Il problema delle referenze
Thread poster: Tom in London

Tom in London
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Sep 26, 2011

Sempre più spesso, le agenzie chiedono le referenze, ma almeno nel mio caso i rapporti che ho con i miei clienti (altre agenzie oppure privati) sono strettamente riservati e non posso far sapere a terzi chi sono o cosa faccio per loro.

Come si può risolvere il problema?


 

Emanuela Galdelli  Identity Verified
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WWA Sep 26, 2011

Ciao Tom,

io di solito do il link ai WWA, mi sembra sufficiente.

Sono visibili a tutti e contengono commenti.

Che ne dici?

Buona giornata, Emanuela


 

Tom in London
United Kingdom
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Buona idea se.... Sep 26, 2011

Ciao Emanuela

Buona idea se ne hai 33 come te !


 

María José Iglesias  Identity Verified
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Chiedere a un'agenzia Sep 26, 2011

Se hai un'agenzia con cui hai consolidato i rapporti nel tempo, chiedele se puoi citarla come riferimento. Non ci dovrebbero essere problemi se il rapporto è buono.

[Modificato alle 2011-09-26 10:14 GMT]


 

Daniele Vasta
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Esatto i WWA Sep 26, 2011

Oppure farti scrivere due righe come referenza. A me lo hanno fatto varie volte.
In bocca al lupo


 

Emanuela Galdelli  Identity Verified
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WWA Sep 26, 2011

Ciao Tom, direi che 9 è un buonissimo numero.
Di solito ne chiedono 3, meglio di così!

Ciao,

Emanuela


 

Angie Garbarino  Identity Verified
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WWA anche io Sep 26, 2011

Credo proprio che sia il modo migliore, ho anche scritto nella sezione "about me" di controllare il wwa per referenze, a parte la riservatezza a me non va di dare nomi di clienti, magari non ci sono problemi ma veramente mi spiace scocciarli e anche far sapere nomi, ci sono troppi passacarte in giro.

Ciao!


 

Silvia Prendin  Identity Verified
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Referenze Feb 8, 2012

Anche a me il discorso delle referenze dà abbastanza fastidio. Quando si usava metterlo in CV, a fine studi, sembrava antiquato e un velato modo per dire "vedi che conosco qualcuno..."
Poi ho scoperto che, mentre in Italia lo stavamo abbandonando, all'estero andava alla grande...

Indicare il collegamento WWA non sempre funziona. Nell'ultimo modulo che mi è passato fra le mani, bisognava inserire nome e cognome di 3 referenti, indirizzo di posta elettronica e numero di telefono! Nota dell'agenzia (riassunto con parole mie): senza i numeri di telefono, la domanda verrà scartata, automaticamente.

[Edited at 2012-02-08 23:10 GMT]


 

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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WWA Feb 9, 2012

Silvia Prendin wrote:

Anche a me il discorso delle referenze dà abbastanza fastidio. Quando si usava metterlo in CV, a fine studi, sembrava antiquato e un velato modo per dire "vedi che conosco qualcuno..."
Poi ho scoperto che, mentre in Italia lo stavamo abbandonando, all'estero andava alla grande...

Indicare il collegamento WWA non sempre funziona. Nell'ultimo modulo che mi è passato fra le mani, bisognava inserire nome e cognome di 3 referenti, indirizzo di posta elettronica e numero di telefono! Nota dell'agenzia (riassunto con parole mie): senza i numeri di telefono, la domanda verrà scartata, automaticamente.

[Edited at 2012-02-08 23:10 GMT]


Ciao Silvia,

Io, in molti casi, in situazioni simili, ho scritto all'agenzia, e quasi sempre, quando il responsabile era una persona intelligente, mi ha risposto che potevo ignorare tranquillamente la sezione del modulo relativa alle "references" o che potevo inserire senza problemi il link alla WWA. Anzi, spesso mi hanno detto che erano molto contenti di poter consultare le "references" in modo così semplice.

Inoltre, per fortuna non mi è capitato quasi mai di trovare moduli on line così insopportabili come quello che hai citato, che cioè non consentono di andare avanti se, nella sezione delle "references", non si specificano addirittura uno o più indirizzi e-mail di clienti in appositi campi. Nei pochissimi casi in cui ho trovato siti Web del genere, sono passato subito oltre, perché già quella strutturazione del modulo on line mi ha dato la netta impressione che era meglio cercare subito clienti migliori...

Detto poi per inciso, inutile dire che tutta la mia stima va alle agenzie che non hanno alcuna sezione "references" nel loro modulo on line e che, per fortuna, sono la maggioranza.

Concordo infatti con quelli che considerano la WWA un'invenzione molto geniale, avendo eliminato una procedura per me assurda, ridicola e inutile (se non controproducente) come era quella delle "references" classiche.

A quelle poche agenzie che, con la miopia più incredibile di questo mondo, continuano a voler seguire la vecchia procedura nonostante l'area WWA di ProZ, rispondo come alle agenzie che, prima della WWA, si ostinavano a chiedermi le "references" nonostante gli dicessi che non se ne parlava nemmeno, perché le consideravo come minimo una inutile perdita di tempo per tutti: gli dico cioè chiaramente che hanno una politica miope che si rivolgerà contro di loro, e che non vorrò più sentir più parlare di loro, almeno fino a quando la loro gestione sarà impostata in quel modo.

L'unica cosa che un po' mi dispiace è che un buon numero di miei clienti non abbia il profilo in ProZ, benché siano agenzie riportate in Blue Board. Ad alcuni ho anche chiesto di aprire un profilo in ProZ, ma purtroppo hanno risposto che non potevano o non volevano farlo. Comunque non mi arrendo e spero che con i nuovi clienti potrò ampliare ulteriormente la WWA.

A proposito, per prevedere le eventuali voci contrarie, che persino su questo aspetto si sono levate, e che forse si sentiranno anche qui (anche se spero di no) volevo aggiungere che, in altre sedi, alcuni colleghi, pur di poter criticare la WWA sono persino arrivati a dire che è inaffidabile perché è frutto di una sorta di "do ut des" tra agenzia e traduttore, con scambio di buoni giudizi in LWA (Blue Board) e WWA, che sarebbero entrambi quasi sempre falsi.... Sono davvero affermazioni che si commentano da sole, e che sono tipiche di chi non sa far altro che criticare o, peggio ancora, detesta mortalmente ProZ (come purtroppo accade in alcuni)... A questo basterebbe rispondere così: un "do ut des"? D'accordo, ma ammesso che qualche volta possa trattarsi di uno scambio "menzognero", per quale motivo non dovrebbe esistere, nella maggior parte dei casi, uno giustissimo scambio di giudizi positivi **perfettamente veri** tra una buona agenzia e un buon traduttore, i quali, grazie alla professionalità di entrambi, hanno instaurato un'ottima collaborazione?

Ma, purtroppo, o per fortuna, il mondo è bello perché è vario e non si può pretendere che tutti la pensino allo stesso modo...

[Modificato alle 2012-02-09 11:26 GMT]


 

Silvia Prendin  Identity Verified
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Referenze e WWA Feb 13, 2012

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:
...per fortuna non mi è capitato quasi mai di trovare moduli on line così insopportabili come quello che hai citato, che cioè non consentono di andare avanti se, nella sezione delle "references", non si specificano addirittura uno o più indirizzi e-mail di clienti in appositi campi. Nei pochissimi casi in cui ho trovato siti Web del genere, sono passato subito oltre, perché già quella strutturazione del modulo on line mi ha dato la netta impressione che era meglio cercare subito clienti migliori...

Per la verità non erano moduli in Internet. Il bello con la WWA è che non c'è bisogno di chiedere permessi, e se qualcuno dei commentatori viene contattato (anche se mi pare superfluo) è perché il commento è pubblico.

Io lavoro con almeno un paio di agenzie che espressamente non rilasciano referenze o giudizi sui traduttori, soprattutto a livello pubblico, per diversi motivi. Ad esempio non vogliono far sapere alla concorrenza con quali traduttori lavorano. Non vogliono perdere tempo con questa attività o, ancora, non vogliono esporsi, perché magari anche le situazioni dei traduttori variano nel tempo. E una di queste agenzie è anche molto grossa e seria.

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:
L'unica cosa che un po' mi dispiace è che un buon numero di miei clienti non abbia il profilo in ProZ, benché siano agenzie riportate in Blue Board. Ad alcuni ho anche chiesto di aprire un profilo in ProZ, ma purtroppo hanno risposto che non potevano o non volevano farlo. Comunque non mi arrendo e spero che con i nuovi clienti potrò ampliare ulteriormente la WWA.

In questi casi, ho chiesto di convalidare il lavoro nell'area progetti di ProZ, visibile nel profilo. Non sempre però... è una cosa che se fatta assiduamente porta via tempo, quindi l'ho fatto solo qualche volta finora. Ed effettivamente usando questa funzionalità, sebbene ritengo che la maggior parte di noi agisca in buona fede, c'è un rischio più alto di "imbrogli", perché il cliente può essere anonimo.

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:
in altre sedi, alcuni colleghi, pur di poter criticare la WWA sono persino arrivati a dire che è inaffidabile perché è frutto di una sorta di "do ut des" tra agenzia e traduttore, con scambio di buoni giudizi in LWA (Blue Board) e WWA, che sarebbero entrambi quasi sempre falsi.... Sono davvero affermazioni che si commentano da sole, e che sono tipiche di chi non sa far altro che criticare o, peggio ancora, detesta mortalmente ProZ (come purtroppo accade in alcuni)... A questo basterebbe rispondere così: un "do ut des"? D'accordo, ma ammesso che qualche volta possa trattarsi di uno scambio "menzognero", per quale motivo non dovrebbe esistere, nella maggior parte dei casi, uno giustissimo scambio di giudizi positivi **perfettamente veri** tra una buona agenzia e un buon traduttore, i quali, grazie alla professionalità di entrambi, hanno instaurato un'ottima collaborazione?

Sinceramente non avrebbe senso. Se Mario Rossi cominciasse a lasciare commenti entusiasmanti su agenzie mediocri, sarebbe lui stesso, traduttore, a rimetterci per primo. Quale credibilità potrebbe avere? A fianco a sfilze di 2? Inoltre le agenzie, bene o male, conoscono il mercato, quindi ondate di 5 elargiti a destra e a manca ad agenzie che pagano 3 centesimi a parola non depongono certo a favore della professionalità di un tale commentatore.


 

Christel Zipfel  Identity Verified
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WWA 2 Feb 13, 2012

Sono sempre stata ferocemente contraria alla WWA fin dalla sua istituzione (si veda il filo lungo decine di pagine di allora quando fu annunciata da Henry). Non ho clienti trovati tramite ProZ, non voglio infastidire nessuno chiedendogli di registrarsi su questo sito per poter lasciare un commento su di me, né voglio far sapere a chicchessia per chi lavoro, basta. Mi sono preclusa da sola la possibilità di avere delle referenze allora (probabilmente posso cambiare impostazione, ma non mi interessa) e non me ne pento.

Le poche volte che ho letto le WWA di qualche soggetto che ho conosciuto sui KudoZ avevo la netta sensazione che fossero dei commenti sollecitati, messi ad arte, perché le risposte che avevo letto io non potevano corrispondere a queste lodi. Magari mi sbaglio e sicuramente faccio un torto a molti altri, ma rimango della mia idea.


 

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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WWA e riservatezza Feb 13, 2012

Ciao Christel,

Io, in realtà, in linea di principio, la penso esattamente come te riguardo al risvolto negativo delle "references", intese in senso assoluto. Infatti, prima che venisse creata la WWA, alle agenzie con il pallino delle "references", io rispondevo, come giustificazione del mio rifiuto, che, oltre a ritenere questa pratica un'inutile perdita di tempo per tutti, non mi sentivo tenuto a fornire i nomi di determinati clienti per motivi di riservatezza professionale.

Su questo aspetto, perciò, considero la WWA una specie di "male minore", che, se non altro, consente di mettere d'accordo un po' tutti o quasi. Infatti, quando quest'area fu creata, io feci, tra me, le stesse tue considerazioni riguardo alla riservatezza, ma poi ho dovuto "arrendermi" ai vantaggi che la WWA può assicurare, e che mi sono sembrati preponderanti. Infatti, la WWA riesce finalmente ad essere convincente anche per le agenzie, soprattutto anglosassoni (e britanniche in particolare), che proprio non concepiscono alcun tipo di rapporto con un traduttore se non riescono ad avere queste benedette "references".

Quindi, almeno su questo versante, il progresso è stato enorme, sebbene, come ho accennato, esistano sempre le agenzie "irriducibili", che, incredibilmente, non vogliono saperne di abbandonare la vecchia procedura nonostante la comodità enorme della WWA, che consente di vedere tutto già sul Web.

Pensa che, una di queste agenzie, dopo che, in un mio messaggio, ho fatto capire loro chiaramente che sono miopi e controproducenti in questo loro atteggiamento, e gli ho spiegato anche in modo dettagliato come funziona la WWA, mi hanno risposto che sarei stato un ottimo addetto alle "public relations" di ProZ!... Davvero "No comment"!…

Perciò, a parte questi ultimi casi "disperati", oggi, grazie alla WWA, quelli che, come me, hanno sempre rifiutato l'insopportabile procedura delle "references" classiche, almeno, con diverse agenzie possono dialogare, e stabilire eventualmente un rapporto di collaborazione, mentre prima ciò era completamente impossibile…

Inoltre, non credo che poi la WWA sia un attentato così grave alla riservatezza professionale, anche perché credo che quell'area non possa mai comprendere tutti i clienti di un traduttore, dal primo all'ultimo. Meno che mai, poi, nel mio caso, in cui, come ho accennato, purtroppo o per fortuna (a seconda del punto di vista), più della metà dei miei clienti non ha un profilo in ProZ.


[Modificato alle 2012-02-13 21:22 GMT]


 

Silvia Prendin  Identity Verified
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ancora WWA Feb 15, 2012

Non sono riuscita a trovare quella vecchia discussione in cui si sono scatenate le polemiche. La malafede penso possa essere in qualsiasi cosa, non solo nella WWA.

Condivido il punto di vista di Gaetano. Tra l'altro la volontà di lavorare con un fornitore di servizi può basarsi su diversi fattori, non esclusivamente sulla qualità. Ad esempio, con alcune persone è più facile lavorare che con altre, anche a livello caratteriale, c'è chi è più accomodante rispetto alle esigenze del cliente, chi invece è più intransigente e meno diplomatico... Sicuramente la professionalità e i risultati sono fattori primari da tenere in considerazione, ma secondo me molti mettono sul piatto della bilancia anche altri aspetti per valutare una futura collaborazione.


 


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