Tariffe per un novizio
Thread poster: Miky mi
Jul 30, 2013

Ciao a tutti!

Da laureando in traduzione, ho mandato una richiesta ad un'agenzia del settore e mi hanno risposto chiedendomi quale sia la mia tariffa...io non avendo mai svolto questa professione dietro compenso non so bene quale sia la tariffa giusta per iniziare...voi che dite? Posso proporre 12-14 euro a cartella?

Grazie per l'aiuto

[Modificato alle 2013-07-30 20:00 GMT]


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LINDA BERTOLINO  Identity Verified
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Ciao Miky benvenuto nel club Jul 30, 2013

non ti do consigli sulle tariffe perché ho avuto esperienze molto controverse a riguardo.
Ti dico solo che le agenzie italiane giocano molto al ribasso. Io mi sono sentita dire solo lo scorso anno che 12 euro era una tariffa troppo elevata mentre fai conto che è una tariffa estremamente bassa.
Quando io ho risposto che per una visita medica privata si spendono dagli 80 euro in su, anche per mezz'ora, mi hanno risposto che nel nostro settore è diverso.
All'estero, se proponi dai 7 centesimi in su a parola è facile che ti accettino subito la tariffa.
Quindi fai un po' tu.
Io ti consiglio di tentare. Poi fammi sapere!


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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Le giuste priorità Jul 30, 2013

Ciao Miky

Ti do anch'io il benvenuto tra noi frequentatori del forum di ProZ.

Tuttavia, ancor prima di menzionare le tariffe, il primo consiglio che ti do è di concentrarti sempre sulle priorità più importanti. Attualmente, la tua maggiore priorità è concludere il tuo corso di laurea. Devi perciò pensare prima a laurearti, e poi potremo parlare senza problemi anche di tariffe nel forum.

So che forse questo consiglio risulterà spiacevole, come può esserlo per qualunque laureando ansioso di iniziare la professione di traduttore. Però ti assicuro che, a volte, può essere utile ascoltare i suggerimenti di chi ha qualche anno più di noi...

Un grande in bocca al lupo per la tua laurea e, subito dopo, per l'avvio della carriera di traduttore.

A presto qui nel forum,

Gaetano


[Modificato alle 2013-07-30 23:39 GMT]


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Elena Zanetti  Identity Verified
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tariffe Jul 31, 2013

http://www.turner.it/Tariffometro-italia.htm


qui c'è un tariffometro per farti giusto un'idea... piuttosto che chiedere una tariffa da fame , chiederei una tariffa media, e ti consiglio di farti aiutare da un traduttore esperto,che ti riveda il lavoro ..
ci sarebbe da sapere poi la coppia di lingue e il settore della traduzione...


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Luca Ruella  Identity Verified
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concordo Jul 31, 2013

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:

Tuttavia, ancor prima di menzionare le tariffe, il primo consiglio che ti do è di concentrarti sempre sulle priorità più importanti. Attualmente, la tua maggiore priorità è concludere il tuo corso di laurea. Devi perciò pensare prima a laurearti, e poi potremo parlare senza problemi anche di tariffe nel forum.

So che forse questo consiglio risulterà spiacevole, come può esserlo per qualunque laureando ansioso di iniziare la professione di traduttore. Però ti assicuro che, a volte, può essere utile ascoltare i suggerimenti di chi ha qualche anno più di noi...



[Modificato alle 2013-07-30 23:39 GMT]


Concordo. Non esistono tariffe da novizi e da esperti, esiste solo il giusto costo di una buona traduzione.

Se la traduzione non è buona, non va fatta, così come non esiste un tariffa scontata per un trapianto di cuore fatto da un novellino. Va fatto bene o non va fatto.


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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I soliti miti secolari Jul 31, 2013

Ciao Luca,

Ti ringrazio per la citazione dal mio intervento precedente, con il quale dici di concordare, ma vedo che il tuo post, in realtà, parla di tutt'altra cosa. Io avevo semplicemente fatto notare al nostro futuro collega (come gli auguro appunto di diventare), che, prima di parlare di tariffe, deve pensare a laurearsi, altrimenti, secondo me, non può definirsi neppure un principiante.

Tu invece, proprio citando il passo in cui sottolineo che ci troviamo nella sede e nel momento meno adatti a parlare di tariffe, entri in questo tema con la massima decisione, tra l'altro sostenendo dei punti di vista sicuramente legittimi, ma che, personalmente, scusami, ma non condivido.

E pur non volendo, sono perciò costretto a ritornare anch'io sui soliti argomenti triti e ritriti, legati ai soliti luoghi comuni e "miti secolari" del nostro settore, che, da lungo tempo, gli illusi e idealisti come il sottoscritto cercano in tutti i modi di sfatare. Ma, purtroppo, i risultati sono sempre vani, perché, come appare evidente, questi miti ritornano in modo periodico, e ogni volta più vigorosi di prima. Al punto che l'illuso che scrive si è quasi stancato di combattere questa battaglia, perché ha sempre più la sensazione di lottare contro i mulini a vento come Don Chisciotte...

Ma comunque, visto che è stato toccato uno di questi temi, "in for a penny, in for a pound", come dicono gli inglesi. E perciò, da idealista veramente inguaribile, mi rassicurerò convincendomi che quanto dirò possa servire almeno ai colleghi più giovani ed alle prime armi, oltre che agli studenti che aspirano a diventare traduttori, come il nostro amico iniziatore della discussione (benché avrei voluto parlargli di queste cose dopo la sua laurea).

Premetto che, naturalmente, questo non è un attacco rivolto a te personalmente (ovvio che me ne guarderei bene), ma è esclusivamente un attacco contro questi miti che ormai, purtroppo, sembrano veramente invincibili e impossibili da sradicare. Allo stesso tempo, come accennato, il mio è un tentativo (molto velleitario, come è tipico di un illuso come il sottoscritto…), di cercare di "aprire gli occhi" ai miei interlocutori, facendogli comprendere quanto questi miti siano falsi, subdoli e sottilmente "insinuanti". Tant'è vero che quasi tutti noi, in vari momenti, ne siamo stati vittima, compreso il sottoscritto. Anzi, anche molti di quelli che hanno ormai "identificato" i miti e se ne sono liberati, spesso, in passato, li hanno avallati e riproposti come oro colato, anche senza rendersene conto...

In teoria, sarebbe inutile citare ancora una volta i soliti miti più duri a morire nel nostro campo, perché in realtà li conosciamo tutti benissimo. Ma, già che ci siamo, non mi esimerò dall'elencarli di nuovo, iniziando da quelli attinenti a questa discussione (punti 1 e 2). Stavolta, però, chiedo davvero scusa ai colleghi per la franchezza quasi "cruda" della descrizione, ma non mi limiterò ad elencare semplicemente i miti in questione. Li metterò anzi completamente "a nudo", cioè riportandone, in parentesi, il "retropensiero" che è alla loro base, cioè le vere motivazioni con cui, secondo me, sono stati creati e diffusi. Inoltre, molte parti del testo in parentesi indicano anche la verità dei fatti, evidentissima, che il mito tende invece a contrastare e negare (come avviene in modo particolare nel punto 3). Utilizzo il corsivo per evitare che qualche lettore distratto possa pensare che questo sia il mio punto di vista anziché, appunto, l'esposizione di "miti" da sfatare:

1) Noi traduttori, così bravi e affermati, che interveniamo sempre in questo forum e nel Web, siamo tutti nati con la scienza infusa, non siamo mai stati principianti e abbiamo iniziato a lavorare fin dal primo momento con tariffe altissime, magari anche più alte di quelle che ci pagano adesso (tanto abbiamo rimosso in modo veramente "freudiano" il periodo dei nostri inizi, in cui molti di noi accettavano qualsiasi lavoro per due soldi o quasi gratis [o gratis senza quasi], e in qualsiasi settore, dalla gastronomia all'industria aerospaziale, anche di centinaia di pagine e con consegna ieri… Come pure abbiamo completamente rimosso il fatto che le nostre tariffe attuali sono frutto di un cammino molto lungo e faticoso, iniziato proprio da quei "due soldi" nella nostra "notte dei tempi" [termine che va a pennello, vista la rimozione freudiana...], e fatto di complesse trattative, minuziose attività di "marketing" e selezione dei clienti migliori nel corso di molti anni: quindi, una vera "scalata", che, per la vetta, o almeno il traguardo, conquistati finora, se mai dovrebbe farci onore...).

2) I principianti non sono nessuno, non devono "importunarci" [evito espressioni più calzanti ma troppo "censurabili"...] con domande insensate e assillanti, e il loro unico scopo è quello di rovinare il mercato e la nostra professione (o persino soffiarci il lavoro). Perciò, innanzitutto, è meglio che scelgano un altro mestiere (così non ci tolgono la pagnotta, e ci lasciano lavorare in pace e guadagnar bene). Se proprio vogliono svolgere questa professione, devono iniziare con tariffe anche più alte delle nostre (così sappiamo che non li prenderà nessuno, e perciò noi rimarremo tranquilli...). Inoltre, per mantenere le tariffe alte, devono accordarsi con un esperto che gli faccia da "guida", ed al quale passeranno una parte della tariffa, per il suo lavoro di revisione (tanto sappiamo che, tranne qualche vero filantropo, non se li prenderà proprio nessuno, perché nessuno sarà disposto ad effettuare correzioni così minuziose lavorando quasi in perdita: sicuramente, infatti, il principiante non riuscirà a spuntare dall'agenzia una tariffa così alta da coprire anche la revisione dell'esperto, a meno che non voglia rinunciare interamente alla sua parte… L'agenzia, inoltre, si sarà accorta comunque che si tratta di un principiante, e, giustamente, gli pagherà una tariffa adatta a chi è alle prime armi. Perciò, sappiamo benissimo che i principianti la loro gavetta la faranno quasi sempre da soli, e che sarà anche molto dura e a proprie spese. Impareranno infatti poco a poco dai propri errori e strafalcioni, spesso molto grossi, che a volte gli costeranno anche dei clienti, o per lo meno delle grosse decurtazioni su onorari già irrisori. Tutto ciò, del resto, è avvenuto anche per molti di noi, sebbene noi abbiamo rimosso pure questo...).

3) Chi rovina il mercato, svendendosi a tariffe da fame, è sempre chi non ha problemi di "sopravvivenza", chi svolge già un'altra attività o si fa mantenere da marito, moglie, convivente, genitori o parenti (mentre sappiamo bene che chiunque facesse così sarebbe tra le persone più stupide del mondo: come non potrebbe sfruttare, infatti, questa sua posizione ideale per raggiungere i migliori risultati nella trattativa con i clienti? E come non potrebbe spuntare le tariffe migliori, selezionando anche i clienti fino a conservare solo quelli che pagano di più?).

Naturalmente, sarà bene accetto chiunque avesse delle integrazioni da proporre, o volesse persino indicare altri miti che io dovessi aver dimenticato.

Concludendo, sono sicuro che questo post susciterà un vero e proprio vespaio, e già mi immagino gli strali di molti colleghi che me ne diranno di tutti i colori, allibiti e scandalizzati, e ci terranno a sottolineare e a puntualizzare le cose dicendo: "Come ti permetti?!", "Parla per te!", "Io non ho mai fatto né pensato questo!" e "Io sono sempre stato un vero grande professionista!". Voglio però ricordare che nessuno deve sentirsi attaccato in modo personale, e che questo discorso, in tutte le sue parti, ha unicamente un carattere generale.

Naturalmente, la mia descrizione dello sviluppo professionale dei traduttori, delineata in modo indiretto durante l'esposizione dei miti, non pretende certo di abbracciare l'esperienza di tutti i colleghi, ma cerca comunque di riassumerla con una buona approssimazione. Sarebbe ora fin troppo facile far risuonare di nuovo la corda dell'ironia, dicendo che possono sempre esistere veri "geni dalla scienza infusa" che hanno meritato tariffe altissime fin quasi da ragazzi, magari traducendo da svariate lingue tra le più lontane e persino nella direzione inversa (anche se non nego che geni di questo tipo possano esistere veramente). Tuttavia, il fatto che alcuni colleghi possano davvero non riconoscersi negli aspetti accennati sopra non inficia, secondo me, il valore della descrizione generale.

E soprattutto, ognuno dovrà tener presente che, come ho detto prima, persino il più acceso "sostenitore" dei miti qui descritti, per me non è altro che una loro vittima, che il sottoscritto, con la massima umiltà, sta solo cercando di riportare alla realtà, o a ciò che ad essa si avvicini di più.

Buona serata e buone vacanze a tutte/i,

Gaetano


[Modificato alle 2013-08-01 13:45 GMT]


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Luca Ruella  Identity Verified
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Principianti Aug 1, 2013

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:

Ciao Luca,

Ti ringrazio per la citazione dal mio intervento precedente, con il quale dici di concordare, ma vedo che il tuo post, in realtà, parla di tutt'altra cosa.




Ciao Gaetano. Mi scuso se ho travisato il senso del tuo post. Io pensavo che tu volessi dire: "non lavorare senza una preparazione adeguata, concentrati sulla laurea per ora".


sostenendo dei punti di vista sicuramente legittimi, ma che, personalmente, scusami, ma non condivido.


Nessun problema, non tutti i gusti sono alla menta
Ti risponderò punto per punto.



1) Noi traduttori, così bravi e affermati, che interveniamo sempre in questo forum e nel Web, siamo tutti nati con la scienza infusa, non siamo mai stati principianti e abbiamo iniziato a lavorare fin dal primo momento con tariffe altissime


Non è questo il mio pensiero.

Gli avvocati fanno il praticantato.
I medici fanno il tirocinio.
I piloti di linea iniziano facendo il copilota (almeno spero!)

Io ho iniziato a lavorare da principiante come trainee 13 anni fa presso l'ufficio centrale della celebre SDL dove per mesi il mio lavoro è stato massacrato di segni rossi da una tutor molto severa e competente che mi ha praticamente insegnato tutto quello che so e a cui sono molto grato. Dopo essere passato da junior a senior ho continuato a lavorare in-house e a gestire i progetti in modo sempre più indipendente. Solo dopo 2 anni ho spiccato il volo dal nido iniziando a lavorare da solo.

Ritengo pertanto che il traduttore junior debba obbligatoriamente formarsi sotto l'ala di una persona esperta. Su questo non ci sono sconti e non ammetto lavori fatti "così così" perché "sto imparando".

Anche il maestro Myiagi si è espresso inequivocabilmente su questo tema:

http://www.youtube.com/watch?v=Y3lQSxNdr3c
[/quote]


Se proprio vogliono svolgere questa professione, devono iniziare con tariffe anche più alte delle nostre (così sappiamo che non li prenderà nessuno, e perciò noi rimarremo tranquilli...).


Non dico questo nel mio intervento. Dico solo che c'è una tariffa per un lavoro professionale. Personalmente non ammetto tariffe basse per lavori approssimativi.


Inoltre, per mantenere le tariffe alte, devono accordarsi con un esperto che gli faccia da "guida", ed al quale passeranno una parte della tariffa, per il suo lavoro di revisione


Ho affrontato parzialmente questo punto nel mio primo intervento. A integrazione, ritengo che poiché il traduttore esperto ha investito tempo e denaro nella propria preparazione, non penso ci sia nulla di male a una sua corretta retribuzione. Non si tratta di "mantenere le tariffe alte" (che poi alte non sono da nessuna parte, soprattutto in italia).


L'agenzia, inoltre, si sarà accorta comunque che si tratta di un principiante, e, giustamente, gli pagherà una tariffa adatta a chi è alle prime armi.


Le agenzie serie non assegnano a principianti progetti a tariffe ridotte. Lavorano per committenti esigenti che pretendono qualità. Le agenzie serie sanno che quando si risparmia sul traduttore si spende il doppio sul revisore, con il problema che una traduzione rattoppata non sarà mai buona come una ben fatta in partenza.


Tutto ciò, del resto, è avvenuto anche per noi, sebbene noi abbiamo rimosso pure questo...)
.


Non per me. Come già detto, ho seguito un tirocinio che mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto realizzare di essere MOLTO meno bravo di quanto pensassi, poiché ci sono problematiche in questo mestiere che, senza averlo fatto prima, non si possono neanche immaginare lontanamente. Per quanto mi riguarda renderei il periodo di tirocinio obbligatorio per legge.

Saluti


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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Qualche chiarimento Aug 1, 2013

Ciao Luca,

Ti ringrazio molto per la risposta e, innanzitutto, spero che tu abbia capito che, come ho specificato più volte nel mio precedente intervento, non si trattava di un attacco rivolto a te personalmente, ma ai "miti" che ho cercato di descrivere.

Inoltre, spero tu abbia capito che alcune parti della descrizione dei miti contenevano alcune iperboli giustificate dall'indispensabile ironia con la quale ho effettuato tale esposizione (come ad esempio l'auspicio che i principianti chiedano tariffe persino più alte di quelle dei professionisti affermati).

Nel tuo post, però, sembri ignorare alcune parti del mio testo, citando solo alcuni passaggi che tu ritieni più convenienti al tuo discorso.

Può darsi, infatti, che ti siano sfuggiti dei passi che ho aggiunto in seguito al mio post. Soprattutto, sembri non aver tenuto conto dei punti in cui ribadisco che le mie osservazioni sono di carattere generale e che voglio solo aprire gli occhi a chi, senza volerlo, è vittima di questi miti. E, inoltre, forse non hai fatto in tempo a leggere la parte più recente, in cui dico che, nella mia descrizione del percorso professionale dei traduttori, credo di aver incluso con buona approssimazione la maggior parte dei casi, e che chiunque dica "per me non è stato / non è così" rappresenta comunque un'eccezione che non contraddice il quadro generale.

In particolare, hai sorvolato sul punto in cui dico che il cosiddetto "tutor" del traduttore è in realtà una figura "fantastica" che fa parte integrante dei miti relativi ai principianti. Infatti, come ho scritto in quel brano, a parte pochi filantropi, non credo che un traduttore affermato sarebbe disposto a lavorare in perdita, a meno che il principiante non rinunci al suo onorario, viste appunto le già esigue tariffe che, nella realtà, vengono pagate a chi è alle prime armi.

E veniamo infatti al fulcro di tutto il discorso e di uno dei suddetti miti principali. Infatti, se ho capito bene quanto hai scritto, tu sembri ribadire che, secondo te, i principianti non devono essere pagati a tariffe basse, o che comunque le agenzie serie non lo fanno. Ed è infatti proprio qui che sembri riproporre un punto saliente del mito in questione, perché sembri esprimere più un auspicio che descrivere la realtà, che, come sappiamo, è ben diversa.

Ma, per sfatare il mito, basterebbe ricordare un principio logico di buon senso, per cui un'agenzia non potrà mai pagare a un traduttore principiante una tariffa uguale a quella del traduttore affermato. E nonostante io vada ripetendo da sempre questo principio di logica elementare, ormai, come già accennato, mi sono quasi stancato di farlo. Ci sono infatti ancora decine di colleghi che continuano imperterriti a riproporre il suddetto incredibile mito per cui il principiante deve assolutamente iniziare a tariffe uguali a quelle del professionista navigato. Molti, addirittura, avendo appunto operato una vera "rimozione freudiana" del periodo della loro "gavetta", si sono talmente convinti di questo mito da sostenere che le cose sarebbero andate così anche per loro!...

Come accennato, invece, la realtà è ben diversa, e, purtroppo, è ben peggiore del suddetto principio di logica e buon senso, che pure occorrerebbe tener presente. Infatti, sappiamo già bene quanto siano misere le tariffe che vengono pagate dalla maggior parte delle agenzie persino ai traduttori affermati, figurarsi quelle che vengono pagate ai principianti!...

Ebbene, non volevo citare di nuovo la mia esperienza personale di formazione, ma stavolta non posso proprio farne a meno. Visto che stiamo parlando del percorso iniziale dei traduttori, se dovessi raccontare il mio nei dettagli, credo che i nostri colleghi lettori si metterebbero davvero le mani nei capelli… Mi limiterò perciò a descrivere gli aspetti salienti, ed ometterò soprattutto molti particolari che contribuirebbero a rendere il quadro generale ancor più sconfortante... Ho infatti iniziato lavorando da casa, e per ben quattro anni, con un unico cliente, una piccolissima agenzia della mia zona che, effettivamente, mi ha consentito di accumulare un grosso bagaglio di esperienza, perché, bontà loro, i responsabili mi rimandavano i testi con le loro correzioni, in modo che potessi migliorare osservando i miei errori. Per di più, assicuravano un volume di lavoro quasi sempre ampio e continuo, ed ecco perché potevo permettermi di lavorare unicamente con loro. Solo che, se rivelassi le tariffe che quelle persone mi pagavano (e che hanno aumentato solo in modo infimo dopo il primo anno, avendo ammesso il mio miglioramento), ti assicuro che si scatenerebbe davvero un putiferio…

Solo poco a poco, dopo aver finalmente lasciato quel primo cliente, ho iniziato ad ampliare l'orizzonte dei committenti, contattandone sempre di migliori. E ciò è avvenuto soprattutto grazie ad una brava collega, che mi ha davvero aperto gli occhi sullo sfruttamento incredibile che da anni subivo da quell'agenzia. Questa collega (alla quale sono tuttora molto grato), mi ha fatto capire che, al di fuori di quelle persone, esisteva tutto un mondo di clienti, che pagavano anche ben altre tariffe ai traduttori... Io, invece, fino a quel momento, lavorando esclusivamente per quell'agenzia, ero quasi come un galeotto nato in carcere, che non sa neppure che esista il mondo esterno. E infatti, per moltissimo tempo sono stato convinto che quella che mi pagavano fosse persino una tariffa adeguata!...

Inoltre, una buona parte dei progressi fatti in quel periodo la devo anche a ProZ, con le informazioni e i consigli utilissimi che fornisce continuamente a tutti noi, anche in questo forum.

Per ritornare al tuo discorso, hai fatto anche accenno ad "agenzie serie" che non intenderebbero andare in perdita spendendo più nella revisione che nella traduzione, e che quindi non utilizzerebbero i principianti. Non vedo, allora, in che modo questi ultimi possano iniziare la loro attività, se dovrà esserci sempre un momento in cui un traduttore inizia a lavorare interagendo con dei committenti. A questo proposito hai citato un periodo di tirocinio, ma non vedo come si concili con la tua affermazione precedente. Poi sembri persino contraddirti sottolineando che le buone agenzie affidano sempre la revisione a un traduttore molto esperto, soprattutto quando si tratta di lavori svolti da principianti.

Ora, innanzitutto, le agenzie serie, come vediamo, sono purtroppo sempre più poche. Vediamo infatti che sono ormai una miriade le agenzie che, per risparmiare, affidano lavori grossi e impegnativi anche ai principianti (o comunque a traduttori incompetenti che si svendono), e, naturalmente, a tariffe non certo elevatissime. Infatti, al contrario di quanto tu dici riguardo alle "agenzie serie", moltissime agenzie, anche di alto livello, preferiscono ormai spendere pochissimo per ottenere delle traduzioni volutamente scadenti, in modo da caricare poi la maggior parte dello sforzo lavorativo sui revisori. E ce ne accorgiamo tutti per diversi lavori di revisione su testi in condizioni pietose che, come apprendiamo anche nel forum, ci vengono affidati sempre più spesso da molte agenzie.

Sembrerebbe che, come tu dici, puntare tutto sul revisore non sia conveniente per le agenzie. Evidentemente, invece, molte agenzie, avendo fatto i loro conti, hanno concluso che questa strategia è conveniente: è probabile, infatti, che paghino pochissimo anche i revisori, e che molti revisori anche bravi, purtroppo, si svendano come al solito… E la riprova di ciò, nel mio caso, sta nel numero sempre più esiguo di lavori di revisione che ricevo: evidentemente, cercando io di mantenere delle tariffe di revisione adeguate, non sono per nulla conveniente per la maggior parte delle agenzie, che "sciamano" subito verso i suddetti revisori a buon mercato…

Riguardo invece al periodo di tirocinio cosiddetto "in house", come è avvenuto nel tuo caso, anch'io l'ho sempre considerato un ottimo strumento di formazione per i traduttori, ma purtroppo non è sempre realizzabile, per vari motivi. Sappiamo bene, infatti, a quale livello di sfruttamento si arrivi anche in questi casi, come purtroppo, nel nostro paese, avviene del resto anche per tirocini e praticantati delle altre professioni. Rendere poi obbligatorio il tirocinio dei traduttori, come tu hai auspicato, non risolverebbe quindi il problema dello sfruttamento. Infatti, le altre professioni hanno tirocini obbligatori, ma ugualmente oggetto di un bieco sfruttamento, con il malcapitato tirocinante che, in molti casi, è costretto a lavorare completamente gratis. E la stessa cosa avviene appunto per molti traduttori.

Inoltre, un'eventuale obbligatorietà del tirocinio, molto probabilmente sarebbe possibile solo con la costituzione del tanto discutibile "albo", imponendo perciò, attraverso di esso, tutta una serie di norme e di restrizioni alla nostra professione. Ora, innanzitutto, le restrizioni derivanti da un albo sarebbero per il nostro settore un vero "rimedio peggiore del male", oltre ad essere in gran parte inutili o impraticabili, soprattutto al giorno d'oggi. E non sono solo io a pensarla così, ma la stragrande maggioranza dei traduttori. Inoltre, come pure sappiamo, un nostro albo sarebbe oggi quanto di più anacronistico possa esistere, visto l'orientamento attuale di liberalizzazione e lotta ai privilegi corporativi che, se mai, va verso l'abolizione di quasi tutti gli ordini e albi vari (sebbene questa giusta strategia faccia ancora fatica a prendere piede, dato il potere ancora altissimo di caste e lobby di ogni genere nel nostro paese…).

Ora, però, credo che di tutto sia il caso di parlare in questa discussione, tranne che dell'albo, benché sia proprio questo l'altro grande mito del nostro settore (forse il più grande) che prima avevo dimenticato di elencare. Sappiamo però bene che si tratta di un argomento già di per sé sviscerato e dibattuto finora in mille modi e in infinite discussioni, e che certamente non è il caso di riproporre in questa sede.

Quindi, per ritornare al tema in questione, non è detto che il percorso di formazione di un principiante debba per forza realizzarsi con un tirocinio "in house" e per di più obbligatorio. E ciò non solo per i motivi appena esposti, ma anche per il fatto che, come sappiamo, una delle caratteristiche sicuramente più belle e interessanti della nostra professione è la sua grande varietà, anche nelle modalità di formazione, compresi gli studi universitari. E risparmio qui la descrizione minuziosa di altri "miti minori", relativi proprio alla formazione traduttiva, che spero siano scomparsi o stiano scomparendo, come quello che prefigurava, per un buon traduttore, un percorso universitario di tipo solo linguistico, se non addirittura limitato esclusivamente a una facoltà o scuola di traduzione (per non parlare poi, di un altro mito del tutto opposto e completamente "autodistruttivo" per il nostro settore, che recentemente sembra purtroppo fare capolino qua e là, e per il quale il bravo traduttore dovrebbe essere solo un ingegnere, medico, avvocato, ecc., ma mai un traduttore "tout court"…). Come ripeto abbastanza spesso, infatti, esistono nella traduzione, tanti percorsi diversi, già a partire dal tipo di studi, ma ciò che conta è solo il punto di arrivo, cioè la qualità del testo tradotto.

Di conseguenza, è normale che anche la formazione professionale del traduttore possa avvenire in diversi modi: l'importante è che il risultato finale sia positivo. In ogni caso, qualora non si riuscisse a trovare un tirocinio o periodo di praticantato "in-house" in cui il tirocinante non venisse bassamente sfruttato, in genere una buona formazione potrebbe svolgersi iniziando direttamente come freelance, ma con clienti seri e coscienziosi, che svolgano o facciano svolgere sempre una buona revisione. Inoltre, questi clienti dovrebbero inviare in un primo momento dei lavori più semplici, e continuare poi con livelli graduali di difficoltà, in proporzione all'esperienza via via acquisita dal traduttore. E, naturalmente, dopo ogni revisione, dovrebbero inviare sempre il testo corretto, in modo che il traduttore possa sempre imparare dagli errori commessi. Si tratta in parte di ciò è accaduto per me, ma, naturalmente, in questo caso il traduttore alle prime armi dovrebbe ottenere tariffe quanto meno dignitose, sebbene, naturalmente, non ancora uguali a quelle di un traduttore affermato.

Allo stesso tempo, pur essendo difficile, per i motivi già esposti prima, iniziare una collaborazione con una sorta di "tutor" (ma ben vengano, naturalmente, i pochi casi fortunati), potrà essere sempre molto utile, per un giovane traduttore, il confronto con colleghi più esperti, per ottenere via via consigli e indicazioni sul piano stilistico e terminologico, nonché, appunto, sull'aspetto ugualmente essenziale delle tariffe.

A presto e buona giornata a tutte/i,

Gaetano


[Modificato alle 2013-08-02 11:03 GMT]


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Miky mi
TOPIC STARTER
Incrocio le dita Aug 3, 2013

Grazie a tutti per le risposte,

ho risposto alla mail dell'agenzia, anche se fin'ora non si sono fatti sentire...

aspetto con ansia prima di rivolgermi ad altre eventuali società..dico con ansia perchè vorrei davvero cominciare a entrare in questo mondo, ed è ciò per cui ho studiato (come disponibilità di inizio lavoro ho messo il mese prima della laurea...insomma, con lezioni ed esami già finiti sarei un "già laureato in attesa solo di discussione", per dare l'idea)...speriamo. Vi aggiornerò, anche se non sono molto ottimista...


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annagiuliam  Identity Verified
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quello che ho fatto io Aug 7, 2013

Ciao Miky,
sono una traduttrice freelance giovane e ho aperto la partita IVA solo l'anno scorso.

Quello che posso consigliarti è di non iniziare immediatamente a proporti come traduttore, ma magari proporti alle agenzie per fare uno stage al loro interno.
Io 4 anni fa, appena finiti gli studi, ho iniziato uno stage in un'agenzia di Berlino, dove poi sono rimasta come tradutrice interna per quasi un anno.
Questa soluzione ha innumerevoli vantaggi:
-se sei all'estero migliori le tue competenze linguistiche
-ti insegnano a usare i CAT-tool senza dover andare per tentativi con miseri risultati
-impari a tradurre dapprima revisionando traduzioni di altri traduttori, e poi piano piano iniziando anche tu a fare le tue piccole traduzioni. Io ho iniziato traducendo una riga di 7 parole!
-guardi come funziona un'agenzia dall'interno, senti i commenti dei project manager e degli altri traduttori e inizi a farti un'idea delle tariffe praticate.

Ho consigliato questo percorso anche a una mia amica/collega e anche lei ne è rimasta molto soddisfatta, almeno non vai allo sbaraglio esssendo alle prime armi!

In bocca al lupo!


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Angie I
Italy
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sante, santissime parole! Aug 7, 2013

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:

Ciao Luca,

Ti ringrazio molto per la risposta e, innanzitutto, spero che tu abbia capito che, come ho specificato più volte nel mio precedente intervento, non si trattava di un attacco rivolto a te personalmente, ma ai "miti" che ho cercato di descrivere.

Inoltre, spero tu abbia capito che alcune parti della descrizione dei miti contenevano alcune iperboli giustificate dall'indispensabile ironia con la quale ho effettuato tale esposizione (come ad esempio l'auspicio che i principianti chiedano tariffe persino più alte di quelle dei professionisti affermati).

Nel tuo post, però, sembri ignorare alcune parti del mio testo, citando solo alcuni passaggi che tu ritieni più convenienti al tuo discorso.

Può darsi, infatti, che ti siano sfuggiti dei passi che ho aggiunto in seguito al mio post. Soprattutto, sembri non aver tenuto conto dei punti in cui ribadisco che le mie osservazioni sono di carattere generale e che voglio solo aprire gli occhi a chi, senza volerlo, è vittima di questi miti. E, inoltre, forse non hai fatto in tempo a leggere la parte più recente, in cui dico che, nella mia descrizione del percorso professionale dei traduttori, credo di aver incluso con buona approssimazione la maggior parte dei casi, e che chiunque dica "per me non è stato / non è così" rappresenta comunque un'eccezione che non contraddice il quadro generale.

In particolare, hai sorvolato sul punto in cui dico che il cosiddetto "tutor" del traduttore è in realtà una figura "fantastica" che fa parte integrante dei miti relativi ai principianti. Infatti, come ho scritto in quel brano, a parte pochi filantropi, non credo che un traduttore affermato sarebbe disposto a lavorare in perdita, a meno che il principiante non rinunci al suo onorario, viste appunto le già esigue tariffe che, nella realtà, vengono pagate a chi è alle prime armi.

E veniamo infatti al fulcro di tutto il discorso e di uno dei suddetti miti principali. Infatti, se ho capito bene quanto hai scritto, tu sembri ribadire che, secondo te, i principianti non devono essere pagati a tariffe basse, o che comunque le agenzie serie non lo fanno. Ed è infatti proprio qui che sembri riproporre un punto saliente del mito in questione, perché sembri esprimere più un auspicio che descrivere la realtà, che, come sappiamo, è ben diversa.

Ma, per sfatare il mito, basterebbe ricordare un principio logico di buon senso, per cui un'agenzia non potrà mai pagare a un traduttore principiante una tariffa uguale a quella del traduttore affermato. E nonostante io vada ripetendo da sempre questo principio di logica elementare, ormai, come già accennato, mi sono quasi stancato di farlo. Ci sono infatti ancora decine di colleghi che continuano imperterriti a riproporre il suddetto incredibile mito per cui il principiante deve assolutamente iniziare a tariffe uguali a quelle del professionista navigato. Molti, addirittura, avendo appunto operato una vera "rimozione freudiana" del periodo della loro "gavetta", si sono talmente convinti di questo mito da sostenere che le cose sarebbero andate così anche per loro!...

Come accennato, invece, la realtà è ben diversa, e, purtroppo, è ben peggiore del suddetto principio di logica e buon senso, che pure occorrerebbe tener presente. Infatti, sappiamo già bene quanto siano misere le tariffe che vengono pagate dalla maggior parte delle agenzie persino ai traduttori affermati, figurarsi quelle che vengono pagate ai principianti!...

Ebbene, non volevo citare di nuovo la mia esperienza personale di formazione, ma stavolta non posso proprio farne a meno. Visto che stiamo parlando del percorso iniziale dei traduttori, se dovessi raccontare il mio nei dettagli, credo che i nostri colleghi lettori si metterebbero davvero le mani nei capelli… Mi limiterò perciò a descrivere gli aspetti salienti, ed ometterò soprattutto molti particolari che contribuirebbero a rendere il quadro generale ancor più sconfortante... Ho infatti iniziato lavorando da casa, e per ben quattro anni, con un unico cliente, una piccolissima agenzia della mia zona che, effettivamente, mi ha consentito di accumulare un grosso bagaglio di esperienza, perché, bontà loro, i responsabili mi rimandavano i testi con le loro correzioni, in modo che potessi migliorare osservando i miei errori. Per di più, assicuravano un volume di lavoro quasi sempre ampio e continuo, ed ecco perché potevo permettermi di lavorare unicamente con loro. Solo che, se rivelassi le tariffe che quelle persone mi pagavano (e che hanno aumentato solo in modo infimo dopo il primo anno, avendo ammesso il mio miglioramento), ti assicuro che si scatenerebbe davvero un putiferio…

Solo poco a poco, dopo aver finalmente lasciato quel primo cliente, ho iniziato ad ampliare l'orizzonte dei committenti, contattandone sempre di migliori. E ciò è avvenuto soprattutto grazie ad una brava collega, che mi ha davvero aperto gli occhi sullo sfruttamento incredibile che da anni subivo da quell'agenzia. Questa collega (alla quale sono tuttora molto grato), mi ha fatto capire che, al di fuori di quelle persone, esisteva tutto un mondo di clienti, che pagavano anche ben altre tariffe ai traduttori... Io, invece, fino a quel momento, lavorando esclusivamente per quell'agenzia, ero quasi come un galeotto nato in carcere, che non sa neppure che esista il mondo esterno. E infatti, per moltissimo tempo sono stato convinto che quella che mi pagavano fosse persino una tariffa adeguata!...

Inoltre, una buona parte dei progressi fatti in quel periodo la devo anche a ProZ, con le informazioni e i consigli utilissimi che fornisce continuamente a tutti noi, anche in questo forum.

Per ritornare al tuo discorso, hai fatto anche accenno ad "agenzie serie" che non intenderebbero andare in perdita spendendo più nella revisione che nella traduzione, e che quindi non utilizzerebbero i principianti. Non vedo, allora, in che modo questi ultimi possano iniziare la loro attività, se dovrà esserci sempre un momento in cui un traduttore inizia a lavorare interagendo con dei committenti. A questo proposito hai citato un periodo di tirocinio, ma non vedo come si concili con la tua affermazione precedente. Poi sembri persino contraddirti sottolineando che le buone agenzie affidano sempre la revisione a un traduttore molto esperto, soprattutto quando si tratta di lavori svolti da principianti.

Ora, innanzitutto, le agenzie serie, come vediamo, sono purtroppo sempre più poche. Vediamo infatti che sono ormai una miriade le agenzie che, per risparmiare, affidano lavori grossi e impegnativi anche ai principianti (o comunque a traduttori incompetenti che si svendono), e, naturalmente, a tariffe non certo elevatissime. Infatti, al contrario di quanto tu dici riguardo alle "agenzie serie", moltissime agenzie, anche di alto livello, preferiscono ormai spendere pochissimo per ottenere delle traduzioni volutamente scadenti, in modo da caricare poi la maggior parte dello sforzo lavorativo sui revisori. E ce ne accorgiamo tutti per diversi lavori di revisione su testi in condizioni pietose che, come apprendiamo anche nel forum, ci vengono affidati sempre più spesso da molte agenzie.

Sembrerebbe che, come tu dici, puntare tutto sul revisore non sia conveniente per le agenzie. Evidentemente, invece, molte agenzie, avendo fatto i loro conti, hanno concluso che questa strategia è conveniente: è probabile, infatti, che paghino pochissimo anche i revisori, e che molti revisori anche bravi, purtroppo, si svendano come al solito… E la riprova di ciò, nel mio caso, sta nel numero sempre più esiguo di lavori di revisione che ricevo: evidentemente, cercando io di mantenere delle tariffe di revisione adeguate, non sono per nulla conveniente per la maggior parte delle agenzie, che "sciamano" subito verso i suddetti revisori a buon mercato…

Riguardo invece al periodo di tirocinio cosiddetto "in house", come è avvenuto nel tuo caso, anch'io l'ho sempre considerato un ottimo strumento di formazione per i traduttori, ma purtroppo non è sempre realizzabile, per vari motivi. Sappiamo bene, infatti, a quale livello di sfruttamento si arrivi anche in questi casi, come purtroppo, nel nostro paese, avviene del resto anche per tirocini e praticantati delle altre professioni. Rendere poi obbligatorio il tirocinio dei traduttori, come tu hai auspicato, non risolverebbe quindi il problema dello sfruttamento. Infatti, le altre professioni hanno tirocini obbligatori, ma ugualmente oggetto di un bieco sfruttamento, con il malcapitato tirocinante che, in molti casi, è costretto a lavorare completamente gratis. E la stessa cosa avviene appunto per molti traduttori.

Inoltre, un'eventuale obbligatorietà del tirocinio, molto probabilmente sarebbe possibile solo con la costituzione del tanto discutibile "albo", imponendo perciò, attraverso di esso, tutta una serie di norme e di restrizioni alla nostra professione. Ora, innanzitutto, le restrizioni derivanti da un albo sarebbero per il nostro settore un vero "rimedio peggiore del male", oltre ad essere in gran parte inutili o impraticabili, soprattutto al giorno d'oggi. E non sono solo io a pensarla così, ma la stragrande maggioranza dei traduttori. Inoltre, come pure sappiamo, un nostro albo sarebbe oggi quanto di più anacronistico possa esistere, visto l'orientamento attuale di liberalizzazione e lotta ai privilegi corporativi che, se mai, va verso l'abolizione di quasi tutti gli ordini e albi vari (sebbene questa giusta strategia faccia ancora fatica a prendere piede, dato il potere ancora altissimo di caste e lobby di ogni genere nel nostro paese…).

Ora, però, credo che di tutto sia il caso di parlare in questa discussione, tranne che dell'albo, benché sia proprio questo l'altro grande mito del nostro settore (forse il più grande) che prima avevo dimenticato di elencare. Sappiamo però bene che si tratta di un argomento già di per sé sviscerato e dibattuto finora in mille modi e in infinite discussioni, e che certamente non è il caso di riproporre in questa sede.

Quindi, per ritornare al tema in questione, non è detto che il percorso di formazione di un principiante debba per forza realizzarsi con un tirocinio "in house" e per di più obbligatorio. E ciò non solo per i motivi appena esposti, ma anche per il fatto che, come sappiamo, una delle caratteristiche sicuramente più belle e interessanti della nostra professione è la sua grande varietà, anche nelle modalità di formazione, compresi gli studi universitari. E risparmio qui la descrizione minuziosa di altri "miti minori", relativi proprio alla formazione traduttiva, che spero siano scomparsi o stiano scomparendo, come quello che prefigurava, per un buon traduttore, un percorso universitario di tipo solo linguistico, se non addirittura limitato esclusivamente a una facoltà o scuola di traduzione (per non parlare poi, di un altro mito del tutto opposto e completamente "autodistruttivo" per il nostro settore, che recentemente sembra purtroppo fare capolino qua e là, e per il quale il bravo traduttore dovrebbe essere solo un ingegnere, medico, avvocato, ecc., ma mai un traduttore "tout court"…). Come ripeto abbastanza spesso, infatti, esistono nella traduzione, tanti percorsi diversi, già a partire dal tipo di studi, ma ciò che conta è solo il punto di arrivo, cioè la qualità del testo tradotto.

Di conseguenza, è normale che anche la formazione professionale del traduttore possa avvenire in diversi modi: l'importante è che il risultato finale sia positivo. In ogni caso, qualora non si riuscisse a trovare un tirocinio o periodo di praticantato "in-house" in cui il tirocinante non venisse bassamente sfruttato, in genere una buona formazione potrebbe svolgersi iniziando direttamente come freelance, ma con clienti seri e coscienziosi, che svolgano o facciano svolgere sempre una buona revisione. Inoltre, questi clienti dovrebbero inviare in un primo momento dei lavori più semplici, e continuare poi con livelli graduali di difficoltà, in proporzione all'esperienza via via acquisita dal traduttore. E, naturalmente, dopo ogni revisione, dovrebbero inviare sempre il testo corretto, in modo che il traduttore possa sempre imparare dagli errori commessi. Si tratta in parte di ciò è accaduto per me, ma, naturalmente, in questo caso il traduttore alle prime armi dovrebbe ottenere tariffe quanto meno dignitose, sebbene, naturalmente, non ancora uguali a quelle di un traduttore affermato.

Allo stesso tempo, pur essendo difficile, per i motivi già esposti prima, iniziare una collaborazione con una sorta di "tutor" (ma ben vengano, naturalmente, i pochi casi fortunati), potrà essere sempre molto utile, per un giovane traduttore, il confronto con colleghi più esperti, per ottenere via via consigli e indicazioni sul piano stilistico e terminologico, nonché, appunto, sull'aspetto ugualmente essenziale delle tariffe.

A presto e buona giornata a tutte/i,

Gaetano


[Modificato alle 2013-08-02 11:03 GMT]




Ti ringrazio personalmente per la tua sincerità. Condivido, approvo e quoto ogni parola!


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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Utilità dello stage Aug 7, 2013

annagiuliam wrote:

Ciao Miky,
sono una traduttrice freelance giovane e ho aperto la partita IVA solo l'anno scorso.

Quello che posso consigliarti è di non iniziare immediatamente a proporti come traduttore, ma magari proporti alle agenzie per fare uno stage al loro interno.
Io 4 anni fa, appena finiti gli studi, ho iniziato uno stage in un'agenzia di Berlino, dove poi sono rimasta come tradutrice interna per quasi un anno.
Questa soluzione ha innumerevoli vantaggi:
-se sei all'estero migliori le tue competenze linguistiche
-ti insegnano a usare i CAT-tool senza dover andare per tentativi con miseri risultati
-impari a tradurre dapprima revisionando traduzioni di altri traduttori, e poi piano piano iniziando anche tu a fare le tue piccole traduzioni. Io ho iniziato traducendo una riga di 7 parole!
-guardi come funziona un'agenzia dall'interno, senti i commenti dei project manager e degli altri traduttori e inizi a farti un'idea delle tariffe praticate.

Ho consigliato questo percorso anche a una mia amica/collega e anche lei ne è rimasta molto soddisfatta, almeno non vai allo sbaraglio esssendo alle prime armi!

In bocca al lupo!


Ciao Anna Giulia,

Non so se hai letto il mio post più recente, in cui parlavo diffusamente di tirocini e apprendistati vari (può essere di no, e ti capisco, per le sue dimensioni non certo esigue ). In ogni caso, credo che il suddetto discorso possa valere anche per gli stage: ben vengano se giustamente retribuiti, ma alla larga se sfruttati con tariffe da fame o persino non pagati. Spero, perciò, che, non avendo tu toccato, nel tuo post, questo punto cruciale, tu sottindendessi che debba trattarsi sempre di stage con retribuzione almeno "umana", e che tale sia stato anche quello svolto da te. Altrimenti, per quanto si possa disquisire sulla preziosa esperienza derivante da tirocini e stage, se poi questi ultimi sono pagati poco o nulla, all'atto pratico si riducono a null'altro che sfruttamento bell'e buono, per di più mascherato con i nomi più solenni e altisonanti...

Gaetano


[Modificato alle 2013-08-08 00:22 GMT]


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annagiuliam  Identity Verified
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Local time: 05:56
German to Italian
+ ...
sfruttamento Aug 7, 2013

Ciao Gaetano,

sì, ho sorvolato sul pagamento, sottintendendo che dovrebbe ovviamente essere retribuito.
Nel mio caso lo era, i primi mesi poco, ma poi con l'aumentare delle mie competenze sono arrivati diversi aumenti che mi hanno permesso di mantenermi senza problemi.
Condivido al tua visione appieno, ma con un po' di impegno non credo sia così complicato trovare uno stage retribuito.

Buon lavoro a tutti!


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Miky mi
TOPIC STARTER
Certo Aug 7, 2013

@ Annagiulia: in realtà ho già svolto uno stage non retribuito da traduttore, per quattro mesi...quindi concordo pienamente con la risposta di Gaetano: se si tratta di uno stage pagato non dico eccellentemente, ma in maniera accettabile, e che serva per fare esperienza, ben venga. Altrimenti nisba.

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