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Ritenuta d'acconto vs. Clienti all'estero
Thread poster: Daniela Colombo

Daniela Colombo
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Oct 15, 2015

Come sintetizzato nell'oggetto, vorrei sapere se è possibile emettere una ricevuta con ritenuta d'acconto nei confronti di Clienti all'estero (fuori dall'Italia, ma in EU); oppure, non avendo P.IVA come posso fare altrimenti...?

Grazie,

Daniela Colombo
phone no. +39.32.9494.4949


 

Christel Zipfel  Identity Verified
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Ricerca sul forum no? Oct 15, 2015

Ti consiglierei di fare una ricerca sul forum.
Questa stessa identica domanda è già stata posta innumerevoli volte negli anni e la risposta è sempre stata la stessa: all'estero non si applica la ritenuta d'acconto non potendo il cliente estero ovviamente versare nulla al fisco italiano.


 

Daniela Colombo
Italy
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TOPIC STARTER
...Era un'emergenza... Oct 15, 2015

Scusa, hai ragione: ho fatto una ricerca, ma evidentemente sono stata troppo frettolosa. Un Cliente aspettava una mia offerta e ho ritenuto più veloce chiedere che cercare, visto che di primo acchito non ho trovato un'informazione precisa. Infatti, anche così, non vado proprio via tranquilla: mi stai dicendo che non avendo P.IVA, emetto una semplice ricevuta al netto di tutto e né io né il Cliente paghiamo le tasse? È così?

 

Christine Cramay-Valentini
Italy
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Non è più consentito ricorrere alle ricevute per l'estero Oct 15, 2015

Christel Zipfel wrote:

Ti consiglierei di fare una ricerca sul forum.
Questa stessa identica domanda è già stata posta innumerevoli volte negli anni e la risposta è sempre stata la stessa: all'estero non si applica la ritenuta d'acconto non potendo il cliente estero ovviamente versare nulla al fisco italiano.


Ciao Daniela,
Christel non sembra aggiornata: non è più consentito emettere delle ricevute di prestazioni occasionali per l'estero in genere, che il Cliente sia europeo o meno.
Dal 1° Gennaio 2010 ci vuole la partita IVA, è obbligatorio.
Il regime delle prestazioni occasionali vige sempre, invece, per chi ha solo dei clienti italiani.
Cordialmente,
Christine


 

Federica Della Casa Marchi  Identity Verified
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r.a. Oct 15, 2015

Per quello che ne so, puoi emettere ricevuta però non al netto, bensì al lordo, perché sarai tu poi nella dichiarazione dei redditi a pagare le tasse allo stato italiano relativamente a tale prestazione. Quanto al calcolo della percentuale, credo che sia meglio che tu lo chieda ad un commercialista.

 

Federica Della Casa Marchi  Identity Verified
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r.a. Oct 15, 2015

Leggo solo adesso adesso l'intervento di Christine C.. Avevo posto questa domanda al mio commercialista qualche mese fa, perché mi era pervenuta una richiesta di collaborazione dall'estero (UE). In quell'occasione mi è stato consigliato di emettere una ricevuta al lordo, considerando una determinata % di futura ritenuta fiscale sul quella tariffa, calcolata in base alla mia posizione lavorativa. E' dunque interessante quanto affermato da Christine, perché in tal caso chi non ha partita IVA non potrebbe più lavorare con l'estero, cosa che non mi era stata riferita.

 

Federica Della Casa Marchi  Identity Verified
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r.a. Oct 15, 2015

Aggiungo infine che la percentuale da considerare indicatami dal commercialista per un servizio effettuato per non residenti in italia era pari al 30%.

 

Christine Cramay-Valentini
Italy
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Affermazione del mio commercialista Oct 15, 2015

Federica Della Casa Marchi wrote:

Leggo solo adesso adesso l'intervento di Christine C.. Avevo posto questa domanda al mio commercialista qualche mese fa, perché mi era pervenuta una richiesta di collaborazione dall'estero (UE). In quell'occasione mi è stato consigliato di emettere una ricevuta al lordo, considerando una determinata % di futura ritenuta fiscale sul quella tariffa, calcolata in base alla mia posizione lavorativa. E' dunque interessante quanto affermato da Christine, perché in tal caso chi non ha partita IVA non potrebbe più lavorare con l'estero, cosa che non mi era stata riferita.


Tengo a precisare che a Gennaio del 2010 ho aperto la partita IVA a causa dei clienti stranieri e perché questo obbligo era europeo, non solo italiano.
Prima di questa data, quindi nel 2009, era possibile collaborare con dei clienti europei ed extra-CEE riversando l'equivalente della ritenuta d'acconto del 20% (allora) al fisco italiano, e ciò a mò di tasse sul reddito. Si applicava poi la ritenuta d'acconto del 20% per i soli clienti italiani.
Non penso che il mio commercialista mi abbia "tradita" inventandomi delle storie nel 2010...
Christine


 

2G Trad  Identity Verified
Italy
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Nuove disposizioni UE del 2010 Oct 15, 2015

Christine C.:
Non penso che il mio commercialista mi abbia "tradita" inventandomi delle storie nel 2010...
Christine


Forse si è un po' confuso.

A gennaio 2010 sono entrate in vigore in tutta l'UE le nuove disposizioni per la territorialità delle prestazioni di servizi in materia di IVA.

Quindi sono valide per chi ha già P. IVA. Non per chi è un traduttore occasionale non professionista che può continuare a emettere ricevute per prestazione occasionale (al lordo senza R. A. poiché il committente è all'estero).

Queste nuove disposizioni hanno portato nuovi adempimenti in materia di Intrastat, autorizzazione a compiere operazioni internazionali, iscrizione al VIES, ecc.

Per vedere se la propria partita IVA è autorizzata per le operazioni internazionali:
https://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/vies/vies.htm

Ciao
Gianni


 

Christel Zipfel  Identity Verified
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Sulla faccenda dell'impossibilità di emettere ricevute all'estero non mi pronuncio Oct 15, 2015

visto che lavoro con partita IVA da tantissimi anni e proprio non lo so.

Ma su una cosa mi vorrei soffermare, dato che nel tuo profilo affermi di lavorare da 15 anni come traduttrice e quindi come autonoma, e alcune cose *fondamentali* le dovresti sapere:


Daniela Colombo wrote:

mi stai dicendo che non avendo P.IVA, emetto una semplice ricevuta al netto di tutto e né io né il Cliente paghiamo le tasse? È così?



Nel nostro lavoro infatti, come in tutte le attività indipendenti, un minimo di conoscenze fiscali e contabili mi sembra indispensabile, anche se purtroppo nella maggior parte dei casi non possiamo fare a meno del commercialista. Che non è infallibile, come troppe volte leggiamo anche qui, ma almeno risponde del suo operato se sbaglia.
Ora, 1) se il tuo cliente paga o no le tasse non ha proprio niente a che vedere con la tua ritenuta.
2) Per le tasse, come già detto da qualcuno, si fa il conguaglio al momento della dichiarazione dei redditi. La ritenuta d'acconto è, come dice il nome, un *acconto* fisso del 20% sulle tasse da pagare che versano i nostri committenti (titolari di partita IVA) in Italia per conto nostro al fisco. Può darsi che sia stato versato troppo, come può darsi che sia stato versato troppo poco, per varie ragioni (clienti senza partita IVA, clienti all'estero...).
Ad ogni modo, le tasse si pagano sempre; in un caso (con la ritrenuta d'acconto) anticipatamente e in modo forfettario, oppure alla dichiarazione dei redditi. Almeno così dovrebbe essere.


 

Daniela Colombo
Italy
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...ho cambiato modalità... Oct 15, 2015

[quote]Christel Zipfel wrote:

Ma su una cosa mi vorrei soffermare, dato che nel tuo profilo affermi di lavorare da 15 anni come traduttrice e quindi come autonoma, e alcune cose *fondamentali* le dovresti sapere:

Christel, perdonami, a me non piacciono le risposte sgarbate e impertinenti. Io sono una traduttrice dal 2000, ma non ho voglia di raccontare a te con quali tipologie di contratto ho lavorato finora. Se mi sto ponendo il problema oggi, evidentemente, è perché mi capita oggi di avere bisogno di questa informazione e se la tua risposta doveva esordire con "Sulla faccenda dell'impossibilità di emettere ricevute all'estero non mi pronuncio" potevi tranquillamente risparmiarti il resto, visto che non era la risposta alla mia domanda!

Io vedo Proz.com come un punto di incontro SOLIDALE tra colleghi appassionati che operano in un settore un po' bistrattato, ma affascinante. Spero che tu sia l'unica a rispondere così poco educatamente!

Detto ciò, ringrazio tutti gli altri. Sul web ci sono pareri discordanti, ma ne verrò fuori e condividerò la normativa aggiornata in coda a queste risposte (datemi qualche giorno).

Buona continuazione!

Daniela Colombo


 

Christel Zipfel  Identity Verified
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Neanche a me piaccono le risposte sgarbate e impertinenti Oct 15, 2015

Daniela Colombo wrote:

Christel, perdonami, a me non piacciono le risposte sgarbate e impertinenti. Io sono una traduttrice dal 2000, ma non ho voglia di raccontare a te con quali tipologie di contratto ho lavorato finora. Se mi sto ponendo il problema oggi, evidentemente, è perché mi capita oggi di avere bisogno di questa informazione e se la tua risposta doveva esordire con "Sulla faccenda dell'impossibilità di emettere ricevute all'estero non mi pronuncio" potevi tranquillamente risparmiarti il resto, visto che non era la risposta alla mia domanda!



né penso che la mia sia stata tale, e mi dipiace che tu abbia avuto questa impressione.
Ma rimango dell'avviso che indipendentemente dalle tipologie di contratto con cui uno abbia avuto a che fare (per citare le tue parole), un professionista deve sapere almeno che cos'è la ritenuta d'acconto. La definizione è univoca ed è quella che ho cercato di spiegare visto che mi sembravi avere le idee confuse a proposito. Niente di offensivo, credo davvero.

[Moderatori, per favore, se ci siete, la mia risposta è stata "sgarbata e impertinente"??]


 

Daniela Colombo
Italy
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Conclusione Oct 16, 2015

Ho trovato questo link:

http://www.soldioggi.it/prestazioni-occasionali-verso-lestero-e-ritenuta-dacconto-6047.html

che conferma quanto detto in precedenza: la cosa giusta da fare è emettere una ricevuta al lordo della ritenuta d'acconto che il Traduttore verserà allo Stato, mentre per il Cliente, ovviamente, la storia finisce lì.

Io vorrei ringraziare tanto chi ha voluto condividere ciò che sapeva. Secondo me, anche argomenti triti e ritriti, ogni tanto vanno rispolverati, se non altro perché le normative cambiano spesso e capita che sfugga qualcosa.

Detto ciò, buon lavoro a tutti!

Daniela Colombo


 

Giuseppe C.  Identity Verified
Italy
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Chiarimento Oct 16, 2015

Daniela Colombo wrote:

Ho trovato questo link:

http://www.soldioggi.it/prestazioni-occasionali-verso-lestero-e-ritenuta-dacconto-6047.html

che conferma quanto detto in precedenza: la cosa giusta da fare è emettere una ricevuta al lordo della ritenuta d'acconto che il Traduttore verserà allo Stato, mentre per il Cliente, ovviamente, la storia finisce lì.

Io vorrei ringraziare tanto chi ha voluto condividere ciò che sapeva. Secondo me, anche argomenti triti e ritriti, ogni tanto vanno rispolverati, se non altro perché le normative cambiano spesso e capita che sfugga qualcosa.

Detto ciò, buon lavoro a tutti!

Daniela Colombo



Non è che si emette una ricevuta "al lordo della ritenuta di acconto". Si emette una ricevuta al lordo delle imposte da versare. La ritenuta di acconto non è di per sé un'imposta, ma un acconto sull'imposta IRPEF da conguagliare al momento dovuto, ossia quello della dichiarazione dei redditi, quando si opera con un cliente residente in Italia e munito di partita IVA.

A prescindere da partita IVA o meno, la ritenuta di acconto ha un senso solo per un cliente con partita IVA italiana. Con l'estero si fattura, o si inserisce nella ricevuta se sprovvisti di parita IVA e in regime di lavoro occasionale, la cifra del compenso pattuita e si attende la fine dell'anno solare per calcolarsi le imposte (e gli eventuali versamenti contributivi INPS) da pagare.

Non esiste, e non è mai esistito, per chi continua a volte ad asserirlo, alcun limite territoriale per l'attività di traduttore. Può lavorare sempre con qualsiasi cliente, a patto che rispetti le norme del caso e ovviamente versi le imposte e i contributi dovuti, a prescindere dal suo regime fiscale.

Spero sia chiaro per tutti e una volta per tutte.


[Edited at 2015-10-16 07:05 GMT]

[Edited at 2015-10-16 07:05 GMT]

[Edited at 2015-10-16 07:06 GMT]


 

Daniela Colombo
Italy
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Oh, là! Oct 16, 2015

Grazie Giuseppe per la puntualizzazione!

 
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