Da Lingue a interpretariato... fattibile?
Thread poster: MarieClaire92

MarieClaire92
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Apr 10, 2012

So che molto probabilmente è presto per me per affrontare questa tematica, ma ho un disperato bisogno di consigli. Spero pertanto di non essere ripetitiva o noiosa, qualsiasi consiglio che vorrete darmi sarà ben accetto.

Ho 19 anni, e sono iscritta al primo anno di Lingue, civiltà e scienze del linguaggio, curriculum politico-internazionale a Ca' Foscari, studio inglese e tedesco e conto di aggiungere il francese, il mio grande amore, come terza lingua dal secondo anno. Mi sono iscritta qui dopo aver tentato, e miseramente fallito per un paio di punti, il test di ammissione alla SSLMIT di Forlì. Non mi sono iscritta a mediazione linguistica perché avrei dovuto frequentare l'Università di Padova, che onestamente non mi ispira, come non mi piace per nulla la città.
La mia passione naturalmente sono le lingue, è così da sempre, in particolare amo l'uso della lingua orale. Come potrete immaginare, nutro da anni il sogno di diventare interprete. Sicuramente in settembre riproverò quel "maledetto" test, ma non posso dare per scontato che lo supererò, anche se sto lavorando davvero duramente per migliorare il mio livello (in realtà questo lo faccio indipendentemente dal test).
Devo quindi considerare l'eventualità di laurearmi a Ca' Foscari. Sì, un bell'ateneo, un corso di studio prevalentemente tecnico (studiamo molta linguistica applicata, ma anche diritto ed economia) ma che ai fini del mio obiettivo non mi dà nulla. Se volessi frequentare un corso di laurea magistrale in interpretazione, infatti, non avrei nessuna speranza di accedervi perché non avrei le basi. La concorrenza è agguerrita, considerando le centinaia di laureati freschi di SSLMIT o mediazione linguistica. Ho trovato diversi corsi di laurea magistrale in interpretazione all'estero molto interessanti, che adorerei frequentare. Per esempio mi ispira moltissimo quello presso l'Università di Heidelberg. Resta però il problema dell'ammissione: io, da "semplice linguista", non avrei di certo le possibilità che hanno i laureati in mediazione!
Sto lavorando duramente per migliorare e perfezionarmi, lo faccio perché mi piace e perché lo voglio. Però temo che non sia abbastanza. Sono una persona tenace, so bene cosa voglio e non ho paura di fare dei sacrifici per raggiungere i miei obiettivi, non è la difficoltà a spaventarmi. Tuttavia è giusto essere pragmatici e capire se quello che mi pongo da anni è un obiettivo realizzabile. Parlando con studenti magistrali di interpretazione, è emerso che per noi linguisti è quasi impossibile accedere a quei corsi, e se vi si accede le difficoltà poi sono enormi. Mi è stato detto che è difficile per noi studiare traduzione, figuriamoci interpretazione che richiede una preparazione all'immediatezza.
Tutto questo mi butta un po' giù (diciamo molto giù) ma non è questo l'importante. L'importante è: si può fare? Qualcuno di voi ce l'ha fatta? Cosa devo fare per colmare le mie lacune durante questi tre anni (se non 4) che ho davanti per affrontare al meglio un eventuale esame d'ammissione alla magistrale? E' veramente così impossibile per noi che non siamo del campo accedere al mondo dell'interpretariato?

Spero possiate darmi qualche consiglio, ho bisogno del parere di veri esperti e non di soli studenti che magari parlano per il gusto di spaventarmi.
In ogni caso, vi ringrazio per il tempo che avrete speso leggendomi.
Vi saluto cordialmente e con grande ammirazione.

Chiara


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Detto da una... Apr 10, 2012

...che non fa la studentessa ormai da anni (grazie al cielo), secondo me tutto è fattibile. Il problema non è la fattibilità in sé, ma la sua percezione e le varie leggende create intorno a certe scuole e certe professioni. Un altro problema è l'enorme concorrenza in questo campo e/o la scarsità di lavori (le due cose sono in un certo qual modo collegate) nonché la scarsa fluidità del settore e delle relative associazioni che lo rappresentano o tentano di rappresentarlo.
In fin dei conti, ciò che ti devi chiedere non è tanto, secondo me, "Ce la farò" o meno, ma piuttosto: "Ne vale la pena?". Inoltre, il settore della traduzione e interpretariato è in continua evoluzione, e può essere che alla fine del tuo corso di studi il tuo titolo di studio sia in qualche modo diventato poco spendibile, obsoleto o addirittura inesistente (vedi l'esempio del titolo di "interprete parlamentare" che a detta di alcuni colleghi non esisterebbe più).

Per concludere, tutto ciò ti viene detto da una che non ha mai fatto scuole di interpretariato ma lavora con successo anche in questo campo (che comunque sta cambiando e non si sa neanche bene come).


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Margherita Romagnoli  Identity Verified
Italy
Local time: 08:30
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fattibile? sì! Apr 11, 2012

Ciao Chiara,

io ti parlo da ex-studentessa delle due SSLMIT. Mi sono laureata alla triennale di Forlì e poi alla specialistica in interpretazione di Trieste.

Ho due consigli che mi sento di darti.
Il primo è quello di prendere in considerazione anche Trieste per provare il test l'anno prossimo. E' vero che c'è crisi e che alcuni corsi stanno chiudendo, però secondo me rimane ancora una buona scuola e vale la pena fare un tentativo.

Il secondo suggerimento è che a mio parere per il test di interpretazione non è per forza necessario aver frequentato la triennale a Forlì o a Trieste. Certo, è un aiuto, però il test di Trieste (parlo del 2008, e anche per Forlì mi sembra di ricordare che il tutto sia molto simile) si basa sulla cultura generale e su alcune prove orali (tante quante sono le tue lingue più l'italiano) che consistono nel riassumere un breve discorso fatto da uno dei professori. Alla triennale ci siamo allenati a questo tipo di esercizio con l'interpretazione di trattativa, ma se hai la costanza di fare anche tu questo tipo di esercizio, di curare molto il tuo italiano e la comprensione delle tue lingue di lavoro, non credo sia un test insuperabile. Ovvio che è facile parlare avendo già finito tutto, ma credo che se fare l'interprete è il tuo sogno, non dovresti farti scoraggiare. Il problema, semmai, è davvero il "dopo", come dice Giuseppina...

In bocca al lupo,

Margherita


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xxxMevoTranslat  Identity Verified
Germany
Local time: 08:30
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Quello che conta è credere in te... Apr 11, 2012

Ciao Chiara,

Ti parlo da ex-studentessa della SSLMIT di Forlì. Il mio percorso è stato un po' diverso da quello di Margherita (ex-compagna di corso). Dopo aver terminato la triennale a Forlì, ho frequentato un corso di formazione per lavorare come "Interprete nei Servizi Pubblici" e da lì ho spiccato il volo verso la Spagna per un tirocinio presso un'agenzia di traduzione, completando il mio ciclo di studi con una laurea in traduzione e interpretazione presso l’Università dei Paesi Baschi. Dopo quattro anni di esperienza come traduttrice in-house, ho deciso di iniziare il mio percorso come traduttrice/interprete freelance.

Questa breve introduzione è per farti capire che ci sono tantissimi modi di raggiungere il tuo obiettivo e che credo che ciò che conti davvero sia la tua passione e la voglia di realizzare un tuo sogno.

Come già diceva Giuseppina, ci sono molte leggende create intorno a certe scuole e credo che la leggenda intorno alla SSLMIT sia un grande esempio. Non tolgo nessun valore alla scuola, affatto, ma credo che non sia l'unico modo per prepararti come interprete.

Il mio consiglio? Continua il tuo percorso di studi e se è possibile cerca corsi di formazione per interpreti, webinars su proz.com, etc. e magari pensa di fare la specialistica all'estero, in una facoltà di traduzione e interpretazione...

In questi anni come traduttrice in-house e, al contempo, studentessa di Traduzione e Interpretazione, ho continuato il mio “processo di formazione” grazie ad Asetrad (Associazione Spagnola per Interpreti e Traduttori) che accetta professionisti e studenti. I corsi sono utili e ti permettono di conoscere e confrontarti con altre persone, professionisti e non, e poter apprendere da/con loro.

Non tutti gli interpreti e i traduttori del mondo hanno frequentato scuole di traduzione e interpretazione!

Ricorda di non smettere mai di credere in te stessa per realizzare i tuoi sogni!

In bocca al lupo per il tuo futuro!

Chiara


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MarieClaire92
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TOPIC STARTER
Non so come ringraziarvi Apr 11, 2012

Mi avete dato tantissimo coraggio e sprint!

Avete ragione, l'importante è credere in se stessi. La buona volontà c'è, e anche tanta, non mi resta che mettermi d'impegno e non perdere tempo in paranoie varie
Sicuramente proverò il test a Trieste, anzi, molto probabilmente lo proverò solo lì per una questione di eventuale combinazione linguistica. Ma se non mi andrà bene, pazienza, cercherò di far fruttare i miei studi intraprendendo un percorso tutto mio, non per forza quello "standard".
Queste leggende, come giustamente le chiamate voi, mi spaventano non poco perché sono davvero radicate. Ma è anche vero che fra studenti ci si dice di tutto.
Ne vale la pena? Penso di sì, almeno è quello che penso adesso. Mi sono chiesta spesso anch'io se fosse il caso di intraprendere una strada tanto in salita. Ma ci devo almeno provare, perché lo voglio troppo e lo farei con grande passione

Grazie ancora una volta per i vostri preziosi consigli! E' sempre un piacere leggervi
Crepi il lupo!

Chiara


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 08:30
Italian to Spanish
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E comunque... Apr 11, 2012

... io al tuo posto non mi farei tanti problemi sull'Università in cui laurearti. Ho l'impressione che ai clienti poco importerà se ti sei laureata a Trieste, a Forlì o in qualsiasi altro ateneo.

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