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Traduzione delle parolacce
Thread poster: Timote Suladze

Timote Suladze  Identity Verified
Russian Federation
Local time: 08:37
Italian to Russian
+ ...
Oct 12, 2012

Vorrei sapere i pareri dei colleghi su come tradurre le parolacce. Per me dipende sempre dalla situazione, però a volte ho alcuni dubbi.

Situazione 1.
Il direttore italiano si arrabbia con gli operai russi della fabbrica. In questo caso naturalmente bisogna tradurre tutto, parola per parola, anche perché da noi le parolacce è un modo migliore, forse unico, per spiegare le cose agli operai, e gli italiani che lavorano qua hanno imparato questo concetto bennissimo.

Situazione 2.
Il direttore della fabbrica dice qualche parolaccia al riunione con i dirigenti, quando è tranquillo. Sembra che in questo caso ci siano due possibilità. O tradurre tutto, parola per parola, inquanto un interprete è responsabile per la traduzione fedele; o sostituire una parolaccia con una parola più ammissibile.

Sarebbe interesato sentire cosa ne pensate voi e che esperienza avete. Grazie.

[Редактировалось 2012-10-12 20:18 GMT]


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linguandre Russo
Italy
Local time: 06:37
English to Italian
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Espresività Oct 13, 2012

Timote Suladze wrote:
2. Alla riunione con i dirigenti il direttore dice: "Adesso vi dico una ca***ta". Cioè voleva fare qualche esempio assurdo. Allora la parola "ca***ta" ho tradotto con la parola russa che in italiano significa "sciocchezza" oppure "stupidaggine". Entrambe le due, come si vede, non sono parolacce, d'altronde non ho violato la fedeltà della traduzione.


Be', in realtà sí, a meno che non ci sia qualche aspetto dal punto di vista pragmatico che non ho capito. Se qualcuno dice cazzata dà all'intera frase un certo valore espressivo; anche se uno è abituato a parlare in questo modo, questi termini ed espressioni hanno comunque un valore connotativo forte che, in traduzione, va mantenuto (e non addolcito).


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
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Le parolacce Oct 13, 2012

In ambito di interpretariato legale, ad es. in un tribunale, le parolacce si traducono come tutto il resto. Io ritengo che le parolacce si traducano comunque, e anche quando ho fatto interpretariato in cabina le ho tradotte, in quanto non ritengo di avere il diritto di censurare alcuna espressione altrui. Non solo non è professionale ma non vedo altri motivi per farlo. Anche se ci fossero motivi di natura morale o di "buona educazione", non posso sostituire i miei valori morali o standard di buona educazione con quelli di chi parla, solo perché sto facendo l'interprete dei suoi discorsi.

Ricordo di aver visto un film americano sottotitolato in italiano, e i sottotitoli avevano sistematicamente eliminato tutte le parolacce, riducendo il dialogo di almeno il 50% (tenendo conto appunto della frequenza delle parolacce nel dialogo stesso ) e comunque impoverendolo.

Secondo me è una regola che vale sempre, a meno che il parlante non indichi espressamente di non voler far tradurre certe espressioni nell'altra lingua (ma in questo caso farebbe meglio a non pronunciarle neanche).


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A_Nespoli  Identity Verified
Italy
Local time: 06:37
Member (2007)
German to Italian
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Parere da quasicollega Oct 13, 2012

Non sono un interprete, però da un punto di vista "tecnico" anche io come texjax credo che in linea di massima l'interprete sia tenuto ad essere fedele e, soprattutto, a non fare scelte di campo sulla sfumatura o la "forza" di un'espressione a seconda dell'interlocutore.

Comunque, al di là di quel che vale la mia opinione semitecnica, immaginando la scena da osservatore che ha modo di osservare entrambe le scene, mi sembra una scelta un infelice (e anche un po' classista, francamente) perché presuppone che il turpiloquio vada bene per un certo tipo di professioni (più umili) e non per le altre.

E credo, onestamente, che un italiano (sia che conosca sia che non conosca il russo) la interpreterebbe allo stesso modo, vale a dire penserebbe che l'interprete o lo stesso direttore si sforza di usare un linguaggio "forbito" in presenza di altri dirigenti, ma non fa alcuno sforzo in tal senso nei confronti dei suoi subalterni.

Insomma, in Italia credo che una scelta simile sia particolarmente inopportuna, sai?

Alessandra


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Chiara Cherubini  Identity Verified
Germany
Member (2010)
German to Italian
+ ...
Decisione di fondo Oct 13, 2012

Anche secondo me, come detto dalle colleghe precedenti, riportare le parolacce dell'oratore non è proprio una questione di gusti personali.. Insomma, la persona che parla fa delle scelte linguistiche mentre esprime il suo pensiero e, se decide di usare una parolaccia, sarà consapevole penso anche delle conseguenze.. E se non lo è, non credo sia compito dell'interprete "censurarlo".

Tra l'altro, ci sono contesti (come già citato ad esempio il tribunale) in cui è obbligo tradurre anche un linguaggio volgare. Tuttavia, secondo me, anche in altri campi in cui non c'è questo "obbligo", ritengo sia consigliabile lasciare tutto com'è anche nella lingua di arrivo. In fondo gli interpreti dovrebbero solo "far arrivare" il messaggio a destinazione e non filtrarlo.


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Timote Suladze  Identity Verified
Russian Federation
Local time: 08:37
Italian to Russian
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Grazie dei vostri pareri Oct 13, 2012

Anche a me sembrava che avrei dovuto tradurre le parolacce ogni qualvolta vengono pronunciate, però qualche dubbio ne avevo.

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Gennady Lapardin  Identity Verified
Russian Federation
Local time: 08:37
Italian to Russian
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una osservazione pratica Oct 13, 2012

Timote, dalla mia esperienza posso dire che il cliente debba accontentarsi che una mezza dozzina dei suoi modi di dire e tre dozzine di quelli russi destinati a creare un'ambiente "like at home", saranno reciprocamente ben percettibili senza traduzione dopo una o due giornate insieme. Sono le parole che s'imparano istantaneamente. Prima di lasciarti persuadere dal cliente di tradurre "tutto", pensa se un giorno lui volesse dire a qualcuno il famoso "un cogl''ne", tu come l'avresti tradotta?

[Edited at 2012-10-13 19:11 GMT]


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Tom in London
United Kingdom
Local time: 05:37
Member (2008)
Italian to English
Ah... Oct 13, 2012

Timote Suladze wrote:

Vorrei sapere i pareri dei colleghi su come tradurre le parolacce. Per me dipende sempre dalla situazione, però a volte ho alcuni dubbi.

Situazione 1.
Il direttore italiano si arrabbia con gli operai russi della fabbrica. In questo caso naturalmente bisogna tradurre tutto, parola per parola, anche perché da noi le parolacce è un modo migliore, forse unico, per spiegare le cose agli operai, e gli italiani che lavorano qua hanno imparato questo concetto bennissimo.

Situazione 2.
Il direttore della fabbrica dice qualche parolaccia al riunione con i dirigenti, quando è tranquillo. Sembra che in questo caso ci siano due possibilità. O tradurre tutto, parola per parola, inquanto un interprete è responsabile per la traduzione fedele; o sostituire una parolaccia con una parola più ammissibile.

Sarebbe interesato sentire cosa ne pensate voi e che esperienza avete. Grazie.

[Редактировалось 2012-10-12 20:18 GMT]


Allora è bene che il padrone usa le parolacce con gli operai ma non con i i dirigenti? Ma dove siamo?

A parte quella considerazione: se il traduttore incontra una parolaccia nel testo che sta traducendo, la deve tradurre fedelmente. Punto e basta. Non vedo il problema.

[Edited at 2012-10-14 07:23 GMT]


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ladytraduk
Italy
Local time: 06:37
English to Italian
+ ...
Capisco fino in fondo il dubbio Oct 14, 2012

Ciao Timote, devo dire che appena ho letto il tuo dubbio, ho capito fino in fondo cosa intendevi perchè ho avuto anch'io lo stesso dubbio in molte occasioni.

Anch'io faccio l'interprete e secondo me l'interpretariato è diverso dalla traduzione scritta. In una traduzione scritta il testo è cristallizzato, riletto, revisionato e quindi, quando ti arriva da tradurre, se include una parolaccia devi tradurla tale e quale, perchè vuol dire che l'autore se l'ha inclusa voleva dire proprio quella parola. Ha avuto tempo di scrivere e rileggere il testo e se voleva "addolcirlo" avrebbe potuto farlo da solo. Quindi tu non hai altra scelta che tradurre. All'orale secondo me non è così. Soprattutto nelle traduzioni di trattativa. (Perchè ovviamente nelle traduzioni in cabina è diverso. In un discorso all'ONU se il presidente degli Stati Uniti dice una parolaccia vuole dire proprio quella)

Ma invece nelle traduzioni di trattativa la questione è diversa: la persona da tradurre parla a braccio, a volte è un tecnico e ha un vocabolario di conversazione uguale se non inferiore a quello dell'interprete, che in genere è uno specialista della lingua, quindi il parlante usa le parole che gli vengono e spesso se usa una parola anche un po' volgare non vuol dire necessariamente che stia meditando di trasmettere "volgarità".
Nel caso di "ora dico una cazzata" non credo che il tuo cliente volesse essere volgare. Gli è venuta in mente la parola "cazzata" ma il significato in effetti era proprio "sciocchezza". Tu che conosci bene la lingua italiana, hai avuto la sensibilità per capire il significato, ma se l'avessi tradotta con una parolaccia magari i tuoi interlocutori avrebbero capito un significato volgare un po' diverso, un po' più forte. Quindi io direi che la traduzione delle parolacce nell'interpretariato di trattativa è lasciata un po' alla sensibilità dell'interprete in base al contesto. E se l'interprete è bravo, tutta la comunicazione (e la trattativa) ne guadagnano. Nel caso specifico, secondo me, tu ti sei comportato nel modo giusto.


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Timote Suladze  Identity Verified
Russian Federation
Local time: 08:37
Italian to Russian
+ ...
TOPIC STARTER
Le possibilità sono moltissime :) Oct 14, 2012

Gennady Lapardin wrote:
pensa se un giorno lui volesse dire a qualcuno il famoso "un cogl''ne", tu come l'avresti tradotta?

Mah! Non è mica una parolaccia, secondo me. Comunque i modi di tradurre sono moltissimi. Io, a seconda della situazione, l'avrei tradotto come "дурак", "дебил", "засранец", "идиот", "кретин" ecc. (chiedo scusa ai colleghi che non sanno leggere il cirillico).

ladytraduk wrote:
Nel caso di "ora dico una cazzata" non credo che il tuo cliente volesse essere volgare. Gli è venuta in mente la parola "cazzata" ma il significato in effetti era proprio "sciocchezza". Tu che conosci bene la lingua italiana, hai avuto la sensibilità per capire il significato, ma se l'avessi tradotta con una parolaccia magari i tuoi interlocutori avrebbero capito un significato volgare un po' diverso, un po' più forte.

Esatto. Poi, secondo me, bisogna prendere in considerazione che, da quello che ho notato quando ero in Italia, nella società italiana le parolacce sono più ammissibili che nella società russa. Se non ho ragione, correggetemi. Infatti sono stato molto sorpreso, quando avevo sentito alcune parolacce in una trasmissione televisiva italiana, mentre da noi in Russia è uno degli illeciti amministrativi. Quindi chiunque dice una parolaccia in uno spazio pubblico è punito fino a 15 giorni di reclusione ai sensi del Codice degli illeciti amministrativi.

[Редактировалось 2012-10-14 07:20 GMT]


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linguandre Russo
Italy
Local time: 06:37
English to Italian
+ ...
Società italiana; interpretazione Oct 14, 2012

Non è cosí invece. Non è che le parolacce siano piú ammissibili nella società italiana, è che tanti – purtroppo – ne abusano. È vero, nessuno magari si scandalizza, ma di certo non è accettabile, né alla tivvú né in qualsiasi altra occasione. Dire «sei un coglione» presuppone – in genere – rabbia; tale espressione non si può certo rendere con «sei uno stupido» (o peggio ancora «sei uno sciocco»), anzi, sarebbe addirittura ridicolo.

Comunque coglione è una parolaccia, nonostante il suo uso piuttosto frequente. Inoltre, un non madrelingua non può giudicare se lo è o no: anche per me le parolacce inglesi non lo sono affatto, perché sono parole come altre.


Per quanto riguarda l'interpretazione, non sono d'accordo con ladytraduk: è vero che l'interprete (e il traduttore) è un esperto della lingua, e invece chi parla può non esserlo, ma non si può far passare un tecnico d'informatico per Leopardi (per dire).


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Lyudmila Gorbunova (married Zanella)  Identity Verified
Italy
Local time: 06:37
Italian to Russian
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Sono d'accordo con Gennady Lapardin! Oct 14, 2012

Gennady Lapardin wrote:

Timote, dalla mia esperienza posso dire che il cliente debba accontentarsi che una mezza dozzina dei suoi modi di dire e tre dozzine di quelli russi destinati a creare un'ambiente "like at home", saranno reciprocamente ben percettibili senza traduzione dopo una o due giornate insieme. Sono le parole che s'imparano istantaneamente. Prima di lasciarti persuadere dal cliente di tradurre "tutto", pensa se un giorno lui volesse dire a qualcuno il famoso "un cogl''ne", tu come l'avresti tradotta?

[Edited at 2012-10-13 19:11 GMT]


Ho lavorato per molti anni in Russia come interprete presso i cantieri delle aziende italiane (istallazione e la messa in marcia dei loro impianti industriali). Qualche giorno di lavoro insieme e ambedue le parti intuiscono il significato di parolacce. Succede che le utilizzano a vicenda (chissà perchè sono proprio gli stranieri che imparano e utilizzano le parolacce russe!).

Io non sono d'accordo che l'interprete deve tradurre le parolacce! Io, per esempio, non ho mai pronuciato nessuna parolaccia in vita mia! Non ne sono capace!

Se "il direttore italiano" parla con il personale russo utilizzando le parolacce perchè è arrabbiato (magari perchè i russi fanno male il loro lavoro), si potrebbe rendere il senso del discorso del direttore e la sua rabbia senza utilizzare le parolacce.

Sono invece d'accordo con i colleghi che hanno detto che l'interprete DEVE tradurre le parolacce quando si tratta delle sedute in tribunale. Sono d'accordo con Chiara Cherubini che ha scritto "la persona che parla fa delle scelte linguistiche mentre esprime il suo pensiero e, se decide di usare una parolaccia, sarà consapevole penso anche delle conseguenze.. E se non lo è, non credo sia compito dell'interprete "censurarlo". Anch'io penso se un membro di parlamento o persino il presidente di un paese si permette di utilizzare le parolacce nel suo discorso sul livello ufficiale " non è il compito dell'interprete censurarlo" perchè quella persona importante "sarà consapevole anche delle conseguenze".


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 06:37
Member (2003)
French to Italian
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Secondo la nostra mentalità Oct 14, 2012

Tom in London wrote:

Allora è bene che il padrone usa le parolacce con gli operai ma non con i i dirigenti? Ma dove siamo?


Ti capisco, capisco il tuo "ma dove siamo", però mi sembra che la Russia abbia concetti piuttosto diversi dai nostri, e non certo solo la Russia, per essere più specifica "ogni paese ha le sue usanze".

Poi a livello tecnico concordo, bisogna tradurre tutto..


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