Dall'inizio del 2013 il saldo delle fatture entro 30 giorni
Thread poster: veronica drugas

veronica drugas  Identity Verified
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Nov 16, 2012

Cari colleghi,


Ho letto oggi in rete un articolo che voglio condividere con voi: dal 1° gennaio 2013 le scadenze per i pagamenti saranno di 30 giorni, solo in casi eccezionali si accettano 60 giorni!

Noi rientriamo nella categoria delle "transazioni commerciali" citate? L'articolo parla di "rapporti tra imprese", quindi non sono sicura se il decreto si estende anche agli liberi professionisti (spero proprio di sì)...


"Dal 1° gennaio 2013 termini certi di pagamento nelle transazioni commerciali: di norma 30 giorni, che non possono comunque superare i 60, consentiti solo in casi eccezionali. E scatta una maggiorazione del tasso degli interessi legali moratori, che passa dal 7% all'8% in più rispetto al tasso fissato dalla Bce per le operazioni di rifinanziamento. Lo prevede il decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 19, recante «Modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per l'integrale recepimento della direttiva 2011/7/Ue relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, a norma dell'articolo 10, comma 1, della legge 11 novembre 2011, n. 180», pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 267 di ieri. Come spiegato in una nota della presidenza del Consiglio dei ministri dopo il varo del provvedimento, avvenuto il 31 ottobre scorso, l'approvazione del decreto legislativo che recepisce la direttiva 2011/7/Ue sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra imprese, e tra pubbliche amministrazioni e imprese, attua la delega conferita al Governo con l'articolo 10 della legge n. 180 del 2011 (Statuto delle imprese). Nonostante il termine per il recepimento della direttiva sia fissato al 16 marzo 2013, il governo ha voluto provvedere ad una sua attuazione anticipata dal 1° gennaio 2013 in considerazione della importanza della normativa nonché dell'opportunità peculiare di garantire, in questo momento, le imprese e più specificatamente le piccole e medie imprese. Per quanto riguarda i rapporti tra imprese, come detto, il decreto legislativo dispone un regime rigoroso stabilendo che il termine di pagamento legale sia di 30 giorni e che termini superiori a 60 giorni possano essere previsti solo in casi particolari e in presenza di obiettive giustificazioni. La disciplina del decreto legislativo si applicherà ai contratti conclusi a partire dal 1° gennaio 2013. Le pubbliche amministrazioni e le imprese avranno così il tempo per adeguarsi alle nuove norme e per adottare procedure operative e contabili più funzionali a prassi di pagamento rapido."

Fonte : http://www.professionisti.it/frontend/articolo_news/23535/transazioni-pagamenti-commerciali-in-30-giorni


Secondo voi, ci dobbiamo credere? Certe mentalità ed abitudini sono difficili da eradicare!

Aspetto le vostre opinioni e vi auguro un bel fine settimana,

Veronica


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LINDA BERTOLINO  Identity Verified
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Interessante Nov 17, 2012

Non ne sapevo nulla e chiederò delucidazioni alla mia commercialista.
In ogni caso leggo al fondo questa frase

"La disciplina del decreto legislativo si applicherà ai contratti conclusi a partire dal 1° gennaio 2013"

per cui temo che per noi non cambi nulla in quanto questa clausola non è chiaramente retroattiva.
Ciò significa che se tu lavori da anni con un committente che ti paga a 60-90 (anche 120 giorni come succede a me per la scuola che è un ente privato finanziato dalla regione) non riuscirai certo a stipulare un nuovo contratto il 1° gennaio modificando i termini di pagamento. Il committente non accetterebbe in quanto tale modifica sarebbe a suo discapito.
Come ben sappiamo, soprattutto in Italia, i termini di pagamento sono estremamente lunghi, è difficile che paghino a 30 giorni.
Penso che se il decreto è applicabile anche alla nostra categoria possiamo "applicare questa clausola" ai nuovi committenti con cui stipuleremo un contratto a partire dal primo gennaio 2013.


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gianfranco  Identity Verified
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I traduttori freelance in genere non hanno contratti a lungo termine Nov 17, 2012

LINDA BERTOLINO wrote:
Ciò significa che se tu lavori da anni con un committente che ti paga a 60-90 (anche 120 giorni come succede a me per la scuola che è un ente privato finanziato dalla regione) non riuscirai certo a stipulare un nuovo contratto il 1° gennaio modificando i termini di pagamento. Il committente non accetterebbe in quanto tale modifica sarebbe a suo discapito.


Il caso citato, un contratto con una scuola, non è molto comune, e probabilmente si tratta di insegnamento, sia pure come contratto esterno (altrimenti sarebbe uno stipendio e sarebbe pagato ogni fine mese). E forse, tale organizzazione, potrebbe ricevere i suoi finanziamenti prima o organizzarsi per pagare i collaboratori entro i termini della nuova legge. Perché no?

Comunque, nella maggioranza dei casi, i traduttori freelance non hanno un contratto in vigore, ovvero, ogni lavoro fa quasi sempre storia a sé e i termini di pagamento possono essere pattuiti di volta in volta, anche a... rullo di tamburi, sbandieratori, trombe del giudizio.... sì, anche a 30 giorni!!

Svenimento generale delle agenzie italiane, costernazione, traduttori ubriachi di euforia.
Trenta giorni? ma non sarà troppo presto?.

No, nel mondo civilizzato è la norma, molto comune.
Tranquilli, non succede niente, i soldi sono buoni lo stesso, non sono troppo giovani e ancora immaturi, e funzionano bene anche senza il solito invecchiamento in botte di quercia, quella del cliente, che ci viene proposto come normale, ma non lo è.

GF


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A_Nespoli  Identity Verified
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Non si riferisce solo alla pubblica amministrazione? Nov 17, 2012

A quanto scrivono anche qui:

http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201211170846239952&chkAgenzie=ITALIAOGGI

si tratta del recepimento della direttiva da parte della pubblica amministrazione.

I termini di pagamento dei clienti (privati o imprese, ma non pubblica amministrazione) sono frutto di un accordo stipulato tra due parti e rimangono "concordabili".
Nella pratica, purtroppo, molto volte non si è in condizione di concordare, e si accettano le condizioni del cliente, però credo che anche ora, a prescindere dal recepimento o meno di questa direttiva, sia legale stabilire (prima di iniziare una collaborazione) che oltre i 30 giorni (o i 60 o i 15, se si vuole) scattino gli interessi di mora.


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LINDA BERTOLINO  Identity Verified
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Precisazione Nov 17, 2012

Scusami Gianfranco
in effetti devo fare una precisazione, io lavoro anche come insegnante per una scuola ma come libera professionista con partita iva. Questo ente riceve i finanziamenti dalla regione e io firmo un incarico all'inizio dei corsi, ogni anno, in cui si dice che il pagamento pattuito è a 120 giorni. Più volte ho provato a far cambiare questi termini ma niente da fare. Mi hanno detto prendere o lasciare. Ovviamente ora che sono li da sei anni e ho comunque un grande giro di clienti come traduttrice riesco ad avere ogni mese i miei introiti e la cosa non mi da più molto fastidio.
Certo è che se ricevessi prima questi soldi sarebbe meglio.

Per quanto riguarda le agenzie di traduzione invece ti devo un po' smentire in quanto a me è sempre capitato di dover concordare sì un prezzo con l'agenzia ma di dover comunque accettare i loro termini di pagamento, con tanto di firma delle loro condizioni per i collaboratori.
Come tu dici ogni agenzia ha condizioni diverse, chi paga a 30, chi a 45, chi a 60 e chi non paga proprio.
Ora, chiedere di modificare questi termini di pagamento, non è così facile, a meno che effettivamente entri in vigore questa legge che imponga a tutti un termine non superiore ai 30 giorni. Ho provato con alcune agenzie a concordare anche il pagamento ma la risposta è stata: le nostre condizioni sono queste.

Il discorso non regge per i clienti diretti: io in fattura scrivo pagamento a 30 giorni e non ho mai avuto problemi, ho anche chi paga prima. Peccato che i clienti diretti di questi tempi siano un miraggio....

E infine mi chiedo questa leggi si può applicare ai committenti esteri? Anche con loro ci sono comunque condizioni di pagamento diverse a seconda dei casi.
Lunedì parlo con la commercialista e chiedo alcuni ragguagli in merito. Poi posterò le sue risposte.


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Christel Zipfel  Identity Verified
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Non facciamoci illusioni Nov 17, 2012

Non succederà nessun terremoto e il decreto legislativo 192 del 2012 (e non 19, come scritto nell'articolo) rimarrà lettera morta e sarà ignorato da molte agenzie e clienti esattamente come è successo con quello del 2002 relativo allo stesso argomento (a recepimento della direttiva 2000/35).

Il termine dei 30 giorni era ufficialmente già in vigore, a livello comunitario, da 12 anni, e da 10 in Italia, da quando la direttiva precedente era stata convertita in legge nazionale.

Non so Voi, ma io non ho notato nessun cambiamento da allora. Chi già pagava entro 30 giorni prima continuava a farlo, chi proponeva termini di pagamento assurdi idem.


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Cecilia Civetta  Identity Verified
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Con Christel Nov 17, 2012

Figuriamoci.

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Christel Zipfel  Identity Verified
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La direttiva vale per imprese e pubblica amministrazione Nov 17, 2012

A_Nespoli wrote:

A quanto scrivono anche qui:

http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201211170846239952&chkAgenzie=ITALIAOGGI

si tratta del recepimento della direttiva da parte della pubblica amministrazione.


Parla di transazioni tra imprese da un lato e tra imprese e pubblica amministrazione dall'altro. Ai fini della direttiva, le professioni liberali sono equiparate a imprese.

A_Nespoli wrote:


I termini di pagamento dei clienti (privati o imprese, ma non pubblica amministrazione) sono frutto di un accordo stipulato tra due parti e rimangono "concordabili".
Nella pratica, purtroppo, molto volte non si è in condizione di concordare, e si accettano le condizioni del cliente, però credo che anche ora, a prescindere dal recepimento o meno di questa direttiva, sia legale stabilire (prima di iniziare una collaborazione) che oltre i 30 giorni (o i 60 o i 15, se si vuole) scattino gli interessi di mora.



Certamente, anche se ora, se ho capito bene, per poter pagare a 60 giorni o oltre ci devono essere delle condizioni ben precise, e purché "tale proroga non sia gravemente iniqua per il creditore", così dice. Mentre prima si potevano concordare per assurdo anche 120 giorni, ma se non era stato stabilito niente, gli interessi di mora scattavano dopo 30 giorni.

Sono state quindi introdotte alcune disposizioni restrittive rispetto alla precedente direttiva; tra l'altro è previsto anche che "il creditore abbia il diritto di ottenere dal debitore, come minimo, un importo forfettario di 40 EUR" nei casi in cui sono dovuti gli interessi di mora. Il che, a mio avviso, è molto interessante, in quanto anche per piccole somme e per piccoli ritardi diventa conveniente chiedere gli interessi di mora e i clienti forse ci pensano due volte prima di farci aspettare i nostri 30 Euro o altri piccoli importi anche "solo" per un mese...

In teoria. Ma quanti di noi già fanno presente al momento della fatturazione che in caso di ritardo saranno applicati gli interessi di mora e quanti poi lo fanno realmente?

No, per noi non cambierà niente: i nostri committenti continueranno a far finta di niente, i traduttori, per quieto vivere o perché non conoscono i loro diritti, continueranno a stare zitti. E vissero tutti felici e contenti. Tanto, come qualcuno ha scritto tempo fa sul forum: se mi pagano regolarmente a xxx giorni (inserire a volontà 60, 90 120...), diventano 30 se faccio fatture mensili


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A_Nespoli  Identity Verified
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Secondo me Nov 17, 2012

Da quello che capisco da qui:

"Il provvedimento, approvato dal consiglio dei ministri il 31 ottobre scorso (si veda ItaliaOggi del 2/11/2012) stabilisce regole differenti a seconda che si tratti di transazioni tra imprese o tra la p.a. e un soggetto privato (impresa o professionista). Nel primo caso il decreto consente comunque alle parti di concordare un termine di pagamento superiore a 30 giorni. E anche superiore a 60 giorni se l'estensione temporale è stata sottoscritta in forma espressa e non è gravemente iniqua per il creditore.

Nella seconda ipotesi, il termine di pagamento dovrà essere di regola non superiore a 30 giorni. Potrà arrivare fino a un massimo di 60 giorni se il debitore è un'impresa pubblica o un ente pubblico che fornisce servizi sanitari (Asl, ospedali). In questo caso, le parti potranno concordare, in forma espressa, di andare oltre i 30 giorni per il pagamento, se la dilazione è oggettivamente giustificata dalla natura o dall'oggetto del contratto o da particolari circostanze esistenti al momento della stipula."

(fatto salvo che l'articolo non è Vangelo per cui chissà)

a) pubblica amministrazione e impresa/pubblico professionista: 30 gg. in casi eccezionali 60, altrimenti interessi di mora.Sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa tentavano di quantificare il danno, in termini di interessi, mancanza di liquidità e nei casi più gravi, fallimento per le imprese italiane e venivano fuori cifre impressionanti (circa uno 0,5% di PIL in meno sono per le tempistiche superiori a 30/60 dell'amministrazione)

b) impresa e impresa, impresa e privato: non cambia assolutamente niente perché fanno fede gli accordi tra cliente e fornitore.
Già adesso è possibile (nel senso di legale) in fase di accordo con il cliente o all'accettazione di ciascun incarico definire i termini di pagamento e gli interessi di mora allo scadere di tali termini.

Che poi non lo faccia nessuno o lo facciano in pochi (e io son la prima a non aver mai applicato interessi di mora) non significa che ci voglia (e neanche che sia possibile) una legge in più per stabilirlo.

Credo che il problema, più che altro, sia una mancanza di consapevolezza dei propri diritti, sia anche - pardon - un bisogno di tutela eccessivo e deresponsabilizzante (altrimenti li applicheremmo tutti gli interessi di mora no?) e un senso della categoria che non c'è, perché siamo tutti colleghi ma anche un po' concorrenti, e per un traduttore che si impunta sugli interessi di mora, ce ne sono 5 che fanno dumping.
E credo di essere ottimista.

Ale

[Modificato alle 2012-11-17 18:43 GMT]


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Christel Zipfel  Identity Verified
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Hai detto bene Nov 18, 2012

A_Nespoli wrote:

Già adesso è possibile (nel senso di legale) in fase di accordo con il cliente o all'accettazione di ciascun incarico definire i termini di pagamento e gli interessi di mora allo scadere di tali termini.

Che poi non lo faccia nessuno o lo facciano in pochi (e io son la prima a non aver mai applicato interessi di mora) non significa che ci voglia (e neanche che sia possibile) una legge in più per stabilirlo.

Credo che il problema, più che altro, sia una mancanza di consapevolezza dei propri diritti, sia anche - pardon - un bisogno di tutela eccessivo e deresponsabilizzante (altrimenti li applicheremmo tutti gli interessi di mora no?) e un senso della categoria che non c'è, perché siamo tutti colleghi ma anche un po' concorrenti, e per un traduttore che si impunta sugli interessi di mora, ce ne sono 5 che fanno dumping.
E credo di essere ottimista.



Non è solo possibile ma necessario stabilire i termini di pagamento con i propri clienti, e non solo da adesso. Va bene che in mancanza, la legge è dalla nostra parte perché valgono sempre i 30 giorni. Non occorre invece menzionare a priori appositamente gli interessi di mora, visto che da una decina d'anni sono comunque previsti, anche se secondo me è bene che venga fatto comunque nella fattura.

Ma è proprio vero che tanti (troppi) pensano ma chissene xxx dei termini di pagamento e degli interessi di mora, basta che io lavori. Parlo in generale naturalmente. Da un lato lo capisco anche, dall'altro così, come categoria, non andremo da nessuna parte. Ma questi sono discorsi triti e ritriti.

Per il resto del mio intervento, ho citato direttamente dalla direttiva in questione, dando per scontato che il decreto legislativo ne abbia ripreso i contenuti, visto che è esattamente questo il suo scopo. Non conoscevo affatto questa direttiva, e spero di avere interpretato correttamente quello che ho letto.


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Dragomir Kovacevic  Identity Verified
Italy
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Vale sia per i rapporti tra le imprese, o(vvero) le imprese e PA Nov 19, 2012

Esattamente.
"1. Le disposizioni contenute
nel presente decreto si applicano ad ogni pagamento effettuato a
titolo di corrispettivo in una transazione commerciale."

""transazioni commerciali": i contratti, comunque denominati,
tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che
comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la
prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo;"

Io la parola "ovvero", considero come "oppure", vuol dire che non si intendeva dire "cioè tra le imprese e pubbliche amministrazioni". Il 1. significato dell' "ovvero" è "oppure". Il 2. è "cioè".

[quote]Christel Zipfel wrote:


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