partita iva contribuenti minimi e rapporto con cifra netta a cartella in traduzione letteraria
Thread poster: emeira
emeira
Local time: 17:47
Jan 17, 2013

Ciao a tutti!

Vorrei porvi un quesito su una traduzione letteraria.
Ho appena aperto una partita iva per contribuenti "minimi" con Irpef al 5% (ho meno di 35 anni).
Ho comunicato il numero della partita al responsabile della Casa editrice per cui lavoro e mi ha comunicato che per il diritto d'autore la fattura è comunque esente iva e con ritenuta d'acconto abbattuta al 20% sul 75% dell'imponibile (anche se credo che, nel mio caso, sia sul 60%).
Ora, ammesse le mie incompetenze in materia fiscale, non riesco a capire una tale delucidazione se, sin dall'inizio (nonché nel contratto), è specificato che percepirò 9 euro netti a cartella...
Qualcuno potrebbe chiarirmi la situazione? Qual è la differenza?
Ho sbagliato ad aprirla (avrò anche altre collaborazioni)?

Purtroppo non sono molto brava a barcamenarmi con percentuali e tasse e nessuno sa consigliarmi...

Grazie mille

Ama

ps Ah, il totale è di 230 cartelle. Ancora grazie!


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Manuela Dal Castello  Identity Verified
Italy
Local time: 17:47
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come, nessuno sa consigliarti? Jan 18, 2013

Ciao,
trovo strana questa affermazione... se hai un commercialista che non è esperto di questo settore e che non vuole interessarsi, be' è semplice, cambialo all'istante.
Ma prima ancora di finire di leggere il mio post!

Forse sbaglio io, ma le ricerche vanno fatte PRIMA di fare le cose, mi rendo conto che non è di moda, ma continuo a pensarla così.

Molte volte per i traduttori letterari è stato consigliata la comunità www.biblit.it, dove si trovano molte risorse utili, per non parlare del Sindacato Traduttori Editoriali (Strade) http://www.traduttoristrade.it/ , che ha anche preparato un Vademecum fiscale ottenibile anche se non si è soci del sindacato.

Comunque di per sè non è mai sbagliato aprire la partita IVA, non ti dà nessuna spesa aggiuntiva né alcun obbligo (se non fatturi e se non hai spese).


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Giulia Bassi  Identity Verified
Italy
Local time: 17:47
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diritto d'autore Jan 18, 2013

Le traduzioni in regime di diritto d'autore non rientrano nell'ambito Partita IVA (quindi nella tua notula non inserirai tale numero ma solo il tuo codice fiscale), il tuo committente ti ha informato correttamente rispetto a questo aspetto.
Se non ricordo male per chi ha meno di 35 anni il 20% di ritenuta è da calcolare sul 60% dell'importo totale, come dici tu, ma con un po' di buona volontà in rete potrai trovare riferimenti e dettagli (consulta i siti segnalati da Manuela).


Buon lavoro!


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emeira
Local time: 17:47
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Risolto Jan 18, 2013

Vi ringrazio enormemente. Avevo dato un'occhiata a strade e a biblit.it, ma la mia ignoranza in materia non mi era stata di nessun aiuto.
Mi devo scusare, essendo molto giovane e inesperta mi sono fatta prendere dal panico.
Ho subito sentito un altro commercialista, molto bravo, e mi ha chiarito il dubbio.
Con la mia particolare partita dei contribuenti superminimi non ho ritenuta d'acconto.
A questo punto, non dovrebbero più esserci problemi.

Vi ringrazio ancora moltissimo, mi dispiace se vi ho fatto perdere del tempo e vi auguro una buona giornata!

Ama


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Giulia Bassi  Identity Verified
Italy
Local time: 17:47
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diritto d'autore Jan 18, 2013

emeira wrote:


Con la mia particolare partita dei contribuenti superminimi non ho ritenuta d'acconto.

Ama


Non hai ritenuta per le prestazioni afferenti al tuo settore d'attività per il quale hai la P.IVA, ma le traduzioni in regime di diritto d'autore dovrebbero essere "extra"... O ricordo male?



Grazie a tutte/i!


Giulia


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Pierluigi Bernardini  Identity Verified
Italy
Local time: 17:47
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Traduzioni editoriali vs contribuenti minimi Jan 18, 2013

E' giusto quel che ti hanno detto riguardo alle traduzioni in regime di diritto d'autore e come "fatturarle" (fuori campo applicazione iva, ritenuta d'acconto sul 75% dell'imponibile o sul 60% per chi ha meno di 35 anni), tuttavia, anche da una discussione avvenuta su Biblit poco tempo fa, è emerso, e me lo ha confermato poi anche la mia commercialista, che in base alla Risoluzione dell'Agenzia delle entrate... ecc. ora chi è nel regime dei minimi (imposta sostitutiva del 5%) può fatturare le traduzioni editoriali allo stesso modo di quelle tecniche.
Dovresti trovare facilmente la discussione in questione all'interno del forum, il cui titolo è "Regime dei minimi e diritto d'autore".

In ogni caso, se si è nel regime dei minimi, l'iva non si mette in fattura, indipendentemente dal tipo di traduzione.

Mi unisco all'invito di consultare bene il sito Biblit, in particolare la bacheca legale, e/o il sito di Strade e di risolvere ogni dubbio prima di procedere col lavoro.

P.S. Sì, esatto, in regime di minimi non devi applicare neanche la ritenuta in fattura.

[Modificato alle 2013-01-18 13:58 GMT]

[Modificato alle 2013-01-18 14:13 GMT]


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emeira
Local time: 17:47
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risposta di Strade Jan 18, 2013

Io, però, ho appena ricevuto la risposta di una responsabile di Strade, la quale mi ha confermato la separazione tra partita iva (contribuenti minimi o meno) e traduzioni letterarie.
Teoricamente, mi ha spiegato lei, c'è la ritenuta d'acconto del 20% sul 60% dell'imponibile.
Non so più cosa dire, a questo punto.
Comunque grazie!


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Elisa Comito  Identity Verified
Local time: 17:47
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È necessario informarsi a fondo Jan 18, 2013

Ciao Ama,

come traduttrice iscritta a STRADE, avendo collaborato alla redazione del Vademecum legale e fiscale e conoscendo bene (anche per averla vissuta per 2 anni in prima persona) la problematica a cui fai riferimento, ritengo necessario chiarire alcuni punti.

In primo luogo, l'unica responsabile della consulenza fiscale di STRADE (la persona che ha curato il vademecum insieme a un commercialista) è Sandra Biondo, quindi non so a quale "responsabile" fai riferimento. In STRADE siamo tutti semplici iscritti, tranne chi ha cariche istituzionali (che trovi sul sito), che è comunque responsabile limitatamente all'area o alla funzione a lui/lei affidata. Lo puntualizzo perché altrimenti si fa confusione attribuendo autorità in determinate materie a chi, invece, esprime un parere e cerca di aiutare a titolo personale, magari incorrendo in qualche imprecisione.
È comprensibile che non tutti i traduttori di STRADE conoscano a fondo i problemi specifici di chi lavora col regime IVA dei minimi perché sono pochi quelli che lo usano. Gli altri per lo più o fanno solo traduzioni editoriali (o di altre tipologie in diritto d'autore), per cui la partita IVA non serve oppure, anche facendo sia traduzioni editoriali sia tecniche, hanno un altro regime IVA.

Dal momento che mi sembri ancora poco informata sul diritto d'autore, per lavorare col quale occorre addentrarsi in questioni che vanno al di là del regime fiscale, non posso non consigliarti di ordinare e leggere il vademecum legale e fiscale del sindacato: http://www.traduttoristrade.it/vademecum

A chi richiede il vademecum specifichiamo sempre, nel caso si trovi nel regime dei minimi, di riscriverci DOPO averlo letto (altrimenti non ha un quadro chiaro della normativa) in modo che possiamo spiegargli bene la faccenda. Rivolgo tale invito anche a te.

Inanto, come anticipo, sul sito di STRADE trovi i principi generali del regime fiscale del diritto d'autore:

http://www.traduttoristrade.it/regime-fiscale

Sempre in generale, come viene spiegato nel vademecum, i traduttori che, facendo anche traduzioni tecniche, hanno partita IVA, per ciascun tipo di traduzione devono seguire il regime appropriato, quindi devono conoscere ed essere in grado di applicare entrambi i regimi (in realtà tale conoscenza dovrebbe essere patrimonio di tutti i traduttori, perché sono pochissimi quelli che non fanno mai traduzioni in diritto d'autore).

A complicare il semplice principio che facendo due tipi di traduzione bisogna seguire due regimi, è intervenuta una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la n. 311/E del 21 luglio 2008, emessa in seguito all'interpello da parte di un contribuente, giornalista con partita IVA aderente al regime dei minimi, il quale chiedeva se poteva fatturare con tale regime anche i lavori in diritto d'autore (senza dubbio giudicandolo conveniente) e riceveva risposta affermativa.

Sennonché il modo in cui è stata formulata la risposta, e i successivi interrogativi e considerazioni scaturiti per le sue possibili implicazioni (interrogativi che riguardano soprattutto la questione dei contributi INPS), hanno creato dei dubbi e delle incertezze nell'interpretrazione della normativa. Questi dubbi fanno sì che attualmente, tra gli stessi commercialisti, vi sono due scuole di pensiero sull'oppurtunità (o la necessità) quando si è nel regime dei minimi (con la tassazione sostitutiva del 5%) di fatturare le traduzioni in diritto d'autore come le traduzioni tecniche, oppure di seguire due regimi separati.

Ripeto che la questione è complessa (non è possibile sviscerarla qui, se lo desideri scrivimi pure in privato che ti mando un file di approfondimento). Dato che qualsiasi delle due soluzioni si scelga comporta vantaggi e svantaggi, sta al singolo traduttore, dopo essersi informato bene e consultato col proprio commercialista, decidere quale gli sembra opportuno adottare.

Mi dispiace non poterti dare una risposta semplice e univoca ma non esiste. In ogni caso, mi raccomando, documentati bene su tutti gli aspetti del tuo lavoro!

In bocca al lupo,

Elisa


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