più ma... consumeremmo tutto in medicine per il fegato e la salute mentale;)

Non è che esistono 8 milioni di attività economiche, invece di riempire pagine e pagine di paragrafi inutili basterebbero 2 righe chiare su COSA FARE e un bell'elenco delle casistiche interessate. PUNTO. Ne guadagnerebbe la chiarezza, la foresta ammazzonica, i dischi rigidi e la nostra vita!icon_wink.gif

Se ogni riga di una norma è interpretable non è una norma... è aria fritta.


 

Graziana M  Identity Verified
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norme giuridiche Apr 5, 2011

Stefano Papaleo wrote:

Se ogni riga di una norma è interpretable non è una norma... è aria fritta.


cito da un manuale di diritto che ho sottomano:
«Norma giuridica è il comando generale ed astratto rivolto a tutti i consociati […]
Caratteristiche delle norme giuridiche sono:
generalità: in quanto le norme sono rivolte alla comunità nella sua interezza:
astrattezza in quanto la norma non prende mai in considerazione un singolo caso particolare, ma prevede una situazione generale ed astratta (cd. fattispecie)
[...]»

Come vedi, caro Stefano, non ci sono speranze:)
Graziana


 

lidija68  Identity Verified
Italy
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TOPIC STARTER
magari coinvolgendo le associazioni.. Apr 5, 2011

Me ne rendo conto che l’idea non è semplice da realizzare.


Pensavo che forse si sarebbe potuto coinvolgere qualcuno che “rappresenta” centinaia di traduttori, tipo AITI oppure ANITI – loro l’avvocato ed il commercialista di sicuro c’è l’hanno già, e potrebbero benissimo verificare con l’agenzia delle entrate se l’interpretazione della legge va bene così. Forse in questo modo l’interpretazione delle leggi sarebbe meno soggetta alle critiche.


 

Manuela Dal Castello  Identity Verified
Italy
Local time: 17:18
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l'idea è buona ma non praticabile Apr 5, 2011

Ad esempio, il discorso dei costi detraibili: c'è per forza una certa "discrezionalità" su quali sono le spese necessarie per lo svolgimento della professione.
Se stabiliamo che la carta da fotocopie rientra in astratto in tali spese, ma io in un anno ne compro 500 risme perché "siccome è detraibile" rifornisco anche tutto il condominio non posso certo pretendere che sia per la professione...

E, almeno al momento attuale, ci sono talmente tanti fattori da prendere in considerazione che dare una risposta affidabile è spesso difficile.

Molte volte i commercialisti hanno idee diverse anche perché due cose che sembrano uguali in realtà non lo sono.
Se io chiedo in astratto "posso scaricare l'IVA delle fatture di acquisto?" già ci sono almeno 4 risposte.

Io sono dell'idea che, se ci sono discrepanze tra le risposte, il motivo di base non è l'incapacità dei commercialisti, è perché ci sono molte possibili risposte e discorsi come questo hanno troppi fattori per essere standardizzati.

Magari con il fisco di altri paesi funzionerebbe... confidiamo nella UEicon_smile.gif

Manuela


 

Stefano Papaleo  Identity Verified
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@Graziana Apr 5, 2011

Sì lo so... avevo studiato anche io diritto a scuola e quello che hai citato tu è stata una delle più grandi delusioni... Senso pratico... ZERO! Sono principi per certi versi assurdi che però hanno conseguenze molto concrete ogni giorno per tutti. Come al solito manca il buon senso. Coi principi astratti ci fai ben poco se sono poco chiari. Una bella lista aggiornabile e via, siamo nel 2011 santo cielo! Nel tempo che perdi a pensare a come scrivere il tuo bel principio astratto hai già buttato giù metà della listaicon_wink.gif

 

Silvia Prendin  Identity Verified
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Associazioni Apr 5, 2011

lidija68 wrote:
Pensavo che forse si sarebbe potuto coinvolgere qualcuno che “rappresenta” centinaia di traduttori, tipo AITI oppure ANITI


E ti aspetti che siano disposte a divulgare qui gratuitamente? Sono associazioni private che vivono di iscrizioni e seminari a pagamento. I loro servizi sono riservati ai soci, non a tutta la categoria dei traduttori. Torniamo sempre al discorso che non esiste un organo, un'istituzione che ci rappresenti come categoria a livello nazionale.


 

lidija68  Identity Verified
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Local time: 17:18
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TOPIC STARTER
mi iscriverei Apr 5, 2011

@Silvia:
se sapessi che offrono un servizio del genere mi iscriverei subito! (e probabilmente non sarei l'unica)

[Modificato alle 2011-04-05 09:24 GMT]


 

2G Trad  Identity Verified
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Visitare il sito www.aiti.org Apr 5, 2011

Silvia P.:

lidija68:
Pensavo che forse si sarebbe potuto coinvolgere qualcuno che “rappresenta” centinaia di traduttori, tipo AITI oppure ANITI


E ti aspetti che siano disposte a divulgare qui gratuitamente?


Sul sito www.aiti.org ci sono molte risorse (professionali, giuridiche e fiscali) a disposizione di chiunque, oltre a documenti scaricabili.

Basta fare una visita per rendersi conto di questo e delle azioni intraprese per tutta la categoria

Ciao!
Gianni


 

A_Nespoli  Identity Verified
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....... Apr 5, 2011

Silvia P. wrote:

E ti aspetti che siano disposte a divulgare qui gratuitamente? Sono associazioni private che vivono di iscrizioni e seminari a pagamento. I loro servizi sono riservati ai soci, non a tutta la categoria dei traduttori. Torniamo sempre al discorso che non esiste un organo, un'istituzione che ci rappresenti come categoria a livello nazionale.


Perchè? per altre categorie (qualsiasi categoria) esiste una qualche forma di istituzione di "categoria" con iscrizioni gratuite e corsi/seminari gratuiti?


 

Dragomir Kovacevic  Identity Verified
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Local time: 17:18
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perché univoca? :) Apr 6, 2011

Lidija,

sai... avendo un commercialista che da le soluzioni pochino diverse dell'altro, non rappresenta un problema vero. Importante è averlo ed essere protetti con e dalle sue guide e decisioni.

Non si tratta mai di temi eclatanti o cruciali per l'attività... Sono le sfumature... Sui principi non si può essere in discrepanza.

Un'altro discorso è fare la contabilità per sé, da soli e autonomamente. Lo si può fare. Dapprima, consultandosi con l'Ufficio di Entrate e poi seguire costantemente i regolamenti. Per un'attività di un free-lancer non è troppo difficile e fa risparmiare un migliaio di euro all'anno.

Non c'è bisogno di agitarsi troppo sui temi di contabilità, bastano i brividi durante la concentrazione su questo lavoro, ma la soddisfazione di farlo, è grande.

Dragomir

lidija68 wrote:

Così mi stavo chiedendo: Sarebbe possibile fare un’interpretazione univoca delle varie leggi (magari con l’aiuto di un’avvocato, un commercialista e consultando anche l’agenzia delle entrate?
Così si potrebbe avere una specie di “vademecum” ufficiale da presentare al proprio commercialista con il riferimento alle varie leggi?)



Lidija




[Edited at 2011-04-06 19:25 GMT]


 

lidija68  Identity Verified
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Local time: 17:18
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perchè Apr 6, 2011

Dragomire, ti ripeto due delle domande che ho evidenziato all’inizio di questo topic:

- non ho la partita IVA, posso lavorare con l’estero (UE/extra UE)
- ho il regime dei minimi, posso lavorare con l’estero (UE/extra UE)


ecco, a queste domande una risposta univoca e valida per tutti ci vorrebbe proprio. (Guarda nel forum e vedrai che ognuno le interpreta a modo suo).


- ho la partita IVA “normale”, che cosa posso “scaricare”


Anche a questa domanda vorrei sapere la risposta. Nessuno si aspetta che il commercialista mi dà l’esatto numero di dizionari o software che si possono comprare annualmente, oppure quale temperatura uno deve tenere nella stanza dove lavora nel caso si possano scaricare i costi, ma almeno sapere che cosa è incluso nella lista non guasterebbe…

Pozdrav,
Lidija


 

Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Ho una sola risposta Apr 6, 2011

...che mi è stata data tempo fa da qualcuno (temo sia stato un commercialista): "Due commercialisti, tre interpretazioni diverse".

Finché la legge sarà soggetta a interpretazioni (e non mi sembra sia possibile cambiare tale assioma) non sarà possibile trovare neanche una soluzione univoca.


 

lidija68  Identity Verified
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@Dragomir: Apr 7, 2011

un’altra cosa
tu scrivi:

“sai... avendo un commercialista che da le soluzioni pochino diverse dell'altro, non rappresenta un problema vero. Importante è averlo ed essere protetti con e dalle sue guide e decisioni.


mi permetti di disentire; non sei protetto per niente. Se il commercialista sbaglia non paga lui ma tu. Tu hai l'obbligo (non la facoltà) di controllare quello che ha deciso lui. (Un mio parente acquisito, piccolo impreditore, si era fidato del proprio commercialista e adesso, dopo aver dovuto chiudere l’attività, non ne esce più dai problemi causati dalla contabilità errata).


 
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