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Il pasticcio delle traduzioni ad Expo
Thread poster: Cristina Perreca

Cristina Perreca  Identity Verified
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Feb 8, 2015

Cari colleghi,

ennesimo esempio di come la figura del traduttore a casa nostra non sia riconosciuta professionalmente. Expo: un'altra occasione mancata...

http://www.corriere.it/cronache/15_febbraio_08/expo-problema-traduzione-italiano-61c278b2-af66-11e4-bc0d-ad35c6a1f8f9.shtml

Cristina


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hamtaro70
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Avvilente! Feb 8, 2015

Se ci fosse un minimo di considerazione per il nostro mestiere probabilmente non avremmo nemmeno il pasticcio fiscale attuale.

Se si deve organizzare un evento di portata mondiale non si può mica pensare di fare le pulci su quelli che sono servizi fondamentali! Hanno pensato che gli interpreti costassero troppo? Boh...secondo me alla fine si rivela molto più costosa una figuraccia internazionale! Lo so che è la scoperta dell'acqua calda, ma a quanto parte chi sta organizzando non ci arriva.


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Angie Garbarino  Identity Verified
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E meno male che qualcuno ieri sera... Feb 8, 2015

hamtaro70 wrote:

Se ci fosse un minimo di considerazione per il nostro mestiere probabilmente non avremmo nemmeno il pasticcio fiscale attuale.

Se si deve organizzare un evento di portata mondiale non si può mica pensare di fare le pulci su quelli che sono servizi fondamentali! Hanno pensato che gli interpreti costassero troppo? Boh...secondo me alla fine si rivela molto più costosa una figuraccia internazionale! Lo so che è la scoperta dell'acqua calda, ma a quanto parte chi sta organizzando non ci arriva.


Da un podio sentenziava:

NON VOGLIO FIGURACCE INTERNAZIONALI ALL'APERTURA DELL EXPO!

PS. Il maiuscolo l'ho usato per cercare di far capire il tono imperativo!


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Giovanna Alessandra Meloni  Identity Verified
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Che figura! Feb 8, 2015

Anche il sito già si distingue per errori nelle "traduzioni"...

Da dire che ho letto vari commenti alla notizie del tenore "Io so l'inglese, posso venire io a tradurre" oppure "Ma in Italia si parla italiano", quindi, davvero, l'italiano medio poi ottiene di questi risultati...

Molto triste.


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Cristina Perreca  Identity Verified
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Albo dei traduttori, a quando? Feb 9, 2015

Il problema è ed è sempre stato che la figura del traduttore in Italia è figlia di un dio minore e finché non faremo valere la nostra professionalità saremo dei poveri equilibristi in bilico su una fune sempre più sfilacciata.

Qualcuno può spiegarmi perché non esiste un ordine dei traduttori e degli interpreti? Perché non abbiamo lo stesso trattamento di uno psicologo, giornalista o architetto? Siamo laureati o abbiamo un diploma in traduzione, siamo professionisti con partita IVA e, tra l'altro, regaliamo quasi un terzo dei nostri compensi al carrozzone della gestione separata, (mi risulta invece che gli iscritti all'albo versino solo il 14% all'INPS).

Abbiamo bisogno di autorevolezza: per molte realtà, purtroppo anche istituzionali, il traduttore è ancora un optional.


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Maria Teresa Pozzi  Identity Verified
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Una cosa da non credere Feb 9, 2015

Ma stiamo scherzando? Il solito pasticcio all'italiana

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A_Nespoli  Identity Verified
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Per chiarezza Feb 9, 2015

Ordine e albo sono due cose diverse: in ogni caso un ordine dei traduttori non esiste, sostanzialmente perché l'impatto di una traduzione sulla collettività è ben diverso dall'impatto di una ricetta medica, di una psicoterapia, del progetto di una casa in sicurezza o di una rappresentanza in tribunale (l'ordine dei giornalisti c'è ma per scrivere un articolo pubblicato non occorre essere iscritti, per emettere una ricetta o firmare un progetto sì). Inoltre l'appartenenza a un ordine ha delle regole deontologiche e di formazione, molto simili a quelle delle associazioni di categoria, ma più stringenti (obbligo di formazione, nessuna intermediazione, ecc. ecc.) anche perché si tratta spesso di professioni con implicazioni legali diverse. Un progetto di una casa non conforme agli standard di sicurezza può avere conseguenze penali, una traduzione (salvo quelle giurate, ma al riguardo vi sono appositi albi esistenti presso i tribunali) no.

La ragione è che, in linea di principio, il senso della costituzione di un ordine serve a tutelare la collettività, non a tutelare i professionisti né tanto meno a garantire loro un trattamento previdenziale migliore.
In ogni caso, la tendenza europea (e pare anche italiana) va verso la soppressione degli ordini perché ci sono anche altri metodi per garantire la collettività senza mantenere in piedi carrozzoni ingombranti, autoreferenziali e corporativisti. E senza crearne di nuovi, ovviamente.

Non so esattamente le percentuali (mi sembra che il minimo dell'Inarcassa sia intorno al 18%, quindi è possibile che in un'altra cassa il minimo sia il 14%, non so), ma in ogni caso non sono versati all'INPS, ma a casse previdenziali diverse (Inarcassa, Enasarco, ecc. ecc.) che si gestiscono autonomamente e che sono in grado di far avere ai contributi versati rendimenti più alti. Tieni anche conto che chi è iscritto a una di queste casse, paga una quota minima di contributi in ogni caso, anche se non fattura nulla o se fattura pochissimo.
E, in ogni caso, la sproporzione tra Gestione separata e altre casse è dovuta a una distorsione del sistema previdenziale italiano, in quanto la Gestione Separata è nata in tempi relativamente recenti (1996) per garantire la copertura previdenziale a p. IVA non ordinistiche, parasubordinati ecc. ecc., ma è stata creata all'interno dell'INPS, già carica di debiti. Dal momento che è'unica cassa INPS in attivo (o una delle poche), viene usata anche per fare cassa.

In ogni caso l'ordine dei traduttori è semplicemente una chimera e non c'è nessuna realistica possibilità che venga creato (e meno male, secondo me, ma è un'opinione del tutto personale).

[Modificato alle 2015-02-09 10:03 GMT]


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Paola Battagliarini  Identity Verified
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Cristina, Feb 9, 2015

concordo con A_Nespoli sul fatto che un albo, o ordine, dei traduttori non esisterà mai (e meglio così, anche secondo me), e ti invito a prendere in considerazione l'iscrizione a un'associazione di traduttori: l'AITI, per esempio, ma ce ne sono anche altre. Sicuramente un traduttore isolato può poco, ed è per questo che far parte di un'associazione può essere un passo avanti per contribuire alla tutela di questa figura professionale oggi ancora poco considerata.

Paola


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Giuseppe C.  Identity Verified
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Esatto Feb 9, 2015

Aggiungo che l'ordine dei giornalisti è stato istituito durante il regime fascista per potere controllare in modo rigoroso la stampa di regime. Poi è diventato semplicemente un mezzo per disporre di privilegi spesso ingiustificati con cui blandire le penne in vendita. Basta accorgersi che all'ordine dei giornalisti sono iscritte perfino soubrette e presentatrici televisive che poco hanno a che vedere con la professione di giornalista svolta sul serio.
Non esiste in nessun altro paese del mondo un vero e proprio ordine dei giornalisti così come è inteso in Italia. Al momento, l'unica utilità di un ordine dei traduttori sarebbe l'eventuale possibilità di istituire una cassa pensionistica indipendente dall'INPS. Per quanto concerne la possibilità di pesare come lobby, credo che il livello di remunerazione e di incidenza a livello istituzionale non sia minimamente paragonabile a quella esercitata da altre figure professionali, ben rappresentate perfino all'interno di parlamento e senato, come quella di avvocati, medici, ecc.


A_Nespoli wrote:

Ordine e albo sono due cose diverse: in ogni caso un ordine dei traduttori non esiste, sostanzialmente perché l'impatto di una traduzione sulla collettività è ben diverso dall'impatto di una ricetta medica, di una psicoterapia, del progetto di una casa in sicurezza o di una rappresentanza in tribunale (l'ordine dei giornalisti c'è ma per scrivere un articolo pubblicato non occorre essere iscritti, per emettere una ricetta o firmare un progetto sì). Inoltre l'appartenenza a un ordine ha delle regole deontologiche e di formazione, molto simili a quelle delle associazioni di categoria, ma più stringenti (obbligo di formazione, nessuna intermediazione, ecc. ecc.) anche perché si tratta spesso di professioni con implicazioni legali diverse. Un progetto di una casa non conforme agli standard di sicurezza può avere conseguenze penali, una traduzione (salvo quelle giurate, ma al riguardo vi sono appositi albi esistenti presso i tribunali) no.

La ragione è che, in linea di principio, il senso della costituzione di un ordine serve a tutelare la collettività, non a tutelare i professionisti né tanto meno a garantire loro un trattamento previdenziale migliore.
In ogni caso, la tendenza europea (e pare anche italiana) va verso la soppressione degli ordini perché ci sono anche altri metodi per garantire la collettività senza mantenere in piedi carrozzoni ingombranti, autoreferenziali e corporativisti. E senza crearne di nuovi, ovviamente.

Non so esattamente le percentuali (mi sembra che il minimo dell'Inarcassa sia intorno al 18%, quindi è possibile che in un'altra cassa il minimo sia il 14%, non so), ma in ogni caso non sono versati all'INPS, ma a casse previdenziali diverse (Inarcassa, Enasarco, ecc. ecc.) che si gestiscono autonomamente e che sono in grado di far avere ai contributi versati rendimenti più alti. Tieni anche conto che chi è iscritto a una di queste casse, paga una quota minima di contributi in ogni caso, anche se non fattura nulla o se fattura pochissimo.
E, in ogni caso, la sproporzione tra Gestione separata e altre casse è dovuta a una distorsione del sistema previdenziale italiano, in quanto la Gestione Separata è nata in tempi relativamente recenti (1996) per garantire la copertura previdenziale a p. IVA non ordinistiche, parasubordinati ecc. ecc., ma è stata creata all'interno dell'INPS, già carica di debiti. Dal momento che è'unica cassa INPS in attivo (o una delle poche), viene usata anche per fare cassa.

In ogni caso l'ordine dei traduttori è semplicemente una chimera e non c'è nessuna realistica possibilità che venga creato (e meno male, secondo me, ma è un'opinione del tutto personale).

[Modificato alle 2015-02-09 10:03 GMT]


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fbbest  Identity Verified
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Gentili (Bufala) Feb 9, 2015

Colleghe Vicine e Lontane,

dopo aver inviato a pioggia (70tina di colleghe/i) una e-mail nella quale si segnalava l'articolo del CdS, sembra proprio che sia una BUFALA: ovvero un bravissimo collega di Milano (spesso presente in TV) se ne è occupato.

Un motivo in più per essere in questi fora e tentare di sfatare miti e bufale dando voce alla ns categoria, alquanto bistrattata.

Vi terrò aggiornate/i non appena avrò notizie certe.

Saluto cordialmente tutti
fbbest


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Cristina Perreca  Identity Verified
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Il pasticcio delle traduzioni ad Expo (cont.) Feb 9, 2015

Ma, mi domando: se si tratta di una bufala così macroscopica, dato che all'evento c'erano migliaia di persone, perché non è ancora stata smentita? È possibile che il CdS sia così superficiale nel pubblicare notizie?

Sono molto curiosa di saperne di più, grazie intanto a tutti per i preziosi interventi finora postati sull'argomento.

Cristina


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Giusto Feb 9, 2015

A_Nespoli wrote: l'impatto di una traduzione sulla collettività è ben diverso dall'impatto di una ricetta medica, di una psicoterapia, del progetto di una casa in sicurezza o di una rappresentanza in tribunale




[Edited at 2015-02-09 15:07 GMT]


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fbbest  Identity Verified
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Un paio di punti importanti Feb 9, 2015

Mi complimento con a-Nespor per la chiarezza di enunciazione.

Mi permetto, però, di dissentire su due punti, ne aggiungerò poi un terzo indirettamente collegato.

1.
“..sostanzialmente perché l'impatto di una traduzione sulla collettività è ben diverso dall'impatto di una ricetta medica, di una psicoterapia, del progetto di una casa in sicurezza o di una rappresentanza in tribunale”

Non condivido questa affermazione, per il semplice motivo che l’impatto di un neologismo o anche del semplice USO di un termine su una lingua, può esser enorme in una collettività e/o società. Difatti influisce direttamente sulla lingua stessa (nel ns. caso l’ITALIANO) sulla sua capacità di trasformazione, resa e ricchezza. Tutto ciò non mi sembra poco.
Il ruolo del traduttore è un ruolo chiave in questa ‘filiera’. Coloro che lo sottovalutano non hanno in mente le conseguenze normative linguistiche. Ciò, in parte, è comprensibile giacché in Italia, al contrario di molti altri paesi europei, non si pratica una ‘politica linguistica’ e quindi nel corso del tempo non si è sviluppata una sufficiente sensibilità al tema.

2.
“..Un progetto di una casa non conforme agli standard di sicurezza può avere conseguenze penali, una traduzione (salvo quelle giurate, ma al riguardo vi sono appositi albi esistenti presso i tribunali) no.”

E io rispondo: non avrà conseguenze penali, ma potrebbe avere SERIE conseguenze per l’interessato e/o il cliente.
Per quanto riguarda, poi, le traduzioni giurate ci sono molti fora a riguardo che hanno già affrontato l’argomento. La normativa non è chiara in ITALIA. Sappiamo tutti, cosa è scritto sul testo del giuramento, non si deve esser necessariamente iscritti al tribunale per giurare una traduzione. Inoltre in alcuni tribunali d’Italia chiunque si può iscrivere, senza dover esser uno specialista del campo legale, ovvero l'iscrizione si risolve in una semplice attribuzione di un numero. Ogni tribunale ha le sue regole e le sue richieste.

E qui torniamo al solito punto di partenza. La mancata standardizzazione e/o l’assenza di un albo e/o ordine non tutela il settore, bensì porta a formare piccole lobby che si faranno guerre sottili. Tutto ciò finisce per non aiutare le categorie, né di traduttori, né di interpreti.

3.
A questo punto a proposito dell’ultimo argomento, lancio un sassolino. Ultimamente sono stata messa al corrente del fatto che alcuni colleghi che sono riusciti, grazie a questa piattaforma internazionale, ad entrare nelle liste di alcune agenzie si attivano affinché altre/i colleghe/i, se contattati dalle stesse agenzie, non rispondano.
Vi rendete conto che questo comportamento rivela un atteggiamento distorto che va minare la base etica comportamentale: ovvero si crede di poter far cartello anche qui … una piattaforma internazionale.

Allora mi sento di affermare che l’Italia, da questo punto di vista, è davvero un caso anomalo.

Saluto tutti cordialmente
fbbest


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Member (2003)
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Mah Feb 9, 2015

fbbest wrote:
Ultimamente sono stata messa al corrente del fatto che alcuni colleghi che sono riusciti, grazie a questa piattaforma internazionale, ad entrare nelle liste di alcune agenzie si attivano affinché altre/i colleghe/i, se contattati dalle stesse agenzie, non rispondano.


E come farebbero? Sarebbe il caso di chiarire...

Io personalmente non ho problemi con questa piattaforma che mi ha molto aiutato nel mio lavoro.


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