scelte di vita
Thread poster: sonia parpi

sonia parpi
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Jan 17, 2005

Salve a tutti, ho pensato che forse c'è qualcuno fra voi che si è trovato in una situazione simile e sa darmi un consiglio.
La mia situazione lavorativa attuale da circa 1 anno è la seguente: 3 giorni alla settimana lavoro in un'azienda come traduttrice/interprete/aiuto all'ufficio commerciale, gli altri giorni della settimana lavoro da casa come traduttrice (senza P.I.) per due agenzie di traduzione. Così com'è non sarebbe male, ho uno stipendio fisso part-time e poi la possibilità di continuare con quello che vorrei fosse il mio lavoro, ossia la traduzione. L'azienda mi ha però appena proposto di modificare il mio orario, passando possibilmente al tempo pieno nell'ufficio commerciale. Ora sono a un bivio: l'idea di lavorare a tempo pieno non sarebbe male (entrano in casa più soldi, il che non guasta...), ma significherebbe abbandonare il lavoro di traduttrice, considerando anche che prima o poi vorrei aprire la partita IVA e lavorare da casa come mio unico impiego. Inoltre, ho già avuto un'esperienza come impiegata commerciale, anche se in un altro settore, e non so se la cosa potrebbe fare proprio per me... D'altra parte, un rifiuto all'azienda potrebbe essere piuttosto svantaggioso, e rischierei di trovarmi a piedi...
Cosa mi consigliate di fare? E soprattutto, quanto è difficile /rischioso/poco oneroso avviare l'attività di traduttrice (ho già 2 anni di esperienza, e alcuni mesi fa ho rifiutato, mangiandomi ora le mani, le richieste di due agenzie di traduzione...)?
Grazie a tutti per i vostri suggerimenti!

[Edited at 2005-01-17 14:49]


 

Federica D'Alessio
Italy
Local time: 22:44
Member (2005)
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Il dilemma della passione e della convenienza Jan 17, 2005

Ciao Sonia!

La tua situazione mi ricorda tanto quella mia e di molti miei amici che si dividono fra un lavoro "per l'affitto e la spesa" e un lavoro per la passione (e per passione intendo dalle traduzioni, al cinema, alla matematica computazionale...tanto il precariato ha invaso qualsiasi campo dell'esistenza e del sapere).
Non mi sento in grado di dare consigli, però forse ti possono essere utili alcune riflessioni che, appunto, con questi amici spesso facciamo. E cioè: tanti anni passati a lavorare in un ufficio per lo stipendio, rinunciando a ciò che ci fa star bene, non ripagano dal punto di vista umano. Meglio vivere con meno soldi nei limiti del possibile ovviamente, e affrontare anche più difficoltà (imparando magari ad aiutarsi gli uni con gli altri) che girarsi indietro ad un certo punto e dire "cavolo, ho passato tanti anni a fare una cosa che non mi piaceva, e ora è troppo tardi per dedicarmi a ciò che mi piace. E sono precario lo stesso!".

Il problema è se quest'azienda ha intenzione di ricattarti o meno, ossia se ti vuole costringere a passare al full time a tutti i costi, o se è disposta, in caso di tuo rifiuto, a tenerti lì alle attuali condizioni. Perchè spesso le proposte delle aziende, sono proposte solo per modo di dire.

Spero di no, che ti lascino la possibilità di scegliere sul serio. E se le agenzie con cui lavori sono brave, se intravedi possibilità di miglioramento nel futuro, segui la tua passione, non credo che te ne pentirai.

Questa è la mia umile opinione. Ad ogni modo, qualsiasi scelta tu faccia...in bocca al lupo!

Federica


 

giogi
Local time: 21:44
Ciao cara, Jan 17, 2005

una scelta non è mai semplice.
Senti un po', se tu lavorassi a tempo pieno, sei sicura che dovresti abbandonare il lavoro di traduzione? Mi pare di capire che lavori per due agenzie e già a part time. Non credi che potresti farcela lo stesso, almeno per un po'?
Sai perchè te lo chiedo?
Se tu dovessi accorgerti che il lavoro "fisso" che ti offrono (e penso che saranno seri, se tu ti trovi nel dilemma)non è poi così male?
Parliamoci chiaro. Se tu facessi la traduttrice freelance a tempo pieno, dovresi tradurre tutto quello che ti propongono per sbarcare il lunario, e allora il piacere dove finirebbe?
Lavorando (certo con un po' di fatica)a "super-part-time" potresti permetterti di tradurre quello che vuoi e rifiutare quello che non ti interessa.
Un secondo fattore è, ahimè, il vile denaro che se è sicuro, ti permette di vivere serenamente e guadagnarci in salute (dopo tutto non andresti a lavorare in miniera, no?).
Ferie garantite e pagate...durante le quali potresti anche incrementare il lavoro di traduzione...non so!
Anch'io mi sono trovata di fronte a una scelta del genere (forse un po' diversa, ma sempre scelta..) e sono felice di averla fatta. Continuo a tradurre e ho la fortuna di poter scegliere di tradurre quello che voglio...naturalmente ho comunque un VAT n.
Sei tu che devi scegliere. Il lavoro autonomo non è nè facile, nè sicuro e non esistono ferie...l'ho sperimentato e credo che molti colleghi lo sperimentino.
Pensaci bene e valuta tutti i "tuoi" pro e contro.
Un'altra cosa è se hai una famiglia tua o non ancora...Se sì, credo che potresti consigliarti anche con il tuo compagno; se no, è tutto più semplice e più difficile al tempo stesso.
Ti auguro di fare la scelta giusta e sono sicura, che se ci penserai bene la farai.
Un abbraccio
Giovanna


 

Maria Antonietta Ricagno  Identity Verified
Local time: 22:44
Member
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dilemma Jan 17, 2005

ciao Sonia

neanche io mi sento di dare consigli, anche perchè per mia regola non offro consigli e non ne accetto, così siamo tutti tranquilli e quando sbagliamo sappiamo con chi prendercela... Scherzi a parte, la cosa ottimale sarebbe se tu riuscissi a continuare ancora un po' con il part-time, in modo da poterti fare ulteriore esperienza come traduttrice freelance, e poi scegliere quale sia la cosa migliore.

A parte questo, che non so se sia fattibile, perchè se ti hanno chiesto di scegliere immagino vorranno anche una risposta in tempi ragionevoli, dovresti fare una valutazione di pro e contro sia materiali sia personali. Mi spiego, se lavori come freelance fulltime ti scordi orari, ferie stabilite, festività ecc..., di contro non devi rispettare orari, ti prendi le ferie quando vuoi, lavorando in casa puoi permetterti di stare al PC in pigiama la domenica mattina e tutte queste belle cose.
Che sono belle, però, a seconda delle proprie personali attitudini.

Ci sono persone che non sopportano gli orari, andare tutte le mattine nello stesso ufficio, vedere le stesse persone, sorbirsi la routine che giocoforza si ingenera lavorando in un ufficio con dei colleghi, ecc. e per queste persone il lavoro da freelance è il non plus ultra. Ma ci sono anche persone che si sentono più tranquille nella routine di un lavoro 'fisso', per cui temono di buttarsi nel lavoro autonomo.

In quanto ai soldi, non ho mai sentito di un traduttore che si sia arricchito con questo lavoro, ma di lavori che non ti fanno arricchire ce ne sono tanti altri, per cui penso che la questione dei guadagni possa essere un problema magari all'inizio, ma ti assicuro che con un impegno costante e molta 'capa tosta' riesci a crearti la tua anche piccola clientela, fai esperienza, anche magari con l'aiuto dei colleghi.

Spero di averti dato qualche lume in più. Ti auguro di decidere per il meglio: le difficoltà ci sono in ogni lavoro, ma quelle che incontri nel lavoro che ti sei scelta tu sono sempre più facili da superare, in questa scelta bisogna ascoltare anche il cuore oltre che la testa, forse.
ciao
Antonella


 

Laura Gentili  Identity Verified
Italy
Local time: 22:44
Member (2003)
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La mia opinione Jan 17, 2005

Ci sono tanti aspetti da considerare.
Com'è l'ambiente in azienda? Come sono le persone con cui lavori? Ti piace andar lì la mattina o ti pesa? Ti senti in dovere di accettare solo per non perdere un'occasione?
I contatti per il lavoro freelance, che perderesti se cominciassi a lavorare a tempo pieno, sono solidi, interessanti, con prospettive o lasciano il tempo che trovano?

Prova a scrivere i pro e i contro dei due scenari per chiarirti le idee. E alla fine, ovviamente, segui il tuo intuito, il bene più prezioso che abbiamo.


 

Valentina Cafiero  Identity Verified
Italy
Local time: 22:44
Member (2005)
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La mia opinione Jan 18, 2005

Ciao,

come ti capisco.... Anche io mi sono trovata in una situazione simile alla tua, quando ho dovuto scegliere tra fare l'insegnante e la traduttrice laddove le due cose sembravano incompatibili. Devo ammettere che non è facile e che le valutazioni spesso ti confondo ancor più le idee. Non mi permetto di darti consigli, ma ti posso dire che io in modo combattuto ho scelto di fare la traduttrice, ma l'ho fatto non solo perché il mio istinto mi diceve che era la cosa giusta, ma anche perché ho avuro l'appoggio delle persone che mi sono intorno e la tranquillità economica di una persona a stipendio fisso vicino. Credo che quindi sia tutto molto personale e soggettivo, ma mi sento di dirti che fin quando puoi osa, che poi non si torna indietro.
In bocca a lupo e tienici aggiornati sulle tue scelte.
Ciao,

Valentina


 

sonia parpi
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TOPIC STARTER
risposte alle proposte Jan 19, 2005

[quote]Giovanna Rampone, PhD wrote:

"una scelta non è mai semplice.
Senti un po', se tu lavorassi a tempo pieno, sei sicura che dovresti abbandonare il lavoro di traduzione? Mi pare di capire che lavori per due agenzie e già a part time. Non credi che potresti farcela lo stesso, almeno per un po'?"

L'idea di lavorare a tempo pieno + traduzioni mi pare un po' ardua, visto che vorrei anche avere il tempo di fare altro (tipo gestire la casa con pulizie, lavaggi, ecc., tempo libero un pochino..)

"Se tu dovessi accorgerti che il lavoro "fisso" che ti offrono (e penso che saranno seri, se tu ti trovi nel dilemma)non è poi così male?"

Questo era proprio il mio dubbio, potrei anche lasciar perdere le traduzioni da casa se il lavoro mi piace, ma se invece così non fosse? Mi troverei a piedi sia con un lavoro che con l'altro, visto che fare un lavoro che non mi piace e pure a tempo pieno non è la mia ambizione!


"...Un'altra cosa è se hai una famiglia tua o non ancora...Se sì, credo che potresti consigliarti anche con il tuo compagno; se no, è tutto più semplice e più difficile al tempo stesso."

Sono sposata da quasi due anni, e avrei intenzione fra breve di avere anche un figlio, quindi l'idea di avere magari una maternità pagata non sarebbe poi malvagia, anche se a part-time...

[Edited at 2005-01-19 12:11]


 

Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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la mia esperienza (ma è la "mia") Jan 19, 2005

Ciao, ti posso dire che io ero un po' in una situazione simile, quando lavoravo in Germania, un lavoro che non tanto mi piaceva e molto stressante, e poi ho cominciato a ricevere i primi lavori di traduzione. Inizialmente ho chiesto il part-time, e poi dopo ho mollato, anche non avendo tanti clienti (solo un paio). Non mi sono mai pentita di aver lasciato quel lavoro e non tornerei indietro. (Anche se così facendo ho rinunciato a un viaggio gratis in Australia che era "incluso" nella mia posizione di lavoro).
Vero è che ci sono tante altre cose da tener presente, e come ha detto qualcun altro, meglio non dare consigli.
Però secondo me è facile capire come va a finireicon_wink.gif
Giusi


 

Domenica Grangiotti  Identity Verified
Local time: 22:44
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Figli Jan 21, 2005

Se pensi di farcela economicamente, credo che avere un figlio da freelance sia meglio che averlo da dipendente. Vuoi mettere la libertà di orari?
Questa naturalmente è solo la mia opinione
Domenica(mamma di Valentina 6 anni)
PS Naturalmente, tienici al corrente, siamo tutte curiose!! Niente uomini su questo post.

[Edited at 2005-01-21 16:41]


 

sonia parpi
Local time: 22:44
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TOPIC STARTER
forse ho deciso Jan 24, 2005

Vi comunico che forse sono giunta a una decisione...
Analizzando i pro e i contro della situazione, penso che per ora proverò a tener duro con il part-time in azienda, magari andando incontro all'azienda e dando disponibilità a mezza giornata tutti i giorni invece della presenza full-time per 3 giorni alla settimana. Di accettare un full-time per ora non se ne parla proprio: io so cosa voglio fare, e cioè lavorare come traduttrice free-lance, e nonostante tutti i problemi e le difficoltà che ci possono essere e che voi mi avete giustamente presentato credo di poterle affrontare. Inoltre, anche mio marito lavora in proprio, quindi anche se io avessi un mese di ferie pagate cosa me ne faccio, se lui lavora?
.. E poi mi sono resa conto che, anche se l'ambiente è buono e mi trovo bene con i colleghi, il lavoro in azienda non mi appassiona, ossia finchè si tratta di fare quello che mi piace (traduzioni + ogni tanto interpretariato) va tutto ok, quando poi iniziano a chiedermi di fare qualcosa che è relativo al commerciale mi sento spiazzata, non ho la preparazione e le basi per affrontare le difficoltà... Mentre sono preparata ad affrontare quelli che sono i problemi della traduzione, e non mi spaventa l'idea di passare i fine settimana a tradurre o di sgobbare per finire una traduzione in tempo...
Così ho pensato che cercherò magari di prendere e ri-prendere contatti con qualche agenzia di traduzione, rimandando il CV, in modo da non trovarmi a piedi quando deciderò di partire con il free-lance.
.. E' poi vero che il vile denaro ha la sua importanza, ma se devo farmi venire una depressione per un lavoro noioso non mi serve a niente!! Sembrerà strano, ma mi diverto anche a fare traduzioni delle cose più noiose che ci siano (manuali di macchinari, contratti, ecc.), succede anche a voi? Forse è un segno che la traduzione fa per me?!

Grazie a tutte per ora per i consigli, se avete altri consigli da darmi su come partire con l'attività free-lance sarei ben contenta di tenerli in considerazione per quando mi serviranno!!!!!!


 

Aurora Favero
Local time: 22:44
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ci sono passata anch'io... Jan 24, 2005

Ciao Sonia!

Forse rispondo un po’ troppo in ritardo, forse la tua scelta l’hai già fatta. Qualunque sia stata la tua decisione, ti auguro di cuore che ti possa portare tante, tantissime soddisfazioni.
E, ad ogni modo, non ti scrivo certo per darti consigli, ma solo per raccontarti la mia esperienza, perché sono passata anch’io per quello stesso bivio, e la mia scelta l’ho fatta ormai da un anno.
Ho lavorato anch’io part-time per alcuni anni per una ditta nel settore commerciale, curandone la corrispondenza con l’estero, poi lo scorso anno ho ricevuto la tua medesima “proposta”: passare al tempo pieno.
Non è stato un gran periodo, lo ammetto. Mi facevo le tue stesse domande, mi sembrava di trovarmi davanti alla decisione più importante della mia vita e non saper che strada prendere. A differenza di te, però, non avevo alcun contatto né con agenzie né con case editrici. Semplicemente, mi facevo bastare quel che guadagnavo con il part-time e sfruttavo il tempo libero cercando di studiare per conto mio, e di fare gavetta con la speranza di poter lavorare con la combinazione che preferisco, cioè Arabo > Italiano.
Per quasi due anni ho tradotto articoli di giornale dall’Arabo all’Italiano per un sito web che presentava mensilmente delle rassegne stampa. Puro volontariato, ma l’ho fatto più che volentieri perché ero (e sono tuttora) ben conscia di quanto dovevo e devo ancora imparare. Nell’arabo così come nelle altre lingue, ovviamente: allo studio non c’è mai fine, o, per dirla con un proverbio egiziano, “ma fish nihaya”...icon_smile.gif

Quindi, come puoi capire non avevo alcun contatto per permettermi di lavorare come free-lance. Conoscevo ProZ, ma lo usavo poco e male, visto che navigavo in internet solo sporadicamente, dal posto di lavoro, e non avevo nemmeno un computer mio. E, considerato che nella zona in cui vivo (il basso Polesine) scarseggiano le opportunità di lavorare in ditte che hanno rapporti con l’estero, ho accettato la proposta del full-time, anche se a malincuore.
È stata senza dubbio una decisione importante, che ha portato tanti cambiamenti nella mia vita.
Beh, a distanza di un anno, ti posso dire che le cose non sono andate poi così male. Lavorare a tempo pieno per una ditta mi ha permesso soprattuttodi imparare molto, a livello linguistico, vale a dire che mi ha dato la possibilità di… sbagliare molto. Lo ammetto, ho fatto tanti, troppi errori, specie agli inizi. Il senso di vergogna era tanto che me li ricordo ancora tutti… terribile! Però mi è servito moltissimo, te l'assicuro.
Inoltre, avere una rendita stabile mi ha permesso di fare cose che rimandavo da tempo: andare a vivere con il mio compagno, prendere finalmente un’auto (usata), un computer, dizionari decenti. Ho sfruttato le ferie per fare un corso di lingua all’estero, nello Yemen, cosa che non mi sarei mai potuta permettere con il mio lavoro part-time.
Ho cercato, per quanto possibile, di non abbandonare lo studio dell’arabo, anche se il tempo libero era proprio poco, e alcuni mesi fa, quando meno me l'aspettavo, ho ricevuto la prima offerta di lavoro con l’arabo da parte di una piccola casa editrice. Ho accettato. Ho lavorato tutti i fine settimana, nessuno escluso, da settembre a dicembre, più qualche nottata, pur di farcela. Grazie anche all’infinita pazienza e incoraggiamento del mio compagno, ho portato a termine il lavoro. E ora, come per magia, ho cominciato a ricevere qualche altra offerta anche da agenzie estere…
Non credo che riuscirò a fare due attività contemporaneamente, quindi se il volume di lavoro aumenterà, mi metterò in proprio come traduttrice free-lance (incrocio le dita…).

Insomma, alla fine di questa storia non c’è una morale, però ho imparato che non c’è un solo bivio nella vita: non è detto che una scelta escluda l’altra, anzi… Qualunque decisione tu prenda, sarà definitiva solo se lo vorrai. Spesso il destino ti presenta tante possibilità. Basta saperle cogliere. Soprattutto non demordere mai. Ne vale la pena.
Scusa se mi sono dilungata troppo, sono una grafomane incallita...icon_smile.gif

Ciao!
Aurora
aurora_favero@jumpy.it


 

Cristina Giannetti  Identity Verified
Local time: 22:44
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sono nella tua stessa situazione.. Jan 26, 2005

Sonia,
mi trovo più o meno nella tua stessa situazione.
Lavoro fulltime da quasi tre anni in una azienda (il lavoro non mi piace molto però l'ambiente è gradevole, con i colleghi vado d'accordo, sono molto apprezzata dai miei superiori, e poi dai uno stipendio fisso non fa schifo a nessuno..........). Quando accettai questo lavoro facevo traduzioni in modo saltuario senza un vero ritorno economico ed il posto fisso è stato una manna dal cielo anche perchè stavo ristrutturando una casa. Nel corso del tempo il carico di lavoro delle traduzioni è progressivamente aumentato ed ora collaboro con tre agenzie di traduzioni oltre a continuare a lavorare fulltime. L'impegno è grande ma è la passione che mi spinge: non mi pesa dovermi rimettere al computer la sera o all'ora di pranzo oppure il weekend... Semmai mi pesa venire in ufficio. E' necessario ovviamente trovare un equilibrio per poter far convivere le due cose e ti dico subito che non è facile. All'inizio avevo paura di non riuscire a finire in tempo un lavoro, mi dispiaceva rifiutare incarichi, avevo l'ansia quando aprivo la posta elettronica per paura di ricevere un lavoro super urgente ma con il tempo sono cambiate molte cose. Sono più sicura di me stessa e delle mie capacità ed ho acquisito un potere contrattuale maggiore nei confronti delle agenzie. Paradossalmente anche se il lavoro di traduzione è aumentato notevolmente sono più tranquilla rispetto agli inizi. Certo a volte devi rifiutare lavori che non riesci materialmente a fare.
Il dilemma che mi assilla ora e lasciare il lavoro fisso... rischiare tutto... fare il salto... e dedicarmi alla mia vera, autentica professione.
Sono cosciente dei pro e dei contro... come lo sei tu.
Sicurezza, contributi pagati, ferie, malattia.... (ma due palle!)da un lato.
Oddio oggi non mi hanno mandato niente... mi richiameranno... questo mese ho guadagnato molto... ho la febbre ma devo lavorare lo stesso (con autentica passione) dall'altro.
Alcuni giorni penso che prima o poi lo farò perchè sento che il lavoro per cui sono nata è questo e non è giusto buttare via tempo per lavorare per altri invece che per me stessa, che la qualità della vita migliorerebbe, che potrei lavorare con altre agenzie.
Altri giorni penso che se riesco a far convivere le due cose non è poi così male, uno prende due piccioni con una fava.
AL POSTO MIO COSA FARESTE?


 


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