Perché, nonostante tutto, fate ancora i traduttori?
Thread poster: Anna Marchesi

Anna Marchesi  Identity Verified
Italy
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Mar 20, 2015

Buon giorno a tutti,

sono tornata da poco sul forum perché sto tentando di decidermi a mettermi in proprio e fare la traduttrice come libera professionista.
Sto spulciando i vari thread in cui posso trovare idee e pareri sui soliti temi per chi vorrebbe cominciare: tasse, partita iva, tariffe eccetera.

Mi sembra che in generale regni un malcontento feroce verso l'Italia e il sistema statale / fiscale / pensionistico per i liberi professionisti di questa categoria. Eppure, nonostante tutto, questi commenti vengono da persone che continuano a fare i traduttori.

Mi piacerebbe sapere cos'è che vi spinge a continuare a fare questo mestiere, invece di tornare a essere o diventare dipendenti; per chi sa bene le lingue i lavori, almeno qui in Lombardia, ci sono ancora, anche se le condizioni e gli stipendi sono quello che sono.

Grazie in anticipo a chi vorrà condividere la sua esperienza!
Anna


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Luca Tutino  Identity Verified
Italy
Local time: 21:30
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Perché sono un traduttore. Mar 20, 2015

Se la domanda è perché lavoro come freelance è perché negli ultimi 19 anni, ossia da quando sono rientrato in Italia, contratti di lavoro dipendente degni di questo nome non ne ho trovati. L'alternativa semmai sarebbe quella di (ri)emigrare.

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Angie Garbarino  Identity Verified
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Beh... Mar 20, 2015

kerkyra81 wrote:


Mi sembra che in generale regni un malcontento feroce verso l'Italia e il sistema statale / fiscale / pensionistico per i liberi professionisti di questa categoria. Eppure, nonostante tutto, questi commenti vengono da persone che continuano a fare i traduttori.


Per essere contenti (qualcuno lo è comunque) del sistema fiscale italiano bisogna essere masochisti (scusa la franchezza).

Inoltre per tanti è anche questione di età, dopo i 50 dove vuoi andare a fare il dipendente?

Mia opinione


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 03:30
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Io sono contenta Mar 20, 2015

Sono tanti anni che lavoro come freelance e ho molti motivi per essere contenta della mia professione da tutti i punti di vista. Potrei parlarne per ore, comunque non ho mai pensato di cambiare. È normale che la gente scriva nei forum soprattutto per sfogarsi o per parlare di cosa non funziona. È difficile che qualcuno apra una discussione su "quant'è bello il mio lavoro, chi la pensa come me?". Il carico fiscale in Italia vale per tutti, anche per i dipendenti.

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Anna Marchesi  Identity Verified
Italy
Local time: 03:30
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TOPIC STARTER
Capisco Mar 20, 2015

Grazie per le risposte.

Il malcontento per carità è assolutamente giustificato.
Da lavoratore dipendente, chiaramente mi spaventano le condizioni dei liberi professionisti che descrivono gli utenti del forum. Non che da dipendente sia tutto rose e fiori, anzi.

Ovviamente immagino che esistano motivi contingenti, casi in cui tutto sommato non si riesce a fare altro se non continuare sulla stessa via.
Quello che mi farebbe piacere sentire è che comunque ci sono dei buoni motivi per fare questo lavoro, nonostante gli innumerevoli problemi. Mariella, in questo senso, mi rincuora!


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Maria Teresa Pozzi  Identity Verified
Local time: 03:30
Member (2006)
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Anch'io sono contenta Mar 20, 2015

Faccio questo mestiere da tantissimi anni e non ho mai pensato di fare la dipendente. Oggi come oggi tra l'altro non mi sembra ci siano prospettive economicamente interessanti a livello di lavoratore dipendente.
Certo la pressione fiscale è alta, la concorrenza spietata soprattutto a livello di tariffe, le ore passate al PC tantissime i lavori non sempre interessanti come vorremmo... Dopo tanti anni di professione sono riuscita, per mia fortuna, a raggiungere uno "stipendio" mensile che nessun lavoro dipendente mi darebbe e anche a fare una selezione dei clienti sulla base delle tariffe.
E poi il fatto di dover rendere conto solo della qualità del lavoro svolto mi piace, non credo sarei capace di gestire conflitti con colleghi, capi ecc.
Per cui nessun ripensamento!


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 03:30
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Concordo Maria Teresa Mar 20, 2015

Il lavoro te lo organizzi e riesci a portare a casa uno stipendio sicuramente superiore a quello di un dipendente, nonostante il fatto che io non lo troverei data l'età, per la verità non lo vorrei nemmeno.

E mi piace molto.


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Vincenzo Di Maso  Identity Verified
Portugal
Local time: 02:30
Member (2009)
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Autonomia Mar 21, 2015

Autonomia è la parola chiave. Fermo restando che le deadline sono fondamentali e al cliente giustamente non interessa dei tuoi impedimenti, puoi gestire tu i tuoi lavori, puoi spesso decidere tu quando e quanto puoi lavorare. Questo ovviamente non sempre, poiché tra deadline e lavori difficili da rifiutare, spesso bisogna fare straordinari, ma spesso puoi decidere tu quando mangiare, quando andare in vacanza, quando uscire, etc... Soprattutto puoi decidere tu DOVE lavorare. Sono stato in Italia tanto tempo per motivi personali nell'ultimo anno e non ho dovuto dare conto a nessuno.
Per i laureati in lingue inoltre gli stipendi da dipendenti sono inadeguati nella maggior parte dei casi, quindi spesso anche a livello economico non si va peggio.
Per la pensione? Purtroppo siamo tutti sulla stessa barca (come lavoratori autonomi siamo messi peggio, bisogna dirlo), ma esistono anche fondi pensione alternativi.
Per quanto riguarda il futuro, in ambito italiano scorgiamo all'orizzonte tanti uccellacci del malaugurio, ma poi se leggi articoli tecnici in lingua inglese - fatti bene - sul futuro della traduzione, ti renderai conto che la situazione non è oggettivamente nera. Siamo proiettati verso un cambiamento al quale bisognerà adeguarsi. Io purtroppo sono stato per anni restio ai CAT tool, ma utilizzandoli ho visto che la produttività aumenta in maniera esponenziale. Lavoro in progetti post-MT e con altri CAT web-based, molto interessanti. Ne escono sempre di nuovi, segno che bisogna aggiornarsi e che la nostra professione si sta evolvendo.
Le macchine e i traduttori che si svendono rappresentano sicuramente un ostacolo, ma per una sperimentazione clinica, un manuale di istruzioni per la sicurezza o un testo giuridico specializzato (per fare degli esempi) il ricorso a un professionista è di vitale importanza.
Per quanto riguarda il lavoro dipendente, è un terno a lotto. Quando ho lavorato io con datore di lavoro, devo dire di essermi trovato bene. Non ho avuto il benché minimo conflitto con "capo" e/o colleghi, essendo una persona pacifica, ma ogni caso fa storia a sé.
Tuttavia, l'elemento chiave che può far scegliere di intraprendere questa professione è la passione per il lavoro, l'interesse per tradurre e apprendere sugli argomenti con cui si ha a che fare nell'ambito della nostra attività. Se non si è spinti da questa passione, non consiglio di intraprendere questo percorso.


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Fiona Grace Peterson  Identity Verified
Italy
Local time: 03:30
Member
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Il mio futuro lo costruisco io Mar 22, 2015

Faccio il traduttore perché è un lavoro che adoro.
Mi piace il fatto di non sapere mai cosa arriverà nella casella di posta!
Mi piace poter decidere IO che lavori fare o non fare.
Mi piace poter gestire io i miei tempi; posso lavorare il weekend e fare la spesa o un giro dei negozi durante la settimana quando non c'è nessuno.
Per citare solo alcuni esempi.

C'è un'idea che fare il dipendente è più "sicuro" rispetto a fare il freelance. Ma se sono dipendente e domani il mio capo mi licenzia, sono senza lavoro. Come freelance, lo dovrebbero fare tutti i miei clienti per far sì che rimango senza lavoro.

Mi è capitato in passato di lavorare in ufficio, ho avuto vari lavori come dipendente. Mai più!!


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Anna Marchesi  Identity Verified
Italy
Local time: 03:30
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TOPIC STARTER
Grazie Mar 25, 2015

Grazie a tutti per la partecipazione.

Molti dei motivi che avete citato sono gli stessi che mi spingono a optare per una carriera da freelance. Avere conferma che ne valga la pena anche da chi è già affermato è una grande sicurezza.

Grazie ancora!


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