Quando il traduttore alza la voce
Thread poster: Silvia Barra
Silvia Barra  Identity Verified
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Oct 23, 2011

Vorrei condividere con voi colleghi la vicenda che mi è capitata e non si è ancora risolta e alcune riflessioni che ne derivano. Mi scuso se il testo sarà un po' lungo, ma, pur cercando di riassumere al massimo è importante che vi racconti alcuni dettagli. Grazie in anticipo quindi a chi vorrà leggere tutto l'intervento.

Lavoro con una grossa agenzia italiana da qualche anno. Ho lavorato su grossi progetti per clienti molto importanti senza mai nessun problema. Uno dei miei migliori clienti: tariffe nella media, pagamenti puntuali, progetti numerosi e interessanti e PM gentili e disponibili.
A luglio l'agenzia mi chiede di aggiornare il sito web di un loro cliente (circa 10 mila parole su un totale di 70 mila), dicendomi di non toccare la parte già tradotta (Esiste l'ordine di lavoro, in cui si menziona SOLO la traduzione delle 10 mila parole, non si parla di eventuali lavori successivi compresi). Consegno la traduzione nei tempi stabiliti e non ricevo feedback di alcun genere. Il 16 agosto la PM mi chiede un breve controllo (non retribuito) del sito pronto per la pubblicazione. Nonostante la data e nonostante non fosse un lavoro pagato, faccio il controllo e comunico i risultati al PM. Di nuovo nessun feedback.
Ai primi di settembre la PM mi dice che il cliente ha cambiato idea su alcuni termini (che prima, tra l'altro, mi aveva autorizzato a modificare) e che ci sono dei termini da modificare nel testo già tradotto. A suo dire un lavoretto svelto (e ovviamente gratuito). Il lavoretto si rivela però un lavoraccio da 8 ore, per le quali ho dovuto modificare il mio programma e per questo fatto ho dovuto consegnare le modifiche dopo qualche giorno (naturalmente ho tempestivamente avvisato la PM). Vista la situazione, ho chiesto gentilmente che mi venisse pagata almeno una parte del lavoro, in fin dei conti non potevo lavorare un giorno intero gratis per loro. Nessuna risposta. Dopo un paio di giorni telefona una responsabile dell'agenzia e mi dice che quel lavoro ha ancora una parte nuova da completare e che stavolta serve urgentemente, non come l'altra volta che ho fatto aspettare un paio di giorni! Non avendo materialmente il tempo di fare questo nuovo lavoro (tra l'altro gratuito di nuovo), dico che non sono disponibile.
Vengo tempestata di telefonate per un paio di giorni, finché quando posso rispondere mi si dice che, visto che un altro traduttore aveva dovuto fare il mio lavoro, mi avrebbero decurtato dalla fattura il compenso per l'altro. Al che, abbastanza inferocita, ho detto che invece stavo ancora aspettando il pagamento per l'extra di 8 ore. Per un po' di nuovo più nulla.
Mi arriva una mail dalla responsabile, che dice che il cliente ha rifiutato la traduzione perché di stile non adatto e che per calmare il cliente inferocito si è mosso pure il direttore generale. Allora decido di mandare una mail certificata alla responsabile dicendo che non accetto reclami di una traduzione consegnata 2 mesi prima, ribadendo che gran parte del testo era già stato tradotto da altri, e soprattutto che mi insospettiva che il cliente avesse avuto da dire (dopo aver fatto fretta per pubblicare il sito) solo dopo che ho chiesto di essere pagata il giusto.
Passano altri 10 giorni e la responsabile mi telefona dicendo che devono proprio sospendere il pagamento della fattura (tra l'altro importante) e alle mie rimostranze mi spiegano di avere pazienza che il cliente è uno difficile e le solite cose del caso.
Al momento la fattura non è stata pagata e misteriosamente non mi sono più arrivati altri lavori, nemmeno quelli promessi. Mi è stato chiesto un lavoro urgente e, quando ho accettato (più per vedere cosa succedeva), mi hanno detto che il cliente aveva ritirato l'ordine...

Adesso le riflessioni:
1. E' accettabile un reclamo dopo 2 mesi dalla consegna? NO, soprattutto se nei due mesi non sono emersi problemi e anzi se il cliente aveva già pubblicato il sito. In ogni caso, se il cliente cambia idea, paga il cambiamento.
2. L'agenzia si prende i soldi anche per i rapporti con il cliente finale, per cui i problemi con lui se li deve gestire. Dovrebbe essere l'agenzia la responsabile della traduzione nei confronti del cliente. O no? Secondo loro, ovviamente è colpa del traduttore.
3. So che è un errore lavorare "a gratis", ma talvolta lo si può considerare un plus da offrire al cliente, soprattutto se la mole di lavoro che ti manda è molto importante. Però c'è un limite allo sfruttamento.
4. Alcune agenzie credono che se ti inviano molto lavoro sei come un loro dipendente, per cui devi essere sempre disponibile a tutto.

Scusate questo che è per lo più uno sfogo. Tralascio le riflessioni sul fatto che un'agenzia preferisca perdere un traduttore fidato pur di pagargli 2-300 euro in più, sul fatto che queste cose accadano più in Italia che altrove (secondo la mia esperienza, almeno). Ovviamente ho cominciato una campagna negativa, a partire da un bel votaccio sulla Blue board.
Sono tentata di contattare il cliente finale per chiedere spiegazioni, ma non so se sia eticamente lecito.
Probabilmente dovrò ricorrere a qualche azione legale.
Soprattutto, sono amareggiata. Solito discorso. Se l'idraulico chiede tu paghi. Se sbaglia il alvoro e ne chiami un altro paghi anche il secondo. Se il traduttore alza la voce per qualcosa che gli spetta, non viene pagato.

Buona domenica sera a tutti
Silvia


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Luca Tutino  Identity Verified
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Sarà la stessa agenzia? Oct 24, 2011

Cara Silvia,

ho letto di recente un post di un traduttore straniero che aveva avuto un simile problema di contestazione tardiva da parte di un'agenzia italiana. Non credo che si tratti di casi rari, specialmente in Italia, tuttavia alcuni dettagli del racconto somigliano abbastanza da far pensare che si possa trattare della stessa grande agenzia. Non riesco a ritrovare il messaggio di cui parlo, ma ricordo che il collega specificava di averle attribuito un punteggio basso sulla blue board, dove prima d'allora comparivano qualsi soltanto punteggi elevati. Ti consiglio di dare un'occhiata: se dovessi avere l'impressione che si tratta della stessa agenzia, potrebbe essere molto opportuno contattare il collega e mettere il sito a conoscenza del problema tramite http://www.proz.com/support/.

Ciao,
Luca

[Edited at 2011-10-24 01:15 GMT]

PS Ho trovato il post: http://www.proz.com/forum/money_matters/210380-the_substandard_quality_chestnut.html . Ci sono anche dettagli molto diversi, e soprattutto sembra che in quel caso fosse stato anche usato uno stratagemma per deviare i commenti in BB su un altro nominativo. Comunque non si sa mai...

[Edited at 2011-10-24 01:20 GMT]


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Silvia Barra  Identity Verified
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Non è la stessa Oct 24, 2011

ciao Luca,
grazie della segnalazione. Non è la stessa agenzia, ho controllato. In ogni caso l'amarezza sale, perché il giochino del cliente che non è contento è usato estesamente, a quanto vedo.

Soprattutto (dal post di questa notte forse non è emerso) mi chiedo fino a che punto il traduttore che lavora per un'agenzia è responsabile. Ok, l'agenzia si può rivalere sul traduttore, ma in definitiva onori e oneri spettano a lei. Così come sono a suo carico gli eventuali problemi gestionali con il cliente finale. Se l'agenzia ha trasmesso delle indicazioni sbagliate al traduttore, non ha fatto eseguire una rilettura a un revisore (molto probabile in questo caso, vista la completa assenza di feedback), ha gestito male il progetto, non vedo perché debba rimetterci il traduttore, che al cliente finale è sconosciuto.

In ogni caso, dopo aver scritto questo post ho mandato una mail certificata alla persona responsabile, sollecitando il pagamento della fattura per scadenza dei termini di pagamento, soprattutto visto che non mi sono state inviate comunicazioni ufficiali o nemmeno per iscritto della sospensione del pagamento. Per la cifra richiesta extra ormai mi sono messa il cuore in pace, ma per la fattura da quasi 1300 euro non mi lascio fregare più di tanto.
Oltre tutto mi hanno inviato un foglio scansionato con degli appunti pressoché incomprensibili dicendo che sono i reclami del cliente. Ma per quel che ne so potrebbe averlo scritto chiunque.

La cosa che mi manda in bestia è la faccia tosta con cui credono che, essendo grandi, famosi, ecc. ecc. ti possano prendere in giro con natiralezza, come se il traduttore fosse così scemo da non accorgersi proprio.

Adesso sono in attesa di una loro risposta scritta e del pagamento sollecitato. Vedremo gli sviluppi. In ogni caso sarà mia cura fare una estesa campagna pubblicitaria negativa all'agenzia in questione. (Chi vuole saperne il nome mi scriva in privato).

Buon lunedì a tutti
Silvia


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Akikorossella  Identity Verified
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Non è giusto Oct 24, 2011

Cara Silvia, tu il lavoro l'hai fatto e devi essere pagata.
Il tipo di lavoro che svolgi non è "soddisfatti o rimborsati", non è una "obbligazione di risultato", ma è una "obbligazione di mezzi: http://www.pmi.it/leggi-e-norme/articoli/482/la-responsabiliteagrave-del-professionista.html

La scusa che il cliente non è soddisfatto non vale, devi essere pagata lo stesso. Fa' valere le tue ragioni, non demordere!


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2G Trad  Identity Verified
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Recupero del credito Oct 24, 2011

Silvia Barra:
Probabilmente dovrò ricorrere a qualche azione legale.


C'è la messa in mora e poi il decreto ingiuntivo (spese legali a carico del debitore).

Ciao!
Gianni


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Chiara Santoriello  Identity Verified
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Chiedi esattamente all'agenzia cosa non ha accettato il cliente Oct 24, 2011

Silvia Barra wrote:

Vorrei condividere con voi colleghi la vicenda che mi è capitata e non si è ancora risolta e alcune riflessioni che ne derivano. Mi scuso se il testo sarà un po' lungo, ma, pur cercando di riassumere al massimo è importante che vi racconti alcuni dettagli. Grazie in anticipo quindi a chi vorrà leggere tutto l'intervento.

Lavoro con una grossa agenzia italiana da qualche anno. Ho lavorato su grossi progetti per clienti molto importanti senza mai nessun problema. Uno dei miei migliori clienti: tariffe nella media, pagamenti puntuali, progetti numerosi e interessanti e PM gentili e disponibili.
A luglio l'agenzia mi chiede di aggiornare il sito web di un loro cliente (circa 10 mila parole su un totale di 70 mila), dicendomi di non toccare la parte già tradotta (Esiste l'ordine di lavoro, in cui si menziona SOLO la traduzione delle 10 mila parole, non si parla di eventuali lavori successivi compresi). Consegno la traduzione nei tempi stabiliti e non ricevo feedback di alcun genere. Il 16 agosto la PM mi chiede un breve controllo (non retribuito) del sito pronto per la pubblicazione. Nonostante la data e nonostante non fosse un lavoro pagato, faccio il controllo e comunico i risultati al PM. Di nuovo nessun feedback.
Ai primi di settembre la PM mi dice che il cliente ha cambiato idea su alcuni termini (che prima, tra l'altro, mi aveva autorizzato a modificare) e che ci sono dei termini da modificare nel testo già tradotto. A suo dire un lavoretto svelto (e ovviamente gratuito). Il lavoretto si rivela però un lavoraccio da 8 ore, per le quali ho dovuto modificare il mio programma e per questo fatto ho dovuto consegnare le modifiche dopo qualche giorno (naturalmente ho tempestivamente avvisato la PM). Vista la situazione, ho chiesto gentilmente che mi venisse pagata almeno una parte del lavoro, in fin dei conti non potevo lavorare un giorno intero gratis per loro. Nessuna risposta. Dopo un paio di giorni telefona una responsabile dell'agenzia e mi dice che quel lavoro ha ancora una parte nuova da completare e che stavolta serve urgentemente, non come l'altra volta che ho fatto aspettare un paio di giorni! Non avendo materialmente il tempo di fare questo nuovo lavoro (tra l'altro gratuito di nuovo), dico che non sono disponibile.
Vengo tempestata di telefonate per un paio di giorni, finché quando posso rispondere mi si dice che, visto che un altro traduttore aveva dovuto fare il mio lavoro, mi avrebbero decurtato dalla fattura il compenso per l'altro. Al che, abbastanza inferocita, ho detto che invece stavo ancora aspettando il pagamento per l'extra di 8 ore. Per un po' di nuovo più nulla.
Mi arriva una mail dalla responsabile, che dice che il cliente ha rifiutato la traduzione perché di stile non adatto e che per calmare il cliente inferocito si è mosso pure il direttore generale. Allora decido di mandare una mail certificata alla responsabile dicendo che non accetto reclami di una traduzione consegnata 2 mesi prima, ribadendo che gran parte del testo era già stato tradotto da altri, e soprattutto che mi insospettiva che il cliente avesse avuto da dire (dopo aver fatto fretta per pubblicare il sito) solo dopo che ho chiesto di essere pagata il giusto.
Passano altri 10 giorni e la responsabile mi telefona dicendo che devono proprio sospendere il pagamento della fattura (tra l'altro importante) e alle mie rimostranze mi spiegano di avere pazienza che il cliente è uno difficile e le solite cose del caso.
Al momento la fattura non è stata pagata e misteriosamente non mi sono più arrivati altri lavori, nemmeno quelli promessi. Mi è stato chiesto un lavoro urgente e, quando ho accettato (più per vedere cosa succedeva), mi hanno detto che il cliente aveva ritirato l'ordine...

Adesso le riflessioni:
1. E' accettabile un reclamo dopo 2 mesi dalla consegna? NO, soprattutto se nei due mesi non sono emersi problemi e anzi se il cliente aveva già pubblicato il sito. In ogni caso, se il cliente cambia idea, paga il cambiamento.
2. L'agenzia si prende i soldi anche per i rapporti con il cliente finale, per cui i problemi con lui se li deve gestire. Dovrebbe essere l'agenzia la responsabile della traduzione nei confronti del cliente. O no? Secondo loro, ovviamente è colpa del traduttore.
3. So che è un errore lavorare "a gratis", ma talvolta lo si può considerare un plus da offrire al cliente, soprattutto se la mole di lavoro che ti manda è molto importante. Però c'è un limite allo sfruttamento.
4. Alcune agenzie credono che se ti inviano molto lavoro sei come un loro dipendente, per cui devi essere sempre disponibile a tutto.

Scusate questo che è per lo più uno sfogo. Tralascio le riflessioni sul fatto che un'agenzia preferisca perdere un traduttore fidato pur di pagargli 2-300 euro in più, sul fatto che queste cose accadano più in Italia che altrove (secondo la mia esperienza, almeno). Ovviamente ho cominciato una campagna negativa, a partire da un bel votaccio sulla Blue board.
Sono tentata di contattare il cliente finale per chiedere spiegazioni, ma non so se sia eticamente lecito.
Probabilmente dovrò ricorrere a qualche azione legale.
Soprattutto, sono amareggiata. Solito discorso. Se l'idraulico chiede tu paghi. Se sbaglia il alvoro e ne chiami un altro paghi anche il secondo. Se il traduttore alza la voce per qualcosa che gli spetta, non viene pagato.

Buona domenica sera a tutti
Silvia




Ciao Silvia,
a mio avviso dovresti chiedere all'agenzia di farti avere il testo modificato dal cliente per verificare stile e così via. Il cliente non può dire non va bene punto, deve giustificare perché non va bene il lavoro e presentare il documento modificato ma questo un'agenzia professionale deve saperlo bene. Se l'agenzia ha dei dubbi, fa eseguire una revisione del tuo lavoro da un revisore. Per l'agenzia sono costi, ma si deve assumere le proprie responsabilità. Ti chiedo se puoi dirmi in privato di quale agenzia si tratta della serie, se la conosci la eviti.
In bocca al lupo.
Chiara Santoriello

[Modificato alle 2011-10-24 14:05 GMT]


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Silvia Barra  Identity Verified
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Grazie a tutti Oct 24, 2011

Vorrei ringraziare tutti coloro che, qui e in privato hanno espresso la loro solidarietà e mi hanno dato molti utili consigli su come comportarmi.
Risponderò a tutti a breve, ma mi sembrava giusto cominciare a ringraziarvi qui.
Vedo comunque che tra colleghi non c'è solo concorrenza e diffidenza, ma spesso una grande solidarietà (soprattutto se si tratta di soldi ).

Vi terrò informati. Per ora tutto tace.
Buona serata
Silvia


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