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Una domanda: ci sono cose che non traducete per motivi etici?
Thread poster: Daniele Martoglio

Daniele Martoglio  Identity Verified
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Feb 9, 2005

Faccio la domanda molto prudentemente perche sono stato quasi lapidato nel forum polacco (e anche per questo sono curioso se noi italiani abbiamo maggiori scrupoli).

Io PERSONALMENTE non traduco alcune cose per motivi MIEI, ETICI. Nel mio sito internet c'e' scritto:
Non eseguo traduzioni riguardanti i seguenti settori: armi, odio razziale, politico e religioso, nazionalismo, promozione del tabacco e del gioco d'azzardo, sette religiose, Network Marketing / Multilevel Marketing e analoghe realtà distruttive.

Domande:

1) Qualcun altro anche applica il principio generale che alcune cose non le traduce per motivi etici? (non necessariamente quelle che non traduco io)

2)Se si, quali altre cose oltre le mie non traducete?

Lo chiedo perchè l'elenco delle cose che io non traduco e' nato "per strada" a partire da singole traduzioni che mi sono rifiutato di fare. Allora mi sarebbe utile "completare" la lista. E poi sono semplicemente curioso di sapere che pensano i miei colleghi italiani..

I polacchi si situavano sul livello di Alberto Sordi nel film "Finche c'è guerra c'è speranza"... Del resto quando a Roma c'erano oltre 3 milioni di persone in piazza contro la guerra in Irak, a Varsavia c'erano 3000 persone..

Daniele

[Edited at 2005-02-09 21:49]


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 20:52
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D'accordo sul concetto di base Feb 9, 2005

Daniele,

non sono d'accordo su molti dei tuoi "settori d'esclusione", ma penso che come traduttori abbiamo ogni diritto, individualmente, di rifiutare per motivi etici sia lavori in determinati settori, sia clienti.


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giogi
Local time: 03:52
Ciao Daniele Feb 10, 2005

Daniele Martoglio wrote:



Io PERSONALMENTE non traduco alcune cose per motivi MIEI, ETICI.
Daniele

[Edited at 2005-02-09 21:49]

E' proprio questo il punto. E' quasi impossibile standardizzare i valori etici o morali (I filosofi ci provano da secoli, ma senza successo..!. Ognuno aderisce valori etici che ritiene giusti (e guarda che non sto facendo del relativismo)e agisce di conseguenza.
A volte penso che se dovessi agire secondo i miei principi etici non tradurrei più nulla, a partire dai manuali dei cellulari....ovviamente scherzo!
Diciamo che ci sono cose che non traduco, certo; i videogiochi, per esempio ( mi piace pensare che l'umanità usi il proprio cervello),materiale pornografico (mi piace pensare che il sesso sia terreno di creatività e non di passività), materiale di propaganda politica o razziale di qualunque natura (mi piace pensare...) ma per questo non mi sento di criticare chi lo fa o comunque di stabilire degli standard universali.
E comunque chi mi garantisce che se domani fossi nella più nera necessità non tradurrei anche il manuale per l'uso di un'arma di distruzione di massa?...perdona il sarcasmo eccessivo...
Argomento interessante, comunque.
Grazie per averlo sollevato.
Giovanna


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Federica D'Alessio
Italy
Local time: 04:52
Member (2005)
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Pensare.... Feb 10, 2005

Giovanna Rampone, PhD wrote:

[Diciamo che ci sono cose che non traduco, certo; materiale pornografico (mi piace pensare che il sesso sia terreno di creatività e non di passività),

Giovanna


Giovanna,

sei grande!

Io per il momento non mi sono mai trovata nella situazione di rifiutare una traduzione, so che senza dubbio rifiuterei a:

-) Materiale pornografico
-) Materiale di contenuto razzista

Anche se contenuti razzistoidi sono contenuti purtroppo un po' dappertutto, ma questa è in parte un'altra storia...

Buona giornata a tod@s,

Federica


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Daniele Martoglio  Identity Verified
Local time: 04:52
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TOPIC STARTER
Iniziano ad arrivare gli esempi, molto interessante.. Feb 10, 2005

Giovanna Rampone, PhD wrote:

E' proprio questo il punto. E' quasi impossibile standardizzare i valori etici o morali (I filosofi ci provano da secoli, ma senza successo..!. Ognuno aderisce valori etici che ritiene giusti (e guarda che non sto facendo del relativismo)e agisce di conseguenza.


Certo, e su questo non dubitavo. Ma la cosa interessante e' proprio scoprire QUALI possono essere i "settori d'esclusione" per usare l'espressione di Riccardo..

Giovanna Rampone, PhD wrote:
Diciamo che ci sono cose che non traduco, certo; i videogiochi, per esempio ( mi piace pensare che l'umanità usi il proprio cervello),materiale pornografico (mi piace pensare che il sesso sia terreno di creatività e non di passività), materiale di propaganda politica o razziale di qualunque natura (mi piace pensare...)


Molto interessante. Hai aggiunto alla mia lista (parlo della lista di POSSIBILI esclusioni, non di quelle che ognuno deve avere) almeno 3 cose:

- videogiochi
- materiale pornografico
- materiale di propaganda politica

Diciamo che la mia lista iniziale aveva:

- armi
- tabacco
- odio razziale
- odio religioso
- nazionalismo
- gioco d'azzardo
- sette religiose
- Network marketing / multilevel marketing

Altri settori di escusione possibili?
Chi non traduce materiale di propaganda politica, lo fa solo per la propaganda nel "campo avverso" o anche verso le opzioni politiche per le quali ha simpatia? Questo mi incuriosisce.

Ricordo che quanto tanti anni fa una mia amica, avente il mio stesso backgroud politico ando' a lavorare (pagata, lavoro di segreteria) nell'altro schieramento io ero allibito.

Ricordo che quando avevo 21-22 anni, e gia da 3-4 anni mi mantenevo da solo (dovevo, mi ero trovato in mezzo alla strada) come progettista elettronico freelance, mi offrirono un lavoro di implementazione del firmware di un sistema di controllo accessi (le barriere con il badge elettronico). Avevamo gia' fissato l'importo della commessa. In quel momento ero in crisi nera economica, non avevo neanche i soldi per pagare l'affitto che scadeva di li a poco. Seppi che l'azienda in cui andava installato produceva sistemi elettronici per gli armamenti. Rifiutai. Raddoppiarono l'offerta. Spiegai che non mi muovo di un millimetro. Triplicarono l'offerta. Rifiutai.

Ero giovane e radicale (parlo del concetto, non del partito che porta questo nome!). Ora sono contento di non essere piu' giovane e radicale lo stesso. La domanda di Giovanna e' sempre una domanda aperta, per ognuno di noi, e nessuno può essere certo di cosa farà domani. Per questo penso che "sollevare l'argomento" sia importante. Un giorno OGNUNO di noi riceverà una telefonata per una qualche traduzione "critica", e avrà poco tempo per decidere cosa fare. Ragionare prima aiuta ad essere pronti, a capire cosa ognuno vuole fare o no. Con la sua coscienza certo, non con quella di un'altro. Ma ragionare aiuta a decidere bene, e non essere preda della fretta del momento...

Daniele


[Edited at 2005-02-10 09:37]


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Domenica Grangiotti  Identity Verified
Local time: 04:52
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Forma e sostanza Feb 10, 2005

Ciao, Daniele.
Più invecchio (40 anni tra pochi giorni) e più tendo a pensare che le *dichiarazioni altisonanti* spesso vanificano le migliori intenzioni. Mi spiego. La mia opinione personale è che qualcuno si possa sentire urtato dalla dichiarazione così chiara del tuo *credo* (che hai tutti i diritti di avere). Intendiamoci, tu penserai: se lo penso perché non devo dichiararlo? Mi evita di avere richieste che comunque non potrei/ vorrei soddisfare.
Vero, ma fa sì che agenzie non ti contattino a priori, non è detto solo per progetti che non accetteresti. E magari qualcuno si può sentire urtato nella propria responsabilità (lui è forse migliore di me?...).
Scusa se ho fatto l'avvocato del diavolo.
Io credo che ognuno di noi abbia diritto di rifiutare, di volta in volta, qualsiasi lavoro non si senta/ non voglia/ non possa eseguire con competenza e con coscienza.
Un abbraccio con affetto
Domenica

PS Anche io rifuggo dai video giochi e per ora nessuno mi ha mai chiesto di tradurre manuali per armi. Ultimamento però ho tradotto molti protocolli di studio di un farmaco chemioterapico, mi sono resa conto che la falsità e l'ipocrisia sono letteralmente ovunque, soprattutto dove si muovono interessi finanziari davvero ingenti (le case farmaceutiche sono solo un esempio).


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giogi
Local time: 03:52
Parole sante Domenica! Feb 10, 2005

Domenica Grangiotti wrote:

PS Anche io rifuggo dai video giochi e per ora nessuno mi ha mai chiesto di tradurre manuali per armi. Ultimamento però ho tradotto molti protocolli di studio di un farmaco chemioterapico, mi sono resa conto che la falsità e l'ipocrisia sono letteralmente ovunque, soprattutto dove si muovono interessi finanziari davvero ingenti (le case farmaceutiche sono solo un esempio).

Il problema è propri questo....e se tu hai 40 anni, io ne ho 45...ahimè!
Ecco perchè scherzavo sui manuali dei telefoni cellulari...Il lavoro che facciamo, se vogliamo essere estremi, è l'apoteosi del'"Antieticità"...nel senso che è intimamente legato al mondo del denaro forse più di altri lavori...ma è poi vero?
Ogni volta in cui faccio lezione ai miei studenti, in qualche modo, non comunico a loro i "miei" valori etici? E' un bel problema anche questo, mi pare...forse anche più grave...I mieii valori etici, sono e devoo essere validi per tuti?
Ma non vorrei deviare dal thread che continuo comunque a ritenere molto interessante!
Ciao a tutti
Giovanna


[Edited at 2005-02-10 10:22]


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Paola Dentifrigi  Identity Verified
Italy
Local time: 04:52
Member (2003)
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L'etica? E la correttezza dove la mettiamo? Feb 10, 2005

[quote]Daniele Martoglio wrote:

Faccio la domanda molto prudentemente perche sono stato quasi lapidato nel forum polacco (e anche per questo sono curioso se noi italiani abbiamo maggiori scrupoli).

I polacchi si situavano sul livello di Alberto Sordi nel film "Finche c'è guerra c'è speranza"... Del resto quando a Roma c'erano oltre 3 milioni di persone in piazza contro la guerra in Irak, a Varsavia c'erano 3000 persone..


Spero che la polemica si apra e si chiuda qui.
Sinceramente non mi piace l'alterigia che hai dimostrato nel
forum polacco (che tra parentesi ho seguito con sommo stupore) e che ora riproponi qui uscendotene con quel bell'incipit su di loro.
Avevo già spesso notato molte volte nei tuoi post SPQP
(sono pazzi questi polacchi), un leggero disprezzo per le loro tariffe e il loro modo di lavorare. Un po' va bene,
ma ti inviterei ad un maggior rispetto visto che ti trovi
in un sito di ampio respiro internazionale.
Non è mia abitudine assumere una tale posizione,
io no sono una moderatrice e neanche un'ambasciatrice polacca.
Se mi sono permessa di scrivere queste righe un po' velenose è solo perché, ripeto, ho seguito l'altro forum e mi sono messa nei panni di uno di loro che legge l'italiano apre questo forum e legge "si situavano sul livello di Alberto Sordi nel film "Finche c'è guerra c'è speranza". E altri riferimenti vari ed eventuali.
Non si tratta di politically correct, ma di sensibilità.

Fine dell'intervento e torno a lavorare.

Paola


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Anch'io... Feb 10, 2005

...non tradurrei, ad esempio, cose legate a razzismo, armi o a pornografia, ma come ha giustamente detto qualcuno, se vogliamo essere "precisi e coerenti" alla fine non traduciamo più niente.
Ci sono un sacco di cose che traduco su cui non sono assolutamente d'accordo a livello ideologico, ma non sono certo io la responsabile dei contenuti, né il semplice fatto di veicolarli in un'altra lingua mi fa diventare responsabile per questo.
Tra l'altro si presume anche che chi legge eserciti il proprio senso critico, perché dovrei fare io la balia dei pensieri e delle scelte altrui?
ciao
Giusi


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Francesca Siotto  Identity Verified
Local time: 04:52
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etica e morale Feb 10, 2005

Ciao Daniele, capisco perfettamente il tuo punto di vista. Il fatto che siamo traduttori non significa che dobbiamo 'piegarci' a maneggiare testi che ci infastidiscono o che vanno contro la nostra morale. Personalmente, non mi è mai capitato di rifiutare alcun testo per questi motivi, ma credo che l'unico caso in cui mi rifiuterei sarebbe quello in cui mi viene chiesto di tradurre un testo inerente la vivisezione o che ha in qualche modo a che fare con i maltrattamenti sugli animali. Per fortuna non mi è ancora capitato sino ad oggi e spero non capiti mai.

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giogi
Local time: 03:52
rieccomi... Feb 10, 2005

Ho dimenticati due cose... Prima:Buon compleanno Domenica!!!!
Seconda: vi racconto un episodio. Un paio di settimane fa si parlava a cena con mia figlia che ha quasi 14 anni del commercio di armi e degli enormi interessi legati al settore. Mi afiglia, che è in bilico tra il mondo degli adulti e quello dei bambini,manifestava la volontà di aderire a un'iniziativa pacifista ( qui in Inghilterra sono molte, ogni giorno) e sosteneva che il mercato delle armi è fortemente anti-etico...Ovviamente, mio marito e io facevamo gli avvocati del diavolo (amaro compito dei genitori di adolescenti) e dopo una discssione accesa di quasi un'ora in cui lei auspicava la chiusura di tutte le fabbriche d'armi del mondo...mio marito le ha chiesto: E se io lavorassi in una fabbrica d'armi?- e mia figlia decisa: -Tu non lo faresti mai!- e mio marito: Ne sei così sicura...E se fosse l'unico modo per permetterci di vivere?-
A quel punto mia figlia ha detto che giocavamo sporco...!!!
Piccolo aneddoto di vita familiare, ma comunque indicativo, mi pare!


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Claudia Sarasin
Local time: 04:52
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Mai nulla contro gli animali Feb 10, 2005

[quote]Domenica Grangiotti wrote:

Ciao, Daniele.
Più invecchio (40 anni tra pochi giorni) e più tendo a pensare che le *dichiarazioni altisonanti* spesso vanificano le migliori intenzioni.

Hai ragione Domenica. Mi permetto di aggiungere anche un altro concetto: spesso le dichiarazioni altisonanti, proprio perché estremamente impegnative, sono difficili da mantenere.
Mi spiego meglio: io, per principio e per "dormire il sonno del giusto", come diceva mia nonna, non accetto nulla che abbia a che vedere con azioni contro gli animali. Banditi, quindi, testi da concerie, macelli e così via. Qualche tempo fa, tuttavia, mi capitò che un'agenzia mia cliente e con la quale avevo (ed ho) un ottimo rapporto anche personale, mi contattò per un servizio molto urgente. L'interprete designata aveva avuto un incidente e non si era pertanto presentata nel luogo in cui era attesa. Mi pregano in ginocchio di vestirmi, mollare tutto e andare (la ditta loro cliente era abbastanza vicino a casa mia). Quando chiedo tranquilla come un uccellino a primavera "di che si tratta?" e mi sento rispondere: "oh, nulla, nulla di tecnico, tranquilla, è una ditta che produce pellicce ed articoli in pelle ma è solo la visita di un cliente, non devi preoccuparti". La mia reazione è stata quella di chiedere che cercassero un'altra persona, ma, per non lasciarli con la patata bollente (c'è un rapporto di amicizia con la titolare), ho assicurato che sarei andata, qualora davvero non avessero trovato nessuno.
Non l'hanno trovato. Naturalmente... Ed io ho fatto l'interpretariato peggiore della mia vita. Avrei dovuto saperlo e rimanere fedele ai miei principi, ma tant'è. Mi sono poi pentita nei giorni seguenti: mi sono detta che non ero stata fedele a me stessa, ma, del resto, probabilmente altrettanto avrei fatto se, al contrario, avessi lasciato la mia cliente / amica in una situazione del genere...
Che altro non traduco?
Ancora nessuno mi ha proposto di tradurre manuali per armi, contro i videogiochi, invece, personalmente non ho nulla di particolare, se non astenermi dall'utilizzarli... Quanto al resto: la politica mi attira, mi piace e mi appassiona, i testi politici (anche quelli della parte contraria a quella in cui mi sento, per così dire, "a casa") sono una bella sfida. Perché non accettare? Certo, non quelli della campagna elettorale
Buon lavoro a voi tutti
Claudia


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 04:52
Member (2005)
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Etica e traduzione Feb 10, 2005

Mi trovo fondamentalmente d'accordo con te, Daniele, sul fatto che debba esistere un'etica nella professione del traduttore e che vi siano dei tipi di testo sui quali un traduttore, seguendo la propria coscienza, dovrebbe rifiutarsi di lavorare. E premetto che hai tutta la mia ammirazione per il ripetuto e netto rifiuto da te opposto alla traduzione per l'azienda che produceva dispositivi per armamenti, nonostante ti avessero raddoppiato l'offerta e ti trovassi in difficili condizioni economiche.

In linea di massima concordo anch'io sull'elenco che tu hai specificato, e alla mia lista nera personale aggiungerei anche clonazione umana, manipolazione genetica, violenza inutile sugli animali (comprese pellicce e commercio di specie rare) e OGM, anche se non ho ancora riportato la lista nel curriculum, ma la ritengo comunque un'ottima idea.

Sono d'accordo poi sul fatto che l'elenco possa cambiare in base ai punti di vista di ciascuno. Credo però che esista un primo livello di principi etici universali e unanimemente condivisi (ad esempio si presuppone che chiunque condannerebbe un testo contrario ai diritti umani fondamentali o che esalti palesemente la guerra, il genocidio, il terrorismo, il razzismo, l'odio religioso, lo sfruttamento, il lavoro minorile, la pedofilia, la prostituzione, la prornografia, la violenza sugli animali), ed un livello secondario che comprende invece principi sui quali esiste un ampio margine di discussione, e che variano in base alla sensibilità di ciascun individuo.

In questo secondo livello, almeno a mio avviso, credo si possano inserire i videogiochi, la propaganda politica (purché ovviamente non contraria ai principi appena esposti) e il marketing multilivello.

Certo, il discorso dei principi etici non va portato all'estremo, perché altrimenti, come giustamente hanno detto alcuni colleghi, in tal caso non si dovrebbe tradurre più nulla. Se infatti si arrivasse al punto di indagare sull'eticità e sulla correttezza non solo del testo da tradurre ma anche di ciascun cliente finale che ne ha commissionato la traduzione, forse la maggior parte di noi sarebbe davvero costretta a cambiare mestiere.

Ciao a tutti,

Rainulf


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Daniele Martoglio  Identity Verified
Local time: 04:52
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TOPIC STARTER
La lista si allunga, e l'esempio di Claudia aiuta.. Feb 10, 2005

Bene, vedo che la lista si allunga, con cose che mi stupiscono.
E proprio questo e' il senso del mio posting, e lo stesso senso voleva avere nel forum polacco:
Stupirci l'un altro ed accrescere la nostra conoscenza della nostra professione, attraverso la conoscenza dei settori di esclusione etica dei nostri colleghi!

Di tante cose avevamo parlato, ognuno poteva immaginare le tariffe, le ore lavorate, la produttivita' oraria, lo stile di vita, la gestione del mix lavoro-famiglia.. ma, mi sembra, questo sia un tema nuovo e quindi interessante.

New entry nella "lista":
- vivisezione e maltrattamento degli animali
- azioni contro gli animali in genere
(quindi anche il settore pelli e pellicce)
- commercio di specie rare di animali
- OGM
- clonazione umana
- manipolazione genetica
- promozione dello sfruttamento e del lavoro minorile
- promozione della pedofilia
- promozione della prostituzione
- esaltazione della guerra e del terrorismo

(Ripeto questa e la SOMMA delle nostre liste personali)

Ancora una cosa:

Claudia Sarasin wrote:

...spesso le dichiarazioni altisonanti, proprio perché estremamente impegnative, sono difficili da mantenere.
(...)
La mia reazione è stata quella di chiedere che cercassero un'altra persona, ma, per non lasciarli con la patata bollente (c'è un rapporto di amicizia con la titolare), ho assicurato che sarei andata, qualora davvero non avessero trovato nessuno.
Non l'hanno trovato. Naturalmente... Ed io ho fatto l'interpretariato peggiore della mia vita. Avrei dovuto saperlo e rimanere fedele ai miei principi, ma tant'è. Mi sono poi pentita nei giorni seguenti: mi sono detta che non ero stata fedele a me stessa, ma, del resto, probabilmente altrettanto avrei fatto se, al contrario, avessi lasciato la mia cliente/amica in una situazione del genere...


Anche io ho avuto un problema simile con un sito di gioco d'azzardo, formalmente a punti, non ha soldi, ma poi non è detto che sia veramente cosi, e comunque puo' indurre il vizio. Tipica "trappola" della fretta: beccato col cellulare fuori Cracovia, avevo detto ok per la traduzione del materiale, sulla base di quello che mi avevano spiegato che era. Testo breve, quindi avevo calcolato che alla peggio se fosse stato più difficile del previsto avrei speso molto tempo per le ricerche e avrei fatto il lavoro in perdita, ma comunque era un nuovo cliente. E poi la sorpresa.

Anche io ho avuto il senso di colpa. E ho aggiunto "gioco d'azzardo" nel sito, e lo dico quando faccio l'elenco dei settori che non traduco. Capitano le situazioni al volo, capita di dover dare un OK per telefono (so benissimo che si deve sempre controllare il testo prima di dare l'OK, ma la vita è la vita e un numero notevole di commesse mi arrivano telefonicamente nei momenti più assurdi..). Per questo è utile una riflessione "a freddo", liberi dall'urgenza della decisione..

Altri settori d'esclusione?

Daniele

[Edited at 2005-02-10 10:54]


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Ruxi
German to Romanian
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Interessante, pero'.... Feb 10, 2005

Un tema molto interessante.
Mi sembra pero' difficile di trovare i limiti, quindi di classificare un testo in una di queste categorie.
Qui avete scritto qualcosa di pellicce. Quindi testi per l'industria di pelleria e pellicceria devono essere rifiutati?
Ma e' un'industria legale.
Poi che considerate voi per manipolazione genetica? Qualche paese rifiuta anche i trattamenti biologici con cellule embrionali, oppure PID (diagnostico preimplantazione) per "in vitro", o riproduzione assistita con cellule donate.
Ogni religione e ogni paese ha problemi non accetabili.
I traduttori che devono fare allora? Rifiutare anche loro?
Poi sono qui anche cose personali. Ognuno quindi puo' rifiutare testi che si contrappongono con loro valori morali, etici.
Dove sono i limiti?
E quanto potete rifiutare? E' un problema allora di soldi e di esistenza.

Ruxi


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