Che ricevuta inviare prima del pagamento? Traduttori con p.iva o r.a.:cosa preferisce il cliente?
Thread poster: NatasciaB
NatasciaB
Local time: 19:44
Nov 12, 2012

Salve a tutti!

Sono al mio primo incarico ufficiale ed ho alcune perplessità riguardo il documento fiscale da emettere a favore di un committente. Ho cercato molto, ma mi sono rimasti ancora dei nodi irrisolti. Mi spiego... Un cliente per il quale ho svolto una traduzione mi chiede ora di inviargli ricevuta (che sarà 'per prestazione occasionale') per poter poi provvedere al pagamento. Ora...

1. Tutti i modelli di ricevuta con ritenuta d'acconto che ho recitano la frase del tipo 'dichiara di aver ricevuto/di ricevere ecc...', che non corrisponde di fatti a verità, perché non ha ancora pagato, ma dovrà farlo. Però pensavo che potrei inviarla come 'ricevuta pro forma', per altro per email, senza firma e senza marca da bollo, anticipando la ricevuta vera e propria che verrà invece spedita per posta...e magari lo risolvo così. Può andar bene oppure è proprio il caso di modificare la frase in questione? Voi come vi comportate in genere?

2. Può essere utile, in merito alla ricevuta d'acconto, indicare, magari con un asterisco, che 'La ritenuta d'acconto va versata all'erario direttamente dal Cliente entro il 16 del mese successivo al pagamento, tramite modello F24, codice tributo 1040'; può essere un buon promemoria per il cliente, o posso anche infischiarmene, della serie 'problemi suoi'? Ed inoltre, ad oggi, che voi sappiate, è ancora corretta questa indicazione in riferimento al modello, i tempi ed il codice tributario? (l'indicazione, presa da un forum, risaliva al 2010 - fonte: http://www.oscon.it/forum/viewtopic.php?id=108&p=3);

3. In riferimento alle generalità del committente, se si tratta di azienda, devo sempre indicare la p.iva, giusto?

4. Un ultimo dubbio mi è sorto....in linea generale, mettiamo il caso di un cliente privato (azienda con p.iva), che si trovi a dover scegliere tra un traduttore con partita iva ed uno senza (ricevuta per prestazione occasionale) e che, ipotizziamo, chiedano entrambi lo stesso compenso netto: l'azienda potrebbe preferire il traduttore con partita iva, che è sì più alta della ritenuta d'acconto, ma che potrà poi sempre scaricare?

Grazie sin d'ora a quanti di voi risponderanno. Buona serata!

[Modificato alle 2012-11-13 09:16 GMT]

[Modificato alle 2012-11-13 09:17 GMT]

[Modificato alle 2012-11-13 09:31 GMT]


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Barbara Turchetto  Identity Verified
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Perchè Nov 13, 2012

mai dovrei emettere una ricevuta se il cliente non mi ha ancora pagata???
Io ho partita IVA ed emetto regolare fattura alla consegna del lavoro.


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NatasciaB
Local time: 19:44
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Perché a volte il cliente lo chiede e Nov 13, 2012

Barbara Turchetto wrote:

mai dovrei emettere una ricevuta se il cliente non mi ha ancora pagata???
Io ho partita IVA ed emetto regolare fattura alla consegna del lavoro.


pare sia abitudine, routine, per molti traduttori. Quello che quindi mi chiedo è se c'è qualche differenza tra il documento emesso ed inviato prima del pagamento e quello dopo. Sempre che questa routine preveda che si emetta anche il secondo...

Alla 'consegna del lavoro', poi scrivi, ma non sempre la consegna del lavoro coincide con il pagamento, anzi, quasi mai... quindi anche tu la invii prima?

[Modificato alle 2012-11-13 09:08 GMT]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 19:44
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Risposte Nov 13, 2012

Ciao Natascia,

Ti rispondo velocemente qui sotto.

1. Per comodità il tuo cliente equipara la ricevuta per prestazione di lavoro occasionale alla fattura (che tu non puoi emettere, perché non hai partita iva). La passa alla contabilità e la tratta come fosse una fattura a tutti gli effetti. Questa è la prassi ed è il motivo per cui ti chiede di emetterla ora.
Non so dirti nulla sulle diciture, perché non sono un'esperta e ti consiglio di consultarti con il tuo commercialista. In ogni caso, e il mio è solo un suggerimento pratico, evita di mandare ricevuta pro-forma per poi mandare una ricevuto vera, perché questo sì che è veramente fastidioso per il committente, che deve gestire due diversi documenti per un importo magari ridotto. Tra l'altro spesso succede che chi emette ricevuta pro-forma dopo il pagamento si dimentichi di emettere la ricevuta vera, quindi tocca anche sollecitare. Ti consiglio di evitare.

3. Giusto

4. Questo punto non l'ho capito molto bene. La ritenuta d'acconto di chi ha la partita iva non è più alta, o forse intendevi altro? In ogni caso si tratta di un anticipo di imposta. Forse anche qui dovresti chiarirti meglio le idee con un commercialista.

Buona giornata


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Giulia Bassi  Identity Verified
Italy
Local time: 19:44
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1 punto Nov 13, 2012

Mariella Bonelli wrote:

1. Per comodità il tuo cliente equipara la ricevuta per prestazione di lavoro occasionale alla fattura (che tu non puoi emettere, perché non hai partita iva). La passa alla contabilità e la tratta come fosse una fattura a tutti gli effetti. Questa è la prassi ed è il motivo per cui ti chiede di emetterla ora.
Non so dirti nulla sulle diciture, perché non sono un'esperta e ti consiglio di consultarti con il tuo commercialista. In ogni caso, e il mio è solo un suggerimento pratico, evita di mandare ricevuta pro-forma per poi mandare una ricevuto vera, perché questo sì che è veramente fastidioso per il committente, che deve gestire due diversi documenti per un importo magari ridotto. Tra l'altro spesso succede che chi emette ricevuta pro-forma dopo il pagamento si dimentichi di emettere la ricevuta vera, quindi tocca anche sollecitare. Ti consiglio di evitare.



Preciso solo che il mio commercialista mi aveva invece consigliato di emettere due documenti distinti, uno alla fine del mese di riferimento, una sorta di riepilogo mensile, e uno alla ricezione dei pagamenti ("ricevuta" -non a caso- di prestazione occasionale vera e propria, con marca da bollo quando dovuto).
Uno dei miei committenti prevede addirittura questa prassi da condizioni di collaborazione.
Hai ragione, la documentazione "raddoppia" (ma nella mia archiviazione poi ad ogni riepilogo si abbina la relativa ricevuta) ed è necessario essere piuttosto precisi, ma è comunque un metodo funzionale, quando accettato dai committenti per i quali non costituisce un problema.

Buon lavoro a tutte/i!


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Giulia Bassi  Identity Verified
Italy
Local time: 19:44
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perché... Nov 13, 2012

Barbara Turchetto wrote:

mai dovrei emettere una ricevuta se il cliente non mi ha ancora pagata???
Io ho partita IVA ed emetto regolare fattura alla consegna del lavoro.


Alcuni miei committenti (a differenza dell'altra tipologia citata nell'intervento di cui sopra) non possono emettere il pagamento senza la ricevuta/fattura vera e propria.
Quindi prima emetto il documento e poi pagano.
Come procedura, a rigor di lgoica, sarebbe "al contrario" ma, incrociando le dita, non ho mai avuto problemi di pagamento con questo soggetto


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
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Farsi problemi dove non ci sono e ignorarli dove invece ci sono Nov 13, 2012

Nella ricevuta basta sostituire le parole "ricevo XXXX Euro" con una dicitura del tipo

"traduzioni tecniche/commerciali dal …… (lingua) in ….. (lingua) per Voi eseguite e consegnate in data YY/YY/YYYY

totale parole ZZ, prezzo unitario TT,
totale imponibile Euro FFFFFFFFF

OPPURE

totale forfettario pattuito Euro FFFFFFFF

Modalità di pagamento: monetine da 0,05 eurocent consegnate di persona con la carriola" (sdrammatizzo)

Non mi sembra che ci si debba fare troppi problemi quando si tratta semplicemente di dire in modo chiaro "ti ho fatto il tale lavoro, devi darmi tot soldi, vedi di pagarmi in questa maniera e entro questa data".


Invece non puoi passare dall'indicare al cliente quando deve versare la ritenuta d'acconto, che tra l'altro non è esattamente come dici tu perché la legge italiana anche in questo fatto ha le due contorsioni e il cliente potrebbe perfino versarla a giugno dell'anno prossimo ed essere perfettamente in regola), addirittura dirgli con il mod.F24 ....Ti dico la verità: se in azienda mi arrivasse una ricevuta con spiegazioni di questo tipo se avessi una bella giornata penserei "toh, un'altra che pensa di saperne una pagina più del libro", se la giornata fosse di luna storta invece mi offenderei perché, insomma, se tenessi una contabilità le cose così basilari le saprei...
comunque, non puoi passare dal "dettaglio tutto per filo e per segno" al "problemi suoi", perché SE L'ESIMIO CLIENTE NON VERSA LA RITENUTA D'ACCONTO SEI TENUTA A VERSARTELA TU!!!!
Quindi sono problemi tuoi.
Ma è sufficiente indicare la ritenuta e poi, se non ti mandano a tempo debito la certificazione di versamento, tenerli sotto controllo.


In riferimento al tuo ultimo punto: Attenzione che un "cliente privato" non è "un'azienda con partita IVA", un cliente privato è la signora che ti dice "ho un documento da tradurre, cortesemente me lo traduce?" e che ha solo il codice fiscale. Questa clientela preferisce la notula, cioè la ricevuta, perché l'IVA la dovrebbe pagare di tasca sua.
Invece quelli che (probabilmente intendevi questi) sono i CLIENTI DIRETTI, che comunque funzionano come le agenzie, essendo dotati di partita IVA, non hanno preferenze marcate perché tanto l'imposta è una partita di giro, entra di qua ed esce di là, e la ritenuta d'acconto devono versarla in entrambi i casi, a meno che il fornitore non sia una società.
Tieni conto che in caso di traduzioni tecniche le due cose non possono coesistere (O lavori con sola notula O lavori con fattura) per il semplice motivo che se hai la partita IVA puoi emettere una prefattura o notula o proforma o come vorrai chiamarla ma poi dovrai emettere la fattura. Se non hai la partita IVA non puoi emettere la fattura.
Chiaramente se hai la partita IVA ti poni come interlocutore diverso, cioè come un professionista e non come "traduttore occasionale".


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Giulia Bassi  Identity Verified
Italy
Local time: 19:44
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precisazione Nov 13, 2012

Manuela Dal Castello wrote:

comunque, non puoi passare dal "dettaglio tutto per filo e per segno" al "problemi suoi", perché SE L'ESIMIO CLIENTE NON VERSA LA RITENUTA D'ACCONTO SEI TENUTA A VERSARTELA TU!!!!
Quindi sono problemi tuoi.



Preciso che, stando a quanto confermatomi dall'Agenzia delle Entrate (presento in tale sede l'Unico Persone Fisiche), se il committente provvisto di P.IVA non invia la certificazione del versamento della ritenuta (non avendola versata) d'acconto al collaboratore occasionale, il contribuente ha comunque diritto a recuperarla.
A me è successo proprio l'anno scorso: un'agenzia non mi ha inviato, dopo ripetuti solleciti, tale certificazione; in sede di presentazione di Unico PF ho portato la mia ricevuta corrispondente (da cui risultava l'importo di RA), i miei ripetuti solleciti per l'invio del documento e l'estratto conto da cui risultava l'effettivo accredito dell'importo al netto: tale ritenuta è stata comunque conteggiata come quelle per le quali ho ricevuto la dovuta certificazione.


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NatasciaB
Local time: 19:44
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in effetti Nov 13, 2012

Giulia Bassi wrote:

Manuela Dal Castello wrote:

comunque, non puoi passare dal "dettaglio tutto per filo e per segno" al "problemi suoi", perché SE L'ESIMIO CLIENTE NON VERSA LA RITENUTA D'ACCONTO SEI TENUTA A VERSARTELA TU!!!!
Quindi sono problemi tuoi.



Preciso che, stando a quanto confermatomi dall'Agenzia delle Entrate (presento in tale sede l'Unico Persone Fisiche), se il committente provvisto di P.IVA non invia la certificazione del versamento della ritenuta (non avendola versata) d'acconto al collaboratore occasionale, il contribuente ha comunque diritto a recuperarla.
A me è successo proprio l'anno scorso: un'agenzia non mi ha inviato, dopo ripetuti solleciti, tale certificazione; in sede di presentazione di Unico PF ho portato la mia ricevuta corrispondente (da cui risultava l'importo di RA), i miei ripetuti solleciti per l'invio del documento e l'estratto conto da cui risultava l'effettivo accredito dell'importo al netto: tale ritenuta è stata comunque conteggiata come quelle per le quali ho ricevuto la dovuta certificazione.


avevo letto da qualche parte o sentito da qualche commercialista (ora non ricordo più esattamente) che la ritenuta d'acconto spettava pagarla al cliente e che, ad esempio, nel caso di pagamento in ritardo avrebbe avuto anche una mora da pagare o che in caso di non pagamento e di successivi controlli, doveva vedersela lui. L'esperienza di Giulia sembrerebbe confermare quanto già avevo sentito dire.

Manuela Dal Castello wrote:

comunque, non puoi passare dal "dettaglio tutto per filo e per segno" al "problemi suoi"


E' ovvio che certi problemi potrei risolverli semplicemente da sola, ma ho preferito pormeli e condiverli per confrontarmi con chi è nel settore da più tempo...può darsi che ci siano anche abitudini o pratiche che uno da novello magari ignora.

Manuela Dal Castello wrote:
Invece non puoi passare dall'indicare al cliente quando deve versare la ritenuta d'acconto, che tra l'altro non è esattamente come dici tu perché la legge italiana anche in questo fatto ha le due contorsioni e il cliente potrebbe perfino versarla a giugno dell'anno prossimo ed essere perfettamente in regola), addirittura dirgli con il mod.F24 ....Ti dico la verità: se in azienda mi arrivasse una ricevuta con spiegazioni di questo tipo se avessi una bella giornata penserei "toh, un'altra che pensa di saperne una pagina più del libro", se la giornata fosse di luna storta invece mi offenderei perché, insomma, se tenessi una contabilità le cose così basilari le saprei...


Concordo, se non fosse che mi è capitato di avere a che fare con certe aziende che, per quanto assurdo possa sembrare, non avevano sentito parlare di ricevuta per prestazione occasionale e che al solo sentirne parlare la risposta fu 'ma perché, non puà fare una semplice fattura???' in tono supplichevole, quasi avessero timore di dover avere a che fare con qualcosa a loro nuovo e sconosciuto... da qui il dubbio che magari a volte non si è mai troppo prudenti in anticipo, ma concordo sull'impatto forse non troppo positivo che potrebbe avere sul cliente, poi non so. Ma anche in questo caso mi chiedevo se c'era qualcuno che magari come prassi usava specificarlo.

Grazie inoltre per aver specificato la distinzione tra clienti diretti e clienti privati

E grazie a tutti gli altri per i vostri interventi!!!


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NatasciaB
Local time: 19:44
TOPIC STARTER
Chiarimento punto 4 Nov 13, 2012

Mariella Bonelli wrote:

4. Questo punto non l'ho capito molto bene. La ritenuta d'acconto di chi ha la partita iva non è più alta, o forse intendevi altro? In ogni caso si tratta di un anticipo di imposta. Forse anche qui dovresti chiarirti meglio le idee con un commercialista.


Ciao Mariella,
no mi riferivo all'ipotesi in cui un'azienda con partita iva (cliente) si trovi di fronte a due traduttori che chiedono lo stesso compenso netto, di cui però uno non ha partita iva (emetterà quindi ricevuta con ritenuta d'acconto) e l'altro invece ha partita iva (ed emetterà quindi fattura). Mi chiedevo in questo caso se all'azienda può convenire, in termini puramente monetari e fiscali, assegnare il lavoro ad uno piuttosto che all'altro.
Spero di aver chiarito il punto in questione.
Buona giornata e buon lavoro.


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