Novellina nel settore traduzione
Thread poster: GiorgiaM93

GiorgiaM93
Italy
Local time: 00:43
Italian to English
+ ...
Sep 10, 2015

Ciao a tutti!
Mi chiamo Giorgia e sono un'aspirante traduttrice. Studio traduzione all'università, dovrei laurearmi a breve! Le mie lingue di lavoro sono italiano, inglese e tedesco. Volevo iniziare ad avventurarmi nel mondo della traduzione freelance e del proofreading, per farmi un po' di ossa dato che non penso di continuare con una magistrale e mi piacerebbe intraprendere questa attività. Mi spiace sembrare un po' ingenua ma proprio non saprei bene da dove iniziare, sopratutto a livello legale. Essendo ancora studentessa, non ho intenzione di aprirmi una partita IVA (anche perchè non vorrei rimanere in Italia). Come posso gestire il tutto a livello legale? Cosa mi consigliate per partire con questa attività?
Vorrei inoltre approfondire la mia conoscenza di software per la traduzione (trados etc) solo che ovviamente in università non si possono permettere di comprarlo e spiegarci come funziona.. è veramente indispensabile a livello lavorativo? Quali altri software esistono che posso iniziare ad usare?
Qualsiasi aiuto è ben accettoicon_smile.gif
Grazie a tutti!
Giorgia


 

Tom in London
United Kingdom
Local time: 23:43
Member (2008)
Italian to English
Un consiglio soltanto Sep 10, 2015

Un consiglio soltanto: tradurre sempre e soltanto dalle tue lingue fonte in italiano, la tua madrelingua. Mai nel senso inverso.

[Edited at 2015-09-10 13:56 GMT]


 

Fiona Grace Peterson  Identity Verified
Italy
Local time: 00:43
Member
Italian to English
Forum Sep 10, 2015

GiorgiaM93 wrote:

Mi spiace sembrare un po' ingenua ma proprio non saprei bene da dove iniziare, sopratutto a livello legale.


Un buon punto d'inizio sarebbe proprio qui, in questi forum. Troverai che tutte le tue domande sono già state posteicon_smile.gif


 

Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
Local time: 00:43
Member
English to Italian
Perché non pensare a completare gli studi? Sep 10, 2015

GiorgiaM93 wrote:
Qualsiasi aiuto è ben accettoicon_smile.gif
Grazie a tutti!
Giorgia


Io ti suggerirei di completare gli studi, dato che non è il caso di sprecare tempo cercando di lavorare mentre devi ancora concludere gli studi propedeutici all'attività.
Le traduzioni richiedono un impegno non indifferente che mal si concilia con lo studio universitario.

Successivamente, dal punto di vista legale, puoi recarti da un commercialista e chiedere una consulenza come abbiamo fatto praticamente tutti a inizio carriera oppure chiedere assistenza all'Agenzia delle Entrate il cui sito troverai facilmente grazie a un qualsiasi motore di ricerca.
Altre informazioni puoi trovarle, come ti ha già suggerito Fiona, usando il motore di ricerca all'interno del forum, ma devi essere in grado di discriminare tra informazioni errate e informazioni corrette.

Il consiglio invece è questo: quando e se lavorerai, proponi tariffe sensate, tenendo ben presente che metà di quanto incassato dai clienti dovrà essere versato per le imposte nazionali e locali e per i contributi previdenziali, oltre a quanto dovrai spendere per dotarti degli strumenti per lavorare.
Ciò sarà utile a te e a tutti noi, onde evitare le continue proposte di lavoro a 2 o 3 o 4 centesimi di Euro a parola da parte di clienti abituati a trattare con traduttori novellini che non sanno quantificare il valore del proprio e altrui lavoro e guadagnare il dovuto per vivere dignitosamente e in modo indipendente.


 

Christel Zipfel  Identity Verified
Member (2004)
Italian to German
+ ...
Ancora più importante Sep 10, 2015

Tom in London wrote:

Un consiglio soltanto: tradurre sempre e soltanto dalle tue lingue fonte in italiano, la tua madrelingua. Mai nel senso inverso


A me francamente non interessa niente se qualcuno traduce verso una lingua che non è la sua. L'importante è che il risultato sia impeccabile e si presume che chi offre questo servizio lo sappia giudicare, altrimenti fa poca strada comunque. Conosco il lavoro di alcuni colleghi in questa condizione che è assolutamente strabiliante e perfetto, ma forse è l'eccezione che conferma la regola. Ad ogni modo non sarei così perentoria, dipende dalle circostanze.

Molto più importante è invece come ha detto giustamente Giuseppe: non svenderti! Mai! Mi rendo conto che è più facile a dirsi che a farsi per chi è agli inizii, ma provaci almeno e ricordatelo sempre! Tieni in mente che solo una parte di quello che fatturerai ti rimane in mano, ci sono le tasse da pagare, le spese ecc., e quando avrai partita IVA, più o meno te ne rimarrà metà. E' triste ma è così.


 

Rossinka
Italy
Local time: 00:43
Italian to Russian
+ ...
D'accordo con Christel sul tradurre verso una lingua che non è la tua Sep 11, 2015

Christel Zipfel wrote:

Tom in London wrote:

Un consiglio soltanto: tradurre sempre e soltanto dalle tue lingue fonte in italiano, la tua madrelingua. Mai nel senso inverso


A me francamente non interessa niente se qualcuno traduce verso una lingua che non è la sua. L'importante è che il risultato sia impeccabile e si presume che chi offre questo servizio lo sappia giudicare,


La penso anch'io che non bisogna essere così categorici in questa situazione del tradurre solo nella tua lingua madre.
Personalmente, ho tradotto in Italiano dei testi medico scientifici ed anche legali, senza mai avere un reclamo dai committenti.
Dall'altra parte, ho visto dei testi terribili tradotti in russo dalle non madrelingua.

Aggiungo solo che un novellino non sarà in grado di farlo, ci vuole tanta esperienza.


 

Paola Battagliarini  Identity Verified
Italy
Local time: 00:43
English to Italian
+ ...
Giorgia, Sep 11, 2015

benvenuta, devo dire che ho apprezzato la tua presentazione e la tua voglia di fare. Molte osservazioni che condivido le hanno già fatte i colleghi, io mi limito a una considerazione: quando dici

Mi spiace sembrare un po' ingenua ma proprio non saprei bene da dove iniziare, sopratutto a livello legale.

trasecolo: se ti stai per laureare in traduzione, la prima fonte di informazioni sul lavoro dovrebbe essere qualcuno dei tuoi insegnanti _di traduzione_, o sbaglio? Oppure all'università del lavoro non si parla? Davvero non vi dicono niente sugli aspetti pratici della professione? Se è così, dovete pretenderlo! Soprattutto nel caso di questa professione, che la maggior parte delle persone pratica come libero professionista (infatti considero diverso il caso di qualcuno che dopo gli studi viene assunto in azienda, dove si ha comunque l'opportunità di imparare gli aspetti pratici del lavoro - anche se un'esperienza lavorativa prima della laurea sarebbe utilissima per tutti!)

In bocca al lupo!

Paola


 

Serena Basili  Identity Verified
Belgium
Local time: 00:43
English to Italian
+ ...
Università= T E O R I A (@Paola) Sep 11, 2015

No, all'università non si parla di aspetti pratici. Io ho studiato mediazione linguistica e nessuno mi ha mai anche solo accennato ai primi passi nel mondo del lavoro, né tantomento ai CAT. Sono tutte cose che ho scoperto col master in traduzione tecnico-scientifica con corsi tenuti da professionisti che però è un progetto gestito da Regione, Fondo Sociale Europeo e l'istituto privato dove si svolgevano le lezioni.

Per Giorgia: lavora duramente e non svenderti, i risultati arriveranno, vedrai!


Da una tua ottimista futura collegaicon_smile.gif

[Edited at 2015-09-11 12:00 GMT]


 

mariant  Identity Verified
Italy
Local time: 00:43
Member (2006)
German to Italian
+ ...
Per passare dalla teoria alla pratica Sep 14, 2015

Ciao Giorgia,

leggendo il tuo messaggio, mi rivedo anch'io all'epoca dell'università, quando sentivo che volevo diventare traduttrice ma non sapevo come fare né trovavo grandi informazioni. Rispetto ad allora, ora ci sono tanti strumenti e canali informativi e di avviamento a questa bellissima professione. Uno è proprio Proz.com: prima di iniziare ufficialmente, ho trascorso settimane a documentarmi, consultare il forum, leggere gli articoli e frequentare l'area Kudoz. Ho imparato moltissimo e ogni giorno imparo qualcosa... E sono passati vari anni! Anche questa discussione te lo dimostra: tanti colleghi esperti ti danno il loro parere e vari consigli importanti, per te ma anche per gli altri aspiranti traduttori motivati.
Un altro consiglio: dato che non vorresti rimanere in Italia, informati sulla possibilità di svolgere un tirocinio presso un'agenzia estera, preferibilmente nei Paesi delle tue lingue di lavoro. Diverse Università offrono questa possibilità nell'ambito dei programmi di scambio, quindi prova a chiedere nella tua. Se non si può, allora potresti inviare la tua candidatura direttamente alle agenzie che propongono stage (cercale su Proz o su Internet). In questo modo, immediatamente dopo la laurea, potresti fare esperienza sul campo, preziosa e necessaria per consolidare la tua formazione teorica sotto la guida diretta di traduttori esperti e per acquisire le basi tecniche, normative e amministrative per iniziare a lavorare.

Buona fortuna!

Maria Antonietta


 

GiorgiaM93
Italy
Local time: 00:43
Italian to English
+ ...
TOPIC STARTER
Grazie per le risposte! Sep 14, 2015

Ciao a tutti e grazie per le risposte. Chiedo scusa se torno a voi solo ora!
I miei studi sono veramente agli sgoccioli e ho bisogno di qualche soldino in più e ho pensato di cominciare nel campo in cui voglio lavorare. È inutile che continui a fare la cameriera per mantenermi quando non è quello che voglio fare. Mi sento abbastanza confidente nel l'inglese per fare traduzioni sia attive che passive e ho diverse persone madrelingua che che mi confermano questo: ovvio che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare! Non ho la presunzione di saperlo fare perfettamente data anche la mia scarsa esperienza. In università non spiegano queste cose, spiegano teoria e ovviamente nonostante la mia facoltà sia improntata sulla traduzione, gli esami di letteratura e linguistica non ci vengono risparmiati. Quindi dite che potrei iniziare a lavorare un po' sul sito e cercare di fare qualche traduzione anche se non ho partita iva? Se volessi operare il tutto su internet posso chiedere pagamenti su paypal quindi? Vi ringrazio per la disponibilità! Io ho tanta voglia di imparare e fare, sento che dovrei avere più competenze, non a livello traduttologico, ma a livello lavorativo ho paura che non sarò in grado di mantenermi svolgendo solo il lavoro di traduttrice. Posso chiedere se voi lavorate solo come traduttori o avete un altro lavoro? Vi ringrazio ancora!


 

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 00:43
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Regola di base della traduzione Sep 15, 2015

Innanzitutto, do il benvenuto a Giorgia nel forum e nella comunità di ProZ, con un grande in bocca al lupo per l'avvio dell'attività di traduzione.

Inoltre, mi spiace non essere del tutto d'accordo con alcune colleghe intervenute, peraltro molto brave, ma concordo in pieno con Tom su quella che, piaccia o meno, è la prima regola della traduzione: mai tradurre verso lingue diverse dalla propria lingua madre.

Naturalmente, ciò non toglie che esistano delle ottime eccezioni, ma, come è stato giustamente osservato, si tratta di eccezioni che confermano la regola e che, come è ovvio, non possono essere elevate al rango di regola. Esistono, infatti, dei veri portenti linguistici, oppure traduttori così bravi e inclini alle lingue straniere che, vivendo molti anni in un altro paese, ne acquisiscono la lingua come fosse la lingua madre o quasi. È anche vero che, come spesso si dice, il bilinguismo perfetto non esiste, e che non basta vivere decenni in un altro paese per ottenere una padronanza della lingua locale di livello pari a un madrelingua. Né, tanto meno, ciò è sufficiente per poter tradurre verso la lingua locale allo stesso modo di un madrelingua. Si tratta appunto di eccezioni, che tali devono rimanere.

Un'altra argomentazione che viene presentata spesso a favore della traduzione passiva è che è molto meglio un non madrelingua esperto che un madrelingua incompetente, sia sul piano linguistico che della conoscenza del settore specifico. Questa, però, non può essere una tesi plausibile, perché è chiaramente illogica ed elusiva, in quanto aggira il punto centrale della questione. È ovvio, infatti, che le competenze linguistico-traduttive e tecnico-lessicali (che, naturalmente, non significano dover essere necessariamente medici, avvocati o ingegneri) sono un'altra "condicio sine qua non", che non va considerata un "optional", e che, appunto, viene subito dopo il requisito di base della traduzione verso la lingua madre per poter parlare di traduzione professionale.

Infatti, non ci si dovrebbe mai stancare di ripetere che quella della traduzione verso la lingua madre è proprio la regola di base, la premessa essenziale, senza la quale non si può iniziare alcun discorso sull'attività traduttiva. E ciò che mi stupisce è la disinvoltura con cui -sempre escluse le lodevolissime eccezioni- questa regola, che dovrebbe apparire ovvia, viene sempre più disattesa. E questo avviene sia a livello pratico che discorsivo, e non solo da parte di principianti. Questi ultimi sono anzi scusabili a tale riguardo, dato che, come abbiamo visto, molte università, ancora oggi, non insegnano neppure questo principio fondamentale.

Infine, per evitare ogni polemica, ciò che vado ripetendo in questi casi è che non sono io né chi, giustamente, difende la regola di base a stabilire chi sia legittimato o meno a tradurre verso una lingua passiva, ma gli stessi lettori madrelingua del testo tradotto. Cioè, se un madrelingua non avrà nulla da obiettare e non riscontrerà alcun errore in quella traduzione, tanto di cappello al traduttore in questione: ciò significa che potremo collocarlo a buon diritto tra le già descritte eccezioni. Altrimenti, se il testo lascerà a desiderare e il madrelingua dovesse rilevare errori tipici di una traduzione passiva, la logica conclusione che il traduttore dovrà trarre, se veramente serio e professionale, sarà quella di fare un salutare "bagno di umiltà", riconoscendo l'essenzialità della regola di base. Se poi dovesse trattarsi di traduzioni extralavorative e/o legate a situazioni eccezionali, viene da sé che questo stesso traduttore dovrà come minimo considerare indispensabile la revisione finale da parte di un madrelingua.

Buona serata a tutte/i,

Gaetano


[Modificato alle 2015-09-15 15:37 GMT]


 

Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
Local time: 00:43
Member
English to Italian
Concordo in toto Sep 15, 2015

Io potrei spesso, dopo così tanti anni di esperienza, tradurre dall'italiano all'inglese un'interfaccia software o un manuale di installazione o manutenzione, che si prestano benissimo, con un'ottima probabilità di non dare adito a problemi, ma per principio mi rifiuto sempre e comunque di accettare un incarico del genere, perché non mi troverei nella condizione lavorativa usuale, ossia quella che mi consente di non avere problemi con i clienti e perché ritengo non manchino colleghi madrelingua in grado di offrire questo servizio con disinvoltura e piena sicurezza del risultato, che non solo sarebbe come minimo di pari qualità, ma quasi sicuramente di qualità superiore a quella che potrei fornire io, a parità di esperienza e capacità.

Tuttavia, come ha spiegato in modo impeccabile Gaetano, a parte le dovute eccezioni, rappresentate da quanti siano riusciti a farsi permeare pienamente da due culture facenti capo a lingue diverse, questo freno a mio parere dovrebbe essere sempre pronto ad essere tirato da chi fornisce traduzioni a livello professionale. Il rischio sull'effettiva qualità del risultato mi pare troppo elevato.




Gaetano Silvestri Campagnano wrote:

Innanzitutto, do il benvenuto a Giorgia nel forum e nella comunità di ProZ, con un grande in bocca al lupo per l'avvio dell'attività di traduzione.

Inoltre, mi spiace non essere del tutto d'accordo con alcune colleghe intervenute, peraltro molto brave (e mi spiace anche se darò probabilmente origine ad un thread secondario), ma concordo in pieno con Tom su quella che, piaccia o meno, è la prima regola della traduzione: mai tradurre verso lingue diverse dalla propria lingua madre.

Naturalmente, ciò non toglie che esistano delle ottime eccezioni, ma, come è stato giustamente osservato, si tratta di eccezioni che confermano la regola e che, come è ovvio, non possono essere elevate al rango di regola. Esistono, infatti, dei veri portenti linguistici, oppure traduttori così bravi e inclini alle lingue straniere che, vivendo molti anni in un altro paese, ne acquisiscono la lingua come fosse la lingua madre o quasi. È anche vero che, come spesso si dice, il bilinguismo perfetto non esiste, e che non basta vivere decenni in un altro paese per ottenere una padronanza della lingua locale di livello pari a un madrelingua. Né, tanto meno, ciò è sufficiente per poter tradurre verso la lingua locale allo stesso modo di un madrelingua. Si tratta appunto di eccezioni, che tali devono rimanere.

Un'altra argomentazione che viene presentata spesso a favore della traduzione passiva è che è molto meglio un non madrelingua esperto che un madrelingua incompetente, sia sul piano linguistico che della conoscenza del settore specifico. Questa, però, non può essere una tesi plausibile, perché è chiaramente illogica ed elusiva, in quanto aggira il punto centrale della questione. È ovvio, infatti, che le competenze linguistico-traduttive e tecnico-lessicali (che, naturalmente, non significano dover essere necessariamente medici, avvocati o ingegneri) sono un'altra "condicio sine qua non", che non va considerata un "optional", e che, appunto, viene subito dopo il requisito di base della traduzione verso la lingua madre per poter parlare di traduzione professionale.

Infatti, non ci si dovrebbe mai stancare di ripetere che quella della traduzione verso la lingua madre è proprio la regola di base, la premessa essenziale, senza la quale non si può iniziare alcun discorso sull'attività traduttiva. E ciò che mi stupisce è la disinvoltura con cui, sempre escluse le lodevolissime eccezioni, questa regola, che dovrebbe apparire ovvia, viene sempre più disattesa, sia a livello pratico che discorsivo, e non solo da parte di principianti. Questi ultimi sono anzi scusabili su questo aspetto, dato che, come abbiamo visto, molte università, ancora oggi, non insegnano neppure questo principio fondamentale.

Infine, per evitare ogni polemica, ciò che vado ripetendo in questi casi è che non sono io né chi, giustamente, difende la regola di base a stabilire chi sia legittimato o meno a tradurre verso una lingua passiva, ma gli stessi lettori madrelingua del testo tradotto. Cioè, se un madrelingua non avrà nulla da obiettare e non riscontrerà alcun errore in quella traduzione, tanto di cappello al traduttore in questione: ciò significa che potremo collocarlo a buon diritto tra le già descritte eccezioni. Altrimenti, se il testo lascerà a desiderare e il madrelingua dovesse rilevare errori tipici di una traduzione passiva, la logica conclusione che il traduttore dovrà trarre, se veramente serio e professionale, sarà quella di fare un salutare "bagno di umiltà", riconoscendo l'essenzialità della regola di base. Se poi dovesse trattarsi di traduzioni extralavorative e/o legate a situazioni eccezionali, viene da sé che questo stesso traduttore dovrà come minimo considerare indispensabile la revisione finale da parte di un madrelingua.

Buona serata a tutte/i,

Gaetano


[Modificato alle 2015-09-15 15:25 GMT]


[Edited at 2015-09-15 15:47 GMT]


 

Gianluca Attoli  Identity Verified
Italy
Local time: 00:43
Member
English to Italian
+ ...
... Sep 17, 2015

Christel Zipfel wrote:

A me francamente non interessa niente se qualcuno traduce verso una lingua che non è la sua. L'importante è che il risultato sia impeccabile e si presume che chi offre questo servizio lo sappia giudicare


C'è una contraddizione in termini. Il fatto stesso di non essere madrelingua impedisce di saper giudicare con piena cognizione la qualità di un lavoro verso una lingua diversa dalla propria. Secondo me, solo una stretta élite di bilingui dalla nascita e ben allenati può permettersi di provare a tradurre verso altre lingue.


 

Angie Garbarino  Identity Verified
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Vabbè dipende Sep 18, 2015

Gianluca Attoli wrote:

C'è una contraddizione in termini. Il fatto stesso di non essere madrelingua impedisce di saper giudicare con piena cognizione la qualità di un lavoro verso una lingua diversa dalla propria. Secondo me, solo una stretta élite di bilingui dalla nascita e ben allenati può permettersi di provare a tradurre verso altre lingue.


Prendi ad esempio un traduttore di professione di madrelingua tedesca che abbia studiato bene l'inglese e viva in Inghilterra full immersion da 30 anni, io credo che una persona così (sempre che sia un professionista) possa tradurre nella lingua di adozione.

Come sempre, secondo me, tutto è relativo.


 


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