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A tutti i traduttori giurati CTU
Thread poster: Magdalena Legerska Brighetti

Magdalena Legerska Brighetti  Identity Verified
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May 28, 2012

Sono interprete e traduttore con iscrizione all'Albo del Tribunale di
Bologna dal 1994.
Come si sa, lavorare per il Tribunale può essere considerato come un
arricchimento del proprio CV ma di sicuro non delle proprie tasche.

quello che però negli ultimi tempi riguardo i termini di pagamento per i servizi prestati negli tempi sta superando ogni limite.

Sono ancora in attesa del pagamento per le vacazioni di
maggio 2011 dalla Corte di Appello e dal Tribunale di Ferrara *dove tra
altro ho anticipato le spese di trasferta).
Visto come stanno le cose ho deciso di rispondere no a tutte le chiamate del Tribunale. Voi che esperienze avete e che cosa ne pensate? D'ora in poi in caso di bisogno andranno a chiamare il pizzaiolo o la badante che abita vicino al giudice come ho letto da qualche parte?


 

Donatella Semproni  Identity Verified
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hai perfettamente ragione ma May 28, 2012

al tuo posto mi informerei bene... una collega mi ha detto che una volta un giudice ha mandato i Carabinieri a prenderla a casa. (abitava in una località piccola e forse non c'erano altri da chiamare).

Comunque, forse, è meglio cancellarsi dalle liste. Ma sentiamo anche gli altri.


 

Magdalena Legerska Brighetti  Identity Verified
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non possono obbligarti May 28, 2012

Donatella Semproni wrote:

al tuo posto mi informerei bene... una collega mi ha detto che una volta un giudice ha mandato i Carabinieri a prenderla a casa. (abitava in una località piccola e forse non c'erano altri da chiamare).

Comunque, forse, è meglio cancellarsi dalle liste. Ma sentiamo anche gli altri.


non possono assoluttamente obbligarti, non sei dipende del Tribunale e non hai nessun contratto, solo i "dovere morale"


 

Magdalena Legerska Brighetti  Identity Verified
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non possono obbligarti... May 28, 2012

...perchè non sei il dipendete e non sei legata con nessun contratto, è " solo" il dovere  "morale" e non intendo a cancellarmi per motivi descritti nel mio topic.
Donatella Semproni wrote:

al tuo posto mi informerei bene... una collega mi ha detto che una volta un giudice ha mandato i Carabinieri a prenderla a casa. (abitava in una località piccola e forse non c'erano altri da chiamare).

Comunque, forse, è meglio cancellarsi dalle liste. Ma sentiamo anche gli altri.


 

María José Iglesias  Identity Verified
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Obbligo di prestare il servizio May 28, 2012

Maddalena, ha ragione Donatella. Se sei iscritta al CTU hai l'obbligo se vieni chiamata. Puoi solo fare a meno per causa maggiore che devi giustificare.
Un obbligo che viene meno solo se ti cancelli dal registro CTU.

Per rispondere alla tua domanda, per me la risposta è chiara: se non vuoi andare tu, chiameranno qualcun altro. Non è la prima volta che sento che vengono interpellate dal Tribunale persone madrelingua anche se non iscritte al CTU. Ben potrebbe essere la badante. Ma scusa, se tu non lo vuoi fare, che te ne importa se chiamano il primo che passa per la strada?icon_smile.gif


 

Anna Marta Chelicka-Bernardo  Identity Verified
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E se il tribunale non ti vuole iscrivere? May 28, 2012

Nell'anno 2005 sono stata chiamata dal tribunale di Siena per assistere come interprete durante l'udienza preliminare. Anche se gli imputati erano due e bisognava tradurre due interrogazioni separate, tutta l'udienza si e' conclusa in circa 1 ora. Ma aggiungendo i tempi di attesa, altre udienze, ecc., ho perso una mezza giornata.

Ho chiesto quando verra' liquidato il compenso ma nessuno sapeva dirmi niente.

Dopo vari viaggi al tribunale per sapere qualcosa, ho rinunciato. Mi sono laureata, mi sono sposata, ho cambiato 2 case e dopo 4 anni vengo chiamata dal tribunale per confermare il numero del conto bancario perche' devo essere pagata per quel servizio di 4 anni prima!!!.

Non ci credo ma confermo il numero e chiedo la segretaria, per curiosita, a che cifra ammonta l'importo. Ora sinceramente non mi ricordo bene ma si parlava di ca. 35 Euro lordi.

Da quel momento non rispondo piu' alle telefonate del tribunale.

Ma... non finisce qui ... perche' da quel momento ho fatto diverse traduzioni per i privati che richiedevano l'asseverazione al tribunale. Proprio stamattina sono andata a fare la mia prima legalizzazione e, visto che spesso mi chiedono qualche attestato per confermare le mie capacita' come traduttrice del settore giuridico, chiedo come posso iscrivermi come CTU.

La risposta e' la seguente: al tribunale di Siena non esiste un elenco di traduttori, per essere iscritto come CTU un professionista deve essere iscritto all'albo che attesta la sua capacita' professionale. Visto che l'albo di traduttori non esiste, tale iscrizione non e' possibile perche' il tribunale non puo' attestare le conoscenze linguistiche del traduttore. Non c'e' una legge che regolamenta tale iscrizione e tutte le iscrizioni effettuate presso altri tribunali e' una farsa perche' non valgono niente.
Questo mi e' stato detto stamattina.

Ora, posso essere d'accordo che ci vorrebbe una legge che indica quali sono i requisiti dei traduttori e come regolare le iscrizioni come CTU. Ma in questo momento mi sento penalizzata perche' tante college che operano in altre citta' sono iscritte come CTU e ovviamente per un potenziale cliente il numero e il timbro del tribunale puo' fare la differenza.

Cosa ne pensate. E' successo anche in qualche altro tribunale o solo a Siena sono piu' santi del papa?

Anna


 

Angie Garbarino  Identity Verified
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Ceco e Slovacco... May 28, 2012

Beh, in effetti sono lingue con poca scelta (in termini di CTU) e non mi sembra neanche facile trovare pizzaioli o badanti madrelingua delle suddette lingue.

Non so ma ho come l'impressione che non ti sia facile non andare se resti iscritta, certo se lavorassi con inglese, francese o spagnolo il discorso sarebbe diverso.

Buona fortunaicon_smile.gif


 

Magdalena Legerska Brighetti  Identity Verified
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ma come possono obbligarti May 28, 2012

a me nessuno ha mai obbligato, mi chiedono se sono disponibile per ragioni ovvie, che sono il freelance che deve guadagnarsi da vivere e con fare il CTU non guadagni di sicuro.
La mia domanda vuole solo far presente il problema di cattivo pagamento da parte del Tribunale che puo' di conseguenza portare la fuga dei interpreti di un certo livello. Per l'iscrizione al CTU si chiedono dei requisiti professionali, no? Se lo può fare chiunque perchè li chiedono?


María José Iglesias wrote:


Maddalena, ha ragione Donatella. Se sei iscritta al CTU hai l'obbligo se vieni chiamata. Puoi solo fare a meno per causa maggiore che devi giustificare.
Un obbligo che viene meno solo se ti cancelli dal registro CTU.

Per rispondere alla tua domanda, per me la risposta è chiara: se non vuoi andare tu, chiameranno qualcun altro. Non è la prima volta che sento che vengono interpellate dal Tribunale persone madrelingua anche se non iscritte al CTU. Ben potrebbe essere la badante. Ma scusa, se tu non lo vuoi fare, che te ne importa se chiamano il primo che passa per la strada?icon_smile.gif


[Modificato alle 2012-05-28 14:53 GMT]

[Modificato alle 2012-05-28 14:59 GMT]


 

Graziana M  Identity Verified
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Obbligo o dovere morale? May 29, 2012

Magdalena Legerska Brighetti wrote:

...perchè non sei il dipendete e non sei legata con nessun contratto, è " solo" il dovere  "morale" e non intendo a cancellarmi per motivi descritti nel mio topic.
Donatella Semproni wrote:

al tuo posto mi informerei bene... una collega mi ha detto che una volta un giudice ha mandato i Carabinieri a prenderla a casa. (abitava in una località piccola e forse non c'erano altri da chiamare).

Comunque, forse, è meglio cancellarsi dalle liste. Ma sentiamo anche gli altri.



Ciao Magdalena. In che articolo hai letto del dovere morale del CTU o del perito? Io credo che tu abbia un obbligo:

Codice di procedura civile
- Art. 63 Obbligo di assumere l’incarico e ricusazione del consulente.
Il consulente scelto tra gli iscritti in un albo ha l’obbligo di prestare il suo ufficio, tranne che il giudice riconosca che ricorre un giusto motivo di astensione [...]

- Art. 192 Astensione e ricusazione del consulente.
[…] Il consulente che non ritiene di accettare l’incarico o quello che, obbligato a prestare il suo ufficio, intende astenersi deve farne denuncia o istanza al giudice che l’ha nominato almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione. [...]

Codice di procedura penale
- Art. 221 Nomina del perito.
[…] 3. Il perito ha l’obbligo di prestare il suo ufficio, salvo che ricorra uno dei motivi di astensione previsti dall’art 36.

- Art. 223 Astensione e ricusazione del perito.
[…] Quando esiste un motivo di astensione, il perito ha l’obbligo di dichiararlo […]


E comunque in Italia sono le traduzioni ad essere giurate e non i traduttoriicon_smile.gif

Saluti....e se quando ti pagano noterai di aver ricevuto meno di quello che ti meritavi, ricordati che puoi fare ricorso avverso il decreto di liquidazione.

Graziana


 

Magdalena Legerska Brighetti  Identity Verified
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dopo la nomina sì e comunque May 29, 2012

dal 1992 che faccio il CTU non mi è capitato die essere "obbligata". Il perito viene "scelto" come si evince dalla tua stessa citazione .
Per il resto ripeto che mi interessano le vostre esperienze e le opinioni sulle liquidazioni.
Graziana M wrote:

Magdalena Legerska Brighetti wrote:

...perchè non sei il dipendete e non sei legata con nessun contratto, è " solo" il dovere  "morale" e non intendo a cancellarmi per motivi descritti nel mio topic.
Donatella Semproni wrote:

al tuo posto mi informerei bene... una collega mi ha detto che una volta un giudice ha mandato i Carabinieri a prenderla a casa. (abitava in una località piccola e forse non c'erano altri da chiamare).

Comunque, forse, è meglio cancellarsi dalle liste. Ma sentiamo anche gli altri.



Ciao Magdalena. In che articolo hai letto del dovere morale del CTU o del perito? Io credo che tu abbia un obbligo:

Codice di procedura civile
- Art. 63 Obbligo di assumere l’incarico e ricusazione del consulente.
Il consulente scelto tra gli iscritti in un albo ha l’obbligo di prestare il suo ufficio, tranne che il giudice riconosca che ricorre un giusto motivo di astensione
- Art. 192 Astensione e ricusazione del consulente.
[…] Il consulente che non ritiene di accettare l’incarico o quello che, obbligato a prestare il suo ufficio, intende astenersi deve farne denuncia o istanza al giudice che l’ha nominato almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione. [...]

Codice di procedura penale
- Art. 221 Nomina del perito.
[…] 3. Il perito ha l’obbligo di prestare il suo ufficio, salvo che ricorra uno dei motivi di astensione previsti dall’art 36.

- Art. 223 Astensione e ricusazione del perito.
[…] Quando esiste un motivo di astensione, il perito ha l’obbligo di dichiararlo […]


E comunque in Italia sono le traduzioni ad essere giurate e non i traduttoriicon_smile.gif

Saluti....e se quando ti pagano noterai di aver ricevuto meno di quello che ti meritavi, ricordati che puoi fare ricorso avverso il decreto di liquidazione.

Graziana [/quote]


 

b2win  Identity Verified
Italy
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in risposta a Anna Marta Chelicka-Bernardo Jun 5, 2012

Per l'iscrizione all'albo dei CTU del Tribunale di Roma è richiesta (o almeno "fortemente consigliata") l'iscrizione al Ruolo dei Periti ed Esperti della Camera di Commercio.

La richiesta nasce proprio perché non esiste un albo per la nostra categoria, che sia in grado, appunto, di attestare/certificare la nostra perizia professionale e buona condotta.

Ovviamente mi è stato detto che va valutato caso per caso. Magari un traduttore/interprete che in passato ha svolto lavori di una "certa importanza" (essere iscritto nella lista traduttori di qualche consolato/ambasciata, lavori per enti pubblici, università, pubblicazioni, lettere di raccomandazione da clienti con una certa visibilità) può avere la sua richiesta di iscrizione all'abo dei CTU valutata positivamente anche senza far parte del Ruolo Periti ed Esperti della CCIAA.

Saluti,

Luciana Rodrigues


 

Magdalena Legerska Brighetti  Identity Verified
Italy
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Ruolo dei Periti ed Esperti della Camera di Commercio, certo... Jun 5, 2012

b2win wrote:

Per l'iscrizione all'albo dei CTU del Tribunale di Roma è richiesta (o almeno "fortemente consigliata") l'iscrizione al Ruolo dei Periti ed Esperti della Camera di Commercio.

La richiesta nasce proprio perché non esiste un albo per la nostra categoria, che sia in grado, appunto, di attestare/certificare la nostra perizia professionale e buona condotta.

Ovviamente mi è stato detto che va valutato caso per caso. Magari un traduttore/interprete che in passato ha svolto lavori di una "certa importanza" (essere iscritto nella lista traduttori di qualche consolato/ambasciata, lavori per enti pubblici, università, pubblicazioni, lettere di raccomandazione da clienti con una certa visibilità) può avere la sua richiesta di iscrizione all'abo dei CTU valutata positivamente anche senza far parte del Ruolo Periti ed Esperti della CCIAA.

Saluti,

Luciana Rodrigues



 

smarinella  Identity Verified
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i miei due cents Jun 5, 2012

è vero che i tribunali italiani pagano molto, molto meno rispetto per es. a quelli tedeschi (a norma di legge, per ogni rigo vengono pagati € 1,85, se ricordo bene) ma è vero pure che lavorare per il tribunale rappresenta un servizio per lo stato che viene svolto (in genere) da chi ha uno spiccato senso civico per motivi che nulla hanno a che fare con l'arricchimento personale.

Ho lavorato spesso in carcere, oltre che in commissariato e ovviamente in Tribunale, e sono stata talora messa al corrente di segreti inconfessabili e di reati gravissimi. L'obbligo di riservatezza è totale - il giudice deve poter fidarsi totalmente dell'interprete, come persona, non solo delle sue competenze linguistiche.

Io lo faccio volentieri, quando mi chiamano, e ai colleghi che si lamentano della scarsa retribuzione (che per di più arriva con forte ritardo) dico sempre che va considerato come una forma di volontariato e che se sono giovani e hanno bisogno di lavorare in modo più redditizio, non hanno che da cancellarsi dall'albo.

Se poi gli importi arrivano dopo un anno (o più) non ci faccio quasi caso perché lo so in anticipo e su quei soldi non ci conto


 

Mariella Bonelli  Identity Verified
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Senso civico Jun 5, 2012

Secondo questa logica allora anche gli avvocati dovrebbero lavorare per senso civico e probabilmente anche giudici e magistrati, perché solo gli interpreti? Di solito il volontariato non si chiama lavoro, anche se certamente anche nel nostro lavoro possiamo scegliere di farlo. Scegliere appunto, che è molto diverso dal lavorare a prezzi ridicoli per un servizio statale, che sa tanto di bassissima considerazione per il nostro lavoro, proprio in un ambito delicato in cui dovrebbe essercene ancora di più. Insomma, tutti pagati profumatamente, eccetto gli interpreti.

[Edited at 2012-06-05 16:30 GMT]


 

Elisa Comito  Identity Verified
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Senso civico da parte dello Stato innanzitutto! Jun 5, 2012

smarinella wrote:

... lavorare per il tribunale rappresenta un servizio per lo stato che viene svolto (in genere) da chi ha uno spiccato senso civico per motivi che nulla hanno a che fare con l'arricchimento personale.

(...)

Io lo faccio volentieri, quando mi chiamano, e ai colleghi che si lamentano della scarsa retribuzione (che per di più arriva con forte ritardo) dico sempre che va considerato come una forma di volontariato e che se sono giovani e hanno bisogno di lavorare in modo più redditizio, non hanno che da cancellarsi dall'albo.



Ciao, ammiro molto il tuo senso civico ma ti dico sinceramente che in questo caso sono in assoluto disaccordo! Qui non si tratta di perseguire l'arricchimento (penso che nessuno sano di mente, se mette la ricchezza al primo posto, scelga questo lavoro) ma di tutelare la propria dignità, la dignità del lavoro e soprattutto delle persone a cui questo lavoro serve.

Per prima cosa concordo con Mariella. Anche giudici, impiegati del tribunale, cancellieri, ufficiali giudiziari e molti altri lavorano per lo Stato e per l'amministrazione della giustizia, però tutti comprendono che devono poter vivere del proprio lavoro e vedere riconosciuta la propria professionalità. Guarda caso interpreti e traduttori sarebbero i soli che dovrebbero farlo a titolo volontario! Ma, quel che è peggio, questa concezione del senso civico mi sembra controproducente perché porta a conseguenze dannose per tutti i soggetti coinvolti, non solo per i traduttori che magari vorrebbero fare della traduzione per la giustizia la loro attività principale (e perché no? Per chi vive a Roma e in altre grandi città sarebbe del tutto fattibile) ma soprattutto per le persone implicate in prima persona nei processi.

Interpreti e traduttori servono a garantire un DIRITTO che lo Stato ha il DOVERE di ASSICURARE A OGNI PERSONA SUL SUO TERRITORIO, il diritto alla giustizia, alla difesa e a un equo processo. Lo Stato deve pagare chi svolge questa funzione come paga per tutti i servizi essenziali. Non può pensare di fare l'elemosina perché tanto i ricchi nei processi si pagano l'interprete e l'avvocato che vogliono e gli altri devono accontentarsi di quel che passa il convento... Col sistema attuale (requisiti di iscrizione come CTU troppo lassi, tariffe insulse, inconvenienti e perdite di tempo enormi a ogni stadio della convocazione, pagamento alle calende greche e a Roma, per giunta, per il tribunale penale solo andando a ritirare di persona la remunerazione in UN UNICO ufficio postale autorizzato a corrisponderla...) il risultato è che i tribunali hanno una carenza cronica di traduttori professionisti in grado di svolgere seriamente il loro ruolo di CTU.

Altra cosa grave è che i tre tribunali di Roma (non parliamo dei tribunali a livello regionale) non abbiano un database comune di interpreti e traduttori professionisti per le diverse lingue a cui possano attingere all'occorrenza. E non è certo un problema solo di Roma. In tutt'Italia, anche in grandi città, capita che per diverse lingue non trovandosi un traduttore iscritto all'albo CTU, si prenda la prima persona disponibile purché madrelingua, anche se magari culturalmente del tutto inadeguata. E non parlo neanche di lingue rare come qualche dialetto aborigeno australiano ma di lingue di comunità molto ampie come l'albanese o il romeno, dove non mancano traduttori e interpreti preparati. Ma evidentemente pochi sono disposti a lavorare coi tribunali. Così... soprattutto l'estate dal tribunale dei minorenni mi chiamano trafelati (ovviamente un paio di giorni prima, spesso la sera per la mattina dopo) perché ci sono delle udienze a cui presenziare e non hanno nessun traduttore dal romeno o dal FRANCESE (eh... una lingua rarissima!). Del resto a questo tribunale non hanno neanche un albo, chi vuole collaborare gli porta un biglietto da visita o un CV e lo mette in un cassetto, dove gli impiegati pescano al bisogno (l'unica cosa positiva è che quando ti chiamano puoi declinare senza problemi, mentre in effetti risulta anche a me che se ti iscrivi nell'albo CTU sei obbligata ad andare quando ti chiamano o a giustificare l'indisponibilità; per questa ragione al tribunale penale, dove sono CTU, ho dato disponibilità solo per traduzioni scritte).

L'Italia è stata più volte richiamata dall'Europa per questo stato di cose, che lede il diritto delle persone alla giustizia, e ormai c'è un'ampia casistica di errori giudiziari per traduzioni errate. Certo nel caso dei minorenni stranieri (parlo dei minorenni per le mie esperienze presso quel tribunale), che spesso vivono in situazioni di emarginazione, tanti casi di violazioni dei loro diritti non si verranno mai a sapere.
Io sono schifata di questo andazzo e mi auguro fortemente che nasca una forte organizzazione o un sindacato di traduttori e interpreti che lavorano col tribunale (una mi sembra sia nata da poco in effetti, e mi riprometto di approfondire la cosa).

Sia chiaro, Wilma, non dò certo la colpa a te. Sono sicura che tu opererai al meglio, ma non puoi mettere più di tante toppe e non mi pare saggio difendere questo sistema pieno di disfuzioni. È proprio il sistema che non va; il fatto che le istituzioni ritengano che in questo settore si possa continuare ad affidarsi in larga misura al volontariato è grave, segnala una patologia del nostro Stato di diritto.


 
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