Cosa rispondete se non vogliono concedere la tariffa minima?
Thread poster: arianek
arianek
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Aug 14, 2013

Sempre più frequentemente i miei clienti mi dicono che non vogliono concedere la tariffa minima per lavori piccoli, nel mio caso meno di 150 parole, perché quella è la mia tariffa minima. Ovviamente per i loro clienti più "grossi" che danno regolarmente dei lavori. Provo sempre a rispondere con i soliti argomenti: il carico di lavoro è sempre maggiore delle 50-60 parole, perché per quei pochi euro (di cui in tasca rimangono meno del 40%) dovrei aprire il file, studiare bene il contenuto, fare in modo di adottare la terminologia già presente, essere sicura di capire il contesto, ecc. ecc. oltre a registrare il lavoretto, stampare magari un foglio di lavoro, firmarlo, scannerizzarlo ecc. ecc.
E' ovvio che anche l'agenzia sarà in perdita, perché per quel piccolo margine deve coprire la gestione e l'amministrazione. Probabilmente lo vedono come un favore ai loro clienti, ma perché dovrei fare io altrettanto? Tutte le altre categorie adottano una specie di minimo, perché non dovremo farlo noi? Quali argomenti utilizzate voi e come rispondete a questo tipo di richieste?


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
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Dipende dal cliente Aug 14, 2013

Io applico la tariffa minima sotto un certo livello di parole, esattamente come te, e ci rinuncio solo qualora i piccoli lavori siano rari e arrivino da un cliente che normalmente mi invia grossi volumi di lavoro, è gentile e mi paga puntualmente. Altrimenti preferisco rinunciare direttamente al cliente.

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marisa_pacilio
Austria
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piccoli lavori Aug 14, 2013

Per me, se si tratta di 50/60 parole, non val neppure la pena di aprire la posizione: ci metto piu´ tempo a redigere e inviare la fattura e registrarla in contabilita´
Se e´ un cliente che ha gia´ conferito precedenti incarichi, apprezza il favore; se e´ un nuovo cliente, ritengo possa essere un modo di fargli capire come lavoro.
Certo, in casi di cattive coincidenze ripetute (molti di questi piccoli lavori in un ristretto lasso di tempo) e magari in concomitanza con altri carichi di lavoro pesanti o impegni personali, la cosa si fa difficile e la rinuncia e´ quasi necessaria, sempre spiegando il perche´.
Se poi e´sempre lo stesso cliente (magari non cosi´ "buono") che ripetutamente chiede piccoli lavori, allora e´ necessario metterlo sull´avviso e eventualmente proporre un compenso cumulativo (con unica fattura) per piu´ piccoli lavori.
Sempre questione di "Feingefühl" e la capacita´ di difendere fermamente il proprio lavoro tenendo al contempo in considerazione le necessita´ dei clienti.


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Daniela Zambrini  Identity Verified
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come Giuseppina Aug 14, 2013

Se si tratta di una piccola traduzione per un buon cliente che abitualmente garantisce una mole di lavoro importante ogni tanto propongo un "regalo", ma faccio sempre notare che si tratta di un'eccezione che sono lieta di applicare in virtù dell'ottima collaborazione.

Altrimenti scatta il "no, grazie"

p.s. off-topic: Giuseppina, mi piace la tua nuova foto


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Anche moi;) Aug 14, 2013

Giuseppina Gatta, MA (Hons) wrote:

Io applico la tariffa minima sotto un certo livello di parole, esattamente come te, e ci rinuncio solo qualora i piccoli lavori siano rari e arrivino da un cliente che normalmente mi invia grossi volumi di lavoro, è gentile e mi paga puntualmente. Altrimenti preferisco rinunciare direttamente al cliente.


Nel caso di buoni clienti di vecchia data, anche gratis, o meglio, per farmi pagare 3-5 euro preferisco fare omaggio e (come dice Daniela) farglielo sapere


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Luca Tutino  Identity Verified
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come sopra, inoltre... Aug 14, 2013

... se il cliente insiste a inviare spesso piccoli progetti e non vuole una tariffa minima, propongo una tariffa base che possa rendere la collaborazione sufficientemente remunerativa. Di solito questo comporta un prezzo maggiorato del 30%, che raramente viene accettato - ma almeno se perdo il cliente so che non ho lasciato nulla di intentato.

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mrippa  Identity Verified
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Cosa rispondo? Aug 14, 2013

A parte quanto riportato da te, che hai inquadrato perfettamente il problema con:

arianek wrote:

il carico di lavoro è sempre maggiore delle 50-60 parole, perché per quei pochi euro (di cui in tasca rimangono meno del 40%) dovrei aprire il file, studiare bene il contenuto, fare in modo di adottare la terminologia già presente, essere sicura di capire il contesto, ecc. ecc. oltre a registrare il lavoretto, stampare magari un foglio di lavoro, firmarlo, scannerizzarlo ecc. ecc.


La registrazione del lavoretto da te indicata, è complementare alla fatturazione, una grossa seccatura per quanto mi riguarda. Alla quale sono poi legati gli adempimenti fiscali (il 60% che se ne va di cui scrivevi), l’eventuale marca da bollo, a seconda del metodo di pagamento o del Paese dove ha sede il cliente le eventuali commissioni per la transazione bancaria internazionale.
Se non ci sono altri lavori nel mese in corso per l'agenzia, potrebbe risultare una perdita netta (in termini di denaro, non parliamo del tempo) dall'emettere una fattura di pochi euro.

Ma soprattutto, rispondo facendo riferimento alla mia esperienza precedente.
Ho avuto (e ho) diversi clienti finali che dopo la traduzione di un manuale o di un altro documento sostanzioso si accorgevano di inesattezze della source e mandavano alle agenzie per cui lavoravo continui piccoli aggiornamenti e migliorie del testo.

Cosa legittima, che tra l’altro assicurava una buona documentazione, ma che ovviamente era lavoro, per me, per l’agenzia e per il cliente finale. Si arrivava ad avere fino a 5/6 piccoli aggiornamenti nel mese successivo alla traduzione del documento principale.

Anche le più riottose delle agenzie capivano allora che la minimum fee era un’opportunità non solo per il traduttore, ma anche per loro e la applicavano al cliente finale con reciproca soddisfazione.
O almeno si cercava di concentrare più aggiornamenti in un unico lavoro.

Altra cosa che faccio notare: in generale questi lavoretti, visto che sono di "piccolo volume", hanno scadenze molto ravvicinate, quindi magari devi interrompere un lavoro più consistente sul quale stavi lavorando per entrare nella terminologia e nello stile del lavoretto che ti viene chiesto di consegnare entro poche ore, per poi doverti riabituare al testo sul quale stavi lavorando in precedenza.

In genere è consigliabile (fondamentale) quando si iniziano i rapporti con l'agenzia, specificare assieme alle altre tariffe di traduzione, revisione, leverage, ecc., anche chiaramente la minimun fee.

Ah, ovviamente se mi viene chiesta occasionalmente la cortesia di tradurre una o due parole nel corpo del messaggio e-mail, senza aprire un elaboratore testi o un CAT, considero di buon gusto non farmi pagare: la prendo un po' come una domanda Kudoz, volta a migliorare i rapporti con l'agenzia.




[Edited at 2013-08-14 14:06 GMT]


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Grazie Aug 15, 2013

Daniela Zambrini wrote:

Se si tratta di una piccola traduzione per un buon cliente che abitualmente garantisce una mole di lavoro importante ogni tanto propongo un "regalo", ma faccio sempre notare che si tratta di un'eccezione che sono lieta di applicare in virtù dell'ottima collaborazione.

Altrimenti scatta il "no, grazie"

p.s. off-topic: Giuseppina, mi piace la tua nuova foto




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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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"concedere" è il verbo sbagliato Aug 15, 2013

arianek wrote:
Sempre più frequentemente i miei clienti mi dicono che non vogliono concedere la tariffa minima per lavori piccoli,

Parti dal punto di vista sbagliato: non sono le agenzie che, bontà loro, "concedono" la tariffa minima: devi essere tu che la imponi, in base alle condizioni che ritieni più opportune.

Provo sempre a rispondere con i soliti argomenti

Non vedo perché senti il bisogno di spiegare alle agenzie il perché della tua tariffa minima: le agenzie le ragioni per le tariffe minime le conoscono già perfettamente (e impongono tariffe minime ai loro di clienti)

E' ovvio che anche l'agenzia sarà in perdita, perché per quel piccolo margine deve coprire la gestione e l'amministrazione.

No, non è ovvio per niente: le agenzie ai loro clienti le tariffe minime normalmente le applicano.

Ora, anch'io, per certi buoni clienti, per una singola frase o meno non applico la tariffa minima e fornisco la traduzione direttamente nel corpo dell'e-mail, senza contabilizzare niente.

Se si tratta di più di una frase, se devo aprire il mio CAT tool o se devo fornire la traduzione in un file separato, anche per due parole scatta la tariffa minima (pari a un'ora di lavoro).


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arianek
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TOPIC STARTER
hai voglia di imporre... Aug 16, 2013

Per replicare a Riccardo: non posso imporre proprio niente se ricevo mail di questo genere dai miei clienti:
"Come forse già sapete, in questo ultimo periodo abbiamo accettato di non applicare le tariffe minime per i progetti di clienti specifici che hanno iniziato a pagare a noi il numero reale di parole tradotte, invece della tariffa minima.

Questa è una tendenza generale del settore al giorno d'oggi e si traduce nella necessità per noi di chiedere ai nostri traduttori di fare lo stesso e di interrompere l'applicazione della tariffa minima, quando si lavora per i seguenti clienti diretti / indiretti:"

oppure:

"il flusso di lavoro è continuo e costante nel tempo e per questi clienti non adottiamo MINIMUM FEE. Non è la nostra politica. Lo facciamo invece con clienti SPOT che ci mandano un lavoro all'anno senza continuità. Sinceramente nessuno dei nostri traduttori applica la minimum fee perchè sanno che un piccolo progetto viene compensato da uno più grande, successivo o precedente."

Devo purtroppo constatare che ormai sta diventando una "politica", perché non vorrei che fosse vero quello che lasci intendere: che applicano comunque la minimum fee e a noi traduttori corrispondono soltanto il numero delle parole tradotte effettivamente.

per rispondere a tutti gli altri: è ovvio che anch'io penso di avere quel "Feingefühl" di cui parla Marisa. So quando non applicare niente perché mi va, il cliente mi è simpatico, perché davvero non mi costa fatica, oppure aggiungo arrotondando ad un lavoro precedente o successivo. Si tratta invece di quei casi in cui la tariffa minima è più che giustificata, fossero soltanto 30/40 parole, perché ti costringe ad aprire il CAT, studiare il contesto, la terminologia, oltre alla gestione amministrativa ecc. ecc.

Ecco, in quei casi non so impormi, anche se conoscono benissimo la mia tariffa minima (150 parole). Una volta (parlo di più di 15 anni fa) riuscivo ad avere la cartella come tariffa minima (circa 210 parole), ma mai la tariffa di un'ora che applica Riccardo (che nel mio caso corrisponde a 300 parole), mi risponderebbero: "ma dove vivi?"

Per tornare alla mia domanda principale: "Come rispondete se non vogliono concedere la tariffa minima?, volevo sapere se vi conformate a quanto praticamente imposto dalle agenzie oppure se avete qualche bel argomento per opporvi.


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Chiara Santoriello  Identity Verified
Italy
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Tariffa minima Aug 20, 2013

La mia tariffa minima è valida per lavori inferiori a 1 cartella vale a dire 220 parole circa. Se sono 2 parole o 200 il cliente paga la stessa tariffa.

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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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"Dove vivi"? - piuttosto, che clienti hai! Aug 20, 2013

arianek wrote:

Per replicare a Riccardo: non posso imporre proprio niente se ricevo mail di questo genere dai miei clienti:

"Come forse già sapete, in questo ultimo periodo abbiamo accettato di non applicare le tariffe minime per i progetti di clienti specifici che hanno iniziato a pagare a noi il numero reale di parole tradotte, invece della tariffa minima.

Questa è una tendenza generale del settore al giorno d'oggi e si traduce nella necessità per noi di chiedere ai nostri traduttori di fare lo stesso e di interrompere l'applicazione della tariffa minima, quando si lavora per i seguenti clienti diretti / indiretti:"

oppure:

"il flusso di lavoro è continuo e costante nel tempo e per questi clienti non adottiamo MINIMUM FEE. Non è la nostra politica. Lo facciamo invece con clienti SPOT che ci mandano un lavoro all'anno senza continuità. Sinceramente nessuno dei nostri traduttori applica la minimum fee perchè sanno che un piccolo progetto viene compensato da uno più grande, successivo o precedente."


Risposte a questi clienti: "Come azienda siete ovviamente liberi di applicare qualsiasi politica desideriate ai vostri clienti. Ai miei clienti (compresi voi) io applico le mie di politiche... che comprendono l'addebito di una tariffa minima uguale a X per ogni lavoro di dimensione inferiore a Y"

Devo purtroppo constatare che ormai sta diventando una "politica", perché non vorrei che fosse vero quello che lasci intendere: che applicano comunque la minimum fee e a noi traduttori corrispondono soltanto il numero delle parole tradotte effettivamente.


Non è possibile sapere quello che fanno tutti (salvo provare a chiedere un preventivo fingendosi clienti, magari - cosa però che è eticamente dubbia). Ma sono sicuro che è quello che fanno molti.


Ecco, in quei casi non so impormi, anche se conoscono benissimo la mia tariffa minima (150 parole). Una volta (parlo di più di 15 anni fa) riuscivo ad avere la cartella come tariffa minima (circa 210 parole), ma mai la tariffa di un'ora che applica Riccardo (che nel mio caso corrisponde a 300 parole), mi risponderebbero: "ma dove vivi?"


Io invece ti domando: "ma che clienti hai?" - In ventott'anni di carriera di agenzie che non volevano pagare la tariffa minima ne avrò incontrate giusto una manciata (e ovviamente non sono diventati clienti). Ogni anno arriva qualche cliente nuovo, e mai ho difficoltà ad ottenere da loro di accettare la tariffa minima.

Per tornare alla mia domanda principale: "Come rispondete se non vogliono concedere la tariffa minima?, volevo sapere se vi conformate a quanto praticamente imposto dalle agenzie oppure se avete qualche bel argomento per opporvi.


Se non vogliono pagarti la tariffa minima, non accettarli come clienti.


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arianek
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TOPIC STARTER
ci proverò.. Aug 20, 2013

Grazie, Riccardo, quelli erano i suggerimenti che cercavo. Proverò a vedere come reagiscono quando rispondo come te. Il fenomeno che ho descritto è comunque recente, altrimenti non avrei scritto questo topic. Anch'io faccio questo lavoro da 29 anni e finora non ho mai avuto problemi ad "impormi" (a parte che con la transizione da cartella a parola, una decina di anni fa (parlo di agenzie italiane), ci ho rimesso già parecchio, da 1 cartella a 150 parole). Posso dirti che si tratta di agenzie medie-grandi che traducono per clienti importanti molti manuali in una ventina di lingue. Magari non hanno voglia di presentare per ogni 3 righe di aggiunte/modifiche una fattura di mille euro, non ho idea, ma non trovo giusto che la loro scelta si ribalti su di noi. Sono clienti già acquisiti da anni, che prima pagavano senza fiatare la mia tariffa minima e che ora hanno cambiato politica. Visto che sono clienti "importanti", ho una certa difficoltà a rispondere come suggerisci tu, ma ci proverò..

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Chiara Santoriello  Identity Verified
Italy
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Forse dimentichi che... Aug 20, 2013

arianek wrote:


Per tornare alla mia domanda principale: "Come rispondete se non vogliono concedere la tariffa minima?, volevo sapere se vi conformate a quanto praticamente imposto dalle agenzie oppure se avete qualche bel argomento per opporvi.


Scusa Arianek,

forse dimentichi che sei tu il fornitore ed è tuo diritto imporre le tue condizioni. Basterebbe rispondere che le condizioni le fa il fornitore e non il cliente e se non si arriva a un accordo o si lascia o si cerca di negoziare.


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
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Member (2003)
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In alcuni casi certi clienti bisogna lasciarli per strada Aug 20, 2013

arianek wrote:

Grazie, Riccardo, quelli erano i suggerimenti che cercavo. Proverò a vedere come reagiscono quando rispondo come te. Il fenomeno che ho descritto è comunque recente, altrimenti non avrei scritto questo topic. Anch'io faccio questo lavoro da 29 anni e finora non ho mai avuto problemi ad "impormi" (a parte che con la transizione da cartella a parola, una decina di anni fa (parlo di agenzie italiane), ci ho rimesso già parecchio, da 1 cartella a 150 parole). Posso dirti che si tratta di agenzie medie-grandi che traducono per clienti importanti molti manuali in una ventina di lingue. Magari non hanno voglia di presentare per ogni 3 righe di aggiunte/modifiche una fattura di mille euro, non ho idea, ma non trovo giusto che la loro scelta si ribalti su di noi. Sono clienti già acquisiti da anni, che prima pagavano senza fiatare la mia tariffa minima e che ora hanno cambiato politica. Visto che sono clienti "importanti", ho una certa difficoltà a rispondere come suggerisci tu, ma ci proverò..


Quando i clienti iniziano a cambiare le carte in tavola bisogna anche essere in grado di abbandonarli per strada. Gli si dice che a prescindere di cosa loro fanno con i loro di clienti, noi manteniamo la tariffa minima.

Se non ne vogliono sapere, gli si inizia a rifiutare i progetti: dapprima magari solo quelli che richiederebbero la tariffa minima (dicendo loro magari qualcosa come "...capisco la vostra posizione. Questo significa, però, che non posso accettare il progetto. Chiamatemi comunque ancora quando avrete altri progetti per i quali vi potete permettere la tariffa minima...").

E poi, appena possibile, anche gli altri ("... grazie per esservi rivolti a me per questo progetto. Purtroppo non posso accettarlo, perché sono impegnata con altri progetti per altri clienti fino a [data X, nel futuro]. Ne approfitto per mandarvi le mie nuove tariffe aggiornate. Come potete vedere ho aumentato la tariffa a parola da X a Y, e la mia nuova tariffa minima (pari a un'ora di lavoro) da W a Z").

Bisogna ricordarsi: le agenzie di traduzione, senza traduttori, non sorpavvivono. I traduttori, senza le agenzie di traduzione, sì.

Tra parentesi, perché sei passata da una tariffa minima di una cartella a una di 150 parole? Semmai avrebbero dovuto essere 250, direi. Ma anche 250 sono, secondo me, troppo poche: per me il vero scopo della tariffa minima non è farmela pagare (anche se lo faccio); è scoraggiare i clienti da mandarmi lavori troppo piccoli.


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