Intermediazione fra editore e traduttore
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BEST snc
Italy
Jul 18, 2012

Salve a tutti.

Mi è stata proposta da un editore la traduzione di un libro la cui combinazione linguistica non rientra nelle mie competenze. Sono la proprietaria di un'agenzia di servizi linguistici e l'editore mi ha dunque chiesto di fungere da intermediario tra lui e il traduttore finale.

Mi chiedevo, a qualcuno di voi è capitata una situazione del genere?
Qual è stato l'iter burocratico (i.e. contratti) e fiscale a cui siete andati incontro?

Spero possiate aiutarmi.
Grazie in anticipo.

Letizia


 

Elisa Comito  Identity Verified
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Attenzione alla normativa Jul 18, 2012

Buongiorno Letizia,

sono una traduttrice editoriale e scrivo per esortarti alla prudenza e farti presente che, per affrontare una situazione del genere, occorre conoscere la normativa legale e fiscale del diritto d'autore, di cui potrai trovare gli elementi di base nel sito dei traduttori editoriali: www.traduttoristrade.it (vedi in particolare la sezione "lavoro").

Il sindacato ha anche pubblicato un vademecum legale e fiscale sul diritto d'autore e la contrattualistica, di cui troverai notizia sul sito.

Ti dico questo perché l'intermediazione in questo settore non si improvvisa, per diverse ragioni ( e presenta molti punti critici, ecco perché le agenzie che la fanno sono pochissime e alcune presentano grossi punti interrogativi).
Innanzitutto molte norme della legge sul diritto d'autore si applicano a prescindere dal tipo di contratto che si stipula con l'autore e da chi commissiona la traduzione, e ignorare queste norme (vedi modalità di citazione del traduttore, suo diritto a rivedere le bozze di stampa prima della pubblicazione e ad approvare le modifiche alla traduzione, ecc.) può portare a controversie e conseguenze legali non indifferenti (con richieste di risarcimento). Per quanto riguarda queste norme di legge vincolanti ovviamente a nulla valgono eventuali clausole di esonero di responsabilità inserite dall'editore o dall'intermediario sui contratti. A proposito di contratti, poi, è bene sapere che questi non possono ricalcare i "normali" contratti di agenzia ma devono rispettare appunto le disposizioni vincolanti della normativa sul diritto d'autore.

Esiste anche un regime fiscale apposito, per cui ad esempio i traduttori generalmente non devono fare una fattura al committente ma una notula per diritto d'autore.

Ma c'è un'altra cosa che devi tenere in considerazione, e te lo dico per esperienza facendo parte del gruppo di lavoro del sindacato sui contratti.
Tra gli editori, come in ogni categoria, si trova di tutto ed esiste anche una fetta di editori improvvisati che non conoscono il loro mestiere e cercano di scarficare su altri soggetti (intermediari o autori) le loro inadempienze, come esiste una fetta di editori scorretti, che a volte si accontenta di piccoli espedienti ma a volte opera truffe di alto livello.

Quindi, se dovessi decidere di lanciarti in questa avventura, fai estrema attenzione non solo all'eventuale contratto che proponi al traduttore ma anche al contratto tra te e l'editore. Nel caso tu non lo conosca è fondamentale informarti sul suo conto per quanto riguarda correttezza, puntualità di pagamento ecc.

Inutile poi sottolineare la delicatezza di scegliere un traduttore adatto a un'opera da pubblicare, per cui si impone anche di verificare che l'editore abbia l'intenzione di pagare una tariffa adatta a un professionista e non pretenda invece di proporre noccioline per poi scaricare gli eventuali (e altamente probabili a quel punto) problemi di qualità della traduzione su di te o sul traduttore.
A questo proposito, sappi che molti paesi sovvenzionano le traduzioni dalla propria lingua per far conoscere i loro autori all'estero, pagando interamente o in parte le spese di traduzione (e talvolta anche di stampa). Però naturalmente per ricevere la sovvenzione bisogna seguire un certo iter. Se il libro fosse sovvenzionato informati bene sulla questione e sui termini della sovvenzione perché purtroppo ci sono editori che speculano anche su queste sovvenzioni e non informano i loro collaboratori delle condizioni richieste dall'ente o addirittura chiedono la loro complicità in truffe all'ente stesso.

Non impressionarti per questa panoramica, per fortuna sono casi minoritari ma esistono quindi è bene tenere gli occhi aperti.
Comunque se dovessi avere dei dubbi su clausole contrattuali che ti vengono proposte puoi sempre contattare l'indirizzo del gruppo sui contratti del sindacato: contratti@traduttoristrade.it (offre consulenza gratuita per quanto riguarda i contratti in diritto d'autore). A questo indirizzo si può anche scrivere per ordinare il vademecum legale e fiscale.

Ciao,
Elisa


 

Daniela Zambrini  Identity Verified
Italy
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Member (2005)
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grazie Elisa Jul 18, 2012

Grazie Elisa!
non sono una traduttrice editoriale ma trovo sia comunque importante avere una panoramica sugli aspetti normativi delle attività correlateicon_smile.gif
D.


 

Elisa Comito  Identity Verified
Local time: 22:46
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Infatti... Jul 18, 2012

Grazie a te, Daniela! Dici molto bene perché oltretutto, per quanto riguarda la normativa, sono pochissimi i traduttori che non si trovano, prima o poi, a fare traduzioni in diritto d'autore (che non sono solo le traduzioni editoriali). Solo che purtroppo spesso non lo sanno (e così finiscono, tra l'altro, per pagare tasse non dovute).

Buona giornata!

Elisa


 

BEST snc
Italy
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Grazie Jul 18, 2012

Elisa,

grazie mille della tua risposta.

Ti spiego più nel dettaglio.
Ho già sottoposto diverse prove di traduzione all'editore il quale ha già effettuato la sua scelta. Sono stati già pattuiti i rispettivi compensi (traduttore e società intermediaria). Però mi restano ancora dei dubbi sulla cessione dei diritti da parte del traduttore, ovvero se debba cederli direttamente all'editore o se possa cederli alla società intermediaria e questa poi li cede all'editore.

Dando uno sguardo su Google, sono già venuta a conoscenza dell'esistenza del Sindacato grazie al quale ho potuto approfondire le mie rudimetali conoscenze sul regime fiscale a cui è sottoposto il traduttore editoriale (esenzione INPS e IVA) e RA solo sul 75% o 60% (in base all'età) dell'imponibile.
Il dubbio mi resta nel caso in cui il traduttore ceda i diritti alla società e poi la società all'editore. Ovvero, in quest'ultimo caso (ove possibile), l'intermediario come dovrebbe fatturare all'editore?

L'editore è affidabile e l'opera non gode di alcuna sovvenzione. Ma grazie di essere entrata anche nel merito di quest'aspetto.

Comunque, vedrò di approfondire meglio l'argomento magari inviando una copia del contratto all'indirizzo che mi hai indicato.

Grazie ancora,

Letizia


 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
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vero... Jul 18, 2012

Proprio una bella, chiara esauriente spiegazione... complimenti davveroicon_smile.gif

 

Elisa Comito  Identity Verified
Local time: 22:46
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+ ...
Esperienza Jul 18, 2012

Grazie Angie, tutto deriva dall'esperienza fatta nel sindacato. Dopo aver visto tanti contratti e sentito tanti casi "strani" (non hai idea di cosa possano concepire certi editori, non solo a livello contrattuale ma proprio come modus operandi....) si arriva alla consapevolezza che ognuno di noi nei rapporti editoriali (ma direi professionali in genere) è un anello di una catena e quindi non deve preoccuparsi solo della sua attitudine a svolgere quel ruolo, ma anche della solidità (della validità in genere) degli altri anelli con cui deve lavorare! Del resto penso sia così, ad esempio, per chi gestisce un'agenzia, solo che ogni tipo di clientela (e di committenti), come ogni settore, ha delle caratteristiche tipiche e bisogna conoscerle per non cadere in trabocchetti!

Per quanto riguarda il panorama che ho cercato di dare a Letizia, ho messo in rilievo la complessità della proposta che le è stata fatta perché l'esperienza purtroppo insegna che in genere quando un editore non gestisce personalmente la scelta dei traduttori per i libri che pubblica (e altri aspetti fondamentali dei suoi progetti editoriali) deve scattare un campanello d'allarme. Ci possono essere diverse ragioni dietro a questa scelta, alcune valide, altre molto meno. Nel caso di piccoli editori (come immagino sia questo perché gli editori medio-grandi sanno a chi rivolgersi) a volte la scelta è motivata dall'inesperienza, perché magari non hanno loro stessi alcuna idea di come gestire la traduzione di un libro (e già questo pone dei problemi), ma a volte nutrono la speranza di poter risparmiare non solo soldi ma anche tempo e fatica evitando, appunto, di dover fare loro lo sforzo di documentarsi sulla normativa e gestire i rapporti con i traduttori. Per non parlare di quelli che, sapendo che come editori l'autore gli chiederebbe di stipulare un regolare contratto di edizione (contratto tipico istituito dalla legge sul diritto d'autore per la cessione dei diritti agli editori per le pubblicazioni a stampa, che garantisce determinati diritti agli autori) si rivolgono a terzi per poter sottoscrivere contratti per loro più vantaggiosi (con l'intento, attraverso la mediazione, di riconoscere meno diritti agli autori). In effetti, leggendo la frase di Letizia "l'editore mi ha dunque chiesto di fungere da intermediario tra lui e il traduttore finale" potrebbe anche venire il sospetto che l'editore abbia già in mente un traduttore e allora non si capisce a che scopo chiederle l'intermediazione... ma probabilmente si tratta di un sospetto eccessivo che nasce dal vedere tanti escamotage!

Ho letto recentemente la discussione sulla "paranoia" del traduttore e i casi estremi portati da Mariella. Un collega ha scritto che i clienti che partono dal presupposto di fregare i collaboratori sono una rara minoranza. Su questo non sono d'accordo. Sono una minoranza, sì, ma rara no. Quindi, senza voler tenere sempre il fucile puntato, bisogna però tenere sempre gli occhi aperti! Meglio un approfondimento in più che in meno.

Ciao!


 

BEST snc
Italy
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Ulteriore nota Jul 18, 2012

Elisa,

se ho inserito il commento qui su Proz è proprio perché desidero fare le cose per bene sia da un punto di vista fiscale che legale tanto nei confronti del traduttore quanto dell'editore e, non per ultimo, per il buon nome della mia agenzia.

Purtroppo non tutti i commercialisti e gli avvocati trattano la questione della cessione dei diritti e del regime fiscale dei traduttori editoriali e delle "società di intermediazione" e ciò comporta un prolungamento dei tempi.

Nel nostro caso, come dici tu, si tratta di un piccolo editore che non si è mai occupato di traduzioni. L'editore non ha già in mente il traduttore ma, come scritto in un mio precedente commento (che non è ancora stato approvato né pubblicato), ho sottoposto delle prove di traduzione all'editore e, tra queste, lui ha effettuato la scelta.

Capisco le brutte esperienze ma non credo che rivolgersi a un'agenzia sia sempre sinonimo di disonestà da parte degli editori.

Ad ogni modo, ti ringrazio dei tuoi preziosi consigli.

Letizia


 

Elisa Comito  Identity Verified
Local time: 22:46
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Cessione diritti traduttore Jul 19, 2012

BEST snc wrote:

Ho già sottoposto diverse prove di traduzione all'editore il quale ha già effettuato la sua scelta. Sono stati già pattuiti i rispettivi compensi (traduttore e società intermediaria). Però mi restano ancora dei dubbi sulla cessione dei diritti da parte del traduttore, ovvero se debba cederli direttamente all'editore o se possa cederli alla società intermediaria e questa poi li cede all'editore.



L'autore (in questo caso il traduttore) cede lo sfruttamento dei propri diritti d'autore *patrimoniali* (quelli morali sono inalienabili ed è per questo che raccomando di informarsi bene in proposito) al committente della traduzione, che in questo caso saresti tu, non l'editore. Quindi occorre stipulare un contratto, tra te e il traduttore, in cui si elencano i diritti ceduti in cambio di un compenso. La legge sul diritto d'autore, per alcune categorie di opere, tra cui le traduzioni, dà la facoltà di cedere i propri diritti patrimoniali oltre che tramite royalty (percentuali sulle vendite), in cambio di un compenso forfettario fisso (calcolato a cartella). Naturalmente dato che tu hai un'agenzia è opportuno scegliere questa formula di pagamento (non avendo tu il controllo delle vendite del libro, che saranno gestite dall'editore. Teoricamente si potrebbe anche scegliere una formula di pagamento mista, sia per la tua agenzia sia per il traduttore, che preveda una cifra fissa più royalty, ma lo sconsiglio per le complicazioni a livello pratico e di controllo che comporterebbe).

Tu, a tua volta, dovrai stipulare con l'editore un contratto in cui, attenzione, non cedi i diritti d'autore (questi sono personali e riguardano solo l'autore) ma il loro sfruttamento economico in cambio di un compenso, che come scrivi hai già pattuito.

Nota che sicuramente l'editore pensa a un tipo di intermediazione con cui il traduttore cede in modo definitivo a te lo sfruttamento economico dei diritti patrimoniali sulla traduzione e tu a tua volta la cedi indefinitamente a lui. Per l'editore è il sistema più semplice e più vantaggioso ma sappi che non è affatto l'unico sistema possibile (le agenzie editoriali che operano sistematicamente nel settore stanno attente a questo aspetto della negoziazione). Infatti il traduttore potrebbe stipulare con te (e tu con l'editore) un contratto di cessione dei diritti patrimoniali a termine (come si fa in genere con i contratti editoriali, stipulati direttamente con l'editore) in cui si concede una licenza di sfruttamento a termine (mettiamo per 10 anni, massimo 20), dopodiché lo sfruttamento dei diritti torna al soggetto concedente, e se l'editore vuole rinnovare la licenza deve stipulare un secondo contratto. È evidente che per i traduttori e per le agenzie che stipulano tanti contratti a lungo andare il sistema è molto più conveniente.

Un altro aspetto che ci sarebbe da tenere in considerazione (a te non interesserà ma te lo dico a titolo informativo) è che sarebbe sempre bene, nel cedere lo sfruttamento dei diritti d'autore su un'opera, riflettere a monte su tutte le utilizzazioni che quell'opera potrebbe avere e su quali interessano concretamente l'editore (o questo è in grado di sfruttare). Mi riferisco ad esempio al diritto di elaborazione dell'opera a fini cimìnematografici, teatrali ecc. Recentemente un collega ha ceduto a un editore tutti i diritti di edizione ma ha tenuto per sé, per cedere a una compagnia teatrale interessata a metter su uno spettacolo (cosa che l'editore non avrebbe mai fatto), il diritto di trasposizione dell'opera.
Invece diversi editori, anche piccoli, tendono ad aggiudicarsi tutti i diritti, ricorrendo a contratti "standard" predisposti in tal senso, magari ideati da grandi editori e poi rimaneggiati non sempre in modo congruo (un contratto è un insieme organico e quando, a partire da un modello, si modificano delle clausole, bisogna stare attenti che alla fine si armonizzino tutte e non comportino effetti conflittuali, cosa non rara).



Dando uno sguardo su Google, sono già venuta a conoscenza dell'esistenza del Sindacato grazie al quale ho potuto approfondire le mie rudimetali conoscenze sul regime fiscale a cui è sottoposto il traduttore editoriale (esenzione INPS e IVA) e RA solo sul 75% o 60% (in base all'età) dell'imponibile.
Il dubbio mi resta nel caso in cui il traduttore ceda i diritti alla società e poi la società all'editore. Ovvero, in quest'ultimo caso (ove possibile), l'intermediario come dovrebbe fatturare all'editore?


Come dicevo, una società si limita ad acquistare i diritti di sfruttamento economico dell'opera (non ne diventa mai autrice, quindi non può seguire il regime fiscale riservato agli autori). Pertanto a livello di fattura penso che tu debba fare all'editore una normale fattura con IVA, secondo il tuo regime, come compenso per la traduzione (e per eventuali servizi aggiuntivi che gli offri).

Ciao,

Elisa


 

BEST snc
Italy
TOPIC STARTER
Grazie Jul 19, 2012

Elisa,

grazie mille di questo tuo ulteriore intervento.
Sei stata chiara ed esaustiva.

Buona giornata,

Letizia


 


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