Da dipendente in azienda a traduttrice
Thread poster: LauraMora

LauraMora
Italy
Nov 9, 2015

Buonasera, mi sono appena iscritta per avere un consiglio di cui ho fortemente bisogno.

Dal 2007 lavoro come dipendente in qualità di impiegata commerciale estero e negli ultimi tempi sto pensando di provare a diventare traduttrice, a piccoli passi.

Sono laureata in Mediazione Linguistica e Culturale alla Statale di Milano, lingue inglese e tedesco.
Ho un lavoro a tempo pieno e indeterminato, che non mi da' la possibilità di frequentare Master o corsi con frequenza obbligatoria.

Ho anche pensato all'idea di lasciare il lavoro (di questi tempi è un grosso rischio) e ricominciare a studiare, ho visto il sito delle Civiche Scuole di Traduzione a Milano che offrono un corso interessante di traduzione. C'è da considerare che c'è un esame di ammissione e non è scontato che io lo passi...mi chiedo anche se non è il caso prima di fare dei corsi on-line, almeno per capire come funziona.

Per iniziare e riprendere in mano i libri ho acquistato dei manuali da studiare e mi sono iscritta a un corso on-line di STL Formazione intitolato "Traduttori si diventa".
Qualcuno di voi può consigliarmi dei corsi on-line validi che non siano solo una trappola o una truffa?
Ho letto molti pareri negativi in Internet relativi a corsi on-line che non valevano il loro costo.

Del corso a Milano mi piace la specializzazione in traduzione audiovisiva, ma c'è realmente uno sbocco pratico in questa direzione? E' un lavoro che si può fare da casa?
Ho mille domande in testa e nessuna risposta...

Grazie in anticipo a chi mi risponderà
Laura


 

Fiona Grace Peterson  Identity Verified
Italy
Local time: 16:31
Member
Italian to English
Make It Work! Nov 9, 2015

Una volta ero molto più propensa a consigliare le persone ad intraprendere questo mestiere. Ma sono tempi veramente duri per chi lavora in Italia come traduttrice freelance.

Ma facciamo alcune considerazioni. Innanzitutto ti consiglio vivamente di leggere bene i forum, perché sono uno scrigno prezioso di consigli utili, anche per chi vuole iniziare.

Ho preso in prestito una frase di Tim Gunn, mentore della versione americana di Project Runway. Non c'è un percorso unico per diventare traduttore, nessun "one size fits all", nessuna bacchetta magica. Fai bene a diffidare dei corsi on-line, anche se ci sono alcuni molto validi. Penso che quelli di Isabella Blum, per esempio, lo siano, ma non ho esperienza in merito. Cito Tim Gunn perché credo che se vuoi veramente diventare traduttrice, ti impegni e fai dei grandi sforzi per diventarlo, allora ci sono buone possibilità. Ma è un mercato in grande fermento, ci sono grandi cambiamenti in atto, ci vuole dedizione, flessibilità, tante capacità.

Credo che una buona formazione di base ci vuole, e temo che chi sia sprovvisto di laurea o esperienza diretta di un determinato settore farà fatica farsi prendere sul serio. Ma siamo tutti individui, con delle capacità diverse. Il mercato è saturo, quello sì, ma è anche molto grande e variegato. Chi sa inventarsi, adattarsi, ha delle buone possibilità.

Ti consiglio di entrare in contatto con più persone possibile. Tra poco c'è una conferenza Proz a Maranello, oppure ci sono spesso dei Powwow, che sono altri incontri. Un sito prezioso si chiama Meetup (meetup.com) - prova cercare gruppi di traduttori della tua zona.

Non è una strada da imboccare con leggerezza, ma credo che questo tu l'abbia già capito. Da approfondire anche il discorso fiscale, ma lì ci sono colleghi molto più bravi di me, che senz'altro ti risponderanno. Ma se ti piace, e riesci a farla funzionare, allora ti porterà tante soddisfazioni. Anche perché, da freelance sono dell'opinione che fare un lavoro che non piace, non fa altro che far morire lentamente, per citare il grande Pablo Neruda.

In bocca al lupo!

[Edited at 2015-11-10 12:17 GMT]


 

LauraMora
Italy
TOPIC STARTER
Grazie Nov 9, 2015

Grazie per la tua risposta

Intanto continuo a studiare come hobby, poi si vedrà...e nel frattempo mi tengo stretto il mio lavoro.

Grazie ancora
Laura


 

Alessandra Chiappini  Identity Verified
Local time: 16:31
German to Italian
+ ...
Consigli vari Nov 10, 2015

Ciao Laura, il primo consiglio che mi sento di darti è di non lasciare il tuo lavoro. Come già scritto da Fiona il freelance ha vita difficile al momento, se tradurre è una tua passione cerca di coltivarla parallelamente al lavoro in ufficio, noi siamo quelli che lavorano la sera e qualche volta anche i fine settimana...

Isabella Blum è una collega capace, trovi informazioni sul suo sito, ho seguito un paio di corsi in passato. Questi corsi possono aiutarti a crescere professionalmente e a creare una rete di contatti.

Anche AITI, associazione di cui faccio parte, organizza corsi di formazione per i propri soci, in ogni regione. Puoi trovare info sul sito.

In bocca al lupo
Alessandra


 

Marika Di Stefano  Identity Verified
Italy
Local time: 16:31
Member (2013)
German to Italian
+ ...
Esperienza vissuta in prima persona Nov 10, 2015

Ciao Laura, benvenuta su Proz.
Ho sentito particolarmente vicino il tuo post perché io sono una di quelle che ha lasciato il posto fisso per diventare freelance qualche anno fa (coraggiosa....).
Il discorso sarebbe davvero molto lungo, ognuno ha la propria storia e vive situazioni diverse, soprattutto in questo periodo di crisi economica generale.
Ecco, diciamo che la mia non era proprio delle migliori per vari motivi anche se il posto era a tempo indeterminato, di conseguenza mi sono trovata quasi costretta a trovare un'alternativa che mi desse un attimo di stabilità economica reale. Non che l'essere freelance la dia, specialmente all'inizio, ma nel mio caso questa scelta mi ha aiutata davvero tanto. Il passo è stato naturalmente difficile, lavoravo di giorno in ufficio e di notte per conto mio, ma quando ho visto che le cose iniziavano ad andare abbastanza bene ho pensato che era giunto il momento di provarci... Nel frattempo mi sono iscritta a Proz e ad Aiti (che offre spesso corsi nel fine settimana), ho investito in connessione, computer e programmi di traduzione assistita e ho continuato ad aggiornarmi... a mio favore giocava il fatto che lavoravo in un'agenzia di traduzioni e sapevo già più o meno come muovermi e quali strumenti erano necessari per ottenere i primi incarichi. Inutile dire che è stata una decisione impegnativa e faticosa, però a qualche anno di distanza non tornerei indietro. La mia è stata una scelta abbastanza obbligata, però se tu hai un lavoro a tempo indeterminato regolarmente retribuito e con condizioni buone, ti consiglio di non lasciarlo... oggi è difficile essere assunti, la passione per la traduzione non abbandonarla però, non si sa mai che possa aprirti nuove strade in futuro!
Un caro saluto,
Marika


 

ylenia bellantoni
Local time: 16:31
English to Italian
+ ...
da traduttrice a dipendente in azienda (il percorso inverso) Nov 11, 2015

Ciao Laura,

mi fa davvero piacere leggere il tuo messaggio, perché mi trovo in questo momento a fare la scelta opposta e condivido i tuoi dubbi. Mi aiuta psicologicamente leggere altre persone con dubbi simili e le testimonianze di colleghi traduttori.

Io ho conseguito la laurea triennale a Forlì, prima ho lavorato come traduttrice in-house, poi ho lavorato per un lungo periodo in azienda e da due anni ho iniziato a lavorare come traduttore freelance. Ero partita con entusiasmo ed è molto più dura di quanto mi aspettassi. La mia combinazione linguistica è solo inglese/italiano e faccio anche trattativa, devo dire che da traduttore ho trovato pochissimo da fare. Mi sembra che il mercato sia completamente saturo e sinceramente non ho idea di come aprirsi un varco (anzi se qualche collega vuole dire la sua sulla situazione ATTUALE del 2015 mi farebbe piacere confrontarmi). Ho visto più spiragli nell'ambito dell'interpretariato, sebbene io faccia solo la trattativa e questo lo vedo un po' come un limite.

Ho fatto un corso utile di Corinne McKay, è online, l'argomento è How to start as a freelance translator, e pone molto l'accento sull'aspetto del marketing, bisogna essere molto bravi a farsi conoscere all'inizio, e questo è il punto per me difficile. Inoltre è un corso molto pratico, con task da eseguire ogni settimana, mi sento di consigliarlo, però poi te la vedrai tu con il mercato e tieni soprattutto in considerazione che si tratta del mercato con la lingua italiana (uno dei meno pagati in assoluto).

Sinceramente nel tuo caso non mi avventurerei a fare il traduttore in questo momento, a meno che tu non riesca a trovare una posizione da traduttore in-house dipendente dove farti le ossa. Io sto facendo il percorso inverso e mi sto avviando a tornare in azienda, se però qualcuno ha suggerimenti migliori, mi farebbe molto piacere leggerli.


 


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