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Iniziare a 30 anni: è troppo tardi?
Thread poster: mrk87
mrk87
Italy
May 8, 2015

Buongiorno!

Mi chiamo Mirko e premetto che non sono un esperto o un professionista di traduzione.

Seguo da diverso tempo questo sito e questo forum con una certa passione e ammirazione per il vostro lavoro e la vostra arte, poichè, fin da bambino, ho sempre avuto una particolare passione per le lingue differenti dalla mia.

Dopo il Liceo Linguistico, per alcuni motivi pratici e (forse anche per una scelta sbagliata) ho deciso di non proseguire gli studi, e di andare a lavorare per una grande azienda attiva nel campo del Web, come tecnico e programmatore; non sono molto soddisfatto del mio lavoro attuale che , dopo 9 anni non mi ha offerto purtroppo nessuna possibilità di crescita ed, essendo sempre praticamente uguale, diventa particolarmente logorante, ma mi ha comunque insegnato moltissimo in ambito tecnico, web, informatico e sistemistico.

In questi anni ho 'timidamente' tentato di seguire il corso di "Lingue e letterature straniere" all'Università senza però trovarlo particolarmente stimolante e vorrei dare una "svolta completa" alla mia vita: cambiare tutto, lasciare il lavoro , ed iscrivermi seriamente ad una scuola per interpreti e traduttori (il sogno sarebbe la ex-SSLMIT di Trieste) e tentare questa nuova strada seguendo questa volta, le mie passioni.

Secondo voi,e secondo la vostra esperienza, vale la pena fare questo salto, considerando che sono ormai alla soglia dei 30 anni, ho un mutuo da pagare, ed anche una relazione affettiva stabile, da cui dovrei temporaneamente separarmi se dovessi intraprendere questa strada e trasferirmi per seguire questo corso, quindi questa scelta mi costerebbe un bel po' di sacrifici!
L'esperienza informatica che ho già accumulato in questi 10 anni potrebbe essere spendibile anche in ambito di traduzione, ad esempio per siti web con riferimenti a marketing per motori di ricerca o vere e proprio traduzioni tecniche (come manuali od altro) ?

Chiedo scusa per il lungo post, e ringrazio in anticipo chiunque vorrà rispondere!

A presto,
Mirko


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Anthony Green  Identity Verified
Italy
Local time: 06:20
Italian to English
A benissimo May 8, 2015

è molto più frequente che io cerchi un traduttore specializzato in un determinato campo che non un generalista.
Se hai già utilizzato il linguaggio nella vita reale che utilizzerai domani per le traduzioni, hai un valore molto più alto rispetto alla media


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ITProsSubtitles
Italy
Local time: 06:20
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Sì e no May 8, 2015

Ciao Mirko,

Visto che la scelta comporterebbe, come hai detto, dei sacrifici, mi sentirei di essere il più onesta possibile. Per quanto mi riguarda, io non vedo tanto un problema nel fatto che tu non abbia proseguito gli studi con una qualsivoglia università, che sarebbe una lacuna che potresti colmare tranquillamente secondo me, anche a 30 anni. Vedo, invece, un grosso problema e più difficile da ovviare nel fatto che un liceo linguistico (e anche l'eventuale università successiva se è per questo) non possono formare da soli un linguista professionista. Per offrire un servizio di traduzione professionale allineato a quelle che sono le aspettative e gli standard del mercato, indipendentemente dalla specializzazione (che chiaramente aiuta a inserirsi in un settore di nicchia), è assolutamente necessario aver sviluppato un perfetto parallelismo linguistico, prossimo o equivalente al bilinguismo, che si acquisisce accompagnando il percorso didattico a studi e permanenze prolungate nei paesi in cui si parlano le lingue di lavoro. Se tu fossi una persona bilingue, ti direi di cimentarti subito, indipendentemente dal tuo percorso accademico facendo leva sulle tue competenze informatiche, ma diversamente fossi in te ci penserei bene anche perché attualmente il mercato è saturo e fanno fatica a rimanere sulla cresta dell'onda anche i professionisti esperti...


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Sicuramente no May 10, 2015

Ciao Mirko,

il problema non è tanto l'età, quanto il fatto che ti sarebbe difficilissimo inserirti in un mercato ormai saturo, come già spiegato anche dalla collega. I sacrifici che dovresti fare non verrebbero quasi certamente ricompensati da un riscontro immediato e positivo. Se avessi fatto la stessa domanda vent'anni fa, quando ho cominciato io, la risposta sarebbe stata diversa. Inoltre in Italia essere traduttore libero professionista è molto penalizzante dal punto di vista fiscale.

Comunque in bocca al lupo per il tuo futuro.
Giusi


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Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
Local time: 06:20
Member
English to Italian
Decisamente no May 10, 2015

mrk87 wrote:

Buongiorno!

Mi chiamo Mirko e premetto che non sono un esperto o un professionista di traduzione.

Seguo da diverso tempo questo sito e questo forum con una certa passione e ammirazione per il vostro lavoro e la vostra arte, poichè, fin da bambino, ho sempre avuto una particolare passione per le lingue differenti dalla mia.

Dopo il Liceo Linguistico, per alcuni motivi pratici e (forse anche per una scelta sbagliata) ho deciso di non proseguire gli studi, e di andare a lavorare per una grande azienda attiva nel campo del Web, come tecnico e programmatore; non sono molto soddisfatto del mio lavoro attuale che , dopo 9 anni non mi ha offerto purtroppo nessuna possibilità di crescita ed, essendo sempre praticamente uguale, diventa particolarmente logorante, ma mi ha comunque insegnato moltissimo in ambito tecnico, web, informatico e sistemistico.

In questi anni ho 'timidamente' tentato di seguire il corso di "Lingue e letterature straniere" all'Università senza però trovarlo particolarmente stimolante e vorrei dare una "svolta completa" alla mia vita: cambiare tutto, lasciare il lavoro , ed iscrivermi seriamente ad una scuola per interpreti e traduttori (il sogno sarebbe la ex-SSLMIT di Trieste) e tentare questa nuova strada seguendo questa volta, le mie passioni.

Secondo voi,e secondo la vostra esperienza, vale la pena fare questo salto, considerando che sono ormai alla soglia dei 30 anni, ho un mutuo da pagare, ed anche una relazione affettiva stabile, da cui dovrei temporaneamente separarmi se dovessi intraprendere questa strada e trasferirmi per seguire questo corso, quindi questa scelta mi costerebbe un bel po' di sacrifici!
L'esperienza informatica che ho già accumulato in questi 10 anni potrebbe essere spendibile anche in ambito di traduzione, ad esempio per siti web con riferimenti a marketing per motori di ricerca o vere e proprio traduzioni tecniche (come manuali od altro) ?

Chiedo scusa per il lungo post, e ringrazio in anticipo chiunque vorrà rispondere!

A presto,
Mirko


Mirko, proprio non è il caso di abbandonare un lavoro che ti permette di affrontare un mutuo serenamente. Oggi lavorare nelle traduzioni tecniche non è poi un'attività molto più entusiasmante di quella che che svolgi attualmente (i testi sorgenti sono scritti sempre più di fretta e male, il tempo di traduzione concesso sempre più breve e la sensazione della predilezione della quantità anziché della qualità è sempre più pressante). Al contrario, dal punto di vista economico sarebbe penalizzante. Dovresti scordarti il sacrosanto diritto alle ferie programmabili con certezza, perché queste dipenderebbero da quanto sei riuscito a lavorare nei mesi precedenti, e figurati la certezza di sostenere il mutuo come oggi. Dovresti interrompere i versamenti pensionistici del tuo datore di lavoro (cosa da non trascurare) per pagarteli totalmente di tasca tua e ti sbranerebbero quasi il 28% del tuo incasso, senza poi contare tutte le altre imposte, che ti farebbero ridurre il tuo lordo a un netto di circa il 50%.

Se tu lavorassi dal cinese o dal giapponese, forse oggi potrebbe ancora essere una buona idea abbandonare un lavoro dipendente per passare alle traduzioni, ma ormai, se si lavora dall'inglese all'italiano, significa solo ritrovarsi a combattere contro una marea di disoccupati pronti a lavorare a 1 centesimo a parola e uno Stato che cerca di sfilarti di tasca quanti più soldi possibile e in anticipo, facendoti relegare la tua passione e la tua soddisfazione lavorativa all'ultimo posto.

Una volta non era così, ma questo servizio tende a essere giudicato sempre meno di valore dai clienti, che lo ritengono totalmente secondario e assolutamente non prioritario tra i servizi da programmare e richiedere, e raramente pongono in secondo piano i soldi. Il risparmio diventa primario nella scelta del fornitore. Ho perso non pochi clienti a causa della mancata concessione di uno sconto immotivato o di un servizio gratuito di rilettura del PDF risultante.

Non dico che si comportino tutti così, ma la tendenza alla catena di montaggio anche da parte della agenzie più importanti e presenti da decenni sul mercato è sempre più manifesta. E più l'agenzia è grande e affermata e più diventi sacrificabile qualora la tua tariffa all'improvviso venga giudicata eccessiva dall'amministratore delegato che fissa la soglia massima di spesa per la produzione a prescindere da qualsiasi altro parametro, anche dopo un decennio di collaborazione abituale, perché ci sarà sempre un altro traduttore, non importa quale, pronto a fare spendere di meno.

E' un salto che oggi non rifarei mai.

Ciao,

Giuseppe


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MASKA
Italy
AHH! May 10, 2015

Ma non vi sembra di essere tutti un po' pessimisti? Mi chiedo allora cosa spinge le persone a voler fare il lavoro di interprete/traduttore?!? Se il mercato è saturo in che modo uno potrebbe incanalare le proprie passioni? Non certo continuando un lavoro che non fa sentire realizzati!

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Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
Local time: 06:20
Member
English to Italian
Forse non chiedendo pareri altrui May 11, 2015

MASKA wrote:

Ma non vi sembra di essere tutti un po' pessimisti? Mi chiedo allora cosa spinge le persone a voler fare il lavoro di interprete/traduttore?!? Se il mercato è saturo in che modo uno potrebbe incanalare le proprie passioni? Non certo continuando un lavoro che non fa sentire realizzati!


Certe decisioni devono essere prese da soli. Forse è inutile chiedere al prossimo se è consigliabile fare un salto nel buio. Mi pare qualcosa di simile a un sondaggio per decidere se conviene sposarsi e mettere su famiglia a prescindere da tutto.


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Letizia S.
Italy
Local time: 06:20
French to Italian
+ ...
Frequenza SSLMIT May 11, 2015

Ciao,
non ti posso parlare della professione perché la mia esperienza come freelance è ancora un po' limitata, ma posso rassicurarti riguardo alla formazione: io mi sono laureata 7 mesi fa alla ex SSLMIT di Trieste e la frequenza non è obbligatoria, perciò potresti continuare a lavorare nella tua città e ad abitare con la tua dolce metà.

Ovvio che frequentare quei corsi è utilissimo per imparare e formarsi sia professionalmente che mentalmente, ma è anche ammirevole che una persona già inserita nel mondo del lavoro senta il bisogno di riprendere il proprio percorso di studi.
E magari, dopo un po' di formazione, riuscirai a sentirti abbastanza "esperto" da poter svolgere qualche saltuario servizio di traduzione (perché no, magari anche a pagamento!) che spezzi la monotonia del lavoro quotidiano...
Per quanto riguarda gli aspetti "burocratici" e "di pagamento" del lavoro di traduzione, meglio che ascolti i professionisti che hanno già risposto...
Io ci tenevo solo a informarti della possibilità di (non) frequentare la SSLMIT
La scelta è tua!!

In bocca al lupo...

Letizia

PS: vorrei aggiungere un piccolo commento, una domanda/provocazione rivolta ai veterani...
Capisco le motivazioni, capisco la coperta del mercato che è sempre più corta, capisco gli ostacoli e le difficoltà finanziarie... Ma allora se è tutto così nero come dite, perché continuate a fare i traduttori???

Perché lavorare con le lingue straniere ci piace un sacco, ecco perché!! Perché ci piace la sfida di arrivare in fondo a una frase difficile, perché siamo dipendenti dall'adrenalina che si scatena quando vediamo che il testo prende forma grazie alle nostre dita che battono sulla tastiera del computer... Perché siamo degli inguaribili pignoli perfezionisti e riusciremmo a trovare errori da correggere in qualsiasi documento... Perché respiriamo solo quando rileggiamo il testo finito e sentiamo che "suona". Ecco perché continuiamo a farlo, ecco perché non smetteremo di tradurre ma neanche di lamentarci. È una professione bellissima! E non dobbiamo negare a nessuno la possibilità di provare a intraprenderla, fosse anche solo per sfizio. D'altronde, tutti noi abbiamo iniziato per passione.

(Mi scuso per il mio divagare, ma ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno, pur sapendo che spesso non lo è, che c'è ancora tanto da fare per far sì che la professione e la professionalità vengano riconosciute. Ma ogni tanto fa bene ricordarci quanto è BELLO quello che facciamo, senza amarezza)

Personalmente, non so se deciderei mai di mollare un posto fisso per un salto del buio del genere, sapendo che potrei unire il mio lavoro e la mia passione in un'unica occupazione (notare che non la definisco lavoro vero e proprio...), impegnandomi in traduzioni saltuarie che mi permetterebbero di vivere serenamente, pagare il mutuo, arrotondare lo stipendio e spezzare la monotonia.

Quindi, se ti va di formarti un po' sulle tecniche e sulla teoria della traduzione, perché rinunciare??

[Modificato alle 2015-05-12 06:51 GMT]


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Christel Zipfel  Identity Verified
Member (2004)
Italian to German
+ ...
La passione fa dei brutti scherzi May 11, 2015

mrk87 wrote:

Buongiorno!

Mi chiamo Mirko e premetto che non sono un esperto o un professionista di traduzione.

Seguo da diverso tempo questo sito e questo forum con una certa passione e ammirazione per il vostro lavoro e la vostra arte, poichè, fin da bambino, ho sempre avuto una particolare passione per le lingue differenti dalla mia.



Ciao Mirko,
come già scritto da altri, oggi esiste una miriade di traduttori che tutti devono vivere in qualche modo. Magari la coperta del mercato basterebbe per tutti, ma purtroppo la *passione* di alcuni colleghi li ha spinti a lavorare praticamente gratis, il che ha fatto crollare i prezzi delle traduzioni in modo drammatico da almeno una decina d'anni se non di più.

Al posto della parola passione puoi mettere incoscienza, dabbenaggine, irresponsabilità, ignoranza in materia fiscale, incapacità di fare i conti più elementari ecc. ecc., la sostanza non cambia: oggi tutti noi viviamo le conseguenze di un tale comportamento scellerato.

Per chi inizia questo mestiere in questi anni è sicuramente molto difficile poter vivere del suo lavoro, almeno per un bel po' di tempo. L'età non conta.

Non me la sento di darti un consiglio, volevo solo ribadire i fatti.


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 06:20
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Concordo May 12, 2015

Christel Zipfel wrote:

Al posto della parola passione puoi mettere incoscienza, dabbenaggine, irresponsabilità, ignoranza in materia fiscale, incapacità di fare i conti più elementari ecc. ecc., la sostanza non cambia: oggi tutti noi viviamo le conseguenze di un tale comportamento scellerato.

Per chi inizia questo mestiere in questi anni è sicuramente molto difficile poter vivere del suo lavoro, almeno per un bel po' di tempo. L'età non conta.


E vorrei anche aggiungere che tale "incoscienza", irresponsabilità ecc ecc- porta anche ad accettare pagamenti a 90 giorni, praticamente ogni settimana devo rifiutare un lavoro a causa dei termini o del prezzo, ma più spesso mi trovo a discutere sui tempi poiché se mi offrono tariffe da fame non rispondo neanche.

Non me la sento nemmeno io di consigliare, certo però il mercato è davvero saturo.


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smarinella  Identity Verified
Italy
Local time: 06:20
Member (2004)
German to Italian
+ ...
i miei due cent May 12, 2015

concordo con quanto ha detto Christel sul fatto che, per svolgere un lavoro come free lancer (non solo quello del traduttore...), non basta la passione ma sono necessarie attitudini e doti di carattere che non tutti hanno (amore del rischio, spirito di iniziativa, forte determinazione ecc.ecc.). Chi passa da un lavoro da dipendente a uno di free lancer si rende conto con sgomento di che approccio totalmente diverso occorra per lavorare in proprio, come libero professionista... ti esorterei a riflettere bene su questo punto.

Poi, ci sarebbero tante altre considerazioni da fare, per es. sul fatto che molti traduttori o sono bilingui per motivi familiari o hanno vissuto tantissimi anni all'estero (questo serve ancor più di una laurea), nel paese la cui lingua costituisce per loro la lingua di partenza; e che in quella d'arrivo, per es. in italiano, si muovono con grande agio, grazie a una capacità di scrittura che si acquista in lunghi, lunghi anni di letture intensa e continua - e di studio.

Se questo non è il tuo caso, rifletterei bene sul da farsi, tanto più che sei uno dei pochi fortunati che, a trent'anni, dispone di un lavoro stabile...magari potresti chiedere un periodo di aspettativa e, in futuro, tentare di avere un part time per svolgere entrambe le professioni.
Non dici infine da che lingua vorresti tradurre... se essa fosse il solito inglese, mi sembra doveroso sottolineare che il mercato è talmente saturo che lasciare l'attuale lavoro sarebbe davvero un salto nel buio; fosse che so il turco o l'arabo, le cose sarebbero diverse...


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Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
Local time: 06:20
Member
English to Italian
Perché è tardi May 13, 2015

Letizia S. wrote:


PS: vorrei aggiungere un piccolo commento, una domanda/provocazione rivolta ai veterani...
Capisco le motivazioni, capisco la coperta del mercato che è sempre più corta, capisco gli ostacoli e le difficoltà finanziarie... Ma allora se è tutto così nero come dite, perché continuate a fare i traduttori???



Perché alla mia età non avrei più alternative di lavoro. Dopo 20 anni di lavoro come traduttore, non è che poi si abbiano miriadi di alternative lavorative. Certe scelte sono a senso unico nella vita e se ne pagano le conseguenze, che piacciano (per gli aspetti che hai citato e che sono validissimie che mi hanno dato tante soddisfazioni a lungo) o meno. Quando si superano i 50 anni, per molti aspetti della propria vita il solco è ormai tracciato e non ci sono più molte piste alternative. Occorre assumersene la responsabilità e lasciare da parte i rimpianti. Si possono tuttavia, grazie all'esperienza, fornire pareri frutto di anni di pratica e di quel minimo di saggezza acquisita con l'età.


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 06:20
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Anche per me è tardi, anzi tardissimo May 13, 2015

Giuseppe C. wrote:

Letizia S. wrote:


PS: vorrei aggiungere un piccolo commento, una domanda/provocazione rivolta ai veterani...
Capisco le motivazioni, capisco la coperta del mercato che è sempre più corta, capisco gli ostacoli e le difficoltà finanziarie... Ma allora se è tutto così nero come dite, perché continuate a fare i traduttori???


Quando si superano i 50 anni, per molti aspetti della propria vita il solco è ormai tracciato e non ci sono più molte piste alternative. Occorre assumersene la responsabilità e lasciare da parte i rimpianti. Si possono tuttavia, grazie all'esperienza, fornire pareri frutto di anni di pratica e di quel minimo di saggezza acquisita con l'età.


Giuseppe come sempre esprimi il mio pensiero, e lo esprimi benissimo.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Santa ingenuità ;) May 13, 2015

Letizia S. wrote:

Ciao,
non ti posso parlare della professione perché la mia esperienza come freelance è ancora un po' limitata, ma posso rassicurarti riguardo alla formazione: io mi sono laureata 7 mesi fa alla ex SSLMIT di Trieste e la frequenza non è obbligatoria, perciò potresti continuare a lavorare nella tua città e ad abitare con la tua dolce metà.

Ovvio che frequentare quei corsi è utilissimo per imparare e formarsi sia professionalmente che mentalmente, ma è anche ammirevole che una persona già inserita nel mondo del lavoro senta il bisogno di riprendere il proprio percorso di studi.
E magari, dopo un po' di formazione, riuscirai a sentirti abbastanza "esperto" da poter svolgere qualche saltuario servizio di traduzione (perché no, magari anche a pagamento!) che spezzi la monotonia del lavoro quotidiano...
Per quanto riguarda gli aspetti "burocratici" e "di pagamento" del lavoro di traduzione, meglio che ascolti i professionisti che hanno già risposto...
Io ci tenevo solo a informarti della possibilità di (non) frequentare la SSLMIT
La scelta è tua!!

In bocca al lupo...

Letizia

PS: vorrei aggiungere un piccolo commento, una domanda/provocazione rivolta ai veterani...
Capisco le motivazioni, capisco la coperta del mercato che è sempre più corta, capisco gli ostacoli e le difficoltà finanziarie... Ma allora se è tutto così nero come dite, perché continuate a fare i traduttori???

Perché lavorare con le lingue straniere ci piace un sacco, ecco perché!! Perché ci piace la sfida di arrivare in fondo a una frase difficile, perché siamo dipendenti dall'adrenalina che si scatena quando vediamo che il testo prende forma grazie alle nostre dita che battono sulla tastiera del computer... Perché siamo degli inguaribili pignoli perfezionisti e riusciremmo a trovare errori da correggere in qualsiasi documento... Perché respiriamo solo quando rileggiamo il testo finito e sentiamo che "suona". Ecco perché continuiamo a farlo, ecco perché non smetteremo di tradurre ma neanche di lamentarci. È una professione bellissima! E non dobbiamo negare a nessuno la possibilità di provare a intraprenderla, fosse anche solo per sfizio. D'altronde, tutti noi abbiamo iniziato per passione.

(Mi scuso per il mio divagare, ma ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno, pur sapendo che spesso non lo è, che c'è ancora tanto da fare per far sì che la professione e la professionalità vengano riconosciute. Ma ogni tanto fa bene ricordarci quanto è BELLO quello che facciamo, senza amarezza)

Personalmente, non so se deciderei mai di mollare un posto fisso per un salto del buio del genere, sapendo che potrei unire il mio lavoro e la mia passione in un'unica occupazione (notare che non la definisco lavoro vero e proprio...), impegnandomi in traduzioni saltuarie che mi permetterebbero di vivere serenamente, pagare il mutuo, arrotondare lo stipendio e spezzare la monotonia.

Quindi, se ti va di formarti un po' sulle tecniche e sulla teoria della traduzione, perché rinunciare??



Questo contributo, che nelle intenzioni di Letizia dovrebbe incoraggiarti a scegliere questa strada, secondo me è invece illuminante per indicare quanto le scuole di interpretariato e traduzione sfornino attualmente laureati che sono assolutamente impreparati ad affrontare il mercato e con idee assolutamente distorte e favoleggianti su come stiano veramente le cose. Affrontare un corso di studi per poi, nelle stesse parole di Letizia, poter eseguire "traduzioni saltuarie" per "arrotondare lo stipendio e spezzare la monotonia", per "passione" la dice tutta su quanto poco venga comunicato durante il corso di studi sulle realtà del mondo della traduzione. Non si affronta un corso di studi per "sfizio", "passione" e "spezzare la monotonia". Per tale motivo, Letizia e tanti come lei, non riescono a comprendere il nostro "pessimismo" e secondo la loro ottica è contraddittorio che pur lamentandoci non smettiamo di fare i traduttori, quando la risposta a tale pseudocontraddizione è più che ovvia ed è stata già spiegata dai colleghi. Se venti e più anni di esperienza non vi bastano per fidarvi delle nostre risposte, continuerete a credere alle favole...


[Edited at 2015-05-13 12:11 GMT]


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Christel Zipfel  Identity Verified
Member (2004)
Italian to German
+ ...
La passione di per sé non è un male, anzi... May 13, 2015

Letizia S. wrote:

Perché lavorare con le lingue straniere ci piace un sacco, ecco perché!! Perché ci piace la sfida di arrivare in fondo a una frase difficile, perché siamo dipendenti dall'adrenalina che si scatena quando vediamo che il testo prende forma grazie alle nostre dita che battono sulla tastiera del computer... Perché siamo degli inguaribili pignoli perfezionisti e riusciremmo a trovare errori da correggere in qualsiasi documento... Perché respiriamo solo quando rileggiamo il testo finito e sentiamo che "suona". Ecco perché continuiamo a farlo, ecco perché non smetteremo di tradurre ma neanche di lamentarci. È una professione bellissima! E non dobbiamo negare a nessuno la possibilità di provare a intraprenderla, fosse anche solo per sfizio. D'altronde, tutti noi abbiamo iniziato per passione.



...ben venga, in tutti i lavori, il nostro incluso! Deve essere triste svolgere una qualsiasi attività senza passione.

Dove la passione invece diventa un problema è quando ci annebbia la mente, non ci fa stare con i piedi per terra, in tutte le situazioni ed anche nel nostro lavoro, e ci impedisce di capire per esempio che con certe tariffe e a certe condizioni è impossibile vivere. Per questo basterebbe saper fare due semplici conti: alla fine della giornata/del mese/dell'anno, quanto ho guadagnato e soprattutto, quanto mi rimane in tasca? Non guadagnerò per caso meno di una donna delle pulizie, pardon, colf, dopo aver studiato anni e anni? Ma la passione talvolta è tanto grande che fa perdere di vista questi piccoli dettagli ed ecco che arriviamo alla situazione di oggi nella quale, come ho detto, siamo purtroppo coinvolti tutti.

La mia è una battuta, ovviamente: difatti, secondo la mia esperienza la passione dichiarata (nel forum ed altrove) spesso è inversamente proporzionale alle tariffe scritte sul profilo o buttate lì nel forum (cito a caso: "5 euro a cartella sono troppi?" oppure "3 centesimi a parola è una tariffa accettabile!"...). Come se la passione fosse monetizzabile e potesse sopperire al misero introito ottenuto con questi prezzi stracciati. E quindi ecco la mia avversione a questa parola ormai, ma non mi riferivo ad un caso specifico, per carità!

Per il resto, mi associo completamente a quanto dice Giuseppe. Un conto è aver cominciato 20 o 30 anni fa, un conto è farlo oggi. Non è che noi siamo masochisti, ma le due situazioni semplicemente non sono comparabili, per i motivi che sono stati detti.





[Bearbeitet am 2015-05-13 16:04 GMT]


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