Diffusione dei sistemi CAT, TEnTs e CMS su Web
Thread poster: Fabio Scaliti

Fabio Scaliti  Identity Verified
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Nov 24, 2011

Buongiorno a tutti,

gli ultimi 5 potenziali clienti che mi hanno contattato, da diversi paesi europei, mi hanno sempre e solo proposto di lavorare sui loro sistemi CAT o CMS interni basati sul web. Nessuna possibilità di sfruttare i miei strumenti, glossari e tutto ciò che mi permette un'elevata produttività e resa.

Molti personaggi di riferimento del settore continuano in effetti a ripetere che, fra qualche anno, tutto si baserà sul web e si sposterà nella "nuvola
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Buongiorno a tutti,

gli ultimi 5 potenziali clienti che mi hanno contattato, da diversi paesi europei, mi hanno sempre e solo proposto di lavorare sui loro sistemi CAT o CMS interni basati sul web. Nessuna possibilità di sfruttare i miei strumenti, glossari e tutto ciò che mi permette un'elevata produttività e resa.

Molti personaggi di riferimento del settore continuano in effetti a ripetere che, fra qualche anno, tutto si baserà sul web e si sposterà nella "nuvola". Può darsi, ma allo stato attuale, non vedo particolari potenziali di aumento della produttività a favore del traduttore e, di riflesso, del cliente, bensì solo uno snellimento e una standardizzazione dei processi interni all'agenzia.

Io lo vedo anche come un ulteriore rischio di livellamento della qualità verso il basso. OK, c'è chi sostiene che "quality doesn't matter". Ma un limite deve esserci.

Basare il proprio business su sistemi di questo tipo, secondo me, rischia di portare la maggior parte dei traduttori professionisti, ossia che sono disponibili a investire tempo e denaro in sistemi e programmi da installare in locale, a fuggire da queste proposte.

Va da sé che si tratta di un modello di business come un altro, ciascuno è libero di scegliere dove e come collocarsi. Di sicuro è inutile anche tentare di spiegare le ragioni a sfavore di un tale sistema al potenziale cliente-agenzia. Al limite, la si può girare a proprio favore, per distinguersi da quel genere di fornitori di fronte ad altri clienti, più interessanti.

Prendiamo atto di questa ulteriore fascia di mercato?

Colleghi, che ne pensate?

Fabio

[Edited at 2011-11-24 11:42 GMT]
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Giacomo Camaiora (X)  Identity Verified
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Ma forse non sarà una libera scelta Nov 24, 2011

Fabio Scaliti wrote:

Buongiorno a tutti,

Va da sé che si tratta di un modello di business come un altro, ciascuno è libero di scegliere dove e come collocarsi. Di
Fabio



Forse non sarà una libera scelta, ma un trend a cui bisognerà adeguarsi volenti o nolenti.

Ritengo che sia nella logica delle cose che gli ambienti di lavoro migrino sempre di più verso suite standardizzate e interoperative a livello aziendale. Il progresso elettronico ha foggiato modelli di organizzazione lavorativa in cui tutti i partecipanti ad un programma condividono le stesse risorse e utilizzano le medesime metodologie (archivi, glossari, standard, normative, procedure, template, formati, basi dati, strumenti di sviluppo, piattaforma di scambio informazioni, …..).

Attualmente un traduttore freelance si integra con il proprio committente principalmente attraverso le TM e i CAT standard, ma ciò potrebbe rivelarsi riduttivo in futuro (ad esempio, potrebbe sorgere la necessità di dover installare un Client dedicato nel proprio computer per poter integrarsi con il committente).
Ne vien fuori una specie di “In-organization position” in antitesi alle classiche “in house” e “freelance” positions.


Giacomo

[Edited at 2011-11-24 20:30 GMT]


 

T F F  Identity Verified
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La globalizzazione punisce chi non è "connesso"...La nuvola? Uno strumento in più, ma non basta! Nov 24, 2011

Molti personaggi di riferimento del settore continuano in effetti a ripetere che, fra qualche anno, tutto si baserà sul web e si sposterà nella "nuvola".


"Within next 5 years, CAT will become free or irrelevant"...Così parlò Beninatto!...E siccome di quest'uomo condivido il nome, condivido anche il pensiero...Ma non al 100% - dopotutto il cognome è diverso!
A dirla tutta però, più che una profezia a me questa sembra una lucida lettura del recente passato: la fine di Trados ha dimostrato come non ci sia più spazio per tecnologie che ambiscano ad "imbrigliare" la comunicazione di questa nuova era.

CARTA > DOC > XML > XLIFF...la faccenda è tutta qui! La comunicazione ha esercitato una tale pressione (volume di informazioni da trasmettere in un dato periodo di tempo) da far saltare le vecchie tubature in cui si cercava di farla passare...

E questo vale tanto per chi produce CAT che per chi li usa: un produttore di CAT che volesse dettare regole a questa comunicazione diverrebbe presto irrilevante, al pari di quel traduttore che volesse continuare ad aspettare il lavoro nel "solito formato"..

Se il "Renato pensiero" si rivelasse corretto, la domanda qui posta sarebbe quindi solo apparente: cercare di far capire alla catena di committenza nel mondo della comunicazione che si potrebbe ottenere più professionalità traducendo in Word e con 10 giorni in più non è più una possibilità concreta...Al contrario, sarebbe meglio prendere definitivamente atto dell'irrilevanza di tali posizioni e mettersi a lavorare con impegno alla sfida che attende chiunque voglia proseguire su un cammino di crescita professionale (e commerciale!): trovare il modo di offrire la propria professionalità come e meglio degli altri all'interno del mutato scenario tecnologico.


non vedo particolari potenziali di aumento della produttività a favore del traduttore e, di riflesso, del cliente, bensì solo uno snellimento e una standardizzazione dei processi interni all'agenzia.

In epoca di globalizzazione, condivisione, nuvole etc, è oramai indispensabile saper andare oltre la propria posizione...In una parola: connettersi!
Ammesso - e non concesso - che fosse davvero solo l'agenzia a beneficiare dei vantaggi offerti da questo sviluppo tecnologico e quindi, nel caso citato, snellimento e standardizzazione dei processi...Non sono questi elementi che un traduttore dovrebbe mettere a fuoco per organizzare la propria strategia di offerta? Un'agenzia che può gestire più volume, ovviamente commissionerà maggior volume ai traduttori...Un'agenzia che può standardizzare i propri processi potrà convocare fornitori a processi standardizzati e, come tali, più semplici e più veloci!



PS: complimenti per il post Fabio!


 

Fabio Scaliti  Identity Verified
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Molta strada da fare Nov 24, 2011

Grazie a entrambi per le vostre opinioni.

In effetti, non sono contrario a priori a questo tipo di collaborazioni. In alcuni casi, mi è stato consentito di testare l'ambiente in cui lavorare, prima di accettare il progetto. Ogni volta, ho dovuto declinare perché, a parità di tariffa, era palese che il sistema su dell'agenzia aveva forti pecche e mancanze, che avrebbero minato fortemente la mia produttività.

Se questi sistemi fossero alla pari dei TenTs più evoluti
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Grazie a entrambi per le vostre opinioni.

In effetti, non sono contrario a priori a questo tipo di collaborazioni. In alcuni casi, mi è stato consentito di testare l'ambiente in cui lavorare, prima di accettare il progetto. Ogni volta, ho dovuto declinare perché, a parità di tariffa, era palese che il sistema su dell'agenzia aveva forti pecche e mancanze, che avrebbero minato fortemente la mia produttività.

Se questi sistemi fossero alla pari dei TenTs più evoluti (Renato, non sto parlando di Word ), probabilmente avrei meno problemi ad accettare.

Spesso, invece, ho l'impressione che questi sistemi siano studiati più per le esigenze dell'agenzia che per quelle del traduttore. Come il buon vecchio Trados, del resto, che non annovero fra i CAT/TEnTs evoluti. In fondo, per lo sviluppo comanda chi paga, ossia l'agenzia!

Alla base delle mie remore vi è, in fondo, la mia idea che un free-lancer debba essere "free", appunto, di lavorare come più preferisce, l'importante è che il cliente riceva il prodotto per cui paga. Quindi un professionista dovrebbe saper giostrare fra i vari formati (e qui entra in ballo la libertà offerta dai moderni formati XML-XLIFF) per sfruttare appieno le nuove tecnologie.

Essere vincolati a un singolo ambiente imposto dal cliente non è produttivo e redditizio, dal nostro punto di vista.

Si aggiunga che, di questo passo, il traduttore dovrà imparare a usare x ambienti per x clienti. Fattibile, per carità, ma quante complicazioni. Anch'io voglio snellire le mie procedure.

Vi sono comunque alcuni esempi di TenTs mirabilmente portati su web, vedasi MemoQ e altri. Ma sono ancora poco diffusi. Il vantaggio della diffusione di ambienti fatti con un occhio di riguardo al traduttore sarebbe evidente, anche in termini di costi di investimento del traduttore.

Per finire, il rischio è che, anziché stabilire un rapporto consulente-cliente, dove gli strumenti passerebbero giustamente in secondo piano rispetto alle competenze, si imponga un modello azienda-falso dipendente, completamente vincolato alle richieste della prima.

Poi, per carità, se mi sbagliassi e le cose andassero diversamente, ben venga. A lavorare siamo capaci.

Saluti,

Fabio

P.S. A proposito, questo discorso interessa solo a me, Giacomo e Renato? Ah, sì, forse ho dimenticato di mettere la parola "tariffe" nel titolo...
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T F F  Identity Verified
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Sfondi una porta aperta... Nov 24, 2011

Nel mo precedente intervento accennavo al fatto che il futuro sarà sempre più del tipo "maggiori volumi da tradurre in minor tempo" e siffatto scenario richiede soluzione tecnologiche capaci di supportare operazioni complesse (integrazione con CMS dei clienti, interoperabilità, interfaccia WEB, teamworking, etc)...Dicevo che resistere a questo cambiamento più che una scelta sarebbe una "non scelta"...


Fabio Scaliti:
Spesso, invece, ho l'impressione che questi sistemi siano studiati più per le esigenze dell'agenzia che per quelle del traduttore


Certo non posso parlare per le altre agenzie, ma tra le "esigenze dell'agenzia" rientra sicuramente la massima valorizzazione della capacità produttiva del traduttore: è inutile prevedere un rigido protocollo di QA se si è messo il traduttore in condizioni di non lavorare!...Questa cosa che dici tu accade più facilmente in agenzie gestite da persone che non hanno avuto esperienza diretta di traduzione.

Fabio Scaliti:
Vi sono comunque alcuni esempi di TenTs mirabilmente portati su web, vedasi MemoQ e altri. Ma sono ancora poco diffusi. Il vantaggio della diffusione di ambienti fatti con un occhio di riguardo al traduttore sarebbe evidente, anche in termini di costi di investimento del traduttore.


E su questo sfondi una porta aperta...Di recente ho postato l'elenco dei "pros" (dall'ottica del traduttore/revisore) su cui si è basata la nostra scelta nel momento in cui abbiamo individuato il nostro TEnT elettivo. E aggiungo dal nostro sito web:

Mentre sviluppavamo Soul - anima di TFF - ci siamo chiesti se era il caso di creare un editor proprietario per la traduzione online…

Volevamo che il revisore in America vedesse comparire sul suo monitor i segmenti tradotti in tempo reale dai suoi colleghi in Europa - senza necessità di scambiarsi file - e che il cliente in Giappone potesse contemporaneamente controllare la terminologia proposta dai traduttori…

Dovremmo costringere i professionisti ad imparare un tool fatto da noi? Ma per carità! Ne esistono già così tanti in giro e non ci va affatto che un professionista debba impararne uno in più - solo per noi!

Dono del destino, in quei giorni si affacciava sul mercato un tool che iniziava a fare queste cose - ed oggi ne fa tante, ma davvero tante di più! Stiamo parlando di MemoQ, il tool emergente con cui abbiamo scelto di lavorare quasi esclusivamente...


Fabio Scaliti:
Alla base delle mie remore vi è, in fondo, la mia idea che un free-lancer debba essere "free", appunto, di lavorare come più preferisce, l'importante è che il cliente riceva il prodotto per cui paga. Quindi un professionista dovrebbe saper giostrare fra i vari formati (e qui entra in ballo la libertà offerta dai moderni formati XML-XLIFF) per sfruttare appieno le nuove tecnologie.


Sulla libertà ci sarebbe così tanto da dire...Ma scivoliamo nella filosofia!
Mi limito a dire che forse potremmo non essere d'accordo sul fatto che la libertà non è un firmware che ci viene installato di default alla nascita, ma è piuttosto un bene prezioso che solo pochi riescono a conquistarsi in anni di sacrifici! Sicuramente saremo invece d'accordo sul fatto che chi gode di questa libertà produce risultati di gran lunga migliori quando le dà espressione!


 

Monica Paolillo
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Non avrei nulla in contrario... Nov 25, 2011

... se solo poi questi strumenti "nuvolosi" funzionassero.

Invece, dopo diverse esperienze di questo genere (sono una che si lancia con entusiasmo nelle nuove sfide), devo dire che, se i risultati sono questi, l'obiettivo che descrive Renato è ancora molto lontano, ed è un vero peccato!

Il più delle volte ti trovi, infatti, in una o più delle seguenti situazioni:
- il server è lento e per passare al segmento successivo potresti andare a farti un caffè
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... se solo poi questi strumenti "nuvolosi" funzionassero.

Invece, dopo diverse esperienze di questo genere (sono una che si lancia con entusiasmo nelle nuove sfide), devo dire che, se i risultati sono questi, l'obiettivo che descrive Renato è ancora molto lontano, ed è un vero peccato!

Il più delle volte ti trovi, infatti, in una o più delle seguenti situazioni:
- il server è lento e per passare al segmento successivo potresti andare a farti un caffè
- le modifiche non vengono salvate correttamente
- qualcun altro, partecipante allo stesso progetto, mette mano alle sezioni tradotte da te (COSA GRAVISSIMA, E MI È CAPITATA ANCHE QUESTA)
- la privacy va a farsi benedire (il tool di un'agenzia marcava i segmenti con il tuo indirizzo email!!!)
- non è possibile tracciare i progetti e tenere in locale una copia di quello che hai consegnato (COME SI FA A DIMOSTRARE A POSTERIORI CHE EVENTUALI ERRORI INTRODOTTI DA QUALCUN ALTRO NON SONO TUOI???)

Insomma, altro che produttività, questa è l'ANTI-produttività ed è per questo che almeno per ora declino allegramente questo tipo di offerte attendendo con ansia che lo scenario descritto da Beninatto e da altri si concretizzi sul serio e non sia solo una favoletta.

Buon lavoro e buona giornata a tutti.
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Giacomo Camaiora (X)  Identity Verified
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Non è sempre tutto così negativo ---- Nov 25, 2011

Monica Paolillo wrote:

... se solo poi questi strumenti "nuvolosi" funzionassero.

Invece, dopo diverse esperienze di questo genere (sono una che si lancia con entusiasmo nelle nuove sfide), devo dire che, se i risultati sono questi, l'obiettivo che descrive Renato è ancora molto lontano, ed è un vero peccato!

Il più delle volte ti trovi, infatti, in una o più delle seguenti situazioni:
- il server è lento e per passare al segmento successivo potresti andare a farti un caffè
- le modifiche non vengono salvate correttamente
- qualcun altro, partecipante allo stesso progetto, mette mano alle sezioni tradotte da te (COSA GRAVISSIMA, E MI È CAPITATA ANCHE QUESTA)
- la privacy va a farsi benedire (il tool di un'agenzia marcava i segmenti con il tuo indirizzo email!!!)
- non è possibile tracciare i progetti e tenere in locale una copia di quello che hai consegnato (COME SI FA A DIMOSTRARE A POSTERIORI CHE EVENTUALI ERRORI INTRODOTTI DA QUALCUN ALTRO NON SONO TUOI???)




Non è tutto così negativo.

Anch'io ho sperimentato il lavoro on line con una delle più famose multinazionali americane (potrei anche fare il nome ma non so se ciò viola le regole del forum), e direi che ci sono anche dei vantaggi, in primis l'eliminazione dei problemi locali di gestione e manutenzione dei file e degli strumenti di lavoro.

In sintesi, al di là dei punti negativi indicati sopra (con una riserva sul punto 3 relativo all'interferenza di traduttori terzi, cosa che non trova riscontro nella mia esperienza) ci sono anche dei vantaggi:


Si può lavorare ovunque, anche in un internet point, serve solo la password e una connessione internet, non c'è bisogno di avere con sé il proprio computer.

Vengono meno molte perdite di tempo legate alla gestione locale del progetto e del computer: archiviazione, tracciamenti, problemi di crash, dispersione dei formati di lavoro, incasinamenti con i mark dei CAT, virus, ....

Il computo del lavoro eseguito viene tracciato direttamente dal sistema del Commintente (con tanto di statistiche) e il compenso da fatturare viene segnalato automaticamente in base alle tariffe convenute.

Ottimizzazione e snellimento del processo di compilazione del lavoro finale, anche con l'uso di avanzamenti progressivi. Mi spiego, a mano mano che si traduce, si invia subito le parti già fatte al revisore, il quale, dopo l'approvazione, le rende subito disponibili alla "regia" centrale che presiede al processo generale di gestione del progetto. I termini più difficili, lasciati per ultimo, non sono bloccanti per il prosieguo generale del progetto perché sostituiti temporaneamente con dei segnalibro.

Aggiungerei che i pagamenti sono automatizzati e quindi puntuali.

Giacomo

[Edited at 2011-11-25 13:59 GMT]


 

Marila Tosi  Identity Verified
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Sì al cloud Nov 26, 2011

Personalmente sono favorevole a svolgere traduzioni e revisioni su sistemi cloud. Ho sperimentato due sistemi e devo dire che il risparmio di tempo sulla gestione dei file e i problemi di sicurezza e crash sono notevoli. Per non parlare della possibilità di lavorare ovunque (eviterei gli internet point però ).
Se si teme che altri modifichino la traduzione, beh, si può sempre "fotografare" lo schermo e tenere traccia del
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Personalmente sono favorevole a svolgere traduzioni e revisioni su sistemi cloud. Ho sperimentato due sistemi e devo dire che il risparmio di tempo sulla gestione dei file e i problemi di sicurezza e crash sono notevoli. Per non parlare della possibilità di lavorare ovunque (eviterei gli internet point però ).
Se si teme che altri modifichino la traduzione, beh, si può sempre "fotografare" lo schermo e tenere traccia del lavoro, oppure inserire commenti o avvisare; per chi vorrebbe essere più produttivo utilizzando le proprie memorie, anche qui, esistono strumenti per leggere memorie e glossari, dopodiché si può sempre fare copia/incolla... Insomma, credo che nel 2011 (quasi 2012) se non si sperimenta e si acquisisce più flessibilità si fa poca strada.
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Giacomo Camaiora (X)  Identity Verified
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Il processo non è arbitrario Nov 26, 2011

Marila Tosi wrote:

Se si teme che altri modifichino la traduzione, beh, si può sempre .......



"Altri" possono modificare i documenti ma non in maniera arbitraria e invasiva. Tutto passa attraverso un processo di assegnazione, approvazione e tracciamento delle attività, in modo che si sappia sempre "chi ha fatto cosa e perché".

Giacomo


 

Jean-Marie Le Ray  Identity Verified
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Sistemi proprietari vs. cloud Nov 26, 2011

Ciao Fabio,

Leggendo questo thread, vedo due posizioni incompatibili tra di loro, ma che hanno un punto in comune però: oggi come oggi, nessuna delle due prende in conto le esigenze del traduttore, che pure è il perno indispensabile di tutto il sistema.

Da 25 anni che faccio il traduttore, il mio patrimonio più prezioso è la mia MEMORIA DI TRADUZIONE. E non parlo di una "memoria" nel senso tecnico, di memoria Wordfast, Trados o quello che vi pare, ma della mia "memo
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Ciao Fabio,

Leggendo questo thread, vedo due posizioni incompatibili tra di loro, ma che hanno un punto in comune però: oggi come oggi, nessuna delle due prende in conto le esigenze del traduttore, che pure è il perno indispensabile di tutto il sistema.

Da 25 anni che faccio il traduttore, il mio patrimonio più prezioso è la mia MEMORIA DI TRADUZIONE. E non parlo di una "memoria" nel senso tecnico, di memoria Wordfast, Trados o quello che vi pare, ma della mia "memoria" terminologica, fatta di corpora bilingue o multilingue, di testi source e target, di glossari, ecc. ecc.

Insomma la mia "memoria" è rappresentata da tutto il patrimonio linguistico grazie al quale ho tradotto durante tutti questi anni e continuo a tradurre.

E personalmente non potrò mai tradurre rinunciando a questo. Tutto il mio mestiere sta lì, tutta la mia proprietà intellettuale sta lì, tutta la mia ricchezza di professionista sta lì.

Ed è un punto, cruciale per me, di cui non tengono assolutamente conto né le soluzioni proprietarie di cui parla Fabio, né le soluzioni "cloud" di cui parla Renato.

Da un altro punto di vista, le soluzioni proprietarie nel campo della traduzione sono un po' paragonabili a quello che fu Microsoft per il software, mentre le soluzioni "cloud" sono più simile a quello che è l'open source. E allo stesso modo che la tendenza consiste ora nell'andare verso le soluzioni "cloud" (anche Microsoft ha dovuto farlo), è chiara che la predizione di Beninatto ha una sua logica.

Per cui le soluzioni proprietarie messe in campo da agenzie di traduzione ed altri LSPs non solo non hanno futuro, ma sono soprattutto una scelta totalmente controproduttiva, in tutti i sensi, per i traduttori. Da scartare definitivamente. Secondo me, sia chiaro

Per le soluzioni cloud, invece, non nego alcuni dei vantaggi sottolineati da Giacomo, a condizione che si tratti di vere soluzioni cloud, integrate e accessibili, e non di semplice lavoro a distanza via un software aziendale. Il problema è che oggi come oggi, ripeto, non vedo molte soluzioni "cloud" affacciarsi nel nostro campo che prendano anche in conto le esigenze del traduttore. Che dovrebbe poter avere sempre il controllo sulla sua "parte di memoria", che deve sempre rimanere sua e non solo del cliente o dell'agenzia.

Inoltre, come l'osserva molto giustamente Fabio, a parte le numerose e forti pecche e mancanze dei sistemi di alcune agenzie, quello che appare in modo lampante è che "questi sistemi siano studiati più per le esigenze dell'agenzia che per quelle del traduttore".

Fabio Scaliti:

Si aggiunga che, di questo passo, il traduttore dovrà imparare a usare x ambienti per x clienti. Fattibile, per carità, ma quante complicazioni. Anch'io voglio snellire le mie procedure.

Vi sono comunque alcuni esempi di TenTs mirabilmente portati su web, vedasi MemoQ e altri. Ma sono ancora poco diffusi. Il vantaggio della diffusione di ambienti fatti con un occhio di riguardo al traduttore sarebbe evidente, anche in termini di costi di investimento del traduttore.

Per finire, il rischio è che, anziché stabilire un rapporto consulente-cliente, dove gli strumenti passerebbero giustamente in secondo piano rispetto alle competenze, si imponga un modello azienda-falso dipendente, completamente vincolato alle richieste della prima.



In conclusione non credo affatto che si tratti di un trend ineluttabile a cui bisognerà adeguarsi volenti o nolenti, rinunciando a fare le proprie libere scelte (Giacomo), anzi.

Chi fa per esempio questo stesso discorso sulle tariffe finisce per vedere che a lungo andare, la cosa non porta da nessuna parte.

Credo invece che tra le due cose, ogni traduttore dovrà decidere come collocarsi, tanto più in previsione di un futuro destinato sempre più a essere del tipo "maggiori volumi da tradurre in minor tempo" (Renato).

J-M
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T F F  Identity Verified
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Sistemi proprietari & cloud Nov 26, 2011

Jean-Marie Le Ray:

Leggendo questo thread, vedo due posizioni incompatibili tra di loro ...omissis...
nessuna delle due prende in conto le esigenze del traduttore ...omissis...
È da 25 anni che faccio il traduttore, il mio patrimonio più prezioso è la mia MEMORIA DI TRADUZIONE ...omissis... fatta di corpora bilingue o multilingue, di testi source e target, di glossari, ecc. ecc. ...omissis...
personalmente non potrò mai tradurre rinunciando a questo...omissis...
Ed è un punto, cruciale per me, di cui non tengono assolutamente conto né le soluzioni proprietarie di cui parla Fabio, né le soluzioni "cloud" di cui parla Renato.


Permettimi di dissentire Jean-Marie.
  • Le soluzioni proprietarie nascono proprio intorno alla gestione di questa risorsa: c'è chi si limita a gestire TM, chi gestisce glossari e chi si spinge fino alla gestione dei corpora monolingua e bilingue.

  • Per le soluzioni cd. "cloud" bisogna ovviamente distinguere...Ripeto, non posso parlare per le altre agenzie, ma ti dico come la vediamo noi, che è poi molto simile a come la descrivi tu:

    1. Il traduttore deve lavorare "in connessione" con gli altri traduttori, con il revisore e - quando occorre - anche con il cliente: la traduzione non è per noi la somma del lavoro di ogni partecipante, ma il prodotto del loro agire condiviso. Per questo usiamo uno strumento che:
      • Permette ai traduttori di vedere cosa fanno gli altri e agli altri di vedere cosa fa il traduttore.
      • Permette a tutti di confrontarsi in modo rapido (chat, forum, commenti nei segmenti).
      • Permette a tutti di vedere chi ha fatto cosa (segni di revisione, archivio delle diverse versioni del documento).
      • Raccoglie lo sforzo di tutti in un posto condiviso (ambiente server/client o webeditor)

    2. Il traduttore deve poter sfruttare il proprio bagaglio di esperienza (leggasi Glossari e Memorie) - senza essere costretto a cederlo gratuitamente caricandolo nella cloud a beneficio di tutti - e deve poter continuare ad accumularne. Per questo usiamo uno strumento che:
      • Permette al singolo traduttore di aggiungere al progetto in sola lettura - ed in locale - le sue risorse personali (in MemoQ basta un singolo clic per questa azione).
      • Permette di conservare copia in TM di quello che traduce (tutte le volte che non sussistano specifici accordi contrari).

    3. Il traduttore deve poter produrre di più a parità di tempo. Per questo occorre (fra l'altro) che:
      • Il traduttore abbia molta familiarità con il tool - e ciò implica che:
        1. Il tool sia intuitivo
        2. Il tool venga usato il più spesso possibile (quotidianamente)
        3. Siano disponibili risorse di formazione ad-hoc.
      • Un tool dotato di potenti funzionalità - il che implica notevoli investimenti, che solo un produttore specializzato di CAT può utilmente (nel senso di "restando in utile") fare.

    Jean-Marie Le Ray:
    In conclusione non credo affatto che si tratti di un trend ineluttabile a cui bisognerà adeguarsi volenti o nolenti, rinunciando a fare le proprie libere scelte (Giacomo), anzi!


    Noto che questo della libertà è un tema ricorrente…Io lo ragiono così: ci si può ritenere veramente liberi di scegliere tra A e B, solo quando si ha il potere di sostenere le conseguenze di entrambe le opzioni!
    Quanti sono quelli che hanno esercitato per anni - e negli anni - la propria professione / impresa in modo da riuscire a costruirsi questo potere? E ammesso e non concesso che siano stati "tanti", questi tanti saranno abbastanza per riuscire a guidare il cambiamento che ci attende verso una direzione sostenibile per "tutti"?

    Detto ciò, Jean–Marie, ti sarai accorto che condivido in pieno il discorso di fondo che fai: perché ci sia progresso vero occorre che tanto il contributo quanto il benficio siano condivisi e bilanciati…Diversamente non ci sarebbe un “progresso”, ma un “proseguire”.

     

  • Federica D'Alessio
    Italy
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    Secondo me dipende... Dec 1, 2011

    ...dall'intelligenza di chi usa questi sistemi, quindi da che tipo di sistemi scelgono e come li fanno funzionare.
    Anche a me come a Fabio capita sempre più spesso di lavorare o ricevere proposte che prevedono l'utilizzo di sistemi di traduzione aziendali, oppure con la versione 'server' (spero si dica così!) dei principali CAT.
    Non ho nessun problema nel secondo caso (specie quando si tratta di MemoQ, con il quale vivo ormai una relazione sentimentale stabile!!), mi spacco spesso
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    ...dall'intelligenza di chi usa questi sistemi, quindi da che tipo di sistemi scelgono e come li fanno funzionare.
    Anche a me come a Fabio capita sempre più spesso di lavorare o ricevere proposte che prevedono l'utilizzo di sistemi di traduzione aziendali, oppure con la versione 'server' (spero si dica così!) dei principali CAT.
    Non ho nessun problema nel secondo caso (specie quando si tratta di MemoQ, con il quale vivo ormai una relazione sentimentale stabile!!), mi spacco spesso e volentieri la testa con il primo. Perché ad esempio alcuni di questi sistemi aziendali sono talmente astrusi che ti permettono di vedere i segmenti di una TM precedente al tuo lavoro, ma tu non puoi salvare in TM i segmenti su cui stai lavorando in quel momento. Quindi se c'è un file con tante ripetizioni, ti viene da spararti perché devi di volta in volta tornare indietro e vedere come piffero avevi tradotto quel segmento. E in più, questo sistema non ti permette neanche di salvare sul tuo computer il file source, tradurtelo come ti pare e poi volendo, copia-incollare o inventarti qualcos'altro per inserirlo nel sistema. Insomma sei vincolatissimo, perdi un sacco di tempo, e del materiale che hai tradotto non ti rimane niente. Un'esperienza frustrante.
    E poi, poi c'è l'altra parte del discorso, ovvero: mi sto rendendo conto che più un'azienda è grande, più tende a usare questo tipo di sistemi di traduzione per avere tutto il materiale tutto insieme a disposizione, più questo materiale è pessimo. Glossari e TM stracolme di incoerenze, proprio perché la TM è così complicata da usare che tante volte ci si passa sopra, e perché né revisori né PM né nessuno si mette al lavoro sui glossari o sulla TM per pulirla, e così si accumulano anni e anni di incoerenze e tu esci pazzo.
    La qualità del lavoro, in tutti i sensi, ovvero la serenità mentre lavori e la qualità del prodotto consegnato, si vede anche da queste cose. Strumenti come appunto MemoQ anche secondo me hanno grandi potenzialità di migliorare la qualità del lavoro di tutti i partecipanti e in tutte le fasi della creazione e sviluppo di un progetto (la mia produttività è aumentata sensibilmente da quando lo uso, conseguentemente aumenta anche quella dell'agenzia, conseguentemente siamo tutti contenti!), perché sono flessibili, semplici, ordinati e permettono ad ogni attore di svolgere bene il suo ruolo. Strumenti di 'immagazzinamento' puro e semplice di frasi e documenti sono invece disutili, pessimi, frustranti e alla fine ne viene fuori un lavoro insoddisfacente.
    Concludendo: ogni tanto mi viene voglia di consigliare a questi clienti 'ma che è sta roba che mi fate usare? Compratevi MemoQ!' ma mi trattengo perché ho paura che mi prendano per una loro agente segreta
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    Pzit (X)
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    La libertà non è un cloud libero Dec 12, 2011

    Questa discussione è molto interessante perché tocca i temi portanti della professione: libertà imprenditoriale e tecnologia. E no, non tocca minimamente le tariffe, che infatti non dovrebbe essere un tema portante della professione
    Per come si è sviluppato il mercato, tutte le soluzioni adottate da committenti/agenzie per far fronte a loro esigenze di business non hanno mai previsto la possibilità di un terreno tecnolo
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    Questa discussione è molto interessante perché tocca i temi portanti della professione: libertà imprenditoriale e tecnologia. E no, non tocca minimamente le tariffe, che infatti non dovrebbe essere un tema portante della professione
    Per come si è sviluppato il mercato, tutte le soluzioni adottate da committenti/agenzie per far fronte a loro esigenze di business non hanno mai previsto la possibilità di un terreno tecnologico neutro di interscambio. Sebbene esistano alcuni strumenti in proposito (formati di interscambio come TMX ecc), la tecnologia usata, quale che fosse, non ha mai previsto l'indipendenza tecnologica dei traduttori.
    Ad esempio, prendiamo un'agenzia che ha bisogno di lavorare con CMS diversi di clienti diversi e adotta una unica soluzione CAT per standardizzare i contenuti. Domanda: l'agenzia sarà "tecnologicamente" vincolata a imporre questa soluzione ai traduttori? La risposta del buonsenso sarebbe "no". Se fosse esistito a tempo debito (anni e anni fa) un vero formato di interscambio, la risposta sarebba stata no. Per come è progredito il mercato, purtroppo è stato vero il contrario per anni e oggi paghiamo questo scotto.
    Domandatevi infatti che rapporto c'è tra le frasi tradotte dal traduttore e il sistema CMS finale in cui andranno a infilarsi? Fondamentalmente, non c'è nessun rapporto. Le frasi hanno bisogno di un contenitore che le "trasporti" a destinazione, ok, ma io vedo questo contenitore come un pacco postale, e questo pacco postale può essere recapitato da Fedex, UPS, Poste Italiane...
    Alla stessa stregua, le esigenze di QA di un'agenzia, le varie metriche, le statistiche, le best practice... con un formato di interscambio avrebbero potuto tranquillamente esistere senza che il traduttore fosse obbligato a usare una data tecnologia.
    Oggi ormai sono intervenute le tecnologie del "cloud" e, che sia una scusa o una reale esigenza, la richiesta di collaborare in tempo reale, di condivisione del lavoro e dei file in rete, di visibilità condivisa in tempo reale, nessun software/file residente nei pc di singoli individui, ecc. ecc. sta andando nella direzione per cui qualsiasi formato di interscambio e relativa indipendenza tecnologica dei traduttori non avrà mai la possibilità di realizzarsi.
    Ne consegue, almeno per il momento, che la libertà imprenditoriale del traduttore deve passare per un imbuto, cioè valutare di volta in volta l'utilizzo o l'acquisto (e oggi anche l'abbonamento) di soluzioni tecnologiche che vengono "proposte" dai suoi committenti.
    Tutto questo secondo me è fortemente distorsivo della libertà imprenditoriale, ma è una situazione che va accettata e affrontata con gli strumenti migliori: ovvero il buon senso e una buona dose di giudizio nel valutare i costi e i benefici di ogni occasione di lavoro.
    Siccome la sto facendo lunga (e volevo solo scrivere che la discussione è interessante...!) chiudo dicendo che il rischio di affidare tutto al cloud è che nel cloud trovino posto solo le esigenze delle agenzie, e quelle dei traduttori solo di riflesso. Infatti, non sono d'accordo al 100% con Renato Renno quando dice che la standardizzazione interna dell'agenzia semplifica tutti i processi e, di conseguenza, anche il lavoro di traduzione. Secondo me non è automatico che i vantaggi arrivino fino ai traduttori. Certi strumenti oggi in circolazione, in quanto a produttività del traduttore, fanno acqua: perché sono scadenti dal punto di vista della qualità d'uso, dell'ergonomia, e anche dell'affidabilità.
    Direi invece che è vero il contrario: date in mano a un traduttore uno strumento che aumenti la sua produttività, e vedrete che anche l'agenzia aumenterà la sua e potrà affidare al traduttore maggiori volumi. Secondo me lo snodo fondamentale è questo. E non è un caso che l'unico strumento menzionato finora sia memoQ. Pare che renda i traduttori contenti di tradurre ed essere produttivi memoQ è in grado di risollevare molti traduttori dal pantano della frustrazione causata dall'utilizzo forzato di altri strumenti. Io confesso di usarlo spesso anche quando mi viene chiesto di usare altri strumenti. In mancanza di un formato di interscambio, memoQ (ma anche altri strumenti lo sanno fare, beninteso) consente una scappatoia. Poi consegno nel formato desiderato dall'agenzia. E tutti felici. Ecco quello che manca: un finale da tutti felici e contenti, e non solo le agenzie sulle loro futuristiche piattaforme.
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