Esame professionale
Thread poster: SEA-words

SEA-words  Identity Verified
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Jun 25, 2012

Di recente ho fatto un colloquio per la posizione di "redattore tecnico". Ero lì in quanto ingegnere, tuttavia l'esperienza di traduzione è stata una bella carta a mio vantaggio, più per la conoscenza del processo editoriale che per l'attività di traduzione vera e propria.
Mi è stato chiesto se avessi una formazione in traduzioni e no, non ce l'ho. Ho solo l'esperienza.

Anni fa mi ero informata per iscrivermi all'AITI, cosa che avrei potuto fare in virtù del fatto che ho una laurea magistrale (in ingegneria) e anni di esperienza (traducendo nell'ambito del mio lavoro di ingegnere e per la mia azienda). Tuttavia poi non ho proseguito con l'esame in quanto non mi interessa l'iscrizione all'AITI, non trovandomi d'accordo con il loro statuto (ad es. sono vietate attività di intermediazione, che io non faccio, ma non mi sentivo di escludere tale possibilità a priori).

Tuttavia se avessi potuto dire "no, non ho una formazione in traduzioni, ma le mie capacità sono comprovate dal superamento di questa prova/esame" sarebbe stata una risposta migliore di "no".
Al momento, a parte l'essere certificata inglese > italiano su ProZ non ho altri riconoscimenti.

Che voi sappiate, esiste qualche esame che posso sostenere per dimostrare la mia validità come traduttrice?


Preciso che come ingegnere ho sostenuto l'esame professionale, ma non mi sono mai iscritta all'albo in quanto non mi serve essere iscritta per il lavoro che svolgo. Mi servirebbe una soluzione analoga in ambito traduzioni.

[Edited at 2012-06-25 13:39 GMT]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Altre associazioni Jun 25, 2012

Paola Slajmer wrote:
Che voi sappiate, esiste qualche esame che posso sostenere per dimostrare la mia validità come traduttrice?


Che io sappia, il divieto di intermediazione è contenuto solo nello statuto di AITI, quindi ti consiglio di iscriverti ad un'altra associazione per traduttori, come l'inglese ITI, l'americana ATA, la tedesca BDÜ..., che godono di un'ottima reputazione e hanno dei programmi molto interessanti. Mi sembra una buona scelta per il tuo curriculum, visto che, come dici, ti è difficile dimostrare la tua capacità. In bocca al lupo.


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dropinka  Identity Verified
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Divieto di intermediazione Jun 25, 2012

Ciao Paola,

non vorrei sbagliare, ma mi risulta che il divieto sussista solamente nel caso in cui il fatturato da intermediazione superi una certa percentuale del fatturato totale. In effetti chi fa (butto lì una cifra a caso, ma neache troppo) l'80% del proprio fatturato grazie a lavori subappaltati è assimilabile a un'agenzia, e l'associazione di riferimento delle agenzie di traduzione è Federcentri. AITI è il riferimento dei traduttori e degli interpreti.

Claudia


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Dichiarazione di compatibilità Jun 25, 2012

Nella Dichiarazione di compatibilità di AITI leggo:

"Io sottoscritta... dichiaro:

b) di aver letto e compreso l'articolo 5 dello Statuto, che recita: "Non possono far parte dell'Associazione i titolari di agenzie di traduzione e i membri di altre forme associative che operano come agenzie .

c) di aver letto e compreso l'articolo 15 del Codice Deontologico: "Divieto di Intermediazione: Il traduttore e l'interprete, nell'esercizio della loro attività, devono astenersi da qualsiasi forma d'intermediazione a scopo di lucro".

Il grassetto è mio, ma nel documento queste parti sono sottolineate. Si deve produrre una dichiarazione firmata al riguardo. So che ci sono membri AITI che fanno comunque in parte intermediazione, ma non si tratta di percentuali, qui è proprio esclusa, altrimenti si tratterebbe di dichiarare il falso.
Vorrei anche far notare che si fa esplicita distinzione tra agenzie e intermediazione.
È vero che AITI è un'associazione di riferimento per traduttori e interpreti, ma è anche vero che fare intermediazione non vuol dire essere un'agenzia. Un'agenzia per definizione può essere anche una pura intermediaria, se vogliamo addirittura il titolare può non conoscere una parola in nessuna lingua straniera, ma essere un puro amministratore. Se la mia attività di traduttrice è prevalente, posso essere libera professionista e fare intermediazione, e posso addirittura avere uno studio con dei dipendenti, senza essere agenzia. Questa distinzione, infatti, è riconosciuta dalle associazioni professionali straniere di mia conoscenza, in cui il problema dell'intermediazione non è nemmeno preso in considerazione. D'altra parte, e io questo lo condivido, le associazioni giudicano la mia capacità ed esperienza nella traduzione, che poi io sia o meno parte di uno studio o di una società, non deve importare a nessuno. Se sono un architetto e ho passato un esame di stato, posso comunque essere titolare di una società di architettura e "lucrare" sul lavoro dei miei collaboratori architetti, cosa peraltro diffusissima. Ho fatto in questo caso l'esempio di un'iscrizione ad un albo, in teoria molto più restrittiva rispetto ad un'associazione professionale.

[Edited at 2012-06-26 12:47 GMT]


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dropinka  Identity Verified
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AITI ha un nuovo statuto e un nuovo regolamento Jun 26, 2012

Durante l'ultima assemblea (26 maggio 2012), AITI ha approvato un nuovo statuto e un nuovo regolamento

http://www.aiti.org/40.html?&tx_ttnews[tt_news]=257&tx_ttnews[backPid]=14&cHash=d2c19fa9e2

Suppongo che presto saranno pubblicati sul sito dell'associazione.

Claudia


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2G Trad  Identity Verified
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Regolamento AITI Jun 26, 2012

Claudia Benetello:
non vorrei sbagliare, ma mi risulta che il divieto sussista solamente nel caso in cui il fatturato da intermediazione superi una certa percentuale del fatturato totale. In effetti chi fa (butto lì una cifra a caso, ma neache troppo) l'80% del proprio fatturato grazie a lavori subappaltati è assimilabile a un'agenzia, e l'associazione di riferimento delle agenzie di traduzione è Federcentri. AITI è il riferimento dei traduttori e degli interpreti.


Esatto Claudia.

La percentuale ammessa è del 30% del fatturato per le collaborazioni tra colleghi.

http://www.aiti.org/regolamento.html#c254

Per il resto sono d'accordo sul fatto che AITI sia il riferimento dei traduttori e degli interpreti in Italia.

Ciao!
Gianni


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