Contro il ddl Fornero - Assemblea a Roma sabato 5 maggio
Thread poster: Vania Dionisi

Vania Dionisi  Identity Verified
Italy
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May 3, 2012

Care colleghe e colleghi,

desidero segnalare questa assemblea che si svolgerà a Roma sabato 5 maggio
https://www.facebook.com/events/101245680012235/

sostenuta da Acta
http://www.actainrete.it/

(sul sito di Acta potrete vedere che le assemblee saranno due).

Buona giornata,
Vania


 

Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 23:00
Member (2006)
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Ordine del giorno e interventi May 3, 2012

Assemblea dei lavoratori autonomi e iscritti alla Gestione Separata INPS

Ordine del Giorno:
- Il ddl Fornero: in cosa consiste e cosa comporta.
- L'Inps e la Gestione Separata vs. altre casse
- La monocommittenza.
- Protesta fiscale: quali le misure da intraprendere? e quali le conseguenze?

Interverranno tra gli altri:
- Berit Ness Johnsen - Traduttrice libera professionista iscritta alla GS
- Francesco D'Arcangeli - Presidente TradInfo
- Alessandro Latini - Consulente del Lavoro
- ACTA - Associazione Consulenti Terziario Avanzato

Sabato 5 maggio 2012 - ore 10:00
Porta Futuro, Via Galvani 108 (zona Testaccio) - Roma


 

mariant  Identity Verified
Italy
Local time: 23:00
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Da ascoltare May 10, 2012

Cari colleghi,

fra poco in diretta sul sito del Corriere un incontro sul tema "C’è un futuro per le partite iva e il lavoro professionale autonomo?", con Elsa Fornero, Ministro del Lavoro, Anna Soru, presidente ACTA, Giuseppe Lupoi, presidente COLAP, Costanzo Ranci, Politecnico di Milano: http://videochat.corriere.it/index_Milano01.shtml?c=Milano_1

C'è la possibilità di inviare domande.


 

Federica D'Alessio
Italy
Local time: 23:00
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Il documento votato all'assemblea del 5 maggio May 10, 2012

Cari tutti, vi incollo il documento uscito dal lavoro comune dell'assemblea di sabato 5 maggio di Porta Futuro.
Un abbraccio,
Federica

"DICA 33%..." NO GRAZIE! I LAVORATORI AUTONOMI VOGLIONO VIVERE CON DIGNITÀ.

NO ALL’AUMENTO AL 33% DEI CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA DELL’INPS.

Il DDL di riforma del mercato del lavoro ha introdotto nell’articolo 36 un aumento graduale dei contributi di 1 punto percentuale all’anno per gli iscritti alla Gestione Separata a partire dal 2013 e fino al 2018, quando raggiungeranno il 33%. La relazione tecnica al DDL, abbastanza doviziosa di particolari sugli obiettivi e i benefici delle norme, non formula alcuna spiegazione sul perché di questa misura.

Tale piano pensione non offre alcun vantaggio agli iscritti alla Gestione Separata, obbligandoli a una spesa annuale di migliaia di euro in più e rendendo loro economicamente impossibile il ricorso a forme di previdenza integrativa privata, a fronte della certezza di una pensione pubblica irrisoria dopo 40 anni di contributi. Il montante contributivo – il complesso dei versamenti effettuati – si rivaluta infatti a un tasso inferiore a quello offerto da investimenti alternativi, anche a causa delle agevolazioni fiscali concesse a questi ultimi.

Noi chiediamo perciò la decontribuzione e la possibilità di orientarci verso schemi previdenziali integrativi, perché è nostro diritto provare ad assicurarci una pensione dignitosa quando non potremo più lavorare.

(art. 38.2 Cost.: I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria).

SÌ ALLA SEPARAZIONE TRA CO.CO.PRO E P.IVA NELLA GS

Chiediamo che venga operata una distinzione fra co.co.pro. e professionisti indipendenti perché le esigenze dei due gruppi sono diverse. I primi sono il più delle volte collaboratori legati da un rapporto di parasubordinazione a un committente che versa nella Gestione Separata 2/3 dei contributi previdenziali.

Per loro si profila semmai la necessità di tutela dagli abusi nell’utilizzo del contratto a progetto, dietro il quale molto spesso si cela un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato non tutelato.

I lavoratori autonomi con P. IVA sono invece integralmente responsabili del versamento dei propri contributi previdenziali e si avvalgono unicamente di una rivalsa minima del 4% sul committente, alla quale generalmente si rinuncia in caso di clientela estera per l’imbarazzo di dover spiegare la farraginosità del sistema previdenziale italiano.

QUANDO “INDIPENDENZA” PUÒ FAR RIMA CON “MONOCOMMITTENZA”

Il DDL di riforma del mercato del lavoro si propone di combattere l’abuso dei rapporti di lavoro in regime di partita IVA introducendo norme rigorose per scoraggiare la monocommittenza. Queste norme, pur essendo state formulate con il lodevole intento di proteggere i lavoratori ricattabili, nella realtà finiscono per penalizzare quei lavoratori autonomi che, pur derivando la maggior parte del proprio fatturato da un singolo committente, operano in maniera pienamente indipendente da quest’ultimo.

Queste norme sono il portato di una distinzione forzata tra “finte” e “vere” partite IVA che, a nostro avviso, non aiuta in alcun modo a trovare una soluzione che protegga i lavoratori più deboli ed esposti al rischio di sfruttamento.

Una vera riforma del mercato del lavoro dovrebbe invece tutelare e valorizzare il lavoro in tutte le sue forme, indipendente e dipendente, subordinato e autonomo.

A nostro avviso, piuttosto che insistere sulla distinzione tra “finti” e “veri” autonomi, che non può essere risolta facilmente in via teorica e men che mai per via legislativa, ci si dovrebbe porre l’obiettivo di individuare i lavoratori “economicamente vulnerabili” (a prescindere dall’inquadramento giuridico del rapporto di lavoro) e predisporre adeguate forme di tutela per aiutarli a uscire dalla condizione di vulnerabilità, lasciando gli altri liberi di lavorare e di produrre secondo le modalità che ritengono più opportune.


SÌ ALL’EQUITÀ DI TRATTAMENTO PREVIDENZIALE TRA I LAVORATORI AUTONOMI

È auspicabile l’equiparazione previdenziale dei professionisti indipendenti con Partita IVA a quella degli altri professionisti ordinisti che versano fino a un massimo del 15% o 20% di contributi previdenziali nelle casse dei loro ordini.

Tale bassa contribuzione consente loro di usufruire delle agevolazioni fiscali offerte da altri schemi previdenziali o comunque di impiegare in maniera più proficua i loro risparmi.


NO ALL’USO DELLA GESTIONE SEPARATA COME BANCOMAT DI STATO!

Come dichiarato negli stessi documenti programmatici del governo, l’aumento dei contributi a carico dei lavoratori indipendenti iscritti alla Gestione Separata ha come principale obiettivo quello di reperire risorse per fare fronte ai nuovi impegni previdenziali emersi a causa della crisi.

I liberi professionisti non ordinisti, pur essendo del tutto esclusi da qualsiasi forma di welfare, non possono contare sul sostegno di potenti lobby di natura sindacale né socioeconomica: e quindi rappresentano la categoria ideale alla quale attingere nuove risorse finanziarie.

La Gestione Separata è infatti ancora troppo giovane come cassa per erogare pensioni direttamente ai suoi contribuenti, e viene nel frattempo utilizzata come fondo cui attingere per la Cassa Integrazione Straordinaria delle imprese o per pagare le pensioni estremamente generose che venivano garantite dal sistema retributivo.

Tutto questo è iniquo e alimenta un sistema malato in cui i lavoratori di oggi pagano i debiti, i privilegi e gli errori di ieri con i soldi che in teoria dovrebbero essere la loro garanzia per il domani.

Assemblea dei lavoratori autonomi del 5 maggio a Roma, Porta Futuro

Gruppo Facebook “Contro l’aumento annunciato di 7% INPS Gestione separata”


 

Sabine Schmidt
Local time: 23:00
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Altri 7 % del mio guadagno che non rivedrò mai più May 11, 2012

Sarei curiosa di sapere come siano arrivati a determinare questo 33 %. Quale sia la ragione per cui al governo preme tanto aumentare il nostro contributo dopo che è appena stata alzata l'età pensionabile a 70 anni, dunque devo lavorare per 5 anni in più e pagare contributi per 5 anni in più. Se l'INPS già non riesce a determinare quanti esodati ci sono: 60.000? 130.000? Già a fare questo calcolo elementare non sono capaci. E dopo? Altri aumenti? Non della pensione, of course.
Cari colleghi, scusate lo sfogo. Adesso devo tornare al lavoro (mi hanno aumentato le tasse).
Un abbraccio a tutti
Sabine


 


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